Home / ComeDonChisciotte / IN CULO ALLA SOVRANITA’ DEL POPOLO
13387-thumb.jpg

IN CULO ALLA SOVRANITA’ DEL POPOLO

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Mentre gli italiani si lasciano piacevolmente distrarre dalla Coppa del Mondo brasiliana (panes et circenses docent), dispersi cuore e mente in quel glorioso caos della competizione calcistica internazionale, nasce una vera e propria “Scuola di lancio di scarpe” contro i potenti della terra, ad opera di Luke Rudkowski, responsabile del sito wearechange.org

http://wearechange.org/coach-rudkowskis-brass-balls-shoe-throwing-academy/

Iscrittami alla scuola e praticando con gioiosa libidine gli allenamenti tutti i giorni, vorrei lanciare una scarpa, anzi uno scarpone da sci (naturalmente sempre serenamente e pacatamente) in testa alle riforme renziane targate Ocse, perché sono una vera pattumiera di menzogne, schifezze e porcherie.

Dato l’attivismo ciarlatano dei mezzi di distrazione di massa e grazie al servilismo spudorato dei tanti sedicenti “giornalisti” servi, domestici a ore del Gruppo Bilderberg, pochi italiani hanno capito qualcosa, ma molti non hanno capito una beneamata mazza di niente (consentitemi qualche sfacciata fruizione di licenza poetica, ma quanno ce vo‘, ce vo’ (Trilussa).

Infatti queste “riforme” in corso da vent’anni a questa parte nell’area Ocse, quelle che tanto ci hanno richiesto l’Europa, il Fmi, il Colle, la Bce, Goldman Sachs, J.P.Morgan, ora stanno per essere impalmate e realizzate dal giovanotto rottam’attore per eccellenza, non votato da nessuno, ma imposto al governo dell’Italia appunto da quei poteri fortissimi nominati or ora, il quale non ha alcuna intenzione di rottamare il vecchio modo di fare politica, corrotto e truffaldino, ma che sta per rottamare definitivamente diritti democratici, welfare state, lavoro, reddito e benessere sociale.

Unico e vero obiettivo di queste “provvidenziali riforme” è semplicemente quello di “rendere la società market-friendly, “marktkonform”, ossia amica del mercato finanziario” (Marco Della Luna). Un killeraggio seriale riformatore in corso da diversi anni, originato da un’altra scuola, quella dei “Chicago Boys”, che operarono negli anni ’70 sotto l’egida di Milton Friedman, e che imposero la nuova dottrina neoliberista, praticando quella serie di privatizzazioni e liberalizzazioni dell’economia e del monopolio pubblico della previdenza, prima al Cile di Pinochet, poi al sud America e oggi praticamente a tutto l’occidente europeo.

Un killeraggio seriale che opera secondo la pratica della “Shock Economy”, famosissimo saggio in cui Naomi Klein ha raccontato come disastri naturali, crisi economiche e guerre rappresentino ormai da tempo una perfetta occasione su cui si avventano gli squali della nuova finanza.

Il terrorismo mediatico garantisce il successo, “oddio” il debito pubblico, la Grecia, lo spread, il default, la crisi, la disoccupazione, il Titanic che affonda! Un killeraggio seriale che ha comportato milioni di vittime e migliaia di suicidi nell’Europa eurocratica e neoliberista governata dalla BCE (Banca a mandato pubblico, ma a interesse privato).

Una banca privata che si occupa di risolvere i problemi sociali del pubblico! L’ossimoro schizofrenico non ha colpito l’attenzione e l’emozione del Presidente della Repubblica Italiana? Quella Res Pubblica nata dalla guerra contro il nazifascismo, nata dal sangue antifascista della Resistenza, nata dalla Costituzione di Piero Calamandrei?

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Parole di pace, parole guerriere, parole scritte col sangue della guerra antifascista, smentite quotidianamente dal Presidente della Repubblica, ex comunista, ex migliorista, cortese interlocutore del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi (http://www.losai.eu/napolitano-ci-ricasca-terza-lettera-alla-massoneria-8-mesi/), che sta sostenendo il killeraggio governativo in atto, il cui scopo evidente non è il rilancio economico occupazionale ma l’ulteriore concentrazione del potere nelle mani dell’oligarchia politico finanziaria dominante.

