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BILANCIO SU GRILLO. CON OUTLOOK NEGATIVO

DI FEDERICO ZAMBONI

ilribelle.com

Sette anni esatti dall’annuncio, nel giugno 2007, del primo V-Day, che poi si svolse il successivo 8 settembre. E quasi cinque dalla costituzione ufficiale, il 4 ottobre 2009, del MoVimento 5 Stelle.

In assoluto non sono moltissimi, ma sembrano comunque abbastanza per una valutazione complessiva dell’attività politica di Beppe Grillo. Specialmente in una fase, come quella attuale, in cui la crisi del 2007-08 ha fatto emergere con ancora più forza la questione fondamentale del nostro tempo: il rapporto tra società ed economia “di mercato”. Ossia, se ci fosse bisogno di esplicitarlo, tra la libertà di autodeterminazione dei singoli governi, e quindi dei rispettivi popoli, e i condizionamenti imposti dal modello dominante, incardinato sugli interessi delle oligarchie che gestiscono la finanza internazionale.

Il problema immediatamente connesso è ovvio: è il giudizio che bisogna dare – e l’atteggiamento che si deve tenere – nei confronti dei partiti. Quei partiti che si accapigliano su tutto ma che alla resa dei conti non smettono mai di assecondare l’odierno assetto delle democrazie occidentali, sull’asse che lega i vertici di USA e UE. Ben prima dei giudizi specifici, perciò, il punto da affrontare è quello della loro credibilità o meno come rappresentanti degli interessi popolari, nella prospettiva non già di una mera attenuazione nelle iniquità esistenti ma di un loro superamento. Il quale implica, naturalmente, la rimozione delle cause profonde che hanno determinato tali disparità, che sono talmente forti, deliberate e persistenti da costituire delle vere e proprie ingiustizie e da esigere che i responsabili di una sopraffazione così cinica e insistita vengano quantomeno identificati/denunciati con estrema chiarezza, in attesa di poterli neutralizzare come meritano.

Con la stessa chiarezza, pertanto, va tracciata la linea di demarcazione tra chi sta da una parte e chi sta dall’altra. Tra la “casta”, verrebbe da dire concentrandosi sull’Italia e adeguandosi a certi schemi correnti, e chi la combatte. Ma si tratta di un’espressione equivoca, e fuorviante. La chiave di volta del disastro italiano non risiede nel malgoverno esercitato a colpi di privilegi ingiustificati e di autentiche ruberie da codice penale: per quanto gravi, e da sanzionare duramente, queste condotte non sono altro che fenomeni collaterali. La colpa essenziale, la colpa “storica”, consiste nell’aver lasciato che le sovranità nazionali venissero sacrificate ai diktat finanziari, lanciati ora dalle banche centrali, ora da quello che potremmo definire “il fronte della speculazione”, includendovi tanto gli operatori di Borsa quanto i media più o meno specializzati, le agenzie di rating e ogni altro soggetto che si dia da fare per puntellarne le attività – e il terrificante potere.

Lungo questo discrimine, dunque, va giudicato anche Beppe Grillo. Che in questi anni si è certamente scagliato contro molti degli abusi in corso, mettendo nel mirino anche alcune misure-capestro sovrannazionali come il Fiscal compact e sollecitando un referendum sulla permanenza dell’Euro, ma che tuttavia si è sempre astenuto dal tracciare un quadro complessivo delle sue chiavi di lettura e dei suoi obiettivi. A tutt’oggi non è dato sapere, con la dovuta certezza, se lui e il M5S rifiutino il modello neoliberista in quanto tale, o se invece si accontentino di auspicarne una variante migliorativa. Una versione “light” che pur introducendo qualche limite all’azione dei privati a caccia di lucro, e pur esercitando un controllo assai più stringente sui politici, rimanga imperniata sui principi/dogmi dello sviluppo infinito e della ricerca incessante del profitto.

Ciò che resta indefinito, quindi, è proprio l’aspetto cruciale. E da questo mancato chiarimento derivano, per forza di cose, le contraddizioni e le divergenze anche interne che si sono manifestate soprattutto negli ultimi sedici mesi, dopo il grande successo alle Politiche del febbraio 2013 e il massiccio ingresso in Parlamento. Il filo conduttore è noto, ma vale la pena di ribadirlo: da un lato c’è chi vorrebbe un atteggiamento “costruttivo”, nel segno della disponibilità a collaborare con gli altri partiti e nel presupposto che la presenza nelle assemblee elettive perderebbe, in caso contrario, la massima parte del suo valore, rendendo pressoché inutili i consensi ricevuti e deludendo le speranze degli elettori meno oltranzisti; dall’altro lato, invece, c’è chi preferisce mantenere un atteggiamento di drastica contrapposizione, che può tranquillamente spingersi, come si è visto nei famigerati incontri in streaming con Bersani e con Renzi, a farsi beffe dell’interlocutore di turno.

