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COME LA CINA PUO' CAUSARE LA FINE DEL DOLLARO E DEL SISTEMA FINANZIARIO USA

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DI MICHAEL SNYDER
informationclearinghouse.info

Il dollaro sta per morire e, probabilmente, sarà la Cina a premere il grilletto, ma questo lo ha capito solo una piccola parte degli americani. Il dollaro USA è, di fatto, la valuta di riserva del pianeta, la maggior parte del commercio mondiale usa dollari e quasi tutto il petrolio viene pagato in dollari americani.
Ma anche più del 60% di tutte le riserve valutarie mondiali sono in dollari e fuori dagli USA girano molti più dollari che dentro i suoi confini, cosa che,come avremo modo di dire in seguito, ha concesso enormi vantaggi economici che la maggior parte degli americani non ha nemmeno idea di quanto il proprio tenore di vita dipenda dal fatto che il dollaro riesca a continuare ad essere la valuta di riserva del mondo. Purtroppo, per colpa di una stampa sconsiderata di denaro da parte della FED e all’accumulo sconsiderato dissennato di debito da parte del governo federale, lo status del dollaro, come valuta di riserva del mondo, ora è in grave pericolo.

Come ho già detto, le nazioni di tutto il mondo si servono di dollari per commerciare tra di loro. Questo ha creato un enorme domanda di dollari che ha fatto restare il valore del dollaro sempre molto alto, tanto da permettere agli americani di importare le merci di cui hanno bisogno ad un prezzo molto inferiore a quello che altrimenti avrebbero dovuto pagare.

I maggiori paesi esportatori come Arabia Saudita (petrolio ) e Cina ( paccottiglia, bigiotteria di plastica e tutto il resto) finiscono così di riempirsi i forzieri con enormi montagne di dollari …

Ma questi paesi esportatori poi non restano seduti in cima alla loro montagna di denaro e reinvestono gran parte di quel tesoro in titoli a basso rischio, titoli che possono essere rapidamente ritrasformati in dollari contanti, se necessario. Per molto tempo, le obbligazioni del Tesoro americano sono state considerate il mezzo perfetto per queste operazioni, così si è creata una enorme domanda di debito pubblico USA, cosa che ha contribuito a mantenere i tassi di interesse super-bassi . Per questo motivo ogni anno, le enormi quantità di denaro che gli USA spendono all’estero finisce per ritornare, in forma di nuovi prestiti al Tesoro degli Stati Uniti, ad un tasso di interesse super-basso…

Questa è stata una manna per tutta l’economia USA e per il governo federale che hanno goduto non solo di prestiti a basso costo, ma anche di un basso-tasso di interesse sui Buoni del Tesoro USA a 10 anni, che si riflette su migliaia e migliaia di altri tassi di interesse di tutto il sistema finanziario. Per esempio, con l’aumento del tasso sui Buoni del Tesoro USA a 10 anni, negli ultimi mesi , sono aumentati anche i tassi sui mutui casa.

Tutto l’ ”American Way of living” dipende da questo gioco.
Il resto del mondo deve continuare a far girare dollari e a comprare il debito pubblico americano a interessi ultra-bassi, anche se in questo modo gli USA sono rimasti sommersi sotto un cumulo di debiti tanto alto da non potersi più permettere di far aumentare, in modo significativo, i tassi di interesse .

Ad esempio, se il tasso medio di interesse sul debito pubblico USA salisse solo del 6% (ed in passato l’ha già superato spesso), si dovrebbero pagare più di un trilione di dollari l’anno solo di interessi sul il debito nazionale .

Ma non ne soffrirebbe solo il governo federale, basti pensare solo a quello che potrebbero provocare dei tassi più alti nel mercato immobiliare.

Circa un anno fa , il tasso sui mutui a 30 anni era fermo al 3,31% e una rata mensile su US$ 300.000 di mutuo arrivava a 1315,52 dollari .

Se il tasso a 30 anni salisse all’ 8%, la stessa rata mensile salirebbe a 2201,29 dollari .

L’ 8% sembra una follia ? Non dovremmo stupirci molto visto che l’ 8 % era un tasso normale nel 2000 .

Si comincia a delineare un quadro più chiaro?

Abbiamo bisogno che gli altri paesi usino dollari e che si comprino il nostro debito, per farci mantenere dei tassi di interesse super-bassi e per permetterci (con i loro prestiti) di comprare (da quegli stessi paesi) un sacco di roba a prezzi super-bassi.

Purtroppo negli ultimi anni, il comportamento davvero bizzarro della FED e del governo degli Stati Uniti hanno fatto perdere, al resto del mondo, fiducia nel dollaro. In particolare, la Cina sta guidando la corsa verso un mondo ” de-americanizzato”.

Quello che segue è tratto da un recente articolo pubblicato sul sito di France 24

Per decenni gli USA hanno goduto di montagne di miliardi di dollari di credito gratuito giustificato dal ruolo del dollaro che è stato usato come unità di riserva globale predefinita .

Ma, mentre il mese scorso l’economia globale tremava al pensiero di un default degli Stati Uniti, scongiurato solo quando Washington ha raggiunto un accordo per aumentare il tetto del suo debito, l’agenzia stampa ufficiale cinese, Xinhua, ha lanciato un appello per un mondo ” de-americanizzato ” , proponendo la creazione di una ” nuova moneta di riserva internazionale …che sostituisca il dominio del dollaro ” .

Ma perché il resto del pianeta dovrebbe dar retta alla Cina ?

Beh , la Cina rappresenta attualmente
il commercio mondiale più di qualunque altro paese, compresi gli Stati Uniti.

