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CLAUDICANTE NEMESI

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Che spettacolo l’incontro in streaming fra la delegazione del PD e quella del M5S! Bersani e Letta da una parte, Lombardi e Crimi dall’altra impegnati in una schermaglia già scritta, in una pièce teatrale di dubbio gusto, in un Bagaglino fuori tempo e fuori programma.

Man mano che il tempo passava, sono stato assalito dalla tristezza: non per questo o quel governo che si sarebbe fatto oppure no, ma per l’incapacità – oramai acclarata dopo quel video – della politica italiana d’interrogarsi sui problemi e di trovare soluzioni. Questo – sia chiaro – senza dare la colpa all’uno od all’altro.

Da dove cominciamo? Da Bersani, se non altro per anzianità.Parsifal

Stupiva, sconcertava, meravigliava al punto di stropicciarsi gli occhi ascoltare Pieluigi Bersani dissertare tranquillamente di reddito di cittadinanza o di nuove regole da imporre in Europa, dopo una campagna elettorale trascorsa nella timidezza estrema per non offendere troppo Monti, non inalberare l’Europa sulla futura politica sociale, tranquillizzare tutti i mercati sulla non “pericolosità” del PD.

Un PD al cloroformio, pronto ad addormentarsi sul passato: non neghi, ci sono ancora i filmati sul Web dove – intervistato da un perplesso Massimo Giannini – affermava che su lavoro e pensioni non si doveva toccare molto, solo “piccoli particolari” e sempre “nel rispetto della disciplina di bilancio”.

E’ lei che ha invitato, spinto, collaborato attivamente per il successo del M5S! Se Bersani è uguale a Monti, perché tanti – pressati da problemi urgenti e morsicati dalla cosiddetta crisi – sarebbero dovuti andare a votarla?

Poi, nell’ultimissima settimana (a sondaggi chiusi, ma non per voi) giù con una caterva di promesse che non hanno sortito effetto, perché la gente si chiedeva: perché prima diceva il contrario? Perché glissava? Perché era sempre mellifluo, dubbioso, incerto? Gli elettori sono meno stupidi di quel che si creda.

Accanto a Bersani c’era il busto marmoreo di Enrico Letta – noto alpinista, che urla sempre “Monti! Monti! Monti!” – il quale s’è animato solo verso la fine, ripetendo banalità: forse, il rampollo del premiato studio Letta&Letta ha tirato un sospiro di sollievo, pensando che la strada per Renzi è spianata. Allora sì che faremo un bel governo con Monti e…chissà? Magari anche con qualche “spezzone” del PdL…

Già, Renzi. Il buono, l’obbediente, il bello pronto a prendere il posto di Rutelli per le giovani e sognanti iscritte del PD: ma Renzi è l’esponente della destra del PD, avete letto il suo programma per le primarie? Trasuda liberismo ad ogni pagina: sembra un’edizione del bollettino bancario!

Dove, allora, ha sbagliato Bersani? In qualche modo, le ragioni sono le stesse del M5S.

Circa un anno e mezzo fa, quando c’era già la tiritera dello spread e Monti preparava la squadra dei ministri, subito dopo le dimissioni di Berlusconi vi furono riunioni drammatiche al Quirinale. Napolitano non si fidava di Bersani e di un PD troppo litigioso e preparava una sorta di “golpe costituzionale”, ovvero mettere al governo gente fidata per la BCE ed espressione di quel pensiero: d’altro canto, che il sistema bancario europeo sperimentasse tecniche diverse secondo il caso (Grecia: strangolamento; Italia: governo della BCE; Spagna: vediamo fino a che punto si puniscono da soli; ecc) era arcinoto.

Più volte la BCE ha affermato/smentito che le economie nazionali non sono più in grado di gestirsi da sole – perché c’è quel fastidio delle elezioni, del consenso – e l’unica soluzione, dunque, è un governo di tecnici della BCE. Se non altro, siamo la punta di diamante delle loro sperimentazioni, i topi di prima classe.

In quel momento Bersani sarebbe dovuto rimanere su posizioni più istituzionali: vogliamo le elezioni – senza farsi spaventare dallo spread, che è governato a manovella – e obbligare Napolitano ad accettare: senza il PD, non ci sarebbero stati i numeri, oppure troppo risicati, e sarebbe toccato alla Lega andare in rovina per Monti, mantenendo al PD le mani libere. E la Lega, con tutto il can can che aveva all’interno per le questioni di corruzione, non poteva permettersi di votare Monti e dare un’altra stangata al loro elettorato.

Perché Bersani ha accettato?

“Per non ereditare un’Italia in macerie” fu la sua giustificazione. Paura? Calcolo?

A parte che oggi le macerie sono ancora più evidenti, il PD ancora credeva che il liberismo avesse delle carte “buone” da giocare: austerità sì, ma anche crescita economica. Non rammentò la lezione di Prodi che per due volte sconfessò quel modo di procedere: per arrivarci morti, meglio non andare da nessuna parte.

Bersani si comportò, tutto sommato, come chi ancora credeva in questo sistema, pur ammettendo una buona dose d’ingenuità.

