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UN’ECONOMIA DAL VOLTO UMANO. IL SUMMIT MMT

DI TRUMAN BURBANK
ComedonChischiotte

“Economics needs a soul”

Rimini – Si è svolta ieri (25-2) la giornata principale del summit MMT a Rimini, una maratona di economia a ritmi serrati, organizzata da Paolo Barnard, con la partecipazione di 5 economisti di valore e con un intervento a sorpresa di Nino Galloni, che ha raccontato alcuni fatti interessanti dell’ambiente economico italiano negli anni ‘80, avvenimenti che preparavano il disastro dell’euro.

I partecipanti oltre duemila (2188 fornito da Barnard), con partecipazione da tutte le regioni e tutte le fasce d’età. Molti i giovani. Certamente il contrasto tra le generazioni che ci viene propinato dai media al summit non c’era, anzi c’era una voglia di collaborare insieme per risolvere problemi comuni.

In generale il summit non mi è apparso concentrato sulla sola MMT, ma affrontava tutta una serie di temi legati alla teocrazia finanziaria ed alla sua distanza dal mondo reale, dall’economia come gestione di risorse limitate per soddisfare bisogni umani.
Il tentativo (abbastanza riuscito) mi sembra essere quello di svelare i trucchi della finanza, illuminare le aree oscure (i tabù), individuare e falsificare (in senso popperiano) i dogmi economici. Pesanti squarci al sipario fornito dai media forniscono nuove prospettive. Il sistema finanziario appare in piena luce come un sistema intrinsecamente truffaldino.

Forte anche la partecipazione del pubblico, con richieste di chiarimenti, ma soprattutto di proposte concrete su cosa fare nella situazione attuale.
Le risposte, almeno in parte, ci sono state, ma finora non esiste un programma organico su cosa fare oggi.
(Mi resta il dubbio che bisognerebbe tentare di fare leva sulle contraddizioni della finanza.)

Stephanie Kelton si occupa in particolare di MMT, introduce il concetto di moneta come strumento di scambio (IOU, I Owe You in inglese) e poi come strumento di pagamento.
Chiarisce poi come non tutti i debiti sono uguali (la piramide del debito).
Spiega come l’euro dal punto di vista degli Stati che lo adottano sia una moneta straniera, non una moneta sovrana. L’Italia non emette la valuta che usa, e perde quindi la possibilità di controllare il fisco e la politica in genere.

Hudson spiega come negli USA (Stato con moneta sovrana) ci sia stata una colossale creazione di denaro in tempi recenti, eppure i prezzi non sono saliti. Non è vero che l’aumento della disponibilità di moneta fa aumentare i prezzi (la terribile inflazione) come dicono i libri di testo.
La strategia della banche d’affari è di impedire che lo Stato emetta denaro a suo piacimento e lo vogliono costringere a prendere il denaro a prestito. Per fare ciò spingono l’idea che la moneta di Stato produca inflazione.
Ma diceva Baudelaire che il diavolo finisce quando la gente smette di crederci. Oggi il Diavolo è la finanza.

Parguez vede l’Europa come un mostro che va contro tutte le regole dell’economia, un mostro programmato nel periodo tra le due guerre mondiali. Tutti i dati ufficiali europei sono menzogne. Si vuole un nuovo cittadino europeo disposto ad accettare sacrifici e bassi salari. Nel piano gli Stati devono evaporare ed il potere deve essere trasferito ad una classe di tecnocrati sopranazionali (direi che siamo a buon punto). Il Trattato di Maastricht era in realtà un PATTO DI DISTRUZIONE ED INSTABILITÀ.

Molto forte l’intervento di Black sui tabù della finanza: nessun manuale di economia spiega che i CEO (amministratori delegati) normalmente si arricchiscono con la frode. L’arma di elezione per realizzare le frodi è la contabilità.
Già nel 1993 Akerlof & Romer raccontavano le frodi ed i saccheggi dei CEO, ma non sono mai andati a finire nei libri di testo.
Lo schema generale esposto da Black è molto semplice:
1)     La Banca (amministrata dal CEO) dichiara alti utili a breve
2)     Il CEO si arricchisce notevolmente
3)     Qualche tempo dopo la banca dichiara perdite disastrose (ma il CEO è andato via da tempo).

Black suggerisce che ci dovrebbe essere una Guardia Costiera per le banche: il CEO della banca dovrebbe essere costretto a comportarsi come il capitano di una nave, che può andare via  solo per ultimo oppure affondare con la nave.

