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GRILLO, IL REVISIONISMO E LA BARCA CHE AFFONDA

FONTE: SENZASOSTE.IT
Il blog di Beppe Grillo si aggiudica senza dubbio il premio per lo scoop più clamoroso della settimana con il post “Mussolini non ha ucciso Matteotti”.
Sentite cosa dice -in un italiano da codice penale- Arrigo Petacco, intervistato dal blog di Beppe Grillo: “Mussolini nel 24 ha ottenuto il 68,8% dei voti vi rendete conto? Altro che violenza e che minaccia! E i socialisti, il povero Matteotti era al 18-20%. A questo punto la domanda che faccio io è: voi pensate che, 10 giorni prima che aveva stravinto le elezioni politiche, il capo del governo, non ancora dittatore, per fare uccidere il capo dell’opposizione manda 4 manigoldi con una lima arrugginita? Ecco, io proprio per questo non ho mai creduto che Mussolini avesse fatto il delitto”.

Matteotti fu accoltellato a morte il 10 giugno 1924 da cinque membri della polizia politica fascista (che sicuramente avranno rapito un deputato dell’opposizione di loro iniziativa e senza avvertire nessuno…) e di motivi per ucciderlo ce n’erano eccome: il primo era quello di intimidire e mettere definitivamente a tacere l’opposizione dopo l’appassionato discorso in cui il deputato socialista aveva denunciato, oltre ai brogli elettorali da parte dei fascisti, una vera e propria occupazione militare dei seggi (in molti casi presidiati dalla milizia fascista) assieme a intimidazioni e devastazioni delle sedi di partiti di sinistra, cooperative e sindacati.

Ma secondo fonti credibili ci sarebbe stato un altro movente, ben più concreto: Matteotti stava per presentare un dossier sulle tangenti che l’americana Sinclair Oil aveva versato al Re e a personaggi vicini al “duce”.

In ogni caso gli assassini furono condannati nonostante le pressioni sui magistrati. Il capo degli squadristi, tale Dumini, confessò con un documento autografato in carcere la committenza di Mussolini, che il 3 gennaio del 1925 si assunse la piena responsabilità morale, politica e storica del delitto (link: il discorso di Mussolini) avviando quel combinato di leggi che tra il 1925 e l’inizio del 1926 sciolse partiti e sindacati. Fu colpo di Stato.

Ma chi è Arrigo Petacco?

Per capire chi è Petacco basta leggere il suo blog: “Se non ci fosse il revisionismo perché si scriverebbero nuovi libri di storia? Non ce ne sarebbe bisogno, basterebbero i vecchi. Il revisionismo è importante!”

Petacco fa parte di quella schiera di mediocri divulgatori che hanno fiutato l’aria e hanno capito che in Italia basta sputare sull’antifascismo e sulla Resistenza, rivalutare la figura di Mussolini o di qualche altro gerarca per garantirsi visibilità illimitata nelle librerie e in tv.

Nel suo libro “I ragazzi del ‘44” sosteneva che “il contributo dei partigiani alla guerra di liberazione fu modesto” e polemizzava con giudizi «datati, troppo convenzionali, con i partigiani tutti buoni, i fascisti tutti cattivi, la resistenza con la “R” maiuscola e il duce con la “D” minuscola».

Nel 2003 ha pubblicato “Faccetta nera” dove giustificava l’uso dei gas tossici in Africa orientale da parte delle truppe italiane in base alla “morale del tempo”. A proposito di questo libro scrive lo storico Del Boca: “è difficile, in meno di 230 pagine, accumulare tanti errori, tante lacune, tanti giudizi e valutazioni non corrette. Una spietata aggressione a uno Stato sovrano, che causa la morte di oltre 300.000 etiopici, viene contrabbandata come un’impresa necessaria e urgente, tanto più che l’aggredito, l’imperatore Hailé Selassié, era, come precisa Petacco, soltanto un ‘ras affarista, sanguinario, crudele e schiavista’”. E ci fermiamo qui.

Grillo, “né di destra né di sinistra”

Ma perché pubblicare una simile spazzatura? E perché Beppe Grillo si occupa di storiografia, visto che tutto quanto è successo prima della nascita del M5S secondo lui è ciarpame di un’epoca preistorica in cui esistevano sempre la destra e la sinistra?

Tutto si può dire di Grillo e Casaleggio tranne che non siano abili comunicatori. È quindi improbabile che si tratti di un autogol o di un post buttato lì a casaccio.

I due guru del Movimento 5 Stelle, valutando i deludenti risultati elettorali, probabilmente hanno pensato che il progetto della Lega di riproporre in Italia un soggetto politico “lepenista” sta facendo breccia in un elettorato di destra che costituisce un bacino di voti anche per loro.

Gli esempi di esternazioni di Grillo chiaramente dirette ad accattivarsi questo tipo di elettorato abbondano: dalla “peste rossa” agli immigrati che portano le malattie, dai sindacati che sono un ferrovecchio da mandare in soffitta, alle battute benevole su Casa Pound, fino alla convergenza “tecnico-strategica” e già fallita con l’Ukip di Farage al parlamento europeo.

