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DAL PD AI NUOVI NAZISTI: LA COSCIENZA TRAMORTITA DELL'IMPERO

DI PIOTR

megachip.globalist.it

Cosa ha spinto esponenti PD ad appoggiare combattenti nazisti e tagliagole jihadisti? La metabolizzazione della sinistra nel corpo di un Impero pronto alla guerra.

Quando l’ho visto sono rimasto scioccato. È un’esperienza dura vedere questo brevissimo documento filmato di Pandora TV. Ma è un’esperienza necessaria. Oso dire che è obbligatorio guardarlo. Perché ciò che lì accade ci è vicino nello spazio e purtroppo non ci sarà lontano nel tempo. Si tratta del massacro di Odessa.
Invito a non essere bambini e a guardarlo: QUI

L’avete visto? Bene. Una volta avremmo detto “E’ una strage nazista“. Esatto! Anche adesso è così. Solo che non lo si può dire. Invece noi che siamo politicamente scorretti lo diciamo e lo motiviamo in modo semplice: sono ben tre i dicasteri di Kiev in mano a esponenti di Svoboda (Pubblica Istruzione, Ecologia e Risorse Naturali, Politiche agricole e alimentari). Inoltre è di Svoboda il vicepremierato e il Consiglio Nazionale Sicurezza e Difesa (che comprende Difesa e Forze Armate – il vicesegretario è sempre un nazista, ma di altra parrocchia). Il ministero della Gioventù e dello Sport è invece in mano all’Assemblea Nazionale Ucraina – Autodifesa del Popolo Ucraino (UNA-UNSO) così come la commissione anticorruzione nazionale.

Svoboda è il partito dei neonazisti galiziani, il suo simbolo sono le dita della mano che formano un tridente (il tridente è lo stemma dell’Ucraina), ma tra i suoi militanti è anche diffusa la svastica e sue varianti come il Wolfsangel, che vedete qui sotto, simbolo del nucleo originario di Svoboda, il Partito Social-Nazionale di Ucraina, usato anche dagli aderenti di Settore Destro.
Il Wolfsangel in parata e, a destra, in azione durante il golpe di Kiev. Bella gente.
Wolfsangel
Questo partito ha un libello ideologico intitolato “Nazionalsocialismo” ispirato al capo delle Camice Brune, Ernst Röhm e a Joseph Goebbels. Il loro slogan è “Liberiamoci dal giogo ebraico-moscovita”. Coerentemente, definiscono l’attrice ucraina Mila Kunis una “scrofa” perché di madre ebrea e padre russo. UNA-UNSO è un’organizzazione paramilitare di estrema destra addestrata in basi NATO in Polonia fin dai tempi della guerra in Bosnia. È forse più un reparto militare della NATO che un partito politico. Questa formazione fa parte della federazione Settore Destro.
E adesso vediamo cosa succede a casa nostra.
Una cosa sulle prime sconcertante, anche se a un secondo scrutinio si rivela essere un necessario e coerente esito di una politica precisa. Ad ogni modo ho cercato conferme nella pubblicistica. E, come vedrete, le ho trovate senza fatica. E nessuna di provenienza “antimperialista”.

Il PD lo scorso 14 settembre ha organizzato a Buscate, in provincia di Milano, la prima “Festa dell’Unità ucraina“, con la collaborazione dell’Associazione Maidan, il patrocinio del Console ucraino a Milano, Andriy Kartysh, e il supporto del Sindaco di Buscate, Maria Teresa Pisoni. Sul palco si sono succeduti Matteo Cazzulani, Responsabile per i rapporti del PD metropolitano milanese con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo, la giornalista Anna Zafesova, il saggista Massimiliano Di Pasquale, il “reduce del Maidan” Mauro Voerzio e il Presidente dell’Associazione Maidan. Fabio Prevedello.