In seguito Black mostra uno schema analogo per gli stati, per esempio l’Islanda.
Per un certo periodo l’Islanda era un modello per i liberisti, tutti la lodavano per i suoi alti tassi di sviluppo (2007). Molti banchieri si arricchirono in modo eccezionale. Qualche tempo dopo l’Islanda si ritrovò in una tremenda crisi economica che la portò al default.

Di Black è anche il richiamo a Mankiw, Economics needs a soul, (1993): l’economia di oggi è senz’anima e l’homo oeconomicus è un sociopatico.
 

Molto altro si è detto nel summit e una sintesi è difficile.
 

Oggi la parte conclusiva.

Truman Burbank
Fonte: www.comedonchisciotte.org
26.02.2012

Riferimenti web:

www.democraziammt.info
www.neweconomicperspectives.org/

Nota: l’introduzione al summit è in
UN EVENTO MEDIATICO A RIMINI. IL SUMMIT MMT

Pubblicato da Davide

  • tamerlano

    Mi fa piacere sentire dell’intervento di Nino Galloni, un economista di grande valore che una volta ho avuto occasione di incontrare personalmente, per cui anche senza andare negli USA pure da noi ci sono economisti validi che potrebbero aiutare a spiegare come risolvere i gravissimi problemi che ci stanno piovendo addosso.

    Il problema è umano, Draghi e Galloni credo che provengano entrambi dalla scuola dell’economista Caffè, però il primo ha fatto la carriera che ha fatto (dal Britannia in poi) il secondo è finito in un angolo anche se potrebbe essere forse il miglior ministro dell’economia che potremmo sognare…
  • snypex

    io non ho dubbi su come contrastare questo scempio nel nostro piccolo vivere quotidiano:

  • bisogna rallentare la circolazione dell’euro-mostro visto che fermarlo e’ praticamente impossibile.
  • ogni volta che un solo euro passa di mano produce profitti a chi l’ha emesso e perdite a chi lo usa.
  • bisogna riciclare qualsiasi cosa e’ possibile: riciclare produce ammanco di tasse e profitti, ecco perche’ in italia non funziona.
  • bisogna boicottare la corsa dell’euro-mostro.
  • bisogna rallentare e riflettere su queste considerazioni.
  • Questa corsa ammazzera’ la popolazione piu’ debole senza che nessuno possa fare niente di concreto.

    Gli altri verranno ammazzati coi manganelli.

    Non ci possono ammazzare perche’ rallentiamo la circolazione della moneta.

    Quando il sistema euro iniziera’ a scricchiolare per mancanza di sangue umano, allora i summit MMT potranno agire con piu’ forza per demolire il sistema dell’euro.

    Solo l’azione sinergica dal basso e dall’alto a tenaglia potrebbe avere migliori prospettive di riuscita.

  • consulfin

    spero vivamente che il resoconto che si legge qui sopra sia incompleto. E di molto. Non si riferisce nulla, ad esempio, dei fatti riportati da Galloni (si tratta di fatti inediti?) e gli altri contributi sono riassunti in in modo che definire succinto è anche poco. Tuttavia, se l’Autore che ritenuto importante aggiornarci in tal modo, è molto probabile che sia stato particolarmente colpito da ciò che ha riportato. Se, però, è stato questo ad emergere dal summit (che poi significa “incontro al vertice”. Secondo il vocabolario Treccani, “Incontro dei più alti responsabili della politica di due o più stati, riunitisi per risolvere problemi comuni o di carattere internazionale e, per estens., anche dei massimi dirigenti o rappresentanti di organismi sindacali, industrie, e simili”, e, pertanto, non si capisce come mai sia stato scelto questo termine per indicare la manifestazione di Rimini), a mio modesto avviso credo che sia ben poco. Soprattutto se la valutazione si fa tenendo presenti “gli assalti” di Barnard a favore di una massiccia partecipazione, addirittura anche dalla Grecia.
    Trovo curioso soprattutto quanto sarebbe stato detto sulla mancata ricaduta della politica monetaria della FED sulla crescita dei prezzi. Sanno tutti che se si iniettano massicce dosi di liquidità al sistema e questa liquidità non è spesa contro beni e servizi, l’inflazione è più che naturale che non salga. Un qualsiasi manuale di politica economica, anche quelli conosciuti ai miei tempi come “Bignami” riportavano il caso di scuola della trappola della liquidità, della metafora del “cavallo che non beve”. ANCHE per questo, si pensava di ricorrere alla spesa pubblica eventualmente da finanziare con la stampa di moneta che, se inviata al sistema per altri canali, sarebbe rimasta inefficace. Quindi domando: la liquidità che la FED ha ritenuto opportuno distribuire attraverso le banche, ha avuto modo di raggiungere i beni ed i servizi? Ho i miei dubbi. I metodi usati per il calcolo dell’inflazione sono efficaci? Ho i miei dubbi (inflazione, disoccupazione ed altri indicatori dello stato dell’economia, oltre ad essere calcolati con metodi puramente convenzionali che non sempre – o quasi mai – catturano lo stato di cose, sono anche parametri che spesso indicano l’insufficienza dell’azione di governo e, pertanto, quest’ultimo, i cui organismi calcolano quegli indici, ha tutto l’interesse a renderli meno “severi”). I beni e servizi di cui si rilevano i prezzi per calcolare l’inflazione provengono sempre dallo stesso mercato? Non credo. E se i beni e servizi che acquistano gli statunitensi provengono dall’Asia a tassi sempre crescenti, a scapito delle merci che provengono dal mercato interno a prezzi più alti (perchè incorporanti costi e tenori di vita più alti), mi sembra logico che i prezzi risultino calanti o stabili. E il Dow Jones che passa dai 7000 punti del 2009 ai 13000 odierni?