Ma sarebbe riduttivo spiegare queste uscite solo in termini di opportunismo: il Movimento 5 Stelle è profondamente imbevuto di una cultura qualunquista che vede come il fumo negli occhi il “culturame” di sinistra. Tutto ciò che viene percepito come ideologico, astratto, contrapposto al concreto del quotidiano piccolo borghese sarebbe ipocrisia e vecchiume inutile, e quindi lo sarebbero anche i valori della resistenza e dell’antifascismo.

Quello che fa pena è proprio quest’assoluta e rivendicata mancanza di riferimenti ideali, che peraltro non dovrebbe stupirci in quanto da sempre teorizzata da chi si definisce “né di destra né di sinistra”.

Grillo e le amministrazioni locali

In fondo potremmo fregarcene, tanto il Movimento 5 Stelle a gestione Grillo-Casaleggio sta implodendo e probabilmente si trasformerà in qualcosa di nuovo anche se ridimensionato. Grazie a una serie irripetibile di circostanze favorevoli nelle ultime elezioni politiche era riuscito a catalizzare il voto ambientalista e quello dei leghisti delusi dal Trota, quello della destra e dei piddini impegnati nelle solite faide interne, il voto di protesta antisistema e quello dei maniaci della legalità, ma la “bolla speculativa” ora sta scoppiando e i nodi vengono al pettine.

In un movimento così variegato l’esistenza di meccanismi di democrazia interna sarebbe quanto mai necessaria. Invece Grillo continua a gestire il M5S come se fosse una ditta privata e non rinuncia ad imporre la sua linea a colpi di espulsioni e anatemi.

Anche la sua immagine ne ha risentito: da simpatico e arguto uomo di spettacolo, che ha avuto il merito di anticipare temi importanti come la decrescita, la sostenibilità, la democrazia della rete, si è ormai trasformato in un caudillo rabbioso e incapace di confrontarsi con i suoi stessi sostenitori. E se questa è la nuova politica molto meglio la vecchia.

Questa forme di delirio autoritario si fa sentire soprattutto nei rapporti con gli eletti nei consigli comunali e regionali e con gli amministratori.

Nelle elezioni amministrative, dove più che il carisma del capo conta la presenza sul territorio, il M5S ha raggiunto risultati significativi soltanto in poche realtà, ma nella maggior parte di queste, come a Parma, gli amministratori locali sono arrivati ai ferri corti con il padrone del marchio.

È senz’altro vero che, in questa prima fase del mandato, Pizzarotti è stato estremamente deludente e ha tradito molte delle promesse fatte in campagna elettorale (come quelle sull’inceneritore), ma il problema principale è che una volta vinte le elezioni i grillini si sono scontrati frontalmente con la realtà e hanno verificato quanto fossero assurde le regole del loro movimento.

Grillo invece continua a vedere questi screzi attraverso la lente del “tradimento“ e dell’arrivismo: qualcuno avrebbe trovato una poltrona e perso la purezza iniziale.

Per questo Grillo rischia di trasformarsi da imprescindibile testimonial a zavorra del movimento.

Potremmo anche fregarcene tranquillamente, dicevamo, ma si dà il caso che in questo momento il M5S amministra la nostra città. E la amministra in base alle regole astruse del padrone della ditta.

Redazione

Fonte: www.senzasoste.it

Link: http://www.senzasoste.it/nazionale/grillo-il-revisionismo-storico-e-la-barca-che-affonda

29.11.2014

Pubblicato da Davide

  • Vocenellanotte

    Buona parte delle cose dette sono vere o quantomeno verosimili, tuttavia mi sfugge l’alternativa , o meglio viene detto che la politica vecchia è migliore, in quanto la conclusione sembrerebbe : continuare a votare Renzi o Trota in Salvino, oppure ho capito male?

  • paolodegregorio

    anche a me non è piaciuto che Grillo che, invece di analizzare i risultati delle elezioni regionali, abbia proposto questo post sulla morte di Matteotti, assolutamente fuori luogo

  • Denisio

    Mah! mi sembra un post quanto mai insulso, dico questo non perchè voglio difendere il M5s ma perchè qui si pretende di dare tutta la colpa ai leader del Movimento.
    Un MOvimento fatto di cittadini ha bisogno rispetto e una forte condivisione di un tipo di visione, nel caso del 5s una visione fuori dagli schemi del sistema.
    Questo esperimento sarebbe potuto funzionare in altri paesi, in italia ha svolto la funzione di far aprire gli occhi alla gente su alcune tematiche.
    Ma per chi è abituato come per la maggior parte a pensare per il suo interesse e orticello
    farà fatica ad interiorizzare i principi del Movimentsono, la struttura semidemocratica potrebbe essere migliorata ma ci vuole coinvolgimento e forse una struttura logistica più forte.

    Poi secondariamente vorrei sapere veramente cosa conterebbe e cosa farebbe Casaleggio se una struttura forte dovesse avviarsi, semplicemente dovrebbe venire allo scoperto ed imporre dictat che ad oggi sono solo a livello di chiacchiericcio, tanto per trovare il colpevole.

