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IL CASALEGGIUM NON FUNZIONA

DI PINO CABRAS
megachip.info

Non enfatizziamo più di tanto i difetti della seconda prova elettorale nazionale del Casaleggium, il dispositivo di voto online con il quale alcune migliaia di militanti registrati del MoVimento 5 Stelle distribuiscono i loro voti sulle candidature. Prima furono le “Parlamentarie”, oggi le “Quirinarie”. Stavolta le votazioni sono state annullate e ripetute dopo la denuncia di intrusioni in grado di alterare il voto.

In sé, lo ripetiamo, l’episodio non va enfatizzato, perché – nonostante la retorica martellante del marketing di Grillo e nonostante le raffiche esacerbate degli avversari – rimane un avvenimento politico di modesta importanza, legato a un campione limitato di attivisti che sperimenta i primi rudimenti di un sistema carente.Più importante è invece trarre una lezione di fondo: il voto elettronico, ovunque sia stato applicato in sede di decisione politica di massa, è stato sin qui una storia di insuccessi, tanto più evidenti quanto più alte erano le speranze democratiche attribuite ai voti espressi con un clic.

Negli USA, alla già complicata varietà di sistemi elettorali farraginosi, da un quindicennio in qua si sono aggiunti nelle cabine elettorali vari sistemi di voto elettronico che seminano ogni volta dubbi e polemiche sia nelle primarie sia nelle votazioni generali, al punto da inquinare profondamente la fiducia nel sistema. Il Casaleggium – essendo praticato in un contesto ancora meno controllabile e più vulnerabile come la Rete – per ora riesce a dimostrare poche cose: dà prova di riuscire a coinvolgere ancora poca gente e di essere troppo esposto ad attacchi per poter assicurare fiducia nel sistema e nei risultati.

Le forme di scrutinio tradizionale non sono esenti da brogli, si obietterà. Vero. Ma non c’è ancora un paradigma basato sul voto elettronico in grado di sostituirsi ai vecchi sistemi con più vantaggi. Senza considerare che metà della popolazione italiana non sa nemmeno come si accende un computer, con tanti saluti all’«ognuno vale uno».

Anche in rete non sappiamo che farcene di ideologismi e falsa coscienza. Perciò leggiamo sul Fatto Quotidiano del 13 aprile un’intervista a un vero pragmatico della rete, Umberto Rapetto, da sempre in trincea nella lotta alle frodi telematiche. Rapetto ammonisce: «L’immaterialità del web si presta agli interventi più disparati. Internet è l’anarchia assoluta. Tutti quelli che hanno cercato di imbrigliarlo con delle regole hanno sbagliato: dai governi agli ideologi della rete. Volerla usare come strumento di governo e controllo è una follia». E se non fosse ancora abbastanza chiaro, aggiunge: «Non si può credere all’infallibilità del web. È un sistema che fa errori, tant’è che, come nella vecchia politica, bisogna rifare tutto.»

Anche Marco Schiaffino, un avvocato che nuota come un pesce nella corrente del diritto in rete, porta un argomento convincente contro il Casaleggium: «I furti di dati sono all’ordine del giorno e l’idea di creare un sistema di protezione a prova di bomba è pura utopia. La cronaca è piena di esempi: furti di dati di carte di credito, account Twitter, Facebook e PayPal eseguiti violando direttamente i database centrali in cui erano conservati. E si parla di aziende che spendono una fortuna per proteggere i loro dati. Figuriamoci che livello di sicurezza può garantire il sistema informatico di un movimento semi-spontaneo basato sul volontariato degli attivisti.»

