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EUROPA DESTINATA ALLA GUERRA ? USA MINACCIATI DA UNA SALDATURA GERMANIA-RUSSIA. L’ANALISI SPREGIUDICATA DI GEORGE FRIEDMAN, PRESIDENTE DI STRATFOR AL CHICAGO COUNCIL AFFAIRS

DI ALBERTO FORCHIELLI

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Fuori dal giro che conta non sono in tanti a conoscere George Friedman, americano di origini ungheresi, genitori scampati all’Olocausto negli Usa, fondatore e presidente del think-tank Stratfor, “un’autorità” in materia di intelligence tattica e strategica globale, come lo ha definito il NYTimes.

Eppure il video di un suo discorso, sobriamente intitolato su YouTube “ Europa: destinata alla guerra?”, doppiato e tradotto in francese e tedesco e ripreso da vari blog, è diventato virale.

Forse anche perché il nostro, presentato in gran pompa alla platea, parlava al Chicago Council of Global Affairs, sorta di sede distaccata dell’influente Council of Foreign Relations dove peraltro ha parlato altre volte, nel cui board figura anche Michelle Obama.

La conferenza stampa di Friedman risale in realtà allo scorso febbraio. A rilanciarla in rete ci ha pensato i l sito filo-russo The Saker , da poco ristrutturato e multilingue che, accortamente dal suo punto di vista, contrappone le parole di Friedman a quelle di Vladimir Putin nella conferenza stampa internazionale trasmessa in diretta tv un paio di settimane fa.

Una accostamento strumentale? Certo.
Ma il video di Friedman si limita a registrare, e le sue parole pesano come pietre.

L’analisi dell’attualità politica internazionale e della geopolitica americana che espone rivela un cinismo e una spregiudicatezza sconosciuti alla narrazione mediatica mainstream. Friedman affronta senza complessi la politica cara ai neoconservatori americani e, esponendo la strategia di Washington per mantenere il predominio mondiale, tocca temi sensibili in piena trasparenza o, se vogliamo, con una sconcertante franchezza.

Eccone un ampio florilegio, che prende spunto dal post di un blog francese.

Sull’Europa. “L’Europa non sarà implicata in grandi guerre come prima ma seguirà lo stesso destino degli altri paesi: avranno le loro guerre. Non ci saranno più centinaia di migliaia di morti ma l’idea di una ‘esclusività europea’ a mio avviso la condurrà a delle guerre. Ci saranno dei conflitti in Europa. Ce ne sono già stati, in Yugoslavia, e oggi in Ucraina.

“Quanto ai rapporti con gli Stati Uniti, non abbiamo relazioni con l’Europa. Abbiamo rapporti con la Romania, ne abbiamo con la Francia . Non esiste una ’Europa’ con cui gli Stati Uniti avrebbero rapporti. Se interrogate un polacco, un ungherese o un romeno, si sviluppano in un mondo totalmente diverso da un tedesco o da uno spagnolo, non ci sono punti in comune in Europa”.

Sulla geopolitica americana. “L’estremismo islamico è un problema per gli Stati Uniti ma non rappresenta una minaccia. La questione primaria per gli Stati Uniti, per la quale facciamo delle guerre da un secolo (guerre mondiali I e II, guerra fredda), è la relazione fra Germania e Russia. Perché uniti rappresentano la sola forza che potrebbe minacciarci, e bisogna fare attenzione che non ci si arrivi”.
“Gli Stati Uniti controllano tutti gli oceani, di conseguenza possiamo invadere ogni paese al mondo mentre nessuno può invaderci, ed è una bella cosa”

“Mantenere il controllo del mare e dello spazio è la base del nostro potere”.

“Il miglior modo per vincere una flotta nemica è impedire che venga costruita. I britannici riuscirono ad assicurarsi che nessuna potenza europea potesse averne una facendo in modo che si dilaniassero fra loro”.

[E qui, osserva il blog francese, Friedman osa dire quel che in tanti pensano]

“Gli Stati Uniti non possono intervenire in tutta l’Eurasia, dobbiamo essere selettivi. Però possiamo fare alcune cose: dapprima sostenere i diversi poteri rivali, fornendo sostegno economico, politico, economico, anche militare in modo che si concentrino su loro stessi; poi, come ultima ratio, prendere delle misure di disorganizzazione”.