La domanda da porre, tuttavia, non è chi abbia ragione e chi torto, fra gli opposti schieramenti. L’interrogativo deve andare ad appuntarsi sulle motivazioni dell’una o dell’altra scelta: ed è lo stesso nodo, infatti, che nel mio articolo di lunedì scorso ho richiamato tra le righe, rimproverando a Grillo di essersi dichiarato pronto a confrontarsi col governo sulla legge elettorale in quanto «Renzi è stato legittimato da un voto popolare e non a maggioranza dai soli voti della direzione del Pd». Come ho scritto, questa asserita legittimazione è vera solo in apparenza, e solo a patto di attribuire un effettivo valore democratico alle elezioni, europee o nazionali che siano.

Grillo, quindi, ha preso lucciole per lanterne. E non è sufficiente, ad assolverlo, l’ipotesi che lo abbia affermato senza pensarlo, nell’intento di far credere che la propria decisione di parlare direttamente col presidente del Consiglio (che viceversa aveva trattato da completo cialtrone nel faccia a faccia del febbraio scorso) sia l’esito naturale, o persino obbligato, dell’exploit ottenuto dal Pd il 25 maggio. Che la mossa non sia molto accorta, d’altronde, lo confermano le reazioni dello stesso Renzi e del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Un classico gioco delle parti: mentre il primo si è ben guardato dal rigettare l’offerta, fissando anzi l’incontro per mercoledì prossimo, la seconda si è affrettata a precisare che «esiste un accordo fra le forze di maggioranza e Fi ed eventuali modifiche saranno prese in considerazione solo se ci sarà condivisione con chi ha già contribuito a questo percorso. Non si cambia partner all’ultimo momento».

Appunto: Renzi & C. sono disposti a chiacchierare con chiunque, purché alla fine siano gli altri a convergere su certe linee guida, che non sono del Pd in quanto Pd, bensì del Pd in quanto referente dell’establishment economico. Essendo questi, i binari su cui instradare le relazioni tra il presidente del Consiglio e ogni altra forza politica, va da sé che sulle questioni di maggior rilievo, ivi inclusa la legge elettorale, non esiste nessun margine di manovra per deviare dalle rotte prefissate. Quale mai dovrebbe essere, d’altronde, la possibile mediazione tra un disegno fortemente maggioritario come l’Italicum di Renzi & Berlusconi e un impianto nettamente proporzionale, benché “selettivo” e con tendenza «a sovra-rappresentarele forze politiche più grandi e sotto-rappresentare le forze più piccole, consentendo loro di esistere ma diminuendone il potere ricattatorio», come il Democratellum di Grillo?

La settimana scorsa, per di più, Grillo ha rincarato la dose: «Diciamo fin da ora ai cittadini italiani che non c’è alcuna preclusione da parte del MoVimento 5 Stelle ad affrontare anche un tavolo di trattative sulle riforme costituzionali. Vogliamo lavorarci in modo rapido e responsabile, non c’è da parte nostra nessuna intenzione di ritardare il processo. Il vaglio finale dei nostri iscritti al portale sarà la garanzia della partecipazione democratica, valore fondante del MoVimento 5 Stelle».

Strano, perché avevamo avuto l’impressione che su temi di questa natura, e di questa portata, il M5S fosse antitetico al resto dei partiti. E che fosse consapevole, quindi, della oggettiva impossibilità di pervenire a delle sintesi di reciproca soddisfazione.

Dopo il Grillo che lancia ultimatum al fulmicotone, invece, eccone qua un altro che si mostra impazientedi sedersi a un «tavolo di trattative sulle riforme costituzionali», sorvolando sul fatto che gli toccherà discuterne con gli stessi personaggi che fino a un mese fa prometteva di voler cacciare in malo modo. Se si tratta di una simulazione, finalizzata a far passare Renzi come il cattivaccio che non fa tesoro dei garbati suggerimenti del M5S, essa rientra nella tattica, pur essendo assai dubbio che vada a segno e pur ponendosi in contraddizione – in stridente contraddizione – coi messaggi lanciati in precedenza, e non una ma mille volte.

