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GIU' AL SUD

PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfattoquotidiano.it

Il Sud smotta ancora: di anno in anno, nell’irrilevanza sociale e culturale

Giù al Sud delle classifiche – il calcolo proposto ogni anno da IlSole24ore lo conferma – è lo stare sotto tutti gli altri. A Sud di ogni Nord c’è tutto un gareggiare nell’arretrare tra Reggio Calabria e Caltanissetta per aggiudicarsi il fanalino di coda dell’azienda Italia mentre l’intero Mezzogiorno smotta sempre di più, di anno in anno, nell’irrilevanza sociale e culturale.

Va giù il Sud e il Meridione – espunto dalla narrazione di Matteo Renzi – si conferma come il non luogo della politica. Ha ragione Ernesto Galli della Loggia quando, sul Corriere della Sera, scolpisce questa chiara verità: “L’intera classe dirigente non sa cosa sia il Sud”. Ha tentato una risposta d’ufficio un sottosegretario del governo in carica, Claudio De Vincenti ma, appunto, ha fatto come l’oste quando dice che il vino è buono.

E’ giù il Sud. Chiunque venga adesso, qui – da dove sto scrivendo – in questo entroterra uguale ai tanti entroterra della vasta provincia meridionale, potrà rendersi conto di una sequenza inesorabile di urgenze: non c’è lavoro, non ci sono neppure più i negozi, l’artigianato è in mutande, gli imprenditori sono solo prenditori di quel che resta degli ultimi spiccioli del denaro di Stato e di giovani neppure l’ombra. Sarà un problema l’immigrazione degli altri ma qui – da dove sto scrivendo – si è tutti scappati di casa.

E’ finito, il Sud. L’unica Fiat possibile – il pubblico impiego, la santa mano dell’assistenzialismo pidocchioso – è morta sotto i colpi del debito. Era un paesaggio di soli impiegati il Sud, si mangiava pesante a pranzo, si dormiva il pomeriggio ma le quote di assunzione negli enti si sono esaurite, chi si guardò e si salvò e adesso, per il parastato, per il parassitismo, per la pax sociale, è fi-ni-ta.

Non c’è più verso neanche per la politica clientelare perché non è altro che un deserto il Sud, più giù di così – sia Nola o Lamezia, o anche Lampedusa – c’è il Maghreb dove la sabbia avvampa di guerra ma qui, da dove scrivo, il residuo blocco sociale dei trenta-cinquantenni residenti, finché dura potrà fare la cresta sulle pensioni dei propri vecchi, per il dopo, invece, ci sarà da pensarla qualcosa: forse come in Grecia, una legge per le unioni civili, visto che la sinistra – meritatamente in contrapposizione ai clientelismi – la butta in romanticismo in assenza di realismo?

Forse non c’è più una pubblica opinione al Sud, forse c’è solo un’onda di generica voga sentimentale tutta di tarante e di eventi perché, certo, è il posto più bello del mondo il Sud. Se c’è cornice più consona all’impalpabile idea della “qualità della vita” altro luogo non può darsi che può che questo. Si torna sempre a Surriento ma si paga il prezzo di uno stupro, qui. Gli italiani non hanno saputo fare quello che i tedeschi hanno realizzato con l’unificazione della Germania e forse perché la Ddr era povera mentre, invece, qui, questo entroterra – da dove scrivo – era ricco e florido e lo sanno bene gli omini chiamati a custodire il deposito aurifero della Repubblica italiana: il 70 per cento dei lingotti ha lo stemma del Regno delle Due Sicilie.

Come ancora non ci siano i nuovi Vespri – la rivolta di popolo – non si sa. Come da Napoli in giù, come tutto il Sud, abbia ancora a muggire paziente è un mistero. E’ il non luogo, il Sud. Ed è finito.

Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

28.12.2015

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Il Sud era già finito sin dall’inizio .
    Da quando si è lasciato sottomettere da quei barboni dei Savoia e dalla massoneria internazionale e da quando ha accettato di vivere di parassitismo e clientelismo economico , politico , sociale e culturale .

