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GLI STATI UNITI E LA CRISI DELL'EURO: LEZIONI DA UN CONFRONTO

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DI MARK WEISBROT
aljazeera.com

Ci sono forti differenze tra come si stanno gestendo le crisi finanziarie nella zona euro e negli USA

Il populista Beppe Grillo e il suo Movimento anti-establishment 5 Stelle sta avendo molta popolarità in Italia, perché disposto a parlare di un referendum per uscire dall’euro [NdT : l’articolo originale è stato pubblicato prima delle elezioni amministrative in Italia].

La recessione della zona euro ormai è la più lunga mai registrata nell’area della moneta unica, secondo le statistiche ufficiali pubblicate la scorsa settimana l’economia ha continuato a regredire anche nel primo trimestre di quest’anno. Un confronto con l’economia statunitense potrebbe far luce sui motivi per cui, nel 21° secolo, può verificarsi un profondo fallimento economico in paesi ad alto reddito e alto livello di istruzione.
Mentre l’economia statunitense è ancora debole e vulnerabile con una disoccupazione al 7,5%, nella zona euro le cose vanno decisamente peggio e si è raggiunto il record del 12,1%. Paesi più colpiti come Spagna e Grecia hanno la disoccupazione che arriva al 27%.

Le divergenze tra Stati Uniti e Europa sono tanto più sorprendenti perché l’Europa ha sindacati più forti, ha partiti socialdemocratici e uno stato sociale più sviluppato. Eppure, la zona euro ha messo in atto politiche di gran lunga più di destra di quanto abbia fatto il governo USA, causando inutili sofferenze a milioni di persone. Come è possibile?
Le risposte hanno poco a che fare con la “crisi del debito”, e molto con la politica macroeconomica, con l’ideologia e – forse più importante – con la democrazia. Queste domande sono le questioni più rilevanti non solo per le popolazioni delle due superpotenze economiche, ma anche per il resto del mondo.

L’Eurozona affonda in una lunga recessione

Cominciamo con la democrazia: la maggior parte dei paesi della zona euro hanno poco o nessun controllo sulle politiche che il governo può utilizzare per orientare occupazione e reddito, tra cui, la politica dei cambi monetari, e sempre più, la politica fiscale. Ne hanno ceduto il controllo alle autorità della zona euro – soprattutto alla Banca Centrale Europea (BCE).
I responsabili delle decisioni che vengono prese per i paesi più colpiti – tra cui la Spagna, la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia – adesso è la “troika”: la BCE, la Commissione Europea e il FMI.

Sono loro che stabiliscono l’ordine del giorno, e le loro priorità non sono per il ripristino del lavoro e nemmeno per una rapida ripresa dell’economia.

Prima di tornare a quell’ordine del giorno, cerchiamo di vedere le differenze che esistono tra chi decide per l’economia della zona euro e chi decide per gli Stati Uniti. La nostra banca centrale, la Federal Reserve, è ufficialmente indipendente dal governo. Come la BCE, spesso ha agito contro gli interessi della maggioranza, favorendo gli interessi finanziari dei potenti – tra l’altro ha autorizzato gli 8000 miliardi dollari della bolla immobiliare che ha causato la Grande Recessione. Ma la Fed, in qualche modo, è responsabile per quello che fa. Il presidente della Fed Ben Bernanke deve riferire regolarmente al Congresso, e il Congresso potrebbe ridurre l’autonomia della FED se dovesse ignorare troppo sfrontatamente l’interesse pubblico (la FED non è stata affatto contenta l’anno scorso quando la Camera degli Stati Uniti ha richiesto, per la prima volta e approvato una legge sulla verifica dei libri della Fed, infatti la proposta rimane bloccata al Senato).