Se al contrario si tratta di un riposizionamento, che mette fine all’epoca del “Tutti a casa”, allora è una decisione strategica: al posto della rivoluzione, la collaborazione. Che è il vero significato, e non da oggi, della cosiddetta “opposizione”.

Al posto dello scontro frontale, come sarebbe inevitabile con personaggi omologatissimi e infidi alla Renzi, un sereno confronto, per ottenere quel che si può. Magari non molto, almeno per ora, ma poi si vedrà.

Anche se il quando, ahimè, è impossibile precisarlo.

Federico Zamboni

Fonte: www.ilribelle.com

LInk: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2014/6/23/bilancio-su-grillo-con-outlook-negativo.html

23.06.2014

Pubblicato da Davide

  • spadaccinonero

    alla luce degli ultimi avvenimenti il 5s sta progressivamente scomparendo

    sono pieno di gioia per questo perché anche loro (anche se in maniera inferiore) sono responsabili di ciò che sta accadendo
  • Georgios

    Niente paura.
    Sono solo i nodi che vengono al pettine. Quello che conta e’ il movimento. Non Grillo.
    Basta adottare le tattiche giuste. L’importante e’ che il movimento ci sia.

  • X

    poveri illusi,voi credete ancora alla bonta’ elettorale! il vero partito di cartone e’ il Pd.             

  • spadaccinonero

    i grillini con il loro modo di fare (salvo rarissime eccezioni) simil pd scompariranno ancor prima

  • Georgios

    Beh… Cerco di infondere un po di coraggio (vista la situazione qui).
    Grillini o non grillini c’è bisogno di un movimento presente nel territorio, non necessariamente in parlamento, ma certamente capace di autogestirsi, senza deleghe.
    Mi sembra (ma potrei sbagliarmi) che il M5S sia un inizio.
    E se cambiasse… la sigla?!
    Comunque auguri.

  • sandrez
    • Chi dice di combattere la dittatura dall’interno è già complice.

    Questa frase, erroneamente attribuita ad Allende, è invenzione di Daniele Luttazzi [it.wikiquote.org], che gliela farà pronunciare in un suo racconto. 

  • cardisem

    Penso che l’errore di molti analisti, di quelli che vedono osservano, ma non sono essi stessi soggetti che giocano una partita sul campo, sia quello di immaginare che gli eventi accadano secondo una schema, preordinato, deterministico, per cui basta avere il soft giusto, e la partita è vinta…

    No. Io credo che in ogni momento le cose possano andare in modo diverso e imprevedibile, per cui tutte le analisi previsionali sono inutili, quando non hanno esse stesse una loro propria finalità strumentale…

    Io credo che la cosa più importante in una partita è l’esserci…

    Finché si è sulla scena si può continuare a giocare la partita, che si svolge secondo dinamiche sue proprie, non secondo regole determinate dalle nostre stesse azioni o non azioni…

    Per adesso il Movimento esiste e non accenna a sparire, o non sparirà così presto come in molti auspicano.

  • cardisem

    Di grazia, e perché mai i 5S sarebbero responsabili di ciò che sta succedendo, seppure in misura minore? Te lo chiede un Attivista che non si sottrae alle sue responsabilità…

  • Gil_Grissom

    La decisione di sedersi al tavolo delle trattative con Renzi e’ un errore strategico madornale che portera’ purtroppo allo sfascio del movimento: si e’ cosi’ data una legittimazione politica a chi si era definito un cialtrone fino ad un giorno prima, legittimando oltretutto il suo partito di ladri e tangentisti. A Grillo conveniva accontentarsi del suo 25 per cento al parlamento italiano e 20 al parlamento europeo, fare un’opposizione durissima e attendere: le cose tanto sono destinate ad andare sempre peggio sia in Italia che in Europa e questo non puo’ far altro che erodere il consenso di Renzi nell’elettorato e all’interno del suo partito.

  • Ercole

    I mediocri si squalificano da soli, nel M5S ci saranno molte scremature è solo questione di tempo ,a dire il vero è già in atto.

