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IN CULO ALLA SOVRANITA’ DEL POPOLO

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Mentre gli italiani si lasciano piacevolmente distrarre dalla Coppa del Mondo brasiliana (panes et circenses docent), dispersi cuore e mente in quel glorioso caos della competizione calcistica internazionale, nasce una vera e propria “Scuola di lancio di scarpe” contro i potenti della terra, ad opera di Luke Rudkowski, responsabile del sito wearechange.org

http://wearechange.org/coach-rudkowskis-brass-balls-shoe-throwing-academy/

Iscrittami alla scuola e praticando con gioiosa libidine gli allenamenti tutti i giorni, vorrei lanciare una scarpa, anzi uno scarpone da sci (naturalmente sempre serenamente e pacatamente) in testa alle riforme renziane targate Ocse, perché sono una vera pattumiera di menzogne, schifezze e porcherie.

Dato l’attivismo ciarlatano dei mezzi di distrazione di massa e grazie al servilismo spudorato dei tanti sedicenti “giornalisti” servi, domestici a ore del Gruppo Bilderberg, pochi italiani hanno capito qualcosa, ma molti non hanno capito una beneamata mazza di niente (consentitemi qualche sfacciata fruizione di licenza poetica, ma quanno ce vo‘, ce vo’ (Trilussa).

Infatti queste “riforme” in corso da vent’anni a questa parte nell’area Ocse, quelle che tanto ci hanno richiesto l’Europa, il Fmi, il Colle, la Bce, Goldman Sachs, J.P.Morgan, ora stanno per essere impalmate e realizzate dal giovanotto rottam’attore per eccellenza, non votato da nessuno, ma imposto al governo dell’Italia appunto da quei poteri fortissimi nominati or ora, il quale non ha alcuna intenzione di rottamare il vecchio modo di fare politica, corrotto e truffaldino, ma che sta per rottamare definitivamente diritti democratici, welfare state, lavoro, reddito e benessere sociale.

Unico e vero obiettivo di queste “provvidenziali riforme” è semplicemente quello di “rendere la società market-friendly, “marktkonform”, ossia amica del mercato finanziario” (Marco Della Luna). Un killeraggio seriale riformatore in corso da diversi anni, originato da un’altra scuola, quella dei “Chicago Boys”, che operarono negli anni ’70 sotto l’egida di Milton Friedman, e che imposero la nuova dottrina neoliberista, praticando quella serie di privatizzazioni e liberalizzazioni dell’economia e del monopolio pubblico della previdenza, prima al Cile di Pinochet, poi al sud America e oggi praticamente a tutto l’occidente europeo.

Un killeraggio seriale che opera secondo la pratica della “Shock Economy”, famosissimo saggio in cui Naomi Klein ha raccontato come disastri naturali, crisi economiche e guerre rappresentino ormai da tempo una perfetta occasione su cui si avventano gli squali della nuova finanza.

Il terrorismo mediatico garantisce il successo, “oddio” il debito pubblico, la Grecia, lo spread, il default, la crisi, la disoccupazione, il Titanic che affonda! Un killeraggio seriale che ha comportato milioni di vittime e migliaia di suicidi nell’Europa eurocratica e neoliberista governata dalla BCE (Banca a mandato pubblico, ma a interesse privato).

Una banca privata che si occupa di risolvere i problemi sociali del pubblico! L’ossimoro schizofrenico non ha colpito l’attenzione e l’emozione del Presidente della Repubblica Italiana? Quella Res Pubblica nata dalla guerra contro il nazifascismo, nata dal sangue antifascista della Resistenza, nata dalla Costituzione di Piero Calamandrei?

Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Parole di pace, parole guerriere, parole scritte col sangue della guerra antifascista, smentite quotidianamente dal Presidente della Repubblica, ex comunista, ex migliorista, cortese interlocutore del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi (http://www.losai.eu/napolitano-ci-ricasca-terza-lettera-alla-massoneria-8-mesi/), che sta sostenendo il killeraggio governativo in atto, il cui scopo evidente non è il rilancio economico occupazionale ma l’ulteriore concentrazione del potere nelle mani dell’oligarchia politico finanziaria dominante.

Nel 1999 l’Ocse tracciava una sintesi delle riforme economiche attuate in numerosi paesi nel decennio che si stava chiudendo, dando indicazioni circa il futuro (Marco Della Luna):

  • Liberalizzazione della regolamentazione dei sistemi finanziari
  • Riduzione delle aliquote per i redditi più alti
  • Liberalizzazione dei movimenti dei capitali e ulteriore liberalizzazione del commercio
    Internazionale (TTIP)
  • Deregolamentazione e privatizzazione nei settori delle Utility
  • Restrizioni all’utilizzo delle politiche industriali
  • Flessibilizzazione dei mercati del lavoro e irrigidimento dei criteri di fruizione del welfare state
  • Riduzione dell’area dell’intervento pubblico nell’economia

A ciò si aggiunga la Riforma Costituzionale per un sistema monocamerale spinto che si conforma perfettamente alla prossima dittatura del premier, dove il Senato viene ridotto ad ectoplasma democratico, espressione del fogno piduista di Gelli e Berlusconi (riforma per ora costata la rimozione dei “dissidenti” Mineo e Chiti dalla Commissione Affari costituzionali e la conseguente autosospensione di altri 12 senatori), garantito per di più da una legge elettorale vergogna.