E poi non è solo questione di sicurezza, ma di forma della partecipazione. Col passare degli anni diventa sempre più prezioso scoprire il pensiero di chi aveva visto lontano. C’è una famosissima intervista di trent’anni fa a Enrico Berlinguer (“Orwell, il computer, il futuro della democrazia”, l’Unità, 1° dicembre 1983), nella quale Berlinguer dice:

«La democrazia elettronica limitata ad alcuni aspetti della vita associata dell’uomo può anche essere presa in considerazione. Ma non si può accettare che sostituisca tutte le forme della vita democratica. Anzi credo che bisogna preoccuparsi di essere pronti ad affrontare questo pericolo anche sul terreno legislativo. Ci vogliono limiti precisi all’uso dei computer come alternativa alle assemblee elettive. Tra l’altro non credo che si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l’unica forma di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone. Ad ogni modo lo ripeto: io credo che nessuno mai riuscirà a reprimere la naturale tendenza dell’uomo a discutere, a riunirsi, ad associarsi. Ogni epoca, certo, ha e avrà i suoi movimenti e le sue associazioni. Vedi per esempio, nella nostra i movimenti pacifisti, i movimenti ecologici, quelli che, in un modo o nell’altro, contrastano l’omologazione dei gusti e il conformismo: chi avrebbe saputo immaginarli quaranta o anche venti anni fa? Naturalmente compito dei partiti dovrà essere quello di adeguarsi ai tempi e alle epoche. È qui che si misura la loro tenuta: sulla loro capacità di rinnovarsi.»

E in effetti l’incapacità di rinnovarsi dei partiti spiega molto di quanto accade oggi, trent’anni dopo. Berlinguer naturalmente parlava a partire da quel che vedeva, i vecchi partiti. L’intervistatore gli chiese: «Quindi tu non credi che anche i partiti storici come quelli della vecchia Europa possano diventare solo dei partiti-immagine?». La risposta è attualissima:

«Possono, certo che possono. Ma intanto bisogna attrezzarsi per saper essere anche partiti-immagine e partiti d’opinione. Il rischio è quello di diventare solo questo. Perché sarebbe un impoverimento non solo della vita politica, ma della vita dell’uomo in generale».

Può sembrare paradossale, ma ora il monito berlingueriano vale anche per il M5S: «È qui che si misura la loro tenuta: sulla loro capacità di rinnovarsi.» Nel cambiare profondamente una cosa già sciupata. Il Casaleggium è già obsoleto.

AGGIORNAMENTO delle ore 21,45, 13 aprile 2013:

Al di là delle critiche all’affidabilità del sistema di votazione online adottato dal M5S, la rosa dei dieci nomi che emerge da questo meccanismo taglia in radice uno degli argomenti più sbagliati usati contro i Cinquestelle: quello di essere un movimento fascistoide. Lo ha usato molto spesso, prima e dopo il 28 febbraio, una parte della sinistra spiazzata da questo movimento. L’assurdità di vedere il fascismo nella forza politica dei Cinquestelle è peraltro confermata dalla mozione per il ritiro dei soldati dall’Afghanistan presentata dai parlamentari grillini: una delle tante cose che la sinistra italiana non ha fatto.

Risalta semmai una contraddizione con due dei dieci nomi emersi, quelli di Emma Bonino e Romano Prodi, due calibri da club Bilderberg che hanno pienamente appoggiato l’intervento militare in Afghanistan. Rimangono otto nomi notevoli, otto nomi che aprono un piccolo spiraglio per il futuro e lasciano un rimpianto per il passato: se fossero stati proposti con forza molto prima, avrebbero messo all’angolo per tempo tutti gli architetti di altri accordi sottobanco.

Pino Cabras
Fonte: www.megachip.info
Link: http:/www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/10106-il-casaleggium-non-funziona.html
14.04.2013

Pubblicato da Davide

  • esca

    Mah…doppio, triplo, quadruplo. A parte essere d’accordo con l’idea che la gestione informatica della vita è una boiata che si presta a manipolazioni, furto di dati ecc e quindi non può essere usata come alibi per trasformare tutto e tutti in una sorta di grande network virtuale, la parte più allamante resta il minestrone indigesto di personaggi politici e fenomeni televisivi pro-euro. Povera Italia; si auspica che le persone in buona fede coinvolte nel movimento siano in grado di svolgere il compito di avversare i tradimenti che a quanto pare qualcuno sta cercando di mettere in atto a giochi avviati. Ragazzi del M5S, forse la parte ardua dei vostri compiti sarà proprio questa. Armatevi di scafandro, aprite la mente e, come disse qualcuno “Siate miti come colombe ma scaltri come serpenti!”