“La politica che raccomando è finanziare entrambe le parti in modo che si battano l’una con l’altra. E’ cinico, non è molto morale, ma funziona.
“L’obiettivo non è vincere il nemico ma destabilizzarlo.

“ La destabilizzazione è il vero scopo delle nostre azioni estere. Non instaurare una democrazia. Una volta destabilizzato un paese, dobbiamo dire ‘missione compiuta’ e tornarcene a casa.

(E’ quel che stupidamente non abbiamo fatto subito in Afghanistan)

“In quanto Impero, non possiamo occupare l’intera terra, e nemmeno l’Eurasia. Non avremmo i numeri.

I Romani [del resto] non hanno inviato in giro grandi armate, hanno piazzato dei governatori pro-Romani”.

“Gli Imperi che controllano direttamente i territori, si estinguono, come il caso dell’Impero nazista. Nessuno è in grado di farlo, bisogna mostrarsi più intelligenti”.

A proposito di Ucraina “Il Generale Hodges comandante dell’armata americana in Europa, si è recato in Ucraina per annunciare che gli addestratori americani vi andranno ormai ufficialmente e non più ufficiosamente”

“Il Generale ha dato delle medaglie ai combattenti ucraini, cosa che normalmente non è in grado di fare perché è riservata ai militari americani, ma l’ha fatto per mostrare che era il suo esercito”.

“ Ci stiamo posizionando in tutti i paesi dell’Est europeo, approfittando della loro russofobia. Il generale Hodges è andato nei paesi Baltici per annunciare che verranno dispiegati blindati, e artiglieria pesante in quei paesi e in Polonia, Romania, Bulgaria.
“Ovviamente agiamo al di fuori del quadro NATO, qualcuno potrebbe opporsi, i Turchi per esempio.
… e di Russia. “Per la Russia lo status dell’Ucraina è una fatto esistenziale: non possono lasciar perdere.

La questione per i russi è sapere se riusciranno a mantenere una zona neutrale cuscinetto, o se l’Occidente vi penetrerà così profondamente da ritrovarsi a 100 km da Stalingrado e a 500 km da Mosca”

“Per gli Stati Uniti la questione è: dove si fermeranno i russi? Di qui l’annuncio del generale Hodges sulle armi che saranno dispiegate dal Baltico al mar Nero”.

“Il nostro scopo è creare un cordone sanitario intorno alla Russia.

Questa è la soluzione per gli Stati Uniti”.

“La Russia lo sa. Gli Stati Uniti hanno messo le loro carte sul tavolo.

La domanda a cui non abbiamo risposta è: cosa farà la Germania?”

A proposito della Germania (e di una minaccia russo-tedesca). Mentre gli Stati Uniti stendono il loro cordone sanitario e fra Europa e Russia e la Russia cerca di tirare l’Ucraina dalla sua parte, non conosciamo la posizione della Germania.

“Per gli Stati Uniti la paura fondamentale è che il capitale finanziario e la tecnologia tedeschi si saldino con le risorse naturali e la mano d’opera russe”.

“E’ l’unica alleanza che fa paura agli Stati Uniti, cerchiamo di impedirla da un secolo”.

Mentre gli Stati Uniti stendono il loro cordone sanitario e fra Europa e Russia e la Russia cerca di tirare l’Ucraina dalla sua parte, non conosciamo la posizione della Germania – che con la Russia ha relazioni particolari (per es. l’ex Cancelliere Schoeder oltre a presiedere il consorzio NorthStream è nel cda di Gazprom.

“La Germania è la nostra incognita. Cosa farà? Non lo sanno nemmeno loro, i tedeschi.

E’ l’eterno problema della Germania, gigante economico, fragile a livello geopolitico. Dal 1871 la questione europea è questione tedesca”.

