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CERCASI LAVORO, DISPERATAMENTE

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Giorni fa è comparsa sul Web una notizia (poi rivelatasi una bufala, un pesce d’Aprile) la quale riportava che Elsa Fornero era pronta a saltare sul carro del vincitore, ovvero Berlusconi: non credo che ci siano dubbi su chi sta galleggiando meglio in questa partita del dopo-elezioni, poiché è chiaro a tutti che il PD è in decomposizione, Monti in estinzione e Grillo crede di vincere le prossime elezioni alla grande. Veramente, ci crede davvero.

Attualmente, le astensioni (nei sondaggi) raggiungono il 37%: come sempre, le prossime elezioni non saranno una partita a chi prenderà più voti, bensì a chi ne perderà di meno, com’è stata l’ultima tornata elettorale.

Ma torniamo alla Fornero.

La notizia era una bufala distribuita da un’agenzia giornalistica, però non c’è stata la smentita di Elsa Fornero: molto probabilmente, lei ha veramente cercato un abboccamento, ma dall’altra parte la risposta è stata tanta gentilezza e porte chiuse. Berlusconi vuole cancellare la sua riforma (vedremo poi, cosa farà) e non può prendersi sul carro la persona più odiata d’Italia.
Perché una simile ansia d’avere un posto? Uno qualunque, in qualsiasi governo ed a qualsiasi costo: è una necessità primaria per la Fornero, altrimenti c’è lo spettro del Max Planck Institut di Monaco di Baviera, che gentilmente s’è offerto d’averla nel suo corpo docente. E col tedesco, come andiamo? Spreche Sie nicht? Ahi, ahi…
La vicenda di Elsa Fornero non può assurgere ai toni della tragedia, bensì rimarrà per sempre confinata nel limbo della farsa. Italiota, per giunta: per questo abbiamo accompagnato l’articolo con la vignetta satirica (e pesante) di Vauro. La vignetta, in sé, non è pesante per l’evidente allusione al noto modo di dire del mondo della prostituzione: la Fornero s’incacchiò mica poco con il vignettista, ma non capì nulla.
La ministra “defensor” dei diritti delle donne, all’epoca non capì una mazza: c’era bisogno di qualcuno che – senza tante chiacchiere – colpisse in modo durissimo sulla previdenza, massacrando gli italiani.
Dalla ordinaria “quota 96” (60 anni e 36 di contributi) si è passati d’un balzo alla “quota 104” (62 anni e 42 di contributi): è del tutto evidente che nessuno può raggiungerla, a meno d’essersi diplomato a 18 anni, aver riscattato 4 anni d’Università e poi, magicamente, aver trovato lavoro subito, ma proprio in un lampo.
Cosa ancora (teoricamente) possibile per le generazioni anni ’50, ma praticamente preclusa alle classi successive, a causa della fine del miracolo economico, che “dilazionò” di molto quei tempi.
Oggi – “fondendo” la precedente riforma Sacconi (ogni tot, tre mesi in più) con la sua – Elsa Fornero ha praticamente annullato la previdenza: chi oggi ha 50 anni può ragionevolmente prevedere di ricevere una pensione decurtata (e parecchio) verso i 69 anni.
Monti è un gran figlio di…ma è furbo: Elsa è la moglie di un suo buon amico, il professor Deaglio, ed ha “sdoganato” la donna aprendole il mondo della pubblicazione nel lontano 1978, quando firmò come coautore il primo libro della Fornero.
La “genesi” della Fornero è un capolavoro piemontese: un mix di libro Cuore, di shopenaueriane ecchimosi filosofiche di Norberto Bobbio, di preghiere al chiarore delle candele nella chiesa della Consolata e di tutti i mal di pancia di una ex capitale divenuta una caccola ai confini del rinnovello impero romano.
Lei, nasce nel 1948 ai bordi della città della FIAT, appena un poco più vicina di Ivrea, la città della Olivetti ed è di famiglia povera: dopo la guerra, se si nasceva poveri s’era davvero poveri ma si sopravviveva. Ci sono ancora due cose che io non riesco proprio a mangiare: il pancotto – chiamato in piemontese “panada” – e riso castagne e latte. Immaginate il perché.