Benissimo. Ma chi è Mauro Voerzio? Ufficialmente “tour operator” si dedica a facilitare e coordinare l’invio di italiani a combattere nelle fila dei battaglioni ucraini di volontari nazisti. Questi battaglioni sono i maggiori responsabili dei massacri di civili e delle esecuzioni a sangue freddo dei prigionieri (qui e qui). E hanno sulla coscienza Odessa.
Mauro Voerzio, questo illustre ospite alla kermesse del PD a Buscate (una vera e propria “prima assoluta nazionale”), contemporaneamente ne organizzava una tutta sua a Milano col nobile fine di raccogliere fondi per la Guardia Nazionale dell’Ucraina, tramite l’Associazione Europea Italia-Ucraina Maidan. Tale Guardia Nazionale ha tra i suoi reparti il famigerato “Battaglione Azov“, nato col patrocinio del deputato nazista (e in aggiunta indagato per pedofilia) Oleg Ljashko e sponsorizzato dall’oligarca ucraino-cipriota-israeliano Igor Kolomojskij (il politico e giornalista russo-israeliano, Avigdor Eskin ha dichiarato: “Sarebbe giusto che la comunità ebraica lo facesse decadere da ogni carica e lo espellesse da tutte le sue organizzazioni … È intollerabile che un nostro correligionario dia soldi a persone che indossano la svastica nazista.“).
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E chi ha co-fondato con Voerzio questa benemerita associazione? Tirate a indovinare. Ma sì, proprio Fabio Prevedello l’altro illustre ospite della “Festa dell’Unità ucraina” targata politicamente PD.
Così è. Un semplice dato di fatto. Ma visto che l’attività degli illustri ospiti non era un mistero (li hanno scelti non a caso), vale la proprietà transitiva. E quindi questi semplici dati di fatto costituiscono una catena che con solo tre gradi di separazione ci porta dal PD metropolitano milanese ai battaglioni nazisti in Ucraina.
Ma c’è un ancor più inquietante prolungamento, o diramazione. State un po’ a sentire.
Se Prevedello e Voerzio erano gli illustri ospiti del PD a Buscate, chi era invece l’illustre ospite della parallela kermesse milanese della loro associazione? Be’, qui siamo all’apoteosi. Era Francesco Saverio Fontana, alias François Fontaine, alias Stan.
Ecco alcune sue significative dichiarazioni:

1. “Da giovane militavo in Avanguardia Nazionale [era infatti amico di Delle Chiaie]. Sognavo un giorno di prendere parte a una vera rivoluzione patriottica. Questa è la mia ultima opportunità per farlo: come potevo lasciarmela sfuggire?“. 2. “Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere“. 3. “Ero a Odessa il giorno del rogo”.

