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COME LA SCIENZA NEL XXI SECOLO STUDIA LA DEPRESSIONE UMANA

DI ALEXEIN

wired.com

Voglio raccontare una storia, breve, su cosa sia effettivamente la sperimentazione. Diciamo anche che sono un neurobiologo, e che quello che scrivo lo faccio con la consapevolezza che molti possono pensare che sia di parte, dato che lavoro in questo ambito.

Diciamo che voglia studiare le cause e le aree cerebrali che portano alla depressione, dato che ai giorni nostri è una patologia che colpisce un gran numero di persone.

Mi approccio alla letteratura per vedere che cosa sia già noto, letteratura che posso trovare sul sopracitato PubMed.

Dopo uno studio accurato di ciò che è già noto prendo carta e penna e scrivo le idee che ho, come le vorrei testare e che materiali mi servono. Vedo che esistono vari test di depressione su pazienti e casi di controllo, ma mi accorgo che con questi metodi non riesco veramente a controllare tutte le variabili che possono influenzare il mio esperimento. Mi trovo così a dover scartare l’idea di lavorare subito con pazienti, la seconda ipotesi di progetto richiede l’uso di animali, diciamo topi.

Mi approccio alla sperimentazione, i test per misurare i livelli di depressione nei topi richiedono di far nuotare i topi per un certo periodo di tempo e di osservare per quanto di questo tempo nuotano e per quanto tempo si limitano a galleggiare. Adesso ho tutto pronto per iniziare, ho l’ipotesi, ho i mezzi, chiedo l’approvazione al comitato etico ed ai veterinari e chiedo consiglio a loro su come evitare che i topi si ammalino o abbiano infezioni data la lunga esposizione in acqua. Perché faccio questo, beh, semplicemente per non incontrare il problema che avrei con i pazienti, la variabilità.

Voglio avere tutti i miei topi nella condizione più simile possibile uno all’altro, altrimenti non saprei distinguere i risultati dei miei esperimenti (se un topo è malato o ha un’ infezione di sicuro non avrà molta voglia di nuotare). Adesso che ho i miei risultati di controllo su un campione normale e su un campione che è più propenso a sviluppare depressione voglio testare la mia ipotesi che una regione cerebrale sia effettivamente coinvolta nella depressione. Per fare questo utilizzerò dei farmaci che vanno ad inibire o stimolare questa regione, ma per essere ancora più specifico diciamo che voglio che i miei farmaci agiscano solo e soltanto in questa regione, per fare questo chiedo consiglio a veterinari e ricercatori con più esperienza di me e mi consigliano di utilizzare una microcannula, o una stimolazione elettrica. Decido così che se voglio capire se questa area e questo farmaco possono prevenire la depressione devo operare i topi. Siccome non ho esperienza a riguardo chiedo aiuto ad un veterinario per assistermi. Durante l’operazione non voglio che l’animale provi alcun tipo di dolore (per lo stesso motivo delle infezioni) e che non ci siano complicazioni di nessun tipo, in poche parole lo operiamo come se fosse una classica operazione eseguita in ospedale. Adesso sono nella condizione di sperimentare la mia ipotesi, sapendo che posso controllare ogni variabile, in modo da limitare il numero di animali che andrò ad usare e in modo da spiegare i miei risultati in modo scientifico e con il minore dubbio possibile su eventuali cause esterne.

Inoltre parlando con un collega mi dice che lui ha una ricerca correlata dove misura concentrazioni di alcuni ormoni nel sangue di soggetti indotti a condizione di depressione. Ne parliamo e decidiamo che i miei test di nuoto non causano un problema per lui, e che anzi stava pensando di utilizzare lo stesso test per misurare il livello di depressione e compararlo con i dati delle analisi del sangue. Alla fine con lo stesso numero di topi riusciamo a fare due ricerche.

Scrivo questo perché sono storie di vita quotidiano all’interno di un laboratorio; solo disponibile a rispondere a qualsiasi domanda.