NOTA. In questo Grande Gioco Euroasiatico l’Europa più che alleata degli USA appare una mera pedina senza alcun peso, anzi, magari oggetto di alcune delle misure “destabilizzanti” ben illustrate da Friedman ( sostegni a partiti pro Europa e anti Europa? Infiltrazioni/ pressioni/ ‘ricatti’ a livello finanziario? Politiche e narrazioni che contrappongono un paese all’altro?) e addirittura presto coinvolta in una nuova guerra, contro i nostri stessi interessi economici – così come a nostro danno sono state le sanzioni alla Russia. O è una neanche troppo larvata minaccia, nel caso qualche paese si vorrebbe opporre al disegno?
“Non siamo complottisti, siamo semplicemente meglio informati “– è il commento finale del blog francese dal quale, fra gli altri, abbiamo tratto spunto. Lo stesso post riporta il video sottotitolato in francese (qui quello doppiato, qui l’originale di YouTube con la presentazione).

Putin, invece…. Consapevoli del rischio di dal fiato alla propaganda russa, riportiamo alcune delle frasi significative del presidente Russo riferite da The Saker nel cui post c’è anche un video, doppiato in francese, della conferenza stampa putiniana.

“La Russia non attacca l’Occidente, non aggredisce nessuno, difende solo i suoi interessi.

Noi abbiamo solo due basi militari fuori dalla Russia, alla frontiera dell’Afghanistan, anche nell’interesse degli Usa. Loro hanno più di mille basi nel mondo. E saremmo noi gli aggressori?

Il bilancio del Pentagono è 10 volte maggiore del nostro, e siamo noi che conduciamo una politica aggressiva…Per caso siamo noi ad avere delle basi ai confini degli Usa?

Chi ha rinnegato il trattato sui missili? Chi installa missili alla frontiera dell’altro?

Noi vogliamo relazioni paritarie con l’Occidente, in accordo coi nostri interessi nazionali.

Abbiamo aspettato 20 anni prima di essere accettati dal WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) facendo molte concessioni; adesso [con le sanzioni alla Russia ndr] le norme del WTO vengono violate, e anche quelle dell’ONU e del diritto internazionale.

Le sanzioni economiche sono il prezzo che paghiamo non per la Crimea ma per la nostra volontà di esistere come nazione e civiltà libera.

Dopo la caduta del Muro di Berlino ci avevano promesso un congelamento della NATO, oggi è dappertutto alle nostre frontiere, è un nuovo Muro. Gli Occidentali hanno deciso che erano i vincitori.

Bisogna smettere di costruire nuovi muri, e dar vita a un mondo comune umano, prospero e sicuro.

Qualunque cosa facciamo per la distensione, incontriamo sempre rifiuti e resistenze da parte dell’Occidente. Gli ultimi Giochi Olimpici invernali di Sochi sono stati calunniati e dileggiati prima, durante e dopo: perché?

L’Occidente vuole incatenare l’orso russo anche se ne sta nella sua tana, vuole strappargli unghie e denti, le sue armi nucleari. Poi lo impaglierà e si impadronirà del suo territorio.

Noi non vogliamo che la pelle dell’orso russo venga appesa al muro. Non ha niente a che vedere con la Crimea”.

Alberto Forchielli

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/alberto.forchielli.1/posts/10206796688936893
3.05.2015

Pubblicato da Davide

  • Eshin
    IL VIDEO
    PTV Speciale – Come gli USA preparano la guerra

    https://www.youtube.com/watch?v=aYgmhO9QJFc

  • oldhunter

    Per un
    commento davvero incisivo ed esaustivo si veda l’articolo del 20 aprile di Blondet: “Il nostro
    vero nemico è il grande alleato. La prova definitiva”

    http://www.effedieffe.com/index.php? [www.effedieffe.com] [www.effedieffe.com] option=com_jcs&view=jcs&layout=form&Itemid=132&aid=313687 [www.effedieffe.com]

  • oldhunter
  • PietroGE

    Mah, a me sembra un misto di verità superficiali rivelate per nascondere le verità profonde.

    1.Gli USA non vedono più la Russia come potenza mondiale antagonista ai loro interessi. La guerra in Ucraina è un fenomeno regionale limitato. Il vero pericolo per loro è la crescente potenza cinese che sta conquistando uno spazio di potere sempre più ampio in Asia.

