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IL PREZZO DA PAGARE PER LA LIBERTA' (DECRESCITA CON MARX)

DI SERGE LATOUCHE
unita.it

Diciamolo in maniera ancora più chiara: il prezzo da pagare per la libertà è la distruzione dell’economico in quanto valore centrale e, di fatto, unico. È un prezzo davvero tanto alto? Per me, certamente no: preferisco infinitamente avere un nuovo amico piuttosto che un’automobile nuova. Preferenza soggettiva, senza dubbio. Ma «oggettivamente»? Lascio volentieri ai filosofi politici il compito di «fondare» lo (pseudo)-consumo in quanto valore supremo.

Uscire dal vicolo cieco della società della crescita, significa trovare le vie che ci consentano di costruire il mondo «altro» della sobrietà volontaria e dell’abbondanza frugale che noi riteniamo possibile; prima però bisogna uscire dai solchi del pensiero «critico», ossia di quelle vecchie idee preconfezionate che costituiscono il valore d’avviamento delle sinistre, di tutte le sinistre.Inventare modi nuovi di fare politica significa ripensare la politica e trovare una soluzione allo stallo della politica politicante. Una delle ragioni, forse la principale, del fallimento del socialismo, è stata la volontà egemonica di un discorso e di un modello. Non che non ve ne fossero parecchi, tra leninismo, stalinismo, maoismo, trotskismo e socialdemocrazia, ma nessuna corrente di pensiero e nessun modello concreto è riuscito ad accogliere la pluralità della verità e la diversità delle soluzioni concrete.

Certo, Marx, nella sua celebre lettera del 1881 a Vera Zasulic, evocava la possibilità di un passaggio diretto dalla comunità contadina tradizionale russa, il mir, al socialismo, saltando la tappa capitalista. La possibilità di un percorso diverso è stata ripresa anche per l’Africa, dopo l’indipendenza; ed è stata nuovamente evocata a proposito degli zapatisti e delle comunità indigene del Messico.

Tuttavia, è noto che Engels, dieci anni dopo la morte di Marx, si mostrava molto più scettico sull’argomento e che dopo altri venti anni Lenin attaccava teoricamente e praticamente queste «sopravvivenze», che Stalin avrebbe spietatamente liquidato. I vari «marxismi reali» del Terzo Mondo non si sono mostrati più teneri nei riguardi delle strutture comunitarie precapitaliste. La modernizzazione «socialista» ha fatto tabula rasa del passato con una violenza e un accanimento perfino maggiori di quelli della modernizzazione capitalista, facilitando così il compito della globalizzazione ultraliberista seguita alle sconfitte delle esperienze socialiste. La straordinaria varietà di vie e di voci del primo socialismo (frettolosamente liquidato con l’etichetta di socialismo romantico o utopistico) era stata infatti ridotta al pensiero unico del materialismo storico, dialettico e scientifico. Di conseguenza, la tolleranza della pluralità poteva essere accettata solo come concessione provvisoria tattica, che non modificava l’intolleranza di fondo. Tuttavia, si potrebbe presentare paradossalmente la decrescita come un progetto radicalmente marxista, progetto che il marxismo, e forse lo stesso Marx, avrebbero tradito. La crescita, infatti, non è che il nome «volgare» del fenomeno che Marx ha analizzato come accumulazione illimitata di capitale, fonte di tutti i guasti e le ingiustizie del capitalismo.

È già tutto, o quasi, contenuto nella famosa formula, spesso citata e commentata (e infine rinnegata) dai guardiani del tempio: «Accumulate, accumulate! Questa è la Legge e questo dicono i profeti!». L’essenza del capitalismo risiede nell’accumulazione del capitale, resa possibile dall’estorsione del plusvalore ai salariati. Assicurarsi un profitto soddisfacente è una condizione dell’accumulazione che ha a sua volta come unico fine la realizzazione di un profitto ancora maggiore. Questa logica, come notava già Marx, s’impone ai singoli capitalisti, e chi non vi si adegua sarà eliminato dalla concorrenza tra i capitali. In ultima analisi, dire che la crescita o accumulazione del capitale è l’essenza stessa del capitalismo, la sua finalità, è tanto corretto quanto dire che esso si fonda sulla ricerca del profitto. Il fine e i mezzi sono in questo caso intercambiabili. Il profitto è il fine dell’accumulazione del capitale così come l’accumulazione del capitale è il fine del profitto. Parlare di una crescita o di un’accumulazione del capitale buone, di uno sviluppo buono – come, per esempio, una mitica «crescita messa al servizio di una migliore soddisfazione dei bisogni sociali»–, equivale pertanto a dire che esistono un capitalismo buono (verde o sostenibile, magari) e uno sfruttamento buono.

