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Un Trump in Italia? Perché il protezionismo servirebbe anche qui

DI ANTONIO MADEO

ilfattoquotidiano.it

Quando gli storici del futuro analizzeranno il caso Italia rimarranno sbalorditi e increduli su come sia stato possibile portare un grande Paese, dotato di infrastrutture ed economia avanzate, di Università e corpi sociali intermedi, ad uno stadio così prossimo al collasso sociale ed economico come quello attuale. Ciò che sorprenderà di più sarà vedere l’assoluta mancanza di una visione strategica degli interessi nazionali e della difesa degli stessi da parte delle dirigenze politiche ed economiche che si sono succedute in Italia nei primi due decenni del XXI secolo. E ancor di più sorprenderà lo spirito di sopportazione e la pazienza con cui le classi medie italiane hanno vissuto la cosa.

In un contesto di globalizzazione esasperata dove altre economie invece si muovono veloci e rapide nel perseguire le loro strategie produttive e commerciali ciò per l’Italia semplicemente è stata ed è una situazione suicida.

In sostanza il Paese ha affrontato eventi storici epocali quali l’ingresso della Cina nel Wto, l’adozione dell’euro e infine le primavere arabe, che hanno dato il via al boom delle migrazioni nel Mediterraneo, senza una chiara definizione degli interessi nazionali. Senza un’analisi seria se il Paese poteva affrontare e superare quelle sfide e come farlo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma ancora oggi non riusciamo a mettere assieme le cose e gli eventi e a spiegare il caos in cui versiamo. Brancoliamo nel buio, disorientati. Stiamo assistendo alla distruzione dei nostri settori manifatturieri, che valgono molto di più di quel 25% del Pil che dicono i dati di contabilità nazionale, e stentiamo a capire perché ciò avviene.

Ma come si fa ad esporre, senza precauzioni, la nostra imprenditorialità alla concorrenza commerciale di paesi come la Cina dove una dirigenza politica tirannica utilizza cinicamente un serbatoio umano impressionante di forza lavoro (centinaia di milioni) tenuta ad una situazione molto prossima alla schiavitù e pagata quello che sappiamo? Come si fa ad abolire le quote sulle importazioni tessili (accordo multifibre che dal 1974 proteggeva il nostro settore tessile) senza capire che stai firmando la condanna a morte di uno dei tuoi settori chiave? Il made in Italy ormai è fatto in Cina o a Prato da migliaia di operai cinesi e da una pattuglia di pochi italiani superstiti. Come si fa ad aprire il proprio mercato a migliaia di operatori commerciali cinesi, bengalesi, senegalesi, marocchini e via dicendo lasciandoli senza regole, senza controlli effettivi e in sostanziale regime di evasione fiscale? Come si fa a lasciare entrare un colosso del commercio elettronico come Ali Baba senza pensare alle conseguenze che potrebbe avere?

Se a fine anni 90 avessero prospettato alle persone al vertice della Cina quello che poi è accaduto realmente avrebbero stentato a crederlo. Tanto era al di là di ogni loro più rosea previsione. E ora l’Italia, cioè:
1. un paese con una grande economia che esprime per ciò stesso una grande capacità di consumare beni e servizi. Di fatto una preda ghiotta per gli esportatori esteri;
2. Un paese che nonostante la sua struttura produttiva sia fondata sostanzialmente su settori maturi quali tessile abbigliamento, calzaturiero, siderurgia, macchinari e attrezzature (cioè gli stessi dove la Cina è forte) che volontariamente accetta di abolire le quote doganali, e si espone alla loro concorrenza.
3. Un paese che entra nel sistema monetario dell’euro e quindi rinuncia alla sovranità monetaria e a potere fare svalutazioni competitive, proprio mentre inizia a farlo la Cina.
4. Un paese infine che consente di entrare ed operare in totale libertà sul proprio territorio ad un esercito di piccoli imprenditori esteri mandati in avanscoperta.

Quale situazione migliore?

 

Antonio Madeo

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/27/un-trump-in-italia-perche-il-protezionismo-servirebbe-anche-qui/3344631/

27.01.2017

 

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Pubblicato da Davide

  • Persicus Magus

    Siamo all’idiozia conclamata.

