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C'E' UN MODO DIVERSO DI ESSERE EUROPEISTI

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

“Nessuno vi ha invitati. Ma adesso che siete qui, dovete rispettare le nostre norme, come noi rispettiamo le vostre quando andiamo nei vostri paesi. Se non vi piace qui, andatevene”. E’ la frase che il presidente ceco Milos Zeman ha rivolto ai clandestini, che avevano organizzato una rivolta in un centro di ritenzione a nord-est della repubblica, compiendo atti di vandalismo; la polizia aveva dovuto far ricorso ai lacrimogeni. Un tipo di cose cui siamo assuefatti noi, ma nei paesi civili fanno ancora una certa impressione.

Indignazione ufficiale e ufficiosa dei “grandi” media, mentre la frasetta è diventata (come si dice) “virale sul web”. E’ tipica patologia del nostro tempo che le più ovvie asserzioni di verità siano vietate, e che chi le pronuncia sia additato come uno scandaloso o (secondo i casi) come un coraggioso alternativo. Sono forse stati invitati, i clandestini? No. Esigere che rispettino “le nostre norme” è forse una pretesa assurda, che denota mancanza di carità? Se no, possono andarsene da casa nostra: Zeman dice la verità. Che cattiveria!

La Stampa, divenuta sotto la direzione del Calabresi l’Amerikano il modello del politicamente corretto più viscido e untuoso, qualche settimana fa’ ha voluto assestare il calcio dell’asino (è la sua specialità) su Orban. “L’Ungheria alza un muro contro i migranti”, e commenta: “Nuove cortine di ferro rischiano di spuntare in Europa”.

Un esempio di furfanteria giornalista impunito (come tanti altri). Naturalmente si tace che l’Ungheria ha 9 milioni di abitanti e vede arrivare decine di migliaia di immigranti ogni mese.

Quanti milioni se ne devono accettare? Quando è il momento di dire basta prima che la popolazione nazionale si trovi uno straniero in ogni casa?

Ecco un’altra domanda che è vietato porre (si ricordi: il “divieto di far domande”, ossia di porre le questioni che contano, è il segno più certo che siamo oppressi da un totalitarismo) : quanti ne dobbiamo accogliere, In Italia, di africani negri subsahariani? Verso cui (scusate, lo so, non si può dire) l’ Italia non ha alcun obbligo storico, non essendo stati mai colonizzati da noi? L’intera popolazione africana supera ormai il miliardo. Ci sarebbero i cristiani siriani, verso cui abbiamo magari un obbligo più alto, prima dei negri. Ci sarà pure un limite, scusate tanto, dopo il quale si ha il diritto (magari il dovere) di dire basta, e cominciare a respingere?

Hai fatto la domanda! Xenofobo! Senza carità!

Impara dal papa Bergoglio che dice che bisogna accoglierli tutti. Non avete sentito? “Respingere gli immigrati in mare è un atto di guerra” I media più atei e secolari hanno tutti ciucciato e risputato con delizia e voluttà l’ultima casuale espettorazione pontificia: tacendo che la frase era detta in tutt’altro contesto; parlava a giovani asiatici della tragedia che si sta consumando in quei mari, dove i fuggiaschi dal regime del Myanmar sulle barche, vengono rimandati indietro da paesi come la Tailandia, la Malesia e l’Indonesia. Perché noi, gli immigrati, non li respingiamo in mare, nemmeno uno; anzi li andiamo a prendere appena gli scafisti ci chiamano col satellitare. Certo Bergò non parlava di noi, stavolta.

Un’altra furfanteria giornalistica , naturalmente: ma ogni colpo basso è lecito, perchè si tratta di smentire, dar torto e demonizzare – tenetevi forti – Salvini. I progressisti esibiscono la loro “solidarietà” senza limiti, si fanno papisti, per uno scopo: esprimere odio. Verso un avversario politico.

Il politicamente corretto è infatti uno strumento per esprimere odio con (falsa) buona coscienza. In questo caso, si tinge di buonismo, o financo di “amore per il lontano” onde poter sputare veleno sul vicino, il concittadino.

Il politicamente corretto è odio in sé (basta vedere la faccia della Boldrini: quando esala uno dei suoi decretali, è storta dall’odio).