  • spadaccinonero

    perchè subdolamente i 5s (grillo soprattutto) ritengono che il debito pubblico sia alto a causa degli stipendi dei parlamentari…

    e in questa maniera professano il pensiero unico della riduzione della spesa pubblica facendoci autocastrare 
  • cardisem

    Mi sembra una grande superficialità da parte tua… Quanto poi ai temi economici, io all’università ho superato decorosamente una dozzina di esami di economia, ho anche studiato scienza delle finanze… Non ritengo che l’economia sia una scienza, ma che debba essere condotta sotto il controllo della politica…

    Inoltre, non mi pare proprio che tutta la politica del Movimento si possa ricondurre all’oscuro argomento di cui tu parli e che in ogni caso non costituisce peculiare oggetto della mia militanza nel Movimento…

    Inoltre, il sostenere una opinione o una tesi in una discussione culturale, non è ancora una prassi di governo, e non si ha quindi nessuna responsabilità in senso politico…

  • cardisem

    E dunque? Aumentiamo ancora lo stipendio dei parlamentare e dei burocrati? Lo moltiplichiamo per 100?

  • Simec

    che ha creduto che il regime si potesse abbattere o quantomeno cambiare, sedendo nei palazzi del regime.
    Povero illuso, lui e i gonzi che ancora perdono tempo a votare.
    ma come si fa ed essere cos imbecilli da dare un qualsiasi valore alle farse elettorali di un a dittatura.
    e adesso va a baciare il culo di renzie. che vergogna. che pena!
    ma la gente crede a tutto.
    serve la disobbedienza civile. la lotta. Punto. il resto sono solo cazzate.
    PS
    W URUGUAY di Pepe Mujica, nel match di stasera contro il paese – vergogna asservito alle banke. W URUGUAY!!!

  • cardisem

    Che “scompaiano” è un tuo desiderio o una previsione? E se una “previsione” di che natura? Deterministica o probabilistica? Se invece come pare è un tuo "desiderio”, chi invece dovrebbe “rimanere”? E se è una previsione "probabilistica”, quale sarebbe il calcolo scientifico delle probabilità di un fatto non "naturalistico” ma "sociologico” e "politico” ampiamente soggetto alla mutabilità degli orientamenti sociologici e politici delle popolazioni?

  • cardisem

    Non credo che si tratti di dare "legittimazione” a Renzi. Inoltre, fare opposizione durissima non credo neppure che significhi assoluta inerzia e starsene ad aspettare. Fare opposizione durissima significa elaborare, come nel caso di specie, proposte alternative di legge elettorale e quindi proporle agli altri soggetti politici che rebus sic stantibus devono condividerle e votarle insieme per avere maggioranze di legge necessarie alla loro vigenza…

    Sono anche io d’accordo sul principio che non si debba riconoscere nessuna "legittimità” a una esperienza di governo come quella di Renzi, ma "legittimità” non è la stessa cosa di "legalità”…

    Questa distinzione, in apparenza astratta, è invece di fondamentale importanza per la strategia politica di breve, medio e lungo periodo.

  • cardisem

    Non rispondo alle stupidaggini sulla “disobbedienza civile”, da me già confutate scientificamente senza che l’interessato ne abbia tratto profitto. Ho rispetto per questo Forum e mi auguro che si mantenga su un piano elevato, superiore a quello che si riscontra in giro navigando sul web.

  • cardisem

    Non so cosa sia l’«outlook negativo» del titolo. Se si intende che la partita sia chiusa, a me invece pare appena cominciata. Le camere non si sono ancora rinnovate, ma sia pure al netto delle defezioni del "traditori” resta una "rappresentanza” del 25 % nel parlamento nazionale, del 21 % in quella europea, e presenze in consigli regionali e comunali prima del tutto assenti. Nelle riunioni di zona, le sole alle quali posso partecipare, vedo un’affluenza crescente di nuovi attivisti…

    L’impressione che ne viene fuori è del tutto diversa dalla rappresentazione mediatica del Movimento.

    Certo, tutto quel che nasce, è pure destinato a finire…
    Lungi da me qualsiasi afflato trionfalistico, so bene che i problemi sono enormi, ma mi sembra veramente strumentale la rappresentazione tutta mediatica di una partita già chiusa (per i media) ancora prima di essere giocata.

    Evidentemente, opera qui la rappresentazione tutta mediatica secondo cui la percezione che si riesce a dare di un evento è essa stessa costitutiva della realtà, per cui se vi fosse qualcuno che ha interesse ad aderire al Movimento 5S non vi aderisce perché la televisione ha detto che il Movimento è finito, o quanti ne fanno già parte e sono attivi, smobilitano per la stessa ragione: la televisione ha detto che il Movimento Cinque Stelle ha cessato di esistere.

