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50 PAESI RAFFORZANO IL PATTO SEGRETO TISA PER CONSEGNARE AL SETTORE PRIVATO PIU' SERVIZI PUBBLICI


DI ALEJANDRO LÓPEZ DE MIGUEL

publico.es

La nuova soffiata di Wikileaks che “Publico” ha ottenuto in esclusiva in Spagna, prova che l’accordo sui servizi vuole imporre ai comuni, ai governi regionali e alle amministrazioni centrali, l’obbligo di informare gli altri paesi prima di approvare nuove normative che rientrino nel grande quadro di questa alleanza.

I cinquanta paesi che trattano il patto segreto TiSA aprono le porte dei servizi pubblici al settore privato. Nonostante le crescenti critiche alla politica commerciale della Commissione Europea, Bruxelles ha confermato la sua posizione nelle conversazioni sull’accordo che danneggerà praticamente tutti i servizi, da quelli postali fino ai trasporti, anche se l’Europarlamento esige che il TISA (Trade in Services Agreement) escluda i servizi pubblici. Tutto questo ha luogo in un’atmosfera di segretezza ancor più densa di quella che avvolge il TTIP.

La nuova rivelazione di Wikileaks mostra che le trattative hanno mantenuto, e indurito in alcuni aspetti, la linea resa pubblica da questo giornale nel giugno del 2015.

Uno dei documenti filtrati evidenzia l’obbligo degli stati di informare gli altri paesi, e quindi le loro imprese, prima di approvare normative che possano danneggiare i loro interessi commerciali. E, mentre alcuni stati in trattativa chiedono di delimitare questa imposizione, USA, Canada e altri esigono che si mantenga.

Questo danneggerebbe anche le misure prese di urgenza dai rispettivi governi, dato che non soddisferanno la clausola che obbliga a dare un “tempo ragionevoleal resto degli stati firmatari per fare commenti in base ai propri interessi o delle proprie imprese. Il TiSA impone che le parti abbiano “tempo sufficiente” per commentare, senza delimitare nessun periodo temporale concreto e stabilisce che gli stati “devono considerare” i loro apporti.

Se gli USA riusciranno a imporre la loro posizione, l’obbligo di dare conto al resto degli stati si applicherebbe “a qualsiasi livello di governo”, per il quale secondo gli esperti di Wikileaks, questo obbligherebbe fino al più piccolo comune a dover informare sulle proprie normative da approvare, per il suo possibile impatto negli interessi economici e finanziari degli investitori stranieri.

L’analisi dell’organizzazione che dirige Julian Assange avverte che il testo in questione “porta le trattative molto più in là degli aspetti legittimamente vincolati al commercio, arrivando in un territorio di una agenda politica profondamente liberalizzatrice.” Avverte che com’è contemplato oggi il TiSA “ostruisce” la capacità normativa degli stati per imporre la deregolamentazione che le lobby corporative esigono dai paesi negoziatori.

Tale documento è la bozza sul Regolamento Nazionale del giro di riunioni del 10 ottobre 2015, una versione attualizzata al febbraio dello stesso anno di cui questo giornale ha avuto accesso a metà dell’anno scorso.

Il sogno delle imprese

Nel marzo 2013, al momento dell’inizio delle trattative, l’allora vicepresidente della Coalizione delle industrie dei Servizi, Samuel di Piazza, affermò davanti al congresso degli Stati Uniti che il TiSA deve “modificare o eliminare regole”, come ricordano dall’organizzazione di Assange.

“Le bozze filtrate del TiSA rivelano che i lobbisti corporativi sono convinti che potranno cominciare la loro causa per deregolamentare”.

Nello stesso anno, la National Retail Federation statunitense chiese che l’accordo smussi le normative sulle misure dei locali e sugli orari di apertura e chiusura per ottenere “efficienze operative” e lavorare relativamente liberi da normative governative”.

