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GEAB 78: LA DE-AMERICANIZZAZIONE DEL MONDO E' INIZIATA – L'EMERGERE DI SOLUZIONI PER UN MONDO MULTIPOLARE INTORNO AL 2015

FONTE: LEAP2020.EU

È uno di quei momenti in cui la storia accelera . Qualunque sia l’esito dei negoziati sul tetto del debito [federale americano, conclusisi solo due ore prima dell’annuncio del default NdT], l’Ottobre 2013 è uno di quei momenti. È l’eccessiva ampiezza dello stallo [tra repubblicani e democratici sull’approvazione dello sforamento del tetto del debito federale NdT] che ha aperto gli occhi di coloro che ancora continuano a sostenere gli Stati Uniti. Un leader è seguito quando gli si crede, non quando diventa ridicolo.

“Costruire un mondo de-americanizzato”: quest’affermazione avrebbe suscitato un sorriso fino a pochi anni fa. Al massimo sarebbe passata per una provocazione di Hugo Chavez [presidente venezuelano anti-americano recentemente scomparso NdT]. Ma quando vediamo la bancarotta degli Stati Uniti in tempo reale ed è un’agenzia di stampa ufficiale cinese che lo afferma (1), l’effetto non è più lo stesso. In realtà, la frase iniziale descrive a voce alta un processo che è già a buon punto: solo che adesso è consentito parlarne in pubblico. Almeno lo stallo governativo statunitense ha il merito di far sciogliere le lingue (2). Sia ben chiaro, questa analisi non è apparsa nei media cinesi per caso e riflette il tono di Pechino: un tono in via di indurimento.

Infatti, se tutto il mondo è con il fiato sospeso prima di questo patetico gioco inscenato dall’élite statunitense, non è certo per compassione quanto per evitare di essere spazzati via dalla caduta della prima potenza del mondo. Tutti stanno cercando di liberarsi dalla influenza a stelle e strisce e lasciare al loro destino un’America definitivamente screditata dai recenti avvenimenti siriani, dal dimagrimento del budget di spesa federale [tapering NdT], dalla chiusura di quasi tutte le strutture federali [shutdown NdT] e adesso dalle questioni associate al tetto del debito [che in america si chiama ceiling, ovvero soffitto NdT]. Il leggendario potere degli Stati Uniti è ora non più di un fastidio e il mondo ha capito che è il momento di de-americanizzare.

Questa prospettiva e parlare di ciò cui prima era proibito accennare (3) sta finalmente liberando un intero arsenale di soluzioni che, fino ad ora, non erano che semplici tracce, persino represse da qualcuno. Queste soluzioni stanno accelerando la costruzione del mondo futuro [post crisi, NdT] e l’apertura a un mondo multipolare organizzato intorno a grandi blocchi regionali. Dopo una revisione delle battute d’arresto americane, in questo numero del GEAB il nostro team analizzerà le forze che stanno plasmando questo mondo in via di cambiamento. Nella sezione “Telescopio” diamo anche uno sguardo allo stato attuale della società statunitense che, dietro lo specchio del mercato azionario e della finanza, spiega il collasso del modo di vita americano e valuteremo il tutto assumendo quanto analizzato con una sorta di “senno di poi” al fine di spiegare il modello USA. Infine, aggiorniamo la nostra valutazione annuale del rischio paese al fine di completare il quadro globale e, naturalmente, dare le nostre raccomandazioni tradizionali e la GlobalEurometre .

Punti componenti l’articolo completo :

1. “No, non possiamo”
2. Una successione di crisi
3. Chiusura dello stato federale [Shutdown]: lo zimbello del mondo, ma al costo di una risata forzata
4. De-americanizzazione a tutti i livelli
5. Il petrodollaro è morto, viva il petroyuan
6. La Cina mostra a Eurolandia il modo
7. Russia, America del Sud: proseguendo nella de-occidentalizzazione

Questo annuncio pubblico contiene le sole sezioni 1, 2 e 3.

“No , non possiamo “

Come cambiano i tempi. Tutto il mondo ha dimenticato le parole libertà, speranza e il famoso detto “Yes we can” [“Si, ce la possiamo fare”, celebre motto della prima campagna, 2008, di elezione di Barack Obama, forse mutuato dal “Sì, se puede” della United Farm Workers del 1972. NdT] che rappresentava la società degli Stati Uniti agli occhi delle generazioni precedenti solo per parlare di dimagrimento [della spesa federale NdT], chiusura e tetto [del debito NdT]. La dinamica delle cose pare non essere più esattamente la stessa e l’immagine positiva che ne veniva è diventata completamente negativa.

