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COME POSSIAMO METTERE IN RELAZIONE I SISTEMI MONETARI CON IL MONDO NATURALE?

DI JOSH RYAN COLLINS

resilience.org

Sicuramente il denaro non cresce sugli alberi, ma certamente cresce ad un ritmo molto più veloce, in special modo quando viene creato dalle banche come debito ad interesse. Nelle moderne economie, quasi tutto il denaro viene creato in questo modo (1). Per mantenere una provvista stabile di denaro, i debitori devono pagare sia il prestito iniziale che gli interessi sul prestito. Ciò significa che è necessaria una crescita economica in linea con l’interesse sul debito e in alternativa (o in aggiunta) inflazione; entrambi i fattori hanno giocato un ruolo considerevole nel secolo scorso.
Ma, per tornare al mondo reale, della natura, esistono dei limiti alla crescita: il limite ultimo è l’energia, necessaria a qualsiasi produzione. Gli esseri umani hanno bisogno di cibo per sopravvivere e riprodursi e la creazione di questo cibo necessita di energia che, in ultima analisi, deriva dal sole.

Uno dei motivi che hanno favorito la rapida crescita delle nostre economie negli ultimi duecento anni è stato l’aver scoperto una ricchissima fonte di energia solare concentrata sotto forma di combustibili fossili, accumulatisi in migliaia di anni nelle viscere della terra e sotto il fondo dei mari.

Siamo diventati sempre più efficienti nell’estrarre questi materiali dalla terra, mantenendo così l’illusione che il denaro con interesse dovuto alle banche corrisponda ad una legge naturale, sebbene non senza ripetute crisi finanziarie e cancellazioni di debito. È comunque sempre più chiaro (2) che la festa dell’energia a buon mercato sta finendo.

È oggi necessario creare un miglior meccanismo di feed-back tra il denaro, la nostra unità di conteggio universale, deposito di valore e mezzo di scambio, e la sorgente universale della vita.
Abbiamo pubblicato oggi un rapporto sulle valute in energia (3), il primo tentativo di rivedere le proposte esistenti e i progetti che collegano il denaro all’energia, o viceversa. Presentiamo una tipologia per aiutare a comprendere le differenti funzioni che queste valute in energia possono adempiere, sia in termini di ancoraggio del denaro al mondo naturale che di incoraggiamento a sviluppare attività economiche maggiormente sostenibili. Includiamo i casi di studio di una varietà di approcci al problema.

1) Sistemi di contabilità energetica, per esempio “La struttura Emergy” di Howard Odum (4). Questa struttura assegna un valore a tutti i beni in relazione all’energia solare (in emjoule) necessaria per crearli, piuttosto che al loro costo, che non ci dice nulla circa la loro sostenibilità. Se le valute nazionali fossero denominate in emjoule, i paesi con utilizzo pro-capite maggiormente efficiente (principalmente i paesi in via di sviluppo) vedrebbero le proprie economie divenire molto più competitive ed i propri debiti ridursi enormemente. (5)

2) Sistemi valutari energetici basati sul debito, come le Schede Kilowatt·ora (6) negli USA. Queste schede consentono alla gente di pre-acquistare energia su schede o telefoni, sapendo che il proprio potere di acquisto rimarrà stabile qualsiasi cosa accada al prezzo dell’energia.

3) Sistemi valutari energetici basati sul credito, in cui vengono emessi dei buoni in cambio del contante investito nella produzione di energie rinnovabili. I buoni possono essere utilizzati in futuro per acquistare energia rinnovabile da pannelli solari di nuova costruzione o da campi eolici. Tali approcci auto-finanziati (7) potrebbero superare quelli che spesso sono costi altrimenti proibitivi per progetti grandi e piccoli di energie rinnovabili.

Il rapporto include molti esempi di comunità locali che avviano piccoli progetti che traggono origine dalla frustrazione per la mancanza di progressi a livello nazionale. Ormai è ora che accademici, attivisti, governi e ONG collaborino per sviluppare ulteriormente e sviluppare in grande quegli schemi che abbiano riscosso maggior successo e forniscano i finanziamenti per collaudare la maggior parte dei concetti che, al momento, rimangono soltanto alla stadio di idee.

L’idea di mettere in relazione l’energia con il denaro non è nuova ma, forse, è giunto il momento di farlo.

Josh Ryan Collins

Fonte: www.resilience.org

Link: http://www.resilience.org/stories/2013-02-28/how-can-we-link-monetary-systems-to-the-natural-world

28/2/2013

Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di ARRIGO DE ANGELI

1) http://www.neweconomics.org/publications/where-does-money-come-from
2) http://www.neweconomics.org/publications/the-economics-of-oil-dependence-a-glass-ceiling-to-recovery
3) http://www.neweconomics.org/publications/energising-money
4) http://www.cep.ees.ufl.edu/emergy/index.shtml
5) http://teslaconference.om
6) http://www.kilowattcards.com/template/index.cfm
7) http://www.resilience.org/stories/2013-02-28/how-can-we-link-monetary-systems-to-the-natural-world

Pubblicato da Truman

  • arno

    Il denaro non cresce sugli alberi , ma nasce e cresce nei computer con emissioni di bit. E questa produzione di impulsi elettronici è un monopolio di criminali . Per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale , dare dignità ai popoli , istruzione e sanità non c’è bisogno di distruggere le risorse naturali , : meno sommergibili, meno cannoni , più pane, burro , storia e letteratura , medicina … meno finanza spazzatura e più economia reale , meno beni di lusso e droni …. Serve altro?