    Buona serata

  • Tonguessy

    I due guru del Movimento 5 Stelle, valutando i
    deludenti risultati elettorali, probabilmente hanno pensato che il
    progetto della Lega di riproporre in Italia un soggetto politico
    “lepenista” sta facendo breccia in un elettorato di destra che
    costituisce un bacino di voti anche per loro.

    Mi sembra un buon motivo per rivalutare Mussolini e farsi amico Petacco. A quando la foto con Pansa in mezzo ai due guru in cima ad un suo bell’articolo  sul blog di Grillo?
    Eia! Eia! Alalà!

  • clausneghe

    Intanto chi dice che il post fascista sia di Grillo è un coglione, perchè è firmato Petacco e Petacco non è Grillo. O no?. Magari Beppe, scornato, stanco e scazzato magari non l’aveva nemmeno letto.

    Io sono nel 5* e posso assicurarvi che non sono per nulla simpatizzante nè del fascio e nè dei nazisti. Mio padre era partigiano combattente. Vorrà dire qualcosa?
    Poi per chi dice (anche dentro il M5*) che Grillo è da buttare via come zavorra inutile, ricordo che senza Beppone non sarebbe nato nulla e non avremmo avuto nemmeno la speranza di migliorare questo fottuto Paese popolato da Italioti vili e meschini.
  • totalrec

    Steso il doveroso velo di pietà su Grillo e sui Cinquestelle (che prima chiudono la ciabatta, meglio sarà per tutti), non si può esimersi dal dire che Petacco ha perfettamente ragione sulla probabile incolpevolezza di Mussolini nell’omicidio Matteotti. Lo conferma lo stesso figlio di Matteotti, Matteo, il quale in un’intervista a "Storia Illustrata" del 1985, dichiarava: "Mussolini voleva – fin dal 1922, subito dopo la marcia su Roma –
    riavvicinarsi ai socialisti (…). Ci sono in proposito due
    testimonianze: quella di Giunta e quella di Carlo Silvestri
    (notissimo
    socialista, nda). Anzi, a quest’ultimo, come risulta da una sua
    deposizione al processo Matteotti rifatto nel 1947, fu proprio
    Mussolini in persona a dichiararlo, aggiungendo che Matteotti era stato
    vittima di loschi interessi. No, il duce non aveva alcun interesse a
    farlo uccidere: si sarebbe alienato per sempre la possibilità di
    un’alleanza con i suoi vecchi compagni, che non finì mai di rimpiangere
    (…)".

    (GF)

  • totalrec

    Per chi volesse approfondire, qui è possibile leggere un’intervista di Marcello Staglieno a Matteo Matteotti, figlio di Giacomo:
    http://pocobello.blogspot.it/search/label/Fascismo%20-%20Delitto%20Matteotti%20non%20fu%20un%20delitto%20politico%20ma%20affaristico.

  • andriun

    Non è mia intenzione difendere o riabilitare nessuno, però non amo che si dimentichino i fatti come si sono svolti. Potrei iniziare con il dire che allo stato attuale la tesi più accreditata dagli stessi storici e quella, almeno per ciò che concerne la meccanica di svolgimento, ricordata da Cesare Rosi nel suo Memoriale, dove afferma che un fondo di criminalità in Mussolini c’era(come riconosceva lo stesso fratello Arnaldo), e che era stata proprio questa ad ispirare la famosa invocazione alla "Ceka" pronunciata da lui, subito dopo il discorso di Matteotti alla Camera. Ciò è sufficiente a attribuirgli la responsabilità morale del delitto, ma va ricordato che proprio dallo smarrimento con cui Mussolini ad esso reagì, è possibile capire che non si trattava di esplicito mandato. Mussolini era politico troppo accorto per commettere simili errori e comprendere le conseguenze che tale gesto avrebbe potuto produrre. 

    Ventanni dopo lo stesso Marinelli ideatore della "Ceka", confidò ai suoi compagni di cella Pareschi e a Cianetti in attesa di essere giustiziato assieme ad altri "traditori" del 25 luglio, che l’ordine per Matteotti lo aveva dato lui, credendo di interpretare le volontà del Duce.   
    Lo smarrimento degli stessi assassini, che non avevano pensato nemmeno a come avrebbero dovuto occultarne il cadavere, lascia presupporre che questa versione dei fatti sia anche la più vicina alla verità.
    Anche sulla resistenza ci sarebbe molto da dire, come ad esempio che ebbe il coraggio di mettere a repentaglio la vita di molti innocenti sacrificandoli alla causa, ma per il momento mi fermo qui. 
     
  • adriano_53

    forse una sosta alla redazione è necessaria.

  • Mariano6734

    Articolo pessimo che fra le tante pessime cose utilizza la stessa schifosa propaganda del sistema (dialettica fascimo-democrazia) per infangare una persona.

    Arrigo Petacco é un grande storico. leggete i suoi libri e ignorate questo somaro.
  • Simulacres

    sottoscrivo!

  • cardisem

    Alcuni anni fa è uscito un libro che devo andarmi a rileggere: "Il golpe inglese”, basato su documenti di archivio desecrati e dove si parlava anche dell’attentato Matteotti… Da parte di amici che hanno la passione di queste cose ho anche sentito cose “incredibili” che vanno contro tutta la narrativa corrente…

    Il punto però mi sembra un altro.