Il Senato diventerebbe la “Camera delle autonomie” composta da 148 componenti, 42 membri di diritto (Presidenti di Regione e sindaci dei capoluoghi di regione), 80 aggregati (due sindaci per regione e due sindaci di capoluoghi), 21 nominati dal Quirinale (che sceglierà il Signore del Colle personalmente secondo i suoi gusti), più 5 senatori a vita. Insomma una Camera Fantasma, molto simile al Parlamento Europeo, simbolo sensibile di tutti i possibili modelli istituzionali privi di senso (se non quello di garantire l’accentramento del potere nelle mani dell’oligarchia euroatlantica), che potrebbe votare solo per materie quasi sempre marginali e insignificanti. “E una volta abolito il Senato, con una sola Camera, tutte le riforme liberticide saranno possibili, anche quella presidenziale e della giustizia da sottoporre al controllo del Governo”. (Ferdinando Imposimato)

Chi è dunque l’esecutore fallimentare prescelto per queste “Riforme Illuminate”? Chi l’artefice predestinato dalla sorte bieca, bastarda e mascalzona? Ma il nostro Renzi! Il Magnifico del PD, che è stato unto dal Colle per la strepitosa vittoria ottenuta alle europee, sostenuto da un sistema di potere assolutamente vasto e ben determinato a non lasciarsi sfuggire dalle mani la spazzatura morale del proprio scettro, protetto da Donnie-Obama, dalla zia Angie, da Goldman Sachs e dagli amici del Bilderberg, mentre le agenzie di rating lo premiano e la finanza internazionale lo elogia, mentre riesce a commuovere Banche, Confindustria, Cgil Cisl e Uil, Conferenza Episcopale, enti locali, mondo dello sport e dello spettacolo, mass media cartacei e digitali, insomma tranne che la ragione tutto.

Una sorte bieca, bastarda e mascalzona? No, semplicemente un perfetto e riuscitissimo imbroglio, protratto da decenni, ai danni della democrazia, della libertà e del benessere del popolo italiano. Patrocinato da un partito definitosi di sinistra, che oggi sta saccheggiando tutte le conquiste sociali della sinistra storica, garantite dalla Costituzione antifascista (così odiata da J.P.Morgan), un partito dunque che sta tradendo le proprie origini (mentre canta “Bella ciao” in Parlamento) e che è diventato più nero della pece, più nero della morte e delle camicie di tragica memoria.

Una forza politica sedicente di sinistra che alimenta vergognosamente la guerra dichiarata dalla finanza internazionale contro gli italiani, una guerra irresponsabile del privato contro il pubblico, protratta con la stessa irresponsabilità che Keynes denunciava nel 1925, quando criticava aspramente la decisione di Winston Churchill, allora Chancellor of the Exchequer del Regno (Ministro del Tesoro), di tornare al cambio fisso del Gold Standard fissando il valore aureo della sterlina al livello prebellico. Ma poiché i prezzi in Gran Bretagna erano aumentati più velocemente che in molti altri paesi con cui essa commerciava, tornare alla parità prebellica avrebbe significato un forte apprezzamento reale: tale decisione fu deleteria per l’economia inglese e produsse una forte recessione.

Scriveva infatti Keynes: “Credo che il nostro livello dei prezzi, se convertito in oro alla parità prebellica, sia troppo elevato rispetto al livello dei prezzi in altri paesi. Dunque, a meno che la situazione non sia salvata da un aumento dei prezzi esteri, il Cancelliere sta impegnando il paese in una politica di riduzione forzata dei salari monetari di circa 2 scellini per ogni sterlina. Non credo che questo possa essere ottenuto evitando un danno senza precedenti ai profitti industriali e alla pace sociale. (.)

Sarei molto più propenso a mantenere il valore aureo della nostra moneta al livello di alcuni mesi fa, piuttosto che intraprendere una lotta con ogni singola organizzazione sindacale del paese per ridurre i salari monetari. Pare più saggio, più semplice e più assennato lasciare per qualche tempo che la moneta trovi da sé il suo valore piuttosto che forzare una situazione che metterebbe i datori di lavoro di fronte all’alternativa di chiudere i battenti delle loro imprese o di ridurre i salari, qualunque sia il costo della lotta che ne verrà. Per questa ragione, rimango dell’avviso che il Cancelliere abbia fatto una cosa insensata – in quanto, nella migliore delle ipotesi e se tutto dovesse andare bene, non avremo comunque alcun compenso adeguato per il rischio che stiamo correndo.” (J.M.Keynes, Le conseguenze economiche di Winston Churchill).

Sostituite l’ordine di fattori e il prodotto non cambia, al Gold Standard sostituite l’EURO e il prodotto risulta essere: deflazione, recessione, chiusura di aziende, svalutazione dei salari, disoccupazione, suicidi, fallimenti, ecc. Una catastrofe che stiamo vivendo in tempo reale. Il caro vecchio Keynes era decisamente geniale! Ma come è accaduto a molti grandi geni della storia, le sue parole rimasero spesso inascoltate da parte del potere che si faceva, come ora, gli affari suoi.

Dunque una sorte bieca, bastarda e mascalzona? Assolutamente no, semplicemente una volontà chiara, attestata e determinata di potenza, per estorcere al popolo italiano quella sovranità che il sangue della storia gli aveva garantito. Ora speriamo non ci voglia altrettanto sangue per riprenderci quello che ci spetta.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

18.06.2014

Pubblicato da Davide