Anche quando il governo Monti mostrò tutta la sua inettitudine nel promuovere la crescita economica (o la non volontà, peggio ancora) Bersani s’affidò al “tecnico” Monti per un’alleanza che sarebbe dovuta essere il toccasana per l’Italia: non ascoltò chi lo avvertiva che i mali erano due, Berlusconi e Monti, giacché portatori delle medesime istanze dell’alta borghesia, ossia salvare la ricchezza finanziaria anche a scapito d’affondare l’economia reale, quella delle classi meno abbienti e della piccola borghesia.

Salvo qualche promessa in “zona Cesarini”, così s’arrivò al voto: stupisce la tenuta del PD, giacché il risultato poteva anche essere peggiore.

Dunque, l’uomo che si è presentato all’appuntamento, cruciale per la Nazione, con il M5S era lo stesso uomo che credeva nella salvifica Europa, nella fiorente attività delle banche, nella necessità delle missioni “di pace”, nel salvacondotto dell’euro, negli inceneritori, ecc.

Era inevitabile che non fosse compreso o, se capito, che il dubbio s’insinuasse nei giovani parlamentari del M5S: era già scritto.

E veniamo alla Lombardi ed a Crimi.

Noi puffi siam così…

Premesso che, quando si parla di M5S, non si capisce quale sia la linea politica e chi debba farsene carico: Grillo? Casaleggio? Grillo & Casaleggio? I parlamentari? Gli “spin-doctors”? Converrete che è un bel guazzabuglio, addirittura con una Lombardi che sembra una pasdaran su tutto ed un Crimi che, almeno, ascolta attentamente per poi dichiarare qualcosa ed essere subito smentito. E gli altri? Boh…

Il M5S è un movimento, questo è chiaro, ma quando s’affaccia al Parlamento deve darsi le strutture di un partito: on line? Benissimo. C’è da chiedersi perché si sceglierà on line il Presidente della Repubblica e non è stato possibile scegliere se andare al governo col PD: paura che il movimento si sfaldasse? Certo, ma non è chiudendo le finestre che le divergenze s’acquietano: sono solo rimandate, ed alle elezioni si scontano.

A proposito di elezioni, le ultime hanno decretato la fine dei sondaggi: le società di sondaggi – per capirci meglio – sono le stesse che organizzano (non da noi, ma in Montenegro il referendum per l’indipendenza fu affidato ad una società esterna) “eventi elettorali”.

Da noi hanno mostrato tutte un M5S fra il 13 ed il 17%, ma sapevano la verità: ci hanno, semplicemente, ingannati e continuano a farlo. Ieri il M5S doveva essere negato, oggi deve stare sugli altari per mostrare il “pericolo”, lo “scompiglio” che porta nella politica italiana, per far capire agli elettori quanto sia più “conveniente” non lasciare la vecchia via.

Quella che nel dibattito è sembrata una battuta ad effetto – “siamo il prodotto degli ultimi vent’anni” – è falsa e non ha senso: tutti siamo figli del 1861, non scordiamolo mai, perché se l’Italia è giunta a questo punto è perché la natura conservatrice dei grandi apparati non è stata mai scalfita.

Trent’anni dopo l’Unificazione, esattamente 100 anni prima di Tangentopoli (1892), iniziò il primo grande “sacco” di risorse pubbliche: lo scandalo della Banca Romana, che vide coinvolti senatori del Regno e capataz a tutti i livelli, da un’inchiesta – che oggi diremmo “parallela” – scaturì l’affaire della Terni, che produceva acciaio più scadente di quello Krupp al doppio del prezzo. Chi guadagnava? I soliti noti dell’epoca.

La crisi conseguente fu regolata con le cannonate di Bava Beccarsi e, di rimando, vi fu il regicidio di Umberto I. Poi, tutto precipitò nel gran massacro della guerra, che – benché “vittoriosa” – lasciò l’Italia sul lastrico. E arrivò il Fascismo, con tutto quello che si portò appresso. Nonostante l’insipienza di una Lombardi qualunque: non si affrontano mai problemi complessi con due righe, lo rammenti. Questa è una breve sintesi, ma non contiene nessun commentario.

Dopo vent’anni di ricostruzione per la guerra fascista, vi fu una generazione che tentò una modernizzazione del Paese, forse più per i diritti civili che per i costi della politica (che, all’epoca, non erano certo questi) e qualcosa ottenne: il divorzio, il presalario per gli universitari (500.000 lire annue, forse 5.000 euro attuali, ma le tasse non erano quelle di oggi!) mentre sul fronte operaio vi furono molte conquiste, dal Sabato festivo al rispetto del corpo umano (la cosiddetta “nocività”), fino ad importanti aumenti salariali.

Ancora con molte pecche, la società italiana del dopo ’68 era senz’altro più libertaria e meno “chiusa”: gli italiani presero a viaggiare ed a diventare “internazionali” sotto molti punti di vista, anche nell’osservare i ritardi del proprio paese. E’ rimasto negli annali un importante discorso di Aldo Moro sulla gioventù dell’epoca, che invitava tutti ad ascoltarla perché portatrice di novità da ponderare attentamente. Come finì Moro lo sappiamo.