Alexein

Fonte: www.wired.com

20.02.2015


Commento estratto da: 10 cose che Striscia la notizia sbaglia sulla sperimentazione animale

Pubblicato da Davide

  • The_Essay

    Buona sera!
    Rispondo a tale pezzo in home per un solo motivo, il titolo:
    COME LA SCIENZA NEL XXI SECOLO STUDIA LA LA DEPRESSIONE UMANA
    Detto così,un non addetto ai lavori potrebbe dire: stiamo messi male, ma proprio male (cioè si fa un’idea che sappiamo poco su tale malattia, mentre in realtà non è così).
    Mi spiego meglio: se studiamo la depressione da un punto di vista epidemiologico, e sopratutto clinico (al letto del malato) le informazioni che la scienza ha già ottenuto sono notevolissime (vagonate di dati);per cui presumo che tale neurobiologo  è solo preso a scoprire qualche altro nuovo farmaco.
    Punto e basta!
    Conclusioni: attualmente la depressione si cura molto bene:
    farmacologicamente e con l’ausilio di medici che conoscono benissimo tale patologia.
    Bye, Bye The Essay

  • furibondius
    Pensa costui di curare la depressione operando chirurgicamente?
    E’ deprimente pensare a poveri topolini torturati da umani completamente incapaci di utilizzare l’intelligenza per la comprensione dei fenomeni……
  • SanPap

    Veramente l’unico depresso mi sembra chi ha scritto ‘sta boiata.

    A forza di fare il bagnetto ai topolini s’è giocato il cervello.

  • albsorio

    Mha le "similitudini"  biologiche – comportamentali mi sembrano poche duomo/topo.

    Nella depressione post partum si è notato che la carenza di magnesio è correlata, quindi per questo tipo di depressione basta integrare con cloruro di magnesio.
    Su altri tipi di depressione non so dare consigli.
    Mi ha messo tristezza questo articolo, immaginare uno che a studiato cosi tanto sta li a rompere i coglioni ai topi, in piu credo non ci capisca un cazzo di quello che succede… chiede consiglio ai suoi colleghi…che tristezza.
  • Coilli

    Articolo che conferma ancora una volta che questa è una civiltà di malati di mente. Malati i malati e malati i dottori.

  • RenatoT

    ormai fare il ricercatore consiste nel trovare una modo per nascondere i sintomi ignorando le cause (o finirebbero i clienti).

  • Boero

    Effettivamente l’articolo è limitativo,si parte da sperimentare gli antidepressivi sui topi,in modo banale,vedendo se dopo essere stati parecchio nell’acqua una volta sulla terra si riprendono e si muovono,o se stanno fermi,ma poi è ovvio che questo è il primo step,poi si continua con trial su pazienti depressi.

  • Mattanza

    A me sinceramente delude molto  sapere che al giorno d’oggi ancora si creda di curare molto bene la depressione farmacologicamente (come anche la shizofrenia ad esempio)…Certo che una analisi psichica con i metodi della psicologia analitica richiederebbe mesi se non anni di analisi, (dei sogni soprattutto), ma porterebbe possibilmente ad una guarigione Vera e non ad un inibizione dei sintomi senza eliminare le cause (farmacologia)…Con questo non nego che i farmaci a volte possano essere di aiuto, spesso nei casi leggeri dove solo necessiti di una spinta, generalmente cmnq gli analisti (sono degli psichiatri) chiedono ai propri pazienti di non assumere farmaci perché fanno si che i problemi psichici (mancata integrazione di istanze inconscie, generalmente) siano di più difficile individuazione.

