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BONO VOX: SIAMO ORGOGLIOSI DI VEDERE CHE IL NOSTRO PAESE PREFERITO HA LA LEADERSHIP CHE SI MERITA

DI DIEGO FUSARO

lospiffero.com

“Soltanto poche righe per congratularmi con te che stai rinsaldando la grande creatività degli italiani e una visione del futuro che include tutti. Siamo orgogliosi di vedere che il nostro Paese preferito ha la leadership che si merita”. È questo il messaggio che, carta e penna alla mano, il cantante degli U2 Bono Vox ha mandato a Matteo Renzi la settimana appena trascorsa.

Che dire? Che ogni Paese abbia la guida che si merita forse è vero. Un Paese che accetta silenziosamente la dittatura europea, vent’anni di berlusconismo e di idiotismo antiberlusconiano si merita, in effetti, perfino Matteo Renzi.

Il messaggio di Bono va letto, dal mio modestissimo punto di vista, come il riscontro di una sventura: l’Italia si merita perfino Renzi, il pittoresco rottamatore postmoderno che ha portato a compimento il passaggio definitivo della sinistra dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale.

Ma anziché soffermarsi sul nostrano Renzi, può essere utile, in questo caso, soffermarsi, sia pure solo per cenni, sul cantante anglofono di successo. Già, chi è Bono? Chi volesse informarsi, al di là dei circuiti del politicamente corretto e delle serenate per il potere, potrebbe trovare interessanti informazioni sul menestrello che elogia Renzi in un libro di Harry Browne intitolato The Frontman. Bono (nel nome del potere), Alegre Edizioni.
Ne emerge un quadro certo diverso da quello a cui siamo abituati, ossia dall’immagine rassicurante del cantante di successo impegnato per la pace nel mondo: nel libro – biografia controcorrente del cantante – troviamo Bono impegnato ad evitare di pagare le tasse nel suo Paese e, insieme, a pontificare in qualità di volto rassicurante della tecnocrazia planetaria, innalzandosi – senza che nessuno, sia chiaro, gli abbia affidato tale compito – a portavoce per l’Africa. Nel libro, emerge a tinte fosche un Bono che dà copertura umanitaria ai leaders del G8 e alle loro politiche incentrate sulla religione della mondializzazione selvaggia. Con un linguaggio depoliticizzato in cui il mondo dei poveri esiste solo come oggetto di attenzione pelosa, “buona causa” da ostentare in società.
Si scopre poi – dulcis in fundo – che la tanto celebrata associazione no profit “One” fondata da Bono si vanta di lavorare in difesa degli ultimi, ma in verità è in larga parte composta da multimilionari, dirigenti d’azienda e politici statunitensi. Tra i suoi membri vi sono – udite, udite! – Condoleezza Rice (consigliere di George W. Bush che ha promosso la criminale guerra in Iraq) e Larry Summers (economista della Banca Mondiale che ha contribuito alla selvaggia deregolamentazione di Wall Street). Nell’associazione “One” vi sono, è vero, anche due membri africani: un magnate dell’industria dei telefoni cellulari, e un ex amministratore delegato della Banca Mondiale, ossia due notissimi esponenti dei diritti e della voce dei poveri…
Insomma, se non si fosse capito, l’appoggio di Bono a Renzi costituisce la conferma di quel che Harry Browne mostra con precisione nel suo libro. Dopo l’appoggio a Condoleezza Rice, perché stupirsi se arriva quello a Matteo Renzi? C’era una canzone degli U2 di qualche tempo fa, il cui motivo portante diceva walk on, “prosegui su questa strada”: caro Bono, prosegui pure su questa strada, coerente con la tua visione. Di fatto sempre coi forti, ma a parole sempre in difesa dei deboli.
Diego Fusaro
Fonte: http://www.lospiffero.com
Link: http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/quella-sviolinata-di-bono-17733.html
18.08.2014

Pubblicato da Davide