La BCE, al contrario, non ha questi vincoli. In realtà, per quasi tutti gli ultimi tre anni, la troika ha effettivamente approfittato delle ricorrenti crisi finanziarie nella zona euro per perseguire una propria agenda politica: il far regredire il più possibile lo stato sociale in tutta Europa. La BCE avrebbe potuto evitare quasi tutte queste crisi, semplicemente stabilizzando i tassi di interesse sui titoli di Stato spagnoli e italiani. Ma, come hanno scritto tanti articoli apparsi sulla stampa, la BCE ed i suoi alleati temevano che se avessero messo fine alla minaccia di una crisi finanziaria in piena regola avrebbero “tolto la pressione sui governi” per costringerli a fare subito le riforme: il taglio delle pensioni e dei sussidi di disoccupazione, indebolendo i diritti sindacali, di contrattazione collettiva (come in Spagna), riducendo il peso pubblico dei governi in generale.

Infine, nell’ autunno dello scorso anno, il presidente della BCE Mario Draghi ha fatto alcune dichiarazioni su come la BCE avrebbe stabilizzato i titoli di stato spagnoli e italiani. Forse si era stancato dei governi in agonia e dei tanti governi europei (tra cui Sarkozy in Francia) che erano stati sfiduciati e per questo la BCE ed i suoi alleati hanno imposto alcuni limiti politici. Questo cambiamento nella politica, che ha messo fine alle più gravi crisi finanziarie ricorrenti in Europa, può essere in parte attribuito al bassissimo impatto sociale che hanno causato queste severe forme di limitazione alla democrazia. Questi movimenti si erano cominciati a vedere con le massicce proteste di strada e con alcuni eventi elettorali, come la crescita di Syriza, il partito greco di sinistra.

Ma questa “democrazia” è troppo poca e si muove troppo lentamente per salvare i milioni di disoccupati, le cui vite vengono sprecate, e, soprattutto, queste azioni sono servite solo a frenare le crisi più acute e non a bloccare la perdurante fase di recessione causata dalle misure di austerità imposte dalla troika.

Questa è una lezione importante per tutti i paesi: non si può cedere la propria sovranità economica, perché la maggior parte dei mezzi di sussistenza di ogni nazione dipendono dalle politiche macroeconomiche messe in atto. Per cedere la propria sovranità si devono trasferire tutte le istituzioni solamente a qualche organo di cui ci si può veramente fidare.
Ma questo è esattamente l’opposto di quello che è stato creato nella zona euro, con la sua faziosità nel sostenere l’austerità durante un periodo di recessione, e con una banca centrale religiosamente impegnata nell’ignorare i problemi della disoccupazione.

Inside Story – Italia: Si possono voltare le spalle alla fortuna?

Da notare un’altra differenza con gli USA: nemmeno Mitt Romney, se fosse stato stato eletto, avrebbe avuto il coraggio di mettere in atto un tipo di austerità che avrebbe potuto sbattere di nuovo gli Stati Uniti in recessione. E non l’avrebbe fatto nemmeno se l’avessero rieletto una seconda volta.
Questo vuol dire che solo ai funzionari della zona euro spetta il monopolio sulla stupidità in macroeconomia: il sequestro (della democrazia in Europa) attualmente sta rallentando anche l’economia americana e sta causando danni inutili. Non è stato facile limitare i danni qui (in USA), ma non è così grave e sarà, comunque, più facile uscire dalla crisi qui che in Europa.

Qual è allora la speranza per l’Europa? Un’altra lezione di politica, che conoscono bene tutti i leader sindacali: è difficile ottenere concessioni senza avere nessun potere contrattuale. Finora, quasi nessuno dei leader politici dei paesi più colpiti, come la Spagna e la Grecia, si sono dimostrati disposti a rifiutare semplicemente le condizioni della troika, per il timore di essere spinti ad uscire dall’euro. Così la troika non ha motivo di mollare l’austerità. In questo senso è stata molto promettente la recente ascesa del populista Beppe Grillo e del suo Movimento Cinque Stelle in Italia. Ha parlato di un referendum per uscire dall’euro, e il suo movimento ha ottenuto più seggi parlamentari di ogni altro singolo partito politico alle elezioni italiane di Febbraio.