Per uscire da una crisi che è inestricabilmente ecologica e sociale, bisogna uscire dalla logica dell’accumulazione infinita del capitale e dalla subordinazione di tutte le decisioni essenziali alla logica del profitto. È per questo che la sinistra, se non vuole rinnegare se stessa, dovrà abbracciare senza riserve le tesi della decrescita.

Serge Latouche
Fonte: www.unita.it
1.10.2013

Tratto da «Incontri di “un obiettore di crescita”» edito in Italia da Jaca Book che presenta una serie di articoli di Latouche pubblicati sul settimanale francese «Politis»

Nota (CdC): sul tema c’è anche qui l’articolo di Jappe DECRESCENTI ANCORA UNO SFORZO…!

Pubblicato da Davide

  • TizianoS

    Il mondo è costituito da due categorie di persone: la prima, quella che ha qualche capacità, più o meno grande, di accumulazione; la seconda, quella che non ne ha affatto, o ne ha molto poca, o che addirittura, per infermità o altro, deve vivere a spese di altri.

    La seconda categoria costituisce la stragrande maggioranza degli individui di questo mondo: se questo sia un errore della creazione, non lo so, ma secondo me è certamente un errore.

    Marx ha provato a rimediare a questo errore, per via politica, ma i suoi seguaci non ce l’hanno fatta; prima di lui ci aveva provato Gesù Cristo, ma nemmeno i suoi seguaci ce l’hanno fatta.

  • andyconti

    La formula per risolvere il problema l’ha gia’ trovata tanto tempo fa la socialdemocrazia: permettere il profitto e parallelamente fissare un livello corretto di tassazione per realizzare la redistribuzione del reddito attraverso l’erogazione di servizi. Ne’ Marx ne’ turbocapitalismo, ma e’ necessaria una coscienza di comunita’.

  • dana74

    certo, quindi va da se decrescita uguale votare a sinistra
    Ma per favore ora marx nell’800 pensava alla decrescita
    L’Unità trova degli espedienti singolari per giustificare l’austerità

  • Jor-el

    l’attitudine all’accumulazione non è una capacità, ma una tendenza criminale.

  • Aironeblu

    Serge Latouche, stai dicendo de grosses conneries, o grandi stupidate, come preferisci, che nascono da una gran confusione tra Crescita e Accumulo di capitale.

    Vi può essere benissimo accumulo di capitale senza crescita (quello che accade oggi sotto i nostri occhi, con le grandi banche che stanno facendo man bassa e gonfiando i sacchi dei loro profitti in mezzo alla piena crisi), così come crescita senza accumulo di capitale (quello che sta succedendo, sempre oggi, in paesi meglio governati, come l’Argentina, dove la crescita all’8% è accompagnata da una politica di nazionalizzazione e redistribuzione delle risorse).

    La decrescita è una necessità che si impone in modelli economici come il nostro male impostati sullo sfruttamentento in crescita esponenziale delle risorse limitate, ma non c’entra una fava con l’accumulazione di capitale e ancor meno con Marx. Non forziamo le cose, o ne perdiamo il significato e finiamo per contaminare l’idea assolutamente corretta della decrescita con un polverone di stupidaggini.

  • Truman

    Conviene spiegare perchè un articolo di questo genere compare sul giornale dei banchieri del Monte dei Paschi (che una volta era il giornale della sinistra): mentre una volta la stampa di partito serviva a dare idee alla gente per metterle assieme e combattere, adesso serve a isolare le persone ed a convincerle che non c’è alternativa, il tenore di vita deve scendere.

