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I MISERABILI ORA LO SANNO E NON ILLUDIAMOCI: SENZA UNA SOCIETA' PIU' GIUSTA E DIGNITOSA, CI TRAVOLGERANNO

DI FRANCO CARDINI

ilmanifesto.info

Bergoglio. Il papa lo ha detto in modo chiaro: «Il terrorismo si alimenta di paura e povertà». In Asia, Africa e America latina dove vive il 90% dei poveri della Terra, la Tv e la Rete diffondono le immagini del ricco Occidente. I miserabili ora sanno e non illudiamoci: senza una società più giusta e dignitosa, ci travolgeranno

Come tale gigantesco, incrollabile, insostenibile paradosso sia possibile, e come tutti lo accettiamo senza fiatare, è forse la spina avvelenata che sta contagiando il mondo: che lo sta portando verso una catena di guerre, di violenze e di disastri sia ecologici sia sociali che potrebbe anche rivelarsi di proporzioni mai viste.

Perché dev’esser chiaro che questa è la posta in gioco. E che, tra i grandi leaders mondiali, questo gesuita italoargentino che al suo paese qualcuno accusa di essere «un gaucho peronista irresponsabile» è l’unico ad affrontarla direttamente e a chiamare le cose con il loro nome: come ha fatto nell’enciclica Laudato si’. I rischi sono molti ed evidenti: per lui, per chi gli sta vicino, per le folle che accorrono a salutarlo. Lui lo sa bene.

E sa bene che, quando il pericolo è relativo e non incombe, lo si può anche evitare; ma quando è lì, ci è addosso, minaccia di sopraffarci, allora non c’è nulla da fare: va affrontato a muso duro. E lui, dietro certi suoi disarmanti sorrisi, la grinta del duro ce l’ha eccome.
In un raid mozzafiato, rifiutando papamobili corazzate e giubbotti antiproiettile, questo ciclone quasi ottantenne sta visitando un bel pezzo di Africa centroccidentale: il Kenya dove i cattolici sono quasi 9 milioni, l’Uganda dove superano i 14, la Repubblica Centroafricana dove sono invece piuttosto pochi mentre forti sono le comunità cristiano-evangeliche e musulmana, che lui visiterà tra domenica e lunedì.

Senza per nulla minimizzare le tappe a Nairobi in Kenia e a Kampala in Uganda, è proprio a Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana, che avranno luogo gli incontri più significativi: anzitutto al visita al campo profughi, quindi la messa nella cattedrale e l’apertura della prima Porta Santa di quel Giubileo della Misericordia che – il papa ci tiene – non dovrà avere Roma come centro e mèta bensì svolgersi fondamentalmente in quelle periferie che egli ama e nelle quali vede le chiavi per il destino del mondo di domani. Quindi il papa visiterà la grande moschea della capitale.

Se non ci saranno intoppi gravi, è evidente che questo è solo il principio. Non potrà non esserci un’altra visita, specie nei paesi dove i fedeli cattolici sono ancora più numerosi: 31 milioni nella Repubblica Democratica del Congo, 20 in Nigeria. Va ricordato che in Africa i cattolici sono 200 milioni, vale a dire il 17% della popolazione cattolica del mondo; nel clero, i preti africani stanno ormai diventando sempre più numerosi e a loro viene sovente affidata l’evangelizzazione e la pastorale rivolta agli europei. Ecco perché Francesco sostiene che la risorsa più preziosa dell’Africa non sono né il petrolio, né l’oro, né i diamanti, né l’uranio, né il coltan, bensì gli uomini. Eppure da questo continente sfruttato e distrutto soprattutto a causa della scellerata complicità tra le lobbies multinazionali che lo dissanguano sfruttandolo e i corrotti governi locali che tengono loro il sacco ricevendone laute prebende mentre la guerra infuria e le bande terroristiche impazzano, la gente è costretta a fuggire. Derubati in casa loro e quindi cacciati. Inaudito, ignobile, intollerabile.

