Home / ComeDonChisciotte / IL PD NON HA MOTIVO DI ESISTERE
11779-thumb.gif

IL PD NON HA MOTIVO DI ESISTERE

DI ALESSIO MANNINO
ilRibelle.com

Io, cittadino stufo della farsa partitocratica, non ce l’ho col Pd. È il Pd a avercela con me e con l’Italia. E con sé stesso. È nato nel 2008, questo bambino deforme, dall’unione contro natura e mal riuscita fra ex democristiani di sinistra ed ex comunisti di destra. I militanti pecoroni – verso i quali, spiace, ma non può esserci più comprensione – si sono bevuti la sola del Partito Democratico sul modello americano: una fregnaccia di Prodi e Veltroni che pretendeva di cancellare la storia centenaria di due tradizioni politiche e culturali con le loro peculiarità, idiosincrasie, incompatibilità, identità. La solita cialtroneria italiana, al servizio di un disegno ben preciso e serissimo nella sua pericolosità: omologare i paesi occidentali al sistema partitico anglosassone, ideale per imporre una dialettica semplificata e distorcente non sul cosa, ma sul come gestire l’ordinaria amministrazione, coi veri piloti in cabina – gli interessi finanziari sovranazionali – a decidere la rotta unica e obbligata.

L’arrivo in scena del berluschino – o veltronino – Renzi è la ciliegina sulla torta: lui non finge neanche più di essere di sinistra nell’accezione comunemente accettata della parola, rappresenta l’indistinto luogo comune trasversale (il merito, più mercato, più efficienza, più modernità, più leggerezza, e già che ci siamo più figa per tutti). 

Dopo cinque anni, l’aborto è palese. Lo snobismo, la sicumera, la scissione d’origine mai composta e rimescolata nel duello generazionale più che sostanziale Bersani-Renzi, l’annacquamento di ogni istanza nel “ma anche”, lo spadroneggiare di potentati a volte criminali hanno portato alla sconfitta netta delle elezioni politiche e alla caporetto del Quirinale, con 101 parlamentari ancora in incognito che hanno abbattuto a colpi di voto segreto il padre fondatore Prodi, dando la plastica dimostrazione che il Pd è davvero Pdmenoelle: meglio riconfermare Napolitano, sommo sacerdote dell’inciucio, andando così al governo assieme al finto nemico Berlusconi, che optare per la traversata nel deserto (i grillini non avrebbero comunque sostenuto un loro governo di minoranza, o almeno si spera) ma a testa alta. 

Ora, se fossi un iscritto al Pd, nel guardarmi allo specchio mi sputerei in faccia. Che ci starei a fare in un nido di serpi, ciechi, illusi e complici in malafede che ha suggellato vent’anni di collusione con Silvio, odiato a parole e servito e riverito nei fatti? Se fossi onesto con me stesso, straccerei la tessera. L’opa ostile di Grillo ai giovani che occupano le sedi è nella logica delle cose, sempre che le cose debbano ancora avere una logica, in questa Italietta di eunuchi e saltimbanchi. Occupy Pd? Refuse Pd! Non c’è più alcuna ragione sensata per cui una persona dotata di cervello e in buona fede resti ancora là dentro. In nome della sinistra? Ma la sinistra resiste soltanto come mito reazionario, per far sopravvivere un immaginario superato e arcisuperato mentre in tutte le scelte fondamentali la sedicente sinistra col marchio Pd ha sposato l’ideologia dominante liberal-liberista, giusto un pelo temperata e camuffata con la retorica delle liberalizzazioni pro-consumatori (quando in realtà sono pro-grandi catene, come guarda caso le coop). In nome dell’antiberlusconismo? Oggi risulta arduo perfino pensarlo, visto che sono tutti seduti amorevolmente insieme a Palazzo Chigi a brigare per tornare agli antichi fasti (magari con norme ad hoc per far fuori il Movimento 5 Stelle, su cui il pacato commento non può che essere uno: farabutti!). 

In nome dell’Europa? Ma ormai lo capisce anche un decerebrato che l’Unione Europea è stata una solenne fregatura, tanto è vero che adesso non si trova un difensore delle regole di Maastricht (3% di deficit consentito, la legge ferrea dell’oppressione) neanche col lanternino. 

In nome di che, di grazia, il Pd ha ancora un motivo valido di esistere? Con tutta la buona volontà, non riesco a trovarlo. Ah certo, uno c’è: fare i guardiani della controrivoluzione, reggendo pure il moccolo al beneamato Silvietto. Ci risparmino la sceneggiata, i presunti giovani del Pd. Se vogliono cambiare l’Italia, si suppone in meglio, non c’è unica via che lasciarlo. Ha fatto troppi danni e continua a farli. 

Alessio Mannino

www.ilribelle.com
22.05.2013

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

La Voce del Ribelle è un mensile – registrato presso il Tribunale di Roma,
autorizzazione N° 316 del 18 settembre 2008 – edito da Maxangelo
s.r.l., via Trionfale 8489, 00135 Roma. Partita Iva 06061431000
Direttore Responsabile: Valerio Lo Monaco
All rights reserved 2005 – 2008, – ilRibelle.com – RadioAlzoZero.net
Licenza SIAE per RadioAlzoZero n° 472/I/06-599
Privacy Iscrizione ROC – Registro Operatori della Comunicazione – numero 17509 del 6/10/2008

Pubblicato da Davide

  • MespE

    Mi sembra che oramai sia stato ampiamente dimostrato che i partiti esistono solo per il loro auto-sostentamento e per il sostentamento delle loro clientele. Il nucleo elettorale del PD è ancora costituito da clientele molto potenti, agguerrite e ben nutrite. Tuttavia non abbastanza potenti da poter costituire organo di governo nazionale. I volontari costituivano sicuramente una base d’appoggio molto importante e la raison d’etre manifesta del PD (l’essere l’unica alternativa credibile a B) è venuta meno. Tuttavia, seppur rimaneggiato, credo che al netto dei votanti il PD (o il nome che si decideranno di darsi) terrà botta, ancora almeno per qualche anno, fino a quando i veri nodi verranno al pettine.