    Così un Latouche opportunamente mutilato serve a sostenere gli interessi delle banche, convincendo le masse a lavorare sempre di più per stipendi sempre inferiori. Senza protestare.

    Già un altro utente fa notare che la circolazione monetaria può crescere all’infinito senza problemi e ne abbiamo evidenza dalle mostruose cifre contabili della finanza. Mentre in contemporanea il denaro per i popoli decresce. Perchè le scelte politiche sono manovrate dalla finanza, che cambia i governi ed i capi di stato a suo piacimento.
    E allora gli spazi per ridistribuire denaro ci sono e sono pure abbondanti, ma non sono graditi ai padroni dell’Unità.

    Provo a spiegare meglio, con un po’ di dettaglio.

    1) La crescita del consumo di materie prime non rinnovabili ha dei limiti fisici e quindi non può essere infinita. Qui ha senso una decrescita.
    2) Il numero di ore che una persona può lavorare in una giornata ha dei limiti. Anche qui ha senso una decrescita.
    3) La cultura è più che altro immateriale (ha bisogno di un supporto, es. libro, ma questo è abbondantemente recuperabile con la tecnica, il vostro PC da due soldi può contenere più informazione della mitica biblioteca di Alessandria). La cultura umana può e deve crescere all’infinito.
    4) Il denaro è in buona parte immateriale, la massima parte non ha forma di cartamoneta, ma sono cifre scritte nei computer. Può crescere in modo praticamente illimitato. Sull’opportunità di tale crescita ho seri dubbi, perchè l’eccesso di denaro circolante è funzionale al dominio della finanza sull’economia produttiva.
    5) La carenza di denaro disponibile per le attività produttive è dovuta all’errato rapporto di potere tra politica e finanza, che sta portando ad amplificare le disparità sociali.
    6) La cosiddetta “sinistra” dell’Unità difende questo aumento dell’ingiustizia sociale con gli argomenti della decrescita.
    7) Nella trappola di confondere la decrescita del consumo globale di materie prime con la decrescita del tenore di vita delle classi povere mi sembra che siano caduti in molti. Nel mio articolo “Le pulci e i pidocchi” avevo fornito alcuni elementi.
    8) In breve, il mio punto di vista è che si può lavorare di meno, guadagnando di più, purchè il consumo di risorse non rinnovabili diminuisca e purchè si riesca ad abbattere la mafia bancaria che domina il mondo.

    9) Incidentalmente, i consumi di petrolio in Italia continuano a decrescere da tempo, non solo a causa della recessione, ma anche perchè ci stiamo muovendo verso fonti rinnovabili. L’ultima bolletta elettrica ricevuta mi segnala che il 37% dell’energia è stata prodotta da fonti rinnovabili.

  • tania

    Ho l’impressione che a voler scovare per forza il complotto e disegni oscuri ovunque , anche dietro ad un semplice articolo , si rischi di dare alimento alla superstizione e all’ignoranza .
    Certamente il capitalismo non va verso il disfacimento o l’implosione ma verso l’adattamento. E l’adattamento significa che spesso riesce a calmierare da sé alcune tendenze che finirebbero per distruggerlo. Il capitalismo che esce dalla crisi del 1929 è un capitalismo che pone in essere alcuni correttivi per sopravvivere e non distruggere il mondo che sfrutta. La versione keynesiana del capitalismo è l’esito del cambio di pelle del capitalismo . Eccetera eccetera.. Dopo questa crisi è altamente probabile che ci troveremo di fronte ad una serie di mutamenti in senso correttivo e all’allargamento e raffinamento di nuove tecniche di sfruttamento. La green economy a vederla bene è uno degli esiti che si intravedono ( per fare un esempio , se ne potrebbero fare tanti altri ) .
    Ma è appunto per questo che Latouche giustamente si rifà a Marx . L’idea anticapitalista ( al contrario delle sue miserabili contraffazioni burocratiche novecentesche ) è la produzione di valori d’uso, di beni necessari alla soddisfazione delle necessità umane. L’obiettivo supremo del progresso tecnico per Marx non è la crescita infinita di beni (“l’avere”), ma la riduzione della giornata lavorativa e la crescita del tempo libero (“l’essere”). Nessuno quanto Marx ha denunciato la logica capitalista della produzione per la produzione, l’accumulazione del capitale, delle ricchezze e delle merci come scopo fine a sé stesso . Questo è il senso dell’articolo . Poi certo , l’Unità , quindi il Partito Democratico , Il Monte dei Paschi di Siena eccetera eccetera . Ma questo è il senso dell’articolo . Banalmente questo . Punto .