  • Mattanza

    A me sinceramente delude molto  sapere che al giorno d’oggi ancora si creda di curare molto bene la depressione farmacologicamente (come anche la shizofrenia ad esempio)…Certo che una analisi psichica con i metodi della psicologia analitica richiederebbe mesi se non anni di analisi, (dei sogni soprattutto), ma porterebbe possibilmente ad una guarigione Vera e non ad un inibizione dei sintomi senza eliminare le cause (farmacologia)…Con questo non nego che i farmaci a volte possano essere di aiuto, spesso nei casi leggeri dove solo necessiti di una spinta, generalmente cmnq gli analisti (sono degli psichiatri) chiedono ai propri pazienti di non assumere farmaci perché fanno si che i problemi psichici (mancata integrazione di istanze inconscie, generalmente) siano di più difficile individuazione.

  • The_Essay

    Ciao!
    Su CDC  a volte si evidenziano delle brutte abitudini ( grazie a dio esercitate da pochi)una di queste partire in quarta e non leggere bene cosa ha scritto l’astante al quale si sta replicando.
    SE leggi bene, ho scritto:
    farmacologicamente e con l’ausilio di medici che conoscono benissimo tale patologia.
    mi riferivo glio psichiatri;poi a seconda dei casi possono essere utili anche psicologi (ma è un altro discorso).
    Poi nessuno ha detto che solo i farmaci risolvono;
    poi ho aggiunto studi di epidemiologia:tradotto in soldoni significa,se prendi un aereo e vai in Africa in molte popolazioni tale patologia è molto ridemensionata per non dire sconosciuta.Quindi
    ci sono anche cause sociali,socio-economiche,ergo se vuoi fare terapia come dici te:eliminare le cause,il discorso in alcuni casi si risolve in altri è
    più difficile. Lo psichiatra se è degno di questo nome prima di dare i farmaci in genere (per non dire sempre,però non  posso garantire per persone che non si conoscono) si orienta anche sulle cause, sul livello culturale del paziente e dell’ambiente in cui vive.
    Bye, Bye The Essay
    P.S.:inoltre nel mio post se noti ti ho detto che il tizio era interessato solo a
    trovare un nuovo farmaco: quindi l’ho criticato! Per non parlare che è un ricercatore da come dice l’articolo molto,ma molto sprovveduto (ma questo è un altro discorso)

  • The_Essay

    Ciao!
    Su CDC  avolte si evidenziano  delle brutte abitudini ( grazie a dio esercitate da pochi)una di queste partire in quarta e non leggere bene cosa ha scritto l’astante al quale si sta replicando.
    SE leggi bene, ho scritto:
    farmacologicamente e con l’ausilio di medici che conoscono benissimo tale patologia.
    mi riferivo agli psichiatri;poi a seconda dei casi possono essere utili anche psicologi (ma è un altro discorso).
    POi nessuno ha detto che solo i farmaci risolvono;
    poi ho aggiunto studi di epidemiologia:tradotto in soldoni significa,se prendi un aereo e vai in Africa in molte popolazioni tale patologia è molto ridemensionata per non dire sconosciuta. Quindi ci sono anche cause sociali, socio-economiche,ergo se vuoi fare terapia come dici te:eliminare le cause,il discorso in alcuni casi si risolve in altri è più difficile. Lo psichiatra se è degno di questo nome ,prima di dare i farmaci in genere (per non dire sempre,però non  posso garantire per persone che non si conoscono) si orienta anche sulle cause, sul livello culturale del paziente e dell’ambiente in cui vive.
    Bye,Bye The Essay

  • SanPap

    proprio così

  • The_Essay

    Ciao!
    UN NEUROBIOLOGO è un biologo e non è, ripeto nè medico, nè psichiatra.
    Esistono poi medici e medici-specialisti ricercatori, i quali dovessero
    imbattersi in affermazioni come quelle fatte dell’astante del pezzo che commentiamo, rischierebbero di sbellicarsi dalle risate.
    Il tizio di cui discutiamo, e’ uno che giocando con le cavie e nella fattispecie:
    mi chiedo e vi chiedo "uno che per sua stessa ammissione deve chiedere
    al collega più esperto" che kaiser far, sarà capace di fronte ad un articolo
    scientifico  capirne la bontà? Se le conclusioni(dell’articolo) siano vere o false?
    Per sua stessa affermazione, nutro dubbi.
    Anche chi legge articoli scientifici deve avere senso critico per capire cosa
    gli stanno propinando.Domanda come si realizza tale senso critico?
    Con ore ore di pratica sul campo(leggasi ambiente universitario serio) e sopratutto usando la testa! Non obiettatemi il discorso dell’Impact factor delle riviste,perchè anche qua conta sempre la testa di chi legge.
    Bye Bye The Essay

