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CHE NE FACCIAMO DI QUESTO BUCINTORO ?

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Abbiamo nuovamente il Bucintoro. Splendida nave, davvero: ma non ha più le dorature a guazzo, i fregi e le sculture. Ha, invece, cannoni a tiro rapido, missili e (dovrebbe avere) aerei: stiamo parlando dell’orgoglio nazionale, dell’ammiraglia della flotta italiana: la portaerei Cavour. La quale, poveraccia, rischia d’essere declassata – a pochi anni dalla nascita – a semplice portaelicotteri: come uno studente al quale dicono: “no, tu, più che qualche corso d’avviamento al lavoro…”. Poveraccio, come ci rimane male, e come ci rimarrà la Cavour se continuerà la vulgata imperante, quella che recita che diventerà una splendida portaerei con gli F-35.

Vediamo perché “osiamo” fare questa affermazione, ma non per la nota polemica sugli F-35: per altre ragioni, forse meno conosciute, ma più decisive. La nave non potrà mai operare come portaerei, perché non è adatta al velivolo scelto, né è stata costruita con i requisiti di una portaerei.

Prendiamo in esame i pesi, a vuoto e massimi al decollo, degli unici tre (in realtà solo due, lo Yak-141 non entrò mai in servizio, e non consideriamo il vecchio Yak-38) velivoli V/STOL:
F-35B: 13.300 – 31.800 Kg Harrier II: 5340 – 14.100 Kg Yakovlev 141: 11.650 – 19.500 Kg
I pesi degli Yakovlev sono quelli dei pochi prototipi costruiti: l’aereo, in ogni modo, conquistò 12 record mondiali per la categoria VTOL, riconosciuti dalla FAI.

Soprattutto il confronto dell’F-35 con l’Harrier rivela un “passo” molto diverso, ossia da un aereo specificatamente progettato per l’impiego V/STOL da piccole portaerei, si è passati ad aereo terrestre adattato: la Spagna, ad esempio, non ha preso in considerazione l’F-35B per la sua piccola portaerei “Principe de Asturias”. Noi, invece, abbiamo costruito una portaerei un po’ più grande, ma sempre più modesta delle “Tarawa” (e classi successive) dei Marines statunitensi – che hanno un ponte di volo di circa 30 metri più lungo: 30 metri, non sono pochi in decollo/atterraggio – e poi abbiamo deciso che sì, poteva imbarcare anche un po’ di battaglione San Marco, con mezzi blindati e tutto il resto. Così, una nave di nemmeno 30mila tonnellate di dislocamento, dovrebbe fare la portaerei e la nave da sbarco: in più, dovrebbe gestire un aereo pesantissimo: ma vi sembra possibile?!?

E questo è uno dei problemi dell’F-35B: in primis, l’aereo è stato valutato sulla Tarawa e ancora non si sa se verrà costruito, per problemi tecnici (riscontrati in prova proprio sulla nave) e perché sono pochi aerei, rispetto agli ordinativi delle altre versioni. Di conseguenza, c’è il rischio che la Cavour, terminata la vita utile degli Harrier, rimanga una semplice portaelicotteri, incapace di proteggere i convogli mediante la componente aerea, mancando clamorosamente l’obiettivo previsto per un Paese che intende “difendersi”. A parere di chi scrive, durante la lunga e contrastata crociera di un paio d’anni fa per fare da “salone itinerante” dei prodotti militari italiani, l’obiettivo migliore sarebbe stato uno solo: venderla. In definitiva, l’aereo è pesante, troppo pesante per appontare sulla Cavour: ci spieghiamo meglio.

Una volta decollati grazie allo sky jump, gli F-35 devono pure tornare; qui entra in gioco l’eccessivo peso che abbiamo sopra riscontrato: oltre 30 tonnellate! Quasi un TIR a pieno carico! In condizioni di bassa pressione e caldo umido, i motori non ce la fanno a fornire la spinta necessaria all’atterraggio verticale (1) e, dunque, l’aereo deve scaricare il carico bellico in mare e parte del carburante: la cosa, già fa rizzare i capelli. Il problema (che si presenta sempre quando gli aerei sono in ricognizione armata) è quello di scaricare non solo le bombe (costano poco) ma i missili, i quali hanno dei prezzi che vanno da 1 a 2 milioni di euro l’uno: mettiamoci solo 4 missili e un po’ di carburante…voilà: 6-7 milioni ai pesci. Per aereo. E per appontaggio. Ovviamente, è impossibile: c’è un’alternativa B? Sì, c’è, ma si chiama “fabbrica di vedove”.