Se ne deve parlare e spiegare al pubblico – come ha fatto l’economista Paul Krugman
di recente parlando di Cipro – che anni di disoccupazione di massa sono un prezzo troppo alto da pagare per mantenere in vita l’euro. I politici non devono pensare che parlare di lasciare l’euro sia un tabù. Ma il rifiuto di accettare le condizioni di recessione significherebbe, respingere qualsiasi responsabilità politica alle stesse autorità europee e obbligare loro a cacciare un paese dall’Unione monetaria.
Molto probabilmente non lo farebbero.
Ma senza nemmeno la volontà di rifiutare semplicemente le condizioni di recessione imposte dalla troika, sarà lunga e bisognerà sgobbare tanto per invertire la rotta e per finirla con tutte le inutili sofferenze che deve patire la popolazione di quella che era una delle regioni più democratiche del mondo.

Mark Weisbrot è co-direttore del Centro per la Ricerca Economica e Politica, a Washington, DC. E Presidente di Just Foreign Policy.

Fonte: http://www.aljazeera.com

Link: http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2013/05/201352623459882636.html

29.03.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • spartan3000_it

    Quando siamo entrati nell’euro mettendo in comune una banca centrale abbiamo sottoscritto delle regole affinche’ l’attivita’ della banca centrale fosse neutrale rispetto agli interessi delle singole nazioni. La BCE non potrebbe intervenire sul mercato delle obbligazioni sovrane favorendo questo o quello perche’ giustamente le nazioni sfavorite avrebbero da ridire. E’ successo poi che le nazioni forti e con bilancie commerciali positive hanno investito i surplus nei paesi piu’ deboli (club med): qui c’e’ l’associazione a delinquere che sempre si verifica tra l’usuraio (Germania) e il debitore (PIIGS). Entrambi trovano conveniente il gioco non curandosi delle conseguenze a medio termine con l’arrivo a condizioni di non solvibilita’. All’Italia non l’aveva detto il medico che doveva indebitarsi oltre la soglia di solvibilita’ anche se per alcuni la ricchezza privata degli italiani e’ sufficiente a garantire i debiti dello stato. Ma qui entra il gioco l’ipotesi patrimoniale. Per uscire dalla situazione non ci sono bacchette magiche. O con l’austerity o con l’uscita dall’euro sara’ pianto e stridore di denti.

  • Georgejefferson

    Toh.E’ tornato l’austriaco delle brave Bc indipendenti.Quelli che scambiano le sovranita’ per “bacchette magiche”.

  • Georgejefferson

    Non “noi” abbiamo sottoscritto.Criminali “hanno sottoscritto”.

  • maristaurru

    Il progetto originario Di Europa Unita è stato stravolto a bella posta, un autentico inganno: non si era mai detto ed a noi popolo è stato nascosto , che si sarebbe dovuto cedere la sovranità economica ad una BCE !! Quanto agli indebitamenti, anche quelli andrebbero discussi, e l’ipotesi patrimoniALE ENTRA IN GIOCO PERCHè CON OGNI PROBABILITà FA PARTE DELL’IMBROGLIO

  • Suntsu

    Ottima analisi, ma sull’affermazione “Finora, quasi nessuno dei leader politici… si sono dimostrati disposti a rifiutare semplicemente le condizioni della troika, per il timore di essere spinti ad uscire dall’euro”, sbaglia. Non è stato il timore di essere buttati fuori dall’euro, ma più semplicemente il fatto che questi personaggi sono stati messi lì perché loro obbedienti, convinti, interessati vassalli…

