Home / ComeDonChisciotte / ZIDANE E LA 'GUERRA AL TERRORE'

ZIDANE E LA 'GUERRA AL TERRORE'

DI GABRIELE ZAMPARINI
The Cat’s Blog

“La leggenda francese, giocando nella sua partita finale prima del ritiro, è stata espulsa nei tempi supplementari per aver tirato una testata al petto di Marco Materazzi dell’Italia”, ha riferito il Guardian.

“Lo spregevole, insondabile, atto di violenza di Zinedine Zidane” (1) è stato unanimamente etichettato come una reazione stupida, una “disgrazia”. “Com’è triste che avrebbe potuto evitare l’episodio più vergognoso per la pagina finale della sua storia”, ha scritto la BBC (2).

Sì, ma perché? Perché il 34enne esperto giocatore di calcio che era appena stato premiato con il Pallone d’Oro come miglior giocatore alla Coppa del Mondo l’ha fatto?Il giornalista del Guardian Kevin McCarra ha scritto “la scorsa notte ci sono state voci che Materazzi lo avesse chiamato ‘un terrorista’ [enfasi aggiunta] (3).

Solo Zidane e Materazzi conosco la verità e sarebbe interessante sapere cosa hanno da dire su queste “voci”.

Se fossero confermate, il gesto di Zidane, lontano dall’essere uno “spregevole, insondabile, atto di violenza” sarebbe visto come l’unico legame con la realtà di questa Coppa del Mondo.

Se queste “voci” fossero confermate, il cartellino rosso racconterebbe una storia completamente diversa. Forse ancora una “reazione stupida” secondo le regole della FIFA, ma l’atto di Zidane verrebbe ricordato come la reazione più umana al razzismo e all’ipocrisia. Non sarebbe più il falso “eroe” venerato dal corrotto circo del business-calcio, ma qualcosa di molto distante da ciò e più importante: un uomo di integrità morale che non si è venduto e non si è compromesso per una coppa d’oro, per i soldi che da essa derivavano e per un’immagine lucida di cui godeva un mondo di stranieri.

Se la ‘guerra al terrore’ ha giocato un ruolo nella Coppa del Mondo 2006, la reazione di Zidane non è una disgrazia, ma un atto di coraggio che merita di essere riconosciuto per quello che è.

Se il giocatore di calcio italiano Materazzi ha davvero chiamato Zidane ‘un terrorista’, la FIFA dovrebbe togliere la Coppa del Mondo all’Italia e lasciare il torneo del 2006 senza un vincitore.

Qualunque decisione prenderà la FIFA, le persone potranno ancor far sentire la propria voce boicottando la squadra di calcio italiana ovunque e in qualunque momento giocherà.

Il calcio – e non solo in Italia – non vive da solo in un pianeta lontano. In tempi di ‘guerra al terrore’ e ‘guerre preventive’, il gesto di Zidane ha il potere di un appello alla realtà giusto e potente.

********************
AGGIORNAMENTO
********************

Il Guardian ha appena “aggiornato” il suo articolo.

DA:

“Un cartellino rosso al posto di un bigliettino d’auguri ha condotto Zidane al ritiro dopo 19 minuti di tempi supplementari. Il capitano è stato spedito fuori per aver reagito ad una disputa con Marco Materazzi girandosi e dando una testata al petto del giocatore che aveva segnato il goal dell’Italia. Sicuramente era stato provocato – la scorsa notte ci sono state voci che Materazzi lo aveva chiamato “un terrorista” – ma Zidane farà bene a maledire la sua stupida reazione”.

A:

“Un cartellino rosso al posto di un bigliettino d’auguri ha condotto Zidane al ritiro dopo 19 minuti di tempi supplementari. Il capitano è stato spedito fuori per aver reagito ad una disputa con Marco Materazzi girandosi e dando una testata al petto del giocatore che aveva segnato il goal dell’Italia. Sicuramente era stato provocato, ma Zidane farà bene a maledire la sua stupida reazione”.

********************
AGGIORNAMENTO 2
********************

Quella frase – la scorsa notte ci sono state voci che Materazzi lo aveva chiamato “un terrorista” – dopo essere stata cancellata dal Guardian, è ora tornata nell’articolo!!!