    La condanna a prescindere del fascismo è una ideologia fondante di questa Repubblica fondata sulla disfatta bellica dell’Italia, che avevo un governo legittimo nel regime fascista, come si era configurato in 20 anni di governo.

    Lo “scandalo” dell’articolo su Matteotti non credo che nasca da una discussione storiografica su un fatto storico di circa 90 anni fa… Lo scandalo è tutto politico: del fascismo si deve sempre e comunque dire male, e di ciò che è succeduto al fascismo si deve dire sempre e comunque bene…

    Il Movimento Cinque Stelle cosa c’entra in tutto questo?
    Ma è chiaro: non si è allineato a questo regime, che ha i suoi fondamentali ideologici…

    Ieri sera ho osservato la goduria di alcuni talkshowiste nel dare addosso al Movimento, dato per spacciato o in fase calante…

    Chi sta da questa parte dello schermo non può interloquire ed è una vittima /cavia dell’informazione che viene data e dell’effetto che deve produrre, cioè per quanto possibile ridurre al massimo la base elettorale del Movimento, magari strizzando l’occhio a Salvini, far crescere la lega, magari a spese del Movimento…

    Per un attimo, mi son detto:

    ammeso che io sia del Movimento, ma per sapere cosa sono, cosa voglio, cosa devo fare, possibile che debba saperlo da costoro e non sono io stesso in grado dio interrogarmi non su quei quattro stronzi (di cui nulla mi ha mai interessato) ma su me stesso?

    Ironizzavano sul 51 % che il Movimento vuole tutto per se, non volendosi contaminare con il "consociativismo”. Cosa farei io se avessi tutta la maggioranza che mi serve?
    Ad esempio: uscita dalla Nato, uscita dall’euro, dall’Europa, rottura delle relazioni diplomatiche con Israele, nuova politica con il mondo arabo (Enrico Mattei), alleanza con la Russia e i Brics, ecc. ecc.
    E mi lascerebbero fare tutto questo con il 51%
    Sarei un ingenuo se non mettessi subito nel conto un colpo di stato organizzato dalla CIA e da tutti gli altri servizi segreti degli alleati: non avevamo Gladio in nostra?

    Ma è davvero così importante e vitale che il Movimento dica si a Renzi, Bersani, Letta?… Per questo avrei votato il Movimento?

    Ai signori che confidano in Renzi o in Salvini dico loro: aspettate a vedere…

    Quanto poi al 51 % io credo che sia stato largamente superato se si sommano i voti del Movimento con quelli dell’Astenzione: si tratta di due forze egualmente antisistema. Quando e se si saranno alleate in modo organico, forse avremo qualche "cambiamento”… Per adesso, non è un male che dei "portavoce" del Movimento facciano qualche esperienza nelle “istituzioni”…

    A me pare che molta gente pensa e valuta i fatti della politica allo stesso modo in cui si regola con il gioco del calcio… Io non sono uno "sportivo” e non mi sono mai divertito in vita mia a vedere 22 persone in mutante che tiravano calci ad una palla…

    Non ritengo apprezzabi il testo dell’articolo e lo colloco in quella letteratura denigratoria il cui unico scopo è di erodere e ridurre una forza politica che ha toccato in una botta sola il 25 %… Non si era mai vista una cosa del genere…

    Anche se una parte di questa grande massa di persone dovesse allontanarsi dal Movimento penso che almeno nel breve periodo resti una tale consistenza di soggettività politica che possa vivere il suo impegno politico nel modo in cui lo pensa, regolandosi secondo i valori e le regole che si è date… Una massima che molto mi fa riflettere è la seguente:

    “vivi come pensi se non vuoi pensare come vivi, o meglio come ti costringono a vivere”. Milioni di persone capaci di resistere ai Formigli, Mentana, Damilano… e simili, possono ben costituire una “comunità”, una nazione nella nazione, un popolo nel popolo, capace di resistere alle intemperie e alle ostilità dei nemici…

  • cardisem

    Non metto lingua, ma proprio oggi sono stato ad un convegno dove si parlava di fascismo "sintetico”, per dire che da un punto di vista storiografico il fascismo non è mai stato una cosa monolitica… È comunque ormai tempo di considerare il fascismo con un fatto "storico”, cioè concluso, finito, e in quanto tale ogni ipotesi storica revisionista è assolutamente legittima… Ovviamente la "discussione” è per chi è capace di discutere con argomenti e documenti alla mano…
    Chi ha soltanto una visione "ideologica” della questione può soltanto continuare a fare ideologia e propaganda, non "storia”… Non è cosa per lui…

    Ad esempio, so che i documenti non ci sono ed affermazioni non se ne possono fare, ma si provi a riflettere:

    La Libia, lo "scatolone di sabbia” viene “conquistato” dall’Italia in un’epoca in cui tutti volevano avere le proprie "colonie” già nel 1911. Come mai il petrolio (che dicono alcuni ci avrebbe fatto vincere la guerra) salta fuori solo dopo il 1945?