  • Cataldo

    E’ paradossale che la consapevolezza dei limiti del pensiero economico sia diffusa ampiamente tra chi ha avuto la fortuna di studiarlo*, mentre i profani sono martellati dal pensiero unico dei media che nel tempo ha generato dei dogmi assoluti fatti passare come realtà "scientifiche"

    *doppia fortuna se lo hai fatto in Italia e tripla se non lo hai fatto alla Bocconi 😉

  • Cataldo

    Veramente io associavo il PD ad altro materiale, sempre biodegradabile però 🙂

  • spadaccinonero

    non è questo il problema

    guarda sempre la pagliuzza e dimentica la trave, bravo
  • spadaccinonero

    scrivi senza sapere della mia persona, tipico comportamento da grillino tifoso

  • Gioia_di_Vivere

    Il M5S sta solo affinando le proprie strategie di lotta.

    Farà sentire sempre più il suo grande peso.
  • Gioia_di_Vivere

    Oltre al M5S non vedo altri rappresentanti dentro il parlamento italiano e europeo in grado di tutelare e difendere i miei interessi.  Quali sono i miei interessi?  Cose semplici come Acqua, Ambiente, Trasporti, Connettività e Sviluppo sostenibile. Semplici ma essenziali per me, per tutti noi e per le prossime generazioni.  Ho letto commenti che offendono e deridono i ragazzi e le ragazze eletti nel M5S. Ricordo ai distratti che loro sono gli unici che si sono autoridotti lo stipendio e non hanno nessuna possibilità di fare politica a vita sulle spalle della comunità.  Questi sono fatti concreti.  Invito i superficiali detrattori a guardarsi in uno specchio per vedere il loro vuoto e la loro malafede.  Noi andiamo avanti, i fatti ci daranno ragione.

    Di Renzi è inutile parlare, le balle le ha già sparate tutte. 


  • spadaccinonero

    citazione da cornice

  • cardisem

    Tra i miei insegnanti ho avuto Paolo Baffi, non ancora Governatore della banca d’Italia. La materia era: storia e politica monetaria, esame superato con trenta e lode, più dedica sul libro… Ma ripeto: mi ero accanito nello studio delle materie economiche, restandone deluso… Non rivendico tuttavia questi studi, per non incorrere in forme di diffamazione: sei un cretino perché non hai capito nulla… Un mio amico economista, noto scrittore di cose economiche, mi trova concorde nella sua impostazione: la principale risorsa è il lavoro qualificato. Se un sistema politico-economico, non è in grado di mettere in circolo queste risorse, il problema è tutto politico, non economico…

  • Albertof

    Che il M5S sia l’unica e l’ultima spiaggia che rimane a questo povero paese ho i miei dubbi. Non voglio neppure prendere in considerazione i partiti tradizionali perchè difendono posizioni che sono indifendibili e quindi, dal mio punto di vista, sono meno di zero. Tuttavia, per uno come me, non più giovanissimo, andare a votare qualcuno perchè rappresenta il male minore (ammesso che sia mai servito a qualcosa) sinceramente non mi sembra il caso. Pensare, che siano sufficienti persone di buona volontà e oneste interiormente per uscire dall’attuale situazione credo sia il vero limite del M5S. Ma siete mai entrati nel blog di Grillo? vi invito a farlo e vi accorgerete dei profondi limiti di un movimento che, seppur animato da buone intenzioni, non porterà mai ad un vero salto qualitativo in termini sociali ed economici. La battaglia di Grillo è tutta incentrata sull’evidenziare quanto "cattivi" siano gli attuali politici, cosa peraltro già nota a chiunque abbia un minimo di buonsenso, mentre sulle vicende economiche di maggior spessore, fanno acqua da tutte le parti. In un momento in cui è evidente a tutto il mondo che l’Euro è stato un fallimento totale, voluto da pochi a danno di molti, lo slogan del M5S è in Europa per l’Italia. Insomma, spero di sbagliarmi, ma se l’Italia deve dipendere da Grillo per risollevarsi credo che dovrà attendere molto a lungo. 