Così possono lasciar inevasa la domanda: quando si può dire basta?

Domanda che non si deve fare.

Poi ce n’è un’altra che Boldrini, Napolitano, Mattarella, Bersani, (per fare qualche nome) giornalisti, prelati e politici caritatevoli non fanno mai. Come mai arrivano tutti questi immigrati? Qual è la causa di questa ondata?

Il presidente Zeman ha osato dirlo: “Di questo grande afflusso di rifugiati e di clandestini illegali verso l’Europa sono responsabili gli Stati Uniti ed i paesi europei che hanno partecipato nella esecuzione dei piani dementi attuati in paesi come l’Iraq, la Libia e la Siria”.

Il presidente Zeman ha osato dirlo: “L’ondata di migranti prende origine dalla idea assurda di lanciare un intervento militare in Irak, accusato di avere armi di distruzione di massa mentre non è stato trovato niente”. Poi se l’è presa con la voglia americana di “restaurare l’ordine in Libia” e destabilizzare la Siria, ma con piena complicità degli europei che “hanno aiutato a coordinare le operazioni in Libia”, seminando il caos dove prima c’erano degli Stati. Da queste destabilizzazioni sono nati i gruppi terroristi islamisti che adesso contribuiscono a far fuggire profughi dal Medio Oriente col terrore.

Pensate un po’: è qualcosa che sanno tutti, e nessuno lo dice. Che la colpa sia dell’Impero del Caos, delle destabilizzazioni che ha sparso e sta spargendo in Nordafrica, in Medio Oriente e in Europa (Ucraina) su pulsione di un progetto israeliano e neocon, è evidente per sé. Non lo dice il presidente Mattarella, non lo dice il Papa. Figurarsi se lo dicono la Merkel e Hollande o Cameron, o Juncker. Non lo dicono i politici e i giornalisti.

La dice il presidente di una piccolissima repubblica ceka, Milos Zeman.

Del resto, è lui, Zeman, che l’aprile scorso ha annunciato che andava a Mosca per la parata celebrativa della fine della seconda guerra mondiale, mentre tutti gli europoidi la disertavano i odio a Putin. E siccome l’ambasciatore Usa (tal Schapiro..) l’aveva rimproverato, lui ha rifiutato di accoglierlo al palazzo di Praga, dicendo: «Fatico a immaginare l’ambasciatore ceco a Washington che dice al presidente degli Stati Uniti dove debba andare. E non permetterò a un ambasciatore di interferire con i miei programmi di viaggio». Mostrando che non c’è bisogno di esesre dei giganti militari per avere una dignità, e saperla difendere.

Viene il dubbio: che esista un altro modo di essere europei.

E’ un’altra domanda che è vietato fare, figurarsi poi praticarla.

Victor Orban, nazionalista ungherese, sulla scena politica dall’89, primo ministro all’età di 35 anni. Nel 2002 perde le elezioni; otto anni d’opposizione. Quando il popolo magiaro lo riporta al governo nel 2010, non nasconde la sua visione: il modello liberista d’Europa è fallimentare, l’Ungheria (in mano alle banche e agli interessi stranieri, che hanno comprato i suoi beni comuni) ne ha sofferto troppo; la via è la riconquista della sovranità ceduta. Lo anima una precisa idea dell’interesse nazionale. Riprende il controllo dei settori strategici di Stato, perduto con la “apertura ai capitali stranieri” nel 1989. Le ditte fornitrici di gas, elettricità ed acqua sono straniere? Lui però impone il controllo dei prezzi, e le carica di imposte. L’introito fiscale conseguente consente il risanamento delle finanze pubbliche. Nel 2008, rimorsa in anticipo l’ultima tranche del prestito contratto con

il Fondo Monetario, liberandosi così della tutela dell’ente pignoratore globale e dei “consigli” dei suoi cosiddetti esperti.

