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I POTERI FORTI HANNO TROVATO IL NUOVO BERLUSCONI

DI GIULIO SAPELLI
ilsussidiario.net

Mentre scrivo queste note si svolgono le primarie del Pd. Un fenomeno solo italiano. Voteranno per i tre candidati in corsa tutti coloro che vorranno, dopo aver versato una piccola somma. È la prima volta nella storia mondiale dei partiti in cui un segretario di partito viene eletto da iscritti e non iscritti, financo da persone che non condividono le idee dei candidati. Ciò nonostante votano, certi di dare in questo modo un contributo alla visione che hanno della dislocazione delle forze politiche in campo a livello nazionale.

È il voto non per qualcuno ma contro qualcun altro. Fenomeno che di solito accade nelle votazioni politiche, ma che non è mai avvenuto nella dinamica interna alla definizione delle cariche  di un partito. Altro primato italiano. 

Naturalmente questo fenomeno disvela qualcosa del rapporto tra istituzioni e macchina dei partiti. La scienza politica classica, ossia quella che inizia con Vilfredo Pareto e Gaetano Mosca e raggiunge poi i suoi vertici con i lavori di Roberto Michels e di Moisei Ostrogorsky, poneva al centro della delineazione del sistema e della società politica le macchine dei partiti. Per comprendere il funzionamento sia della partecipazione politica sia dei meccanismi decisionali, secondo questa scuola bisognava e bisogna partire dai partiti. La politologia che invece si è affermata dopo gli anni Cinquanta del Novecento, con poche eccezioni, tra cui ricordo il compianto Paolo Farneti, Theodor Lowy e Mauro Calise, pone invece al centro i sistemi elettorali. Sono questi ultimi a determinare la meccanica dei sistemi istituzionali e della stessa partecipazione politica. 

Aristotelicamente, per la politologia moderna, i partiti sono accidente e non sostanza. Che invece i partiti siano sostanza e non accidente lo dimostra quanto sta capitando in Italia. Il Pd è diventato il punto archetipale della vita istituzionale. Anche qui un primato italiano alla faccia di qualsivoglia Costituzione. Il presidente della Repubblica convoca il primo ministro Letta per prender visione della situazione creatasi con la scissione e la scomparsa di Forza Italia e Popolo delle Libertà. Il presidente della Repubblica avrebbe dovuto chiamare subito il primo ministro seguendo le pratiche istituzionali. Ciò non è stato fatto. Si è atteso che si disvelasse l’esito delle primarie del Pd. Questo non ha suscitato nessuno scandalo e soprattutto non lo ha suscitato nell’establishment, piccolo (come lo chiama Ludovico Festa) o grande che dir si voglia (come non lo chiama più nessuno perché l’establishment grande non è più). 

Il problema è proprio questo: si svolgono le primarie di un partito i cui candidati a segretario hanno piattaforme sostanzialmente o indistinte o sovrapponentesi oppure che si differenziano per differenti opinioni su segmenti specifici dell’agenda politica, oppure ancora per l’evocazione mitologica di un passato che alcuni vorrebbero conservare (Cuperlo) (1) altri vorrebbero rinnovare senza rinnegarlo (Civati) (2) altri ancora lo rinnegano decisamente e a esso sostituiscono la vulgata neoliberista in salsa moderata (Renzi) (3) . 

Il vincitore delle primarie sarà senza dubbio quest’ultimo. Il perché è chiaro. Eredita i morfemi, ossia la sintassi semantica, del ventennio berlusconiano: leader, invece che élite, decisionismo invece che tattica e compromesso, medializzazione e sondaggizzazione invece che pedagogia, competizione invece che comunione, etc. etc. E poi ha soprattutto l’appoggio dell’establishment, con forti agganci e sostegni nella finanza internazionale, nei ceti medio-colti, nell’alta burocrazia dello Stato la quale sa bene che can che abbaia non morde. La mia previsione è che difficilmente la vittoria che si profila non avrà ripercussioni nel partito. Infatti nel sistema politico italiano è iniziata un’era di disintegrazione, come già è stato reso evidente nelle vicende del Pdl. Credo che tale disgregazione continuerà pure nel Pd, anche se con forme meno eclatanti e sostanzialmente avversate dall’establishment a differenza di quanto è avvenuto nel Pdl. 