    Ora la cosa è piu’ palese perchè manca linfa monetaria che li ha sempre tenuti in piedi permettendo di vivacchiare ma il fenomeno ha radici nel passato .

  • PietroGE

    Brutta analisi di Pietrangelo Buttafuoco che si limita a fare la fotografia ad un Sud in rovina e non accenna alle cause del declino e della miseria : la criminalità organizzata, il clientelismo, una classe politica mafiosa e corrotta. Fino a ché non si rimuoveranno queste cause per il Sud non ci sarà possibilità di sviluppo.

  • Xeno
  • giannis

    Il nord sta diventando e diventera’ come il sud

  • glab

    è il vecchio discorso della mela buona vicino alla mela marcia; 

    non succede mai che la mela marcia diventi buona ma al contrario è la mela buona che diventa marcia, sempre … se poi sono tutte e due le mele ad essere più o meno marcee …
  • giannis

    Lo dico piu’ che altro per la novita’ della disoccupazione di massa del nord

  • glab

    absit iniuria verbis 

  • glab

    concordo 

  • Tao
  • castagna

    Che la situazione del Sud sia quella
    illustrata dall’articolo non lo metto in dubbio. Ma occorrerebbe un
    po’ più di analisi sulle cause e di sintesi nel proporre soluzione,
    invece di limitarsi al lamento e alle grida di aiuto.

    Il problema fondamentale è
    l’irriducibilità del Nord e del Sud in un unico Stato, con un unica
    Moneta, stesse Leggi e stesso Governo.

    Sia ben chiaro che, quando le
    massonerie fecero il Regno d’Italia, per conquistare la la Lombardia
    fecero una vera Guerra Franco-Austriaca, per il Veneto ci aveva
    pensato Napoleone 60 anni prima.

    Per il Sud bastò la farsa dei Mille
    Garibaldini che, male in arnese, “conquistarono” un regno di 10
    milioni di persone. E’ ovvio che fu solo una sceneggiata, in effetti
    fu un Colpo di Stato interno eterodiretto. I potentati meridionali si
    accordarono, le forze militari collaborarono. La pagliacciata dei
    Mille fu solo la maschera ma i patti erano già stati siglati, i
    compensi pattuiti, le future posizioni di comando assegnate ( si veda
    il Crispi, per esempio, uno dei “garibaldini”), le mafie si erano
    ricollocate.

    Una cosa analoga, per quanto minore,
    capitò poi nello sbarco degli Alleati nella II Guerra.

    L’unione innaturale di Nord e Sud si è
    potuta mantenere, malamente, solo al prezzo di enormi trasferimenti
    di soldi dal Nord al Sud e di enormi migrazioni dal Sud al Nord.

    Detto in inciso si verificò e si
    verifica in Italia quell’innaturale processo di Unione che adesso
    osserviamo andare a ramengo con la UE e con L’Euro. Fa specie che chi
    abbia , come noi, esperienza storica di ciò non si opponga alla
    Unione Europea, che potrebbe funzionare solo per paesi
    socio-economicamente compatibili. In una unione innaturale il più
    inefficiente viene penalizzato come adesso sta accadendo per i paesi
    dell’Europa Meridionale a vantaggio del nucleo forte, la Germania.
    Ma la Germania giustamente non invia flussi immani di denaro per
    mantenere l’assistenzialismo del Sud Europa, e non ne assorbe la
    disoccupazione perché preda degli extracomunitari per motivi
    globalistici.

    Ovviamente i potentati europei
    vorrebbero la “italianizzazione” dell’Europa con la Germania e i
    paesi più efficienti che, nei panni della Padania, dovrebbero
    finanziare gli squilibri.

    In questi enormi flussi di denaro
    prospererebbe, come prospera in Italia, la mafia politica. E sarebbe,
    come in Italia, la migliore garanzia di incancrenire le differenze e
    di mantenere bloccato il sistema.