La demografia ungherese è in tragico calo (tasso di fecondità 1,41); Orban facilita l’accesso alla cittadinanza a tutti coloro che sono di origine magiara, ma sono fuori dai confini dello stato attuale. E’ un tema delicato e scottante: colpevole di essere rimasta fedele all’impero absburgico, l’Ungheria è stata saccheggiata e lacerata alla fine delle Grande Guerra, col trattato di Trianon. I paesi vicini ne hanno divorato intere regioni e popolazioni, le viene negato lo sbocco al mare che aveva in Croazia, la superficie del territorio è stata ridotta dei due terzi, la popolazione passa da 19 a 7 milioni. Ciò significa che ancor oggi ci sono più ungheresi fuori dall’Ungheria, che dentro: fratelli, la cui lingua e il cui aspetto li distingue e rende inconciliabili agli slavi. Una ferita – un’offesa – che il piccolo eroico popolo non ha mai dimenticato d’aver ricevuto dalle potenze europee vincitrici, , e che spiega la “deviazione” dall’europeismo beota e servile degli altri, italiani compresi, e il perseguimento di una via originale.

L’economia è troppo dipendente dalla UE (il 76% degli scambi commerciali avvengono con la Unione); Orban apre a Russia e Cina, facilita il rilascio di visti di lunga durata ai cinesi, sperando così di attrarre loro capitali, iniziative, dinamismo economico. Con Mosca, cerca di approfondire relazioni politiche oltre che economiche. Ha fortemente criticato la politica europea delle sanzioni alla Russia, che danneggia il suo stato.

Per questo, la Nuland lo ha minacciato direttamente senza nominarlo in un discorso fatto in Romania l’estate del 2014: “Come si può dormire sotto la coperta dell’articolo 5 della NATO – ha tuonato la Nudelman in Kagan – di notte, e promuovere la ‘democrazai illiberale’ di giorno; eccitare il nazionalismo; restringere la libertà di stampa, e demonizzare la società civile?”. La “società civile” sono, ovviamente, le ONG e le “spontanee” organizzazioni di “cittadini” da utilizzare per rivoluzioni colorate.

Ovviamente, le autorità europee eseguono, lanciano continue procedure d’inflazione contro

Budapest. Le multinazionali spoliatrici lamentano di soffrire di politiche discriminatorie, e premono su Bruxelles, Berlino, Washington, perché sia riportato l’ordine della “libera” competizione . Juncker (calcio dell’asino) insulta Orban pubblicamente dandogli del “benvenuto dittatore” e salutandolo col saluto fascista.

Orban gioca sul filo del rasoio. Non può fare a meno degli aiuti UE – che peraltro gli spettano come a qualunque stato sfavorito – che valgono il 97% degli investimenti pubblici. Ma persegue la sua politica, con risultati che – inaudito – segnano un relativo successo. Fra i successi c’è il fatto che la GDF Suez (la multinazionale francese) ha preferito cedere le attività elettriche che s’era accaparrata durante le “liberalizzazioni”; alla MET Zrt, azienda ungherese: una nazionalizzazione (ma non lo dite!). Nel gennaio 2014, Budapest annuncia che Rosatom (russa) costruirà due reattori per la centrale atomiche di Paks: ricerca di autosufficienza energetica? (ma non si può dire). Un mese dopo, Orban incontra Xi Jinpin e parlano di relazioni economiche.

Intanto, le tasse pagate dalle multinazionali in fuga hanno permesso di ridurre il debito, e abbassare il deficit sotto il mitico livello del 3% (al 2,7 nel 2013) che è la pietra di paragone della virtù germanico-europoide: quando riduci il deficit sotto il 3, chi ti può criticare? Non è politicamente corretto.

La crisi mondiale in corso dal 2008, ovviamente, colpisce anche l’Ungheria; nonostante che il paese abbia fatto meglio di molti altri della UE a livello macroeconomico, parte crescente della popolazione si impoverisce . Come in Italia, meno che in Spagna e Portogallo, o in Grecia: ma qui i nemici infileranno il cuneo per provocare una rivoluzione colorata. La sola forza di Orban è il suo seguito popolare inalterato. E’ qui che cercano di usurare, puntando sui malcontenti. Nell’ottobre 2014, la proposta di porre una tassa su Internet (50 cents per ogni gygabite scaricato) ha suscitato una spontanea protesta; Orban ha ritirato la proposta. Commento di Repubblica: “A volte anche gli autocrati sono costretti a cedere alle proteste popolari e alle critiche internazionali, americane o dell’Unione europea”. Ah, ecco.