Eccolo qui sotto alla kermesse degli ospiti del PD milanese (è quello col Wolfsangel al braccio). Mettendo insieme le sue dichiarazioni, la domanda che viene spontanea è: l’ultima affermazione è un dato di fatto o è orgoglio mal celato?
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Finiamo alla grande con il piddino Matteo Cazzulani. Questo individuo ha un pallino per l’Ucraina. Fece parte, assieme all’eurodeputato piddino Gianni Pittella, di una missione europea a Kiev alla vigilia del golpe. Tornò con le idee molto chiare: occorre strappare a tutti i costi l’Ucraina dalla sfera d’influenza russa.
La verità è che Viktor Janukovyč era già abbondantemente filoccidentale e l’Ucraina era già abbondantemente nel campo economico europeo. Aveva però pensato che rimanere in una posizione di cuscinetto in termini geopolitici, e parzialmente in termini economici, sarebbe stato vantaggioso per lui e per l’Ucraina. Mai conti furono più sbagliati! Non aveva capito che l’epoca della globalizzazione stava velocemente concludendosi per aprire quella dei blocchi contrapposti, sia economicamente sia geopoliticamente.
Cioè quel tipo di fase che portò alla Seconda Guerra Mondiale.
Quindi è del tutto falso che Janukovyč fosse filo-russo. È invece del tutto vero che il golpe di Kiev serviva a perfezionare la separazione dell’Europa dall’Est, iniziata con le guerre dei Balcani e proseguita con le “primavere arabe”, e nel contempo alzare un vallo militare [1].
Dalle sue dichiarazioni, Cazzulani sembra un esecutore ligio di questa strategia, che ovviamente non ha nulla a che vedere con gli interessi italiani ed europei.
È quasi inutile sottolineare che la coppia Cazzulani-Pittella è stata grande sostenitrice “umanitaria” di Yulia Tymoshenko, l’oligarca così democratica che subito dopo il golpe nazista che l’ha rimessa in sella ha dichiarato che i Russi in Ucraina dovevano essere sterminati con le armi nucleari (nella pagina linkata c’è anche un video dove, pensando di non essere registrata, la Tymoshenko suggerisce di attaccare i veterani russi della guerra antinazista). Questa è la criminale il cui ritratto campeggiava a Roma in piazza del Campidoglio come vittima della repressione e su cui tutti eravamo invitati a piangere e a indignarci.
Come si vede non è assolutamente un caso che il Cazzulani e i patron di neonazisti Voerzio e Prevedello si siano trovati assieme sul palco di Buscate, benedetti dal PD milanese. Dio li fa e poi il PD li accoppia.
In questo caso la volontà dei soggetti è chiarissima. Posso invece lasciare il beneficio dell’ignoranza riguardo un altro vergognoso palco dove il PD si accoppiò ai più alti livelli (Bersani, all’epoca segretario) con un estremista anti-Assad, reo, in senso tecnico, di crimini di guerra (uccisione di prigionieri – storia rivelata dal New York Times).
Cosa è successo è stato già raccontato e quindi non lo ripeto. Resta il fatto che anche se concediamo il beneficio dell’ignoranza, il PD non ha mai fatto atto di costrizione né chiesto scusa, quanto meno ai famigliari dei soldati siriani uccisi dall’ospite dell’allora suo segretario.
Dovrebbe essere molto interessante per la magistratura italiana valutare in punta di diritto (internazionale e interno) se chi fa strage fra i siriani e gli ucraini debba o non debba essere arrestato una volta rientrato in Italia. Ma così finora non è stato. Quanto durerà lo scudo di omertà e alte protezioni che salvaguarda la soldataglia di ventura del XXI secolo?.
A questo punto è necessario chiedere a tutta la sinistra cosa non ha funzionato nel proprio apparato critico per arrivare a una situazione in cui gli stessi che parlano (totalmente a vanvera) di “antifascismo”, che vanno in piazza (sempre più stancamente) il 25 aprile a celebrare la liberazione dal giogo nazifascista, poi sostengono forze criminali vomitevoli, dichiaratamente e orgogliosamente naziste, al punto che qualcuno di loro a livello governativo, come il ministro Roberta Pinotti (ex PCI-PDS-DS e ora PD), in maggio era pronto a inviare i nostri soldati a combattere a fianco di battaglioni con la svastica proprio contro chi storicamente sconfisse il nazismo.
Da un certo punto di vista non è altro che il ripetersi della Storia, un ritorno alle origini: la sinistra può servire coscientemente interessi reazionari. Lo ha sempre fatto, come è dimostrato dall’uccisione della comunista Rosa Luxemburg da parte del più grande partito di sinistra europeo di allora, il Partito Socialdemocratico Tedesco. È triste, ci siamo illusi, ma non possiamo dire che sia una sorpresa.
Per intenderci, d’ora in avanti mi riferirò alla sinistra col termine “progressisti” e al comunismo con quella di “movimento per l’emancipazione“. Due cose distinte.
Oltre alla macro-giustificazione storica, occorre cercare di capire i micro-processi, quelli in cui siamo coinvolti tutti noi. Ed è qui che la distinzione precedente entra in gioco.
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Ripensiamo alla povera donna incinta trucidata a Odessa da questi ratti schifosi, a quella ragazza violentata e poi bruciata e a queste due vittime, una giovanissima madre con la figlioletta, morte sotto i bombardamenti governativi a Gorlovka, Ucraina orientale.