Nel 1999 l’Ocse tracciava una sintesi delle riforme economiche attuate in numerosi paesi nel decennio che si stava chiudendo, dando indicazioni circa il futuro (Marco Della Luna):

  • Liberalizzazione della regolamentazione dei sistemi finanziari
  • Riduzione delle aliquote per i redditi più alti
  • Liberalizzazione dei movimenti dei capitali e ulteriore liberalizzazione del commercio
    Internazionale (TTIP)
  • Deregolamentazione e privatizzazione nei settori delle Utility
  • Restrizioni all’utilizzo delle politiche industriali
  • Flessibilizzazione dei mercati del lavoro e irrigidimento dei criteri di fruizione del welfare state
  • Riduzione dell’area dell’intervento pubblico nell’economia

A ciò si aggiunga la Riforma Costituzionale per un sistema monocamerale spinto che si conforma perfettamente alla prossima dittatura del premier, dove il Senato viene ridotto ad ectoplasma democratico, espressione del fogno piduista di Gelli e Berlusconi (riforma per ora costata la rimozione dei “dissidenti” Mineo e Chiti dalla Commissione Affari costituzionali e la conseguente autosospensione di altri 12 senatori), garantito per di più da una legge elettorale vergogna.

Il Senato diventerebbe la “Camera delle autonomie” composta da 148 componenti, 42 membri di diritto (Presidenti di Regione e sindaci dei capoluoghi di regione), 80 aggregati (due sindaci per regione e due sindaci di capoluoghi), 21 nominati dal Quirinale (che sceglierà il Signore del Colle personalmente secondo i suoi gusti), più 5 senatori a vita. Insomma una Camera Fantasma, molto simile al Parlamento Europeo, simbolo sensibile di tutti i possibili modelli istituzionali privi di senso (se non quello di garantire l’accentramento del potere nelle mani dell’oligarchia euroatlantica), che potrebbe votare solo per materie quasi sempre marginali e insignificanti. “E una volta abolito il Senato, con una sola Camera, tutte le riforme liberticide saranno possibili, anche quella presidenziale e della giustizia da sottoporre al controllo del Governo”. (Ferdinando Imposimato)

Chi è dunque l’esecutore fallimentare prescelto per queste “Riforme Illuminate”? Chi l’artefice predestinato dalla sorte bieca, bastarda e mascalzona? Ma il nostro Renzi! Il Magnifico del PD, che è stato unto dal Colle per la strepitosa vittoria ottenuta alle europee, sostenuto da un sistema di potere assolutamente vasto e ben determinato a non lasciarsi sfuggire dalle mani la spazzatura morale del proprio scettro, protetto da Donnie-Obama, dalla zia Angie, da Goldman Sachs e dagli amici del Bilderberg, mentre le agenzie di rating lo premiano e la finanza internazionale lo elogia, mentre riesce a commuovere Banche, Confindustria, Cgil Cisl e Uil, Conferenza Episcopale, enti locali, mondo dello sport e dello spettacolo, mass media cartacei e digitali, insomma tranne che la ragione tutto.

Una sorte bieca, bastarda e mascalzona? No, semplicemente un perfetto e riuscitissimo imbroglio, protratto da decenni, ai danni della democrazia, della libertà e del benessere del popolo italiano. Patrocinato da un partito definitosi di sinistra, che oggi sta saccheggiando tutte le conquiste sociali della sinistra storica, garantite dalla Costituzione antifascista (così odiata da J.P.Morgan), un partito dunque che sta tradendo le proprie origini (mentre canta “Bella ciao” in Parlamento) e che è diventato più nero della pece, più nero della morte e delle camicie di tragica memoria.

Una forza politica sedicente di sinistra che alimenta vergognosamente la guerra dichiarata dalla finanza internazionale contro gli italiani, una guerra irresponsabile del privato contro il pubblico, protratta con la stessa irresponsabilità che Keynes denunciava nel 1925, quando criticava aspramente la decisione di Winston Churchill, allora Chancellor of the Exchequer del Regno (Ministro del Tesoro), di tornare al cambio fisso del Gold Standard fissando il valore aureo della sterlina al livello prebellico. Ma poiché i prezzi in Gran Bretagna erano aumentati più velocemente che in molti altri paesi con cui essa commerciava, tornare alla parità prebellica avrebbe significato un forte apprezzamento reale: tale decisione fu deleteria per l’economia inglese e produsse una forte recessione.