  • tamerlano

    spero vivamente che il resoconto che si legge qui sopra sia incompleto. E di molto. Non si riferisce nulla, ad esempio, dei fatti riportati da Galloni (si tratta di fatti inediti?)

    Non ero al convegno, ma Galloni ha parlato di ciò anche nel libro “Misteri dell’Euro, misfatti della finanza” Edito nel già lontano 2005…

  • Maxim

    Su CDC , con scarso rilievo pero’ è apparso questo articolo relativo all economia argentina .Mi pare che l’ articolo abbia qualche attinenza con gli argomenti trattati al summit riminese

    ARGENTINA, ECONOMIA DROGATA DALL’INFLAZIONE. CROLLO IN VISTA

    L’Argentina ha un problema di inflazione. Nel senso che ha una inflazione elevata ed un governo che sta facendo di tutto per impedire che della medesima vengano pubblicati numeri realistici. Il tasso ufficiale di inflazione tendenziale, calcolato dall’Instituto Nacional de Estadística y Censos (INDEC) è al 9,7 per cento in gennaio, mentre istituti privati (ripetutamente minacciati dalla Presidenta Cristina Kirchner), riuniti sotto l’organizzazione chiamata Inflación del Congreso (che riporta ad una commissione parlamentare) calcolano un valore di poco meno del 23 per cento.

    Chi avrà ragione? In caso aveste dubbi, considerate questo dato: i salari nominali sono cresciuti di oltre il 25 per cento nel 2011. Ora, se voi foste un economista da dopolavoro, come interpretereste una crescita delle retribuzioni del 25 per cento a fronte di una inflazione di “solo” il 9,5 per cento? Come leggereste questo strepitoso incremento retributivo “reale” del 15 per cento annuo? Come un boom senza precedenti, roba da fare immediatamente le valigie e partire per quei lidi felici, giusto? Ma anche no.

    Il problema è che anche l’offerta di moneta sta esplodendo. Nel 2011, M2 è cresciuta del 29 per cento, e per quest’anno la banca centrale argentina ha previsto un incremento del 26,4 per cento, entro un corridoio che ha un limite superiore al 31 per cento. Il tutto per raggiungere quest’anno una crescita reale del Pil prevista dal governo argentino tra il 4,5 ed il 7,5 per cento, che peraltro è ben superiore alle stime internazionali di consenso, che prevedono una crescita reale intorno al 3-3,5 per cento.

    In attesa di congiungere tutti i puntini, vi diamo un altro indizio. La banca centrale argentina monetizza il deficit del Tesoro di Buenos Aires. E quale sarebbe il problema?, vi sentiamo dire. Del resto anche le maggiori banche centrali di paesi sviluppati hanno il loro bravo easing quantitativo. Si, ma quello è applicato su titoli esistenti, e soprattutto in un contesto in cui le banche non prestano, con un crollo del moltiplicatore monetario ed un credit crunch. In Argentina, la banca centrale nel 2011 ha trasferito al Tesoro 30 miliardi di pesos, circa 7,3 miliardi di dollari. Aggiungendo i “prestiti” al settore pubblico si ottiene il valore di 37 miliardi di pesos, oltre il doppio del 2010. Quella argentina è un’economia ferocemente drogata dalla monetizzazione, ma sta scricchiolando sinistramente. Ma non anticipiamo il finale del film.