  • cardisem

    Io non devo sapere della tua persona, come tu non sai e non devi sapere della mia. Io solo risposto a un argomento del tutto scisso dalla persona, di cui – come tu dici – non so proprio nulla, detto con tutto il rispetto… Quanto al "tifoso” io in vita mia non sono mai entrato in uno stadio e non ho mai assistito a una partita di calcio… Il “tifo” di nessun genere non mi ha mai appassionato. Al mio argomento non hai dato nessuna risposta, se non quella di insultarmi come "tifoso”…

  • cardisem

    Nel blog di Grillo ci entro ogni giorno e sono centinaia i miei commenti… Non ti dico quali sono, ma so bene ciò che scrivo e che in un certo senso è patrimonio della cultura politica del Movimento.

    Nel blog però ci sono moltissimi infiltrati e troll.
    Un attivista li sa riconoscere e in genere evita di raccoglierne la provocazione.

    Quanto alle "soluzioni” a me sembra che il molti si aspettino una sorta di formula della pietra filosofale. Fossi in te io non sarei certo di avere bella e pronta la ricetta della felicità…

    Ho consapevolezza della complessità. Solo gli irresponsabili e i superficiali sono convinti di avere la soluzione in tasca. E non mi sembra che gli attuali politici abbiano altre soluzioni se non quelle dettate loro dalla Finanza e dai poteri occulti che li hanno insediati nelle istituzioni e che li rimuovono quando e come vogliono, sostituendoli con altri burattini che pensano di avere loro la Soluzione, ma che sono in realtà solo degli esecutori.

    Io penso che la prima cosa che debba saper fare una nuova forza politica è l’individuazione del suo Nemico e del suo Amico. Guai se ci si sbaglia in questa individuazione.

    Fatto questo, ma solo dopo, non prima, si va alla ricerca delle soluzioni concretamente possibili. Altrimenti è come di uno che progettasse le sue gite turistiche sulla Luna, senza avere prima l’astronave per poterci arrivare…

  • Simec

    stupide non sono le idee, che si possono discutere, non imporre come vorrebbero i fascio-grillini.
    e ti dico una cosa, per adesso educatamente: non rompermi i coglioni puntualmente ogni volta che esprimo un pensiero sulla tua nuova mamma che vuole rispetto e sottomissione, il buffone di Genova.
    Non essere, inoltre,  così vigliacco da non avere nemmeno il coraggio di ribattermi direttamente, nel MIO commento.
    Visto che dimostri di essere un grosso ignorante che non conosce Gandhi o Thoreau, Don Milani o Russell, Luther King  etc, ti consiglio di smetterla di scrivere  pistolotti vacui e tronfi e vatti a leggere qualcosa.
    Questa volta te l’ho detto educatamente: non mi rompere + i coglioni.
    Ci puo essere gente che la pensa diversamente de Grillo e dai suoi bamboccioni pappagalli.
    Fattene una ragione. Meglio per te.

  • cardisem

    Non è che mi manca il coraggio… semplicemente non intendo dialogare con te…
    Mi sono espresso sulla "disobbedienza civile” dove per anni ho dovuto esaminare studenti proprio sul concetto di disobbedienza civile…
    Qualcosa ne so e ritengo "stupidaggini” le tue formulazioni della disobbedienza civile…
    Se qualcuno sta rompendo i coglioni, quello sei tu…
    E basta!

  • cardisem

    P.S.
    La tua incivile "disobbedienza civile" falla tu quanto ti pare, dalla mattina alla sera, in ogni occasione, ma non mi infastidire oltre con la tua disobbedienza del c…

  • cardisem

    Tu scrivi:
    “andare a votare qualcuno perchè rappresenta il male minore”.
    Ti rispondo come "Attivista” del Movimento.

    Per me non dovresti andare affatto a votare e non mi esalta che tu votassi per il Movimento.
    L’idea che perseguiamo è quella della "democrazia diretta” dove i cittadini si autogovernano e nessuno va a votare, nel senso che si delega a un "rappresentante” che si pone al di sopra degli elettori nel momento in cui ottiene il potere e se ne stacca subito dopo…

    Capisco che dopo secoli e secoli che si è acquisita questa concezione del potere e del modo di rapportarsi con esso, in una eterna attesa messianica, diventa assai difficile pensare a se stessi non come "oggetto” della politica, ma come "soggetto” attivo dal quale soltanto può venire la "salvezza”, la "liberazione”… Gli altri non te la regalano.

    Personalmente, mi umilia e mortifica la sola idea di andare a chiedere il voto a chicchessia: vota per me perché io sono più bravo, bello, onesto…

  • Simec

    sciacquati  la bocca, pezzo di maleducato, e NON permetterti di intervenire ulteriormente sui MIEI commenti.