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VADE RETRO VOTO

DI MASSIMO FINI
massimofini.it

In un articolo pubblicato sul Fatto il 13 marzo ( “Quale democrazia” ) auspicavo che l’indecoroso spettacolo dato dai partiti in campagna elettorale, con le liste taroccate, gli scambi di colpi bassi fra gli esponenti delle opposte nomenklature, inducesse finalmente i cittadini, andando oltre questi fatti contingenti, a riflettere sulla vera natura della democrazia rappresentativa e a capire “che non ha niente a che fare con la democrazia, ma è un sistema (meglio congegnato in altri Paesi, ma che da noi sta perdendo la maschera) di oligarchie, di lobbies, di associazioni para-mafiose, che il cittadino è chiamato a legittimare ogni tot anni col voto perché possano continuare, sotto la forma di un’apparente legittimità, i loro abusi, i loro soprusi, le loro illegalità” e l’occupazione, arbitraria dello Stato.Mi auguravo quindi una forte astensione, incoraggiato non solo dai sondaggisti (che comunque nelle loro previsioni si sono tenuti ben al di sotto della realtà, perché fan parte anch’essi del sistema di Potere), ma anche da altri segnali che andavano oltre le chiacchiere da bar, pur importanti, ma dal fatto che per la prima volta un’esplicita esortazione all’astensione non veniva da cani sciolti o da gruppuscoli extraparlamentari (fra cui, se permettete, anche il mio “Movimento Zero”), ma dall’autorevole ItaliaFutura, la Fondazione promossa da Luca Cordero di Montezemolo. I risultati sono andati oltre le più pessimistiche (o ottimistiche, a seconda dei punti di vista) previsioni.

Quasi il 40% dei cittadini italiani si è rifiutato di andare a votare, e di partecipare a questo rito truffaldino. Certo in questa percentuale ci sono anche gli ammalati e gli impossibilitati a vario titolo, abbondantemente compensati però dalle schede bianche e nulle che il Viminale è solito dare con molta reticenza e con grande ritardo ma il cui numero, nelle recenti tornate elettorali, è sempre oscillato fra il milione e il milione e mezzo.

Dopo aver cercato di giustificare la débâcle astensionista anche nei modi più fantasiosi e ridicoli (la bella giornata di domenica , l’ora legale e perfino l’assenza dei talk show politici che son quanto di più ributtante si possa vedere in una tv già ripugnante) i partiti tenteranno, come al solito, di cantar vittoria o di minimizzare la propria sconfitta. Nel momento in cui scrivo non so come le forze politiche si siano ripartite i resti dell’elettorato votante e, per la verità, non me ne frega nulla. Quello che deve essere chiaro è che l’astensionismo non è solo un non voto contro l’attuale, inguardabile, governo, ma contro il sistema partitocratico nel suo complesso. Un cittadino su tre non è andato alle urne. E fra coloro che ci sono andati una fetta cospicua appartiene agli apparati, ai clientes, ai favoriti di tutte le risme. Se si fa questa ulteriore tara, il “voto libero”, dato in buona fede, si riduce a ben poca cosa. A ciò si aggiunga che la stragrande maggioranza dei giovani, come risulterà da indagini più approfondite, ha disertato le urne. Non per abulia ma perché questo sistema, che penalizza ogni futuro, gli fa schifo.

Cosa rimane quindi in mano ai partiti? Nulla, se non il loro potere abusivo. Quindi o si affrettano a fare una rapidissima marcia indietro, a liberare le posizioni che hanno illegittimamente occupato, a cominciare dalla Rai-tv, a dismettere le clientele che penalizzano i meritevoli a vantaggio degli affiliati, che umiliano il cittadino riducendolo a suddito costretto a chiedere come favore ciò che gli spetta di diritto, oppure la rivolta silenziosa e pacifica del 28 e 29 marzo 2010 diventerà, prima o poi, violenza.

Massimo Fini
Fonte: www.massimofini.it

Da il Fatto Quotidiano del 30 marzo

Pubblicato da Davide

  • mantresh

    e della nuova percentuale del movimento di grillo?
    di seguito il primo commento tratto dal suo blog:

    Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (… in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E’ l’inizio di un percorso.
    Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l’altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell’inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D’Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l’ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l’una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E’ stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l’unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
    Bersani ha dichiarato: “L’inversione di tendenza c’è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell’acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E’ un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure.