La pubblicazione di queste foto su un blog italiano ha richiamato commenti come i seguenti: «Ecco, ora non potrete più sbandierare il tricolore russo», «Due filo russe di meno».
So che vi chiedo uno sforzo, ma concentratevi per qualche secondo su queste tre situazioni, provate a ricostruire come è andata, le grida, il terrore, il dolore, la morte.
Coraggio!
L’avete fatto?
Bene. Ecco allora uno spunto di riflessione che sembra di primo acchito stravagante ma invece è molto pertinente: queste nefandezze sono le prodezze degli amici delle Femen.
Non è un’accusa generica o una metafora, è un dato di fatto documentato.
Come altro si può interpretare il simbolo del partito nazista Svoboda fatto da una delle fondatrici e militanti carismatiche delle Femen, Sasha Shevchenko, accanto sorridente a Edouard Iholnikov, capo del settore giovanile di Svoboda a Kiev?
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Perché tiro in ballo le Femen? Perché rappresentano in un certo senso la sintesi di varie tecnologie usate dall’Impero per lo sterminio di ogni neurone critico.
Qui infatti entrano in gioco – nominalmente – la corporeità, la femminilità, i diritti di genere, l’uguaglianza, la contro-morale anti-borghese, il diritto al dissenso, la lotta per la democrazia, insomma tutti temi che per la sinistra hanno un valore costituente (almeno a parole).
Così, quello delle Femen, al pari di altri fenomeni come le Pussy Riot, diventa un vero e proprio “case study” per capire come l’ideologia imperiale abbia lavorato nelle nostre coscienze, l’abilità con cui ha usato i nostri simboli, la nostra grammatica, i nostri sogni, i nostri programmi per inocularci la sua immagine di mondo e farci deragliare. Una capacità mefistofelica.
Non è forse geniale questo Impero che massacra e mette in galera i suoi Occupy Wall Street e poi sponsorizza un movimento di protesta a Hong Kong e lo chiama “Occupy central“?
È sfrontato, ma geniale.
Ecco di nuovo i nostri simboli, la nostra grammatica, i nostri programmi al lavoro, ma in senso imperiale, non emancipatorio. Un senso, cioè, che al più può essere considerato “progressista”.
Ma nemmeno questa è una novità. Abbiamo il Vaticano giusto dall’altra parte del Tevere, un’istituzione la cui storia è la testimonianza che anche le parole di un Salvatore nato in una stalla, nemico dei potenti, che ordina di non uccidere, possono essere messe al servizio di voraci, di potenti e di assassini.
Così come l’imperatore Costantino ha rivoltato l’alterità cristiana, il suo essere anti-Storia, in uno strumento di egemonia e di costruzione della Storia, l’Impero attuale ha fatto la stessa cosa con l’alterità comunista degradatasi a pseudo-alterità di sinistra (e questo degrado è un lato sia soggettivo sia di classe del processo che dobbiamo analizzare).
Possiamo appioppare un termine a questo meccanismo: “Metabolizzazione costantiniana“.
Occorre poi capire con quali mezzi è avvenuta questa metabolizzazione (uso il passato perché è un processo già molto avanti, quasi concluso), come ha agito nelle nostre esistenze, nei nostri convincimenti, nelle grammatiche della nostra vita.
Non è solo una questione rigidamente razionale di cause-effetti. È, di pari grado, una questione di coscienza.
E non è nascondendo la testa sotto la sabbia che si evita di fare i conti con la propria coscienza. Alla fine saremo costretti a cercare di capire se una coscienza ce l’abbiamo oppure no.
Siamo infatti di fronte a un punto di non ritorno, un punto in cui la domanda sarà secca: “Ce l’ho o non ce l’ho una coscienza?”
Dobbiamo capire perché dopo Odessa nessuno di noi ha sentito il bisogno di andare in piazza a urlare il proprio sdegno. A dire: “Basta! Mai coi nazisti! Non vogliamo un governo nazista in Europa! Basta coi loro alleati in Italia, maestri di cinismo e nemici della Costituzione!”.
Perché non lo abbiamo fatto? Perché ancora non sentiamo il bisogno di farlo? Non lo sapevamo? Ce lo hanno tenuto nascosto? Be’, adesso lo sappiamo! Eccome se lo sappiamo!
Vogliamo ancora distogliere lo sguardo, far finta di non vedere perché ci spaventa troppo riconoscere che seguivamo il nostro avversario? Ma non ci aveva già avvertito Bertold Brecht: «Quando è l’ora di marciare molti non sanno che il nemico marcia alla loro testa»?
Poteva capitare, lo abbiamo sempre saputo.
E ora che quel brutto momento è arrivato per davvero che facciamo? Gli scongiuri? Vogliamo illuderci che sia uno sbaglio passeggero? La vogliamo buttare nella pattumiera questa deleteria categoria di “sbaglio”? Una politica cosciente e prolungata, anzi, preparata, non è uno “sbaglio”, così come Odessa non è un “eccesso”, ma un programma.
Badate, ad esempio, che da Wikileaks si evince benissimo che il nostro ministro degli Esteri da anni collabora alla politica estera della Nato, benché debba dire che Federica Mogherini non sia assolutamente la peggiore di tutti e, anzi, posso ancora sperare in un suo soprassalto di dignità democratica (suvvia, Federica!). Comunque è persino infantile scandalizzarsi: con che altri criteri si dovrebbe nominare il ministro degli Esteri di un Paese appiattito sulla Nato, che dalla Nato accetta ogni sfregio alla sua Costituzione nata dalla Resistenza? La più bella del mondo, dicevamo, te lo ricordi Federica Mogherini? Ma era un’altra epoca geologica.

