Home / ComeDonChisciotte / BRUCIATI VIVI
13205-thumb.jpg

BRUCIATI VIVI

DI NICOLAI LILIN*

facebook.com

Ci ho pensato a lungo prima di pubblicare questa foto. Avevo dei dubbi. Mi domandavo: uno scrittore ha il diritto di turbare le menti dei suoi lettori con immagini simili? Sarà etico pubblicarle nello stesso spazio in cui condivido le foto delle mie figlie, bambine felici che sorridono? Non so ancora darmi una risposta. Non so se qualcuno di voi rimarrà offeso o turbato, se è così, mi scuso. So solo che guardando queste persone carbonizzate vive mi vengono in mente molte immagini simili viste in passato, in diverse parti del mondo, e sono sempre più convinto che non si può tacere sulla questione delle guerre pilotate dalle superpotenze.

La storia non perdonerà la nostra ignoranza, l’insensibilità, l’egoismo. L’orrore va mostrato, condiviso e sofferto, almeno in una millesima parte. L’orrore esiste.

Lo stesso orrore che vivono in questi giorni i civili in Ucraina, catapultata in una serie di violenze inaudite che prendono sempre più piede e rischiano di diventare la ripetizione dello scenario balcanico. Stamattina non ho visto nessun giornale pubblicare in prima pagina questa foto e mi sono arrabbiato. Perché tutti noi dovremmo avere davanti agli occhi le conseguenze di una politica corrotta, il modo in cui si sta concretizzando il piano di conquista economico-politico dei territori post-sovietici. Le persone arse vive nella città di Odessa erano dei civili, non erano spie, militari o rappresentanti del governo russo. Erano persone impaurite nascoste all’interno dell’edificio, nel tentativo di sfuggire alla furia omicida dei provocatori squadristi.
Sono stati bruciati vivi e nessun giornalista occidentale ha avuto coraggio di raccontare – o nessun giornale si è preso la responsabilità di pubblicare – la loro storia in modo coerente, perché ufficialmente siamo dalla parte degli insorti.
Perché in fondo non abbiamo ancora capito se ci serve il gas russo o se accetteremo la proposta delle compagnie americane.
Perché l’ennesimo bamboccio politico italiano ha fatto carino con il Cesare americano qualche settimana fa.
Perché siamo per la democrazia, siamo per i fast food, per il petrolio gestito dalle sette sorelle, per le lobby del tabacco, per le favole della BBC, per la classe della finanza che schiavizza il mondo intero trasformandolo nel medioevo tecnologico, per la metodica distruzione del nostro pianeta. Siamo dalla parte della crescita, di quello che chiamano del progresso.
Io dico che di fronte ad un simile scempio svaniscono le appartenenze, la coerenza politica, gli interessi economici e non esistono più le spiegazioni. Non esiste nessuna giustificazione storica o umana con cui si possano spiegare i corpi di esseri umani carbonizzati. Corpi che ieri non erano diversi da noi: fatti di carne e ossa, con pensieri, desideri, affetti, progetti, sentimenti.
Mi dispiace se ho rovinato il vostro sabato, mi dispiace con tutto il cuore di aver urtato la vostra sensibilità con queste immagini, ma se esiste la verità, sono sicuro che in questo momento ha il volto sfigurato dal fuoco, come quello dei cadaveri che vedete in questa foto.
E spero che mister Obama e i suoi consiglieri, con quei bei sorrisi da Nobel stampati sulle loro facce di gomma, possano riportare nelle loro anime la stessa micidiale devastazione che hanno portato sui loro corpi quegli innocenti di Odessa.
Nicolai Lilin

Fonte: www.facebook.com

4.05.2014

* http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolai_Lilin

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Ennesima dimostrazione della "democracia" occidentale e del "rispetto" per la
    libera determinazione dei popoli…

    (Riguardo l’articolo su "Hitler a
    spasso per l’Argentina", Hitler é a spasso, si, (i diversi Hitler), ma non
    precisamente per l’Argentina, come qualsiasi persona che segue un po’ i fatti,
    puó fácilmente capire).

  • Ercole

    Smettiamola con questo pietismo è questo il vero volto del capitalismo per la contesa imperialista in tutti gli angoli del pianeta non è un problema di egoismo , ignoranza , o insensibilità è la legge del capitale che impera in tutto il mondo in nome del dio profitto non lo possiamo fermare con il buonismo con il pacifismo o con i sermoni dettati dalla buona volontà :solo la lotta di classe metterà la parola fine alla barbarie capitalista  ora e sempre RIVOLUZIONE, contro la crisi capitalista lotta di classe INTERNAZIONALISTA.

  • pasquale50

    Caro Ercole o come hai ragione..questa è la vera faccia del capitalismo..e la cosa che fa pù pensare è che la gente crede che se non vota allora darà un segnale alla politica…ma segnale de chè?

    Non lo avete ancora capito sono loro contro noi!
    Un gruppo di elité che gioca con le vite degli altri e la cosa più divertente è che citate Huxely..ma lo avete letto, lo avete capito..?

    Qui non è più una sola lotta di Classe..qui è una lotta a chi sopravvive..vi volete svegliare..

    Perchè stanno FAVORENDO l’immigrazione e l’emigrazione dei popoli, sopratutto in Sud Europa..?

  • Xeno

    tempo scaduto ne avete avuto il tempo e parecchio e non avete concluso un bel niente.
    Farsi da parte please.

  • Writermax

    Per completezza di "Disinformazione".

  • alexpayne

    "in nome del dio profitto"
    Il profitto è il vero grande pretesto per assoggettare l’umanità.
    E’ questa la vera grande menzogna.

  • atanasiuskircher

    Fiato sprecato caro Nicolai; la fogna mediatica provvederà a stendere la solita cortina di menzogne e oblio e già domani le masse teledipendenti avranno interiorizzato il concetto che La gente di Odessa brucia per colpa della perfida Russia e del suo fuhrer. A fine settimana tutto sarà già dimenticato e a noi come al solito verrà inculcato che ci sono solo due cose per cui strapparsi i capelli in eterno: la shoah e l’11/9/’01.

  • fcastrini84

    Non contano piu i Bruciati vivi di Odessa, oggi c’è Jenny la carogna… 

  • testameccanica

    Qual è la fonte delle foto? Grazie.

  • geopardy

    Qualsiasi sia la fonte, se vai su youtube troverai molti servizi ed immagini in varie lingue, compresa la nostra, che parlano di decine di corpi bruciati nell’incendio.