********************
AGGIORNAMENTO 3
********************

SOS-Racism, il gruppo di difesa contro il razzismo di Parigi, lunedì ha rilasciato una dichiarazione citando “molte fonti bene informate dal mondo del calcio” dire che Materazzi aveva chiamato Zidane uno “sporco terrorista”. Ha chiesto alla FIFA, l’organo direttivo del mondo del calcio, di indagare e prendere ogni azione adeguata (AP).

NOTE

1) Losing the plot. Zidane was a disgrace, but it was Domenech who cost France the match, Rob Smith, Guardian, 9 luglio 2006

2) Zidane’s red mist, Phil McNulty, BBC News, 9 luglio 2006

3) Italy strike gold as Zidane sees red, Kevin McCarra, Guardian, 10 luglio 2006

(*) Gabriele Zamparini è uno scrittore, regista ed attivista su http://thecatsdream.com

Fonte: http://www.thecatsdream.com
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2006/07/zidane-and-war-on-terror.htm
10.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

Pubblicato da God

  • Tao

    Mentre in Italia si festeggiano gli “eroi”, i “campioni” e via discorrendo, con tanto di Freccie tricolori, onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica, incontri istituzionali, prima pagine dei quotidiani, trasmissioni Tv, parate e bagni di folla – manco avessero scoperto la cura dell’Aids o una forma di vita intelligente nello spazio – la stampa internazionale si fa la domanda che chiunque – con un minimo di intelligenza – si sarebbe fatto dopo l’espulsione di Zidane. Ma che alcuni italiani, vuoi per “spirito patriottico”, per convenienza politica o per interesse affaristico, si guardano bene dal fare. Ovvero: che cosa ha detto esattamente il giocatore Materazzi per provocare la reazione violenta di Zidane?

    Il mio primo sospetto, già qualche secondo dopo aver saputo dell’incidente – e soprattutto conoscendo il clima in Italia, dopo anni di propaganda negativa nei confronti degli arabi, degli islamici e degli extracomunitari in generale – era quello dell’insulto. E in effetti questa sembra la versione più gettonata dai media di mezzo mondo. Secondo una prima versione del quotidiano The Guardian, l’insulto – già rivolto più volte in precedenza a Zidane – sarebbe “Terrorista”. Materazzi smentisce e fa il furbo spiritoso, il finto tonto: “Non e’ assolutamente vero, non gli ho detto terrorista, sono ignorante non so neanche cosa voglia dire”.

    Che fosse ignorante – come tutti i giocatori di calcio – lo sapevamo, ma cosa significa che non sa cosa vuol dire “terrorista” ? Un italiano – anche il più ignorante degli analfabeti che compongono le squadre calcistiche – non può dire una cosa del genere. Sono anni che i media italiani bombardano il popolo con termini come “Terrorista islamico”, “Kamikaze”, “Fatwa”, “Taqqiya” e via dicendo. Persino quelle vallette che di mestiere fanno da fidanzate ai calciatori hanno cominciato a fare le opinioniste in materia di diritti femminili e politica dei paesi islamici.
    Se Materazzi non sa cosa sia un terrorista, cosa hanno fatto allora in questi anni le Fallaci e i Allam, che da anni si prodigano per diffondere questi termini presso le Rossane di Pordenone, le Casalinghe di Voghera e i giocatori di calcio? Materazzi ci vuole prendere per i fondelli o cosa, esattamente? E’ ovvio che la sua risposta voleva essere ironica e sprezzante. Per quanto mi riguarda, è una vera e propria ammissione di colpa, una confessione in piena regola.

    Qualunque sia il termine esatto – la tv brasiliana “O Globo” che ha consultato un esperto di lettura del labiale sostiene che Materazzi avrebbe offeso due volte la sorella di Zidane dandole della prostituta prima di rivolgersi a lui con una frase oscena – sembra ovvio che Materazzi abbia insultato Zidane. Altrimenti non si spiegherebbe la reazione incontrollata del giocatore francese nell’ultimo match della sua brillante carriera.
    E’ un uomo ed è comprensibile che di fronte alle provocazioni di un altro giocatore, dopo un lungo e snervante match, abbia perso la calma. Ad ogni azione corrisponde una reazione, o forse vorranno dirci che anche in questo caso il musulmano cattivo e maleducato ha sognato le vergini e quindi aggredito senza alcun motivo apparente? In ogni caso, Zinedine Zidane spiegherà presto le ragioni che lo hanno portato a colpire Marco Materazzi. Lo ha dichiarato il suo agente Alain Migliaccio: “Al momento Zizou non vuole aprire l’argomento ma certamente ne parlerà tra qualche giorno”.