Scriveva infatti Keynes: “Credo che il nostro livello dei prezzi, se convertito in oro alla parità prebellica, sia troppo elevato rispetto al livello dei prezzi in altri paesi. Dunque, a meno che la situazione non sia salvata da un aumento dei prezzi esteri, il Cancelliere sta impegnando il paese in una politica di riduzione forzata dei salari monetari di circa 2 scellini per ogni sterlina. Non credo che questo possa essere ottenuto evitando un danno senza precedenti ai profitti industriali e alla pace sociale. (.)

Sarei molto più propenso a mantenere il valore aureo della nostra moneta al livello di alcuni mesi fa, piuttosto che intraprendere una lotta con ogni singola organizzazione sindacale del paese per ridurre i salari monetari. Pare più saggio, più semplice e più assennato lasciare per qualche tempo che la moneta trovi da sé il suo valore piuttosto che forzare una situazione che metterebbe i datori di lavoro di fronte all’alternativa di chiudere i battenti delle loro imprese o di ridurre i salari, qualunque sia il costo della lotta che ne verrà. Per questa ragione, rimango dell’avviso che il Cancelliere abbia fatto una cosa insensata – in quanto, nella migliore delle ipotesi e se tutto dovesse andare bene, non avremo comunque alcun compenso adeguato per il rischio che stiamo correndo.” (J.M.Keynes, Le conseguenze economiche di Winston Churchill).

Sostituite l’ordine di fattori e il prodotto non cambia, al Gold Standard sostituite l’EURO e il prodotto risulta essere: deflazione, recessione, chiusura di aziende, svalutazione dei salari, disoccupazione, suicidi, fallimenti, ecc. Una catastrofe che stiamo vivendo in tempo reale. Il caro vecchio Keynes era decisamente geniale! Ma come è accaduto a molti grandi geni della storia, le sue parole rimasero spesso inascoltate da parte del potere che si faceva, come ora, gli affari suoi.

Dunque una sorte bieca, bastarda e mascalzona? Assolutamente no, semplicemente una volontà chiara, attestata e determinata di potenza, per estorcere al popolo italiano quella sovranità che il sangue della storia gli aveva garantito. Ora speriamo non ci voglia altrettanto sangue per riprenderci quello che ci spetta.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

18.06.2014

Pubblicato da Davide

  • Nauseato

    Ora speriamo non ci voglia altrettanto sangue per riprenderci quello che ci spetta.”


    Questa speranza conclusiva credo sia volutamente ingenua. E capisco bene di suonare truce (tanto truce quanto placidamente seduto davanti a una tastiera…), ma temo non esistano alternative.
    Perché si ha un bel dire, sperare e ragionare, ma quando un arto è in putrefazione si può solo salvarsi amputandolo. Un atto estremo, irreversibile, violento e volendo ripugnante fin che si vuole, ma non c’è altra scelta.
    Amputare. Eliminare.
    Allo stesso modo in una situazione marcia come l’attuale si può solo (sperare) di uscirne "amputando"… quei soggetti che ne sono responsabili. Andandoli a prendere uno a uno. Assurdo perché responsabili in una certa (fino a che punto..?) misura lo sono in molti e pertanto sarebbero troppi? Sì, indubbiamente sarebbero troppi. Tra loro, amici, parenti, collaboratori, fiancheggiatori, beneficiari e artefici a vari livelli, aggiungendo quelli che per ottusità li difendono, il numero potrebbe raggiungere cifre da sterminio di massa.
    E chi sarebbe in grado – a tutti gli effetti,.. – di assumere il compito di una simile carneficina?
    Quindi? Quindi mettiamoci l’animo in pace e lasciamoci serenamente divorare dal marciume ormai dilagante passando il tempo a sfogarci in analisi e invettive.
  • ROE

    I dominati possono liberarsi soltanto autoriorganizzandosi.

  • marcocolli

    Esiste un’ alternativa non utopica, si chiama adattamento,evoluzione,mutazione e nel nostro caso, per chi non ha schemi inamovibili, si chiama FUGA ,dal nostro paese in disfacimento.

  • Servus

    Intanto oltre a Berlusconi, sempre prono alle volontà oligarchiche, ora anche Grillo vuole fare le riforme tanto desiderate dai nostri padroni insieme a Renzi: tutti insieme appassionatamente.