    Tiriamo le somme: le retribuzioni crescono del 25 per cento perché l’inflazione supera il 20 per cento, e non è sotto il dieci. Quelli tra voi più vocati per i numeri saranno già giunti alla conclusione che, se l’inflazione effettiva è al 20 per cento, anche il Pil reale è enormemente inferiore a quanto dichiarato dal governo. Bravissimi. Ancora: il deficit pubblico ha rotto gli argini, non riesce più ad essere sottoscritto sul mercato e il governo costringe la banca centrale a farlo, gonfiando gli aggregati monetari (prima di fare paralleli con quanto accade in Eurozona, i genietti inflazionisti puri e duri si guardino dove è la crescita dei nostri aggregati monetari, e si chiudano in un dignitoso silenzio). Nel frattempo, i capitali tentano di lasciare il paese e ci riescono pure, malgrado gli sforzi del governo.

    Pronti per la chiusa? Eccola: l’economia argentina è tenuta in piedi da spaventose dosi di droga monetaria, oltre che da menzogne palesi e manifeste. Ad un certo punto la situazione evolverà: tentare di sgonfiare gli aggregati monetari causerà uno shock all’economia (leggasi un crollo), disoccupazione e proteste di piazza. Continuare a perseguire una floridezza tossica come l’attuale potrebbe invece mandare gli aggregati monetari fuori controllo e con essi l’inflazione, oltre ad accelerare la fuga di capitali. Vediamo in quanto tempo arriveremo all’esito finale, per questo paese tanto amato dai sognatori italiani anti-debito.

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=45214

  • Georgejefferson

    “le retribuzioni crescono del 25 per cento perché l’inflazione supera il 20 per cento”…e quindi?quale e’il problema?forse che I miliardari privati non riescono tanto a drenare risorse?no perche la bolla che si dovra sgonfiare chi lo dice che E’UNA BOLLA CHE DOVRA SGONFIARSI?forse l’impianto ideologico neoliberista ci dice questo..solo loro sanno prevedere Il futuro?ma forse la bolla si deve sgonfiare perche avrebbe conseguenze PIU GRAVI della disoccupazione di massa(per chi?)spero che Il giornalista abbia la coerenza di licenziarsi per essere coerente con le sue idee…e sentirsi vicino ai milioni di disoccupati perche tanto SONO IL PROBLEMA MENO GRAVE

  • lynx

    È dal 2006 che gira questa favoletta.
    Ogni anno spostano le lancette di un’altro anno.
    Mentre aspettiamo impazienti che la loro economia collassi,noi qui siamo già oltre.
    La Grecia invece finalmente è stata salvata.
    L’operazione è perfettamente riuscita.

  • gattocottero

    Qui il video dell’intervento di Nino Galloni:

    http://www.youtube.com/watch?v=6e23Gaz-Jb4

    Alla fine del video egli fa adombrare che la morte di Moro sia strettamente correlata con il processo d’integrazione europea.

  • RicBo

    MMT propugna un capitalismo dal volto umano, in cui la ‘mano invisibile’ del mercato che tutto regola è sostituita dallo Stato. Senza considerare tutte le questioni che devono essere propedeutiche alla MMT, ovvero la ridefinizione dello Stato in chiave davvero democratica, la consapevolezza che la questione energetica e delle risorse e l’economia sono strettamente legate e la coscienza dei limiti del pianeta, non si va da nessuna parte, anzi si torna al capitalismo di Stato dell’URSS che nel migliore dei periodi ha espresso la NEP di Lenin. Ma erano altri tempi e la Storia non si ripete uguale.

  • rosbaol

    Ieri ero al SUMMIT. E’ stata una maratona di due giorni. Sono stati trattati tutti i temi? Ovviamente no. Era materialemente impossibile.C’era una fila di 60 persone ognuno con la propria domanda. Credo siamo stati l’unico esempio al mondo in cui gli studenti hanno stremato i professori (letteralmente, Hudson, alla fine, non riusciva a tenere le palpebre aperte) con domande e considerazioni. Al di là delle critiche alla MMT (che son sempre sacrosante, perchè il sistema economico perfetto esiste solo nella testa dei cretini) ieri ho visto persone normali che si preoccupavano della loro comunità ed insieme cercavano un modello economico per uscirne. Questa è stata la vera lezione di ieri. A postare commenti su internet siam bravi tutti. Organizziamoci veramente, fisicamente. Io mi sono rotto di leggere tutto ed il contrario di tutto. Cerchiamo il miglior modello economico possibile e, per favore, rendiamolo concreto.

  • Quantum

    Come è stato detto la MMT non risponde al problema della crescita continua in un mondo finito quale il nostro pianeta.

