Vaccini buoni e vaccini cattivi

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L’ultimo Decreto Legge, il numero 5 del 2022 entrato in vigore il 5 febbraio, come sappiamo ha aumentato ancora di più la distanza tra i bravi cittadini ed i reietti della società.

In questi due anni abbiamo visto crearsi una voragine nella società che è diventata sempre più ampia, arrivando al punto che oggi chi non possiede il certificato verde della vergogna può soltanto entrare in alcuni negozi per comprare generei di prima necessità. L’ultimo DL però è andato oltre, rendendo strutturali delle discriminazioni anche nel mondo della scuola tra bambini vaccinati e non, nonostante in più parti del mondo la vaccinazione in giovane età sia stata sconsigliata.

Ma non finisce qui.

Da quando esistono i vaccini anti Covid, l’EMA ci ha sempre tenuto a ribadire la differenza tra quelli approvati e quelli invece non approvati dall’autorità europea, dalla quale ovviamente dipendono le singole autorità nazionali. Così, mentre quelli che sono stati approvati i primi tempi hanno fatto la corsa a chi aveva le percentuali di funzionamento più alte, per poi dover abbastare drasticamente le stime fatte fino al punto di dove imporre nuove dosi, i vaccini non approvati come Sputnik V e Sinovac sono stati semplicemente non considerati…eppure ne in Russia ne in Cina la gente stramazza per terra a causa della Covid, se proprio si vuole credere alla narrazione ufficiale che comprende ovviamente anche il discorso sui vaccini.

Tornando quindi al discorso sul Decreto Legge 5/2022, troviamo nel testo – all’articolo 3 intitolato “Coordinamento con le regole di altri Paesi per la circolazione in sicurezza in Italia” – una forma di discriminazione anche nei confronti di cittadini di paesi esteri vaccinati con vaccini diversi da quelli previsti in Italia. Lo Stato italiano ha infatti deciso di garantire l’accesso ai servizi per i quali è richiesto il Green Pass rafforzato solo “ai soggetti provenienti da uno Stato estero in possesso di un certificato rilasciato dalle competenti autorità sanitarie estere di avvenuta guarigione o di avvenuta vaccinazione anti SARS-Cov-2 con un vaccino autorizzato o riconosciuto come equivalente in Italia”.

Insomma, o il nostro vaccino o niente. Quindi, nonostante siamo prossimi ad un collasso economico, la “politica” italiana ha deciso di stringere ancor di più il cappio, non favorendo il turismo, calpestando le piccole medie e imprese che da esso dipendono, e, come già fa su tutti i fronti, creare nuove forme di ostruzionismo alle potenze dell’Est.

Massimo A. Cascone, 11.02.2022

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