Home / ComeDonChisciotte / GRECIA: IL CONTO DELLA DISPERAZIONE ? DIECIMILA SUICIDI IN CINQUE ANNI, L'ULTIMO QUELLO DI MIO FIGLIO
14887-thumb.jpg

GRECIA: IL CONTO DELLA DISPERAZIONE ? DIECIMILA SUICIDI IN CINQUE ANNI, L'ULTIMO QUELLO DI MIO FIGLIO

DI GIUSEPPE SARCINA

corriere.it

Intervista al direttore dell’ospedale greco Theodoros Giannaros, 58 anni, direttore dell’Ospedale Elpis.

Theodoros Giannaros tiene gli occhi fissi sul computer e una sigaretta tra le dita. Guarda le immagini di alberi, di spiagge. È talmente assorto da non accorgersi che la cenere sta coprendo la tastiera. Compare l’immagine di un giovane. Bello, sorridente. «È mio figlio, si è tolto la vita pochi giorni fa. Aveva 26 anni. Quando l’ho saputo non sono riuscito a fare altro che questo video». Atene, Ospedale Elpis: un complesso di palazzine bianche nel centro della città. È un giorno festivo, ma il dottor Giannaros si fa trovare nel suo ufficetto di direttore. Siede lì dal 2010.

È un biologo molecolare, specializzato in genetica. Ha studiato a Karlsruhe, in Germania, a San Francisco e a Vienna. Da anni è un punto di riferimento assoluto per tutta la Grecia. Quando interviene sui giornali o in tv nessuno si permette di contraddirlo. Fruga ancora nel pacchetto di nazionali, tira fuori l’ennesima sigaretta e un’altra sassata: «Mio figlio è solo l’ultimo di una lista interminabile. Da quando è iniziata la crisi in questo Paese si sono suicidate 10 mila persone. Sì ha capito bene: 10 mila. È come se una grande città fosse stata cancellata dalla carta geografica della Nazione».

Giannaros ha un passato nelle truppe speciali: mostra le foto delle sue ultime missioni, in mimetica, immerso in un fiume fino alle ginocchia. È come se avesse bisogno di una pausa, vuole raccontare ancora qualcosa della sua famiglia, degli altri due figli, 24 e 28 anni. «Anche il più piccolo è un soldato». Lo dice con un sottinteso chiaro: lui si è salvato. Ma quanti sono i giovani senza speranza? Le statistiche si afflosciano come svuotate di senso al cospetto della forza, della dignità di quest’uomo. «Appena arrivato qui incontravo pazienti che mi chiedevano: ma quanto devo pagare per operarmi qui? Quanto per una lastra? Nulla, rispondevo, questo è un ospedale pubblico. Poi mi sono fatto portare il registro delle prenotazioni e ho capito. La lista d’attesa risultava sempre infinita, ma con una buona “fakelaki” si poteva comodamente saltare la fila». “Fakelaki”, la bustarella. «In cortile ho fatto mettere dei cartelli con una busta sbarrata con una grande x rossa. Significa che qui non si accettano tangenti».

Le parole del più atipico dei manager conducono nell’antro della crisi. I ragionamenti sulla sostenibilità del debito lasciano il posto alla scarsità di siringhe, bisturi, persino guanti per la sala operatoria. «Abbiamo sviluppato un network di scambi tra le diverse cliniche. Andiamo avanti anche grazie a donazioni in arrivo dalla Svizzera, dall’Austria, dalla Germania». Theodoros accende un’altra sigaretta. Aspira profondamente, poi scarica fumo e una lunga invettiva. Contro le vecchie classi politiche, le dieci famiglie che hanno monopolizzato l’economia del Paese, le «idiote» prescrizioni della «troika», il Fondo monetario, la Bce, la Commissione europea, Angela Merkel. Spera che Alexis Tsipras possa raggiungere qualche risultato, «ma deve avere dietro tutti i partiti, tutta la Grecia. Questo è l’unico modo che abbiamo per sopravvivere». Già, «sopravvivere».

«Penso continuamente a quei 10 mila morti che abbiamo seppellito nel silenzio. Penso a mio figlio. E penso che se in Germania un cane muore in malo modo, ecco che il caso finisce sui giornali, se ne dibatte in tv. Ma avete mai sentito parlare dei nostri giovani, dei nostri anziani che si sono suicidati? La guerra civile della Jugoslavia ha fatto 20 mila morti. Quella, però, era una guerra. Che cos’è, invece, questa nostra strage? È una domanda a cui non so rispondere, posso solo dire che in questo momento mi vergogno di essere un europeo». Forse è arrivato il momento di andare. Ma Theodoros ha ancora qualcosa da dire: «In questi anni sono stato corteggiato da tutti i partiti, avrei potuto fare il ministro cento volte. Invece ho sempre voluto restare un uomo libero e mi sono fatto un mare di nemici. Continuo a stare qui, a lavorare per 1.400 euro al mese, cinque volte meno di qualche anno fa. Non posso permettermi la macchina, viaggio in scooter e giro con una pistola. Prima che mio figlio se ne andasse così, mi sentivo anche un privilegiato».

Giuseppe Sarcina

Fonte: www.corriere.it

Link

10.06.2015

Pubblicato da Davide

  • oggettivista

    Signora, come direbbe il nostro Magnifico Premier Renzie, stia serena.
    Adesso è al potere Tsipras, è di sinistra, addirittura marxista, quindi sicuramente suo figlio  ed i figli di altre donne greche sono morti per cause diverse da quelle riconducibili ad una crisi economica.

  • ROE

    La più grande vergogna è non provare vergogna.

  • lucamartinelli

    scusa, potresti spiegare il tuo criptico intervento? Per esempio chi è la signora cui ti riferisci, quella che dovrebbe stare serena? Eppoi, che c’entra Tsipras con la crisi economica greca? Intendi dire che Tsipras ne è responsabile? Grazie per la delucidazione.

  • lopinot

    Questo interessante articolo è stato ripreso da quotidiani nazionali che hanno pure essi dei post di commento.
    Avendo contratto la preoccupante patologia di leggere e a volte come in questo caso, intervenire nelle discussioni sono rimasto davvero esterrefatto per il tono, la strafottenza, l’aggressività e il rifiuto di mostrare un grado pur minimo di empatia nei confronti delle vittime del genocidio econimico di cui è bersaglio la Grecia.
    Mi si sono parati davanti commenti davvero bestiali in cui il: "se la sono cercata", "henno fatto i furbi e ora che vogliono?", "tutte scuse per non pagare il debito" erano commenti considerabili persino illuminati se comparati ad altri in cui si intimavano le maniere forti per punire questi parassiti che ci devono soldi e invece mangiano, bevono e non si spicciano a morire.
    Sembra che in questo periodo l’apparire come buonisti sia il peggio che possa capitare ad essere umano.
    Sembrare pietosi forse si teme possa attirare critiche e magari l’attenzione di altri perennemente a caccia secondo lo schema: homo homini lupus.
    Si è startificata nella società un sentimento di odio e di disprezzo per i poveri, i ritardatari sociali, coloro che con le loro difficoltò chiedono aiuto o sono riottosi ad uniformarsi al gioco che tutti devono giocare: vale a dire la continua e senza interruzione battaglia di tutti contro tutti.
    Sconforta inoltre la seria e grave difficoltà di analisi che emerge da questi deliri, lascia senza parole il tifo da stadio per sostenere i creditori affamati ed umiliati dai greci, furbi e levantini.
    Nessuno si rende conto quanto il loro interessamento sia fuori luogo e poco apprezzato da banche e istituzioni finanziarie che si apprestano a risucchiare nel gorgo speculativo anche i nostri diritti, il nostro denaro, le nostre case, le nostre pensioni, il nostro futuro, il nostro presente, il nostro passato.
    Pacta servanta sunt, i debiti si pagano, facile ballare con il nostro juke-box e banalità assimilate.
    Si confonde con disinvoltura la funzione degli evasori fiscali, si appaiano le responsabilità del bidello con quella di evasori massivi come gli armatori.
    E a pensare che tanto moralismo emerga da un popolo come quello italiano, che diciamola tutta è lo zimbello del mondo con la sua filera di scandali, grandi e piccole mafie, corruzione dai tratti psicotici, governato da mezze figure, atterrito da giornalisti a tassametro e con uno dei debiti pubblici più alti del mondo, dinanzi a tutto questo gli strilli moralistici dicevo fanno morire dal ridere, se non fosse che sono sintomo di disturbi mentali diffusi nella morente società italiana

  • FlavioBosio

    "Da quando è iniziata la crisi in questo Paese…"


    Se questa é crisi, chissá come chiameranno il dopo default…

    Apocalisse? 

    Come si semina si raccoglie, e speriamo di essere i prossimi sulla lista, un bel reset sistemico a questo punto é necessario oltre che auspicabile per le generazioni future.

    Il tempo dei parassiti di stato stá volgendo al termine, inizia il conto alla rovescia.

  • FlavioBosio

     «Appena arrivato qui incontravo pazienti che mi chiedevano: ma quanto devo pagare per operarmi qui? Quanto per una lastra? Nulla, rispondevo, questo è un ospedale pubblico.»


    Ed infatti come tutto ciò che é pubblico funziona solo a bustarelle, però é pubblico e pubblico é bello vero!

    Pagherete caro, pagherete tutto!
  • tosco

    No, i commenti spietati cui ti riferisci sono quelli di gente per la quale "dopo di me il diluvio " oppure "meglio  a loro che a noi" gente, cioè, che crede di vivere in un’oasi intoccabile, proprio quella genìa di maledetti idioti che pensano di salvarsi da soli, sulla pelle di altri, quelli che "io credo che la crisi non toccherà il mio settore…", quelli che magari adottano a distanza (più comodo) un qualche bimbo africano e poi finanziano (si, le nostre tasse pagano proprio le cartucce sparate addosso a Gheddafi) le missioni "umanitarie" omicide finalizzate a sottomettere l’intero continente.

  • natascia
    Uscire e creare un’altrove, diverso  da questo algoritmo impazzito chiamato comunita’ europea e’ possibile. Non usare l’Euro  e affidarsi a persone capaci pure. Grazie Grecia….  prima   con i tuoi martiri. Ci sarà un tempo in cui non si potrà creder a quello che ci  e’ successo  a causa di pochi  speculatori e l’ingordigia  incoscente di tutti gli altri.

  • Albertof

    Mentre nel privato funziona che è una meraviglia. Sei patetico. 

  • adriano_53

    nell’US Army le divisioni vanno dai 6-7.000 della 10th Mountain Div. ai (IIRC) 17.000 dell’82nd Airborne, quindi diciamo che mediamente una divisione dell’esercito americano si aggira sui 10-12.000 effettivi.

    In grecia una divisione è stata annientata: e senza sparare un colpo.

    Mistero antropologico.

  • FlavioBosio
  • Albertof

    ho capito tutto, perfettamente. 

  • Fedeledellacroce

    No, non l’ho capito per niente.
    Stai esaltando il "libero mercato?
    Allora fai salti di gioia che ora arriva il TTIP.
    Poi vienimi a raccontare quanto é bello farsi inculare dalle multinazionali a scapito della nostra salute e del nostro portafogli.
    A volte date di tastiera solo perché non avete niente di meglio da fare!

  • FlavioBosio

    E sì che non pare difficile da capire..

    《Esiste un solo tipo di Capitalismo autentico, quello di libero mercato, dove il consumatore può decidere liberamente a chi dare i propri quattrini per ottenere un bene o un servizio.

    Il libero mercato è il processo degli scambi economici in cui non è consentito a nessun’azienda di rimanere unico fornitore in forza di barriere alla competizione stabilite da leggi dello Stato. 》

    Il TTIP è chiaramente una barriera alla competizione stabilita da leggi dello Stato atta ad agevolarne alcuni a scapito di altri, stesso princio applicato alle licenze dei taxisti vs Uber o delle mille altre attivitá che richiedono una licenza statale.

  • Ossimoro

    Mi chiedo come mai nessun privato apra un presidio di pronto soccorso aperto 24 ore su 24 con infrastrutture, medici, infermieri, macchinari…

    Tutti costi che, nella speranza che nessuno stia male, apporterebbero  davvero scarso profitto al titolare di una tale "intrapresa"…
    Chissà quanto sarebbe il "prezzo" di un intervento di pronto soccorso, liberamente scelto dal fortunato consumatore…
  • Ossimoro

    E per coerenza, qualora si avesse bisogno di un ricovero in pronto soccorso, ci si rivolgerebbe a quelli privati così non  si dovrebbero pagare bustarelle, ma solo una regolare fattura.

    Con la privatizzazione della sanità pagheremo davvero tutto…
    Saprebbe cortesemente indicare dove reperire una lista di pronto soccorso privati?