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IL GIORNO CHE MONTI SPARI' COME TROTSKY

DI ALESSANDRO GIGLIOLI
gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Oggi ho sentito Enrico Letta dire in tivù che tutti e tre i partiti della sua maggioranza da tempo volevano «superare l’Imu», anzi ce l’avevano nei programmi. Naturalmente si è scordato di aggiungere che sono gli stessi tre partiti – identici – che l’hanno introdotta, l’imposta sulla prima casa, poco più di un anno fa.

Mentre Letta ci spiegava di aver sempre detestato l’Imu, su un altro canale c’era Berlusconi seduto su un divano, con un maglioncino molto friendly, che sembrava il cugino buono del Caimano: pieno di belle parole e di profferte d’amore per quelli che prima erano ‘comunisti’, ’stalinisti’ e ‘coglioni’.
E’ così, questo accordo di governo: sembra che siano tutti sorti dal nulla, nuovi e belli, e che non abbiano niente a che fare con quello che dicevano e  facevano fino a ieri.

Non manca in giro chi ne gioisce: il clima palingenetico sarebbe infatti utile per uscire dalla crisi economica. Curiosamente, a farci uscire da detta crisi dovrebbero essere gli stessi partiti che l’hanno come minimo concausata (e nel caso di Berlusconi perfino negata), ma questo è un dettaglio che si cerca di far scordare, appunto, presentandosi con parole nuove e contando sull’amnesia collettiva a reti unificate.

Elemento fondante, in questa operazione, è soprattutto far scordare di avere sostenuto tutti e tre, insieme, l’esecutivo Monti, quello che Franceschini aveva definito in un entusiasta tweet «il miglior governo possibile». Adesso pare che loro, all’epoca, non ci fossero proprio.

A proposito, ogni tanto mi chiedo che fine ha fatto, Monti: con i suoi loden, i suoi numerini e la sua pletora di giornalisti sdilinquiti. Scomparso, cancellato, un po’ come Trotsky dalle foto dell’Urss.

La sparizione del Professore è del resto del tutto funzionale – anzi indispensabile – allo sforzo cosmetico che deve far apparire tutti nuovi, buoni, vitali e armoniosi.

Il tutto, messo insieme, ha semplicemente tre scopi.

Il primo riguarda il Cavaliere, che si è comprato l’assicurazione economica e giudiziaria per un’altra legislatura. Non farà il presidente della Convenzione, è ovvio, ma l’ha solo sparata alta da venditore qual è sempre stato. Non gli serve a niente fare il presidente della Convenzione, anzi probabilmente si annoierebbe pure. Gli basta sedersi al tavolo di comando: e chi parla più di ineleggibilità, di conflitto d’interessi, di autorizzazione all’arresto in caso di condanne definitive?

Il secondo scopo riguarda i vertici del Pd, compresi D’Alema e Veltroni che hanno fatto finta di pensionarsi ma continuano a tirare i fili dei loro burattini. Andando al governo – a questo governo, mica a quello mai nato con il M5S che li avrebbe messi per davvero in panchina – si sono assicurati un altro giro di giostra, di potere e di pensose interviste ai maggiori quotidiani per dettare la linea.

Il terzo scopo  – a sua volta finalizzato ai due precedenti – è calmare le acque, gettare tavolette di cioccolato dalle camionette. Niente Imu a giugno, e l’ottanta per cento degli italiani è contento – ignaro che ovviamente la pagherà in altro modo. E magari anche niente aumento dell’Iva, che naturalmente avevano deciso sempre gli stessi partiti. Poi, da qualche parte, troveranno anche i soldi per i cassintegrati e gli esodati, almeno per un po’.

Tanto inusitato attenuamento del ‘rigore’ – ma non si era a un passo dal default? ma non avevano messo tutti insieme il pareggio di bilancio in Costituzione, zitti zitti? – si spiega solo con una gran paura che il collasso sociale in qualche modo esploda, vuoi nelle urne vuoi fuori. E che insomma, tutto finisca, tanto per Berlusconi quanto per l’establishment del Pd.