Normative meno “gravose del necessario”

Il quadro d’azione dell’accordo è enorme- dalle normative sul rilascio di licenze per prestare servizio, fino a, possibilmente, gli standard tecnici-, e in funzione di quale proposta avrà maggior appoggio, più duro sarà l’accordo finale.

L’accordo pretende accelerare i tempi per prendere quelle decisioni normative nelle quali bisogna contare con le opinioni del resto degli stati.

Una di quelle è impedire che le regolamentazioni siano “più gravose del necessario per assicurare la qualità del servizio”; un’altra è che siano basate su “criteri obiettivi e trasparenti” relazionati alla prestazione, mettendo così in secondo piano gli obiettivi ambientali e sociali.

Al momento di prendere delle decisioni, gli stati membri hanno un “periodo di tempo ragionevole”, senza “ritardi ingiustificati”.

Gli esperti di Wikileaks si domandano se dentro il “ragionevole” ci sia spazio ad esempio per uno studio di impatto ambientale, ma la risposta di nuovo dipenderà dalla proposta che si imporrà alla fine, o dal livello di ambiguità del linguaggio usato nel testo.

ALEJANDRO LÓPEZ DE MIGUEL

Fonte: www.publico.es

Link: http://www.publico.es/internacional/cincuenta-paises-dan-vuelta-tuerca.html

25.05.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da DIEGO FABRICIO

Pubblicato da Davide

  • ilsanto

    Insomma ma siete incontentabili, i faraoni non vanno bene, la monarchia non va bene, il fascismo ed il nazismo non vanno bene, il comunismo non va bene, il capitalismo non va bene, la democrazia è corrotta, gli stati nazione non vanno bene, la globalizzazione non va bene, il pubblico impiego è una schifezza, le privatizzazioni il male assoluto. Ma volete ritornare allo stato di natura ? 

  • GioCo

    Magari basta evitare banalmente di tornare ai tempi degli schiavi in catene? Perchè alla base caro @ilsanto sta il diritto di qualcuno di prenderti e fare di te salsicce se gli garba e tanto una democrazia corrotta e mafiosa, quanto una petromonarchia illuminata con effetto quasar (un buco nero galattico che quando di "illumina" ti cancella letteralmente dal mondo fisico) ti sparano diritto verso quel futuro e per ciò è normale che se qualsiasi sia l’opzione di governo l’obbiettivo non cambia, non ci si può accontentare, no?

    Certo, la maggioranza vuole solo continuare in pace a vivere e godere nelle cose minute (una casa, un lavoro, una famiglia e un po’ di denaro per allontanare le preoccupazioni più stringenti e vicine) anche se putroppo non è più possibile. Solo che per adesso ancora ci si può illudere diversamente.

  • ilsanto

    No non mi illudo, anzi lo sconforto è enorme, ripercorrendo la storia vedo come qualsiasi alternativa , dallo stato di natura appunto alla moderna democrazia, è inconsistente e non ci mette al sicuro dall’essere sfruttati e forse sterminati, la mia era una richiesta di aiuto.

    Purtroppo quello che vedo è che non esiste una forza unita di chi il lavoro non l’ha, di chi lavora diviso tra idee diverse e persino di chi spera di salire al piano superiore, e di chi raggiunta la pensione non conta più nulla ne si esprime.
    Cosa ci vuole a capire che se non sei un capitalista sei per forza dall’altra parte ? veramente c’è qualcuno che vota destra pur essendo disoccupato o sottopagato o con una pensione che non serve a fare una spesa decente. Veramente c’è qualcuno che dubita che se si sciopera ( tutti ) non si otterrebbero dei risultati tangibili ? veramente i sindacati sono cosi miseri da interessarsi solo dei lavoratori e non dei disoccupati, sottopagati, precari, pensionati ? e si combattono tra loro come comari ? Per poi sputtanarsi difendendo ladri e assenteisti, sfaccendati e incapaci ?