Il costo del lavoro – a metà anni ’70 – era fra i più alti in Europa mentre oggi – s’informi Grillo – è fra i più bassi del continente: certo, non ai livelli di Cina ed India, ma nessuno in Europa s’avvicina a quegli standard perché, industrialmente, l’Europa può tentare di sopravvivere solo con la ricerca e l’innovazione, l’agricoltura di qualità ed il turismo, non “risparmiando” con i contratti “atipici”.

Vedete, cari parlamentari “grillini”, a volte date l’impressione d’essere saccenti, d’avere una verità rivelata per ogni occasione, senza capire che – spesso – le vostre verità rivelate sono già state soppesate e valutate per quel che erano: giusto il disegno di legge per i risparmi del Parlamento, ma questo non muove di un’unghia il problema dell’economia italiana.

Vai avanti 30 anni a mazzate economiche sulla popolazione, riduci i consumi, vendi all’estero il meglio dell’industria e del commercio italiano, snatura i contratti, trasforma il rapporto di lavoro in servitù, mantieni al lavoro gente che non ce la fa più: a questo punto, con i risparmi del Parlamento ci compriamo le noccioline. E’ giusto e sacrosanto informare, ma oggi il vostro compito è cambiato: sono ben altre le priorità.

Oggi, andrebbe smontato pezzo per pezzo almeno tutto quello che ha costruito Monti: come farete?

Perché non avete fatto un nome degno a Napolitano (Zagrebelsky, Rodotà, Crimi, Lombardi, ecc) per provare a far confluire i voti della parte migliore del PD su un governo 5 Stelle? Nessuno vi avrebbe biasimato, né urlato al tradimento: visto che tanto, da soli, non andrete da nessuna parte. E sarebbe stato un “problemuccio” per Re Giorgio, affidarsi a qualche “saggio” eludendo la vostra richiesta. Ma veniamo all’oggi.

Saggiodromo per tutte le tasche

Forse non tutti sono a conoscenza che, durante la Costituente, la figura del Presidente della Repubblica fu ricalcata abbastanza fedelmente su quella del Re, la quale derivava dallo Statuto Albertino. Sembrò la soluzione più adatta: perché il Re non aveva tradito e Mussolini sì: ovviamente, questa frase si presta a mille storiografie, ma accettiamola così. Mussolini era un premier sfiduciato (dal Re) che si era ribellato ed il Re era la “continuità” del Regno d’Italia a Taranto. Lo so che suona male, ma è la spiegazione “costituzionale” che più si adatta a quel torbido periodo: non speculiamoci sopra.

Il fatto importante, dunque, fu che il Presidente rimase il custode della Costituzione: l’evidenza che possa rinviare alle Camere una sola volta una legge stabilisce un equilibrio dei poteri che pende dalla parte parlamentare, non v’è dubbio.

Ciò che non è espressamente vietato dalla Costituzione pare permesso: era nelle prerogative di Napolitano nominare Monti senatore a vita, poi proporlo come Presidente del Consiglio e non c’è nessun vulnus giuridico al proposito, perché il Parlamento diede la fiducia a Monti.

Altra cosa – forse ignorata dalle parti di Grillo, il quale afferma che un governo in carica c’è, ma dovrà “chiedere, da oggi, il permesso al Parlamento per fare decreti” – è che un governo preposto alla sola “normale amministrazione” non è vero che non può legiferare, anche se in Costituzione non c’è nulla che riguardi l’argomento.

Per prassi – sottolineo, per prassi – tutti i governi in “normale amministrazione”, finora, si sono comportati in questo modo: non hanno certo legiferato su nuove materie, ma è stato possibile riprendere in mano “argomenti” sui quali già avevano legiferato. In altre parole, non potranno certo fare una legge per invadere il Burundi, ma potranno “limare” – e quindi decidere (le famose “interpretazioni autentiche”, il nuovo trucco per la retroattività delle norme, ad esempio) – sui decreti precedentemente approvati, quali lavoro, previdenza, finanza, ecc. Praticamente, su quasi tutto: la vicenda dei marò insegna.

Siccome la materia è nuova – l’Italia non ha mai avuto un periodo di “non-governo” dopo le elezioni come questo – i costituzionalisti s’applicheranno ma dubito, dopo aver stralciato la questione dei rapporti con la mafia di Mancino, che s’allontaneranno dal sentiero tracciato, ovvero appoggiare sempre la presidenza.

Se non bastasse, Monti continua ad avere in mano i ministeri: ultimamente, il ministro (dimissionario) Profumo ha emanato il nuovo sistema di valutazione (dei docenti) con una semplice circolare interna. Non necessita d’approvazione, anche se tanti hanno gridato allo “sgarbo” istituzionale. Una norma che incide profondamente nella scuola italiana: approvazione? Chi era costui?

Stanno mobilizzando 40 miliardi per le PMI (dove li prenderanno tutti ‘sti soldi? Mistero) e ditemi se questi non sono atti di un governo in carica.