  • vic

    1) E’ noto che nel perverso sistema finanziario sono finiti moltissimi lavoratori tramite i fondi pensione.
    Un modo per svincolare i risparmi di una vita dalle bizze e dai ladrocini della finanza potrebbe essere quello di trovare un meccanismo per agganciare le pensioni all’energia, in fondo le casse pensioni sono piene zeppe di lavoro gia’ svolto, energia dunque.
    Avanti esperti dei settori implicati, tirate fuori delle proposte tecniche. Non alla Monti, please, please!

    2) Recentemente qui su CDC e’ riemerso il tema della moneta digitale.
    Ecco un altro compito da svolgere per i tecnici: come imbastire una moneta digitale che sia garantita non da una riserva aurea (dicono che sia fuori moda i cosiddetti esperti) ma da una riserva energetica.


    Ho lanciato due sassi nello stagno.
    Ora tocca a voi tecnici proporre soluzioni fattibili.

    Postatele pure sulla rete, che va di moda farlo.

    Lei, li’ in fondo seminascosto, dall’aria cosi’ tecnica e supercompetente, ci illustri pure la sua soluzione con un disegnino.
    Magari un fumetto con didascalie succinte. Van bene tutti gli inchiostri, di qualunque colore, usi pure tanti colori. Che non siano simpatici, mi raccomando!

    Perfetto! La sua espressione e’ perfettamente non simpatica.
    Come inizio promette bene signor tecnico, pardon supertecnico.

    😉

  • affossala

    il sistema di distribuzione dell ‘energia con qualsiasi nome è uno e uno solo : una distribuzione giusta , equa ,solidale ,non ugualitaria .

  • Flex

    Se avessimo una moneta di tipo FIAT (moneta a corso legale emessa dallo Stato, libera di fluttuare nel mercato dei cambi, non convert non è sarebbe affatto necessario mettere in relazione la moneta con qualsiasi bene, qualunque esso sia, perchè la moneta, di per sè, non avrebbe un valore intrinseco in sè. Sarebbe un IO TI DEVO dello Stato per il cittadino al fine di valorizzarne il suo impiego in attività lavorative utili per il paese…
    Viviamo, purtroppo, in pieno liberismo e finanzismo fascistoide la cui logica è considerare la moneta un bene a cui si dà un valore in sè… pertanto più scarso è il bene moneta più acquista valore. Affidare l’incarico e il controllo del processo esclusivamente ai banksters (dittatura finanziaria) è la causa principale su cui si dovrebbero investire “energie” per riacquistare il diritto dei popoli di poter decidere della propria vita e del proprio futuro. In tutte le altre ipotesi saremmo alla mercede di chi vuole che le “energie” vengano spese in malo modo e per l’interesse di pochi. Ditemi voi perchè gli interessi sui prestiti sono in continuo aumento…
    Saluti a tutti. Fiore Ranauro

  • Raziel79

    Secondo me l’ idea veramente interessante è la prima…
    Col tempo mi sono convinto che alla nostra economia non farebbe male imporre di scrivere accanto al prezzo, il costo di produzione di quel bene, ma sopratutto il suo valore fisico unico e universale.
    Questo potrebbe riequilibrare il gap conoscitivo fra venditore e compratore e sopratutto separerebbe la funzione della moneta (che rimarrebbe solo riserva di valore) mentre la funzione di unità di conto (non fluttuante) verrebbe attribuita alla nuova unità di misura fisica…
    L’unita fisica esprime il valore fisico fisso mentre la moneta continuerebbe a esprimere il valore relativo dell’oggetto…. diciamo il valore di mercato(legge della domanda e dell’offerta)
    Certo non risolverebbe il problema del debito ma sarebbe un buon inizio..
    Oppure il comunismo…
    a me van bene tutte e due… 🙂

  • ROE

    Concordo. Tutte le monete a corso legale – che come molti sanno non ha più alcun valore effettivo – dovranno semplicemente essere abolite, anzi si estingueranno da sole. E dovranno essere sostituite da denaro che rappresenti beni esistenti valutati in base al valore del lavoro impiegato (lavoro morto) per produrli o da beni e servizi da produrre in futuro (con lavoro vivo, anche di chi oggi vive sfruttando il lavoro degli altri). Il denaro deve rappresentare valore vero e poiché il lavoro è la misura fondamentale del valore, si dovrà adottare la moneta del lavoro.