  • lukes01

    Purtroppo non hanno ancora trovato il gene della depressione ;).. da studente di biologia mi rammarica molto che si sperimenti ancora su animali, nonostante noi ci dichiariamo apertamente diversi da loro….

  • Mattanza

    Ciao!! Anche se non critichi l’atteggiamento altrui ti si legge lo stesso, comunque io non parto in quarta, io capisco che tu sei un entusiasta dei farmaci (se non lo sei forse non ti sei spiegato bene), dato che lo metti al primo posto, e non insisti sul secondo fattore (in Italia oggi praticamente dimenticato) specialmente nella cura per la depre la farmacologia psichiatrica ha fatto e fa danni grandissimi, Il Prozac gli fa benissimo! Benissimo!!…Oh dio!!…Si è buttato dal balcone! Chissà perché?! Vari psichiatri insistono sul fatto che l’assunzione di farmaci inibisce o rende difficile l’analisi (tu che ne pensi?). io ho 2 amici in TSO, a questi non gli chiedono NULLA, NULLA, gli danno i loro farmaci, li imbambolano e basta…Non sono persone pericolose e sono socievoli, perché tutto ciò?? Qui Prodest?? Uno dei due soggetti aveva smesso di nascosto (li buttava) da 11 anni non prendeva farmaci,e stava benissimo, e loro gli dicevano: Vedi che così stai bene!! Poi quest’estate ha camminato scalzo in centro città (chiedeva delle scarpe ai passanti) ed è stato ripreso alla forza e risedato pesantemente…questa è la psichiatria in Italia, spesso, o sbaglio?? Qui Prodest? A chi vende farmaci e a chi ci vuol vedere sempre tranquilli??…Grazie all’approccio farmacologico ora se intervisti la gente e chiedi cosa ne pensi della schizofrenia?? Ti dicono: E’ un male incurabile devi prendere delle pastiglie a vita per stabilizzarti, sappiamo che vi sono anche fattori ereditari per certe malattie (achizofrenia inclusa), ma E’ CERTO che tanti sono guariti dalla schizofrenia (anche casi estremi e considerati cronici) SENZA farmaci grazie all’analisi…coi farmaci solo non è mai guarito nessuno. Cosa ne pensi della cosidetta ADHD nei bambini?? Pensi che dovrebbero prendere farmaci, vero?? Qui Prodest??

  • Mattanza

    Spesso, considerando questa tendenza (quella italiana ma non solo, di farmacizzare pesantemente i cittadini anche obbligatoriamente alla prima perdita di controllo o uscita da matti, atteggiamenti che chiunque sotto stress potrebbe avere), ho il forte sospetto che sia un metodo anche funzionale al controllo del cittadino ribelle, non ci vuol nulla che tra poco se fai casino in piazza manifestando…verrai considerato socialmente disadattato, e con problemi comportamentali e quindi…Sedato a forza e legalmente e con la benedizione delle farmaceutiche, dei governi, e dei dottori che a fare analisi si facevano il culo ma a prescrivere due pastiglie, ci guadagnano pure la settimana bianca!

  • cardisem

    Se ognuno di noi sperimenta la comune e volgare "tristezza”, che può essere una forma iniziale della terribile "depressione”, l’argomento poteva essere interessante anche e soprattutto per noi profani, ma dopo aver letto tutto l’articolo vedo che si parla di "topi”, ed io non sono certamente un topo…
    Quanto poi alle “cause” non si dice nulla. Io in questi tempi di crisi penso ai suicidi indotti da perdita di lavoro, fallimenti…