La immagino in una casa dalla grande aia (come le tante che ho visitato nel Canavese), con le galline che razzolano ed i conigli al riparo sotto le arcate nelle gabbie di legno: forse qualche mucca che sbatteva la catena anche di notte, nella stalla, ed il maiale che grugniva nella sua porcilaia, fino a Natale. E’ la stessa casa – ovviamente rimodernata – dove abita oggi, a testimoniare un radicamento con i luoghi terrigno, ancestrale, quasi irrazionale a fronte di tanta razionalità mostrata in pubblico.
Mostra grande attitudine per lo studio e quindi, tutte le mattine – nella nebbia e nella bruma mattutina, quando i pioppi sembrano soldatini ordinati per l’assalto e le macchie luoghi misteriosi, dai quali può scaturire improvvisamente l’unicorno – prende l’autobus che passa per Ciriè, San Maurizio, Caselle…e poi giù, fino al “Peano”. Poiché l’istituto tecnico per ragionieri della città sabauda era uno solo all’epoca, ed era il Peano: quando lei faceva quinta un mio compagno d’Università faceva terza, non s’era così lontani.
Suo compagno di classe fu Cesare Damiano: due ministri usciti dalla stessa scuola…mica male!
Dopo, la strada (all’epoca) era obbligata: Economia e Commercio, dove conosce il suo futuro marito, Mario Deaglio. Qui la sua vita cambia, perché i Deaglio – a Torino – non valgono mica quanto gli sconosciuti Fornero!
Deve abituarsi agli standard dell’alta borghesia: lo fa, ma traspare sempre – anche fosse diventata segretario generale dell’ONU – la sua semplicità contadina, il lessico arruffato, il continuo timore d’essere inadeguata, non compresa.
E ti credo che la gente non ti capisce!
Prima si sente affermare dal presidente dell’INPS che i conti sono in ordine ed il sistema è sostenibile – nel decennio 2001-2011 l’aumento della speranza di vita è stato di un anno, quello della “speranza di pensione” almeno di 5 – poi arriva lei e chiude tutte le porte, come le ha ordinato Monti: fa terminare la scuola il 31 Gennaio, dimenticandosi (?) che la scuola ha un suo calendario, che va dal primo Settembre a quello dell’anno successivo, sul quale si sono sempre regolate le domande di pensione, di trasferimento…tutto. No, arriva lei ed è 31 Gennaio.
En passant, si “dimentica” di qualche centinaio di migliaio d’esodati, termine nuovo per definire ciò che è sempre avvenuto nel privato, il quale non sa più che farsene della gente di 55 anni, figuriamoci dei sessantacinquenni! Sono i tradizionali “prepensionamenti” dell’industria: per lei non esistevano, “non sapeva”.
E’ veramente difficile crederlo, perciò proponiamo un’altra lettura: a Monti serviva una faccia tosta in grado di sostenere tesi inammissibili per incamerare e mettere a bilancio non le pensioni – di quelle gliene frega poco – bensì i TFR/TFS, le liquidazioni. La Fornero, diligente, le sposta a due anni e mezzo dalla fine del rapporto di lavoro e, per i dipendenti pubblici, non è ammesso nessun anticipo.
In questo modo, Monti ottiene un avanzo primario che lo soddisfa: può elargire alle amiche banche tutti i soldi che chiedono, esentare le fondazioni bancarie (che, spesso, possiedono rilevanti pacchetti azionari delle banche stesse) dall’IMU e così Draghi approva, Napolitano approva, l’UE approva…
Il bello – si fa per dire – è che approvano anche Berlusconi, Bersani e Casini, più i sindacati, compresa la CGIL. L’accerchiamento degli anziani è completato dagli iniqui “prelievi di solidarietà” sulle pensioni che scattano dai 1400 euro (lordi) in su: intanto, il Bandito Giuliano continua a godersi 31.000 euro di pensione, ma non è solo, sono migliaia come lui!
Alla fine della storia, la frittata inizia a scoppiare: tutti avevamo pensato che piangesse per il dolore che dava a milioni di persone: non è vero. Piangeva di commozione, come avrebbe fatto qualsiasi figlio di contadini giunto in quella posizione: le sue lacrime erano d’emozione “guardate, papà e mamma, fin dove sono arrivata”, ecco l’amara verità.
