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BEPPE NON FA RIDERE. MA FA PENSARE

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Lo spettacolo di Grillo (Grillo versus Grillo) non è comico. Ma non è nemmeno politico. E’ esistenziale. Dichiarando apertamente il proprio disagio, il proprio smarrimento, la propria confusione (“Ma io chi sono?”) interpreta il disagio, lo smarrimento e la confusione che è in molti di noi. La sua è una ‘psicanalisi di gruppo’ senza terapeuta o, per essere più precisi, dove è proprio il terapeuta quello ad avere più bisogno di aiuto.

Grillo, heideggeriano probabilmente senza saperlo, pone al centro della sua riflessione la Tecnica. Ma non solo quella informatica, che ha fatto la fortuna del suo movimento grazie all’input di Casaleggio, ma la Tecnica in generale, in ogni sua forma, su cui è documentatissimo e si cogli che a 67 anni suonati (“Un’età spaventosa” come l’ha definita una volta) ha ancora una curiosità giovanile, onnivora, che è una dote che uno si porta nel Dna e che, come il coraggio di manzoniana memoria, se uno non ce l’ha non se la può dare. Grillo è affascinato, quasi ipnotizzato, dalla Tecnica, dai risultati straordinari che ha conseguito e da quelli ancor più sbalorditivi che, a breve e medio termine, potrà raggiungere. Ma nello stesso tempo è anche consapevole che la Tecnica è un’arma a doppio taglio. Che accanto agli aspetti positivi ce ne sono di negativi. Che anzi –ma di questo non so quanto Beppe ne sia conscio- positività e negatività della Tecnica non viaggiano in parallelo ma sono strettamente intrecciate e che sono proprio i risultati straordinari la causa delle negatività più profonde. Perché la Tecnica ci separa dagli altri e, alla fine, anche da noi stessi e dalla nostra interiorità. Grillo, fra altri frizzi e lazzi, fa un esempio, minimale, che è anche mio. Quello del treno. Una volta, in un tempo non poi tanto lontano, sul treno si chiacchierava, si ciacolava con gli altri viaggiatori, si raccontavano anche balle strepitose, soprattutto alle belle ragazze, tanto non ci si sarebbe visti più. Oggi tutti stanno al computer, al tablet, attaccati al cellulare, sono connessi col mondo intero tranne che con chi gli sta solo a due metri più in là. A questo proposito c’è un bel libro di uno psicanalista junghiano, Luigi Zoja, che si intitolato “La morte del prossimo”. Il ‘prossimo’ è il vicino, colui che io posso toccare. Quando l’ologramma –che compare, ironicamente, anche nello spettacolo di Grillo, come suo duplex- corredato di odori, di umori e anche, in un futuro non lontano, di possibilità di tatto, avrà sostituito in tutto e per tutto, o quasi, l’uomo, saremo definitivamente soli.

Politicamente Grillo non ha detto, ne voleva, nulla che già non si sappia. Ha solo accentuato l’incitamento alla ribellione e, fors’anche, all’insurrezione, comunque a una reazione collettiva (“Grillo sei tutti noi. Col cazzo! Cominciate anche voi a essere tutti voi”).

Il comico non esiste più. Perché non fa ridere. E non c’è figura più patetica, e drammatica, del comico che non fa ridere. C’è un momento, delicato, dolce e commovente, della pièce in cui Beppe, abbandonando l’atteggiamento tonitruante, chiede con un sorriso timido alla platea: “Ma vi faccio divertire ancora?” ricavandone un flebile applauso.

L’uomo, dopo averne spese per anni, intellettualmente e fisicamente, in dosi industriali, ha ancora energie da vendere. Non si regge, da soli, senza supporti, quasi tre ore sul palcoscenico se non si ha una grandissima energia. Ma non sa più dove metterla. Non sa dove sbattere la testa. Come chiunque fra noi che, a dispetto della tecnologia, l’abbia conservata.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

6.02.2016

Pubblicato da Davide

  • Rosanna

    Bellissimo e profondo intervento di Fini … ha colto il dramma di oggi, così come lo ha espresso Grillo con il suo spettacolo … oggi viviamo il dramma della deindustrializzazione perchè sono cambiati i rapporti tra capitale e società, e quindi è cambiata anche la cultura. Non è successo il contrario, esiste una precisa distinzione tra causa ed effetto. La scienza è stata nella storia il mezzo principale con cui la borghesia si affermò sulla scena del potere, a partire dal Rinascimento, aprendo le strade del commercio … quindi scienza e tecnica divennero sempre più sofisticate per permettere alla borghesia di scalzare definitivamente la nobiltà. Ecco perché i limiti della scienza sono i limiti della borghesia.