  • tersite

    Giuste osservazioni, non basta essere animati da grande spirito per risplvere un caos come quello attuale. Che i M5S leggano e riflettano, nella rosa di nomi proposta da loro, ce ne sono alcuni che cancellerebbero il movimento domani!!!.. Ma che cos’è, tafazzismo? Cerchiamo di essere seri.

  • yago

    Quando alla camera saranno elimati molti nomi sarà deicsivo il voto del m5s . Se Prodi o Bonino saranno rimasti iin lizza i parlamentari del mov dovranno votarli perchè cosi’ ha stabilito la votazione on line. E’ da voltastomaco, ma è cosi’. Mi rifiuto di credere che chiunque abbia votato per Grillo ha potuto farlo per Prodi o Bonino.
    Da dove sono venuti fuori quindi se non dagli elettori ?
    Se qualcuno mi da del troll pazienza , ma questa strana storia del mov. diventa ogni giorno piu’ inquietante. Finora, come dato di fatto, hanno resuscitato Berlusconi e reso l’Italia ingovernabile.

  • guru2012

    C’è poco da obiettare alle argomentazioni di Cabras e rimango stupito dalla lungimiranza della visione di Berlinguer, ma credo che l’unico vero modo per la sicurezza del risultato elettorale sia quella del voto palese. Allora la soluzione telematica potrebbe avere un senso.

  • Behemot

    ….. AIUTOOOOOOOOO !!!!! ….. SPIEGATEMI DA DOVE SONO USCITI BONINO E PRODI ?????? ….. NON CI CAPISCO PIU’ NIENTE !!!!!!!!!!!
    FORSE QUALCHE TOMBINO NON E’ CHIUSO BENE ???????????????

  • Cgueye

    L’accusa di essere fascistoidi nasce da dichiarazioni ben precise. Che poi tra il popolo della rete e il vertice 5 stelle ci sia scollamento, questo è proprio uno dei problemi che quel movimento sta fronteggiando.

  • Mondart

    “… dà prova di riuscire a coinvolgere ancora poca gente e di essere troppo esposto ad attacchi per poter assicurare fiducia nel sistema …”

    1) Che coinvolga POCA gente ( ma sempre più del sistema rappresentativo, anche se per forza di cose non sarà mai vero che “uno vale uno” ) è GIUSTO E SACROSANTO: io non vorrei mai farmi governare da un testosteronico muratore bergamasco che per sei giorni lavora tutto il giorno di martello e il settimo va a vedere l’ Atalanta.
    ( Il che implica un secondo, vastissimo problema: è ancora necessario, oggi, suddividere i compiti e le classi sociali in questo modo ?? E non rompano i cocomeri i neo-borghesi steineriani con la loro società delle api: la società di classi chiuse è appunto quella attuale, ed intelligenza vuole che la si superi, ormai … )

    2) ATTACCHI ?? … le transazioni finanziarie, commerciali e bancarie NON VENGONO MAI ATTACCATE, parbleu … ERGO: si vuole, per qualche motivo, sbandierare tale ipotesi, facilmente superabile tramite un semplicissimo accesso protetto al voto. Che il “mago del web” Casaleggio non riesca a bypassare un tale e prevedibile semplicissimo problema non esiste … avrà i suoi motivi a farlo credere, quien sabe …

    3) NE APPROFITTO, come faceva il picconatore, per esternare anche un parere OT: LOMBARDI DIMETTITI se il furto del portafoglio ( altra cosa difficile da credere ) con gli scontrini dei rimborsi per 250 Euro ti crea tanti problemi: viene Mondart al tuo posto, al quale lo stipendio, anche ridotto, da parlamentare basta e avanza per vivere ( e anche bene ). E se a Mondart dovesse capitare ( una tantum, per sua natura ) una simile dissavventura, beh i 250 ce li rimetterebbe, senza tanto sbandierato casino.

    4) Fare 2+2: i due episodi, se sommati, mostrano la voluta teatralizzazione di problemi minori, che si vuol far assurgere a problemi ( in realtà scuse ) insormontabili … Perchè ??? Quien sabe, chiedetelo a loro … a Mondart vien da pensare che sia già in atto anche l’ autodemolizione controllata del “sistema Grillo”

  • castigo

    se questi sono i nomi proposti da quello che si definisce come movimento di rottura con il regime……. beh, non abbiamo più scampo.
    siamo noi ad essere circondati, altro che i partiti…….