    Sono profondamente convinto che qualcuno, come parte della tifoseria italiana che ieri dava dei “cioccolatini” ai giocatori francesi, bruciava le bandiere della République, sia rimasto sconvolto e forse anche disgustato di fronte allo spettacolo di una nazionale francese composta da giocatori di colore (tema affrontato ieri con grande genialità ironica da Beppe Grillo). E da giocatori che si sono fatti difendere dalla Fallaci, quando questa difese il diritto di Totti di sputare sul proprio avversario, un insulto era il minimo da aspettarsi.

    La cosa triste è che la storia la scrivono i vincitori e sarà difficile dimostrare che il comportamento inaccettabile e vergognoso non era quello di Zidane, che tutti ora si dilettano a massacrare, ma quello di Materazzi. Abbiamo però una soddisfazione: quella testata al petto di Materazzi, che gli è costata l’espulsione dalla finale con l’Italia, non ha impedito che gli venisse assegnato il Pallone d’Oro della Fifa “grazie alle eccellenti prestazioni offerte durante tutta la Coppa del Mondo FIFA”, coronandolo miglior giocatore del mondo, prima di due italiani.

    Ma se Zidane dovesse confermare che si è trattato di un grave insulto e questo venisse provato, non basteranno le scuse per cancellare la vergogna di una vittoria ottenuta con mezzi discutibili. Una vittoria che non ha niente a che vedere con l’Italia, con la Patria, con la bandiera, ma molto con le società italiane calcistiche quotate, coinvolte o meno nello scandalo delle intercettazioni: Juventus, un progresso del 6,93% (1,49 euro l’ultimo prezzo registrato). La Roma, salita del 3,26% a quota 1,02 euro. La Lazio, nell’asta di chiusura tra le 16.30 e le 16.35, trattata a 0,29 euro (+2,45% rispetto a venerdì).

    Quella Coppa andrebbe restituita e l’Italia dovrebbe essere squalificata. Per venticinque anni almeno, il tempo di comprendere il significato della parola “multietnico” e fare ancora un pò di pulizia in casa. Spiacente di avervi rovinato la festa.

    Sherif El Sebaie
    Fonte: http://salamelik.blogspot.com/
    11.07.06

  • Parzo26

    Non posso credere a quello che leggo!!
    Non conoscevo il sito, bello che qualcuno si dia da fare.

    Ma:
    mi sembra veramente SCANDALOSO che si processi il Calcio, i Calciatori, la Nazionale!
    Cioe’, ok.. tutto va male, scandali dappertutto, ok.
    Cosa ha a che vedere questo col calcio??
    Ma se si riesce a far polemica anche sulla conquista, meritata, di una coppa del mondo, inizio a sospettare che si faccia polemica tanto per fare, tanto per offendere, tanto per “andare contro”!
    Totti vieni insultato per 60 minuti, sputa, e tutta Italia lo processa. ok.
    Zidane viene provocato, tira un testata, e voi processate Materazzi?
    E’ stata una reazione umana, comprensibile, la vera coppa l’hanno meritata i francesi e il suo allenatore Domenech, che ha mimato il gesto della cinepresa dopo la testata, come a dire che Materazzi aveva esagerato la caduta?
    Dai, su.. facciamo i seri, TUTTO IL MONDO ha visto cos’e’ successo.

    BASTA!!!
    Scusate lo sfogo, ma anziche’ scavare nel torbido forse qualche volta e’ meglio pescare nel profondo!

    Per una volta, anche se tutto va male, provate a prendervi una, meritata, gioia!

  • marzian

    In questo articolo di Gabriele Zamparini non si processa il calcio come sport. Si processa il calcio come mondo corrotto fino alla radice, pervertito dal Dio Denaro;

    Potrà mai essere meritata una Coppa del Mondo in cui una partita è stata vinta con un rigore inesistente ed un’altra ha visto l’esplusione di un giocatore avversario per aver giustamente reagito ad una tale provocazione?