  • Tao

    L’ASTENSIONE, IL SUCCESSO DEI “GRILLINI” E LA TENUTA DI BERLUSCONI

    FONTE: SOLLEVAZIONE (BLOG)

    Commentando a caldo il dato sull’astensione ieri scrivevamo:
    «L’astensionismo di massa è dunque il dato più eclatante, il fatto topico di questa tornata. Certo, a partire da questa sera assisteremo al solito spettacolo per cui i predoni, i ladri del voto, gli abusivi delle istituzioni, si azzufferanno su come spartirsi il bottino. Ma sarà uno spettacolo surreale come non mai, poiché è vero che i seggi della rapina elettorale saranno sempre pari a cento, ma il loro valore reale è come quello di una valuta dopo un default, dimezzato».

    Mai pronostico fu più azzeccato. Lo spettacolo surreale è in corso: si sta cercando di rimuovere e di cancellare “il dato più eclatante”. Il teatrino delle scimmie politiche è in piena attività, si discute su chi abbia vinto qui e chi abbia perso la.

    Di contro alla pantomima della casta politica, noi riconfermiamo la conclusione del discorso:
    «La disobbedienza civile, la Resistenza, l’esodo dalle istituzioni, l’Aventino popolare, costituiscono un fiume in piena, che non può essere arrestato o deviato da nessuno. La disobbedienza anticipa la rivolta, è questa la tendenza su cui occorre concentrarsi, per quanto spuria o “sporca” potrà essere. Chiunque faccia spallucce o si attardi a disperdere forze sul terreno elettorale, rischierà di essere travolto, assieme alla casta, dalla corrente».

    Solo su un punto dobbiamo fare autocritica rispetto all’articolo di ieri: il non aver previsto il successo delle liste “cinque stelle” dei “Grillini”. Anzitutto complimenti a loro! Un risultato che non solo ci rallegra, ma che a noi pare confermi l’asse della nostra analisi. Se i “Grillini” hanno avuto successo è perché essi hanno raccolto il vento della protesta e del disprezzo verso la Casta, vento che le loro vele hanno saputo intercettare non solo per la radicalità del messaggio, ma per essersi presentati apertamente contro la Casta, ovvero contro la partitocrazia e fuori dal recinto bipolare. Significativo il dato del Piemonte, dove i “Grillini” hanno punito l’arroganza del centro-sinistra, confindustriale e sviluppista, rappresentando con coraggio la lotta più importante avvenuta in Piemonte nell’ultimo decennio, quella del “popolo No-Tav”.

    Non pensiamo che quest’affermazione smentisca l’asse del nostro ragionamento, per cui «…occorre smettere di considerare quello elettorale il terreno su cui può crescere e transitare la spinta all’alternativa». Anzitutto perché l’astensionismo è stato alto anche dove c’erano le liste “Cinque stelle”, ma in secondo luogo i fenomeni dell’astensionismo e del “Grillismo”, se non omologhi, sono certamente analoghi. Può questo successo dei “Grillini” invertire la tendenza di fondo dell’Aventino popolare e del distacco dalle elezioni e dalle istituzioni? Noi pensiamo di no. Perché questo accada dovremmo assistere nei prossimi anni alla trasformazione del “grillismo” in un vero e proprio movimento politico elettorale di massa, tale da invertire la tendenza astensionista. Dovrebbero sfasciarsi la “seconda repubblica” e il sistema bipolare perché questo accada, ovvero occorrerebbe un profondo cambio di fase e il ritorno ad un sistema proporzionale e più democratico.

    Nella sconfitta globale della Casta, dei blocchi bipolari e dei due principali “partiti”, emerge la tenuta del blocco sociale berlusconian-leghista.