L’aereo, invece d’appontare verticalmente, s’avvicina a bassa velocità alla nave ed apponta “normalmente” (come sulle grandi portaerei) “manovrando” sulla rotazione degli eiettori – in questo modo affida ancora una parte della portanza alle ali – poi, appena toccato il ponte, subito una spasmodica frenata per fermare 30 tonnellate d’aereo in 120 metri. Auguri. Forse può funzionare con un Harrier, ma non con un bestione da 30 tonnellate. Per questa ragione affermavo, prima, che i 30 metri di differenza da una Tarawa fanno già una differenza, quella fra fermarsi al limite del ponte o finire in mare: in ogni modo, anche i Marines sono poco convinti. Per i non addetti, ricordo che questa versione dell’aereo non avrà a disposizione il tradizionale gancio d’appontaggio.

Insomma, abbiamo costruito la portaerei fidandoci dello zio Sam, il quale è nei guai fino al collo per i tanti problemi dell’aereo, al quale s’è aggiunto questo – che, ricordiamo, riguarda solo l’eventuale F-35B – e che potrebbe far pendere la bilancia verso una cancellazione del programma della versione a decollo/atterraggio corto/verticale. Gli USA non hanno questi problemi: la US Navy già sperimenta il “superdrone” Pegasus per la difesa aerea, che ha un raggio d’azione doppio rispetto al F-35 e costa la metà (2). Insomma, che alla fine resteremo in braghe di tela non è proprio una certezza ma – diciamo – un serio “dubbio ben motivato”.

Cosa succede nel mondo? Il Regno Unito sfoglia la margherita come l’Italia – nel senso “aerei convenzionali o a decollo verticale”? Ovviamente, prima di costruire le portaerei. La Francia ha i Rafale (convenzionali), la Spagna rinuncia, l’India imbarcherà (?) i convenzionali Mig-29 con ali ripiegabili, la Cina ha copiato dei Su-27 russi…insomma, molta confusione sotto i cieli orientali. Noi, restiamo in mezzo al guado, anche perché ci sono molti dubbi che la portaerei sia poi così importante come si crede, e come la II G.M. ce l’ha lasciata, ossia come una regina: o una grande papera in mezzo al mare?

Dopo l’ “exploit” del (quasi) sconosciuto missile russo Kalibr – lanciato contro le installazioni terrestri dell’ISIS da una corvetta nel Mar Caspio (3) – ci preoccuperemmo molto, se fossimo un ammiraglio in comando su una portaerei, di riportare a casa la baracca. Perché, lo stesso missile può essere lanciato da sottomarini, il che lo pone assolutamente all’esterno di qualsiasi area di ricerca e soppressione della minaccia subacquea, sia mediante aerei sia con gli elicotteri. Ricordiamo che il Kalibr è dotato di autoguida terminale sul bersaglio. Questo, però, è un altro discorso che riguarda l’uso della portaerei nel suo complesso: altra cosa è stabilire che fare di una portaerei come la Cavour.

Premesso (per la seconda volta!) che venderla sarebbe la miglior cosa da fare, la nave andrebbe ristrutturata radicalmente, poiché si tratta di un ibrido senza senso: piccola portaerei, modesta nave da assalto anfibio. Questa è stata l’impostazione errata: far convivere sulla stessa nave due esigenze diverse, la seconda delle quali cozza violentemente contro le impostazioni della difesa italiana. Chi dobbiamo andare ad assalire a migliaia di chilometri dalle nostre coste? Con una nave? Due? Tre? Ma lasciamo perdere… Diversa è la faccenda se si torna all’impostazione originaria: difendere “Blue Water” (ossia anche in pieno Mediterraneo) gli interessi italiani e le proprie navi mercantili. Uno strumento potente per l’offesa che potrebbe recare al nemico, non certo con qualche Harrier e pochi elicotteri come oggi.