    Sinceramente, mi vengono in mente decine di modi per avere una serata di gioia, anche profonda, senza guardare questi buffoni.

  • Parzo26

    E invece perche’ io il rigore inesistete l’ho visto e l’avrei anche fischiato?
    E invece non avrei fischiato quello alla francia?
    E Zidane ha reagito GIUSTAMENTE??
    Reagisci GIUSTAMENTE tu cosi’, al campetto sotto casa, con gli amici, e dimmi come va a finire..
    Buffoni?
    A me sono piaciuti tutti, questione di punti di vista.
    Ora scusami anche tu ma mi cancello. La distanza e’ davvero siderale!

  • pulsadenura

    ragazzi possibile che dovete sempre fare i frikkettoni con la sciarpa etnica al collo anche il giorno di feragosto?

    possibile che dite solo quello che vi ordina di dire moretti? ma avete mai dato un calcio al pallone voi? beh……credo di no! in mezzo al campo ci si dice di tutto, “mi scopo tua madre,tua sorella,tua moglie….ecc ecc”

    ergo materazzi ha detto qualcosa di simile e quello ha reagito così

    possibile che totti era un coatto ad aver sputato in faccia al danese mentre zidane un eroe provocato?

  • Yossarian

    Per chi no lo avesse notato Zidane aveva un viso terribilmente corrucciato sin dall’inizio della partita, dava l’impressione di essere a disagio, nel posto sbagliato, il suo rigore non e’ stato affatto un capolavoro, e’ finito fortunosamente dentro perche’ lo ha tirato volutamente alto, forse non doveva segnare. Per tutta la partita la squadra francese e’ stato lui; ha seminato chiunque in qualunque parte del campo, ha dimostrato che lui e’ veramente un campione, ha voluto dimostrare cosa poteva fare da calciatore.
    Alla prima occasione ha cercato, chiedendo la sostituzione, di sottrarsi ad un dovere che forse non riteneva onorevole, non e’ stato ascoltato e si e’ procurato con lucidita’ l’espulsione.
    Al momento di calciare i rigori un altro campione ha calciato alto il pallone.
    Forse non esiste il problema del “terrorista” (poco calzante per un ricco calciatore, avvezzo forse a peggiori insulti sul campo di gioco), forse Zidane e’ davvero un grande perche’ non ha voluto partecipare ad un gioco scorretto, forse calciopoli e di tutto il mondo, e noi abbiamo vinto.

  • marzian

    In tutta la mia vita non ho mai usato espressioni come quelle che riporti, tantomeno quando ho giocato a calcio. Inoltre, uno sputo è un gesto vile, da fare di nascosto sperando di non essere visti; mentre una testata, tantopiù nella propria ultima partita durante la finale mondiale, per quanto discutibile, è una reazione esplicita e dichiarata. Davvero si possono mettere sullo stesso piano?

    P.S: Dire che Moretti mi sta antipatico è un eufemismo… 🙂

  • illupodeicieli

    può aver detto a zidane tutto ciò che vuole:se l’arbitro sente e interviene, e bisogna vedere se e che cosa può fare l’arbitro, bene, diversamente mi prendo ogni giorno in auto tanti “figlio di puttana ” “coglione e testa di cazzo e nessuno mette multe o mi risarcisce per danno biologico, come pure quando giocavo e chiamavano in causa mio padre mia madre e mie sorelle e anche la nonna! solo perchè Zidane è di origine non europee non può essere insultato? guardate cosa fanno i giocatori di hockey allora, e se non avete filmati ,potete guardarvi il film “colpo secco”:lì c’è tutto dal televisore fatto dai giocatori , ovviamente alla tifoseria avversa, agli insulti tra giocatori. quindi non farei una tragedia perchè il gesto di Zidane ,plateale , è punito dalle regole, l’altro no. quanto al fatto che qualcuno ha chiamato cioccolatini i negri (si può dire?) che giocano con la Francia, non trovo niente di male, a noi sardi ci chiamano pastori e dicono che ci accoppiamo con le pecore: c’è chi se la prende e reagisce e chi no.poi parliamo con le doppppppie.
    su altri fronti posso anche essere d’accordo o lanciare la prima pietra: gli ingaggi ad esempio, il fatto che sia un gioco ma solo per i ragazzini o gli amatori,perchè per chi milita dalla serie C1 in poi è una professione. ma siccome è libera affari di chi paga quegli ingaggi,anche se c’è da distinguere perchè le squadre,almeno in sardegna, ricevono denaro pubblico dalla regione sarda, e c’è chi,giustamente, vorrebbe destinare quel denaro a chi fa sport ma non a livello professionistico.
    eccosu cose del genere posso discutere ma non se uno offende,durante una gara per giunta, un avversario:leggete le scritte sui muri e allora che cosa dovremo dire in merito?