Ecco perché Letta spiega di aver sempre detestato l’Imu, ecco perché Berlusconi festeggia la fine della ‘guerra fredda’ con la sinistra, ecco perché Monti è stato cancellato come Trotsky.

Che poi l’operazione di cosmesi e di appeasement del tripartito con gli italiani riesca, è tutto da vedere, naturalmente.

Perché – è vero – siamo un popolo senza memoria. Ma se non portano in fretta le persone esasperate fuori dal guano, c’è il rischio che un giorno, all’improvviso, ci si ricordi tutto.

Alessandro Giglioli
Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/05/il-giorno-che-monti-spari-come-trotsky/
3.05.2013

Pubblicato da Davide

  • mincuo

    Non si è ancora visto un Ramón Mercader a dargli una picconata sulla zucca a Monti.

  • vraie

    Non ci spero tanto che, come dici, ” un giorno, all’improvviso, ci si ricordi tutto” ….. noi italiani solamente nel calcio diamo segni di rivoluzione:
    Juventus : scudetto n.31 (e non 29 … come cambiare la Costituzione)
    Ascoli – 11 croci sull’erba per lanciare un macabro avvertimento ai giocatori
    (Resto d. C.)

  • Ercole

    Purtroppo il malcontento è stato” catturato” dal M5S (momentaneamente)e quindi la borghesia con i suoi rappresentanti istituzionali al momento riesce ancora a morfinare molte “coscienze”ma sono consci che il giochino non durerà ancora per molto ,e ogni giorno continuano a demonizzare il fatto che gli operai possano imbracciare la lotta e chiedere conto ai padroni : ci aspetta una nuova fase storica se l’esercito dei disoccupati prende coscienza della propria forza e sapremo canalizzare la rabbia li spazzeremo via dalla storia e di questo che hanno veramente paura e non dei ciarlatani di turno .

  • Jor-el

    Sarà, ma a me non sembrano così impauriti. Mi paion tutti belli soddisfatti, strafottenti, impuniti e spregiudicati. Gli sta andando grassa, in tutta Europa. Qualche sommossa in Grecia, vabbe’, ma alla fine anche là la maggior parte dei lavoratori si sorbisce l’austerità senza fiatare.

  • Jor-el

    Gasparri sorridente col dito medio alzato è un’immagine che vale mille parole. E Gasparri è uno che ci prende. Cosa disse il giorno della vittoria di Obama? “Sarà contenta Al Qaeda”. E difatti…

  • Jor-el

    E l’imu, intanto, a Bologna l’aumentano.

  • makkia

    “a questo governo, mica a quello mai nato con il M5S che li avrebbe messi per davvero in panchina”

    Ho sempre adorato la branca della fantascienza chiamata “fantapolitica”.
    Ma qui siamo più nella branca dei comics chiamata “universi paralleli” (tipo: che succederebbe se Batman fosse, sì, un vigilante… ma senza scrupoli e remore morali?).
    Che sarebbe successo se
    – gli 8 punti di Bersani non fossero stati l’Agenda Monti appena riverniciata
    – se il M5* gli avesse dato la fiducia e poi avesse potuto condizionare davvero l’azione di governo (non come in Sicilia, dove dopo i primi contentini, hanno messo a legge il voto di scambio e lo stralcio di tutte le proposte di riduzione degli sprechi, votandosele fra DC del PD e DC del PDL)
    – avessero fatto il conflitto d’interessi, la riforma del contributo ai partiti e la legge antitrust sui media senza che i 200 pretoriani di D’Alema, Renzi, Veltroni e Letta mandassero in minoranza il governo disertando l’aula i giorni delle votazioni

    Penso che Giglioli sia un patito di FIFA (inteso come videogame)