    Pochi giorni fa scrivevamo:

    « Non va confuso il Pdl col blocco sociale che esso rappresenta. Il Pdl è infatti solo la rappresentazione momentanea, o se si preferisce la maschera, che quel blocco sociale ha indossato dopo la scomparsa della prima repubblica, nella limacciosa e interminabile fase di passaggio della seconda e dalla quale siamo destinati ad uscire presto, in un modo o nell’altro. (…) Ma non è questo il vero punto di forza del berlusconismo. La sua forza è che ha saputo mettere assieme il diavolo con l’acqua santa, coalizzare, com’era riuscito a suo tempo solo a Mussolini (vi ricordate l’accozzaglia che di nome faceva “Blocco nazionale anti-bolscevico”?) padroni e servi, capitalisti e operai, furbetti del quartierino e morti di fame, ex-comunisti ed ex-fascisti, beghine e fanatici del progresso all’americana, sanfedisti e pagani. Il tutto nella più classica e schmittiana logica “amico-nemico”, sapendo indicare a questa paccottiglia sociale vittimista irrancidita da un crisi che viene da molto lontano, il bersaglio, il nemico, i colpevole delle loro disgrazie. Gli oligarchi del capitalismo, la casta dei burocrati politici, i magistrati, i sindacati, i comunisti, gli immigrati. Proponendo una visione sociale che è un instabile combinato composto di corporativismo e egoismo sociale americanista, di liberismo e assistenzialismo, di apperente meritocrazia col più becero pietismo per “i meno fortunati”.

    Si illude chi ritiene che fatto fuori il berlusconismo questo blocco sociale evapori. In un contesto di crisi sistemica che annuncia un periodo durissimo di austerità, e che quindi sarà segnato da aspri conflitti sociali per decidere chi debba accollarsi il grosso dei costi della crisi medesima e come verrà ripartita la calante ricchezza sociale disponibile, questo blocco sociale è destinato a radicalizzare le sue posizioni e cercherà una nuova forma politica.
    Al periodo post-berlusconiano in cui stiamo entrando, che sarà segnato dall’inasprimento dei contrasti ad ogni livello, corrisponderà un post-berlusconismo come movimento politico-sociale, che sarà più radicale, populista e aggressivo di quello che l’ha tenuto in grembo in questi anni».

    Concludevamo infine:

    «L’animale ferito ha insomma fatto intendere che vuole giocarsi il tutto per tutto. Tanto peggio tanto meglio. Mors tua vita mea. Non è quindi difficile prevedere che i prossimi mesi e anni saranno segnati da uno scontro furibondo tra le diverse cosche politiche e tra gli apparati istituzionali. La guerra strisciante in atto da un ventennio tra le diverse fazioni che compongono l’oligarchia dominante va precipitando nella battaglia finale e decisiva».

    Dove, in questa battaglia finale, dev’essere chiaro quale sia il disegno di cui il PD è l’asse portante: «cacciare Berlusconi per far posto ad un governo super-capitalista di unità nazionale o di emergenza istituzionale, destinato a fare due cose fondamentali: rimettere ordine nella sfera politico-istituzionale e in quella economico-sociale. Cosa questo significhi è presto detto: un sistema istituzionale che consolidi, sul solco tracciato dalla seconda Repubblica, il suo carattere oligarchico, partitocratico e autoritario (un presidenzialismo senza Berlusconi), e un programma di misure sociali d’urgenza e draconiane per salvare il capitalismo italico dal rischio di bancarotta e i cui costi saranno le masse popolari a pagare».

    L’opposizione è chiamata ad una grande sfida. Saldare la questione sociale e quella democratica, in un nuovo movimento politico di massa che sia ostile ad entrambi i blocchi. Esso non potrà crescere se non saprà fuoriuscire dal recinto e dal terreno in cui i due blocchi oligarchici si stanno battendo e si batteranno. L’astensionismo di massa ha indicato che la nuova opposizione dovrà condurre la sua battaglia contro il populismo e le smanie autoritarie di Berlusconi, scegliendo un terreno suo proprio, quello che abbiamo chiamato dell’Aventino popolare.

    Fonte: http://sollevazione.blogspot.com
    Link: http://sollevazione.blogspot.com/2010/03/elezioni.html#more
    30.03.2010

  • fernet

    Di Grillo non si parla. Ha solo preso quasi il 2% in 5 regioni. Tutti quelli che predicano sull’astensionismo se avessero provato a votarlo, avrebbero fatto di gran lunga una cosa buona e giusta per il programma presentato ( che è quello di cui si discute tra noi da anni) e le facce (incensurati e per la maggior parte giovani).
    Lo si metteva in quel posto alla destra e manca, ma adesso accontentimoci e godiamoci le escort per tutti.
    Altro che tafazziani…