A gennaio ci hanno riprovato: manifestazione contro l’avvicinamento alla Russia. Grandissima, “almeno cinquemila persone”, titolano i giornali italiani: “Da ottobre, da quando il governo ha presentato una tassa sull’uso di internet, poi ritirata, nel paese si svolgono regolarmente manifestazioni contro l’esecutivo”. Ah ecco, è la famosa società civile di cui parlava la Nudelman.

Altra prova della “società” civile a luglio: stavolta, la protesta è contro “Il muro anti-immigrati” che tanto spiace a a Bruxelles. Numero dei manifestanti “un migliaio”. Nelle zone dove il reticolato viene levato (175 chilometri) “la gente è piuttosto favorevole”.

Un giorno o l’altro però ci riusciranno, a fare la rivoluzione colorata e ad espandere la democrazia anche lì. Fino a quel giorno, Orban, con il ceko Zeman, resistono a mostrare che c’è un modo diverso di essere europei.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/ce-un-modo-diverso-di-essere-europeisti-anzi-due/

8.08.2015

Pubblicato da Davide

  • SanPap

    Domande che non vengono poste ce ne sono tante altre:
    1) per quanto tempo "dobbiamo" mantenere un rifugiato, un emigrante ? un certo numero di anni ? a vita ? fino a che non diventano autonomi economicamente ?  fino a quando lo decide lui ?
    2) quali sono i loro "diritti" : vitto e alloggio ? assistenza sanitaria ? istruzione ?
    3) sicuramente hanno parenti (genitori, fratelli, sorelle, figli) che diritto abbiamo di separarli, quindi "dobbiamo" accogliere anche loro se ne fanno richiesta !
      
    Questo è un nucleo minimo di domande che riguardano la mera sopravvivenza.
    Ma possono semplicemente sopravvivere ? non sentono bisogno di avere relazioni sessuali ? di impiegare il loro tempo in qualcosa di utile ? di avere del denaro da spendere per le loro esigenze ? e da qui una serie infinita di altre domante, di risposte con i loro pro et contra … 

  • marcoferro

    il presidente zeman ha due palle grosse così, che prendessero esempio quei pagliacci e servi degli  altri politici europei. negri e clandestini non li vogliamo in europa già sono troppi così, vanno fermati anche con le cattive. fino a mitragliarli se necessario. stanno destabilizzando l’europa oltre che a impoverirla per mantenerli. ci sono italiani che vivono nelle macchine e si suicidano perche non trovano lavoro è assurdo spendere risorse per questi inutili clandestini. non sono problemi nostri, li risolvessero loro.

  • Gil_Grissom

    Alcuni sostengono che tutto questo faccia parte del piano Kalergi, il quale prevede il progressivo imbastardimento e meticciato del popolo europeo con popoli considerati meno intelligenti quali quelli africani, il tutto favorito dalle elites finanziarie europee e mondiali. Ebbene se cosi’ fosse dovremmo dedurre che le elites finanziarie comandano solo in Italia perché solo noi siamo gli imbecilli che utilizziamo la marina come servizio traghetti per questa massa di disperati per poi sistemarli in alberghi non certo di infimo ordine, solo noi permettiamo loro di entrare nel nostro paese rifiutandosi di declinare le generalita’ e la provenienza, solo noi permettiamo loro di girare indisturbati per tutta la penisola commettendo stupri e rapine che spesso rimangono impuniti anche perché i magistrati pensano al Ruby ter e quater contro un mummificato Berlusconi. Gli altri paesi d’Europa, compresi quelli che comandano tipo Germania e Francia, li respingono alle frontiere, cosi’ come Inghilterra, Spagna etc. Le elites che vogliono attuare il piano Kalergi non hanno peso politico in quei paesi ? Oppure dobbiamo pensare che tale piano sia stato concepito solo per l’Italia? O addirittura e’ tutta una bufala?

  • temuchindallaCina

    Come non essere d’accordo con Blondet!