Una portaerei che, a pieno carico, disloca 28.000 tonnellate è in grado, se ben strutturata, d’imbarcare circa trenta velivoli: lasciamo la scorta antisom alle fregate e concentriamoci sugli aerei. Diciamo, un mix di 24 aerei e 6 elicotteri. I dati non sono campati in aria: sono pressappoco quelli delle vecchie Kiev della Marina Sovietica (simili per tonnellaggio). Il problema è dove andare a prendere gli aerei: gli Harrier invecchiano, gli YAK non ci sono e l’F-35 s’appresta ad essere il più grande “bidone” che lo zio Sam ci va a rifilare. Dove prenderli? Ma in Italia!

C’è un aereo, italiano, che è stato venduto in Israele, Polonia, Qatar e che partecipa alla selezione per un nuovo velivolo americano! Buy italian? Si tratta dell’ottimo Alenia Aermacchi M-346 Master (4), un addestratore di quarta generazione il quale, però, presenta caratteristiche molto prossime ad un caccia leggero, ovviamente nella versione monoposto.
Le stime prevedono che il modello sarà costruito in oltre 600 esemplari entro il 2020, escludendo la versione da combattimento, alla quale a volte ci si riferisce con la designazione non ufficiale M-346K. Quest’ultima è un candidato alla sostituzione del caccia leggero Northrop F-5E Tiger II, diffuso in numerose aeronautiche militari nel mondo.” (Wikipedia)
Difatti, in Israele ed in Qatar l’aereo è stato venduto nella configurazione da addestramento – poiché la legge italiana impedisce la vendita di armi a Paesi che hanno conflitti in corso (la solita foglia di fico italiana) – ma, da quelle parti, poi, si modifica…

Insomma, si tratta di un buon velivolo. Vediamo i dati, comparati al Sea Harrier ed al F-35:
F-35B: 13.300 – 31.800 Kg Harrier II: 5340 – 14.100 Kg M-346 Master: 7400 –10.200 Kg
Lontanissimi entrambi dalle quasi 32 tonnellate dell’F-35, i due aerei sono abbastanza simili per prestazioni: entrambi subsonici con 1,2 Mach di velocità di punta… certo, il secondo è un addestratore e, dunque, bisognerebbe valutare i pesi una volta “sbarcato” il secondo seggiolino, caricato un radar aria-aria, eccetera…però, diciamo che a pesi ci siamo. E i costi?

L’addestratore costa 20 milioni di euro: il caccia costerà di più, ma sempre intorno ad un terzo di un F-35, il quale costa circa 100 milioni e non si sa nemmeno, nella versione “B”, se verrà costruito e quanto costerà. Quindi, potremo avere una linea di volo per la Cavour che costerà circa 1 miliardo, contro i 3 del (ipotetico) F-35. E sarà un prodotto costruito in Italia, che darà lavoro agli italiani, non come i pochi posti creati a Cameri per l’occasione. C’è un solo problema: non è un velivolo a decollo verticale, ma convenzionale, anche se i dati di corsa di decollo sono molto promettenti, 280 m, e per l’atterraggio 580 m (5). Pur ricordando che il velivolo, in configurazione da difesa aerea sarebbe piuttosto leggero (bombe e missili aria-terra pesano molto) – potrebbe essere armato con 4 AIM-120 Amraam e due Sidewinder, come l’Harrier, ed imbarcherebbe un migliaio di chili o poco più, poca roba – però necessiterebbe comunque di catapulte per il lancio e sistema di cavi (gancio) per l’atterraggio. E’ possibile?

In teoria sì, nulla è impossibile…dipende dai costi e dalla volontà di farlo, perché i costi non sarebbero tanto sul velivolo, quanto sulla nave. Il risparmio sugli aerei, rispetto agli F-35, sarebbe di circa 2 miliardi: bastano per ristrutturare la nave da così:

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a così?