Vogliamo continuare a fare i bambini che chiudono gli occhi pensando di non essere visti, pensando cioè che il mondo rimane fuori?
Non c’è nulla di più penoso che vedere un adulto che si comporta da bambino di fronte a una situazione tragica, dove ci sono centinaia di migliaia di persone che chiedono un aiuto, il nostro aiuto. Sono quasi tutti donne, bambini e vecchi. Massacrati.
Tra loro, tra poco, ci potranno essere le nostre donne, i nostri bambini e i nostri vecchi. Non crediate di cavarvela mettendo la testa sotto la sabbia per non prendere decisioni. Ci saranno anche loro nella conta e prima di quanto si pensi o si speri.
Si è ormai messa a punto l’Eurogendfor, la gendarmeria europea che sarà al di sopra di ogni legalità e di ogni diritto nazionale. Per ora si prevede il suo utilizzo in “aree di crisi” (prego, spiegare i confini delle “aree di crisi”).
Non conoscevate questa istituzione? Non sapete allora nemmeno delle raccomandazioni del Parlamento Europeo in base alle quali in Valsusa vengono inviati reparti degli Alpini reduci dall’Afghanistan e i ragazzi No-Tav sono trattati come terroristi (e ad aprire la via fu il giudice Caselli, una punta di diamante dello schieramento progressista – riprova che progresso ed emancipazione possono entrare in rotta di collisione).
Perché in Italia siamo solerti ad eseguire le più sconce direttive della UE. Anzi, spesso le anticipiamo e persino le peggioriamo, come il pareggio in bilancio nella Costituzione, non solo non richiesto obbligatoriamente dal Patto di Stabilità, ma persino decretato prima dell’approvazione del patto stesso!
Attenzione dunque, perché tra non molto il G8 di Genova sarà ricordato come Disneyland.
Accanto alle vecchie e nuove forze di repressione agiranno verosimilmente squadracce di picchiatori. Se nazisti italiani possono andare a uccidere in Ucraina, perché nazisti ucraini non possono colpire scomodi bersagli in Italia? Stesso discorso per gli jihadisti. Il “timore” dei governi occidentali per il loro rientro può rivelarsi essere in realtà una minaccia a chi ha orecchie per intendere. Le intimidazioni in Italia contro chi denuncia le loro nefandezze in Medioriente e Ucraina sono iniziate da tempo e questa doppia arma imperiale nazi-fondamentalista ha grandi potenzialità. Difficilmente l’Impero la sprecherà – a meno che il suo uso diventi troppo controproducente e generi delle reazioni non previste – perché siamo a un punto talmente concitato della crisi che l’Impero non fa più nemmeno in tempo a costruire menzogne ben confezionate. Gliene è saltata una dopo l’altra a un ritmo crescente: le armi di distruzione di massa di Saddam, i bombardamenti di Gheddafi, le armi chimiche di Assad, l’indipendenza dell’ISIS, e via mentendo, nonostante la loro immensa potenza di fuoco propagandistica e ideologica.
Ciò che inquieta e preoccupa è che all’Impero sembra che nemmeno gli importi più di essere sbugiardato. Siamo al punto che lo sbugiardamento viene anticipato con una rivendicazione, come quando la televisione di proprietà della Casa Saudita dichiara che l’ISIS è di fatto un reparto militare operativo saudita comandato da un membro della Casa.
Sembra quindi che oggi metabolizzare le nostre menti non interessi più di tanto all’Impero. Perché? Non credo che si possa gioirne più di tanto, paradossalmente, perché è un altro segnale dello show-down.
Si dà ormai per scontato che la macchina propagandistica della Terza Guerra Mondiale faccia acqua, molta acqua. Non possono farci nulla, almeno per tre motivi. Il primo, purtroppo, è che sanno che le prossime mosse saranno tali da non avere alcuna possibilità di essere giustificate, se non come pura volontà di potenza. In secondo luogo, hanno troppi fronti aperti, devono preparare troppe provocazioni e quindi ormai si fa un tanto al chilo, come viene viene. Infine hanno contro la macchina informativa di sei settimi dell’umanità, che delle loro fandonie non ne possono più. Quindi danno per scontato che troppe coscienze si risveglieranno. Coscienze morse a sangue dalla crisi. E quindi, ecco le contromisure. E per quanto questa UE ci stia antipatica, dobbiamo ammettere che l’Europa non arrivava a questo punto se non sapeva che si sta per giungere a uno scontro durissimo nazionale e internazionale.
Ma tutto ciò si può evitare. Non è facile, non è immediato, la frenata prima del baratro può essere a singhiozzo, anzi sicuramente lo sarà, con scossoni, urti, sballottamenti. Tuttavia possiamo frenare questa locomotiva impazzita prima che ci trascini tutti nel burrone. Innanzitutto siamo moltissimi di più dei pazzi alla sua guida.
Basta rendersene conto ed evitare di bloccare tutto con distinguo dogmatici e suddivisioni ridicole.
In secondo luogo le loro tecniche di persuasione hanno iniziato la fase dei rendimenti decrescenti e ne hanno paura. E credo, infine, che anche molti ai piani alti inizino ad essere spaventati dalla macchina mostruosa che hanno messo in moto.
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Piotr
16.10.2014