  • AlbaKan

    Non dimentichiamo però, che Grillo è stato il primo in assoluto a fare campagna elettorale per il “NON voto”….dicendo che non ci si poteva accontentare del “meno peggio” (Di Pietro), e che poi in varie occasioni ha sponsorizzato alla grande. Il tuo discorso è giusto, ma questa “cattiva gestione” è da attribuire a Grillo in primis. Il risultato di Giovanni Favia ad esempio è quasi miracoloso, ma se Grillo in molte occasioni avesse messo in primo piano il movimento a 5 stelle invece del “meno peggio”, i risultati sarebbero stati ancora più significativi…

  • Don-Kisciotte

    Beh, che dire,

    intanto che nonostante il 30 o 40 % di elettorato non sia andato a votare, questo non ha cambiato una beata fava di niente!!! Non c’è nessuna legge che dica che se si astiene di votare il 99% del popolo i partiti votati (dai pochi) non siano legittimati lo stesso. Del 40% di persone che non hanno votato, i partiti e i media da essi controllati possono ancora a distorcerne il reale significato e la valenza della mancata partecipazione. Nessun partito si sognerebbe di abbandonare le poltrone di spontanea iniziativa solamente perchè x% di persone non sono andate a votare.
    E poi anche se fosse che i partiti ne prendono atto, di quale significato esattamente dovrebbero prendere atto? Di una protesta certamente. Ma poi essi direbbero che la protesta non è relativa al sistema partitico ma alle persone proposte per il voto. Quindi rinnoverebbero le votazioni con una schiera di nuovi candidati (magari sconosciuti) che pero in fondo sono ugualmente guidati nelle loro linee politiche dagli stessi potenti di prima, solamente in modo piu nascosto e subdolo. E anche a voler prendere atto che agli italiani non va bene il sistema elettorale e politico vigente, in quale nuova forma esso dovrebbe cambiare? Chi potrebbe mettere d’accordo 70.000.000 di italiani in questo? Quale altro potente e influente persona o organizzazione dovrebbe occuparsene e garantirne l’attuazione? Forse una forza internazionale esterna?

    Nei miei sogni ad occhi aperti, ho immaginato/sognato che Beppe Grillo -forte del consenso di molte persone stanche ed arrabbiate- si proponesse alle scorse elezioni politiche per essere eletto ed andare al governo. Ma solamente per il tempo necessario a riformare il sistema, ad esempio reintroducendo la possibilità di nominare il candidato nelle schede elettorali (sistema nominale). Poi avrebbe invece dovuto farsi da parte, per far si che potessero realmente nascere movimenti politici che partissero dal basso. Ma tutto questo non lo ha fatto e rimandando la formazione di un proprio movimento politico di fatto ne ha determinato, in un momento di cosi grande prostrazione, la completa sfiducia e sospetto da parte delle persone che se ne interessavano. Ed oggi il movimento di Grillo conta il 2% dell’elettorato, ma è poco lo stesso (quasi nulla direi…), mentre poteva essere di più.
    In questo senso NON concordo con il recente articolo di Carlo Bertani “ITALIA – PARTITOCRAZIA: 2 A 1”, dove alla fine dell’articolo esorta le persone che sono contrarie a questo sistema polico di incontrarsi e conoscersi come unico modo per far nascere una nuova iniziativa popolare di responsabilità politica. Nulla da eccepire, ma mi domando solo: perche Carlo Bertani (un po’ come Grillo) ha aspettato solo ora? C’era bisogno di vedere l’astensione arrivare a questi livelli per cominciare a prenderci le nostre responsabiltà ed ingaggiare questa lotta?

  • Truman

    Giusto una precisazione a quanto dice Massimo Fini:


    schede bianche e nulle che il Viminale è solito dare con molta reticenza e con grande ritardo ma il cui numero, nelle recenti tornate elettorali, è sempre oscillato fra il milione e il milione e mezzo.

    La regola citata sul numero di schede bianche e nulle non vale per le politiche del 2006, in cui le schede bianche e nulle furono magicamente un decimo di quanto avviene in tutte le elezioni. I dati ufficiali sono disponibili sul sito del Ministero dell’Interno.
    (Qui un mio vecchio commento: https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=9866&highlight=)

    Altrettanto magicamente Forza Italia prese oltre un milione di voti in più di quanto ci si aspettava.