La prima (in basso) è la Cavour com’è oggi, mentre le due (ipotetiche) configurazioni in versione “vera portaerei” si differenziano per una diversa disposizione delle catapulte: la cosiddetta “isola” con il fumaiolo, ecc, non andrebbe modificata. Sarebbe una ricostruzione/modifica pari a quelle che subirono alcune portaerei dopo la II G.M. con l’ingresso in servizio dei jet, come le inglesi classe Majestic o le americane classe Essex: per le Essex, ad esempio, furono necessari 7-8 mesi di lavori. Non soffermatevi troppo sui dettagli dei disegni: sono soltanto delle indicazioni.
La Cavour è costata (secondo Wikipedia) 1,35 miliardi, secondo l’ex ministro Mauro (6) 3,5 miliardi (semplicemente, 1,5 la nave e 2 miliardi gli aerei: gli americani gli hanno fatto uno sconto da 3 a 2 miliardi? Dubitiamo) ma la cosa non sposta i termini del problema, anche se (secondo alcune stime) gli F-35B verrebbero a costare 140 milioni l’uno, l’aereo più costoso della storia.

O ce la teniamo così, azzoppata, senza aerei o, al più, con degli aerei che daranno problemi dal primo all’ultimo giorno di servizio – l’F-35, di guai, ne ha a bizzeffe: motori, elettronica… nulla va per il verso giusto… ma la considerazione del troppo peso, in appontaggio, su un ponte così piccolo taglia la testa al toro – oppure la modifichiamo o, meglio, la vendiamo (terza volta) sempre che qualcuno la voglia, perché di scemi che tirino fuori fior di soldoni per una nave del genere mica se ne trovano tanti. L’errore non è stato solo progettare la nave in sé (la duplice missione, difesa aerea e proiezione di potenza, su una nave così piccola), ma l’aver costruito una nave fidandosi degli americani ad occhi chiusi e, soprattutto, senza riflettere sul rapporto misure del ponte/pesi dei velivoli.

Il discorso generale, per l’Italia, di possedere una portaerei ci conduce direttamente alle spese per la Difesa: il 73% dei fondi che il Ministero dell’Economia destina alle imprese, anche quest’anno, andrà al comparto difesa. Ma l’Italia si muove fra il 7° ed il 9° posto (secondo gli anni) nella classifica dei venditori di armi, con una fetta del mercato mondiale intorno al 2% (7): in altre parole, vendiamo bombe, ma quanti italiani ci campano sopra? Dall’altra, a forza di ricordare “si vis pacem, para bellum” si finisce per andare a bombardare la Libia, in Iraq e tutto il resto…ma, serve avere delle armi per difendersi?

Lascio ad altri questo dilemma, vecchio come il mondo, e ritorno alla Cavour: a meno di credere alla favoletta del F-35B che tutto risolverà… che facciamo, la ormeggiamo a Venezia e poi tiriamo fuori questo moderno Bucintoro, una volta l’anno, per celebrare il matrimonio con le acque?

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2015/11/che-ne-facciamo-di-questo-bucintoro.html

28.11.2015

NOTE

(1) Fonte: National Audit Office UK (http://www.nao.org.uk/wp-content/uploads/2013/05/10149-001-Carrier.full-report.pdf)

(2) http://www.analisidifesa.it/2013/07/primo-appontaggio-per-il-pegasus/

(3) http://www.difesaonline.it/mondo-militare/russia-conosciamo-da-vicino-lorgoglio-di-mosca-il-missile-kalibr-3m-14

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Alenia_Aermacchi_M-346_Master

(5) http://www.webalice.it/imc2004/files_fighters/M346.htm

(6) http://www.lastampa.it/2013/07/31/italia/politica/f-mauro-gi-spesi-miliardi-per-modificare-la-portaerei-cavour-yCj5WpIqzQ4ow97d4DbDkK/pagina.html

(7) https://en.wikipedia.org/wiki/Arms_industry#World.27s_largest_arms_exporters

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    I nostri "operatori di guerra" Italioti, quando e se si troveranno di fronte ad un vero nemico non potranno che darsela a gambe come hanno sempre fatto, del resto.