    Tanto il popolo bue ha votato Renzi e ora non guarda che le partite di calcio.
  • Simec

    nel senso che bisogna sempre combattere.
    certo ogni Rivoluzione è diversa dalle precedenti, come le guerre, come tutto.
    ma bosogna sempre soffrire, rischiare, lottare, ecco lottare, ciò che questa orda di ebeti catodicamente eterodiretti non è + capace di fare.
    Ma c’è sempre un punto oltrepassato il quale i popoli si ribellano.
    E non dimentichiamo che persino in questo paese di merda negli anni 60 e 70 si è lottato contro il regime, soprattutto fuori dai palazzi di regime, penso al Movimento studentesco, operaio, i gruppi extraparlamentari poi rivoluzionari. Ci si è provato, poi quella generazione ha perso è la Rivoluzione, quel tentativo di Rivoluzione è fallito. Ma succederà ancora. E può succedere sempre. Se lo ricordino quei burocrati criminali e infami.
    Ma succederà solo quando noi, massa di schiavi di merda, avremo il coraggio di dire: ora BASTA, ora avete finito di succhiarci il sangue, ora vi appendiamo ai lampioni delle strade. Solo a quel punto le cose cambiano, quando il popolo si infuria e insorge, non prima. Non scrivendo l’ennesimo pistolotto. Alle parole deve seguire l’azione civile di popolo.

  • ROE

    Sono stato in quasi tutti i paesi e, ad eccezione di alcuni piccoli, la condizione della maggioranza della popolazione non è molto diversa dalla nostra.

  • spadaccinonero

    @spadini

    scrivi cose sensate, peccato per la tua inguaribile indole grillina…
    p.s. panem et circenses XD
  • Georgios

    No. Quello che descrivi si chiama guerra civile.
    Il "sangue" usato dall’articolista a mio avviso e’ la rappresentazione allegorica del prezzo che necessariamente sarà pagato in una lotta sociale contro i potenti. Del sangue, di certo, anche in una lotta cosi, ne verrà versato.
    Ma non si tratta di andare a trovare "uno ad uno" amici, parenti, collaboratori etc per "amputarli" dal corpo della società. Forse qualcheduno pagherà il prezzo, come e’ sempre accaduto. Ma la maggior parte dei fiancheggiatori sarà "semplicemente" additata e più o meno simbolicamente umiliata.
    La vera collera popolare e’ per i potenti. Ai loro servi basta il disprezzo.

  • Georgios

    Parole giuste.
    Mi permetto solo di "correggere" un punto: No, questo paese (anche se non "mio" – anche se lo sento cosi) non e’ affatto "di merda" e i suoi abitanti non sono affatto degli ebeti.
    Sono vittime di una propaganda subdola che dura da 30 anni come anche del tradimento di quelli che considerava come rappresentanti dei suoi ideali di lotta e di libertà.
    Se posso essere di conforto, devo spiegare che anche noi in Grecia, anche gli altri popoli europei, siamo vittime degli stessi meccanismi di propaganda e di tradimento.
    Ma e’ giusto: verrà il momento che il coperchio salterà. E festeggeremo insieme.

  • Georgios

    Un altro bell’articolo della signora Spadini che dice le cose con il proprio nome.
    Unico punto "debole", a parer mio, l’esagerato riferimento a Keynes, un economista del capitalismo "prudente" più che bonario. Che voleva la botte piena e la moglie ubriaca.
    Infatti i suoi consigli furono seguiti al punto di dare dei risultati concreti soltanto dopo la guerra mondiale quando la gente oltre che ad essere ragionevolmente incazzata era pure fresca di esperienza di lotta armata.
    Il capitalismo e’ sempre capitalismo se gli dai corda ti succhia il sangue.
    Anche oggi si levano delle voci per il "bisogno di un capitalismo più moderato" come ad esempio quella di Nouriel Roubini il quale e’ arrivato a dire che "Marx aveva ragione, il capitalismo può arrivare al punto di distruggere se stesso" (intervista al Wall Streat Journal, Ottobre 2011), ma chi lo ascolta?
    Oggi siamo, ancora purtroppo, immersi nel sonno mediatico dell’individualismo e del "non esiste lo Stato, esiste l’individuo" (Thatcher e Reagan, anni 80).
    Ma ci sveglieremo. Per rimanere nel campo dei modi di dire, questo e’ poco ma sicuro.