  • nigel

    In effetti la faccia di Prodi nel puzzle fotografico è terrificante, ancor più terrificante è il volto sereno e sorridente di Grillo, che ce lo propone. Al momento non sembra ci siano stati chiarimenti da parte del M5S, cui non sarebbero mancati nomi magari non molto noti ma di un certo peso culturale ed etico (ad es. un economista libero da condizionamenti, un costituzionalista di specchiata rettitudine, etc.)
    Per quanto vedo, si preferisce proporre personaggi ad effetto che con la realtà socio-economica che dovrebbero affrontare hanno poco a che fare o hanno avuto a che fare con risultati disastrosi, militando nel campo opposto (prodi e Bonino) a quello del M5S…continuando poi a ripetere il mantra “uno vale uno”. Mah…

  • daveross

    Molto interessante. Una cosa da obiettare potrebbe essere però COME lo si usa il voto. Da una parte c’è il voto riconosciuto dalla costituzione e dalla legge (politiche, amministrative, etc…), dall’altra il voto ‘volontario’ come tecnica per coinvolgere un gruppo ad esprimere le sue idee, senza alcuna conseguenza giuridica. Ecco, secondo me il Casaleggium sarebbe un fallimento solo nel primo caso. Nel secondo, invece, come nelle ‘Quirinarie’ io ci vedo solo un’ottima iniziativa, una possibilità. Poco importa che siano state poche migliaia a votare.

  • Deck85

    Ma che bella rosa di nomi! Abbiamo una che faceva gli aborti con le pompe per le biciclette, Dario Fo ex camicia nera vincitore di un orrido Nobel che grida vendetta, Gabanelli la Paladina dell’informazione compagna di merende di Grillo (curioso vero?) che non si è fatta il minimo scrupolo a lasciare Barnard al suo destino, poi c’è l’epuratore e censore Grillo (gran democratico), lo splendido malato di protagonismo Gino Strada (fai quello che sai fare meglio: cura la gente!), poi c’è quel fenomeno di Stefano Rodotà ex comunista, burocrate europeo a favore dei matrimoni gay e antivaticano, molto presentabile. Abbiamo quindi Giancarlo Caselli, l’amichetto di Travaglio, che ha gestito la questione dei No Tav come abbiamo visto, molto permasolo, ma molto saggio, molto politically correct, molto adatto per i grillini antiberlusconiani che si segavano sulla tastiera cliccando con il mouse per il cambiamento, poi c’è lo splendido Zagrebesky Gustavo anche lui ex giudice, a favore di un nichilismo giuridico, si ricordano articoli memorabili sui soliti giornaloni para-massonici “La Stampa” e “Repubblica”, il giovane 77enne Imposimato non lo conosco bene, sarà sicuramente la mosca bianca (ma è proprio in bella compagnia) e da ultimo c’è lui, il mitico Romano Prodi, quello dei Bilderberg, delle sedute speritiche, delle svendite dei gioielli italiani. Molto, molto presentabile.

    Mi immagino Pino Cabras con copiose lacrime di felicità a solcargli il viso nell’aggiornamento postato alle 21e45. Bravo, piangi! Stappa la bottiglia per ultra-settantenni, ex-comunisti, massoni e/o paramassoni e nichilisti! Se te piasce così…

  • Firenze137

    Voto elettronico SI/NO non è un problema da poco anche consultando e riflettendo sul – secondo me – interessante sito

    http://www.electronic-vote.org/?lang=it

    forse un po’ datato ma comunque ben argomentato e arricchito delle opinioni di esperti del settore.

    La summa del tutto è che il voto elettronico è o sarebbe per sua natura antidemocratico , non sarebbe così a buon mercato come vogliono farci credere e poi – dulcis in fundo – ci sarebbe un grandissimo interesse delle ditte di Informatica alla adozione ufficiale del software relativo.