  • LonanHista

    Materazzi a Zidane gli avrà detto “marocchino di merda”
    e zidane si è incazzato perché non è marocchino!è algerino.

    Non scendiamo comunque sul ridicolo! qualunque cosa gli abbia detto Materazzi a Zidane,niente giustifica questa reazione.
    reazione che se si vede bene,può mandarti anche al creatore:
    una testata subita allo sterno mentre gli vai incontro(materazzi camminava verso zidane e neppure lo ha visto,aveva la testa bassa)può schiacciarti le costole e compromettere la funzionalità del cuore.
    Inoltre per la fifa doveva essere il mondiale del fair play e della correttezza e a Zidane gli hanno dato la palma di miglior giocatore”

    che esempio si da ai giovani?specie quelli arabi?
    che bisogna reagire con violenza anche alle stupiode provocazioni?

    se non sapete nulla di calcio,parlate d’altro! in mezzo al campo le parolacce sono frequenti,come le bestemmie.
    E’ un gioco di resistenza e di nervi,r chi gioca lo sa.
    Anche amici fratelli che giocano contro se ne dicono di tutti i colori,ma finita la partita finisce tutto.

    Comunque bellì’esempio ha dato zidane!se egli rappresenta la gente che dovrebbe iontegrarsi, bisognerà cominciare a tenete gli occhi ben aperti,non da loro da dai deficenti garantisti.

  • marzian

    Solo una considerazione: è un peccato vedere come si accendando discussioni solo per un argomento come il calcio e che addirittura della gente si iscriva con l’unico scopo di commentare su questo tema.

    Questo sito pubblica, più o meno, 90 articoli al mese, in genere su argomenti infinitamente più importanti e seri, ma discussioni come questa non se ne vedono mai…

  • Drachen

    anche se qualche puro di cuore sostiene di non aver mai offeso pesantemente un giocatore avversario, è bene sottolineare che non è la prassi.
    dalla promozione alla serie A, le offese alla mamma (in primis) e di altro stampo sono all’ordine del giorno.
    quindi non facciamo i perbenisti su un sito come questo, per favore….
    si scade nel ridicolo a sostenere di ritirare la coppa e punire una squadra per un’offesa/gesto del giocatore.
    allora la Francia andrebbe sospesa dalle competizioni per la testata del suo capitano?
    l’offesa, per quanto brutta, va punita e una testata no?

  • quasimodo

    se fosse stato il contrario non ci sarebbe stata nessuna disputa nessun “togliamo la coppa all’Italia” giacche’ la fifa e’ francese…

  • remo

    in effetti non capisco cosa c’entri questo articolo con gli argomenti di questo sito….

    capisco la voglia di essere per forza contro tutto e tutti e di sentirsi gli unici puri paladini della giustizia…ma francamente mi par di capire che chi ha scritto questi articoli non ha mai giocato a calcio.

    probabilmente materazzi ha insultato la madre di Zidane…e Zidane ha reagito come altre volte ha fatto in carriera, come ad esempio con la juve in Champions…con una bella capocciata in mondovisione!

    il calcio è uno sport popolare e come tutti gli sport popolari non è fatto per i lord di bocca buona

  • remo

    mi sa che tu e zamparini non avete mai tirato calci al pallone nemmeno in un campetto di parrocchia con il prete che arbitra! li succede pure di peggio….

  • remo

    Alcuni lettori di labbiali avrebbero scritto l’insulto lanciato contro Zidane….una prima corrente di pensiero sostiene che Materazzi abbia detto:

    “Perchè non vieni a giocare all’Inter?”

