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VIRGINIA TECH: E' DAVVERO IL PEGGIOR MASSACRO NELLA STORIA STATUNITENSE?

DI CARLA BLANK
San Francisco Chronicle

I servizi dei media sulla strage del Virginia Tech a Blacksburg (Virginia), in cui 32 studenti sono stati uccisi e 15 feriti, è rimarcata da frasi del tipo “il peggior massacro nella storia americana” o, come riporta il New York Times, “la peggior furia armata della storia americana”. La CNN l’ha definita il “la più cruenta furia armata della storia americana”.

Poi è seguita la dichiarazione di KTVU Channel 2, affiliata della FOX nella San Francisco Bay Area, che ne ha parlato come “il peggior massacro mai avvenuto negli Stati Uniti”. Le trasmissioni televisive non hanno limitato il proliferare di queste affermazioni e almeno uno studente del Virginia Tech, anche lui asiatico-americano, ha richiamato la frase nel corso di un’intervista su una televisione nazionale, perché aveva assistito al “peggior massacro della storia nordamericana”. In realtà, un’accurata indagine di simili carneficine di massa svelerebbe ben presto che la strage del Virginia Tech, per quanto tremenda sia stata, non è stata la peggiore avvenuta in terra americana. Ci sono stati molte altre stragi prima di Blacksburg:

* Nel 1860, Bret Harte, un noto scrittore californiano, aveva appena iniziato la sua carriera lavorando come reporter per un giornale di Arcata. Harte fu espulso dalla contea di Humboldt perché registrò il massacro degli indiani Wiyot di Gunther Island il 26 febbraio 1860, quando un piccolo gruppo di bianchi uccise tra i 60 e i 200 tra uomini, donne e bambini Wiyot. Il massacro fu appoggiato da un quotidiano locale. Lo sterminio dei nativi americani era la politica ufficiale perpetrata dal governo della California, da quando il governatore Peter H. Burnett affermò nel 1851 “bisogna aspettarsi una guerra di sterminio tra due razze finchè non si estingueranno gli indiani…”

* Il 12 aprile 1864 a Fort Pillow vicino a Memphis, in Tennessee, le truppe confederate sotto il comando del generale Nathan Forrest massacrarono 227 uomini di Arcata con una tale ferocia che un testimone, soldato della Confederazione, disse “sangue, intere pozze di sangue umano e grandi quantità di cervello sparse… il generale Forrest ordinò di ammazzarli come cani e la carneficina andò avanti. Fortunatamente, per i nostri uomini il sangue divenne rivoltante e decisero di cessare il fuoco”.

* il 13 aprile 1973, 350 miglia a nordest di New Orleans a Colfax, Grand Parish, Louisiana, 280 neri furono vittima di un gruppo di uomini bianchi armati, tra cui membri della White League e del Ku Klux Klan. Noto come il massacro di Colfax, si dice fosse stato provocato dalla contestazione delle elezioni locali, anche se la sua causa fu l’opposizione alla Reconstruction, che nel 1875 sfociò nel caso legale Stati Uniti contro Cruikshank, un’importante base per la futura legislazione sul controllo delle armi da fuoco, perché affermava che “il governo federale non ha il potere di proteggere i cittadini contro le azioni private (non commesse dalle autorità statali o federali) che li privavano del loro diritto costituzionale previsto dal 14° emendamento”.

* Nel 1913 durante un’altra azione nazionale nota come il massacro di Ludlow, furono uccise più di 66 persone, inclusi 11 bambini e due donne che vennero bruciate vive. Generato da uno scipero contro la Colorado Fuel and Iron Corporation, di proprietà della famiglia Rockfeller, dai minatori di origine prevalentemente serba, greca e italiaana dopo che uno dei loro sindacalisti era stata assassinato, alla fine portò al coinvolgimento della Guerdia Nazionale, di crumiri e a marcie di sindacati dei minatori solidali in tutto lo stato. Il sindacato non fu mai riconosciuto dalla compagnia, e una commissione d’inchiesta del Congresso statunitense non riuscì a mettere sotto accusa alcun soldato o guardia.

* Nel 1921 un anno in cui furono registrati 64 linciaggi, presso il distretto commerciale afro-americano di Greenwood, a Tulsa, in Oklahoma, vennero ammazzate a colpi di arma da fuoco almeno 40 persone, la maggior parte delle quali era di colore, nonostante il conteggio delle vittime pare sia stato di 300. Questo sito era allora conosciuto come la “Wall Street dei negri”, e in essa risiedevano circa 15.000 persone e 191 imprese. Il massacro divenne guerriglia, e fu causato da tensioni economiche, particolarmente evidenziate in un articolo nel Tulsa Tribune riguardante un presunto stupro di una lustrascarpe da parte di un addetto agli ascensori bianco.
A causa di questa ribellione, Tulsa divenne la prima città americana ad essere bombardata dall’alto [foto], quando la polizia sganciò la dinamite dagli aerei privati per calmare la sommossa. I bianchi presero possesso di gran parte della terra e oggi il sito fa parte del campus della Oklahoma State University.

La cronaca del massacro del Virginia Tech rivela che l’ignoranza della storia americana non è soltanto un problema degli studenti statunitensi, ma si estende alle nostre più influenti redazioni, anche quelle provviste di archivi a partire dai primi dell’800. Tra i membri dello staff editoriale del New York Times c’èBrent Staples, un uomo di colore esperto del massacro di Tulsa. Non ci sono scuse per questa amnesia storica da parte di chi si è fatto carico della gravosa responsabilità di informare le persone.

Carla Blank è autrice di “Rediscovering America” (Three Rivers Press, 2003).

Carla Blank
Fonte: http://www.sfgate.com/
Link: http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2007/05/02/EDGK5PIUQE1.DTL
02.05.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELEONORA BIANCHINI

Pubblicato da God