  • Truman

    Non mi sembra di aver parlato di complotti, né di disegni oscuri. Ho semplicemente detto che la proprietà del giornale l’Unità ha degli interessi ed il giornale difende tali interessi.

    Tali interessi possono essere difesi estraendo da un testo dell’ottimo Latouche le parti più opportune. Si fa in modo che ai lettori arrivi un messaggio deformato e parziale, del tipo “dovete ridurre le vostre aspettative”.

    E qui Marx viene più volte stravolto, perchè Latouche concorda con delle visioni etiche di Marx (“a ciascuno secondo i suoi bisogni” è una delle mie preferite) ma non sarebbe d’accordo con la visione di Marx secondo cui l’economia è struttura, mentre politica e diritto sono sovrastruttura. D’altro canto l’Unità li deforma tutti e due nel senso già citato.

  • Truman

    Si, noi italiani l’avevamo scritto nella Costituzione, quella che oggi vogliono demolire.

  • tania

    Mi sembra che ci sia un equivoco . Mettere al centro il valore d’uso , a scapito del valore di scambio , non significa “dovete ridurre le vostre aspettative” , se mai il contrario : “aumenterete le vostre aspettative , se combatterete la mercificazione” .

  • Truman

    Mi sembrava che su questo non ci fosse dissenso, io parlavo di bisogni, tu preferisci fare riferimento ai valori d’uso. Certamente alcuni aspetti di Marx (non marginali) sono compatibili con Latouche. Però è lo stesso Latouche che vuole qui sopra presentare paradossalmente la decrescita come un progetto radicalmente marxista.

  • tania

    Ok . Ma in realtà non mi sembra che su questo aspetto ci possa essere un “paradosso”. Non ci può essere perché non esiste nemmeno la possibilità di un paragone . Intanto ( per rispondere alla tua osservazione di prima ) l’analisi dei rapporti sociali capitalistici partendo dalla struttura ( Marx ) o partendo dalla sovrastruttura ( Weber o Sombart ) non interessa Latouche . Ma non è per questo che non può esistere un paragone . Nel senso che se devi criticare la “crescita” è inevitabile rifarsi a Marx , ma questo è solo un centimetro dell’opera omnia del filosofo di Treviri . Quest’argomento non tocca l’idealismo , il pensiero dialettico , il materialismo storico , Hegel , Feuerbach , l’Illuminismo eccetera eccetera . Insomma si può anche criticare la crescita , ma non essere marxisti e nemmeno di sinistra . Senza dubbio . E’ Latouche ( nel suo “Per un’abbondanza frugale” – Bollati Boringhieri ) che dice di essere marxista , oltre che estimatore di Ivan Illich , e che spiega che la sua proposta è di sinistra .

  • cavalierenero

    rimettete marx in naftalina

  • andyconti

    Si, pero’ nella Costiuzione c’e’ anche la base della partitocrazia, quindi io perlomeno abolirei quella parte, altrimenti le buone intenzioni dell’articolo 3 restano teoria.

  • Fernesto

    mah .. di certo lascierò Bagnai su Libero e IlGiornale . E’ quello il suo posto .

  • ilsanto

    Purtroppo la selezione naturale ha creato un certo numero di individui con caratteristiche “particolari” non solo nell’uomo. Come dici tu non c’è riuscito ne cristo ne marx e se alla fine questo volesse dire che è giusto così ? che la natura nella sua infinita saggezza non vuole amore ed eguaglianza ? che non è un errore ?