  • natascia

    Siamo di fronte a quelli che a prima vista potrebbero  sembrare esodi dai contorni biblici. Ce lo ricordano le oppressioni a cui sono costretti questi gruppi non organizzati di persone in cerca di una via di fuga . Non si tratta però di popoli, ma di piccoli gruppi disorganizzati di  diversa etnia. Questo fa si che il ritorno in patria non sia facile sotto nessun punto di vista. Purtroppo i  concetti di popolo e patria  si stanno svuotando di ogni significato. Tradizioni e territorio infatti sono smantellati e  attaccati da gruppi di potere  piu’ o meno occulti in tutto il mondo. Questo aggrava la situazione degli attuali residenti. Essi infatti, in base a logiche estranee o di forza potrebbero  trovarsi a loro volta esuli e fuggiaschi. Ogni governo attuale, per quanto lontano e organizzato, se non a breve come in Italia,  sara’ costretto ad affrontare  questo problema.  Vista la grande emergenza soprattutto futura, le linee guida potrebbero essere due: 1. nuova definizione di patria e popolo e sua tutela; 2. abolizione degli stati attuali con la creazione di un’ordine mondiale che ottimizzi i flussi migratori e curi il suo governo. E’ leggibile questa seconda decisione ad ogni livello  e il caos attuale penso  ne sia strumentale. Forse e’ prevista una variante alla seconda opzione con la creazione di 2 o 3 macro stati mondiali. Non credo ci sia nessun’altra alternativa. Le diverse musiche, i diversi modi di interpretare il futuro, il passato e la realtà presente  saranno azzerati. I diversi  modi del convivere e la famiglia stessa  saranno marginalizzati in nome di nuovi stili di vita non riconducili a logiche  tradizionali. Cambiamenti mai vissuti, e non armonici con l’animo umano stesso. Perciò un qualsiasi inceppo, ambientale, sociale o catastrofico potrebbe vanificare anche  i progetti piu’ o meno occulti e pianificati. Senza puntare al catastrofico creiamo e sognamo molti di  questi inceppi sociali per cortesia.

  • egenna

    Forse,bastava ascoltare la Lega di Salvini,o sbaglio.

  • temuchindallaCina

    AH AH AH Salvini, un pagliaccio, la Lega, l’ennesimo partito venduto oltretutto venduto pure male, ridicoli e poi, non ho mai sentito tuonare contro l’Euro (magari proponendo un referendum, anziché quello sulle mignotte) o peggio ancora contro chi li paga e cioè gli USA, la Lega è meglio che cambi realmente e la smetta di fare solo dell’inutile populismo

    p.s.

    io sono nordico da sempre

  • SanPap

    Puoi trovare un descrizione della "visione" degli assetti geopolitici, degli stili di vita ecc a cui tende il NWO in

    Il punto del caos. Guerre, catastrofi naturali, sistemi sociali in difficoltà: che cosa fare prima che sia troppo tardi?, Apogeo, 2007  di Ervin Laszlo, fondatore del Club di Budapest (un pensatoio tipo il Club di Roma, di Madrid, di Parigi)

  • SanPap

    "O addirittura e’ tutta una bufala"

    non capisco cosa intendi con questa frase.

    Kalergi è considerato uno dei fondatori del EU; esiste un premio che porta il suo nome che viene assegnato a personaggi che si sono particolarmente distinti nella creazione dell’EU.

    Il suo libro PanEuropa è stato tradotto in quasi tutte le lingue europee; è stato stampato e ristampato più volte; in Italia di recente dal editore Il Cerchio di Rimini, inserito in una prestigiosa collana dalla Feltrinelli, recensito positivamente da Rinascita.

    Ovviamente si tratta di "linee guide" … anche perché pensate nel 1923.

    Perché l’Italia: una facile porta da cui entrare creata con le potenti strutture della mafia, con il compiaciuto consenso di chi ufficialmente si indigna e ufficiosamente ci fa affari

  • andriun

    Senza volerlo Blondet, ha semplicemente portato altra acqua(e forse anche qualcosa di più) al mio mulino. Ma ripeto la situazione italiana è incancrenita alla base, per poter fare qualcosa di concreto: sarebbe come chiedere alla consob di essere allo stesso tempo controllore e controllata di se stessa: troppi conflitti di interesse e troppi soggetti effeminati hanno preso il controllo delle istituzioni. 