È sorprendente constatare fino a che punto l’attuale situazione degli Stati Uniti confermi il vecchio adagio che i problemi non arrivano mai da soli. In un periodo di sei settimane, prima di tutto l’umiliazione subita da parte della Russia sulla questione siriana, quindi la banca centrale americana che ammette come sia impossibile ridurre il quantitative easing (4) [letteralmente Alleggerimento quantitativo, ovvero politica monetaria non convenzionale usata da alcune Banche Centrali, come la FED e la Bank of Japan, al fine di prevenire il crollo della provvista monetaria quando le politiche monetarie standard si sono mostrate non efficaci NdT], l’incapacità di approvare un budget che ha comportato la chiusura del governo federale, una chiusura che dura ben oltre ciò che è ragionevole (5). I negoziati sul tetto del debito a un punto morto a due giorni dal termine [l’articolo è stato scritto due giorni prima dell’accordo NdT], il G20 che ordina agli Stati Uniti di ratificare la riforma del Fondo Monetario Internazionale che hanno bloccato negli ultimi tre anni, e la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale che ordina al governo americano di riordinare le proprie finanze (6). E ora il colpo cinese stoccato con i controfiocchi.

Una successione di crisi

Questa successione di crisi è abbastanza preoccupante per il paese e dimostra l’accelerazione senza precedenti [delle dinamiche NdT] e la possibilità di uno shock imminente. Vi è una certa fatalità in queste crisi. Ma vi è anche una certa dose di recupero strategico. Così, la chiusura delle strutture federali è stata sfruttata da Obama per mettere sotto pressione i repubblicani al fine di far loro votare per l’aumento del tetto del debito, una scadenza molto più importante per gli Stati Uniti. Questo è, ovviamente, solo un successo parziale, ma possiamo ancora aspettarci un innalzamento temporaneo che rinvia tutti i problemi per un po’ di settimane (7); tuttavia, è ancora possibile che il percorso tragico sia stato scelto, perché non ci si trova più nel dominio delle scelte razionali e quindi non si può fare alcuna previsione in merito.

Costo dell’assicurazione di 10 Milioni di $ USA contro il default. Fonte: Markit.

Infatti, mentre gli osservatori si stanno concentrando sul Tea Party, che, similmente al modo in cui gli azionisti di minoranza sono in grado di controllare una compagnia attraverso una holding, è riuscito a dirottare il Partito Repubblicano e la società americana, ci potrebbe essere un’altra chiave di lettura. Molti americani sono in grado di vedere la realtà che li fronteggia: il loro paese è in bancarotta.

Di conseguenza, meglio rimandare il confronto con la realtà, correndo il rischio di amplificare i problemi, o risolverli subito? La maggioranza della popolazione non pensa che il default sia la fine del mondo (8). E poi, quale altra soluzione è sul tavolo, in definitiva ? Tra i Repubblicani non alberga il desiderio di far precipitare la crisi? È la situazione ideale perché si può incolpare il Tea Party, che ha dichiarato in modo inequivocabile che “nessun accordo è meglio di un cattivo accordo” (9). Quello che vogliamo dire è che, questa volta , o forse in un’altra occasione in un prossimo futuro, si potrebbe anche essere tentati di tagliare il nodo gordiano [ovvero lasciare che accada il default NdT].

Allo stesso modo, un recupero strategico ha certamente avuto luogo quando la Fed ha fatto marcia indietro rispetto alla riduzione del suo quantitative easing. Perché ha lasciato credere a tutti fino all’ultimo minuto che avrebbe ridotto QE3 [terza serie del quantitative easing NdT] senza poi farlo per davvero? È la prima volta che ha preso di sorpresa gli investitori, tutti convinti al 100% di un dimagrimento [presumibilmente nelle spese del governo federale NdT] dato nella direzione di guida, un principio ben consolidato.

Non c’è connessione con il volgare insider trading che è stato dimostrato esserci al momento dell’annuncio della Fed (10), un’operazione che avrebbe portato miliardi nelle tasche dei responsabili? Tutto ciò conferma la nostra teoria che esistano istituzioni finanziarie americane in condizioni disperate, che vanno salvate [bailout NdT] con discrezione tramite operazioni del genere, persino a rischio di minare la credibilità della Fed.

Ancora una volta, sono al lavoro soluzioni a breve termine che peggiorano la situazione, ma rinviano la data fatale di un po’. Non siamo più i soli a suonare il campanello d’allarme nei confronti di queste banche americane : la Banca d’Inghilterra si aspetta che le principali banche falliscano, cosa che, in base a ciò, hanno perso lo status di “troppo grandi per fallire” ( 11) [too big to fail in inglese NdT]. Ripetiamo pertanto il nostro avvertimento su questo argomento.

Come un pugile, tutti questi colpi che il paese ha preso lo hanno reso barcollante e ne manca solo uno per metterlo a tappeto. Se non proviene da un default degli Stati Uniti nel mese di ottobre, sarà il caso di un’altra scadenza che è stata rimandata che, questa volta , non terrà.

