Home / ComeDonChisciotte / IL PENTAGONO SI NUCLEARIZZA CONTRO LA RUSSIA

IL PENTAGONO SI NUCLEARIZZA CONTRO LA RUSSIA

DI PEPE ESCOBAR

rt.com

Tutti ricordiamo come, all’inizio di giugno, il Presidente Putin abbia annunciato che la Russia avrebbe posizionato più di 40 nuovi ICBM “in grado di superare anche il più tecnicamente avanzato sistema antimissilistico”.

Oh cielo! Da quel momento il Pentagono e i suoi scagnozzi europei stanno dando di matto .

Prima il Segretario Generale della NATO, l’action figure norvegese Jens Stoltenberg, che ha condannato l’evento come una “minaccia di guerra nucleare”.

Poi il generale Stephen Wilson, capo del Comando Globale USA per gli Attacchi Aerei – ovvero il responsabile per gli ICBM e i bombardieri nucleari statunitensi – – durante un recente briefing a Londra: “Hanno annesso una regione, cambiato i confini internazionali e stanno innalzando la retorica a livelli che non vedevamo dai tempi della guerra fredda”.

L’introduzione per il consueto parallelo con il nazismo “Alcune delle recenti azioni della Russia non si vedevano dagli anni ’30, quando intere nazioni venivano annesse e i confini cambiati per decreto”.

Al comando de La Voce del Padrone, l’UE ha diligentemente esteso le sanzioni contro la Russia. In contemporanea il boss del Pentagono Ashton Carter, a Berlino, ha dichiarato che la NATO deve alzarsi in piedi contro – cosa se non altro – “l’aggressione russa” e “il tentativo di ristabilire un sfera di influenza di stampo sovietico”.

Non si scommette nemmeno sul vero significato di questo cianciare. Potrebbe ruotare attorno alla Russia che si permette di costruire un’intera nazione vicina a tutte quelle basi NATO. Potrebbe essere che un gruppo di idioti che spinge per scatenare una guerra sul suolo europeo per “liberare” definitivamente tutte le preziose risorse energetiche della Russia e degli –stan centroasiatici.

Sfortunatamente quanto sta accadendo è drammaticamente preoccupante.

Comprate i biglietti per il prossimo film della NATO

In ampie zone dei desolati centri di pensiero USA almeno si ammette che tutto ciò ha parzialmente a che fare con l’imperativo eccezionalista di prevenire “la nascita di un egemone in Eurasia”. Beh, non sono solo “parzialmente” ma totalmente in errore, perchè per la Russia – e la Cina – il gioco sul tavolo ruota attorno all’integrazione attraverso gli scambi commerciali.

Tutto ciò relega, per ora, il “perno verso l’Asia”, nel secchio dell’immondizia della retorica. Per l’amministrazione Obama del “non fare cose stupide” – e per il Pentagono – il gioco sul tavolo è quello di creare una nuova cortina di ferro dal Baltico al Mar Nero e tagliare la Russia fuori dall’Europa.

Non c’è da stupirsi che all’inizio di giugno l’Office of Net Assessment, esso stesso un centro di pensiero, ha messo sotto contratto un ulteriore centro di pensiero, il CEPA (Centro Europeo per l’Analisi Politica) per sfornare – cosa se no – strategie di guerra.

Il CEPA è diretto da A. Wess Mitchell, un ex consigliere dell’ex candidato repubblicano alle elezioni presidenziali e campione d’inutilità Mitt Romney. Mitchell – che sembra essere stato rimandato in storia in terza media – paragona la Russia ad una nuova Cartagine “un potere tetro e punitivo determinato a finanziare una politica estera vendicativa per sovvertire il sistema che disprezza a causa della perdita della sua grandezza”.

L’intelligence russa è ben a conoscenza di queste mosse da parte degli USA, per cui non è strano che Putin continui a fare riferimento all’ossessione della NATO di costruire un sistema di difesa missilistico in Europa proprio al confine con la Russia “è la NATO che si avvicina ai nostri confini, noi non stiamo andando da nessuna parte”.

La NATO, nel frattempo, si prepara alla sua prossima produzione: la Trident Juncture 2015, la più grande esercitazione militare dai tempi della guerra fredda, che si svolgerà in Italia, Spagna e Portogallo dal 28 settembre al 6 novembre, con forze di terra, aeree e navali e forze speciali di 33 nazioni (28 della NATO e 5 alleate).

La NATO la definisce come uno spettacolo ad “alta visibilità e credibilità” che dimostrerà la forza di reazione di 30.000 uomini. Non c’entra solo la Russia o come una prova del preposizionamento di abbastanza armi pesanti per i 5.000 soldati in Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Romani, Bulgaria e Ungheria.

C’entra anche con l’Africa e la simbiosi NATO/AFRICOM (ricordate la “liberazione” della Libia?) il comandante supremo della NATO il generale Breedhate [gioco di parole sul generale Breedlove, NdT], si è vantato, ufficialmente, che “i membri della NATO giocheranno un grande ruolo in nord Africa, nel Sahel e nell’Africa sub Sahariana”.

Senti l’amore dei miei S-500

Dal punto di vista della Russia, questa isteria guerrafondaia è patetica.

Prove: sotto Putin, la Russia ha attivamente ricostruito la sua forza missilistica nucleare strategica. Le star sulla scena sono il Topol M – un ICBM che viaggia a 16.000 miglia all’ora – e il sistema di difesa missilistico S-500, che viaggia a 15.600 miglia orarie e protegge con efficacia lo spazio aereo russo.