    La seconda corrente sostiene una tesi più articolata che sta andando per la maggiore:

    durante la mischia in area Materazzi avrebbe strizzato il capezzolo di Zidane (succede anche di peggio). Zidane avrebbe sorriso.

    Materazzi: ” Ti piace eh?”
    Zidane: “Non mi sono eccitato…”
    Materazzi: “Strano perchè quando lo faccio a tua madre le piace tanto…”

    Questa, seriamente, sembra sia stata la vera motivazione della capocciata francese!

  • fefochip

    ora si capisce come mai il forum di comedonchisciotte non è frequentato …
    ti levano i commenti ….
    complimenti veramente ottima tecnica .
    se non ti piace un commento perchè probabilmente si è colpito nel segno si leva.

    BRAVI CONTINUATE COSI .

    spero solo visto che sono un assiduo lettore del sito che la vostra folosofia
    non inquini troppo gli articoli .
    purtroppo questi recenti sul calcio fanno pena ….speriamo bene.

  • Grandekhan

    Ma vogliamo parlare d’altro?
    Penso che ci siano cose più importanti di due miliardari che litigano su un campo di calcio. Peraltro mi stupisce che un sito che si è sempre dichiarato pacifista celebri l’atto di violenza di un riccone che, semplicemente perché algerino, sarebbe un vendicatore dei torti subiti. Un uomo dalla sì alta morale da aver giocato per anni in una squadra che gli procurava doping a carrettate e corrompeva gli alberi, e dalla tale “ingenuità” da non essersi mai accorto di nulla. Materazzi è un criminale, e lo sappiamo, ma se per caso scopriamo che gli ha offeso la mamma, che si fa, celebriamo Zidane non più come il giustiziere degli oppressi popoli africani, ma come difensore della reputazione della mammina? Della quale, sia detto chiaramente, non me ne frega un tubo, poiché, non vivendo in un altro pianeta, anche a me è capitato di sentirmi dire “a mammeta” e non ho mai dato testate a nessuno. E neanche gli italiani in Germania presi in giro dai giornali tedeschi. Forse gli atti di violenza possono farli solo i potenti che hanno decine di giornali a difenderli, e non i poveri cristi che quando vengano chiamati “mafiosi”, “negri”, “musulmani di merda”, deono sorridere e chinare la testa.

  • Garand

    Allora alcune considerazioni molto semplici:
    -Nel calcio (e chi ci ha giocato lo sa benissimo) se ne dicono e se ne fanno di tutti i colori tanto che il classico “figlio di p…” è quasi un complimento, e questo succede dovunque anche fra i ragazzini di 10-11 anni; quando l’arbitro non vede sapete quanti calci e pugni si danno i giocatori? Eppure non mi sembnra che tutte le partite finiscano in rissa.
    -Totti (e io non sono assolutamente un suo sostenitore, anzi) per uno sputo e stato crocifisso, senza chiedersi minimamente che cosa gli avesse detto Poulsen per farlo reagire così, non si può parlare di uguaglianza ed integrazione e poi usare due pesi e due misure. E se Poulsen gli avesse dato del mafioso coso dovremmo fare, fargli una statua in piazza e candidarlo al fianco di Rita Borsellino per il suo grande gesto di ribellione verso la mafia?
    -ultimo punto, il più importante, si parla tanto di integrazione multiculturalità e convivenza pacifica e poi accettiamo, anzi giustifichiamo, una risposta violenta ad un aggressione verbale? Rispondere con la violenza non è mai la soluzione giusta, mai. Non ci ha insegnato niente Ghandi?
    E allora da domani occhio perchè girerò armato e al primo che mi insulta per qulsiasi motivo aprirò un buco in fronte e poi mi giustificherò dicendo che mi ha provocato.
    Sangue chiama sangue.

