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IL NUOVO INTRIGO INTERNAZIONALE: RENZI RIFIUTERA' L'INTERVENTO IN LIBIA IN QUANTO SI VUOL PERMETTERE ALLA FRANCIA DI IMPOSSESSARSI DELLA CIRENAICA (E POI FONDERE ENI CON TOTAL)

DI MITT DOLCINO

scenarieconomici.it

Renzi disse una cosa giusta circa un anno fa quando affermò che l’ENI rappresenta una sorta di ministero degli esteri occulto dell’Italia. Gli interessi italiani in Libya sono enormi, quando c’era Gheddafi praticamente nessun competitore poteva lavorare nel paese nordafricano, in quel caso Berlusconi aveva davvero fatto un capolavoro. E come contropartita Gheddafi salvò Unicredit dalla crisi subprime diventandone il primo azionista, molti se lo sono dimenticato. Grazie a tale blitz l’Italia era l’unico paese occidentale a non aver dovuto salvare le proprie banche con soldi pubblici, l’Italia rischiava di uscire vincitrice dalla crisi dei mutui scoppiata nel 2008. Infatti, poi arrivò Monti e la fatale austerity che ci ha gettati sul lastrico…

Gheddafi probabilmente morì per aver aiutato l’Italia, ricordate lo scandalo Kerviel in SocGen? E i problemi di BNP dei tempi? Sarkozy si prodigò per far fuori il padrino d’Africa dell’Italia, ricchissimo di petrodollari investiti regolarmente nella Penisola (Fiat, Juventus, Unicredit….).

Dunque arrivò l’attacco alla Libya in perfetto contrasto con le regole di ingaggio ONU secondo cui i paesi ex coloniali devono intervenire in prima battuta! Nel 2011 furono invece UK e Francia a farlo a danno italiano, lesa maestà nei confronti del Belpaese e di Berlusconi che – opportunamente indebolito – stava subendo il suo colpo di Stato (ehm, gli italiani hanno subito il colpo di Stato, meglio non dimenticarselo…)

Ora si dice che l’ISIS stia arrivando in Cirenaica minacciando addirittura Roma e ci chiedono di intervenire miltarmente (e qui bisogna davvero avere fede per crederci, la sesta armata italiana – la mafia – ha vinto i tedeschi ma oggi non riuscirebbe a contenere una banda di negletti col burka che arrivano col canotto, ma per piacere…). Prima di tutto, questo tam tam sull’ISIS in nordafrica sembra essere una pura e semplice destabilizzazione dell’Europa usando l’Italia, magari si potrebbe pensare ad un contesto in cui gli USA vorrebbero che l’Italia intervenisse in Libya potendo poi richiedere flessibilità a causa della guerra, ingenerando un danno alla Germania che fa dell’austerity la sua pietra angolare per la dominanza continentale (ossia annientando i propri competitor industriali per inedia). Leggasi, molto probabilmente gli USA puntano a destabilizzare l’Europa tedesca, punendo Berlino per non essersi allineata nella guerra a Putin (lo strumento sarebbe la flessibilità data ai periferici, partendo dall’Italia e supportando la Grecia). E’ possibile che oggi l’Italia sia funzionale a tale disegno? Io ritengo di si.

Problema: forse a Roma qualcuno ascolta troppo Berlino? Forse si, almeno a giudicare dalle risposte di Renzi in merito ad un intervento italiano in nord Africa. I ben informati ritengono infatti che il Premier italiano dovrà alla fine dire di no all’intervento – tutto pianificato – dietro pressioni non ben identificate (…). Si sanno invece la conseguenza del beau geste renziano, in perfetto stile sinistrorso: la Francia interverrà al posto dell’Italia e sotto bandiera ONU impossessandosi dell’intero territorio libico ricchissimo di idrocarburi. Eh si, perchè anche con il nuovo regime post rais l’ENI ha saputo restare sul pezzo alla faccia di chi la voleva più debole (…). Ma quali sarebbero le conseguenze se al posto dell’Italia intervenisse militarmente la Francia, magari assieme all’Egitto? Semplice, la Libya sarebbe davvero persa dall’ENI e dall’Italia ed il cane a sei zampe verrebbe inevitabilmente affossato nei profitti futuri: che ghiotta occasione per fonderla – spostando la sede a Parigi – con Total! I francesi avrebbero fatto bingo, sognano da tempo tale acquisizione con il fine di creare un colosso della dimensione di Exxon e Shell!

Fantascienza? Vedremo, da Roma mi indicano questa possibilità come concreta e materiale sebbene sia troppo presto per verificarla (mancano ancora – ed innegabilmente – dei dettagli importanti). In ogni caso Renzi non può dire NO all’intervento in Libya o meglio se vuole lasciare campo libero alla Francia ed all’Europa a nostro danno dovrà ben spiegarci perchè lo vuole fare …. (vedrete che questa sarà anche l’occasione per Berlino di utilizzare il proprio l’esercito in funzione di difesa europea fuori dai propri confini a supporto dei galli, aprendo di nuovo l’uscio prussiano).