Perché l’establishment da tempo vuol farla finita con Berlusconi. Per questo non si può fare una nuova legge elettorale e deve pronunciarsi la Corte costituzionale, intervenendo persino sulle preferenze! Infatti, sono i partiti a dar vita alle leggi che li preformano e non viceversa. Se non vogliono farlo, non ci sarà nessuna legge elettorale, come hanno dimostrato questi anni di porcellum. Una bella conferma della scuola classica della scienza politica, non c’è che dire. È il colmo per un rottamatore!

Giulio Sapelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/12/9/MATTEO-RENZI-Sapelli-i-poteri-forti-hanno-trovato-il-nuovo-Berlusconi/2/450516/
8.12.2013

1) http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/12/8/PRIMARIE-PD-Chi-e-Gianni-Cuperlo-il-bravo-ragazzo-del-Pci-che-rivuole-la-prima-Repubblica-/449829/
2) http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/12/8/PRIMARIE-PD-Chi-e-Pippo-Civati-il-piccolo-Rodota-che-vuole-riunire-Sel-e-M5S-/445470/
3) http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2013/12/8/PRIMARIE-PD-Chi-e-Matteo-Renzi-l-erede-di-La-Pira-che-non-va-d-accordo-con-D-Alema-/450184/

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Renzi è il Massimo garante dell’establishment corrente.
    Con lui la continuità delle politiche Monti=Letta= Renzi è garantita .
    Da un lato sono contento perchè molto probabilmente questa macchietta da 4 soldi porterà ad una accellerazione della dissoluzione dello Stato Italiano , evitandoci ancora anni di agonia.
    Nella Storia Infinita siamo all’ultimo atto il Nulla Avanza.

  • aNOnymo

    Renzi è stato scelto tanto tempo fa, nonostante la sua giovane età. Le primarie sono state create solo per dare un senso di democrazia, per rafforzare la sua immagine e lanciarlo come una Star. Non a caso gli altri candidati PD sono usciti fuori appena 2 mesi fa, patetiche comparse. Gli sponsor di Renzi sono chiari. Prosegue il cammino del PD, con le stesse famiglie alle spalle e gli stessi poteri internazionali a coadiuvare una linea politica immutata rispetto al passato. Niente di nuovo. Sistema sempre corrotto, democrazia fittizia, le solite famiglie al potere. L’unica cosa che è cambiata è l’interprete.

  • lucamartinelli

    Se i poteri forti hanno scelto il logorroico Renzi un motivo ci sarà, non sono mica stupidi….stupido è il popolo bue, che è pure becero e semianalfabeta. Comunque va tutto bene. In una finta-democrazia si cambiano i musicisti, ma non la musica.

  • rocks

    Quest’analisi è sostanzialmente inutile. Ma forse è inutile la politica italiana. Se le analisi avessero più senso forse i politici prima o poi sarebbero costretti a cambiare.

  • luiginox

    Ha vinto renzi.bene.sursum corda et clamores:”piu’ promesse per tutti!” ,come diceva cetto.

  • dana74

    Guido Sapelli immagino sia della loggia giusta. Quella che spinge per la trasformazione della BCE IN FED RESERVE così che le banche POSSANO PAPPARE 85 MILIARDI al MESE anche qui.

    Non certo per difendere il demente renzi, tanto lui è solo un pupazzo e il suo manovratore dovrebbe piacere anche al sapelli. Tratto da

    “E, proprio in relazione a certi poteri, è stato raccontato chi sia il “consigliere economico” del giovane aspirante Premier di Rignano sull’Arno, quell’economista israeliano (da questa legislatura Deputato del PD) Itzhak Yoram Gutgeld, fino al Marzo di quest’anno direttore della Mc Kinsey e già autore nel 2006 de programma politico di governo di Romano Prodi. – See more at: http://www.rinascita.eu/?action=news&id=22719#sthash.VE99cTDP.dpuf

    Certo che il Sapelli ci illuminerà su questi manovratori…..

  • Jor-el

    Giulio, non Guido.

  • rebel69

    Infatti è l’unico motivo per cui c’è da stare allegri,inevitabilmente ci avvicinerà alla fine.

  • karson

    Concordo, giuste osservazioni.