  • Fernesto

    Certo che le persone sono diverse . Infatti Marx mica le voleva con lo stampino . E’ il capitalismo e il pensiero reazionario che le vogliono con lo stampino . Marx critica lo sfruttamento per liberare la diversità umana .

  • omicron

    Latouche è un intellettuale francese; e questi 9 volte su 10 sono impostori intellettuali che alzano una cortina fumogena per giustificare e mantenere lo status quo: è una guerra di parole.

  • TizianoS

    Alla tua domanda schiere di filosofi e di religiosi hanno cercato di dare una risposta, che per me rimane semplicemente insoluta.

  • FreeDo

    Sembrerebbe che alla “accumulazione” tu attribuisca un valore universale, quasi fosse l’unica chiave di lettura idonea a spiegare la nostra presenza su questa Terra. Nella seconda categoria non hai neanche considerato di inserire chi non sente proprio nessuna necessita’ di accumulare; sono tanti, e non per questo vivono a spese degli altri (semmai e’ chi accumula che lo fa’ a spese di quest’ultimi). Non e’ questione di “capacita’” presente oppure no, ma di bulimia (tanto per definirla in qualche modo) che porta a conseguenze anche tragiche. Persino le belve feroci se sazie lasciano vivere le loro abituali prede. Fra noi umani c’e’ chi e’ peggio di quelle belve.

  • Truman

    @cavaliere nero.
    Dice Marx nell’11ma tesi su Feuerbach:
    “I filosofi hanno solo interpretato diversamente il mondo; ma si tratta di trasformarlo.”

    Aveva ragione, perchè in precedenza i filosofi avevano fatto interessanti discussioni, ma non avevano cambiato il mondo. Invece Marx si pone programmaticamente l’obiettivo di cambiare il mondo con la filosofia e ci riesce. I risultati sono discutibili, ma il fatto che il marxismo abbia cambiato il mondo mi sembra facile da vedere. E quindi presumibilmente da Marx c’è da imparare. Anche oggi.

  • Truman

    In definitiva mi sembra che Latouche sia marxista a modo suo. Se capisco bene anche tu sembri vedere che riprende solo una piccola parte dell’opera omnia di Marx.
    Personalmente non ho testi sacri da far rispettare ed è un fatto che mi preoccupa poco.

  • TizianoS

    E’ vero, ma sono le chiavi che le hanno dato Marx e Gesù Cristo. Il “plusvalore” è alla base della teoria di Marx, e contro i “ricchi” c’è più di un anatema nel Vangelo.

  • tania

    In definitiva può logicamente esistere anche una a-crescita di estrema destra : perchè non si parla dell’essere umano , ma del consumo del pianeta . E fai bene a non avere “testi sacri da far rispettare” . Sono d’accordo con te , e lo sarebbe anche Marx tra l’altro ( come noto Marx dileggiava chi si definiva “marxista” , e l’espressione “socialismo scientifico” attribuita ai suoi studi non è sua , ma è frutto della cultura positivista che andava di moda ai primi del Novecento presso la sinistra tedesca : ma lui non era e non si definiva né scientifico , né dogmatico , se mai “critico” eccetera ma non vorrei aprire un altro discorso … )
    Comunque , tornando al tema , in breve : Latouche ha le sue simpatie politiche che vanno al di là del tema della a-crescita ; detto questo può logicamente esistere ( visto che il tema centrale non è l’essere umano , ma il consumo del pianeta ) anche una a-crescita di destra : reazionaria , comunitarista , fascistoide eccetera ( PS : e lo ammette lo stesso Latouche nel libro che ho citato sopra , anche se poi scrive che quest’eventuale ala decrescista di destra sarebbe da scongiurare e contrastare . Ma è un altro discorso , che riguarda le sue simpatie politiche più generali )

  • Quantum

    Le idee di Latouche vengono propinate da attivisti grillini, in molti ambienti.
    Per esempio in piccoli convegni organizzati a Verona ne ho sentito parlare uno.