    Mi risultano poi oltremodo stucchevoli
    i richiami al “famoso oro di Napoli” che si sarebbero fottuti i
    Savoia. Non ho mai trovato documenti al riguardo, solo richiami a
    sedicenti storici di stampo anglosassone, se qualcuno ha qualche
    prova documentale per favore me la faccia presente.

    Oltre al fatto che sarebbero serviti a
    monetizzare anche il Sud, che all’epoca costituiva una larga parte
    della popolazione ( la metà, prima dell’annessione del Veneto e
    dello Stato della Chiesa), sono in ogni caso ben poca e
    insignificante cosa.

    In fatti prendendo per buona la stima
    del 70% delle riserve auree, questo oro ammonterebbe oggi a quanto?
    Dato che l’Italia ha riserve per circa 2450 tonnellate, che al prezzo
    attuale sono circa 76 miliardi di euri, il 70% sarebbero circa 53
    miliardi.

    Una inezia rispetto ai 100 miliardi
    che annualmente il Nord paga in tasse che vengono spese al Sud più i
    2200 miliardi di debito che sono stati interamente spesi al Sud,
    visto che appunto il Nord ha sempre pagato sempre più di quanto
    abbia ricevuto.

    L’unica soluzione ragionevole è
    l’Indipendenza del Nord e del Sud, ma dato che al Nord siamo
    Fantozzi e al Sud siamo AlbertiSordi-Totò, continuiamo e
    continueremo in questa insensata e criminale politica unitaria. Ci
    facciamo bagnare il naso da Scotland e Catalunya che non hanno
    certamente la situazione di sistematico saccheggio che si verifica
    nel Nord italiano e di endemica corruzione sociale che si verifica
    nel Sud.

    Crepa Italia. Crepa.

  • TitusI

    Ecco, parlo da Napoletano: in questo periodo, grazie agli influssi degli stessi che danno la stura a tutti i gruppi e popoli europei, reali o ipotizzabili, se uno scrive di sud da qualche parte deve metterci anche la parola "borboni" (si, volutamente minuscolo e plurale pecché mat rutt’ o cazz cu sta strunzat re bburbun…) perché è saggio in un momento di crisi fomentare una divisione, fa comodo soprattutto a chi vuole la crisi, e chi vuole la crisi è potente, si ha più successo se si fomentano le divisioni.

    Ma io, che sono italiano, dico: si fottano i savoiardi e i borboni e tutti i re e i loro pidocchiosi sudditi, datemi l’Italia Sovrana Repubblicana e Libera, e me ne strafotto del mondo, se faranno i bravi li inviteremo alla nostra tavola.

    Ma per ora: il problema sono in tutte le salse (economica/politica/militare) gli stranieri: fuori gli stranieri, fuori noi dalle loro istituzioni, via le truppe di occupazione. Guardare avanti, altro che savoiardi e borboni!

  • idea3online

    Il Sud prima una stella…..

    La Libia prima una stella…….
    Il Sud secoli fa conobbe il potere della democrazia, ancora un altro piccolo sforzo per raccogliere i frutti dei semi seminati secoli fa, ma oggi è ISIS in Libia, come nel passato erano altre Organizzazioni che simultaneamente furono foraggiate per condurre verso la ripresa dal vecchio al nuovo, per evitare che il vecchio ritorni tutto fu organizzato.
    Esistono tre categorie di uomini, i malvagi, i buoni, gli indecisi. Il Potere può decidere il destino di un Territorio in base a chi privilegia in un periodo storico. Bastano pochi malvagi per controllare milioni di buoni, ci vogliono moltissimi buoni per depotenziare un malvagio. 
    Tutto dipende dalla decisione del Potere di chi finanziare, se i buoni o i cattivi, di solito i buoni in un Territorio sono i lavoratori. 
  • Tetris1917

    Di tanto in tanto, qualcuno dice qualcosa sul sud. Per fortuna che il sud non se ne accorge, e tutto scorre come prima.