NOTA:

[1]. In un’epoca di caos sistemico, il risultato di decisioni e azioni anche di ampio respiro hanno effetti che possono essere valutati solo di volta in volta, perché anche le grandi linee strategiche, utili per una prima lettura, non hanno nulla di veramente definito e definitivo. Non di rado ciò è stato descritto come mancanza di una “grand strategy“. Inoltre un’azione e una decisione non hanno un unico scopo e, ovviamente, possono avere effetti contraddittori. Nello specifico, le guerre dei Balcani inizialmente avevano uno scopo di penetrazione nel continente eurasiatico, perché la situazione di allora poteva far ritenere praticabile quell’obiettivo strategico. Le successive “primavere arabe” riflettevano più una strategia di accerchiamento dei grandi competitor internazionali degli USA. Infine la crisi ucraina sembra a tutti gli effetti l’applicazione di una nuova strategia, alternativa a quella di penetrazione, per ora accantonata, ovvero una strategia di contrapposizione di un potente blocco occidentale contro il blocco orientale e le sue diramazioni latino-americane. Ogni revisione della strategia precedente solitamente lascia dietro di sé detriti caotici dovuti al rapido mutare degli originali obiettivi di precedenti azioni.

Pubblicato da Davide

  • oriundo2006

    Parliamoci chiaramente: sulle pagine di Fb come ‘difendi la Novorossia’ e simili è detto in chiaro che anche dalla parte opposta NESSUNO fa prigionieri, se non per scambiarli con propri camerati/compagni: come in tutte le guerre, del resto. Un milione e ottocentomila prigionieri tedeschi furono eliminati nei campi di concentramento alleati DOPO la guerra e nessuno ha mai mosso un dito per ricordarlo: vae victis come sempre. Dunque non è da questa parte che si deve guardare ma a chi realmente tira le fila della guerra che si sta preparando e che – anche qui come nel passato – sponsorizza abbondantemente entrambi i campi avversi essendone l’aizzatore occulto e nel contempo volendosi al di sopra delle contese dei ‘goy’. Da un lato abbiamo la Sign.ra Nudelmann ( in arte Nudel/Kagan ) festante insieme a Pravy Sector, Svoboda e altri ‘banderiani’ ( senza dimenticare cattolici uniati ed altri revanchisti filopolacchi sponsorizzati dal Vaticano ), dall’altro abbiamo una sponsorizzazione ‘indiretta’ fatta da Putin in persona allorquando ha affermato di fronte a membri del rabbinato russo E ANCHE israeliano l’indissolubile unione fra russi ed ebrei come cementata durante la Grande Guerra Patriottica (http://www.kolot.it/2014/03/23/il-rabbino-e-l-amico-dittatore/; http://radiospada.org/2014/04/rabbino-capo-di-russia-plaude-a-putin-e-critica-lucraina/; http://www.chabad.it/Articolo.asp?id=395; ) In precedenza vi era stata una presa di posizione alquanto dura di del rabbinato ucraino (http://www.associazionelatorre.com/2014/03/il-jaccuse-ebraico-a-putin/ ) forse in relazione alle critiche mosse CONTRO l’apporto ebraico alla Rivoluzione d’Ottobre (http://www.associazionelatorre.com/2014/02/putin-al-museo-ebraico-di-mosca-il-primo-governo-sovietico-era-perlopiu-composto-da-ebrei- guidati-da-false-ideologie/ : ma cosa dire allora dei commissari politici dell’Armata Rossa incaricati dei pogrom nei Paesi Baltici e nella Prussia Orientale, tre quarti dei quali erano ebrei ? ). Insomma, è inutile menarla con questi nazisti ucraini come se fosse la cartina di tornasole dell’ ‘umanesimo’ delle proprie posizioni politiche, in quanto sono l’emanazione diretta dei sionisti, di una parte dei sionisti, almeno, i quali creano i golem per poi distruggerli quando hanno esaurito il loro compito, sionisti peraltro ‘corteggiati’ da tutti (http://www.quieuropa.it/putin-burattino-del-nuovo-ordine-mondiale-la-caduta-di-un-mito-di-cartone-seconda-parte/;http://www.quieuropa.it/putin-burattino-del-nuovo-ordine-mondiale-la-caduta-di-un-mito-di-cartone/ ). Che il PD si sia avvicinato anch’esso all’idra multiforme è chiaro da tempo, avendo seguito il ‘gran Maestro’ Berlusconi ( Magaldi docet ) su questa china, irta ma foriera di endorsement politici importanti e di importanti benefici anche personali. Morale: appoggiamo la Novorossia che ha ragione in nome di un principio ‘territoriale’ che è fondativo dell’esistenza stessa dei popoli e dunque pre-politico, senza sempre guardare al passato perchè il presente è già abbastanza complicato e orribile. E sopratutto appoggiamo un discorso di pace in Europa perchè va a finire male. Nazisti o non nazisti, comunisti o non comunisti, sionisti o meno: rischiamo di fare tutti la stessa fine.