    Una cosa "incredibile” che mi hanno detto è che la Corono avrebbe intascato un milione di sterline per tenere nascosta la scoperta del petrolio in Libia… Matteotti lo aveva scoperto… e sarebbe stata questa la vera causa del suo assassinio… A me i conti tornerebbero… Ma (convengo) la storia non si fa con i condizionali, i se, le congetture… E però neppure con l’ideologia!

  • MarioG

    Per quanto l’articolo possa essere strano inserito nel blog di Grillo, in quanto non proprio pertinente all’attualita’, nel merito e’ assolutamente condivisibile.  Pure la famiglia Matteotti, anche dopo la guerra non ha fatto mistero di non credere a Mussolini come il mandante del delitto.  Al piu’ la tesi puo’ essere discutibile. Del tutto ridicole le levate di scudi, della serie "apriti cielo". Il dogma deve essere rispettato e il ‘revisionismo’ e’ comunque materia di eresia. E alla fine si ricorre al classico argomento ad hominem contro lo storico. Particolarmente ridicolo 

    "Petacco fa parte di quella schiera di mediocri divulgatori che hanno fiutato l’aria e hanno capito che in Italia basta sputare sull’antifascismo e sulla Resistenza, rivalutare la figura di Mussolini o di qualche altro gerarca per garantirsi visibilità illimitata nelle librerie e in tv."

    Ecco: ci mancava  il vittimismo! Ipocrita, per giunta. Che mi era del tutto sfuggita questa nuova apologetica di regime. Mi sembrava che fino a poco fa era ben altro garanzia di visibilita’ illimitata. 
  • Gracco

    Può anche darsi, come dice clausneghe, che Grillo, stanco o distratto, non abbia nemmeno letto l’intervista a Petacco, però questo non cambia molto i termini della questione. E’ da sempre che il leader 5 stelle, "né di destra né di sinistra" segue un percorso a zig zag sbilanciandosi un po’ a sinistra e un po’ a destra per catturare consensi.  Un paio d’anni fa era uscito con una filippica dove denunciava il rigurgito fascista in Europa ed esaltava la figura di Pertini, oggi parla di peste rossa, accusa gli immigrati e si scaglia per principio contro i sindacati. Sia in un caso sia nell’altro, mette in conto di perdere un po’ di voti a destra (o a sinistra) ma di guadagnarne di più a sinistra (o a destra) con un saldo netto di segno positivo: questo è ciò che conta! Quanto poi  a tenere insieme tutti questi consensi così eterogenei senza un adeguato collante ideologico e senza una capillare struttura territoriale (non web), beh, qui casca l’asino, ovviamente.

    Quanto a Petacco-Mussolini-Matteotti: il futuro duce ai primi del 24 aveva ben chiaro il suo programma: accogliere sulla sua barca tutti i partiti politici "nazionali": ma le porte erano sbarrate ovviamente alla "cantina social-comunista-anarchica": così lui definiva i suoi nemici che non avrebbe mai potuto manipolare. I socialisti "della cantina" erano ovviamente i massimalisti, mentre i riformisti o socialdemocratici li considerava recuperabili, come i cattolici e i liberali delle varie correnti. Purtroppo di "social-fascisti" sensibili alle sirene mussoliniane  ce n’erano parecchi ed erano proprio contigui al partito di Matteotti, il quale si decise ad attaccare Mussolini fino a provocarlo in parlamento non solo per amore di verità e giustizia, ma anche con il fine strategico di bloccare la deriva "social-fascista" di molta gente del suo giro. "Preparate per me un’orazione funebre" disse ai suoi amici dopo aver terminato il suo discorso: non era una battuta  di spirito! La rabbia di Mussolini nel veder svanito il suo progetto di "fascio nazionale" per colpa di Matteotti produsse il suo effetto: se poi gli ordini erano quelli di dargli una dura lezione "senza però ammazzarlo" e invece i sicari si fecero prendere la mano, questo non assolve certo Mussolini dall’aver commesso il fatto (per interposta persona).
    In conclusione: il sacrificio di Matteotti servì almeno allo scopo che lui si prefiggeva? soltanto in parte: perché se è vero che da quella tragedia maturarono dei socialisti come Pertini che finì davanti al Tribunale speciale, altri invece si accingevano, malgrado Matteotti, a sottomettersi al regime: ricordiamo i capi sindacali (D’Aragona, Rigola, Colombino) che nel ’26 andarono dal notaio e sciolsero la CGL in ossequio alle nuove leggi e si dichiararono disponibili a collaborare con i nuovi sindacati di regime, mentre i militanti di base (la "cantina social-comunista-anarchica") si accingevano a entrare in clandestinità.
  • Penta

    Stavolta è stato piacevole ed interessante leggere anche buona parte dei commenti

  • SanPap

    Sul delitto Matteotti non ho conoscenze tali da permettermi di schierarmi.

    Vorrei invece spendere due parole sulle mosse politiche di Grillo.