Chiusura: diventare lo zimbello del mondo, ma provocare solo una risata forzata

Quando abbiamo scritto nel GEAB N° 77, relativamente alla votazione sul bilancio, “senza dubbio un compromesso sarà trovato all’ultimo minuto o, più probabilmente, un paio d’ore o anche alcuni giorni dopo la scadenza”, non si può fare a meno di notare che abbiamo persino sottovalutato le differenze politiche a Washington in quanto gli “alcuni giorni ” che avevamo in mente si sono trasformati in settimane. Il quotidiano Le Monde ha titolato la cosa sul suo sito web con un “triste spettacolo di Washington” (12). Ma, alla fine, la chiusura degli organi federali non ha avuto un impatto sproporzionato sui mercati finanziari (13), quindi va tutto per il meglio come molti repubblicani sembrano pensare mentre si adattano bene ad una paralisi del governo federale e ai tagli alla spesa pubblica che ne conseguono [il testo in inglese è non lineare in questo punto e la traduzione ne soffre NdT].

Questa non è l’opinione dei paesi che detengono grandi quantità di Buoni del Tesoro a stelle e strisce, che si sentono ostaggio degli americani (14). Essi rimangono sbalorditi dall’indifendibile disinvoltura degli Stati Uniti e dall’atteggiamento irresponsabile di chi , fino a poco tempo fa, era “il capo”. Se il paese non onora il suo debito [ovvero va in default NdT] l’onda d’urto sarà senza dubbio tremenda . Tuttavia, questo non sarebbe la fine del mondo , perché un possibile default potrebbe semplicemente assumere la forma di ritardato pagamento per pochi giorni , del resto le diverse parti del mondo ne sarebbero colpite in modo disomogeneo a seconda del grado di disaccoppiamento delle proprie economie da quella degli Stati Uniti. No, il paese che soffrirà maggiormente di questa soluzione ( e di qualsiasi altra in quell’ambito) sarà proprio l’America. Per la cronaca essa detiene i due terzi del proprio debito pubblico.

Ripartizione delle quote del debito pubblico degli USA. Rosso: estero / marrone: interno / blu: governo federale. Fonte: npr.org .

È per questo che i paesi meglio governati hanno già iniziato questo importante disaccoppiamento, con la Cina in testa, che conosce da Sun Tzu che “quando tuona, è troppo tardi per coprire le orecchie.” (15)

Fonte: www.leap2020.eu

Link:
http://www.leap2020.eu/GEAB-N-78-is-available-The-de-Americanisation-of-the-world-has-begun-emergence-of-solutions-for-a-multipolar-world-by_a14827.html

18.10.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PG

Note:

(1) Fonte: Xinhuanet ( agenzia di stampa cinese , 13/10/2013 ) , RFI ( 13/10/2013 )
(2) Persino il Financial Times viene coinvolto (02/10/2013): «il sistema basato sul dollaro è intrinsecamente instabile». Una dichiarazione incredibile da un giornale finanziario anglosassone
(3) Il feedback mondiale che l’articolo cinese di cui sopra ha ricevuto mostra l’interesse per questa dichiarazione della seconda potenza globale, e conferma che si rompe un tabù che contribuirà a implementare soluzioni a lungo attese da una maggioranza di paesi . Leggere, per esempio, l’eccellente analisi nel Asia Times , 15/10/2013
(4) Fonte: Bloomberg, 18/09/2013
(5) Fonte: CNN, 14/10/2013
(6) Fonte: per esempio PressAfrik , 12/10/2013
(7) Fonte: New York Times, 15/10/2013
(8) Il 58% degli americani avrebbe votato contro l’aumento del tetto del debito . Fonte: Fox News , 08/10/2013
(9) Fonte: Le Monde, 15/10/2013
(10) Fonte: USA Today, 24.09.2013
(11) Fonte: The Telegraph, 12/10/2013
(12) Le Monde , 14/10/2013
(13) Ovviamente, dal momento che la Fed sta continuando la sua sfrenata politica di quantitative easing.
(14) Tutti gli stessi che sono volenterosi ostaggi perché massicciamente e volontariamente hanno finanziato l’America…
(15) Sun Tzu, L’arte della guerra , 6° secolo aC .

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Vero, la de-americanizzazione del Mondo pare finalmente annunciare il suo arrivo, ma restano tutte da definire le soluzioni per il “mondo multipolare intorno al 2015”, che non vedrà certo tra i suoi conduttori la Cina in declino che corre ai ripari – ben dopo il rombo della tempesta.

  • ilsanto

    La Cina in declino ? ma come gli ultimi dati dicono PIL + 7,8% Produzione industriale +10% consumi +13% se questo è declino quello Italiano come lo chiami ? Ovviamente vale anche per Grecia, Portogallo, Cipro, Spagna, Irlanda, G.B, Francia, USA etc. etc. boh non sò dove prendi le tue informazioni ma credimi c’è qualcosa che non và. Comunque concordo sul fatto che alle viste non c’è nessun mondo multipolare e l’impero USA è incontrastato.