L’intelligence russa ha identificato all’alba del nuovo millennio che le armi del futuro sarebbero state i missili, non goffe portaerei o flotte di superficie, che potrebbero facilmente essere spazzate via da missili di prima categoria (come il nuovo SS-NX-26 anti-nave, un missile Yakhont con una velocità superiore ai 2.9 Mach).

Il Pentagono lo sa – ma l’alterigia impone di mostrare la posa “siamo invincibili”. No, non lo siete: i silenziosi sottomarini russi al largo degli USA sono in grado di ingaggiare una sparatoria nucleare su qualsiasi grande città degli Stati Uniti in pochi minuti ed in totale impunità. In soli 15 anni la Russia è balzata avanti di due generazioni rispetto agli USA per quanto riguarda la missilistica e potrebbe essere sul punto di avere la capacità per un primo attacco nucleare, mentre gli Stati Uniti non potrebbero reagire poichè il Pentagono non riesce a venire a capo dell’S-500.

L’opinione pubblica statunitense non sa nulla di ciò – quello che rimane è solo la posa. Torniamo al capo del consiglio dei capi dello staff generale Martin Dempsey che dichiara che gli USA “stanno valutando” di dispiegare in Eurasia silos per missili – con testate nucleari – in grado di raggiungere le città russe.

Questa affermazione non è qualificabile se non come una infantile – e pericolosa – provocazione. Quei missili sarebbero inutili. Gli USA hanno a disposizione missili sottomarini e non possono comunque superare le difese russe: l’S-500 farebbe il suo lavoro. Quindi se il Pentagono e la NATO vogliono veramente la guerra, aspettino l’anno prossimo o al massimo il 2017 – con Hillarator o Jeb “io non sono Bush” alla Casa Bianca – quando la messa in opera dell’S-500 sarà completata.

Putin sa molto bene quanto sia pericoloso quell’atteggiamento. Ecco perchè sottolinea sempre che la fuoriuscita unilaterale da parte degli Stati Uniti dal Trattato Contro i Missili Balistici del 1972 (ABM) – che stabiliva che nè gli USA nè la Russia avrebbero mai provato a creare una barriera antimissile che sbilanciasse lo stallo tra i due arsenali nucleari – sta spingendo il mondo verso una nuova Guerra Fredda: “Ciò infatti spinge ad una ripresa della corsa alle armi, perchè cambia il sistema di sicurezza mondiale”.

Washington è uscita unilateralmente dall’ABM durante l’era Dubya dell’ “asse del male” nel 2002. Il pretesto era che gli USA avevano bisogno di “protezione” dagli stati canaglia, al tempo identificati in Iran e Corea del Nord. Il fatto concreto è che ciò ha dato carta bianca al Pentagono per costruire un sistema antimissilistico globale diretto contro – e chi se no – le uniche vere “minacce” contro gli egemoni: i membri dei BRICS Russia e Cina.

Terminator Ash senza freni

Sotto il neocon Ash Carter- al paragone del quale Donald Rumsfeld a stento somiglia a Cenerentola – il Pentagono vuole fare il Terminator della situazione.

Le “opzioni” vagliate contro la Russia sono uno scudo missilistico offensivo attraverso l’Europa per colpire i missili russi (totalmente inutile contro il Topol M): una “forza opposta” (in Pentagonese) che implica attacchi non nucleari preventivi contro i siti militari russi e “il controbilanciamento delle capacità d’attacco”, che in Pentagonese significa dispiegamento preventivo di missili nucleari puntati su obiettivi – e città – in territorio russo.

Si sta parlando dell’impensabile: un attacco nucleare preventivo contro la Russia. C’è un solo scenario possibile in caso ciò accada: una guerra nucleare totale. Il solo fatto che questa sia un’ “opzione al vaglio” svela ciò che ognuno dovrebbe sapere circa quanto passa per “politica estera” nel cuore della “nazione indispensabile”.

In Iraq, un attacco preventivo – anche se non nucleare – era stato “autorizzato” sulla base di inesistenti armi di distruzione di massa. Tutto il pianeta sa che l’Impero del Caos è in grado di crearsi ad arte qualsiasi pretesto. Nel caso della Russia, il Pentagono può atteggiarsi a Terminator quanto vuole, ma non sarà una gita di piacere, dopotutto in meno di due anni lo spazzio aereo russo sarà totalmente protetto dall’S-500.

Fate pure tutto lo “shock and awe” che volete. Non ci sono chance che il Pentagono prenda sul serio Putin (Ash Carter, ufficialmente, sbava per il cambio di regime). Recentemente il presidente russo non avrebbe potuto essere più esplicito “Questo non è dialogo. È un ultimatum. Non mettetevi a darci degli ultimatum”.

La Distruzione Mutua Assicurata è sorpassata da un pezzo. Ha permesso una pace scomoda per settant’anni di guerra fredda. La guerra fredda 2.0 è estrema e con tutti quei Breedhate Stranamore a piede libero, la follia nucleare è a 5 secondi da mezzanotte.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Può essere contattato a pepeasia@yahoo.com.

Fonte: http://rt.com/

Link: http://rt.com/op-edge/269176-pentagon-nato-russia-nuclear-missiles/

24.06.2015

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide