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GRECIA: DALL' AUSTERIT ALL' AGONIA IL PASSO BREVE

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DI COSTAS PANAYOTAKIS
indypendent.org

Ops, l’abbiamo fatto un’altra volta !

Questo è in sostanza quello che ha scritto il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto di giugno quando ha riconosciuto i gravi errori, commessi nel 2010 dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea, quando hanno insistito nell’imporre un programma di austerità feroce come condizione essenziale per concedere quei prestiti che hanno permesso alla Grecia di continuare a pagare il suo debito con le banche europee.Contrariamente alle aspettative della troika (FMI, UE e BCE ) che dichiarava che il suo programma avrebbe portato solo ad una breve recessione, ma che avrebbe permesso alla Grecia di rientrare rapidamente sui mercati finanziari mondiali, dopo tre anni di austerità ci troviamo di fronte ad una profonda depressione economica, con conseguenze sociali catastrofiche e un debito greco che continua a restare ingestibile.

La Grecia non è un caso unico. Il FMI è sempre arrivato tardi nel riconoscere i suoi errori, quando i programmi di “aggiustamento strutturale” imposti ai paesi che devono risanare la loro economia si dimostrano economicamente controproducenti per la devastazione sociale che causano in tutto il paese.
Tutti i fallimenti dei modelli imposti dal FMI si basano sulle teorie economiche dominanti, su una fede indiscussa nel mercato capitalista e dimostrano che i risultati che si posso raggiungere sono solo apparentemente benigni. La tradizione neoclassica che domina l’economia tradizionale ha sempre cercato di dimostrare, con astratti ragionamenti matematici, la teoria di Adam Smith che sostiene che la mano invisibile del mercato trasforma ogni azione individuale, fatta nel proprio interesse, in un risultato utile per la società.

Se crediamo all’ Economia

Secondo gli economisti neoclassici, il problema degli individui e dell’economa è la scarsità. Dal momento che i desideri materiali delle persone superano le risorse disponibili, bisogna utilizzare le scarse risorse in modo efficiente. In altre parole, si dovrebbero usare le scarse risorse per massimizzare la produzione di beni e servizi e per soddisfare i consumatori con quello che si è realizzato. La bellezza del capitalismo- spiegano gli economisti – sta proprio nell’effetto che crea con la concorrenza sul mercato, che rende minimi gli sprechi e si orienta verso i desideri dei consumatori, per trovare la condizione di miglior redditività ed il successo del modello di mercato.

Questa spiegazione teorica non è compatibile con la politica di deregolamentazione imposta, in tutto il mondo, negli ultimi quattro decenni. Nella misura in cui queste misure hanno contribuito alla crisi finanziaria ed economica globale, che ha tormentato ( corrotto ) il mondo negli ultimi cinque anni, queste politiche (ed i loro effetti disastrosi) hanno esasperato i principi tradizionali dell’ economia agendo come “cheerleader ideologiche” che tifano per le politiche del libero-mercato e hanno fatto aumentare notevolmente le disuguaglianze, spingendo milioni di persone verso disoccupazione e miseria.

Oltre ad aver dovuto far toccare con mano gli effetti del fallimento delle scelte del FMI, la Grecia è diventata anche il campione che ha mostrato l’incapacità del capitalismo di utilizzare risorse scarse in modo efficiente e in modo da favorire benessere umano e sostenibilità ecologica.
Infatti, con un tasso di disoccupazione di quasi il 30% con punte del 60% tra i giovani lavoratori, la Grecia ha provato l’enormità della disfunzione economica prodotta dai cicli alternati di boom e di crollo causati dal (neo)capitalismo. Oltre a causare sprechi, inefficienze e a portare la disoccupazione alle stelle (non solo in Grecia), questa politica non tiene conto delle sofferenze umane dovute all’aumento della povertà, alla fame, ai suicidi, alla tossicodipendenza e ad una moltitudine di altri problemi sociali che stanno distruggendo la vita di milioni di persone nel Sud dell’Europa e in tutto il mondo.

La Grecia illustra anche il danno ecologico provocato dal capitalismo. Ad esempio, quando il governo ha cercato di far aumentare le sue entrate, tassando il combustibile per il riscaldamento, i greci hanno cominciato ad usare la legna, innescando così una spirale di deforestazione e inquinamento dell’aria in tutte le principali città del paese. Nel frattempo, la disoccupazione è presa come giustificazione per investimenti anti-ecologici, come quelli fatti dalla Canadian Eldorado corporation che ha cominciato ad estrarre oro in una delle zone più incontaminate del nord della Grecia.

Un Sistema Antidemocratico

Queste conseguenze disastrose per l’uomo e, in ultima analisi, per tutto l’ambiente derivano dalla natura fondamentalmente antidemocratica del capitalismo che essendo un sistema di potere oltre che un sistema di mercato, consente a piccole élites economiche di determinare, con decisioni prese solo per massimizzare il proprio profitto, di condizionare il futuro di intere società, del pianeta e della specie umana.

In effetti, i capitalisti hanno usato storicamente i profitti prodotti dal lavoro di tutti per costruire una cultura consumistica tossica che si muove più verso la distruzione del pianeta che verso il benessere e la felicità dell’uomo. I capitalisti hanno corrotto i sistemi politici democratici e distrutto intere comunità quando per mere valutazioni di profitto hanno abbandonato zone in cui i salari erano più alti nel rispetto dei diritti sindacali e delle leggi a tutela dell’ambiente, per de-localizzare la loro attività in zone prive di questi “ostacoli” per massimizzare la redditività dell’impresa.

In considerazione di tutto questo, non deve sorprendere che la crisi economica scatenata contro la Grecia sia diventata anche una crisi di democrazia. In effetti, il governo greco si è arreso, cedendo il controllo sulla politica economica e sull’utilizzo delle entrate pubbliche alla UE, alla BCE e al FMI e ha fatto sempre più affidamento su misure autoritarie per controllare la resistenza popolare a queste politiche distruttive. Nel frattempo, il partito neonazista Alba Dorata, per anni, un gruppo insignificante, l’anno scorso è diventato il terzo partito del paese con tutta l’inquietudine che può provocare il ricordo delle immense sofferenze subite dalla Grecia durante l’occupazione nazista degli anni ‘40. Con più del 10% del favore popolare, secondo gli ultimi sondaggi, Alba Dorata vede negli immigrati i capri espiatori della crisi greca e usa le sue squadre paramilitari naziste per attaccare e terrorizzare non solo gli immigrati, ma chiunque non accetti il suo messaggio reazionario.

Un’altra strada

Se i fallimenti del capitalismo sono strettamente connessi al modo antidemocratico di organizzare la vita economica, ne consegue che per superare queste carenze è necessario un sistema economico che rifletta le necessità dei molti, in opposizione a quelle di pochi. Quello che serve, in altre parole, è una democrazia economica in tutte le sue diverse forme, da imprese gestite democraticamente nell’interesse dei lavoratori, ad azioni di governi democratizzati che puntano su processi innovativi, come sulla elaborazione di un budget partecipativo.

Esperimenti di democrazia economica esistono in tutto il mondo, l’America Latina ha combattuto le devastazioni e la crisi del neoliberismo prima degli altri, e per questo può essere considerata un laboratorio particolarmente ricco. Non è una sorpresa, quindi, che di fronte a una simile crisi, milioni di greci stiano cercando un nuovo tipo di lotte, creando nuove formazioni politiche contro l’austerità, dando vita a reti di solidarietà e di sperimentazione di organizzazioni e luoghi di lavoro non capitalistici.

E’ importante capire quello il motivo ed il significato di queste lotte contro l’austerità e contro tutte le giustificazioni intellettuali che se ne vogliono dare ripetendole su tutti i media, perché l’eco di queste lotte si sta rapidamente diffondendo dalla Grecia al resto dell’Europa, degli Stati Uniti e non solo.

Costas Panayotakis è Professore Associato di Sociologia presso la City University di New York e autore di “Remaking Scarcity: From Capitalist Inefficiency to Economic Democracy” (Pluto Press, 2011).

Fonte: http://www.indypendent.org

Link: http://www.indypendent.org/2013/08/17/austerity-agony-worsen-greece


17.08.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • alvise

    Le analisi, secondo me, sono quasi sempre corrette quando seguono un ragionamento epistemologico/economico/finanziario, però poi ci si deve scontrare inevitalmente, dopo la teoria, con la dura realtà della pratica.Se un paese ha bisogno di danaro ma non ha sufficienti entrate che possano far fronte alle necessità, intendo le più disparate necessità:sanità, enti locali, pensioni, importazioni superiori alle esportazioni, ecc ecc, che deve fare questo paese?Indebitarsi!! Vuoi con l’emissione di titoli dello stato, col FMI, la UE, vuoi con l’accidente che si voglia, qualcuno sarà inevitabilmente nostro creditore, e da li si innescano gli interessi infiniti del debito.Ora, fatta questa “semplice” analisi cosa vorremmo? Che il capitalismo regalasse a qualunque paese il denaro che gli serve?Certo che lo vorremmo, peccato che sarà il capitalismo a non volerlo, che secondo ME prende anche il nome di MASSONERIA.Partendo da queste considerazioni, se sono ritenute congrue, parrebbe che da questo inferno dantesco non se ne esca, non se ne può uscire.Non è così, perchè l’attuale crisi economica non è fondata solo sul debito gravato da interessi infiniti, e quindi nuovi prestiti, ma è fondato principalmente, secondo me, dalle speculazioni nei mercati.Si possono fermare le speculazioni, se parte del problema è dovuto anche a questo?Per me è fattibile, ma non citando un rigurgito di onestà da parte di organi di cotrollo dei mercati, borse ecc, come la Consob, tanto per citare un acronimo, ma nel dare fiducia non tanto al messia “uomo forte”, ma a chi ci propone un parlamento alla Cromwell, ripulendolo dai corrotti e dai delinquenti giudicati colpevoli all’ultimo grado di giudizio – di una ristrutturazione del nostro debito – una politica fondata sull’onestà.Per il problema della ristrutturazione del nostro debito, ne conosco i pericoli e problemi di un simile proponimento:le materie prime, gli USA che ci boicotterebbero, e altro, ma questo lo possiamo rivedere, poi c’è anche la fiducia sull’onestà, chi può dimostrarci di meritarsela?E in che modo può provarcelo?C’è un modo?La macchina della verità?Beh mi pare che finora il 5 stelle non ha proposto cavolate come quella del “fare” (niente), mi pare che hanno dimostrato pragmatismo nel mantenere quello che il codice di comportamento del Movimento, cita, versare in un fondo parte del rimborso spese (40 milioni) e parte delle diarie.Di più non si può fare, nemmeno il giurare sulla bibbia, perchè sono i fatti che contano, tangibili e che li puoi toccare con mano.Personalmente non vedo altra uscita se non il palliativo che sottolineo intuitivamente, non c’è altro.Per onestà intellettuale ho citato “palliativo” perchè nessuno può salvare l’italia e l’europa dalla morsa del debito. Se poi ci mettiamo dentro anche il M.E.S ed il Fiscal Compact, il piatto è servito.Anzi qualcos’altro ci sarebbe, un MIRACOLO, che tutti gli strozzini, speculatori alla Soros, alla Rotschild, Morgan, Rockefeller ecc, siano unti dal signore.Se si scarta anche questa ultima possibilità, votiamo pure le coalizioni di sempre.Di sempre, anche se cambiano nome, come quando nacque la DC, succursale del MSI.Quindi, se nessuno ci può salvare, cosa facciamo, karakiri?Io mi accontenterei del “contentino” (bisticcio) di vedere chi ci ha strangolato per 50 anni, presi a calci in culo e veder liberato il parlamento dai parassiti.Non basterà per tirare avanti una famiglia, ma almeno una gratificazione, di più non possiamo sperare

    ps.non sono un attivista del M5S, lo voto soltanto

  • Aironeblu

    Cit: La tradizione neoclassica che domina l’economia tradizionale ha sempre cercato di dimostrare, con astratti ragionamenti matematici, la teoria di Adam Smith che sostiene che la mano invisibile del mercato trasforma ogni azione individuale, fatta nel proprio interesse, in un risultato utile per la società.

    Il problema maggiore è proprio questo: che un assunto tanto stupido sia stato propagandato e comunemente accettato come base etica sociale a giustificazione di tutte le scelleratezze prodotte dal capitalismo, prima tra tutte una società in cui fare i propri interessi viene presentato e comunemente accettato come un’azione filantropica, anche quando i propri interessi violano e calpestano gli interessi altrui. Questa vaccata ottocentesca della mano invisibile mercato non ha fatto che favorire le mani ancora più invisibili dei poteri finanziari, guidate da un unico e solo principio: fare più soldi, con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi.

    Per cui, sì, è ora di liberare le nostre società dall’inganno ideologico del capitalismo, e per farlo niente di meglio che iniziare a demolire il suo assioma di base: non è vero che chi agisce per i propri interessi persegue conseguentemente il bene collettivo grazie al miglioramento stimolato dalla concorrenza. Non è assolutamente vero, poichè la concorrenza migliora solo ed esclusivamente la Produttività, (ovvero il rapporto tra produzione e investimento), e per fare questo deve forzatamente incidere sul miglioramento tecnologico (fattore positivo) e sul costo delle risorse impiegate, umane e naturali (fattore negativo), che verranno sfruttate al massimo delle possibilità. Chi possiede i capitali inoltre ha il potere di influenzare e modificare a sua convenienza i mercati, le politiche e i modi di vita dei cittadini, creando un mondo a sua immagine in cui i desideri compulsivi di consumo non corrispondono più ai bisogni reali dei cittadini, ma a quelli indotti dai grandi produttori. Ad essere soddisfatti restano solo i profitti.

    Benvengano tutti i tentativi e gli esperimenti di “democrazia economica”, come le chiama Panayotakis, che aprano delle vie di uscita dal blocco capitalista.

  • Aironeblu

    Ciao, avrei un’obiezione sugli assunti di partenza del tuo discorso:

    Se un paese ha bisogno di danaro ma non ha sufficienti entrate che possano far fronte alle necessità, intendo le più disparate necessità:sanità, enti locali, pensioni, importazioni superiori alle esportazioni, ecc ecc, che deve fare questo paese?Indebitarsi!!

    Assolutamente no. Il prestito – e il debito – dovrebbero essere azioni da intraprendere solo in condizioni di gravi emergenze, quali cataclismi naturali, guerre o altre tragedie. Mai per bilanciare una cattiva gestione politica: sanità, enti locali, pensioni, importazioni e tutto quanto fa parte della quotidianità economica di un paese deve essere gestito in maniera autonoma dal paese. Se non abbiamo le risorse per pagare le pensioni e le scuole, allora vuol dire che qualcosa non funziona nella pubblica amministrazione e che dobbiamo correggerla, non chiedere denaro in prestito ad enti extranazionali, altrimenti si rimanderebbe soltanto, e si ingrandirebbe in maniera esponenziale il problema.

    Come è successo.

  • ericvonmaan

    C’è anche la possibilità di creare danaro dal nulla SENZA DEBITO e usarlo per scopi produttivi. Questo è possibile esclusivamente a chi possiede la banca centrale e può decidere le politiche monetarie. Ovviamente devono essere ben focalizzati gli obiettivi da raggiungere: ci vuole una classe dirigente competente, efficente e naturalmente non ladra, qualità che sia in Grecia che in Italia latitano da tempi immemori… e comunque, con l’Euro eterodiretto e posseduto da privati, è impossibile in partenza. Si fa pour parler, per non dimenticare il sistemino-truffa della moneta privata a debito degli stati…

  • alvise

    Si ho pensato a quello ma purtroppo c’è un problema contigente, la corruzione, .E’ vero quanto tu dici, quando sottolinei che qualcosa non funziona nella pubblica amministrazione per le ragioni descritte, ma prendiamo la scuola, c’è o no secondo te la corruzione sui libri in cui ogni anno le famiglie devono indebitarsi, salvo quando avvengono degli scambi di libri tra una famiglia e l’altra?Purtroppo ravviso troppi “se”, come il tuo “Se non abbiamo le risorse…”.E per colpa di questi “se”, secondo me, che lo stato si indebita, proprio perchè la corruzione non fa funzionare come dovrebbe essere, uno STATO onesto.Ho citato Cromwell, perchè nel film, anche se molto romanzato ma comunque sufficientemente fedele ai fatti reali, almeno, da quello che ho trovato sulla sua figura, ad un certo punto in parlamento, uno dice che, se non avesse da guadagnare (facendo intendere anche con la corruzione) chi glielo farebbe fare di stare in parlamento?Ecco, questa secondo me è la grande verità, poi ovviamente si può discuisire.Ti ringrazio del tuo intervento perchè mi fa comunque riflettere ulteriormente.Saluti

  • ilsanto

    Perfetto ma scusa senza inventarsi niente non c’è già il modello comunista ?

  • alvise

    Ma guarda, non conosco la vera verità sulla banca centrale del North Dakota, perchè quella che dovrebbe essere la verità, almeno per quanto mi riguarda, non essendo in loco, la conosco attraverso i media, ma da quanto ho rilevato pare che avere una propria banca centrale come quella del N.D (ma non come bankitalia, dove lo statuto è un ossimoro dalla prima all’ultima riga, secondo me) gestisce e stia gestendo al meglio, i bilanci in favore della comunità di quello stato.Come siano riusciti a contenere la corruzione (perchè secondo me è sempre latente, anche se in background, mi spiace se appaio distruttivo, ma ho abbastanza esperienza, o credo di averla, per constatare questo da almeno 50 anni), non lo so.Ovviamente con la BCE padrona degli Eurostati per noi non sarebbe possibile, però è importante sapere che la FED non abbia interferito, e questo è un dato.Ammesso che potrebbe anche essere un ordine del giorno in parlamento per la creazione di BC nelle nostre regioni, prima dovremmo uscire dall’euro, ma questo non è possibile vista l’ingerenza della Massoneria.Ma in questi ragionamenti, anche più autorevoli dei miei, anzi, forse i miei non sono ragionamenti, si cade spesso, come io in questo post, nel condizionale: “prima dovremmo uscire dall’euro…”.Coi condizionali non si va da nessuna parte, ma questa è una moneta che vedo spesso spesa in molti blog dove si discute di questi problemi.Purtroppo in italia ci sono milioni di persone pericolose, per loro stessi e per gli altri, perchè votano…