Su questi atti si potrà pronunciare il Parlamento ma – potete aspettarvelo – ogni cosa finirà alla Corte Costituzionale la quale, dopo anni, qualcosa dirà ed abbiamo già visto da quale parte pende la bilancia.
Prima, però – coscienti che qualche atto potrebbe rimanere “impigliato” nelle reti parlamentari – ecco che scendono in campo i “saggi”: voilà, les jeux sont fait. Chi sono i saggi? A cosa servono i saggi?

I cosiddetti saggi sono la quintessenza di tutti gli “inciuciatori” mai esistiti: attraverso le loro “fondazioni” (vedi Violante) sono in stretto contatto con tutte le istituzioni nazionali e sopranazionali. Il loro compito?

Ufficialmente trovare la soluzione per un nuovo governo: potrebbe anche bastare riuscire a confezionare maggioranze variabili per qualche provvedimento troppo “forte” per non essere gestito in normale amministrazione o con circolari interne. Lo faranno, nel nome dell’emergenza.

Qualcuno afferma che saranno lì per qualche giorno, al massimo per qualche settimana, ma io ne dubito: se non salterà fuori l’inciucio maximo…chi li farà decadere? Quella di Napolitano mi sembra una semplice “decisione”, un “aiuto” alla politica, non un DPR. E dunque? Se non sono mai esistiti (ufficialmente) chi mai li potrà rimuovere? In Gazzetta Ufficiale non v’è nulla del genere: fra l’altro – se scorrete una G.U. – notate quanto i decreti emanati da Monti siano parte della “normale amministrazione”.

Miserere nobis

La tempesta perfetta è compiuta e la cosiddetta seconda repubblica degli inciuci, delle trattative sotto banco, delle mille corruzioni, dei furbetti del quartierino, ecc potrà continuare a sguazzare nel fango, protetta dalle “istituzioni” europee: mica in Europa sono dei filantropi, è semplicemente un do ut des.

Grillo, salendo al Quirinale, s’è scordato tutto quello che aveva scritto per anni: sono bastati un paio di saluti militari con sbattere di tacchi, un “prego s’accomodi” su una poltrona secentesca e tutto è svanito, come per incanto. E Morfeo? Non lo scriverò più, lo giuro.

L’obiettivo di Napolitano è stato raggiunto – lo aveva detto per tempo che “bisognava continuare nel solco tracciato da Monti” – e lo ha realizzato. Nell’orizzonte fumoso della politica, i parvenu del M5S hanno confuso il Lupo con Cappuccetto Rosso e, ora, il Lupo se li è mangiati. Napolitano il peggior presidente della storia repubblicana? Forse, ma in quanto a furbizia sta alla pari con Andreotti.

Alla fine della storia, non sarebbe stato meglio fare un nome a Napolitano, oppure fare un’alleanza col PD o, ancora – facendo un nome – sfruttare la possibilità che il PD votasse un governo M5S?

Che ingenui.

Adesso – scendendo dai massimi sistemi – diteci cosa faranno gli esodati, i ragazzi a 500 euro il mese nei call center, gli anziani a 65 anni a lavorare sulla strada, eccetera, eccetera, eccetera…ditecelo, con un PD che prenderà inevitabilmente la deriva renziana ed il Cavaliere, ancora una volta, salvato.

Farete funzionare il Parlamento? Già, e quante leggi v’approveranno? Nessuna, perché il PD senza Bersani tornerà nelle mani delle sue mille correnti: il poveretto, per quanto colpevole sia per il suo passato, chiedeva aiuto per cercare di dare un diverso indirizzo alla Patria, per uscire dal “Piano di Rinascita Democratica” di messer Licio Gelli. Ora, ci torneremo dentro fino al collo: ricordate che in Italia i progressisti sono forse in maggioranza, ma i conservatori sono più organizzati e coesi.

Secondo Beppe Grillo, chi ha votato M5S per avere un governo in alleanza ha “sbagliato voto”: dopo essere stato un “compagno che sbagliava” non me ne cruccio di certo, ma adesso – per favore – state zitti e beatevi del nulla incombente che avete dato una mano a generare.

Sbagliavo? Lo terrò presente, Grillo, grazie.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/04/claudicante-nemesi.html
1.04.2013

Pubblicato da Davide

  • gelsomino

    Gettate la maschera voi del PD: speravate che il M5S si alleasse con voi per giustificare le vostre colpe passate, presenti e future ma v’è andata male, vi ritrovate come al solito asbrigare i vostri sporchi affari insieme ai soliti compagni di merende.

  • IVANOE

    A Bertani ma che c….z o dici ?
    Non s’ è mai capito da che parte stai…oppure lo abbiamo capito bene… dalla parte dei disfattisti…per dirla come all’epoca del terrorismo tu sei uno dei motorini che teleguidano comunque questo schifoso sistema verso lo status quo..
    Perchè ti dico questo ‘
    Perche sei in malafede !!!
    Dietro ai160 deputati grillini o di grillo che sono venduti o si venderanno ci sono 8.500.000 di elettori italiani che hanno detto che non c’hanno l’orecchino al naso, capito Bertani, è a tutta questa gente che il sistema deve rispondere no a grillo a ai grillini venduti… Ok ?
    TI è chiaro adesso ?
    La particolarità degl eletotri del M5S è quella che non sono i soliti militondi dei comunisti di una volta, tutti quanti belli belli inquadrati e comandati a bacchetta dai loro capi perchè pendevano dalle labra degli agenti cia travestiti da comunisti stile napolitano, toglaitti e berlinguer…bersani…veltroni…dalema…
    Gli eletotri del M5S hanon questo motto : o partecipiamo tutti alla festa degli sciupafemmine dei prvilegi, dei continui festeggimanti o gozzovigliamenti, oppure non gode più nessuno !!!
    Capito adesso caro Bertani come funziona ?
    Paura eh…
    I grillini non sono guidati dall’ideologia marxista… cheè stato un’abbaglio per noi italiani…ma sono spinti da due sentimenti nettissimi e pericolossisimi : INIVIDA E GIUSTIZIA !!!