    D’altronde fare riferimento ad una cultura "altra" (popolare, operaia, contadina e via dicendo) è assolutamente impensabile perchè tutte quelle culture (quindi metodi relazionali e valori) sono praticamente scomparse, lo aveva già detto Pasolini … buone solo per ricerche storiche. Questo è il cul-de-sac nel quale la postmodernità ci ha condannato a vivere: esiste solo una scelta, perché "la libertà è schiavitù" come diceva Orwell … e come sembra voler dire Grillo in questa fase riflessiva della sua storia di show-man postmoderno.

  • Mattanza

    Bell’articolo ma vorrei dissentire sulla visione che la tecnica inevitabilmente porta con se i suoi aspetti negativi; in potenza si, ma farne tecnologia operativa o no spetta al nostro libero arbitrio.

  • Mattanza

    io credo che non si tratti di vaghe culture contadine perdute per sempre, ma trattasi di spiritualità/religiosità in senso lato (è li il cuore della morale ed etica, non nella filosofia critica), che in occidente è andata indebolendosi fin dall’illuminismo in poi come minimo, il nostro occidentale essere estroversi ci portava inevitabilmente a ciò, la nostra spiritualità non è mai stata ai livelli di sviluppo orientali, ora è in condizioni pessime, la nostra tecnica e conoscenza del mondo li fuori non ha pari.

  • SanPap

    La libertà è schiavitù è solo una frase ad effetto (Come fedeli nei secoli)

    la libertà è schiavitù da che ? (Fedele nei secoli a chi ?)

    la libertà è schiavitù se per sentirti libero acquisti in modo compulsivo, anche quello che non ti serve.

    la libertà è schiavitù se per sentirti libero devi appiattirti sul pensiero unico

    la libertà è schiavitù se per sentirti libero devi rinunciare a cercare la verità, a dirimere il bene dal male (chi sono io per decidere ? sei il papa, cazzo, sei papa ed è tuo dovere aiutarmi a capire, mio quello di cercare di imparare e prendere decisioni in coscienza)

    scusami ma mi gira male, con simpatia.

  • gix

    Non mi sembra che Grillo sia mai stato un comico nel senso classico del termine, è sempre stato qualcosa di diverso. Vedere un suo spettacolo è una esperienza per molti versi unica, almeno in Italia. Può piacere o meno, ma uno che ha il coraggio di mettersi continuamente in discussione, in un  paese di pecoroni come l’Italia, merita il massimo rispetto

  • Gtx1965

    Se Grillo non fosse stato da sempre funzionale al sistema, con l’arte della distrazione di massa, prima comica poi socialpolitica, forse avrebbe la mia stima. Idem Fini, blablabla fuorvianti ed inutili conditi da una falsa aria di rivoluzionario… Quindi non presterò mai fede a coloro che sono complici (consapevoli o no non mi interessa, restano in ogni caso colpevoli) di questo inganno planetario chiamato democrazia e che invece è dittatura plutocratica imposta da un uso sapiente dei massmedia, di cui entrambi i sopra citati appartengono da sempre. Insomma una vagonata di letame puzzolente è più utile di tutti costoro…

  • Rosanna

    SanPap, leggi questi due articoli, poi mi sai dire … attendo il tuo giudizio

    http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2016/2/7/DIETRO-LE-QUINTE-Unioni-civili-Grillo-smaschera-il-bluff-di-Renzi/677212/ [www.ilsussidiario.net]

    DIETRO LE QUINTE/ Unioni civili, Grillo smaschera il bluff di Renzi

    La bomba è esplosa inaspettata: Beppe
    Grillo sul suo blog ha annunciato che sulla legge Cirinnà i parlamentari
    a 5 Stelle voteranno secondo coscienza, e non in base all’ordine di
    scuderia impartito da tempo, cioè schieramento compatto a fianco del
    testo senza modifiche. È una inversione a U, un capovolgimento totale di
    prospettiva, e pure uno schiaffo a Matteo Renzi che era convinto di
    avercela fatta. Finalmente avrebbe fatto "qualcosa di sinistra" per
    tacitare la recalcitrante minoranza interna che proprio ieri, primo
    giorno di primarie a Milano, è tornata ad agitare lo spettro della
    scissione. Con il voltafaccia di Grillo tutto viene rimesso in
    discussione.