    Parlava di denaro e di incontro spontaneo tra la percezione de valore nelle merci, per determinare il giusto prezzo da concordare tra le parti.

    Questi individui non hanno alcuna conoscenza di monetarismo, non sanno risponderti a domande su chi dovrà creare tale denaro, come distribuirlo, come gestirlo a livello di Nazione.

    Gli scritti di Latouche sono identici, nessun tecnicismo legato al monetarismo, una totale ignoranza. E ciò nonostante il denaro faccia ancora parte della società disegnata da Latouche.

    Ben inteso che in questo pianeta solo 2 cose possono crescere all’infinito, e sono coscienza e conoscenza. Tutto il resto è legato alla rinnovabilità delle risorse del pianeta.

    I giochi di prestigio dei banchieri fanno crescere all’infinito la moneta creata dal nulla, e l’accumulo di questa da il potere. Ma ciò funzionerà solo finché le masse avranno una percezione di valore proveniente dal denaro.

    Quando il denaro smetterà di essere merce, e diverrà nuovamente come un tempo, una commodity che aiuti gli scambi senza baratto, allora finirà il potere dato dall’accumulo.

    L’accumulo di capitale lo fanno gli industriali e i mercanti stolti. Poiché chi crea il denaro in questo mondo, e controlla banche centrali private, sa benissimo che ciò che deve accumulare come vera ricchezza sono beni fisici e commerciali come le aziende. Ossia tutto il prodotto dell’ingegno umano.

    Perché il gioco di prestigio della creazione del denaro, è effimero, se ci sarà una presa di coscienza collettiva finirà tutto d’un colpo. E saranno cazzi amari. Per quello che i burattinai stanno nascosti, coi loro giochi di Edge Funds e aziende scatole cinesi registrate alle Cayman.

  • Quantum

    Discutibili sono le cattive applicazioni del Comunismo, che non è mai stato Marxista.

    Ad oggi mi permetto di dire che questo pianeta non ha mai visto un vero comunismo marxista. Dato che si sono sempre trasformate in dittature para-illuministe.

    Io dico anche che si dovrà rifare un altro tentativo, ma non ancora… I tempi non sono ancora abbastanza maturi.

  • Georgejefferson

    Dipende quale uguaglianza e quale amore,c’e’ l’egualitarismo massificante di uomini e donne tutti uguali con lo stampino e il numeretto nella misera e poverta (ma uguali) e l’amore inteso come privilegi che i parassiti pretendono e c’e’ invece ben altro,riguardante giustizia,liberta’ e dignita’.Se per te la morale superiore e’ una perenne ostentazione del concorrere come legge del piu forte (e sleale e criminale) e’ una opinione,opinabile come la mia diversa…basta non volerla imporre.Non ho ancora visto un dio ad “imporre”la sua verita,se non le interpretazioni degli uomini del divino.

  • Georgejefferson

    Allora.Il tranello di fondo e’ sempre lo stesso.Strumentalizzare gli autori,che sia Marx,Keynes o Latouche.In questo caso e’ l’Unita’ che,dice bene Truman.Non rivolge le strumentalizzazioni alle nicchie di “acculturati”(quale posso NON essere io) ma alle masse in difficolta anche solo a concentrarsi (perche cosi modellate in decenni di propaganda,e anche io non ne sono esente)per un breve articoletto.Va bene,il consumismo usa e getta,i valori d’uso contro la mercificazione dell’esistente,il consumismo modellato a base di obsolescenza programmata…l’instupidimento della vita sull’avere,gelosia dei vip e quant’altro.Ma il punto e’ che proprio alle masse sono rivolti i messaggi subliminali per l’inconscio.Vi faccio un esempio.Il messaggio all’inconscio e’ questo:” non c’e’ lavoro (senza distinzione di quale lavoro,e Marx e’ utilissimo con la sua “sovraproduzione” di merci)…non ci sono i soldi (e mille autori sono utilissimi con i loro “la moneta non c’entra,e’ solo un mezzo) catastrofi ambientali (e la decrescita intesa come calo del pil e’utilissima a lor signori,senza specificare QUALE pil..)…INSOMMA:togliere ai poveri e dare ai ricchi,questo e’ sempre lo scopo delle strumentalizzazioni.E ci caschiamo sempre.Ora ditemi se quello che posto al prossimo Post e’ cattivo/sbagliato/insostenibile e se ci credete veramente.