    Aggiungo da parte mia che il voto elettronico è un STRUMENTO e questo strumento è già utilizzato ampiamente. Infondo alla Camera dei Deputati ed in tutti i consigli comunali è usato giornalmente. Chi ci garantisce che al momento del voto non ci possa essere un informatico corrotto appositamente “pagato” perchè lui possa in segreto dietro le quinte alterare la votazione di quella delibera o quell’emendamento. Eppure nessuno ha mai sollevato problemi credo sulla democraticità di questi mini-votazioni elettroniche. Perchè ? Evidentemente perchè la dimensione della struttura informatica è tale per cui si “ritiene” possa essere controllabile facilmente. Non lo so se lo è e se davvero è questa la ragione.

    Però è chiaro che non potremo fermare il voto elettronico. Siamo già sulla strada. Sta a noi elettori del domani a noi “cittadini” (per usare un termine caro ai M5S) quindi interessarci di “come” questo strumento possa essere utilizzato al meglio e con le maggiori GARANZIE di trasparenza per tutti. Se come al solito demandiamo a terzi di occuparsi del problema, i terzi ovviamente al momento opportuno come al solito la faranno da padrone.

  • Mondart

    “Uno vale uno” è uno slogan, è l’ espressione di una potenziale utopia certo non attuabile allo stato odierno delle cose ( stato nel quale la sua attuazione sarebbe anzi deleteria: perchè l’ opinione di chi si nutre solo di calcio, per esempio, dovrebbe avere lo stesso peso di quella di chi invece su queste cose ci medita davvero ?? Il voto di un qualsiasi “ultrà” annullerebbe quello di un Mondart … nell’ attuale schema nulla cambierebbe quindi, anzi sarebbe DIABOLICO, n’ est-ce pas ?? … Hardware e software sociali, servono entrambi, non si può implementare l’ uno prescindendo dall’ altro ).

    IL PROBLEMA VA SPOSTATO QUINDI SUL MODELLO SOCIALE, CHE E’ OBSOLETO: il “sistema Grillo” funziona meglio ( anche se l’ utopia rimarrà sempre la “NECESSARIA UTOPIA” ) quanto più il singolo uomo verrà liberato dalle attuali condizioni di schiavitù ( altrimenti A NULLA SERVE ) … il singolo “cittadino” potrà veramente deliberare qualcosa ( non TUTTO, ma solo la materia su cui si riterrà competente ) quanto più gli sarà dato TEMPO E PANE per poterlo fare. Quanto più sarà restituita all’ “ultà”, come al muratore bergamasco, la sua “potenzialità” umana, affrancandolo dallo stato attuale di “schiavo del sistema”.

    … E da come finirà questa faccenda capiremo anche se ci sono o ci fanno …

  • Mondart

    “Uno vale uno” è uno slogan, è l’ espressione di una potenziale utopia certo non attuabile allo stato odierno delle cose ( stato nel quale la sua attuazione sarebbe anzi deleteria: perchè l’ opinione di chi si nutre solo di calcio, per esempio, dovrebbe avere lo stesso peso di quella di chi invece su queste cose ci medita davvero ?? Il voto di un qualsiasi “ultrà” annullerebbe quello di un Mondart … nell’ attuale schema nulla cambierebbe quindi, anzi sarebbe DIABOLICO, n’ est-ce pas ?? … Hardware e software sociali, servono entrambi, non si può implementare l’ uno prescindendo dall’ altro ).

    IL PROBLEMA VA SPOSTATO QUINDI SUL MODELLO SOCIALE, CHE E’ OBSOLETO: il “sistema Grillo” funziona meglio ( anche se l’ utopia rimarrà sempre la “NECESSARIA UTOPIA” ) quanto più il singolo uomo verrà liberato dalle attuali condizioni di schiavitù ( altrimenti A NULLA SERVE ) … il singolo “cittadino” potrà veramente deliberare qualcosa ( non TUTTO, ma solo la materia su cui si riterrà competente ) quanto più gli sarà dato TEMPO E PANE per poterlo fare. Quanto più sarà restituita all’ “ultà”, come al muratore bergamasco, o al metalmeccanico di Ivrea ecc, la sua “potenzialità” umana, affrancandolo dallo stato attuale di “ultimo schiavo del sistema”.