    Quindi non lamentatevi, che alla fine non poteva andare che così, ma date loro ancora un pò di tempo e sarà anche peggio. Poi come dico sempre "Chi è causa del proprio mal, pianga se stesso".
  • lanzo

    Prendo spunto dal commento di GIL_GRISSOM e faccio questa domanda:

    Com’e’ che queste invasioni hanno come obiettivo solo, ripeto solo,  nazioni di etnia europea ?  Le carrette che partono dall’Indonesia per cercare di sbarcare profughi in Australia, perche’ non vanno mai verso la Corea o Giappone? 
    Perche’ – tornando a zone piu’ vicine – non esiste il fenomeno barconi per Emirati o Arabia Saudita Israele manco lo menziono, se vedono un barcone gli fanno fare la fine della USS Liberty ! – eppure sono paesi molto piu’ ricchi dell’Italia o Grecia, Pensate alla povera Grecia, pare siano sbarcati negli ultimi mesi, oltre 200mila migranti, facendo i conti della serva, sarebbe come dire 1 milione e mezzo  in Italia.
  • lanzo

    @SanPap

    Mi risulta solo che una volta ottenuto lo status di "rifugiato" , il rifigiato non potra’ mai essere rimpatriato, neanche se e’ un criminale attivo.
    In Australia addirittura li mantengono a vita !
  • SanPap

    Grazie.

    Certe volte ho la sensazione di ascoltare le conversazioni dei fratelli Marx: non si sa di che si parla ma tutti hanno un’opinione sul nulla.

     

  • natascia

    La sovranità, attualmente e scelleratamente concessa a titolo gratuito  a banche e corporation a mio avviso e’ la chiave del futuro. Ogni visione di assetti geopolitici, di stili di vita  a cui tende il NWO verte su questo grande valore di cui non si discute, tanto gli attuali  detentori sono convinti di disporre. Ogni  cambiamento deve partire dalla riappropriazione della sovranità personale, territoriale, culturale, e significa scardinare il  potere di chi la detiene, riaffermare gli individui, i popoli, gli stati.Dopo la riappropriazione sara’ possibile  scegliere e decidere, se e come aderire ai nuovi assetti che per forza di cose dovranno  essere creati. Diversamente, i popoli non potranno che essere marginalizzati su tutti fronti.Gli individui massificati e controllati anche non più occultamente come adesso.  

  • makkia

    C’è un errore di copia-incolla: l’articolo si ripete due volte
    Cancellare tutto fino alla frase
    [c’è un modo diverso di essere europei.]
    Che è il finale dell’articolo

    Poi lasciare tutto fino alle firme e link a partire da
    [Nessuno vi ha invitati]
    che è l’inizio

    p.s.: Nessuna polemica, grazie sempre per quello che fate 😉
    [dovrebbe essere ovvio, ma meglio specificare]

  • makkia

    Su Orban nulla quaestio.
    Zeman però è solo una figura rappresentativa. Come lo era il presidente della Repubblica italiano, prima di Re Giorgio. Le sue esternazioni non sono specchio della politica ceka. Fra l’altro il suo partito è all’opposizione. Tant’è vero che alla parata della vittoria ha solo annunciato di volerci andare, ma poi il parlamento ceko e i media hanno scatenato un tale putiferio che si è dovuto piegare alla ragion di stato: si è accontentato di andare a Mosca in visita DOPO la parata, come una qualsiasi Merkel o un Renzie.

  • rocks

    comunque non tutti sono rifugiati, anzi una piccola percentuale, gli altri immigrati clandestini non hanno nessun diritto, se non quello di stare nei centri o vivere da clandestini e non è certo facile.