  • albsorio

    ” Le risposte hanno poco a che fare con la “crisi del debito”, e molto con la politica macroeconomica, con l’ideologia e – forse più importante – con la democrazia.” —- Che non ci sia relazione col debito pubblico è una idea sbagliata.—- Per me solo gli Stati attraverso delle Banche Centrali pubbliche devono emettere moneta e senza debito, poi la riserva frazionaria va vietata alle Banche, troppo comodo prestare piú di ciò che è la raccolta del risparmio. —- Che i “burocrati europei” facciano degli errori si, che siano stupidi no, essi obbediscono a logiche USA, cosi come lo Yen giapponese si è recentemente suicidato anche l’Euro deve fare la sua parte, distruggendo la propria economia. —- Per fortuna che c’è il M5S, altrimenti il “modello greco” sarebbe stato replicato in Italia, il nuovo Governo, per il bene della Nazione avrebbe distrutto i sui cittadini. —- Ora le nuove ondate di fallimenti stanno che stanno arrivando spero aprano gli occhi a molti, le politiche recessive di BCE-FMI vanno fermate, non con monete nazionali fragili nei confronti dei mercati globali ma con un Euro degli Stati Europei e una politica europea indipendente, flessibile, in grado di adattarsi ai nuovi equilibri mondiali emersi coi BRICS.

  • spartan3000_it

    Ricordo di aver letto che fu proprio Mario Monti, blillante giovane economista della Bocconi allora, ad escogitare la gallina dalle uova d’oro: vendere obbligazioni sovrane ed indebitare il governo per pascere la casta e le lobbies degli investimenti pubblici. Caso strano ce lo siamo trovato a tentar di curare la malattia che lui stesso aveva inoculato. Se il piano fosse preordinato e se sia tutto un imbroglio non lo saprei dire. Ci sono certo delle elites esoteriche che ragionano in un ottica millenaria. Io credo anche al Diavolo. Ma potrebbe essere anche un gioco sfuggito di mano tipico dei megalomani. Il popolo non e’ del tutto innocente e ha i suoi peccati: tutti noi se ci guardiamo attorno troviamo esempi di quando abbiamo abusato delle briciole elargiteci consumando inutilmente le risorse dello stato sociale. Ma dobbiamo tenere presente che l’80 per cento della popolazione e’ in uno stato di semianalfabetismo e non sono in grado di comprendere concetti di una certa complessita’. Cosi’ la responsabilita’ torna sui cattivi pastori che hanno condotto le pecorelle sull’orlo di un precipizio.

  • haward

    Fino a che si continua a ragionare in termini di Stati con Governi indipendenti che esprimono, giusta o sbagliata che sia, una propria politica economica, si fa poca strada e, quella poca, è anche sbagliata. Ho visto che tu hai definito “neutrale” la BCE e sono perfettamente d’accordo con te. Infatti i banchieri privati che hanno in mano la BCE, anche se ovviamente hanno ciascuno un passaporto nazionale, sono sovranazionali e, di conseguenza, neutrali. Per gli interessi del loro sistema oligarchico dominante, Germania, Francia, Italia o Slovenia rappresentano solo dei settori dove muoversi al meglio per i loro fini speculativi. Detenendo il monopolio della creazione e della gestione della moneta e di tutti gli altri strumenti finanziari spaziano a loro piacimento sulle teste di alcune centinaia di milioni di persone usufruendo della più totale e servile sottomissione dei Governi nazionali e comunitari da loro accuratamente scelti e manovrati.

  • spartan3000_it

    Quella tra banchieri e politici e’ in realta’ una “combine”: sono la stessa cosa e vanno a braccetto a parte il fatto che esistono politici che ci mettono la faccia per il popolo bue allestendo i loro teatrini e politici che sorvegliano nell’ombra (steganocrazia). Merkel ha ragione o ha torto quando ammonisce che la BCE non deve favorire i PIIGS? Se si ragiona in base a interessi territoriali la Merkel asseconda il contribuente tedesco. Ed e’ difficile trovare un compromesso se le regole di una banca centrale saltano. Il peccato originale rimane e cioe’ che i debiti devono rimanere solvibili per il soggetto virtuoso. E cio’ vale sia nell’attuale sistema privatistico di gestione della moneta sia per la “sovrana” Argentina ad esempio.