    … E da come finirà questa faccenda capiremo anche se ci sono o ci fanno …

  • nigel

    Convengo sull’utopia iperdemocratica, resta tuttavia sul tavolo la rivergination di Prodi: La maggioranza, pur diversamente acculturata sull’argomento, non ha dimenticato ancora. L’operazione non sembra quindi mediaticamente il massimo… non credi?

  • Mondart

    1) UTOPIA: voglio chiarire che per me il termine “utopia” non ha un’ accezione negativa ma, al suo contario, estremamente positiva: è l’ aspirazione al massimo della “qualità” raggiungibile ( di una vite, come di un intero sistema sociale ); è il carattere di “necessità trascendente/intellettuale” senza il quale non si va da nessuna parte.

    2) RIVERGINATION PRODI … personalmente penso ( e voglio sperare sia così ) ad una specie di “test”, appositamente perpetrato e diffuso per far interrogare grillini e non sia sulle potenzialità POSITIVE ( che indubbiamente ci sono ) che sui risvolti NEGATIVI ( da prevenire e correggere ) del sistema ipotizzato da Grillo e Casaleggio.

    … Che a mio avviso sarebbe da meglio tarare, non certo da buttare per così poco … e anche l’ attacco hacker mi sembra sinceramente una bufala perpetrata ad hoc.

  • Mondart

    E a tutti gli effetti affidare a tale strumento l’ elezione di una carica PURAMENTE ICONICA come quella di un Presidente della Repubblica è IN SE’ una CAGATA PAZZESCA: non solo perchè, dato il carattere di pura rappresentatività della carica, è come eleggere la regina Elisabetta ( uno vale davvero l’ altro, in questo caso ); ma anche perchè la competenza in un settore specifico in questo caso non serve nè all’ eletto nè all’ elettore … che quindi questo episodio finisca in farsa è IL SUO GIUSTO EPILOGO.

    Ma ora prova a chiedere alla rete se vuole le Multinazionali, o Margaret Thatcher rediviva, o un qualsiasi cazzo in culo … o di scegliere tra Cristo e Barabba … e stiamo a vedere.

  • haward

    Articolo impeccabile. L’ossessione di Grillo per la rete, “uno vale uno”, etc., è dovuta, lapalissianamente, ad interessi della bottega Casaleggio & Associati. Negli USA il voto elettronico è stato oggetto di manipolazioni clamorose anche perchè gestito da privati collegati con i partiti. Di quali tendenze siano gli elettori di Grillo, o meglio, quella sparuta minoranza iscritta per le elezioni, io non avevo dubbi, nonostante gli slogan di Grillo sulla presunta “diversità” dei sostenitori e degli eletti del movimento dalla Sinistra (dalla Destra era, infatti, scontato). I simpatizzanti del M5S sono tutti provenienti, a diverso titolo, dalla variegata area di Sinistra e, quindi, non potevano che votare per dieci “campioni” di questa provenienza, anche se vagamente più presentabili di altri. Prodi e Bonino, checchè ne dica Travaglio, fanno anche loro e a buon titolo parte integrale dello schieramento “progressista”.

  • Mondart

    NESSUNO CI PENSA … ma se Grillo intende “affossare definitivamente il vecchio sistema politico” … beh, che senso ha proporre alla rete di eleggerne il “Presidente” ???

    E “presidente” di COSA, parbleu ?? … Io non mi sarei affatto stupito se tra i papabili fosse uscita anche Cicciolina … per “rappresentare il nulla”, uno vale davvero l’ altro. Ma almeno Cicciolina il suo bel perchè ce l’ ha …

  • FreeDo

    E’ la sua Creatura che Grillo sta affossando. Il Sistema non si cambia con un articolo al giorno sul suo blog. Si e’ avvicinato troppo al fuoco, e ha sentito che scotta. (A proposito, a parte le due righe (2) rilasciate dopo essere stati chiamati a rapporto dall’ambasciatore americano, qualcuno ha qualche notizia in piu’ su quell’incontro?).