La Cina è ora anche il
primo importatore di petrolio al mondo e sta importando dall’ Arabia Saudita
anche più petrolio degli Stati Uniti .

Ormai la Cina ha un enorme potere economico a livello globale ed i cinesi vogliono che il resto del pianeta cominci ad usare meno dollari e più valuta cinese.

Quello che segue è da un brano di un recente articolo del
Vancouver Sun …

Tre anni dopo che la Cina ha lanciato lo yuan nel trading del mercato offshore di Hong Kong , le banche e gli investitori di tutto il mondo si stanno preparando ad essere coinvolti in quello che la Nomura Holdings Inc. chiama la più grande rivoluzione in un mercato valutario di 5.300 miliardi dollari, dopo la creazione dell’euro nel 1999.

E negli ultimi anni abbiamo visto aumentare enormemente l’uso dello Yuan nel mercato globale

L’uso internazionale dello yuan sta aumentando con l’apertura della seconda economia più grande del mondo ai mercati dei capitali . Nei primi nove mesi di quest’anno , circa il 17 % del commercio globale della Cina si è servito di moneta cinese, rispetto a meno dell’1% del 2009, secondo dati della Deutsche Bank AG .

Naturalmente il dollaro è ancora re , per ora , ma grazie a tutta una serie di recenti accordi valutari internazionali sta perdendo questo status . Ad esempio, la Cina solo recentemente firmato un accordo con la
Banca centrale europea .

L’accordo di swap consentirà più scambi commerciali e gli investimenti tra i vari paesi si potranno fare in euro o in yuan , senza dover passare per altre valute, come il dollaro, ha detto Kathleen Brooks, research director di FOREX.com .

“E’ un modo per promuovere il commercio europeo-cinese, senza passare dal dollaro”, ha detto Brooks . “E’ un po’ come tagliare fuori gli intermediari e improvvisamente non c’è più nemmeno il rischio dollaro. “

E come ho scritto in precedenza in questi ultimi anni, abbiamo visto firmare
una serie di accordi analoghi in tutto il pianeta…

1 . Cina e Germania
(vedi qui)

2 . Cina e Russia (vedi qui)

3 . Cina e Brasile (vedi qui)

4 . Cina e Australia (vedi qui)

5 . Cina e Giappone (vedi qui)

6 . India e Giappone (vedi qui)

7 . Iran e Russia (vedi qui)

8 . Cina e Cile (vedi qui)

9 . La Cina e Emirati Arabi Uniti X(vedi qui)

10 . Cina, Brasile, Russia , India e Sud Africa (vedi qui)

Ma forse i telegiornali non ne hanno parlato?

Certo che no . Hanno preferito concentrarsi sull’ultimo scandalo di Hollywood.

In questo momento , la deriva globale dal dollaro americano è lenta ma costante . Ad un certo punto , si scatenerà qualche evento imprevedibile e provocherà una fuga improvvisa e precipitosa .

Quando succederà, la domanda di dollari e di debito USA si disintegreranno e i tassi di interesse saliranno alle stelle .

E se i tassi di interesse arriveranno alle stelle, getteranno l’intero sistema finanziario degli Stati Uniti nel caos più assoluto. Al momento, ci sono circa 441.000 miliardi di dollari di derivati fuori dal paese. E ‘ una bomba a orologeria finanziaria di una potenza che non è mai vista prima in tutto il mondo.

Ci sono quattro banche ” troppo grandi per fallire “
negli Stati Uniti, che hanno ciascuna più di 40.000 miliardi di dollari di esposizione totale in derivati. La più grande fetta dei derivati è costituita proprio da derivati sui tassi di interesse.

Nel caso ve lo stiate chiedendo , quelle quattro banche sono JPMorgan Chase , Citibank , Bank of America e Goldman Sachs .

Un’ enorme impennata dei tassi di interesse sarebbe assolutamente devastante per queste banche e provocherebbe una crisi finanziaria che farebbe sembrare una bella passeggiata domenicale anche il crac del 2.008.

In questo momento , il leader nel commercio globale sembra ancora contento di usare dollari USA per la maggior parte delle transazioni internazionali e di avere nelle sue casse più di un trilione di dollari del debito pubblico del governo USA .

Se questa situazione dovesse cambiare improvvisamente , le conseguenze per l’ economia degli Stati Uniti sarebbero assolutamente catastrofiche e ogni singolo americano lo risentirebbe sulla propria pelle.

Il tenore di vita che tutti noi americani ci stiamo godendo oggi dipende in gran parte dalla Cina . E la Cina può farci cadere un martello in testa da un momento all’altro. E loro lo sanno .

Michael Snyder
Fonte: http://www. informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article36796.htm

10.11.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • AlbertoConti

    “Il dollaro sta per morire e, probabilmente, sarà la Cina a premere il grilletto” come probabilmente saranno gli USA a premere l’altro grilletto, quello militare, i cui allenamenti sono iniziati guarda caso dal famoso falseflag di 12 anni fa per uscire dalla vera crisi economica (solo rinviata, ovviamente).

  • lucamartinelli

    verissimo quello che dici. Io tuttavia ricordo quando Mao disse che i cinesi potevano sopportare 300 milioni di morti in una guerra nucleare, gli americani no.

  • reio

    stronzate

  • psychok9

    Il solito articolo allarmistico di stampo conservatore.
    Che interesse avrebbe la Cina a distruggere il suo mercato globale? Non si sa, giusto per dispetto… come se poi non dovesse pagarne le conseguenze anche lei.
    Siamo proprio al terrorismo disinformativo!