    Io credo che la MMT risolve il problema attuale dell’impoverimento delle classi medie e basse, ma dopo quello di sfruttamento eccessivo delle risorse si ripresenterà.

    A quel punto sarebbe interessante vedere il passo successivo, la “Società basata sulle Risorse”, il Progetto Venere di Jacques Fresco.

    Dove i governi lasciano il posto ad una società cibernetica in cui sistemi automatici e algoritmi matematici calcolano quanto può offrire di rinnovabile questo pianeta, per dividerlo equamente alle nazioni.

    A quel punto anche il denaro divene superfluo.

  • Truman

    Il terzo giorno ha approfondito i temi della MMT, in particolare Kelton ha spiegato nei dettagli la contabilità nazionale ed ha illustrato graficamente i margini di manovra che ha uno Stato a moneta sovrana, a confronto con il margine estremamente ristretto di una Stato ristretto nella gabbia dell’euro e del Patto di stabilità.

    Ma la parte più interessante è il dibattito che si è scatenato sulla fuga dall’euro. Qui si sono aperte tutta una serie di prospettive su cosa vorrebbe dire abbandonare l’euro.

    Una mia sintesi personale: l’euro è un esperimento inedito, per cui anche l’abbandono dell’euro sarebbe qualcosa di mai sperimentato prima, quindi qualsiasi piano (ne sono stati esposti diversi) dovrà confrontarsi con eventi imprevisti ed imprevedibili. Eppure non resta molto tempo (sensazione comune a molti di noi). Su domanda puntuale Auerback rispondeva che entro un paio di anni potremmo essere costretti ad uscirne nel modo peggiore se non riusciamo a pianificare una via ragionevole.

    E qui Parguet sollevava un paradosso (che provo a raccontare per come l’ho capito). Finora si è detto che un passaggio alla Lira (o altra valuta nazionale) provocherebbe un’immediata svalutazione della Lira e della ricchezza nazionale. Non è dimostrato.

    Anzi, il primo effetto dell’uscita dell’Italia dall’euro sarebbe una violenta svalutazione dell’euro (rischio di effetto domino), mentre l’Italia, libera ormai di gestire la propria politica economica e finanziaria, sarebbe meno appetita dagli speculatori, che smetterebbero di giocare al ribasso. Ma uno scenario di questo tipo sarebbe estremamente sgradito a chi ha pianificato l’euro per decenni. Quindi ci saranno violente resistenze ad ogni tentativo dell’Italia di liberarsi della gabbia.

    Se capisco bene Parguet, il problema saranno queste violente resistenze, non un’eventuale svalutazione.

  • Truman

    Barnard comunica che il numero di partecipanti contati dalla security sabato erano 2188 esatti.

    Una mia stima di sabato mi dava qualcosa tra 1300 e 1500 presenti in contemporanea (38 * 30 nella zona centrale, con rari buchi, e 300 o 400 sulle gradinate) quindi qualcosa di meno dei 2000 che mi erano sembrati inizialmente, comunque compatibile con i numeri dichiarati da Paolo (un certo andirivieni di partecipanti c’è stato, quindi non tutti erano presenti in contemporanea).

    Un’ulteriore precisazione: non c’erano solo italiani da tutte le parti, ma qualcuno arrivava dalla Svizzera.

  • Quantum

    Ho sentito parlare anche francese da molte persone.

    Poi ci sono i dati dei paganti totali, ossia di chi non è venuto e credo che questo superi abbondantemente anche quei 2188.

    Persone che hanno contribuito quindi all’organizzazione e che vanno comunque ringraziate.

    Saranno pronti i video e finiranno su Internet, già adesso Youtube si sta riempiendo come se un fiume avesse rotto gli argini.

    Io credo che sarà una cosa veramente epocale. A video pronti si può indirizzare moltissime persone verso questi e fargli integrare quello che si riceve nelle discussioni su forum, col passa parola, con il mail forwarding di spiegazione della MMT.

  • Quantum

    La teoria l’abbiamo avuta. Adesso ci vuole l’azione.

    Vorrei un altro summit, ma per vedere e parlare con persone del ’68, chi ha esperienze di rovesciamento di regimi.

    Conoscere i punti deboli, il piazzamento di mine (in senso figurato intendo persone motivate ed esperte di MMT e di resistenza) dentro le amministrazioni pubbliche, per iniziare a scardinare il sistema.

    Non dico arrivare alla lotta armata e ai tafferugli, ma di certo, l’Italia va tolta dalle mani di questi tecnocrati il prima possibile, con le buone o con le cattive!