  • Tetris1917

    sinceramente dal video in streaming, del colloquio tra PD e M5S, non saprei chi è uscito peggio. Secondo me, capendone poco di immagine-tempo-significati-significanti (Gilles Deleuze mi manchi) posso azzardare che alla pochezza imbarazzata e imbarazzante di Bersani, si è aggiunta la piu’ lampante e roboante assenza di contenuti del M5S. Insomma,la democrazia diretta e tutto in rete, genera automostri, dove la Crimi e il Lombardi (nel senso inverso voluto) hanno dato il “meglio” di se: non hanno detto un caxxo. E’ questa la fine dell’nazionicina, dell’europeina, in mano al più triste fallimento coniugale, tra il vecchio che sprofonda e il nuovo già diroccato.

  • Kazonga

    “…Vai avanti 30 anni a mazzate economiche sulla popolazione, riduci i consumi, vendi all’estero il meglio dell’industria e del commercio italiano, snatura i contratti, trasforma il rapporto di lavoro in servitù, mantieni al lavoro gente che non ce la fa più: a questo punto, con i risparmi del Parlamento ci compriamo le noccioline…”

    Esco di casa e, con gli ultimi euro che mi sono rimasti, vado a farmi incidere una targa d’ottone con questa frase.

    Grande Bersani.

  • IVANOE

    Tetris917
    non sono assolutamente d’accordo.
    Dallo streaming è uscito fuori un fantoccio ridicolo come bersani che ha tentato di minacciare mafisoamente per intimidire i due inesperti grillini…ma poi la Lombardi con una frase sola a risolto a favore del M5S e di noi cittadini la disfida : ” bersani siamo noi le parti sociali…”
    Tetris917 a buon intenditor poche parole…

  • Tetris1917

    e a quale classe sociale (nel senso piu’ marxiano possibile del termine) “il” Lombardi si riferisce? E il M5S ne incarna gli interessi? Mi sembra proprio di no, visto che Grillo tiene insieme imprenditori e precari operai, con interessi evidentemente contrapposti (seppur il comico li faccia coincidere artificiosamente). Se un imprenditore vessato del nord-est che ha votato M5S, chiede da sempre meno tasse il che significa meno servizi per il sociale, e quindi per chi sta peggio, inoltre chiede meno controlli sul lavoro, mano libera per disfarsi dei lavoratori in esubero; mi spieghi come sta cosa possa andare in sintonia con il precario che chiede di essere regolarizzato, semmai e’ un professore di scuola, dove con meno tasse versate dall’imprenditore del nord-est, lo stato non può più assumere? O dell’operaio che per recupere un pò di potere d’acquisto, vorrebbe una quota maggiore di salario? Poche parole davvero, IVANOE.

  • Vetter

    Secondo Carlo Bertani quindi M5S, dovrebbe coalizzarsi con il PD!!!

    Bersani avrebbe commesso l’errore di appoggiare Monti, ma adesso sarebbe ammesso l’errore per M5S di appoggiare Bersani. Bizzarro ragionamento.
    Lo considero un articolo pieno di ipocrisie, e mi stupisce la selezione da parte di comedonchischiotte, di questo giornalismo infantile, a quanto pare la voglia di cambiamento non è piu tanto in voga, meglio invitare l’opinione pubblica a considerare che la nostra amata democratica repubblica non ha bisogno di nessuna revisione.

  • Tonguessy

    La targa di plastica ti costa di meno e si legge uguale. Poi con quello che ti avanza ti ci compri pure il gelato.

  • guru2012

    Appunto si parlava di “parti sociali” al plurale. Gli interessi degli imprenditori e quelli degli operai, non sono affatto contrapposti per evidenti ragioni. Al momento l’unica soluzione possibile sembra essere l’istituzione di un reddito di cittadinanza, ma per poterla realizzare bisogna prima affrontare il problemuccio della gestione della moneta.

  • Tonguessy

    “Gli interessi degli imprenditori e quelli degli operai, non sono affatto contrapposti per evidenti ragioni”? Mah, sinceramente io farei dei distinguo. Diciamo che possono essere alleati contro le banche, che non permettono adeguati finanziamenti. Ad esempio la Richard Ginori è stata fatta fallire perchè chiedeva alle banche i soldi con cui comprare le materie prime per potere evadere gli ordini già confermati. ne hanno rimesso tutti, operai e imprenditori, nonchè tutta l’economia nazionale.
    Ma al di là di questi episodi causati da fatti risaputi, dov’è che c’è mai stata convergenza storica tra gli interessi delle “parti sociali”? Non è possibile che tutta questa confusione e rimescolamento delle carte faccia parte di un gioco che, magari innescato inconsapevolmente, sia manovrato ad hoc? Si potrebbe notare come, ad esempio, i sindacati stiano sempre più dalla parte del padrone pur dichiarandosi dalla parte dei lavoratori. Alla fine chi ci guadagna secondo te da questa confusione di ruoli?