Altrimenti, per il suicidio dei tre marchigiani, non si sarebbe limitata a dichiarare la sua “sofferenza” (mai disgiunta da un’oscura sofferenza personale che richiama ad ogni piè sospinto), con l’assurda giustificazione che i tre “avevano sofferto troppo la crisi”.
Provaci tu a campare con 500 euro il mese, poi vedremo per cosa piangi.
Di cosa soffre la Fornero?
La sua paura – dopo una vita passata fuori di casa – è quella di non poter tornare alla sua casa avita. Lei, la pensione ce l’ha, e di quelle che ci stai comodamente dentro. E allora?
Quante persone ha fatto morire la signora? Quante soffrono indicibilmente per le sue “visioni” del 2030, 2040, 2050…mettere a posto i conti per quella data…fare in modo che il sistema pensionistico sia sostenibile, e tutte quelle balle che ci tocca sorbire su INPS ed INPDAP per non toccare la sua riforma o, peggio, per inasprirla ancora.
Una telegrafica risposta: se io sapessi cosa succederà nel 2030, punterei i miei soldi su un “qualcosa” che sarà vincente per quella data. E’ solo un’ipotesi? Allora non vale nulla, come le previsioni di traffico ferroviario per la TAV.
Sempre più persone si stufano di recitare la parte dei topi nella gabbietta: di mangiare, lavorare e prendere tonnellate di psicofarmaci, come ogni persona anziana – cosciente o no – ingurgita. Il consumo di psicofarmaci è giunto al 25% della popolazione, ed una buona parte sono anziani. Il medico ascolta, poi scrive “prenda questo…poi mi dice come va…”. Il più delle volte, l’anziano non sa nemmeno di prendere una pillola che ha il solo scopo di farlo sopravvivere negandogli le emozioni, cosicché viene recluso in un limbo asettico dove le emozioni, soprattutto quelle negative, sono attenuate. E quelle positive? Fanne a meno, tanto sei anziano.
Allora, facciamo due calcoli statistici: non ha gran importanza la precisione, bensì l’ordine di grandezza.
Quante persone ha fatto precipitare nella disperazione miss Fornero?
Ci sono 3-400 mila esodati, più almeno 4-5 leve di lavoratori che si sono visti spostare la pensione di 5 anni: facciamo 2-3 milioni di persone? Fa lo stesso, tanto il risultato sarà eclatante e spiegherà i timori della Fornero.
In Italia sono registrate circa 10 milioni di armi portatili: per la caccia, la difesa od il tiro a segno.
Un ventesimo della popolazione (i tre milioni sopra citati) possiedono, in media, 500.000 armi da fuoco.
Cinquecentomila pistole e fucili nelle mani di chi, per un motivo o per un altro, si è sentito tradito dalla ministra (che, all’inizio, predicava “equità”) e potrebbero, prima d’impiccarsi o gettarsi in mare come hanno fatto i marchigiani, vendicarsi.
Ne basta uno: è sufficiente per avere il sospetto che, oramai, sia una dead woman walking?
L’unica speranza di Elsa Fornero è quella di godere, con certezza, di una protezione a vita: solo rimanendo nelle alte sfere può sperarlo, altrimenti deve correre il rischio. Il Max Planck Insitut? Certo, potrebbe essere una soluzione, ma un pazzo può acquistare anche un biglietto per Monaco di Baviera…e poi…che vita è, confinati fra la Germania ed il portone di casa sbarrato?
Elsa Fornero – per terminare con il grande storico Carlo Maria Cipolla – è una stupida perché è riuscita, contemporaneamente – sempre usando le categorie di Cipolla – a fare del male a se stessa ed agli altri, come solo gli stupidi riescono a fare.
Ecco perché, anche il suo preteso femminismo è tutto di facciata: è stata usata per fare il lavoro sporco e chi lo ha fatto sapeva benissimo d’usarla prima di gettarla nella spazzatura della Storia. Né più e né meno di una qualsiasi Ruby Rubacuori: soltanto per altri scopi e con altri mezzi. Per questo, le donne che ha mandato al lavoro fino a 65 anni, dovrebbero difenderla invece d’odiarla: paradossale, vero?
Infine, il disinteresse per il mondo della previdenza è sì comprensibile, ma è doloroso: è normale che s’inizi a pensare alla pensione dopo i 55 anni, perché è in quel momento che le forze scemano. Prima, neppure io ci pensavo, eppure la trepidazione la leggevo negli occhi dei colleghi più stanchi.