    E’ diventato il ventre molle da aggredire in continuazione qualunque cosa faccia o dica, si attacca lui per mettere in cattiva luce quanto fatto dal movimento (magari poi scimiottandolo sfacciatamente); a questo punto ha dichiarato di essere un "po’ stanchino" e ha nominato un direttorio; tradotto: Robespierre è stato decapitato, la rivoluzione è finita, un direttorio trasformerà il movimento in un partito, che potrà iniziare a dialogare con la sinistra; e poiché il momento è tanto grave da togliere il respiro (Berlusconi vuole tornare in politica e ci vuole imporre la sua visione a partire da Amato al posto di Napolitano) dobbiamo esser grati a Grillo di quest’atto politico, di questo passo indietro che altri non riescono a fare se non cu cutellu ä gua
    [www.testitradotti.it]

  • albsorio
  • gimo

    EBBBBAAASTA con questa fesseria che il M5s è un movimento di cittadini buoni onesti….

    Si lo sarebbe ma come diavolo fate a non vedere che tuttenle strategie sono state decise a tavolino solo da Grilli e Casaleggio?  
    Ma come fate a non capire,,,  se i grillini fossero andati ai talk-show avrebbero preso il 90% dei voti, raccontando le cose che fanno in parlamento e senato e soprattutto svelando le magagne degli altri.  Perche è vero,  ne hanno svelato di magagne e ne hanno fatto di proposte…..che pero essendo alla opposizione restano bloccate…..ma questo era il loro ruolo.   Quindi a mio parere l ordine di non andare in TV è stato dato per evitare di rompere toppo le scatole perche mandando gente preparata come DiMaio,  la Taverna e compagnia bella, avrebbero ASFALTATO tutti senza speranza,
    E due volpi come Grillo e Casaleggio questo lo sanno benissimo.
    Ma il loro intento purtroppo al contrario di molti buoni e volonterosi grillini è commerciale e il fatto di esser diventato il primo partito d Italia per loro è stato solo un fastidio.   Cazzo… Aprite gli occhi
  • cardisem

    Chi è Arrigo Petacco lo sappiamo: è Arrigo Petacco.
    Ma "senza soste” chi è?

  • cardisem

    Dice ”Senza Soste”, d’ora in poi SS:
    «di motivi per ucciderlo ce n’erano eccome…»

    Ma i motivi sono forse ”fatti” o ”prove”?
    Ed allora ”motivi” per ”motivi” ognuno si può sbizzarrire come meglio crede.
    I motivi possono poi apparire più o meno verosimili.
    Il primo che indica SS è il seguente:

    “Il primo era quello di intimidire e mettere definitivamente a tacere l’opposizione dopo l’appassionatoi discorso…».

    Ma se Mussolini, come dice Petacco, aveva già avuto il 68,8 % dei voti (altro che il misero 40% della metà dei votanti di un Renzi) che bisogno aveva di ”intimidire” e ”mettere a tacere”? Se questo è addirittura il ”primo” motivo individuato da SS, immagino quanto forti e fondati possono essere il secondo o il terzo…

    Esiste poi la percezione della famiglia della vittima: non pare fosse per nulla convinta che Mussolini fosse il mandante dell’omicidio del loro congiunto…

    Non è forse il caso di fidarsi più della famiglia di Matteotti (peraltro assistita da Mussolini) che non di SS e dei suoi mandanti e committenti?

    Evito di trattare gli altri punti Motivi di SS.

    Quanto poi al ”discorso” ormai Matteotti lo aveva fatto…

    Cosa poteva dire di più?
    E a chi poteva dare fastidio ciò che poteva dire?
    Cosa era andato a fare a Londra?
    Cosa aveva scoperto?

    … Non mi piace procedere per congetture opponendo ai motivi di SS i miei propri motivi, non fondate su prove documentali e processuali.

    Io però nutro forti sospetti su SS… Quanto poi a ”sputare sull’antifascismo e la Resistenza” non credo si possa mai sputare più di quanto lo stesso Antifascismo e la cosiddetta Resistenza (”terrorismo” al soldo degli “Alleati”, potrebbero obiettare dei malevoli) abbiano fatto contro un governo legittimo davanti al quale fino al giorno prima tutti si prostravano…

    il Grande Maestro Bobbio, in una intervista a Buttafuoco, se ben ricordo, diceva di essere stato in quegli anni ”antifascista quando si trovavo con gli antifascisti e fascista quando si trovava con i fascisti”… È questo il grande filosofo che ci siamo trovati dopo che fu pugnalato Gentile: Bobbio al posto di Gentile, magari coadiuvato dalle SS antifasciste e resistenziali…

  • cardisem

    SS scrive ancora, pensando di criticare Petacco:
    «Nel 2003 ha pubblicato “Faccetta nera” dove giustificava l’uso dei gas tossici in Africa orientale da parte delle truppe italiane in base alla “morale del tempo”.

    Punto il mio cannoicchiale su ”morale del tempo”…

    Caspita, ma SS dove era quando la ”morale” del nostro tempo (Napoltano in primis…) tradiva  ancor a fresco di inchiostro un solenne trattato di amicizia con la Libia (poco importa se con lo Stato, con Geddafi, con il ”popolo” libico o meglio con le ”tribù” libiche riunite da Geddafi, che diede loro un benessere e una pace che ora si sognano…)?