    Nel caso della Cavour dovranno invece nuotare…
    Tutta la paccottiglia militare costosissima rifilateci dall’amico Padrone zio Sam è infatti obsoleta inutile e perdente di fronte ai moderni sistemi bellici Russi ma anche Cinesi.
    I Russi hanno accecato le ben più "cattive" navi Usa e dispongono di armi segrete capaci, come ebbe a dire un loro generale, di tirare giù l’intera squadra di f-35 in un colpo solo.
    E all’Orso, a differenza del nostro insulso Pinguino, bisogna credere..
  • Xeno
    D’accordo sulla paccottiglia.
    Riguardo la potenza di fuoco perchè fare paragoni con Russia,Cina USA?
    Nostalgia dei tempi dell’impero romano? Sono passati millenni da allora.
     
    Meglio buttarsi nella moda va’là, almeno quella la sappiamo fare.
  • bstrnt

    Negli anni 70 alla richiesta del senato americano di quanto potesse resistere la marina statunitense in caso di guerra con la Russia la risposta di un ammiraglio fu: "7 giorni se teniamo le navi in porto, 2 o 3 se sono in mare".

    Dunque le portaerei erano già obsolete illo tempore!
    Nel frattempo armi "asimmetriche" contro portaerei sono nate come i funghi (DF21 cinese, Onyx e Klub-k russi, oltre ai citati Kalibr lanciabili in immersione da sommergibili) decretando le portaerei come un’assurdità storica; in altre parole è un sistema d’arma obsoleto contro nazioni con forze armate aggiornate tecnologicamente.
    Come il Famigerato F-35, anche le portaerei saranno declassate a livello di contro insorgenza, ma questi monumenti alla stupidità militare sono ben visibili e danno idea (fasulla) di proiezione di potenza, creano molti posti di lavoro e lauti guadagni per le lobby dell’industria militare, che poi possano venir impiegate in un serio confronto militare è altra cosa (esemplare è la velocità con la quale è stata ritirata la portaerei USA dal Golfo Persico dopo aver appurato che piccole navi (da 60 m) dal Mar Caspio possono facilmente renderla non operativa o addirittura danneggiarla irreparabilmente). 
    Visto che, purtroppo, è già stata costruita, la Cavour si potrebbe analizzare se possibile utilizzarla come nave da crociera per facoltosi amanti delle tecnologie militari, un po’ come fanno i Russi che propongono "escursioni" in Mig-29 ai limiti dell’atmosfera o per evoluzioni ad altro contenuto di adrenalina.
  • oldhunter

    Caro
    Bertani, la tua ponderata analisi e i tuoi eccellenti e saggi consigli, come
    ben sai, non verranno tenuti in conto alcuno. Perché, ed anche questo lo sai
    bene, a decidere sono sempre fattori ben diversi da quelli dell’opportunità ed
    oculatezza delle scelte che dovrebbero accompagnarsi anche all’equilibrio tra spesa
    ed effettiva necessità di quanto si vuole e si deve fare in una nazione secondo
    le linee guida di una sana e coerente politica definita dalla volontà dei più.
    Questi fattori nascosti, mai detti ma sempre presenti – particolarmente nel
    nostro Paese – sono principalmente dettati da interessi che nulla hanno a che vedere
    con il “bene supremo della Patria” ma che, invece, corrispondono a quelli
    particolari e meschini di lobbies, camarille e cosche tra partiti ed aziende quando
    non di quelli estranei alla Nazione imposti da potenze straniere e subiti
    passivamente da nostri politici vassalli.

    Si aggiunga,
    nel caso in esame, la stupidità dei nostri capi militari – di cui l’esempio è
    rappresentato proprio dalla Cavour – che si dilettano a giocare in war games più
    grandi di quelli a noi adatti e possibili, e secondo le strategie stabilite da un impero in
    sfacelo.