    Perché Grillo va contro il suo direttorio
    pochi giorni dopo aver messo in scena lo spettacolo teatrale in cui
    ribadiva di essersi ormai messo "di lato"? In primo luogo, il comico
    mostra ancora una volta la distanza dai nuovi vertici del movimento, che
    ormai agiscono più sul modello di un comitato centrale di stampo
    sovietico che della democrazia partecipativa sia pure fondata sulla rete
    e sui meetup.

    Ma c’è un secondo aspetto di strategia
    politica, in qualche modo annunciato dal professor Paolo Becchi, che ben
    conosce il mondo a 5 Stelle, con un tweet mattutino in cui annunciava
    la svolta. "State a vedere che per paura di rimanere con il cerino in
    mano il M5s voterà il Cirinnà senza le adozioni, rimangiandosi quanto
    dichiarato", ha cinguettato il politologo genovese. I twittaroli hanno
    riempito Becchi di improperi, ma alla fine chi ha avuto ragione è stato
    lui.

    Che cos’e successo? Grillo ha intuito che
    Renzi difende la Cirinnà in apparenza, mentre dietro le quinte lavora
    per trovare un punto di mediazione con i centristi. L’altro giorno il
    segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, aveva annunciato che se la legge
    fosse passata senza modifiche il suo partito sarebbe uscito dalla
    maggioranza.

    Il premier ha preso — giustamente — sul
    serio la minaccia dei centristi ringalluzziti dal Family day. E ha
    lasciato intendere che i margini di una trattativa c’erano, anche sulle
    adozioni. Anche perché Renzi non era sicuro dell’appoggio dei grillini,
    notoriamente poco affidabili. A quel punto il cerino, per dirla con
    Becchi, passava proprio ai 5 Stelle.

    Un qualsiasi cambiamento del testo avrebbe
    loro impedito di votarlo. E si sarebbe giunti al paradosso di una legge
    sulle unioni civili approvata dall’Udc ma non dai pentastellati. I
    quali, davanti all’opinione pubblica, sarebbero stati equiparati a Lega,
    Fratelli d’Italia e Forza Italia, cioè il centrodestra che invece le
    unioni non le vuole. Un completo rovesciamento delle parti che Grillo ha
    intuito e dal quale tenta di togliere i suoi parlamentari, ammesso che
    possa avere ancora voce in capitolo contro il direttorio di Casaleggio,
    Di Maio, Di Battista e pochi altri …

    http://scenarieconomici.it/la-genialita-strategica-di-beppe-grillo/ [scenarieconomici.it]

    La genialità strategica di Beppe Grillo

  • RenatoT

    l’umanitá, la societá composta da umani, non sfugge alla regola del piú forte.

    Siamo suddivisi anche noi tra prede, predatori e parassiti. L’intera vita nell’universo si regge, molto probabilmente, su questo schema. La selezione del piu’ forte, regola tutto.
    Ogniuno ha il suo ruolo, noi, Grillo, i Rockfeller.
    Adattarsi e schivare, penso sia l’unica soluzione per le prede… classe di cui faccio parte.
    Coalizzarsi e andar contro in leoni… se si è gazzelle penso che serva a poco.
  • Fischio

    Più che scomodare Heidegger scomoderei Freud o magari il Budda. Si, un bel ciccione seduto a gambe incrociate che dall’alto osserva il muoversi degli ometti, con la differenza che lui, il Beppino, ha il dito in bocca a mò di bimbo. Un bimbo viziato toccato da onniscienza e onnipotenza che travalica materialità e oggettività, fin quando la realtà lo scuote con una bella secchiata d’acqua in faccia, e allora si rende conto che la vita non è un teatrino dove si può dire e fare di tutto. Il mondo è troppo grande e pronto a rintuzzare le sue cazzate, tanto da scaraventarlo nelle incertezze e nelle paure. E non basta il dito in bocca per renderlo innocente, la sua fama lo renderà ridicolo e penoso, pieno di soldi ma risucchiato nel tempio dei folli…  