  • haward

    Come si fa a fare una riunione dalla quale dipende (diciamo dovrebbe dipendere) una buona fetta del destino immediato di una nazione di 60.000.000 di persone come l’Italia, con la diretta streaming? Non è l’assemblea del condominio, come si fa a fare a meno della ovvia ed imprescindibile riservatezza? Ma cosa volete che si possano dire le due delegazioni sapendo di essere osservati ed ascoltati? Se è la famosa trasparenza che si vuole ottenere a tutti i costi questo è proprio il risultato opposto perchè è chiaro che il vero scambio di vedute avviene a quattr’occhi. Se il M5S vuole davvero rispettare il mandato che gli hanno dato milioni di italiani la smetta con queste trovate demagogiche che non spostano di una virgola lo status quo ed inizi a pensare non a prendere più voti alle prossime elezioni ma al bene dell’Italia. Altrimenti altro non si dimostra se non la versione riveduta e corretta della partitocrazia

  • massi

    Sai qui su CDC capita anche di trovare opinioni differenti…
    se cerchi l’unanimità di vedute c’è sempre il blog di Grillo…

  • bdurruti

    Solo ieri, nel forum, alla domanda come mai avessi scelto come pseudonimo quello di un anarchico che promosse un’alleanza fra stalinisti, anarco-sindacalisti, trotskisti e socialdemocratici (ed addirittura vedeva con favore la partecipazione di anarchici dentro lo Stato, cosa che poi realmente avvenne dopo la sua morte), rispondevo con le sue parole: “C’è una guerra, bisogna fermare il fascismo, l’unica possibilità è unirsi e trovare un compromesso per arrivare a quell’unico obiettivo”.
    Credo che il M5S sia fondato su una ideologia classista e borghese, quindi lontano dalle istanze della classe lavoratrice (tanto quanto il Pd, che però lo è per altri versi), ma era l’unica speranza per fermare il governo della BCE e gentaglia come Renzi. Che ora non saranno più arginabili come le truppe di Franco a Barcellona.

  • Giancarlo54

    Ma storicamente mi sembra che nonostante la grande alleanza dagli anarchici ai socialisti e ai repubblicani, Durruti ha perso lo stesso la guerra, o sbaglio?

  • bdurruti

    Durruti morì nel novembre del 1936, quindi poco dopo l’inizio della guerra. L’alleanza non ci fu mai realmente.

  • illupodeicieli

    @ E’ giusto e sacrosanto informare, ma oggi il vostro compito è cambiato: sono ben altre le priorità.
    Però i problemi c’erano anche prima e il M5S lo sapeva, come lo sapevano tutti ,anche su Cdc, e non da adesso ma da anni: io ne scrivevo già dal 2005. Il fatto che lui ,e altri, hanno priorità diverse: è evidente. Sennò avrebbero come prima voce il lavoro, il potere d’acquisto, equitalia eccetera. E non è con i rimborsi che si fa la spesa.

  • alvise

    Visto che bertani cita banalità come il “giusto il disegno di legge per i risparmi del Parlamento, ma questo non muove di un’unghia il problema dell’economia italiana” (è banalità tutto quello che è ovvietà), citerò anche io banalità gia dette su CDC. Egregio bertani (devo stare attento a non confondere la T con la S, perchè mi pare più vicino alla S…), Chi ha votato 5 stelle, come me, deve per forza accettare tutto quello che dice il programma, al contario, dovevo votare OBBLIGATORIAMENTE PD. I dissidenti o sono dei coglioni che non hanno capito lo spirito del Movimento, oppure sono tutti dei veggenti che già sapevano del risultato del 5 stelle, e quindi aspettarsi un avvicinamento a bersani.

    Ancora un paio di banalità. Il 5 stelle è e vuole essere, un movimento-partito anticonformista (la conformità acclarata è formata da inciuci, pardon…da coalizioni), se così non fosse, che razza di anticonformismo sarebbe? E questo ovviamente crea uno scombussolamento nei giochi già previsti fra il PDmenoL ed il PDL. Altra banalità. Una vecchia pubblicità diceva “Calda e subito”. Con la politica non è possibile, però il 5 stelle una cosa la sta facendo, una cosa che mai nessuno ha fatto, ha acceso il fuoco della caldaia. Se i coglioni dissidenti capiranno questo, più altri che potrebbero aggiungersi, e se il programma del M5S mantiene i punti programmatici, i corrotti, gli inciuciatori di professione, i massoni come Letta, avranno addosso il faro della lanterna di Genova, e quindi sarà più difficile creare ulteriori problemi nell’economia italiana (questa è una banalità troppo banale)