In Africa c’è anche una grave minaccia terroristica: il papa lo sa bene e non sottovaluta in pericolo. Non ci sono prove effettive che gruppi come Boko Haram o come le molte milizie attive in area somala da dove irradiano la loro violenza siano strutturalmente legate all’IS del califfo al-Baghdadi. Egli agisce forse solo in franchising, apponendo il suo trade mark agli attentati e alle azioni violente che riescono e dando così l’impressione di una potenza intercontinentale che non possiede. Ciò non diminuisce però di un grammo la pericolosità dei guerriglieri islamisti. In Uganda agisce, ai confini con il Ruanda e il Congo, la Adf-Nalu (“Forze democratiche alleate – Esercito Nazionale di Liberazione dell’Uhanda”), che ormai ha assunto un inquietante colore confessionale da quando a guidarlo c’è Jamil Mukulu, un ex cristiano convertito alla setta musulmana taqlib.

Quel ch’è accaduto il 20 scorso nel Radisson Hotel di Bamako nel Mali, è ancora troppo recente per essere già stato dimenticato: dei clienti uccisi una volta appurato semplicemente che non conoscevano il Corano. Qualche giorno fa i rappresentanti dell’Unione europea, riuniti a Malta, hanno stanziato un po’ meno di 2 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo economico africano e rimpatriare i migranti irregolari: una goccia nell’oceano, che per giunta – come assicura padre Mussie Zerai, dell’autorevole agenzia Habeshia – finirà quasi del tutto nelle tasche di governanti e di politicanti locali. Eppure l’equilibrio sociopolitico del mondo discende dalla necessità di una ridistribuzione delle ricchezze nel continente africano.

Il papa lo sa; e sa benissimo altresì che il terrorismo è imprevedibile e che – se non si coordinano bene intelligence e infiltrazione per distruggerne le centrali – i quasi 36.000 uomini del servizio sociale non possono far quasi nulla per tutelare la sicurezza da nessuno. Lo ha detto chiaro e tondo: «Il terrorismo si alimenta di paura e povertà». Ma no, i soliti esperti tuttologi abituali ospiti dei talk-show durante i quali discettano su tutto, dalla questione femminile alla Juventus, gli hanno dato sulla voce giudicando la sua tesi “semplicistica” e “superficiale”, ribadendo con sussiego che alla base del terrorismo c’è l’ideologia distorta dei fondamentalismi. Ma sfugge a questi competenti per autolegittimazione che in una dottrina nella quale la fede viene degradata a base politica di un nuovo imperialismo vi sono sì i teorici che sanno quel che fanno, ma la massa di manovra agisce in quanto esasperata dalle sue condizioni economiche e incapace di disporre di un linguaggio sociale che non faccia riferimento al bagaglio religioso.

Ma alla base di tutto v’è una miseria che dilaga in Asia, in Africa, in America latina , che tocca a differenti livelli il 90% della popolazione del globo (e tra loro più poveri, quelli che vivono sotto la soglia di sopravvivenza fissata dalla Banca Mondiale, i fatidici due dollari al giorno, sono 700 milioni) e che è aggravata dall’informazione.

Non esiste povero e isolato centro che non sia raggiunto dalla Tv o dalla rete informatica. Ora, i miserabili che pensavano alla loro condizione economica come “naturale”, sanno e vedono; gli africani ai quali le multinazionali fanno pagare perfino l’acqua potabile sanno che là, “in Occidente”, c’è chi nuota in piscine private olimpioniche la cui capacità sarebbe tale da soddisfare le esigenze idriche giornaliere di migliaia di persone. E non ci stanno più. Ora, tra loro molti non trovano di meglio del jihadismo islamista per reagire; se piegheremo quella forza eversiva, non illudiamoci. Ne nasceranno altre: in quanto esse costituiscono le risposte distorte, scorrette, crudeli, disperate, a una situazione intollerabile.

Il papa chiede giustizia per i poveri nel nome del Cristo, povero tra i poveri. Quelli tra noi che sono insensibili alla parola di Dio e alla voce dell’umanità, si muovano almeno per egoismo, per legittima difesa. Per troppo tempo i poveri non si sono mossi perché non sapevano. Ora che sanno, non illudiamoci: o costruiamo tutti insieme una società più giusta e dignitosa, o ci travolgeranno.

Franco Cardini

Fonte: http://ilmanifesto.info/

Link: http://ilmanifesto.info/un-viaggio-mozzafiato-nel-continente-chiave-del-mondo/

28.11.2015

Pubblicato da Davide

  • Lif

    "Ora, i miserabili che pensavano alla loro condizione economica come “naturale”, sanno e vedono" dice Cardini.