Se così sarà alla fine l’Europa ci passerà sopra la testa anche via Libya soffiandoci le risorse sotto casa, complimenti per il disastro a tutti quelli che avranno contribuito! Alla fine tutto questo farebbe scopa con quanto sostenuto dai colleghi di SE da molti anni ormai, un attacco agli interessi italiani da parte dei supposti partners europei ex coloniali… Se qualcuno ancora ritiene che percepirà una pensione superiore a 1000 euro attuali è un illuso…

Qui qualcuno pensa di essere più furbo che bello ma mi sa che finirà a schiaffoni…

Fantomas per Mitt Dolcino

Fonte: http://scenarieconomici.it

Link: http://scenarieconomici.it/intrigo-internazionale-renzi-rifiuta-lintervento-in-libya-in-quanto-si-vuol-permettere-francia-impossessarsi-cirenaica-poi-fondere-eni-total/

17.02.2015

Pubblicato da Davide

  • Orsone

    Il problema è che non abbiamo la massa militare attiva e qualificata per intervenire in Libia in posizione di leadership, probabilmente i nostri migliori contingenti sono già dislocati nelle missioni estere (dove già da tempo forse su qualcuna si potrebbe ipotizzare un rientro…). Basterebbero 20 morti che l’opinione pubblica andrebbe in rivolta e il paese si destabilizzi.

    Allora se va fatto un intervento va fatto con l’appoggio politico e strategico degli USA, perché non penso abbiamo nemmeno la capacità strategica di gestire quel tipo di guerra su un territorio così vasto.
    Allora o si dichiara apertamente agli italiani che o si fa o le conseguenze sono economia al tracollo e esplosione di migranti oppure implodiamo su noi stessi su questa faccenda. Solo che non abbiamo una classe politica forte che possa prendere decisioni del genere e che abbia le palle di fare certe dichiarazioni alla nazione (mettendoci dentro la difesa del papa, la riduzione dei morti sui barconi e tante altre belle cose a corredo).
    Probabile che nell’immediato futuro venga aumentata la nostra ridicola spesa militare per evitare quantomeno figure di merda come queste, quelle di avere 60 mln di abitanti e non riuscire a dislocare sul territorio nemmeno 15.000 uomini (e mezzi). E per ridicola non dico che è in assoluto bassa, è mal spesa perchè serve solo a mantenere la massa statica delle spese fisse e degli stipendi…
  • AlbertoConti

    Ma roba da pazzi! Siamo tornati indietro di 100 anni, alle guerre coloniali in
    pieno regime fascista! E qui qualcuno si lamenta che non abbiamo abbastanza
    baionette!

    Questo dal lato mainstream.
    Dal lato realtà la situazione è
    molto più chiara e netta: come al solito l’impero del male, di cui siamo
    l’ultima ruota del carro, prima crea il problema e poi offre la soluzione,
    sempre ben peggiore. Prima si sovvenzionano gli esaltati, poi li si bombarda. Un
    superclassico, che è andato troppo oltre. Ormai le complicanze sono al massimo,
    l’impero del caos ha ottenuto il suo scopo, e si appresta a raccoglierne i
    frutti, col culo degli altri, nostro in particolare.

  • GioCo

    Analisi interessante, l’impero del Caos potrebbe volere un Italia ancora più debole e dipendente, ma non so se la perdita della Libia concretizzi questa possibilità, ho finisca per fare come per la Grecia, cioè obblighi poi a una partership più stretta Cino-Russa.
    Se Washinton pensa davvero di usare Renzi per consentire alla Francia di prendere la Libia e governarne le risorse energetiche in un momento in cui la stessa si siede al tavolo delle trattative con Merkel e Putin, per non perdere il treno Asiatico, mi sfugge il calcolo.

    L’Italia e l’ENI è certamente più governabile, persino acquisibile in un prossimo futuro, senza doversi impantanare in guerre dall’esito quantomai incerto: un opportunità facile facile e ghiotta. La Libia è certamente un territorio geo-strategico per l’addestramento terroristico internazionale, nonché centro dove disperdere tali forze nei quattro angoli del mediterraneo tramite le rotte dei disperati, ormai saldamente in mano alla malavita organizzata. Malavita che se ci si togliesse almeno qualche robusta Fiorentina dagli occhi, riconosceremmo sostenuta quanto non proprio eterodiretta dalle amministrazioni statunitensi e dalle varie "agenzie per la sicurezza" del mondo "libero occidentale": libero solo quando gli interessi statunitensi non sono messi in gioco più di quanto le élite anglofone sono disposte a farlo.

    Quindi Renzi starà rintanato nel silenzio più possibile, dato che sa perfettamente che non può assolutamente esporsi senza bruciarsi. Brucerà i suoi, nel tentativo di usarli come i sacchetti di sabbia nelle inondazioni sperando in un allentarsi della situazione. Situazione che non solo non si allenterà, ma che a breve toccherà punte di collasso a cui da almeno mezzo secolo non siamo più abituati.

  • MarioG

    Il problema e’ che il "ritorno all’indietro" ormai si e’ avuto gia’ nel 2011, con tutto quel che ne e’ conseguito. Notare anche il ritorno all’indietro al 8-9-1943, quando Berlusconi ha mollato Gheddafi.

  • adriano_53

    il dramma dei politici postmoderni e che producono anche critici postmoderni. E così per un governo che fa del blaterare la sua cifra stilistica e politica, dobbiamo avere anche dei commentatori il cui unico prodotto è la "chiacchera" heidegerriana.