  • Georgejefferson

    Lavoro sul dissesto idrogeologico per la sua messa in sicurezza,che riguarda più di un terzo del suolo solo in Italia.
    Rimboschimento,stabilizzazione delle dune di sabbia,controllo dell’erosione a valle dei fiumi.
    È un campo in cui i soldi si devono trovano sempre a posteriori, quando sono stati distrutti o allagati interi quartieri o quando ci sono frane, morti.Sarebbe meglio spenderli prima, oculatamente, in opere da individuare.

    Lavoro di sistemazione della terribile situazione delle scuole.
    Il 48% delle scuole italiane non ha un certificato che assicuri che l’edificio è a norma dal punto di vista della sicurezza statica. È possibile che i ragazzi italiani vadano in scuole metà delle quali non è a norma dal punto di vista della sicurezza? Non si tratta di pavimenti sconnessi o rubinetti che perdono, o servizi inadeguati, ma di muri, tetti, fondamenta, che bisognerebbe rivedere e rimettere a norma.

    Lavoro di sistemazione del degrado del nostro immenso patrimonio culturale e artistico,degrado che è per molti aspetti sotto gli occhi di tutti.
    Negli anni si è puntato a migliorare i punti di ristoro nei musei, insistendo sulla fruibilità da parte di pubblici sempre più vasti, invece di intervenire sulla catalogazione digitale, sulla tutela effettiva, sulla custodia. Un’azione mirata può creare centinaia di migliaia di posti di lavoro.

    Lavoro su progetti di rinnovo urbano e di altri programmi ambientali sulle restrutturazioni edilizie intelligenti ed ecocompatibili,progetti di risparmio energetico e piani di incentivi alle energie rinnovabili.
    Centinaia di migliaia di case che crollano al primo terremoto,che sono costruite in zone alluvionate senza regole,che sono in buona con servizi igienici inadeguati,case pericolanti che con una fuga di gas cadrebbero al suolo,come tanti vecchi casolari di campagna, abbandonati, pericolosi, ma tenuti per la speculazione edilizia,orrendi e fatiscenti palazzi che variano dai 3 agli 8 piani.Poi il problema dell’amianto,che finalmente per legge non si puo’ piu’ estrarlo, importarlo, esportarlo e commercializzarlo,dato il suo essere fortemente cancerogeno.Bisogna però liberarsi da quello che abbiamo in eredita’ o, almeno, conviverci senza rischi. E qui cominciano i guai, visto che l’ indistruttibile materiale era impiegato,nelle lastre di coperture degli edifici, nei rivestimenti termici e antincendio, nei freni e nelle frizioni delle automobili, nelle condutture delle acque e delle fogne, negli ondulati per i tetti,nell’ isolamento degli impianti termici, nelle coperte da stiro, nelle navi, nei vagoni ferroviari.

    l’assistenza personale ai pensionati,assistenza in programmi sportivi della comunità.

    Carenza di restrutturazione degli ospedali,carenza di posti letto,medicine.

    Piani di incentivi alla ricerca ed istruzione.

  • Georgejefferson

    E’ tutto questo che va decresciuto?Scommetto che Latouche,Marx,Keynes e mille altri autori non la pensano cosi…eppure i “loro estratti”alla bisogna sono spesso immessi nel mainstream dopo magari l’ennesimo “salvataggio di banche o multinazionali…mettiamoci pure impianti ideologici razzisti sulle inferiorita’/superiorità delle razze lasciati intendere,come per es.noi Italiani brutti,cattivi ladri e mafiosi “a prescindere”il resto del mondo meglio…e sono a cavallo.La prossima legge di stabilita “per responsabilità”sara servita in mezzo al marasma dei litigi tra poveri,tra chi”merita e chi no”.