  • Shivadas

    Parole sante. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

  • Shivadas

    Ma caro spartan ma dove sta scritto che uno stato si indebita oltre la soglia di solvibilità, in nessun trattato economico del pianeta terra, al massimo un debito pubblico furi controllo può detrminare due conseguenze una iperinflazione e una supersvalutazione della prorpia moneta, ma mai uno stato con sovranità monetaria potra superare alcuna soglia. Anche a seguire il tuo ragionamento, e non voler scomodare la sovranità monetaria e la prorietà pubblica della banaca centrale, sarebbe stato molto semplice emettere dei bond europei ovvero far si che la BCE dichiarasse ai mercati che avrebbe garantito il titolo pubblico del singolo stato membro. Proprio perchè non è possibile che uno stato possa indebitarsi oltre una soglia limite essa è stata creata a tavolino dai trattati UE dove si è imposto che la percentuale virtuosa è il 60% sul PIL obbligando tutti gli stati membri a raggiungere tale rapporto costi quel che costi. Ergo la soglia limite, prima inesistente, se la sono inventata. Perchè proprio il 60% è una altra storia. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

  • Shivadas

    Attenzione la BCE in mano ai privati (già questo è un crimine) fa si che essa segua una propria agenda politica/economica. Dove i popoli Francesi, italiani, portoghesi, sono semplici ripartizione geografiche e politiche nello scacchiere dell’alta finanza. In quato senso la BCE è neutrale. Accade però che quando lagenda della BCE coincide con gli interessi di uno stato membro (esempio la Germania) fa si che detta agenda venga sostenuta dal predetto stato come sta facendo la Merkel. In tutto questo il fatto che nessuna osservi che i popoli europei non hanno possibilità di eleggere coloro che decidono cioè BCE e Commissione rappresenta un vulnus alla democrazia senza precedenti. Ribadisco quanto già scritto uno stato a moneta sovrana non ha una soglia di debito oltre la quale non è solvibile, il fatto che il debito pubblico sia fuori controllo comporta solo due consgeuenze: a) iperinflazione, b) svalutazione della moneta. Problemi risolvibilissimi con determinate politiche macroeconomiche oggi vietate per legge. Non esiste alcun peccato originale poichè se il problema fosse il debito (come ci raccontano) perchè sulla stessa barca ci troviamo ad esempio noi con il 129% e la spagna con l’89%. ?. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

  • haward

    La sovranità monetaria è la conditio sine qua non, ma è sì necessaria ma non sufficiente senza il ritorno al controllo dello Stato (allora sì che potrà chiamarsi “sovrano”) sulla propria banca di emissione. In sostanza se l’Italia, per un intervento divino, riuscisse ad uscire da quella orrenda prigione che si chiama Unione Europea e, di conseguenza, abbandonasse l’Euro tornando alla vecchia Lira e, ovviamente, la BCE, se non “nazionalizzasse” sul serio la Banca d’Italia mutando l’attuale assetto del capitale azionario, saremo sempre alla mercè degli usurai, italiani, europei, americani, ma sempre usurai.

  • Georgejefferson

    Merkel non ha titolo per ammonire nulla.Le elite tedesche non sono virtuose,c’e’ una letteratura di dati a dimostrazione della slealta effettuata,quella della virtuosita e’la balla spacciata dai nostri media corrotti.Che non vuol dire con cio che quelle italiane siano brave e belle,e nemmeno che anche i popoli lo siano a prescindere.

  • Shivadas

    Condivido in pieno. Riportare la Banca Centrale sotto il controllo del Minsitero del tesoro è indispensabile. Aggiungo una mia personale e inquietante considerazione Tra gli ultimi paesi ad avere un banca centrale in mano allo stato vi erano l’Iraq e la Libia. Il primo provvediemnto del nuovo governo “democratico” libico è stato privatizzare la banca centrale la cui maggioranza è ora detenuta da un fondo sovrano (credo del Qatar e degli Emirati) che risponde ai Rotschild. Non accetteranno mai di fare ritornare la Banca Centrale in mano pubblica. Teniamo presente che tale operazione sarebbe comuqnue inutile se prima no si smantella il piano criminale legato alla BCE. Il piano criminale è ormai giunto ad uno stadio troppo avanzato, informatevi sulla prossima direttiva UE denominata blain-in. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

  • Shivadas

    Condivido.