  • albsorio

    ” ….complici in malafede che ha suggellato vent’anni di collusione con Silvio, odiato a parole e servito e riverito nei fatti?” —– Troppo semplice così, quello che credo è che chi comanda davvero ( non Silvio, cacciato a calci in culo per Monti :-), usa Echelon e i centri di ascolto per creare dossier, poi li usa per piegare alla sua volontá i cialtroni con gli “scheletri nell’armadio”. —- Perchè salta fuori la barca di Bossi e non una inchiesta su MPS? —- Qui per esempio mi chiedo perchè M5S non chiede a gran voce, in Parlamento, ciò che chiedeva nelle piazze, una inchiesta seria su MPS.

  • Servus

    Forse perché preoccupati delle loro poltrone e dei soldini.

  • nigel

    Haaaa… scusate, ho avuto un orgasmo..

  • monscolombo

    Grazie! Non saprei aggiungere altro, mi ci farei una maglietta con questo articolo.

  • AlbertoConti

    Sembra scritto da uno con le palle girate. Invece è tutto vero! A partire dal titolo: non ha motivo di esistere perchè rappresenta il nulla. Un paese servo e occupato non può avere alcuna politica propria, cioè nessuna politica punto! Il nulla per l’appunto.

  • marco08

    Tutto vero, assolutamente d’accordo, c’è ne siamo accorti anche a Roma
    http://www.lolandesevolante.net/blog/2013/05/roma-una-poltrona-per-quattro/

  • Ercole

    Se proprio dobbiamo dirla tutta nessun partito dell’arco costituzionale non avrebbe motivo di esistere(sindacati inclusi) dal momento che nessuno difende la classe oppressa ,ma sono espressione seppure ognuno a modo proprio della classe dominante: dipende come ci si pone ,è da quale punto di vista si vuole dibattere tutto qui ,sono riflessioni che non portano da nessuna parte e non spostano di un solo centimetro il dibattito . Con o senza il P.D. la lotta di classe non scompare e il capitalismo rimane comunque con tutti i suoi mali .

  • andyconti

    Grillo denuncia sempre il MPS, leggete bene, non e’ difficile.

  • andyconti

    La ragione d’essere del PD e’ la difesa del Parastato, chi lo vota sa cosa vota e gli va bene il governo col PDL.

  • Aloisio

    all’apparenza sembra che il pd non abbia ragione di esistere, o meglio non ha ragione di esistere per i lavoratori, salariati e classi meno abbienti.

    La sua funzione principale è quella della mosca ,che sembra inutile , ma essendo coprofaga ricicla materiale di scarto .Nel caso del pd le deiezioni dei banchieri.Vedi MPS.

  • makkia

    non è difficile, vero, ma Mamma tivvù e papà Quotidiano sono taaanto più facili.

  • makkia

    Mah io ci campo, in mezzo ai piddini, e non credo che siano così. Credo piuttosto che l’elettorato “de sinistra” del PD sia fatto in maggioranza da vigliacchi che non hanno il coraggio di guardare in faccia e trarre le conseguenze da quello che questo articolo illustra.

    Una massa che abdica alla difficoltà di affrontare le scelte e si rifugia in comportamenti demenziali come:
    – L’appartenenza. Tifare Roma o Juve, anche quando perde, compra gli arbitri, ecc… però e sempre la squadra del cuore. L’Unità in tasca e Gramsci nel cuore.
    – La mansuetudine religiosa. Tipo Zio Tom. L’eterna speranza che “domani cambierà”. Le primarie cambieranno tutto, arriva Renzi e cambia tutto, il prossimo Congresso cambia tutto, adesso ci sono più g-g-giovani come Puppato e Civati e cambia tutto.
    – La “mezza svolta”. Cioé votarsi a un inutile partitino che, improbabilmente, recupererà la “purezza originaria” con un vertice di transfughi provenienti da quella gerarchia che con la purezza ci si sono puliti il culo. Altrettanto improbabilmente influenzerà anche il “partito vero” e lo riporterà sui binari. Adesso è Vendola.
    – I tossici ludomaniaci. Continueranno a votare disperati, come i disperati delle slot-machine o del lotto continuano a giocare. Perché “prima o poi vedrai che esce”. E ogni Serracchiani gli fa dimenticare i Veltroni, D’Alema, Bersani su cui hanno scommesso e perso molto di più.
    – I machiavellici (così credono). Accetterebbero qualunque compromesso, patto, bassezza, pur di continuare pensare che è un sacrificio necessario per avvicinarsi al traguardo di governare l’Italia e fare la società “giusta”. Più i loro beniamini sono corrotti e Mazzarini e più li trovano rassicuranti.

    Quelli di cui parli tu sono gli elettori democristiani del PD. Votano come sempre hanno fatto per convenienza, sono statali, parastatali e cooperative.