  • rocks

    Ma io non credo che la povertà in africa siano cazzi loro. L’intelligenzia inferiore dei negri è per caso dimostrata?  Non ne avevo mai sentito parlare. Ma forse quando vostra figlia/o si sposeranno con un negro lo trattere come un mentecatto… poveretti.
    Il piano Kalergi, l’Italia… Se in Italia non siamo capaci di affrontare situazioni che tutti gli altri paesi europei affrontano è colpa di Kalergi e del suo piano, i nostri politici sono ben contenti di prestarsi rischiando di perdere tutti i consensi in quest’italia sempre più razzista. In un Italia che non è stata in grado di dare le case ai propri poveri perché sistematicamente i fondi vengono distratti e impiegati per altro, vi aspettate che ci sia bisogno di un piano "segreto" per non essere in grado di accogliere i rifugiati? Avete mai vissuto voi in un paese in guerra? In un paese invaso dalla guerriglia? Avete letto, le responsabilità sono chiare, qualcuno ha fatto i suoi interessi sapendi che nessun rifugiato sarebbe sbarcato a Ellis Island. Tragedie annunciate sfruttate a fini di arricchimento personale ed elettorale. Certo può essere che Kalergi avesse capito che l’Italia sarebbe stata il punto debole delle frontiere europee, ma noi coglioni abbiamo rispettato in pieno le sue attese. Me ne vergogno, mi vergogno dei discorsi che leggo e che sento fare dai politici e dai vostri anche. E’ penosamente triste.

  • Gil_Grissom

    Guardi che io concordo con lei, stavo esponendo non le mie idee ma quelle del signore che aveva redatto il piano e se lei legge attentamente si capisce. Comunque il professor Watson, lo scienziato che ha di fatto scoperto il dna e insignito del premio nobel, e’ stato il primo a sostenere che intellettualmente gli uomini di colore sono meno intelligenti dei bianchi e degli asiatici. E il suo mi sembra un parere abbstanza autorevole…… 

  • Gil_Grissom

    Forse non ci siamo capiti: la bufala non e’ il piano Kalergi che e’ scritto nero su bianco ma il fatto che sia in atto ora. In realta’ tutti i paesi europei e le rispettive elites (a partire dalla signora Merkel) si stanno attrezzando per sigillare le frontiere contro questa orda barbarica proveniente dall’Africa, solo noi italiani facciamo eccezione perché le due principali istituzioni del paese, cioe’ il Vaticano e il PD, oltre a mangiarci sopra, hanno bisogno di nuovi proseliti. 

  • SanPap

    Hai ragione è penoso leggere frasi come questa

    Richard Nicolaus Coudenhove Kalergi
    Practical Idealism – The Racist and Supremacist Roots of the European Union

    «L’uomo del futuro sarà un misto razziale. Oggigiorno, razze e classi
    sono gradualmente destinate a scomparire per gli effetti di spazio,
    tempo e pregiudizi. La razza del futuro è Negroeurasiatica, simile in
    apparenza agli antichi egizi e rimpiazzeranno la diversità dei popoli
    e la diversità dei singoli.»

    http://merlino.unimo.it/campusone/web_dep/materiali_discussione/0422.pdf [merlino.unimo.it]
    Si tratta di un documento di parte (EU) ben documentato, che tratta delle attività diplomatiche internazionali intercorse nell’immediato dopoguerra per a promuovere la nascita dell’EU. Interessante per capire chi ha voluto veramente l’EU e perché.

  • SanPap

    e le aziende di braccia a bassissimo costo (450/650 euro al mese).

    Noi siamo la porta spalancata e la camera di decompressione; con il tempo si diffonderanno nell’europa secondo le esigenze delle varie nazioni.

  • Gil_Grissom

    Potrebbe anche essere cosi’, mi auguro pero’ che il resto d’Europa sia piu’ saggio di noi.

  • Gil_Grissom

    Non so pero’ quanto sia credibile uno che sostiene che la Cina fa prodotti di qualita’.

  • temuchindallaCina

    Se ti riferisci a me, la mia credibilità non è in discussione, se ti riferisci ai prodotti cinesi, visto che il 90% dei prodotti a livello mondiale vengono fatti in Cina, dovrei arguire che ci sono il 90% di prodotti nel mondo che fa cagare, bella logica complimenti, si vede che non conosci questo paese e segui quello che ti vieni imboccato dai mainstream

  • SanPap

    Speriamo

    In un documento (Lectures Francaises, n. 528, aprile 2001, p. 38) un francese parlando dell’immigrazione programmata afferma che alla francia è stata assegnata una quota di 24 milioni di immigrati; un po’ vago e superficiale perché non parla dell’arco di tempo in cui questa immigrazione dovrebbe avvenire. Probabilmente lungo, a giudicare ad es. da quest’altra affermazione

    G. Brock Chisholm (OMS)  – USA Magazine, 12/08/1955

    Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale

  • Gil_Grissom

    Ma per governare il mondo e’ davvero necessario creare una grande razza unica meticcia? A mio avviso basta detenere le leve del potere economico finanziario come sta succedendo ora. I greci ad esempio sono tuttora una razza oserei dire pura ma totalmente dipendenti da quelle leve.