    È questa la superiore ”moralità” della Repubblica nata dalla Resistenza (o dal supporto alle truppe di invasione straniere?) e da quello che io chiamo ”Antifascismo fascista” ossia un antifascismo che ignora tutto del fascismo storico, quale esso fu effettivamente, per crearsi una narrativa di comodo sul fascismo e per poi contraddire alla sua stessa narrativa dando prova di ”fascismo”, ossia illegata e corruzione a tutto spiano?

  • cardisem

    Suis pedibus SS scrive:

    «Ma secondo fonti credibili ci sarebbe stato un altro movente, ben più concreto: Matteotti stava per presentare un dossier sulle tangenti che l’americana Sinclair Oil aveva versato al Re e a personaggi vicini al “duce”.»

    Ma allora se queste fonti sono “credibili” non era questo il discorso da fare a approfondire?
    Non è scritto nel libro il ”golpe inglese” (che credo siano le “fonti credibili” citate senz anome da SS), ma da cultori della materia ho sentito un’altra storia, data dalle mie stesse fonti come mera congettura:

    era stato scoperto il petrolio in Libia e la Corona aveva avuto una somma di denaro, investita in titolo del tesoro inglesi, per cancellare la scoperta petrolifera… Era di questo che Matteotti voleva parlare e fu per questo che gli venne chiusa per sempre la bocca… Ormai quello che aveva da dire contro il fascismo lo aveva già detto…

    Sempre procedendo per congetture, avrebbe mai potuto Mussolini mettersi contro la Corono e l’esercito che ubbidiva alla Corona? Non sarebbe stato subito spazzato via se non avesse copertola Corona, anche assumendosi responsabilit’ non sue?

    Ha senso parlare di ”dittatura fascista” in presenza di una Corona che diede (1922) e tolse (1943) il potere a Mussolini e al fascismo? Ed in presenza di una Chiesa Cattolica con la quale dovette scendere a patti nel 1929?
    E le famose leggi ”razziali” del 1938 non vennero dopo che Mussolini scoprì con la guerra di Spagna di avere contro di sé il Sionismo Internazionale? Secondo talune fonti nella guerra di Spagna le brigate che si opponevano alle brigate fasciste erano costituire al 25 % da ebrei… E vi era mai stato in Italia un governo più benefico verso l’ebraismo che non lo stesso fascismo?

    Un cultore esperto di queste cose, in fatto di presunta ”dittatura”, mi ha raccontato che la sola decisione dittatoriale di Mussolini fu quella che di suo pugno toglieva tutta la giornata di retribuzione per gli impiegati pubblici che giungessero al lavoro con soli cinque minuti di ritardo! Questa – mi si dice – è stata la sola ”dittatura fascista” attribuibile a Mussolini, per il resto ha sempre dovuto fare i conti con due poteri più grandi di lui: la Corona e la Chiesa…

  • cardisem

    Si chiede SS:
    «Ma perché pubblicare una simile spazzatura?»
    Ed io replico:
    "Spazzatura” a chi?
    Ma guardati allo specchio:
    "spazzatura” sei proprio tu, caro SS.
    Non superi neppure l’esame logico/filologico di ciò che tu stesso scrivi e che si rivela mera diffamazione politica e denigrazione di una forza politica importante che mai si era vista nel panoramo politico italiano. Per fare gli interessi di chi?
    Chi ti paga e chi ti manda?
    Ma per rivolgeri a chi?
    A me???
    Ma vogliamo scherzare?
    Non ho bisogno di essere una specialista del delitto Matteotti per capire che tu ne sai ancora meno di me…

    A proposito, pe chiudere con una risata…
    Ricordo di aver letto, ai tempi di Mani Puliti, di non so quale politico che la mattina era andato a fare il solito discorso sul "delitto Matteotti” ed il pomeriggio veniva arrestato con il denaro di una tangente che si era nascosto nelle… mutande!

    Questa è la superiore moralità dell’«antifascismo fascista», che prospera in nome del "delitto Matteotti”…

  • cardisem

    Sempre SS scrive:

    «Tutto si può dire di Grillo e Casaleggio tranne che non siano abili comunicatori».

    Già la “comunicazione”.

    Siamo sempre nella logica intrinseca che da una parte vi è il Dritto, quello che sa le cose, il Capo, il Leader, l’Intelligente, e dall’altra parte vi è il Popolo dei Cazzoni, ai quali bisogna saperla raccontare giusta, o trovare il modo giusto per fare la… sodomizzazione…

    L’idea di ”comunicazione” implica l’esista di una dualità fra chi comunica e chi riceve la comunicazione…

    Chi comunica deve indurre altri a lasciarsi guidare, convincere, manipolare…
    È quello che hanno sempre fatto i ”partiti”, quello per cui esistono (anche in perdita) giornali, televisioni, strumenti di comunicazione…

    Or bene una delle idee forti del Movimento è proprio quellqa che non vi sono Cittadini sovraordinati e preposti che lanciano la Comunicazione e gli altri poveri ebeti che la ricevono, ne hanno bisogno, ne dipendono come il pane che mangiano e l’aria che respirano…

    L’Idea Forte è che il Movimento sono gli stessi Cittadino che non si lasciano irregimentare come bestiame da condurre nelle gabine elettorali, ma si occupano direttamente dei loro affari nei luoghi in cui abitano e senza delegare nessuno…

    Se i parlamentari Cinque Stelle si chiamo ostinatamente ”Portavoce” e non ”onorevoli, deputati, senatori, rappresentanti (che si fanno i cazzi loro in barba ai rappresentati), un motivo ci sara pure? o no?