  • Gtx1965

    certo RenatoT, l’unica nostra possibilità è lo schivare prudentemente e sapientemente le fiere mai sazie… sono anche dell’opinione che se i miliardi di prede fossero sufficentemente illuminate e sopratutto coalizzate per un bene comune supremo, allora non ci sarebbe fiera alcuna che potrebbe permettersi il brutto ed il cattivo tempo, assieme alle gazzelle ci sarebbero gnu, ippopotami, rinoceronti ed elefanti che potrebbero facilmente scoraggiare qualsiasi fiera… ma purtroppo gli erbivori sono in linea di massima anche stupidi, ognuno intento innanzitutto a brucare a sufficienza per se stesso, egoisti e quindi di conseguenza disuniti… un caro saluto

  • saporidinicchia

    La tecnica ,come la politica e altro ancora non può essere definita positiva o negativa, cattiva o buona. Può invece essere negativo o positivo l’uso di essa che se ne fa. Poichè chi la utilizza è l’essere umano, dipenderà da lui ,i suoi rappresentanti (o la massa di umani che glielo permettono) se il suo utilizzo provoca più danni che benessere.
    Se la malvagità dell’uomo prevarrà sulla bontà, la tecnica, le scelte politiche o altro , provocherànno la distruzione dell’uomo e dell’ambiente in cui vive ma la colpa sarà sua ,non dei suoi strumenti.
    Io non sono iscritto M5S, conosco bene i limiti di Grillo e del suo movimento, ma sono convinto che se vogliamo fare un bilancio penso che sia positivo.
    Non oso pensare ad un parlamento in questo periodo senza il M5S, considerando che le altre forze politiche in realtà sono una sola cosa-

  • Denisio

    Un artista non deve necessariamente far ridere, se riesce a farti incazzare o annichilire di fronte all’evidenza del fatto che non ci eri arrivato prima, oppure del fatto che o ti smuovi attivamente oppure il supereroe non arriverà, beh, qualcosa l’artista lo ha fatto.
    Purtroppo però non siamo abbastanza reattivi o reazionari come gruppo, seguiamo molto più facilmente l’imbonimento televisivo piuttosto che una meditazione e uno studio socio-politico e quindi le ideologie per quanto riguarda il nostro sistema complesso si formano con difficoltà sopratutto quando con una base di informazioni deviata si creano dei conflitti interni che vanno a supportare l’assunto T.I.N.A.

     Invece le soluzioni ci sono.

  • gaia

    Ricevo completamente il suo commento ed in sovrappiù mi piacerebbe sapere cosa mangia la signora Rosanna dal momento che sostiene che la cultura contadina non esiste più.

    Probabilmente si nutrirà di prana, cioè essenza di stelle.  

  • gaia

    Sottoscrivo ogni singola parola di questo suo commento e del precedente.

  • gaia
    "ma io credo con fede sempre più profonda, che il Parlamento in Italia sia un bubbone pestifero. Occorre estirparlo. »

    (discorso interventista di Benito Mussolini del 15 maggio 1915])

    E’ trascorso più di un secolo ed è ancora più degenerata detta istituzione.

  • ottavino

    Può essere che Grillo fa pensare. Ma tanto pensare non serve a nulla.

  • Gtx1965

    Grazie gaia… Ma la prossima volta dammi del tu per favore…

  • Gtx1965

    Bello fischio… Bravo… Concordo al 1000%… Le persone pigrone di natura preferiscono osannare i buffoni mal informati piuttosto di muovere il culo da se…

  • Gtx1965

    Fa pensare coloro che per pigrizia vogliono la pappa pronta… Ma il motivo della mia risposta è la tua frase sul troppo pensare Inutile: BRAVISSIMO…!!!

  • Gtx1965

    Scusa gaia, non per contrafforti, ma il bubbone pestifero è solo la manifestazione visibile (specchietto per allodole) della malattia che è ben che più profonda e subdolamente nascosta… Un abbraccio… Giulio

  • ottavino

    Pensiamo troppo, troppo….