  • Eshin

    Agghiacciante! Ottimo articolo. Non vedo le foto.

  • bstrnt

    Non credo sia molto
    premiante cercare nelle pieghe del passato (uniati, nazisti-banderisti,
    eccetera) spiegazioni per l’attuale situazione, anche se possono essere
    abbastanza significative.

    Gli Stati Uniti ora si trovano a dover
    arginare l’emergenza di un altro competitor con una popolazione di oltre 4
    volte a lui e superiore anche a quella del così detto occidente.

    La Cina, per quanto in maniera piuttosto
    defilata, è continuata a crescere fino a mettere in crisi la supremazia
    economica USA, non ancora quella militare.

    Gli USA, questo, non possono né vogliono
    tollerarlo; esiste però un terzo incomodo: la Russia, economicamente più
    debole, ma seriamente temibile in campo militare e con risorse in grado di
    soddisfare la sua popolazione per centinaia di anni.

    Chi USA, da quando sono nati, non hanno
    mai cambiato politica: “le risorse tue devono diventare mie e senza discussione”;
    l’abbiamo visto nei 500 trattati mai onorati con i nativi d’America e via via
    fino ai giorni nostri.

    Dopo aver colonizzato l’Europa, che
    possiede però pochissime risorse, le loro bramosie si sino rivolte verso il
    Medio Oriente e sono sotto gli occhi di tutti i risultati.

    L’accelerazione a sottomettere ancora di
    più l’Europa e destabilizzare a piacimento il Medio Oriente, l’anno avuta col
    collasso dell’Unione Sovietica.

    Da questo collasso, dopo una infausta
    parentesi di governanti corrotti e incapaci, si è ripresa la Russia, con
    insospettabile velocità, che mantenendo inalterato il suo deterrente nucleare, vanta
    una estensione circa doppia di quella degli USA, risorse decisamente maggiori,
    ma una popolazione inferiore alla metà.

    Ora siamo giunti a manovre concorrenti e
    affannate di destabilizzazione di Medio Oriente, Russia e Cina, con l’ovvio
    risultato di rinsaldare la cooperazione tra queste due potenze, e coinvolgendo
    pure una potenza come l’India di peso non indifferente.

    Questa brillante politica dei mentecatti “padroni
    del mondo” non ha avuto altro risultato che coalizzare oltre metà della
    popolazione mondiale, considerando che stanno aggiungendosi le regioni del Sud
    America, che poi è quella con le economie emergenti, contro il così detto
    Occidente, quello con le economie in recessione.

    Qualcuno può ragionevolmente pensare che l’Occidente
    non verrà a sua volta colonizzato?

    Si spera in maniera meno demenziale!

  • AlbertoConti

    Questo importante contributo dell’amico Piotr solleva un vecchio problema di
    fondo, mai risolto soprattutto tra i più giovani, i più inesperti, i più
    condizionati da semplificazioni ideologiche che arrivano al paradosso del
    contatto interpretativo tra opposti estremismi (vecchia, vecchissima
    storia).
    E’ vero o non è vero che dopo 70 anni di antifascismo queste
    polemiche sono ancora intrise di retorica ideologica "in totale assenza di
    fascismo"?