    E’ vero bertani, è poco ma ricordati che con le gocce d’acqua si può creare il mare (bella banalità vero?), e calda e subito, in queste condizioni, non è possibile. C’è poi il problema del controllo sui mercati (o borse), quello che la CONSOB non ha mai fatto in modo incisivo, e creare nuove regole o leggi, che solo il 5 stelle scevro da inciuci, almeno per ora, può fare. E’ ovvio che al di la di tutte le discussioni che possiamo fare noi utenti di CDC, al di sopra di tutto c’è l’economia (quante banalità sto scrivendo) che condiziona tutto, il cui debito pubblico la fa da padrone, tangibile convitato di pietra. Ma per cambiare veramente tutto ci vuole l’onestà dei politici, (nel 5 stelle questa c’è già), e questo è un problema, ma dateci fiducia alle prossime vicine elezioni, dateci il governo, e daremo il via ad una nuova stagione politica rivoluzionaria (penultima banalità). Comunque W M5S (non ho resistito a terminare con una ultima banalità)

  • Behemot

    BRAVISSIMO, ADESSO, UNA VOLTA PERDUTA LA SPERANZA ABBAIANO ALLA LUNA !!!

  • gm

    scrive l’autore: “Alla fine della storia, non sarebbe stato meglio fare un nome a Napolitano, oppure fare un’alleanza col PD o, ancora – facendo un nome – sfruttare la possibilità che il PD votasse un governo M5S?”

    L’idea, da parte del M5*, di avanzare la propria candidatura al governo mi sembra che ci sia stata e se ha mancato, forse, di fare anche un nome mi sembra che anche questo sarebbe sicuramente avvenuto in un secondo tempo se e quando ci fosse stata una qualche disponibilità per un governo M5* che, invece, è sicuramente mancata da parte di sua maestà giorgio.

    Quanto all’ alleanza col PD nelle condizioni attuali è assurdo anche il solo pensarci perché servirebbe solo a bersani per devitalizzare e spaccare il M5*.
    Fossi nel M5* ci penserei, pur tra mille dubbi e precauzioni, solo se e quando il M5* avesse una maggioranza almeno relativa in parlamento e al senato… cosa che allo stato delle cose ancora non è.

    Per il momento il M5* dovrebbe piuttosto preoccuparsi di presentare a raffica progetti di legge nel solco del suo programma … anche se non c’è da illudersi che riuscirebbe a farli passare, darebbe prove concrete della sua intenzione “rivoluzionaria”.

    Che grillo tenga assieme “imprenditori e operai” è una delle ragioni del suo successo e segno di una certa intelligenza che evidentemente difetta a chi considera questo fatto un obbrobrio, in nome di un qualche antistorico “purismo operaio” e/o a presunte profonde e inconciliabili divergenze di interessi.

    In realtà un “piccolo” o “medio” imprenditore (e tale è chi non abbia più di 15 operai o, comunque poche decine di operai) è vessato da questa casta politica-imprenditoriale-finanziaria quasi quanto un operaio e a volte anche di più.

    Che , poi, minori tasse a questi imprenditori (spesso semplici artigiani), si tradurrebbero in minori “servizi sociali” e “minore salario” è di una falsità colossale tant’è che, solo per dirne una, non mi risulta che le maggiori tasse a questi soggetti sociali si sia tradotto mai in maggiori servizi o maggiori salari.

    Evidentemente alcuni “purissimi comunisti” non hanno ancora capito il fatto banale che per affossare queste società iper-capitalistiche moderne, è indispensabile coinvolgere nei processi storici di rinnovamento anche significativi strati di ceti medi … e tra questi rientrano anche gli aborriti (da qualche incorreggibile purista comunista) strati di piccoli e medio piccoli imprenditori.

    Arriverei addirittura a considerare possibili alleati (momentanei) anche strati di imprenditori né piccoli né medi che però assumessero un chiaro e deciso atteggiamento di contrapposizione alla casta dominante e venduta … allo straniero oltre che alle loro tasche.

    Peccato che su quest’ultimo versante, a parte individuali eccezioni, non si noti ancora nessun movimento significativo.

    Quanto a chi (es. IVANOE), pur dicendo molte cose condivisibili, si abbandona poi al solito stantio atteggiamento anti-marxista pur di nobilitare l’ atteggiamento anti ideologico del M5* . direi che non mi risulta che, come sostanzialmente si afferma, i napolitano, i togliatti, i berlinguer, i d’alema e bersani fossero o siano guidati dall’ideologia marxista.

    Dire questo significa ridurre il marxismo a una macchietta o, peggio, confondere il marxismo con lo stalinismo (quest’ultimo,comunque dovrebbe essere valutato esso stesso non con i soliti stereotipi di stampo propagandistico ma piuttosto come grave deviazione teorica e pratica rispetto al marxismo). Gran parte di quello che milioni di persone stanno subendo dipende, invece, proprio dalla totale mancanza di una qualsiasi forza politica che, pur senza farne una religione, in qualche modo si collochi almeno nel solco del marxismo rivoluzionario. Se la parola “marxismo”, grazie anche al lavaggio del cervello perpetrato per secoli proprio dalle forze che si pretende di combattere, non piace e non è alla moda, sostituitela pure con quello che più vi piace purché la nuova definizione contenga ancora un chiaro richiamo all’anticapitalismo e, poiché anche regimi di destra spesso si sono definiti o si definiscono anticapitalistici, non dimenticate di aggiungere che vi richiamate a un sistema che abolisca il dominio di qualsiasi minoranza sulla maggioranza e abolisca il fatto che l’uomo sia considerato e trattato come merce che deve vendersi per campare.

