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DONALD TUSK INCOLPA LE ELITE DELL'UTOPIA EUROPEA PER LA RIVOLTA EUROSCETTICA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

Il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha avvisato i leader dell’UE con chiari termini che le loro ‘utopiche’ illusioni stanno violentemente separando l’Europa e che qualsiasi tentativo di approfittare del Brexit per forzare ad una maggiore integrazione sarebbe un grave errore.

In un’appassionata dichiarazione agli ultraconservatori europei, ha accusato le élite dell’UE di vivere in un folle paradiso e provocare la rivolta euroscettica che adesso si sta scatenando in una serie di paesi.

“Oggi siamo noi i responsabili” ha detto parlando alla conclave Cristiano-Democratica e ai leader del centro-destra in Lussemburgo. “Ossessionati dall’idea di una integrazione immediata e totale abbiamo mancato di notare che le persone ordinarie, i cittadini europei, non condividono il nostro euro-entusiasmo.”

L’avvertimento arriva dopo che l’ultimo sondaggio del Guardian mostra che la campagna di uscita dall’UE è in vantaggio con un 45% contro 43%, segnale che le cannonate di avvertimento economico del Tesoro, della Banca d’Inghilterra e di altri enti interazionali hanno mancato il bersaglio. Per la prima volta i sostenitori del Brexit sono in vantaggio in un sondaggio telefonico.

Tusk evidenzia il revival patriottico nella sua natia Polonia, fustigando la classe dirigente dell’UE per aver forzato “un’utopia di Europa senza stati nazionali” il che va contro il concetto di storia europea e ha prodotto un profondo contraccolpo culturale che non può essere accantonato come illegittimo populismo di estrema destra.

Ha richiamato la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il capo della Commissione Europea Jean-Claude Junker e altri leader per cambiare strategia e abbandonare la loro meccanica spinta verso un’ Europa sempre più centralizzata.

Ha detto: “Lo spettro della rottura si aggira per l’Europa e una visione di federazione non mi sembra la migliore risposta. Dobbiamo comprendere l’importanza di questo momento storico”.

Le parole di Tusk arrivano in mezzo allo scontro di questa settimana tra i socialisti europei e il blocco conservatore su come reagire se il Regno Unito il 23 giugno votasse per lasciare l’UE.

Ci sono crescenti segnali che l’Olanda la Scandinavia e parecchi paesi dell’Est Europa potrebbero non voler sostenere la spinta di Bruxelles per un “piano B” di più stretta unione politica, di una armata europea, e di unione delle politiche estere, di sicurezza e confini, una volta che l’Inghilterra abbia lasciato.

Nemmeno la retorica di Germania, Francia e Italia é realistica. Il fallimento dell’eurozona nel sostenere l’unione monetaria con una mal congeniata unione fiscale durante sei interi anni di crisi del debito della comunità europea non ha niente a che vedere con l’Inghilterra che ha con entusiasmo incoraggiato questo movimento. È principalmente dovuto al veto tedesco e olandese.

Charles Grant del Centro Europeo per le Riforme ha dichiarato che “Ci sarà senza dubbio una dichiarazione congiunta Franco-Tedesca il giorno dopo il Brexit, ma la verità è che la differenza tra Francia e Germania sulla continuazione dell’eurozona non è mai stata tanto grande”.

Afferma: “L’Olanda dice che non vorranno ancora un altro Trattato Europeo perchè necessiterebbe un referendum che sanno di perdere. La Francia non vuole neanche una modifica al trattato”.

Grand dice che le parole ruvide di Tusk erano dirette alla Commissione Europea. “Loro sono gente che proprio non ci arrivano e proprio loro possono essere tentati di sfruttare il Brexit per un giro di vite”.

L’imminente minaccia del Brexit adesso sta dominando ogni raduno di leader politici europei, spezzettando l’UE lungo ogni linea di frattura.

La reazione iniziale in molte capitali europee era che questo divorzio sarebbe economicamente folle per l’Inghilterra mentre il resto dell’unione continuerebbe a marciare serenamente. Ma, come il 23 giugno appare spaventosamente prossimo, ha dato il via ad una crescente apprensione che tutto il progetto dell’UE sia a rischio.

Il presidente francese François Hollande ha giá tenuto uno speciale meeting del suo stretto entourage per analizzare nel dettaglio una risposta al Brexit, concludendo che l’intero edificio della diplomazia europea post-bellica sia a rischio di collasso.

Pervenche Beres, un leader francese al parlamento europeo, ha detto che lei fa il tifo per un voto a favore della permanenza, ma con profondi dubbi, temendo di ritrovarsi un trionfante David Cameron impettito sul palcoscenico europeo. Disse: “Un Regno Unito sarebbe ancora più odioso per Bruxelles dentro l’Europa che fuori”.

La tribune riporta che c’è un gruppo a Parigi che sta forzando una linea dura per punire l’Inghilterra. al punto di negare al Regno Unito un pacchetto di accordi con la Comunità Europea simile a quello che ha la Norvegia, sta optando per questa linea in modo da assicurare un fallimento del Brexit tanto spettacolare che nessun altro paese osi seguirlo.

Ma questo inclinerebbe l’eurozona stessa in basso verso uno sprofondamento economico in un’epoca in cui la deflazione, una grave disoccupazione e molti paesi nella spirale del debito. Il Ministro delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan ha promesso che il suo paese non adotterà un “atteggiamento punitivo”.

È difficile dire cosa resterà del fascino della morale europea se agirà con un tale impulso tenendo le nazioni chiuse tra timore e paura. Persone a mente più fredda a Parigi e in altre capitali europee stanno già avvisando che un riflesso di questo tipo aizzerebbe il fanatismo e peggiorerebbe il danno.

Lontano dall’attenuare il supporto per il Front National di Marine Le Pen o per il Partito della Libertà di Geert Wilder in Olanda, potrebbe infiammare una rivolta euroscettica.

La Germania vuole un approccio bilanciato che bacchetti le nocche all’Inghilterra quel tanto che basti da far male, ma non così forte da rovinare le relazioni strategiche o danneggiare il lucrativo mercato delle auto tedesche. “Il processo di divorzio non deve essere troppo facile o piacevole, altrimenti qualcun altro potrebbe esserne tentato”. dice Grant.

Come la Germania intenda riconciliare questo conflitto è oggettivamente un mistero.

Ambrose Evans Prichard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/business/2016/05/31/tusk-blames-utopian-eu-elites-for-eurosceptic-revolt-and-brexit/

31.05.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da PAOLOG

Pubblicato da Davide

  • lanzo

    Si parla tanto di "Brexit"  ma sono cagate, SOLO il governo in carica potrebbe decidere di uscire e Cameron e’ un servo della troika, passo e chiudo.