  • SanPap

    I tuoi sono ragionamenti di una persona sensata e equilibrata; loro non lo sono 

  • rocks

    il mio sfogo era rivolto all’altro commento, mi sono reso conto che eravamo più o meno d’accordo.
    Comunque non ho letto le dichiarazioni del Nobel Watson, che pur essendo un ottimo scienziato poteva benissimo essere un razzista (inglese?). Non bisogna confondere l’intelligenza e la cultura o la civilità. Per cui se in america ci sono molti negri in galera è perché sono in prevalenza poveri, non perché hanno attitudine a delinquere o sono meno intelligenti. D’altronde si potrebbe dire la stessa cosa degli italiani, pur avendo grandi capacità, non riescono ad affrontare l’immigrazione e la faccenda profughi come gli altri politici degli altri paesi…

  • rocks

    Ma… a me sembra di ricordare che paesi come la Francia, Germania e UK detengono una % di immigrati o comunque non nativi (di qualsiasi generazione) ben maggiore dell’Italia, d’altronde gli emigranti e i profughi se ne strafregano di Kelergi, vanno dove c’è lavoro e/o stato sociale. L’Italia è un po’ una schifezza in questo senso.
    Sicuramente ci sono documenti che parlano di emigrazione, ma i pensatori di allora sapevano benissimo che con la decolonizzazione una sacco di persone sarebbero venute in occidente e sapevano anche che per sostenere la crescita in europa, nonostante il calo demografico susseguente al benessere in arrivo, ci sarebbe stato bisogno di immigrati. Mi sembrano ragionamenti normalissimi. E non serve meticciare le popolazioni per tenerle sotto il giogo dei poteri forti, casomai sono i piccoli interessi particolari che speculano sull’immigrazione per mettere gli uni contro gli altri i poveri dei nostri paesi e scaricare le colpe di una gestione pubblica schiava di interessi altri rispetto al bene pubblico.

  • Gil_Grissom

    Lei parla di calo demografico dovuto al besessere ma oggi in Italia e non solo abbiamo un calo demografico dovuto al malessere della grande crisi. Non abbiamo soldi e risorse per mantenere questa orda barbarica, oltre allo spazio ovviamente. E i paesi che lei ha citato hanno davvero una percentuale di immigrati piu’ alta della nostra ma hanno un rapporto regolari irregolari che e’ di circa 10 a 1 , da noi e’ circa 1 a 1. Capisce la sottile differenza?

  • Gil_Grissom

    Tanto per fare un esempio la Apple che ora produce in Cina, seppur sotto la supervisione americana, riscontra un pezzo difettoso ogni mille prodotti, quando produceva negli States i pezzi difettosi erano uno su centomila. Continuano a produrre in Cina per pura convenienza economica del resto la globalizzazione in genere porta ad uno scadimento della qualita’ ma come tu sai bene un imprenditore e’ piu’ interessato al profitto che alla qualita’. Se poi parliamo del settore alimentare in tutta Europa ogni giorno trovano merci cinesi non in regola con le normative europee e addirittura dannose alla salute. Per non parlare dei vestiti e degli utensili da cucina fatti con materiali cancerogeni.

  • Truman

    Fatto, grazie.

  • SanPap

    Scusi il ritardo, avevo perso i link

    L’ONU predispone il piano per il “ripopolamento” dell’Italia

    l’articolo contiene un link ad un documento ONU nel quale di dice che

    attraverso modelli matematici, vengono prospettati diversi scenari che prevedono per l’Italia la “necessità” di far entrare tra i 35.088.000 e i 119.684.000 immigrati, principalmente dall’Africa, per “rimpiazzare” i lavoratori italiani.

  • rocks

    120 milioni di persone a lavorare tutte in italia? o forse in Europa?
    in effetti se si vuole sostenere un aumento del PIL bisogna che i lavoratori ci siano, sono visioni, previsioni e non è detto che si avverino. La realtà è sempre molto complessa.