     

     

  • CarloBertani

    Faccio un commento collettivo, così risparmio tempo: lo faccio perché questo è un argomento che richiede una risposta, ed una risposta richiede un franco dibattito.
    Poi, non ci daranno mai ascolto: e chi se lo aspettava!
    Ciò nonostante – forse per mia formazione – non riesco a fare le cose per finta, ossia, per me la politica è fare il bene supremo della Nazione (magari sbagliando, capita, ma in buona fede). E basta.
    Stabilito che lo scenario militare italiano non coincide con quello delle grandi potenze, a noi serve qualcosa che ci faccia almeno – un minimo – temere, perché  indovinare il futuro del Nord Africa è veramente roba da sfera di cristallo.
    Come si vendeva la paccottiglia militare? Mediante un mix di regalie (i famosi rubinetti d’oro, yacht di lusso,  ecc), soggiorni da mille e una notte, pranzi pantagruelici e tante, brave puttane (che, oggi si chiamano "escort", ed hanno mutuato il nome non più dalla sociologia "sfornatrici di putti", ma dalla loro funzione "scortare" gli affari).
    Oggi, la faccenda è più complessa: ci vogliono compensazioni economiche in contropartita – ti vendo questi aerei e ti compro tot banane, oppure olio, vino, ecc – e, per i soldi, le transazioni possono essere molto complesse, scomodare "Paesi" terzi nei loro affari con questi Paesi…ossia mettere d’accordo la mafia cinese con quella russa, con i 25.000 componenti della famiglia reale saudita… l’unica cosa che non è cambiata sono i bisogni primari, ossia soggiorni, pranzi ed escort.
    Tornando alla Cavour, se ce la teniamo così, finirà per essere riclassificata "fregatona polivalente di terzo livello" (vi piace?)…si fa presto a trovarne un altro…"Grande motoscafo antisom"…eccetera..la fantasia italiana non ha limiti e marcirà negli arsenali per i prossimi 40 anni. Con spese mica da ridere.
    Lo dico con molta prudenza: forse, l’idea di ritrutturarla come "portaerei dei poveri per piccoli scazzi di quartiere" potrebbe funzionare…non lo so, ma vista l’alternativa, un costo secco 40ennale…
    Essendo ottimisti, sarebbe un buon modo per veicolare due prodotti italiani all’estero, aerei e nave, e chissà…magari ci sarebbe anche qualcuno che ce la chiede, o ci chiede la sorella più grande o più piccola,  perché non ha i soldi per il gioco dei ricconi (per ora), ma deve giocare col vicino rabbioso. E tenerlo a cuccia.
    L’unica certezza, sarebbe che a Monfalcone, al Muggiano, a Riva Trigoso ed a Sestri sarebbero in grado di farvi qualsiasi cosa, pure trasformarla in un’astronave. E non sono solo bravi, sono bravissimi.
    Beh, dai, fine del sogno: ma ci pensate come la prenderebbe lo zio Sam, dopo aver fatto tanti sforzi per cancellare l’Harrier (includendo la British Aerospace nell’orbita Grumman) se l’Italia gli facesse uno scherzaccio del genere?
    L’Iran costruisce autarchicamente sottomarini ed ottimi aerei: chi vuole fa, chi non vuole s’arrende.
    Ipse dixit, da uno che non disprezza la tranquilla pace dei monaci buddisti. Ciao a tutti. Carlo

  • sotis

    Potremo comunque sempre costruirne un’altra più grande pagandola ovviamente il triplo del suo prezzo e finanziando l’operazione con la cassa dell’ Inps e Depositi e prestiti.

    ah  ah ah ah …tanto siamo abituati!
  • oldhunter

    Caro Carlo,

     

    se non altro per il rispetto che sento di dovere verso chi
    stimo, dall’alto della mia lunga e poco piacevole esperienza di vita in questo
    Paese tanto amato/odiato, voglio brevissimamente rispondere al tuo commento
    collettivo: nonostante tutto, resti un inguaribile ottimista!