  • RosannaSpadini

    @spadaccino

    L’infatuazione per il M5S dipende dal fatto che è l’unica opposizione credibile al sistema, perché si sta muovendo con logica lucida, razionale, oltre le ideologie (caratteristica tipica del nostro tempo, dopo la caduta del muro, vedi Z.Bauman), raccattando voti a destra e a sinistra, cioè operando per la prima volta dopo le ferite del dopoguerra, quella sorta di riappacificazione sociale e morale, che mancava agli italiani, un popolo dilaniato da molteplici divisioni, dovute appunto a secoli di storia di dominazioni, di servitù, di guerre e conflitti tra i vari stati italiani.

    L’infatuazione mi passerà quando i 5S andranno al potere: ci manca poco, aspettiamo solo il prelievo forzoso, il bail-in dopo il crollo delle banche e il volo degli elicotteri, al suono della “cavalcata delle valchirie”.

  • RosannaSpadini

    @Georgios

    Anche tu scrivi bene Georgios e dici cose molto sensate, come  “il capitalismo e’ sempre capitalismo se gli dai corda ti succhia il sangue”. Io però non credo nel comunismo, anche se teorizzato da un altro vero genio dell’economia e della politica, quale è stato Marx, ma nella storia dell’umanità il comunismo si è sempre trasformato in dittatura di un unico partito, e poi la lotta contro la proprietà privata non ha senso, perché la proprietà privata è l’espressione stessa dell’indole umana, senza proprietà privata l’uomo non ha più alcun incentivo per migliorare, per progredire e di conseguenza per portare vantaggi alla società.

    Certo il capitalismo dovrebbe essere controllato e moderato dalla politica, che oggi è stata asservita al suo potere, però nell’immediato dopoguerra l’Italia ha vissuto un lungo periodo di benessere (anche se indotto dalla guerra fredda o funzionale appunto alla dicotomia Usa-Urss), quindi speriamo di poter recuperare quell’equilibrio.

    Quanto a Keynes, tieni presente che ha risolto la crisi del ’29 con la sua “Teoria generale”, di incremento della spesa pubblica, non avendo fiducia appunto nella capacità del mercato lasciato a se stesso e ritenendo necessario l’intervento dello stato per risolvere i problemi economici della crisi, favorendo così la piena occupazione. Quello che si dovrebbe fare oggi, quando invece sono adottate volutamente e per puro interesse di pochi le teorie tragiche dell’austerity.

  • Georgios

    Argomentare in modo dialettico e’, oltre che bello, utile. Perché alla fine tutti traggono dei vantaggi nel senso che diventano più ricchi di idee.
    Dunque, qui non si tratta di riferirsi alla genialità o meno di Marx. In fin dei conti se era effettivamente un genio (come p. es. fu il caso di Einstein) com’è che le sue teorie non sembrano poter attuarsi? Quindi si tratta semplicemente di capire se le sue teorie sul capitalismo abbiano avuto riprova o meno. Data la situazione attuale del mondo non credo che le sue tesi abbiano bisogno di sostegno. I fatti parlano da soli sia che li guardiamo dal punto di vista puramente economico sia dal punto di vista sociale, la conclusione e’ una: camminiamo diritti verso la barbarie.
    Il problema e’ se l’alternativa alla barbarie sia il socialismo (come sosteneva Marx) oppure il capitalismo (di nuovo).
    Purtroppo la storia dell’umanità e del comunismo a cui ti riferisci si riduce ad un massimo di 150 anni (Commune di Parigi compresa). Il capitalismo invece, come sistema economico imposto dalla classe dominante precedentemente mercantile, la borghesia, ha una storia che comincia dal 11o secolo con la, per la prima volta, concessione di un Re dei suoi diritti feudali (Magna Carta, 1215). E’ cosi che pian piano incomincia la trasformazione della società feudale verso la società borghese. Questa trasformazione e’ completata nel 1789 ma neanche quella data può definirsi come decisiva per la definitiva vittoria della borghesia sulla classe dei nobili. Infatti tutto il 19o secolo si caratterizza dalla lotta tra queste due classi e solo verso la fine del secolo il dominio sociale della borghesia e’ indiscutibile.
    Fai i conti. La borghesia ci ha voluto 7 secoli, ammettiamo pure che gli sviluppi col passare del tempo diventino più veloci, quanto ci vorrà per la nuova trasformazione sociale? 150 anni mi sembrano pochi.
    Nel 1871 abbiamo la prima rivoluzione proletaria e nel 1918 la seconda. La prima fu travolta militarmente dopo pochi mesi, la seconda degenerò nella dittatura della nomenclatura del partito. Io credo che la nuova trasformazione sociale sia già in atto, con i suoi alti e i suoi bassi, infatti l’idea e’ che tutto questo che viviamo dal 1871 in poi (inclusi i nostri giorni) sia in realtà un processo di una nuova trasformazione della società.
    Per quel che riguarda la proprietà e l’indole umana si deve notare che l’uomo sapiens sapiens vecchio di 200.000 anni ha vissuto i 190.000 di questi senza il concetto di proprietà perché non aveva ancora scoperto l’agricoltura e il possedere la terra gli sembrava tanto innaturale quanto innaturale sembra a noi oggi il contrario.
    Siccome però l’ideologia della classe dominante impregna tutta la società come realtà universale io credo che l’indole umana sia quella degli umani dei primi 190.000 anni di storia quando non esistevano classi dominanti. E quindi l’indole e’ contro il concetto di proprietà perché il bene può avere soltanto una forma: essere comune.
     