  • Tao

    Nello scenario del buon senso, un attacco di follia. Nel tempio consacrato all’adorazione del calcio e al rispetto delle sue regole, dove la Coca-Cola regala la felicità, Master Card concede la prosperità e Hyundai offre la velocità, si giocano gli ultimi minuti dell’ultima partita dei Mondiali. Questa è anche l’ultima partita del miglior giocatore, il più ammirato, il più amato, che sta dicendo addio al calcio. Gli occhi del mondo sono puntati su di lui. E di colpo questo re della festa si trasforma in un toro furioso e assale un rivale, gettandolo a terra con una testata al petto, e se ne va. Se ne va espulso dall’arbitro e salutato dai fischi del pubblico, che avrebbero dovuto essere un’ovazione. E non esce dalla porta principale, bensì attraverso il triste corridoio che lo porta agli spogliatoi. Camminando, passa vicino alla coppa d’oro destinata alla squadra vincitrice. Lui non la guarda nemmeno. All’inizio di questo campionato, gli esperti avevano detto che Zinedine Zidane era vecchio.Mariano Pernía, l’argentino che gioca nella nazionale spagnola, aveva commentato: «Vecchio è il vento e continua a soffiare». E la Francia ha battuto la Spagna e Zidane in quella partita e nelle partite successive è stato il più giovane di tutti. Poi, alla fine dei Mondiali, quando è successo quel che è successo, è stato facile attaccare il cattivo di turno. Ma era e continua a essere difficile da capire. Sarà vero? Non sarà un incubo, un brutto sogno? Come ha potuto abbandonare i suoi quando più ne avevano bisogno?

    Horacio Elizondo, l’arbitro, ha avuto ragione a dargli il cartellino rosso,ma perché Zidane ha fatto quel che ha fatto? A quanto sembra, il difensore italiano MarcoMaterazzi gli ha offerto alcuni di quegli insulti razzisti che gli scalmanati sono soliti strillare dalle tribune degli stadi. Zidane, musulmano, figlio di algerini, aveva imparato a difendersi, nella lontana infanzia, quando riceveva attacchi del genere nelle periferie povere di Marsiglia. Conosce bene quegli insulti, ma gli fanno male come la prima volta, e i suoi nemici sanno che la provocazione funziona. Più di una volta gli hanno fatto perdere le staffe in questa sporca maniera e Materazzi non è, per così dire, limpido come l’acqua. Questi mondiali sono stati segnati dalle parole d’ordine che le squadre, all’inizio delle partite, hanno lanciato contro la peste universale del razzismo, e Zidane è stato uno dei giocatori che l’hanno reso possibile. È un tema scottante. Alla vigilia del torneo, il dirigente politico Jean-Marie Le Pen aveva proclamato che la Francia non si riconosceva nei suoi giocatori, perché erano quasi tutti neri e perché il loro capitano, questo arabo, non cantava l’inno. Qualche tempo prima l’allenatore della nazionale spagnola, Luis Aragonés, aveva chiamato negro di merda il giocatore francese Thierry Henry, e il presidente perpetuo del calcio sudamericano, Nicolás Leoz, aveva presentato la sua autobiografia dicendo che lui era nato in un villaggio dove vivevano cinquecento persone e tremila indigeni. Ma si può ridurre a un insulto o a vari insulti questa tragedia del vincitore che sceglie di essere perdente, la stella che rinuncia alla gloria quando la sta sfiorando con la mano? Forse, chissà, quel folle assalto, sebbene Zidane non lo volesse, né lo sapesse, è stato un ruggito di impotenza. Forse è stato un ruggito di impotenza contro gli insulti, le gomitate, gli sputi, i calci fatti ad arte, le simulazioni degli esperti in cadute, maestri del povero me, e contro le finzioni teatrali dei commedianti che ti uccidono e poi fanno il gesto di chi dice non sono stato io. O forse è stato un ruggito di impotenza contro il successo travolgente del brutto calcio, contro la meschinità, la vigliaccheria e l’avarizia del calcio che la globalizzazione, nemica della diversità, ci sta imponendo. In fin dei conti, mano a mano che i Mondiali andavano avanti, diventava sempre più chiaro che Zidane non faceva parte di questo circo e che le sue arti magiche, il suo dominio, la sua malinconica eleganza meritavano il fallimento, così come il mondo dei nostri giorni, che fabbrica in serie i modelli del successo, meritava questi mediocri Mondiali di calcio. E in qualche misura si può anche dire che l’Italia meritava la Coppa, perché tutte le squadre, chi più, chi meno, hanno giocato all’italiana e con lo stesso schema di gioco, quattro difensori in linea, difesa chiusa e gol rubati in contropiede. Si è imposto in Italia, come è giusto che sia. In fin dei conti il cerrojo, il catenaccio, gli ha dato molti sbadigli, ma gli ha dato anche quattro trofei mondiali.