I giovani hanno un pensiero diverso al riguardo: appena sentono la parola “pensione” ritengono che la cosa non li riguardi “perché, tanto, morirò prima”, “io non ci andrò mai” e cose del genere.
Su questa sottile dicotomia nella percezione del fenomeno d’origine psicologica ma, soprattutto, sociologica hanno giocato alla grande gli alti gradi del ministero del lavoro, della funzione pubblica e dell’istruzione, della banca d’Italia…e la risposta è stata: “meglio i cinquantenni che protestano sotto le finestre dei ministeri che i giovani”.
Ergo: telefoniamo a Monti…“hai qualcuno sotto mano per sbattere in pensione la gente a 70 anni?”…“Se po’ fa, se po’ fa…ho la moglie di un mio caro amico che smania…è una di quelle tutto calcoli e previsioni, “vedo e prevedo”, ma non si rende conto del pericolo – questo è il bello! – è un’invasata…non riesce a capire il rischio che corre…per lei andare in televisione è come salire di un grado nella scala sociale…io, alla pari con Maria de Filippi…poveraccia…si rammentasse di Biagi e D’Antona…usa e getta, così fa lo Stato. Va bene, la chiamo io: no, anzi, prima parlo col marito…sapete, le donne…”
Ironia a parte, rimane la spaccatura fra generazioni che è riuscita alla perfezione: in aggiunta, visto che il lavoro i giovani lo vedono con il telescopio, gli anziani devono rimanere al lavoro per mantenerli!
Questo è un dato risaputo: chi frequenta birrerie e paninoteche? Discoteche e locali da ballo? Chi corre dietro all’ultima “firma” del mercato? Chi desidera, con smania, di mettere i piedi a Sharm? Chi vuole l’ultimo tipo di motociclo, d’automobile, di SUV?
Il giovane è un consumatore perfetto perché la vitalità di quegli anni conduce al consumo e, in più, ha buoni motivi per farlo: deve rimorchiare, e sul “rimorchio” non si bada a spese. Deve essere protetto perché è il solo che “propende” per la crescita, eccezioni a parte, ovvio.
Ieri ho incontrato una ragazza di 26 anni, conosciuta in treno: fa la commessa in un negozio di frutta e verdura. La prima cosa che ci ha detto è stata che la madre, sofferente di tumore, era morta: il padre se n’era già andato anni fa.
Ora rimangono loro, 26 e 24 anni, entrambi precari – anzi, peggio, quasi schiavi – lui lavora in una fabbrica dove non si sa fin quando durerà: queste sono le eccezioni del “piano” – mia bella Fornero – al quale non hai pensato. Loro i genitori non li hanno più: per loro la precarietà s’incontra con la vita che non è a singhiozzo, il pane bisogna pagarlo tutti i giorni.
Le teorie così ben congegnate hanno un punto debole, che però non si realizzerà mai in Italia: la rivolta aperta, la contestazione permanente, la piazza. Quante piazze ha riempito l’Italia per nulla, da Masaniello a Cola di Rienzo! Solo più Grillo ci crede, o meglio, mostra di crederci.
E’ sbagliato far credere a dei giovani che il futuro sarà loro perché la gente “userà i bastoni”: informati Grillo, la brigata dei Carabinieri “Granatieri di Sardegna” è sempre dislocata nei dintorni di Roma, ed ha una forza militare in grado di schiacciare qualsiasi rivolta.
Se hai letto Sun-Tzu – caro Beppe – t’appare chiaro e lampante che questa era una classica situazione di “fleet in being”, ossia di trattativa: le forze nemiche sono ben organizzate e preponderanti, in Parlamento e fuori. Si deve cercare di dividerle, di frammentarle mantenendo coese le proprie: mi sembra proprio che stia accadendo il contrario.
Peccato per i sessantenni cui toccheranno altri anni di lavoro, peccato per i giovani che smozzicano un lavoro ogni tanto ed hanno bisogno della famiglia come il pane, per sopravvivere. E nessuno che rompa questo giro perverso: altro che “patto” fra le generazioni.
Vedremo, chi avrà il coraggio e troverà il modo di realizzarlo.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/04/cercasi-lavoro-disperatamente.html
9.04.2013