  • RosannaSpadini

    @Georgios

    Io credo che le teorie di Marx, geniali sul piano teorico appunto, e applicatesi nella storia solo in parte (rivoluzione, soviet, conquista dei mezzi di produzione, ma non distribuzione della ricchezza e non comunione di beni), non abbiano potuto applicarsi completamente semplicemente perché sono “utopie”. Il tuo assunto infatti parte dalla concezione del “buon selvaggio” di Voltaire, secondo te l’uomo sarebbe buono in origine e dunque dovrebbe ritrovare questa bontà originaria, perché finalmente si possa realizzare nella storia, quello che non si è mai realizzato: “il comunismo a misura d’uomo”, ovvero la distribuzione in parti eque della ricchezza e dei beni, la comunione del benessere sociale.

    Io invece non credo che l’uomo sia “buono in origine”, credo invece alle teorie di Hobbes “Homo homini lupus” o a quelle di Machiavelli “"Sono tanto semplici gli uomini, tanto ubbidiscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare", oppure per lui gli uomini sono malvagi ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, fuggitori di pericoli, cupidi di guadagno, "essi  dimenticano più facilmente l’uccisione del padre che la perdita del patrimonio”.

    Ecco perché il comunismo non si è mai realizzato nella storia (naturalmente questo è il mio giudizio, che non pretende di essere la verità assoluta), perché è semplicemente irrealizzabile, è una bella “utopia” proiettata in un mondo assolutamente distopico, dove le conquiste sociali e civili sono continuamente sottoposte a prove di sopravvivenza, cui spesso soccombono, perché appunto la natura  dell’uomo  purtroppo tende sostanzialmente all’egoismo e alla sopraffazione verso gli altri.

    Tu osserva due bambini che giocano, i loro giochi spesso si traducono in lotta, zuffa, contesa, scontro …

    Proprio perché il contrasto, lo scontro, la disputa fanno parte della stessa natura dell’uomo, e devono necessariamente essere moderati dalle leggi.

  • Georgios

    Riprendo brevemente qui perché il mio precedente commento fu interrotto da una visita inaspettata che mi ha obbligato a chiuderlo senza coprire tutti gli argomenti. Chiedo scusa.
    Voglio soltanto aggiungere che la "medicina" Keynes non fu tanto efficace come oggi si racconta perché, ohimè, il capitalismo e’ sempre capitalismo e l’economia regola le cose nella società quindi se l’economia si trova nelle mani sbagliate non c’è medicina che tenga. Non e’ questione di intenti ma di rapporti di produzione come ha spiegato Marx.
    Qui

    http://it.wikipedia.org/wiki/New_Deal#Meriti_e_critiche

    specie nell’ultimo paragrafo si trova ciò che ho già esposto nel mio commento iniziale: che fu la 2a GM che portò all’uscita dalla crisi a conferma che il capitalismo e’ rigenerato mediante atti di distruzione su larga scala.
    Per un approfondimento leggere qui (che però e’ in inglese)

    http://en.wikipedia.org/wiki/Recession_of_1937%E2%80%9338

    Guardare il grafico e leggere il breve ma significativo capitolo "Recovery". Solo quando l’America dichiarò guerra al Giappone tutto andò a posto per l’economia capitalistica.