    2. La destabilizzazione dell’Europa non procederà con guerre tipo quella della Yugoslavia o dell’Ucraina come dice Friedman . La destabilizzazione si produce dall’interno di ogni Paese europeo. Oggi i fattori destabilizzanti sono la crisi economico sociale e l’immigrazione.

    3.L’Europa (nel senso : le potenze europee), dalla fine della seconda guerra mondiale ha cessato di essere un soggetto autonomo. Non produce più storia è sempre a rimorchio di qualcuno. Perché meravigliarsi se viene usata come pedina?

  • ilnatta
  • albsorio

    Il futuro non lo conosco ma il passato si, dal dimenticare la storia nascono gli errori che si ripetono.

    Il 9 maggio la Russia festeggia la vittoria sul nazismo, il prezzo che i russi hanno pagato e di 27 milioni di caduti.
    La storia recente, di tutti. è costellata di errori e orrori ma capire perche i russi amano difendere il loro Paese lo si capisce dal numero di perdite subite nella seconda guerra mondiale.
    Lo sceriffo deve smetterla di spadroneggiare altrimenti prima o poi raccoglieranno ciò che hanno seminato.
  • lucamartinelli

    Sembra incredibile ma queste cose J. Kleeves (alias Stefano Anelli) le ha scritte 20 anni fa…..è impressionante la lucidità di analisi di Kleeves.

  • orckrist

    Ed è finito suicidato, pensa un po’.

  • Aironeblu

    Ma questi eletti sionisti sono tutti cosi’ identici: sembra di vedere uno dei Rockfeller. Saranno mica dei cloni OGM che resistono ai disinfestanti?!?

  • Frigo

    Poco prima che dessere l’avvio alle "primavere" arabe. Pensa un po’…

  • Frigo

    Per curiosità. A quale libro o articolo scritto da Kleeves ti riferisci?

  • The_Essay

    Ciao!
    A mio modesto avviso uno stratega di tale calibro, che con molta  disinvoltura
    evidenzia la strategia di un Impero, probabilmente tra le righe ci sta dicendo ALCUNE COSE :

    1)A mio modesto avviso sta mostrando "con franchezza", un parziale scacchiere internazionale
    a)Ad es.limitata è l’analisi dei rapporti tra USA ed EU ad es; mancano altri astanti dello scacchiere internazionale
    2)Uno stratega che mostra i suoi punti di forza? Mai visto
    3)Sembrerebbe un’opera di comunicazione che vuole far apparire molto forte una realtà che in realtà molto non lo è proprio
    4)Sta abilmente spostando il focus dell’attenzione dagi USA (situazione interna),dall’Africa ,sulla vecchia Europa e sulla Germania! Germania una grande incognita? Siamo proprio sicuri ?
    Bye, Bye The Essay
     

  • Mattanza

    Secondo me si è "tradito" inconsapevolmente (era a casa sua, e quelle cose lui le crede veramente)…Possibile? Improbabile? Cmnq è un punto di vista comprensibile in un ottica imperiale.

  • The_Essay
    Ciao!
    Premetto che non sono un esperto di strategia militare e che non possiedo verità assolute in tasca.
    Però, il solito però che ci intriga:
    Il tizio è " fondatore e presidente del think-tank Stratfor, “un’autorità” in materia di intelligence tattica e strategica globale, come lo ha definito il NY Times."
    Sicuramente quando si è a casa propria e tra amici ci sta il discorso che uno si lascia andare, ma se non ho letto male nel febbraio scorso, dice le cose oggetto del nostro dibattere, in occasione di una conferenza stampa,
    quindi un evento che definirei ufficiale, o ai limiti dell’ufficialità.
    Insomma non siamo in una discussione tra amici di fronte ad una birra collocata sul tavolino del tinello di casa o in un locale pubblico.
    Inoltre la valenza comunicativa diventa più pregnante se pensi che nel board del think-tank figurerebbe la fist lady attuale (leggi Michelle Obama). Bye,Bye