Pubblicato da Davide

  • Santos-Dumont

    Gli ultimi minuti della Fornero dovrebbero essere così: “ la morte di Delia Surridge [www.youtube.com]”.

  • gattocottero

    Il governo Monti è un governo composto da tecnici di area, ossia tecnici espressione delle forze politiche che sostengono e hanno sostenuto tale governo. Elsa Fornero è stata messa nel governo Monti in quanto espressione del Partito Democratico (corrente torinese di Piero Fassino).

    E’ però estremamente probabile che tutti questi ministri si aspettavano di essere recuperati dai partiti di riferimento a fine mandato e quindi riciclati. Per tutta una serie di motivi ciò non sta avvenendo, sia perché i rispettivi partiti di riferimento li ritengono “bruciati” – questo è per l’appunto il caso dell’atteggiamento del PD verso la “sua” Elsa Fornero – sia perché semplicemente alcune delle loro forze politiche di riferimento sono state notevolmente ridimensionate (come nel caso dell’UDC) oppure sono proprio evaporate (vedi ad esempio il partito di Gianfranco Fini di cui il dimesso ministro degli esteri Giulio Terzi era espressione).

    Insomma, anche il ministro Elsa Fornero ora rischia di essere anzitempo esodata dai palazzi del potere, perché è chiaro che se il suo partito di riferimento (cioè il PD) non la vuole più, figuriamoci quanto la vogliono gli altri partiti…

  • Tonguessy

    Morto un papa se ne fa un altro. Non preoccupiamoci troppo…..

  • bysantium

    In genere sono alquanto moderato (nei toni s’intende ) ma stavolta mi scappa di dire che non le auguro la fine senza sofferenza in onda nel video.
    Anche perchè, da cattolico dilettante, ritengo che molta ma molta sofferenza potrebbe procurare alla strega un sconto di pena nell’aldilà.

  • AlbertoConti

    Monti-Fornero, l’idiota e l’idiota dell’idiota, cioè la stupida. Un selezionatore simile non poteva produrre risultato più congruente. Il marito chiude il cerchio.

  • bdurruti

    Carlo Bertani è una vittima della riforma Fornero, quindi capisco bene perchè questo sia già il quarto articolo in pochi mesi che se la prende con lei. E’ giusto, ma andando oltre, Bertani è il tipico esempio di quella classe media intellettualmente preparata che ha votato m5s rimanendone però delusa, ed ora in preda a crisi esistenziale e sentendosi persa nel vuoto, annaspa in continui lamenti sterili ed impotenti sulla kasta, la partitokrazia ed i suoi elementi. Esattamente quello che volevano per controllare la società e fare i loro comodi..

  • tamax9

    Perchè vi ostinate a scrivere fornero in maiuscolo?.Che tu sia maledetta vecchiaccia malefica. Quante persone hai ucciso e tante altre avrai sulla coscienza.

  • sandman972

    Quoto chi mi ha preceduto…V concede a Delia una morte indolore perchè “meno” colpevole rispetto agli altri assassini del regime, o comunque parzialmente pentita del suo operato (si capisce forse meglio nel fumetto, ancora più bello secondo me). La frignero non si meriterebbe un addio cosi delicato.

  • maristaurru

    La Fornero, una piddina chic… gente che ha in mano le leve del comando da tanto di quel tempo.. Inutile perder tempo a sognare i tormenti che questa signora vorremmo patisse.. certi ragionamenti mi sembrano solo pillolette consolatorie per bimbi poco svegli… un po’ come quei non ragionamenti, altamente diseducativi di certe mamme: il bimbo disattento batte la testa allo spigolo del tavolo, la mammina sollecita e cretina cerca di distrarlo dal solore dando le to’ to’ al “cattivo” tavolo… nvece di ripromettersi di insegnare al figliolo certe attenzioni … si può se si vuole, si può… Tornando a noi, la famosa intellighentia sinistra, altamente autoreferente, idiota, inutile e diseducativa… la si è riempita di coccole, soldi, premi, gonfiandone la portata.. assegnando cattedre, incarichi , consulenze, osannandola quando insultava chiunque non fosse della parrocchietta.. perchè tutti sognavano di entrare in quella ricca parrocchia.. ora i frutti malsani.. ce li teniamo tutti, anche chi li ha sempre schifati simili parassiti