  • RosannaSpadini

    @Georgios

    Ok su questo hai ragione, solo la seconda guerra mondiale con l’industria bellica a pieno regime, riuscirà ad abbattere la disoccupazione. Ma Keynes è stato comunque il grande padre della macroeconomia, proprio perché le sue teorie erano valide, ma non vennero forse applicate nel modo giusto da Roosevelt o comunque altri suoi interventi non ascoltati furono dettati da analisi giuste e profetiche:  

    La critica al Gold Standard, come ho detto nell’articolo, che denota la sua alta competenza in economia monetaria;

    Il suo abbandono come rappresentante economico del Tesoro della Conferenza di Versailles del 1919, proprio perché osteggiava le imposizioni di insostenibili debiti di guerra alla Germania, profetizzando in questo modo la grave crisi economica che l’avrebbe successivamente colpita e il forte disagio sociale che avrebbe portato all’avvento del Nazismo.

    Le vicende le racconta in un testo straordinario: “Le conseguenze economiche della pace”, 1919.

  • Georgios

    Beh, se tiriamo nella discussione personaggi brillanti come Hobbes e Machiavelli non se ne esce. Ci vorrebbe un’altra sede e magari delle tesi scritte. Non mi piace però ragionare per massime. Tu ne dici una poi io ti rispondo con un’altra e siamo daccapo.
    Il mio parere e’ che questi due hanno rispecchiato la lotta tra il potere nascente borghese e quello in declino, il potere feudale. Il loro periodo infatti fu caratterizzato da infinite lotte tra nazioni nascenti e tra i contendenti di questo potere all’interno di queste nazioni.
    Marx invece sempre in un contesto per certi versi simile ma, a causa dei nuovi rapporti di produzione introdotti nella società, per altri molto diverso e’ riuscito a vedere "oltre". A ragionare non per individui ma per classi economiche. Infatti l’unico sfruttamento che può perdurare e’ quello applicato da una classe sociale che tiene il meccanismo sociale in mano. Sia che questo meccanismo venga chiamato Stato, Democrazia Parlamentare o Repubblica Popolare, Regno o Impero, Feudo o Ducato, Polis o semplicemente Potere Divino.
    Hai frainteso la mia concezione circa l’uomo "buono in origine". Non ci credo affatto. Quello in cui credo e’ il ruolo delle classi sociali come fonte di contraddizione e di conseguenza come fonte di sviluppo della forma sociale nei tempi. Non mi interessa la natura umana, angelica o satanica che sia. Infatti l’uomo secondo me e’ semplicemente uomo e basta. E per quel che riguarda i bambini bisogna educarli bene tramite l’esempio. Cosa che in una società basata sullo sfruttamento e’ impossibile senza rincorrere all’ipocrisia. Che però non educa.
    Quello che mi interessa e’ il rapporto di sfruttamento dell’uomo sull’uomo non a livello personale (tanto lo sfruttatore o avrà un giorno la testa fracassata dallo sfruttato o verrà a sua volta sfruttato da uno o più potente o più furbo di lui) ma a livello di interessi di classe. Interessi economici non interessi da lupo "contrari alla natura buona dell’essere umano".
    Infine, certo se dicendo "comunismo" a uno viene in mente Stalin e’ logico che avrà delle crisi allergiche. Ma Stalin non e’ comunismo, e’ una malformazione del tentativo (uno dei tanti nella storia dell’umanità) di quella società che cercava il giusto.
    Certo, se qualcuno p. es. in Babilonia nei tempi di Dario avesse avuto l’idea della polis democratica di Clistene o di Efialte che sarebbe nata di lì a poco l’avrebbero rinchiuso nel manicomio (si fa per dire). Ecco però che l’utopia si realizzò.
    Andare verso  l’utopia e’ il corso delle onde lunghe della storia (Panagiotis Kondylis, 1992) tra avvenimenti e personaggi che non hanno nessun nesso oggettivo o apparente tra di loro. Essi formano le innumerevoli onde corte della storia che insieme si integrano nelle onde lunghe.
     

  • spadaccinonero

    la tua infatuazione per un binario morto non ha alcun senso

    forse un giorno capirai
  • Georgios

    Io non contesto la personalità e l’importanza di un personaggio come Keynes. Ci mancherebbe.
    Metto solo in evidenza (modestamente si intende) i suoi limiti che non c’entrano con la sua capacità  o efficienza scientifica ma con la mancanza del carattere classista che ogni analisi (non solo economica) che cerca di descrivere o spiegare la società umana deve avere.