    E cosa vedrebbero? Vedono anche che, come riporta la letteratura retorica ancora in auge, che Cardini stesso, evidentemente, condivide, loro sono stati e sono burattini? Perché in tutta questa retorica delle colpe occidentali, sommata ai pochi governanti africani corrotti, mancano sempre i popoli africani. Perché, in vari modi e contradditoriamente, gli europei sono riusciti ad essere più protagonisti della propria storia, mentre gli africani sarebbero riusciti ad essere solo burattini? Qualcosa non torna. Intanto, dobbiamo continuare a sentire le solite menate.

  • MarioG

    Per troppo tempo i poveri non si sono mossi perché non sapevano. Ora che sanno, non illudiamoci: o costruiamo tutti insieme una società più giusta e dignitosa, o ci travolgeranno.


    Mi sfugge come un sedicente ‘storico’ possa concludere con una frase cosi’ disarmante.
  • oriundo2006

    Assurdo. Le cause delle ribellioni, perchè il ‘terrorismo’ ne è una di queste, sono molteplici ed ascriverle al solo movente economico è realmente fuorviante. E’ sufficiente guardare agli sponsor palesi, neppure quelli occulti, del fenomeno per capire che il danaro è l’ultima delle preoccupazioni dei Jihadisti ed il loro ‘bacino’ di consenso traversa tutta l’area mediorientale, paesi poveri e paesi ricchi ugualmente presenti. Questo papa è veramente un impostore: il massaggio che vuol far passare agli africani non è ‘smettete di fare figli a josa’, smettetela con gli odi tribali, lasciate perdere il ‘giorno dopo giorno’ e cercate di pensare e provvedere anche al domani, ma cattivare alla chiesa chi è povero facendo credere loro che questa è dalla loro parte anche se si danno al terrore perchè impossibilitati a fare altro…insomma propaganda continua, buona da spacciare per fare proselitismo ed aumentare il flusso dei profughi: infatti queste masse capita l’antifona rapidamente infoltiranno i barconi…e chi ci guadagna sopra…è lecito avere qualche sospetto o no ?

  • mazzam

    AHAAAHHAAAHH… Cardini .. il manifesto…

    "Per troppo tempo i poveri non si sono mossi perché non sapevano. (…)"

    Prima che si intruppino verso la "ricca" Eu ditegliela tutta ai "poveri".

    Ditegli che qua una cassiera prende 6€ all’ora e interi battaglioni di partite iva, fatti ben bene i conti,  arrivano forse a 2.
    Diteglielo.
    Ditegli che poi qua non è che te la cavi con un paio di ciabatte rotte e una maglietta.
    Qua ti devi vestire, mangiare, scaldare, lavare.
    Poi ci sono i figli, i libri, la scuola.
    Poi l’auto, il frigorifero, la televisione.
    Le tasse e le multe.
    E ancora sei ai margini della società. Una merda di periferia.
    E dai Cardini.. sul manifesto quanto ti danno a pezzo?
    Vabbè, quindi li informi tu i poverelli dell’africa nera che, come dire…, cazzi ce ne sono anche qui?
  • SanPap

    Franco Cardini sul Manifesto ? quel Manifesto !?

    http://www.francocardini.net/biografia.html [www.francocardini.net]

    Insignito da S.A.I. e R. Sigismondo d’Asburgo Lorena, granduca di Toscana,
    del titolo di Cavaliere dell’Ordine di San Giuseppe

    Insignito dal Sovrano Militare Ordine di Malta del titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito Melitense (seduta del Sovrano Consiglio dell’8.3.2001)

    che mi sono perso ?

  • Fischio

    Da sempre la Chiesa parla ai poveri ma sta coi ricchi, del resto basta guardare all’immenso patrimonio che essa possiede, ai movimenti di interesse di lucro in ogni parte del mondo. E finchè quel Dio mai visto da nessuno ma raccontato a mo’ di sogno occuperà la debolezza delle persone, difficilmente lo spazio che intercorre tra povero e ricco verrà recuperato. Religione significa perdita della sostanza della vita….

  • Mattanza

    La necessità imprescindibile che ha la psiche di una funzione trascendente fa si che chi non ha Fede in Dio debba aver fede in qualche "ismo"…Dal punto di vista razionale la tua tesi ha senso, avresti ragione tu, ma la Vita è anche un altra storia, finalistica e non solo causale, irrazionale e prettamente spirituale, tra le espressioni tangibili di tale realtà trascendente sta appunto la necessita imprescindibile a cui accennavo sopra.