    Nel corso di questa quarta vittoria ha ricevuto solo due gol, uno un’autogol e un altro ai rigori, e nella difesa, e non nell’attacco ha trovato i suoi migliori giocatori: Buffon, portiere, e Cannavaro, difensore. Otto giocatori della Juventus sono arrivati alla finale di Berlino: cinque giocando per l’Italia e tre per la Francia. E si è dato il caso che la Juventus fosse la squadra più implicata negli imbrogli che sono stati scoperti poco prima dei Mondiali. Dalle mani pulite ai piedi puliti: la giustizia italiana sembrava decisa a mandare in esilio, in serie B e in serie C le squadre più potenti, compresa la Lazio, la Fiorentina e il Milan del virtuoso Silvio Berlusconi, che ha praticato la frode e l’impunità nel calcio, negli affari e nel malgoverno. I giudici hanno provato tutta una serie di pasticci, arbitri venduti, giornalisti comprati, contratti falsificati, bilanci manomessi, posti mercanteggiati nel campionato italiano, manipolazione dei programmi televisivi… Un ministro del governo aveva annunciato l’amnistia se l’Italia avesse vinto i Mondiali. L’Italia ha vinto. Finirà tutto nel nulla, una volta di più e come sempre? Il giudice ha espulso Zidane per molto meno. Qualcuno, non so chi, ha saputo riassumere così questi Mondiali 2006: «I giocatori hanno un comportamento esemplare. Non bevono, non fumano, non giocano». Quelli che di tanto in tanto andavano verso la porta non giocavano bene e quelli che giocavano bene non andavano mai verso la porta. Tutta l’Africa è rimasta fuori, da subito, e ben presto è andata in esilio anche tutta l’America Latina. I Mondiali sono diventati un campionato europeo. I risultati ricompensavano questa cosa che adesso chiamano buon senso: alte mura difensive e davanti qualche goleador, un solitario delle pianure implorante una grazia divina. Come succede di solito nel calcio e nella vita, perde colui che gioca meglio e vince colui che gioca a non perdere. I rigori hanno aiutato l’ingiustizia. Fino al 1968 le partite difficili si risolvevano a testa o croce. In qualche modo si continua a fare così. Dopo i tempi supplementari, i rigori sembrano troppo simili al capriccio del caso. L’Argentina è stata migliore della Germania e la Francia migliore dell’Italia, ma pochi secondi hanno contato più di due ore di gioco e l’Argentina è dovuta tornare a casa e la Francia ha perso i Mondiali. Si è vista poca fantasia. Gli artisti hanno lasciato il posto ai sollevatori di pesi e ai corridori olimpici, che di passaggio davano un calcio alla palla, o a un rivale. I Mondiali sono stati così noiosi che i padroni del business non hanno potuto far altro che mettersi a immaginare progetti per iniettare entusiasmo nello spettacolo decaduto. Una delle idee nate in seno alla Fifa propone di punire il pareggio con zero punti. Un’altra suggerisce di ingrandire le porte per aumentare i gol. E un’altra, se non ti piace ‘sta minestra te ne diamo ancora, propone i Mondiali ogni due anni. Ma il calcio professionale, specchio del mondo, gioca per vincere, non per divertirsi, e il calcolo dei costi si burla di queste inutili piroette immaginarie dei burocrati che comandano il calcio mondiale. Meno male che il calcio professionale non è tutto il calcio. Basta affacciarsi alle strade, alle spiagge, ai campetti, per constatare che la palla può ancora rotolare con allegria. Nel calcio professionale, quello che esce dalla tele, si vede poca allegria. Sembriamo condannati alla nostalgia di vecchi tempi con cinque attaccanti, e alla triste constatazione che adesso ce ne rimane solo uno, e di questo passo non ne resterà nemmeno uno: tutti indietro, nessuno davanti. Lo zoologo Roberto Fontanarrosa ha accertato che il centravanti e il panda sono specie in via di estinzione.

    Eduardo Galeano
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    12.07.06

    (Copyright IPS trad. Marcella Trambaioli)