     

    Ma dimmi, pensi davvero che gli italici vassalli che oggi ci
    comandano non solo dissanguandoci su ordine straniero, ma distruggendo la Costituzione,
    calpestando assieme i nostri diritti frutto di cent’anni di lotte e la nostra stessa
    democrazia, possa disubbidire agli ordini di oltre Atlantico, o di Israele e della
    perfida Albione, o anche solo fare uno piccolo, piccolissimo sgarbo a chi conta
    davvero? Guarda che questi vassalli hanno appreso bene la lezione impartita a Moro
    prima e a Craxi poi…

     

    Se poi ritieni ancora possibile per noi alzar la testa e
    fare quel che vogliamo, beh! allora credi anche a Babbo Natale…

     

    Buone feste

    amicamente sempre tuo oldhunter

     

     

     

  • Fedeledellacroce

    Bella battuta!
    L’Inps i soldi non ce li ha piú…………
    A forza di attingere.

  • lopinot

    In sostanza abbiamo costruita una "Cortaerei"

  • Cataldo

    Questo tipo di pseudo-informazione, scollegata dalla realtà operativa dei fatti, non giova a nessuno. Se si vuole criticare il bilancio della difesa, ma ancora meglio, come viene utilizzato lo strumento militare non è necessario infarcire il discorso con valutazioni tecniche improvvisate e datate di anni.
    Intanto non capisco cosa significa che F35B "non verrà costruito" visto che è in consegna.

    1) La portaelicotteri, o meglio, la nave multiruolo ed eponima di una classe, la USS WASP, LHD-1, nelle ultime due settimane di maggio ha operato con ben 6 F35B, smontanto e rimontando i motori, con 72 ore di volo e più di 100 uscite, le valutazioni sono estremamente positive, in particolare l’"impronta" dell’aereo è abbastanza fredda ed il sistema di appontaggio automatico riduce i tempi e incrementa la sicurezza.

    2) Non è possibile paragonare un Harrier ad un F35B, l’Harrier è un aereo subsonico, con una avionica ridotta ed una autonomia limitata, l’F35B è supersonico, ha una avionica identica a quella della altre due versioni, incorpora strumenti che oggi prevedono l’utilizzo di almeno tre aerei, oltre ad avere un sensore di "fusione" dei dati raccolti passivamente che è nuovo anche nel concetto stesso, il DAS. Se si manda in aria un F35B la nave acquista una visione tattica immediata che non ha paragoni al momento per la nostra marina. L’Harrier non puo operare da solo in contesti con difesa aerea presente, l’F35B si, tanto da prefigurare un salto di stato del gruppo navale, che può controllare nel dettaglio migliaia di km quadrati con una sicurezza maggiore ed una impronta logistica minima.

    3) Non so cosa faccia credere a Bertani che l’aereo pesi 30 tonnellate, forse confonde libbre e chili, l’aereo pesa a secco meno di 15 tonnellate nella versione STVOL, decolla in meno di 100 metri, tira a 7G, un po meno della ltre versioni, ovviamente, ma sono sempre valori di punta, e ha spazio per quasi 6 tonnellate di carburante, un raggio delle operazioni di 800 km e passa. Ci sono ampi margini per gli armamenti, la spinta verticale massima è di circa 18 tonnellate, non vedo dove siano i problemi di peso citati. Gli americani hanno costruito uno skyjump a terra identico a quello della Cavour per definire quanta roba potrà decollare, ma le missioni ipotizzabili sono di una tipologia ben diversa di quelle disponibili non solo ad un Harrier, ma anche ad altri velivoli anche più pesanti che partono con la catapulta.

    Ci sarebbero altre cose da dire, ma non ho purtroppo il tempo per approfondire.
    Il programma F35 è troppo importante per essere trattato con superficialità, bisogna collocarlo per bene nel contesto strategico del paese, per portare a questo dibattito elementi costruttivi non si può partire da valutazioni un tanto al chilo o alla libbra

  • Matt-e-Tatty

    Provando a fare del fantamercato bellico:

    Ristrutturare la bagnarola a volere russo, magari con un set di Aermacchi e gli Augusta sopra. I russi in questo periodo possono essere interessati, quindi scambiarla… con sistemi di difesa S300 S400 che i russi stanno dispensando. La nave non ci serve a nulla, una buna difesa invece può servire ad un paese di uomini liberi.

    Il problema sta tutto nell’ultima riga.

    Complimenti per l’artico Sig. Bertani.