  • redme

    ….questa cosa sul voto o non voto mi sembra una di quelle storielle zen molto significative ma che poi non servono a niente…..la politica si fà con l’azione politica alla massima intensità relativa al livello di scontro possibile…..quindi va bene grillo & co….ma và ancora meglio occupare le case,…ripristinare qlc di simile all’ufficio di collocamento,..ecc…il “partito” non si fonda a tavolino e neanche sul web (questo sarà il limite di grillo)…ritornare al sociale nelle forme storiche di lotta…usare internet come strumento non come fine…partire dalle istanze sociali come facevano i ns padri… perchè ho il dubbio che se aspettiamo la caduta del saggio di profitto come auspica quache comunista-millenarista…stiamo freschi…..diamoci appuntamento non sul web ma davanti alla banca d’italia e andiamo a prendere un pò di botte tutti insieme…………..paura eh?

  • IVANOE

    Grillo ? percentuale insignificante.
    Poi parli del programma di Grillo ?
    L’hai letto ?
    Parla di bla, bla, bla,bla ecologia, ambiente, giustiizia… tutte c…te che già diceva la DC, il PSI, il PCI…poi PDL, PD… MA della sostanza non c’è traccia. E’ qual’è la sostanza ? ” la redistribuzione della ricchezza ” l’adeguamento dei salari e degli stipendi e delle pensioni a quelli dei paesi del nord europa, togliendo a chi ha rubato per arricchirsi e tutt’ora lo fa per dare a chi non si è potuto arricchire perchè tagliato fuori dal sistema. Togliere alla gente dello spettacolo, ai calciatori che fanno gli spot che solo per doti naturali diventono ricchi alla faccia dei ricercatori plurilaureati, a quelli che spalano nelle miniere e non hanno potuto studiare.In soldoni togliere ricchezza ai furbi ( che sono la classe dirigente attuale compresi comici attori e vari vips e poltici di gni tipo ) per ridare al popolo !!!! Altro che ambiente ecologia giustizia abolizione delle provincie, fonti energetiche altenative…il programma di grillo è aria fritta e ben si son guardati i capi e capetti del movimento a 5 stelle di metterlo bene in evidenza ed in primo piano sul programma. Signori miei i grillini che stanno al comando so frikkettoni dell’ultima ora radical sck che si sbrodolano adosso di belle parole ma quando c’è di fare e dire quello che la gente vuole e cioè più soldi e ben redistribuiti eccoli che si nascondono che fanno melina col nucleare l’acqua pubblica ed altre caz…te del genere…sono ridicoli e come tutti gli altri…
    Per quanto riguarda le elezioni regionali è la soltia combine tra i due schieramenti….ma chi li controlla i voti ? i stessi controllori e chi controlla i controllori ? Non per cattiveria ma non illudetevi se alla gente non dai concretamente tranquillità economica mai si emanciperà e partecipera alla vita politica… e questo grillo e suoi amici lo sanno molto bene….

  • fernet

    Albakan sei tra i miei preferiti. Giusta riflessione e ne terranno conto (si spera) ma non si tratta di voto e non voto, ma che tra poco questi abdicano e senza che nessuno gli rompa le fave lasciano il posto ai figli. Vedi le trote… Ad IVanoe non rspondo nemmeno.

  • AlbaKan
    • @fernet 
    • Hai ragione anche su questo… perchè se è vero che siamo agli “sgoccioli” ci vuole anche un’alternativa vera e concreta. Le liste 5 stelle possono esserlo, ho grandissima stima ad esempio di Giovanni Favia, che ha ottenuto un ottimo risultato, ma ricordo molto bene che l’anno scorso è stato snobbato dallo stesso Grillo, troppo impegnato a sostenere il trio De Magistris-Alfano-Di Pietro alle europee, una parolina però poteva spenderla per Favia, come ha fatto ad esempio Moreno Corelli da diciamolatutta…  
    • E non parliamo di come hanno “segato” Carlo Vulpio che doveva essere insieme ad Alfano e De Magistris…
    • Premetto che per Sonia Alfano ho ancora un pò di stima….ma quando ho sentito parlare De magistris del Trattato di Lisbona, mi sono veramente cadute le braccia!
    • ;(
  • grilmi

    Ti quoto, in grecia stanno facendo esattamente questo, ma non pensare che gli italiani siano diversi, è la pancia piena che non si concilia con la rivoluzione. Ma se la pancia è vuota, chi lo sa.