    Quanto alla “INVIDIA E GIUSTIZIA” che, sempre a detta di Ivanoe, ispirerebbe gli elettori del M5*, preferirei sostituire il termine “invidia” con quello di “uguali opportunità” e l’altro con “lotta alle attuali profonde sperequazioni di reddito fra diversi strati sociali”.

  • Tetris1917

    @GM: puoi ammantare come vuoi i comportamenti dei M5S di antideologico (quindi antitutto), ma intanto il teatro in atto adesso, dice di un santone piu’ un pensologo che impongono la rotta senza possibilità di appello. Ma non è questo che mi interessa. Importante è il concetto dove, sia piccoli imprenditori (artigiani sono altro) che proletari, ossia venditori di merce forza lavoro e basta, siano nella stessa barca. Sicuramente la crisi ha spinto il ceto medio verso condizioni economiche peggiori, ma questa spinta generale verso il basso e l’accumulazione sempre piu’ ristretta di capitali in oligarchie ben agguerrite, e’ pari pari il risultato del capitalismo e del manifestarsi delle sue contraddizioni. A questo punto Grillo cosa propone? La decrescita. Insomma bisognerebbe dire al piccolo imprenditore del nord-est che non solo lui non riprenderà piu’ le sue condizioni precrisi, ma si troverà perennemente in povertà strisciante, a meno che non accetti filosoficamente di guadagnare meno, poichè la società consuma di meno. Ma l’imprenditore piccolo del nord-est segue il suo istinto, ossia quello di massimizzare i suoi profitti:
    a) Introducendo macchine nel ciclo produttivo
    b) Pagando sempre meno la forza lavoro (ricattabilità elevata)
    c) Ampliando la platea del suo mercato di merci prodotte ( si scontra con concorrenti tipo la Cina-India ecc…)
    In questo quadro SOMMARIO AL MASSIMO dato da me, mi spieghi come sarà possibile, se non entro pochi lassi di tempo ed obiettivi immediati, tipo meno tasse e per l’operaio piu’ salario (proposta in verità sentita poche volte da Grillo, mentre parla di salario sociale per i disoccupati), tenere insieme chi storicamente non puo’ stare insieme a patto che uno dei due non passi di classe?

    P.S1: Per l’imprenditore è meglio pagare più tasse che stare in decrescita perenne.
    P.S2: mi dai una definizione di classe media?
    P.S3: le tasse in Italia sono pagate per la totalità dai lavoratori dipendenti, ossia dal proletariato (termine mai obsoleto, e sempre vivo)

  • bdurruti

    “… per affossare queste società iper-capitalistiche moderne, è indispensabile coinvolgere nei processi storici di rinnovamento anche significativi strati di ceti medi … e tra questi rientrano anche gli aborriti (da qualche incorreggibile purista comunista) strati di piccoli e medio piccoli imprenditori.”

    A mio parere, il succo del problema sta qui: le classi dominanti hanno definito una “classe media” ritagliata secondo i loro parametri, poi hanno infinocchiato la “classe lavoratrice” demonizzandola, cioè facendogli credere che la loro condizione è subumana ma che era possibile affrancarsi da essa attraverso la “meritocrazia”, con questo insinuando a chi rimane indietro che “è colpa sua” e quindi “ruba i sussidi statali”. La Fornero con il suo “choosy” ha espresso chiaramente questa ideologia di cui è portatrice e propagatrice, ma lo sono anche Renzi e in grande misura anche Grillo e Casaleggio.
    Proviamo a ribaltare la frittata e pensare che i piccoli e medio piccoli imprenditori di cui si parla nel pur bel commento di gm, sono anch’essi “classe lavoratrice” e che contribuiscono a darle forza e dignità, poi vediamo l’effetto che fa, come diceva Jannacci..

  • Truman

    Giusto una nota sui dieci saggi: tradizionalmente bastavano sette saggi, adesso ce ne vogliono dieci. Anche la saggezza si è svalutata.

  • gm

    ho scritto qui

    la mia risposta a questo tuo commento.

    Mi scuso ma, almeno per il momento, non so come si inserisce un link automatico…perciò per leggere la mia risposta dovresti inserire manualmente il link nel campo degli indirizzi.

  • Vetter

    Chi sei un moderatore di “CDC”, o ti fai solo carico di commentare gli articoli che parlano di M5S?

    Cmq dalla tua scontata perifrasi sul blog di grillo è evidente che voti Bersani, quindi sicuramente tu te ne intendi di unanimità di vedute, le vostre sono talmente ampie che abbracciano anche quelle del PDL.

    Che si farebbe pur di non perdere la possibilità di continuare a magnare a 4 ganasse eh!!