    Il motivo c¿è ed è questo che rode:
    l’aver assunto una logica antisistema con metodo non violento ed entro gli spazi concessi dalla stessa legalità di regime!

    La logica ”antistema” si articola in una pluralità di momentiu  organizzativi (e comunicativi).

    Per tornare a Petacco e Matteotti, io mi auguro che questo inizio sia una apertura al ”revisionismo storico” e una vibrante affermazione della libertà di pensiero, di espressione, di ricerca, di insegnamento…

    Una libertà che ben sappiamo non esiste affatto!
    Basta spostarsi dal ”delitto Matteotti” ad altri capitoli di storia per suscitare un putiferio tale da far apparire una innocente goliardata l’intervista a Petacco…

    Ah, ma che grande Comunicatore è il nostro SS… Dobbiamo andare tutti alla sua scuole e impareremo a infinocchiare il mondo intero, che ha bisogno di tanta, ma tanta «comunicazione», giacché da sola la gente non è capace neppure di sapere qual è il proprio nome e cognome, quali sono i propri genitori, quali i propri figli, se hanno o non hanno da mangiare, per il pranzo e per la cena… Lo devono sapere da una sapiente «Comunicazione» di regime…

  • cardisem

    Proprio non riesco a staccarmi da SS…
    Ad ogni sua riga che leggo l’occhio mi cade su una nuova perla…
    Ahimé! Sono caduto nella sua rete, nella sua discarica di ”spazzatura” e rischio di non uscirne più… Ma lo giuro questo è l’ultimo mio intervento.

    Leggo dunque in SS la seguente frase:
    ”Gli esempi di esternazioni di Grillo chiaramente dirette ad accattivarsi questo tipo di elettorato abbondano”…

    e mi soffermo sul termine ”accattivarsi” riferito ad ”elettorato”.

    Ma come?
    Non è stato Grillo a dire che lui i ”voti” della gente non li vuole?
    Vi è mai stato nessun altro politico che dice di non volere i voti?

    Non ha sempre e soltanto Beppe Grillo i cittadini ad essere «Movimento», ad essere ogni cittadino attivo e vigile nel circordario in cui vive?

    Non è il Movimento stesso il rifiuto dell’idea di “voto”, “delega”, ”rappresentanza”, “comunicazione”?

    Insomma, SS non ha proprio capito un cazzo del Movimento…

    E badate bene: non sto dicendo che il Movimento non sia cosa che possa sparire con la stessa rapidità con cui è sorto.
    Dico soltanto che all’orizzonte non vedo nessun altra forma di presenza politica…
    Non vedo altra Speranza, anche se non mi faccio grandi illusioni in una realtà sociale dove vi sono molti SS e dove non poca gente campa con il clientelismo politico e la sudditanza partitica…

  • pierodeola

    Ma chi è SENZASOSTE?

  • Matt-e-Tatty

    Petacco scrive che 10 prima del delitto Matteotti il PF ha vinto le elezioni. In realtà questo storico con un italiano persino peggiore del mio, è in errore con le date. Le elezioni si tennero un paio di mesi prima.

    Uno storico non revisionista e non simpatizzante del fascismo, Paolo Monelli, nella sua biografia su Mussolini riporta l’omicidio del deputato socialista come un evento che mise in grave crisi Mussolini. Riporta anche la visita di una delegazione di suoi picchiatori che andarono a Roma per dargli man forte e fargli coraggio, poi le dichiarazioni alla camera sull’assunzione di responsabilità.

    Leggendo questa versione di Monelli, ho pensato potesse essere stata opera di altri gerarchi fascisti, quel Dumini compare in molte cronache dell’epoca come un soggetto particolarmente violento, e all’interno del PF vi erano molti ras più o meno autonomi, con molta sete di potere e pochi scrupoli. Il coraggioso discorso di Matteotti, e le accuse di brogli, devono aver urtato più di un fascista all’epoca, specialmente per il fatto che le denunce che fece con quel discorso non erano poi così campate in aria.

    E’ plausibile che l’ordine possa non essere arrivato da Mussolini che aveva ottenuto la maggioranza, ma che sia stata un’iniziativa di persone che erano abituate a certe forme di intimidazione politica.

    La cosa invece che non posso fare a meno di non notare, è, che le lezioni del 24 si tennero con una legge elettorale detta "Acerbo", che conferiva al primo partito, avesse preso anche solo il 25% dei voti, i 2/3 dei seggi. Un potere assoluto applicabile senza accordi con altre forze politiche.

    La cosa triste non è la proliferazione di tesi storiche revisioniste, ma il fatto che le moderne proposte di Legge Acerbo non preoccupino più nessuno nel 2014, al gridi di "governabilità".

    Tutto questo viene digerito tranquillamente da un popolo che può esercitare la propria sovranità forse meno che nel 45, tra trattati UE e sudditanza NATO.