    La mia sensazione è che sia vero in larga parte della realtà
    movimentista e politica, soprattutto delle vecchie sinistre metamorfosizzate, ma
    è pur vero che i fatti esposti da Piotr, la nostra cronaca e storia in diretta,
    mostrano un avvitamento altrettanto inquietante in direzione opposta. Siamo cioè
    in copresenza di distorsioni ideologiche di vecchio stampo, esacerbate dalle
    circostanze, con ritorni espliciti a quei fantasmi del passato, altrettanto
    distorsivi e artatamente gonfiati da interessi terzi.

    Se una mente aperta
    e brillante come quella di Piotr avverte la necessità di denunciare questo
    avvitamento in vecchie logiche neonaziste significa che il problema non è
    più solo ideologico, si sta materializzando nelle sue forme più orrende, e quel
    che è peggio inquietanti per le consewguenze su vasta scala, evidentemente ben
    peggiori qualora si verificassero di quelle storicamente sperimentate.

    In
    conclusione c’è solo da sperare che si rompa il muro di censure e omertà che
    deformano la percezione di massa degli eventi, per poterne uscire bene con la
    forza di masse che si sforzano di emanciparsi dall’oscurantismo mediatico nel
    quale sono violentemente ricacciate nella prassi quotidiana mediatica.

  • Gracco
    "appoggiamo la Novorossia che ha ragione in nome di un principio ‘territoriale’ che è fondativo dell’esistenza stessa dei popoli e dunque pre-politico"

    Già, come se si trattasse di proteggere l’orso panda o la foca monaca…
    In Ucraina e in Novorussia è in gioco tutto: storia,politica, ideologia, strategia, interessi economici, questioni etniche… non ci si schiera in base a "principi prepolitici"!
    Il passato incombe in Ucraina, anzi riemerge come un incubo funesto e anche noi potremmo presto risvegliarci con un incubo equivalente, perché per resuscitare il nazismo oggi bastano i soldi.
    Sono contro il sionismo ma non accetto che si ribalti la Storia cercando di gettare fango sul bolscevismo tramite il sionismo: è un’operazione mediatica miserevole e ridicola.

  • sickboy

    Articolo ottimo da un lato, deprimente dall’altro, nel senso che pieno dei luoghi comuni che i compagni si ripetono da anni (magari questa è la causa del degrado, caro Piotr, un’ideologia, una gabbia mentale): la costituzione nata dalla resistenza..addirittura in bold…ma mi faccia il piacere mi faccia! Facile fare la resistenza DOPO che sono sbarcati gli alleati (suvvia Piotr!)…si parla della Mogherini e gli si chiede un "sussulto di dignità democratica"…ma Cristo, avevi appena preso la strada giusta, quella dell’etica, della coscienza…e poi mi usi un termine semi orwelliano quale dignità democratica?? Per non parlare poi della supercazzola sull’alterità del comunismo…

    Ed è un vero peccato perché l’articolo è davvero eccellente sotto tantissimi aspetti.
  • Georgios

    Perfetto.

    E le riflessioni finali (dalle Femen in poi) egregie.

  • makkia

    "Facile fare la resistenza DOPO che sono sbarcati gli alleati"

    Le vittime alleate dell’intera campagna d’Italia assommano a circa 70.000.
    Le vittime partigiane nella guerra di liberazione assommano a circa 70.000.
    Per raffronto, la disastrosa campagna di Russia costò all’Italia 90.000 morti.

    Azzarderei che il tuo concetto di "facile" sia… facilone.

    E quanto al fatto di chi sia preda dei luoghi comuni: la retorica che "la resistenza non è stata poi ‘sto gran ché" appartiene al ventennio berlusconiano. Un periodo che con la storia ha… difficoltà di relazione ("Mussolini i dissidenti li mandava in vacanza")

  • Tao

    Non si vedevano solo alcune foto . Adesso l’articolo è a posto. Grazie per la segnalazione

  • Ercole

    Guerra di liberazione da che cosa ? Che senso ha avuto  essere antifascista se non si è contemporaneamente anticapitalista poveri partigiani in buona fede ,quanto sangue regalato al nemico di classe per pontificare la  DEMOCRAZIA  (borghese ) ma fammi il piacere di una lettura seria della storia .

  • makkia

    Beh, almeno siamo d’accordo che è stata sanguinosa e che ha preparato la strada per il successivo tipo di gestione del potere.
    E’ già un bel pezzo avanti rispetto a chi dice che è stata una passeggiata e che non ha portato a niente.
    😉

    Quanto alle letture serie, leggiti "pontificare" sul dizionario. Scoprirai che non vuol dire "gettare un ponte".
    Vuol dire quello che fai tu: parlare col tono di un pontefice dall’alto del dogma dell’infallibilità.