  • makkia

    1. Proteggere le comunicazioni in internet non è quella bazzecola che credi tu. Richiede bei fondi, begli investimenti e non è comunque protetto da un attacco veramente determinato (che le transazioni bancarie non siano mai attaccate è un film ancora da girare). ci sono anche le belle teorie su come calcolare quando e come il tuo sistema di sicurezza milionario va a pallino.

    2. Grillo parla quasi sempre di processo decisionale “liquido”, cioé la formazione delle argomentazioni. Una volta aggregatisi i punti di interesse e la direzione, ci vogliono tecnici ed esperti per formalizzarle.
    Anche le “quirinarie” servono a indirizzare il lavoro dei “cittadini parlamentari”. Sono uno strumento consultivo, non sostitutivo.
    E sa benissimo che il candidato m5* non sarà eletto. Ma intanto spariglia la dialettica fossile. Come la proposta Prodi sta facendo: ha fatto uscire il Cavaliere dal letargo e ha incasinato i PD
    (l’ha buttato lì Grillo, eh? Non è mica nato fra i militanti un ex-bilderberg, e sapeva che non piaceva, ma che qualcuno lo avrebbe votato come anti-Berlu)

    3. La democrazia liquida che auspica (in quanto voto quotidiano) sa benissimo che è ben di là da venire, come la decrescita felice e i dirigibili al posto degli aereoplani. Questi sono sogni, non proposte per domattina.
    E sui sogni può lasciare che la nostra fantasia voli.
    Anche lì, mentre qualcuno si informa e impara cos’è un “Condorcet candidate”, i soloni si sperticano a leggere la palla di vetro e a sbrodolarsi di “non si può fare”, precisi e autorevoli come le profezie di Nostradamus.
    Mi sembra di vederlo ridacchiare, come quando picchietta davanti al giornalista lo schermo dell’iPad spento, e gli racconta di improbabili software dai nomi simil-inglesi e “già in funzione” che incrociano le ricchezze dei politici (“Visto? Fatto! Non ci vuole niente” 😛 )

    4. Non c’è contraddizione fra dire e fare. Non a caso parla di referendum (e intende quello cartaceo). Che “sembra” essere in contrasto col proposto abbassamento/annullamento del quorum.
    Se vuoi eliminare il quorum, perché proproni un referendum “alla vecchia maniera”? Perché è una scusa per scatenare il dibattito, attualmente inesistente, sull’euro.

  • makkia

    Stavolta stai guardando il dito. Con tutto il rispetto per i tuoi altri interventi.
    Et, en passant, Cicciolina (classe ’51) oramai ha il sex-appeal della Bonino.

  • Mondart

    Belle risposte, interessanti e persuasive. Grazie

  • makkia

    Ci sono 10 minuti di tube in cui spiegano com’è andato il noiosissimo incontro. Google is your friend

  • makkia

    dimenticavo: Prodi è anche l’anti-Bonino.
    Sapeva benissimo che la stampa avrebbe spinto quella t***a ultraliberista, guerrafondaia “umanitaria”, bilderberghiana e commissaria EU. Come sapeva che noi, i suoi ragazzi, soffriamo della sindrome del pesce-rosso e le avremmo dato qualche voto ricordando solo le battaglie libertarie dei radicali.
    Con Prodi ha voluto ammazzare sia lei che, con ogni probabilità, Prodi stesso.
    Bonino era più pericolosa perché rischiava di piacere a cani e porci, Prodi invece spacca il fronte dell’inciucio e costringe il PD a rifiutare “incomprensibilmente” il famoso “nome” che il 5 stelle “finalmente” aveva proposto.
    Se fosse tutto calcolato (io spero che lo sia) Grillo ha una caratura diabolica superiore a quella che gli attribuiscono.

  • bdurruti

    In Brasile è dal 1996 che hanno un sistema di votazione elettronico che funziona benissimo. Chiaro che Grillo/Casaleggio da privati cittadini non possono usare un sistema del genere, ma lo Stato italiano potrebbe eccome. Però finchè l’informazione sarà in mano a gente come Cabras e la politica sarà in mano alla gerontocrazia, non se ne farà nulla.