    L’Italia è un paese esportatore e quindi cosa propongono i geni…?…di mettere i dazi sulle importazioni…
    La prima regoletta dei rapporti internazionali è: se mi metti un dazio a me io ti metto un dazio a te. Non è che l’Italia abbia prodotti che possiede solo lei nel pianeta e di cui non si può fare a meno. Non compri più alta moda italiana, non compri più Ferrari, niente Brunello di Montalcino etc etc e ti arrangi con qualcos’altro.

    “Sí ma noi facciamo la svalutazione competitiva”

    E gli altri invece no?

    Questo discorso protezionista lo può fare solo il bullo del quartiere insieme ai suoi compari (USA, Cina, Germania, Russia etc), non lo possono fare i piccoletti che invece dovrebbero allearsi.
    Dovrebbe essere intuitivo per la verità…ma non lo è…eppure basterebbe chiedersi come mai Trump abbia deciso sostanzialmente di rinunciare a degli alleati come la UE e la Germania che fino a ieri – e da settant’anni a questa parte – erano considerati fondamentali.

    Noi dovremmo capire che il nostro problema sono le élite europee attualmente al potere non gli immigrati in sé o i dazi sulle importazioni.
    La UE deve finire ma tramite un nuovo accordo fra paesi compatibili non con ognuno che se ne va per i fatti suoi.
    Almeno bisognerebbe capire che a noi il protezionismo “da soli” non conviene.
    Il risultato sarebbe che invece di essere subordinati alla UE saremmo subordinati agli USA…siamo sicuri che sarebbe meglio?
    Ma ormai sono partiti in feeding frenzy e non li ferma più nessuno.
    Meglio cosí, tutto sommato.

  • PietroGE

    Bravo Madeo, l’analisi viene in forte ritardo e i buoi sono già fuggiti dalla stalla, comunque meglio tardi che mai. Il perché di questa miopia e voglia di non vedere il disastro che invece doveva essere sotto gli occhi di tutti? La dittatura ideologica, il liberismo come modo di fare economia senza considerazione per le necessità nazionali, l’apertura dei mercati in modo sconsiderato alla concorrenza asiatica come se fosse un dogma religioso da seguire e dulcis in fundo l’immigrazione selvaggia di gente non solo incapace di integrarsi ma incapace di contribuire ad una economia moderna. Il Paese sta diventando terzo mondo, mentre le forze politiche pensano alla legge elettorale, al reddito di cittadinanza e alla decrescita felice.

    • gilberto6666

      Già, aggiungo solamente che bisognerebbe riflettere sulle forze politiche che promuovono i punti da lei giustamente elencati. E reagire elettoralmente di conseguenza, invece sono proprio queste che raccolgono i maggiori consensi, anche grazie al Fatto.

  • Nathan

    Ritengo chiaro è illuminante l’articolo a cui vorrei aggiungere un aspetto per me fondamentale. L’Italia è ancora fortemente statale o para statale e le e qui il vero problema. In un mondo che va a millennio siamo impantanati in discussioni sterili svolte da personaggi mediocri che vogliono apparire grandi statisti. Inoltre i decisori statali ad ogni livello sono più interessati ai loro interessi ,ed improntano il loro operato verso il mantenimento di obiettivi privati, che che al raggiungimento di un bene comune.
    Qualcuno diceva che non servono politici ma solo galantuomini cosa ormai rara in una nazione stanca e provata come la nostra.

    • PersicusMagus

      Cito:

      “L’Italia è ancora fortemente statale o para statale e le e qui il vero problema”

      Giusto, bisogna privatizzare.

      Eccone un altro che ha capito tutto… 😀

      • Nathan

        Non hai capito il senso…..non bisogna privatizzare ma fare in modo che i decisori e i dirigenti statali pensino in modo privatistico e non in modo personale. Devono curare gli interessi comuni come i propri allora avremo un minimo di speranza. Basta co sti discorsi di liberismo moneta unica e via dicendo dobbiamo solo essere seri.

        • PersicusMagus

          Quindi avevo capito perfettamente, meno male che me lo confermi.
          “Pensare in modo privatistico”, come dici tu, non significa una mazza.
          Secondo te “privatistico” equivale a “serio” (lo hai scritto esplicitamente) e “serio” nella tua visione equivale a “efficiente e onesto”. Questa è una emerita cazzata.
          Bisogna avere senso dello Stato che è esattamente il contrario di “privatistico” che invece vuol dire “trarre profitto personale”.
          In altre parole, nonostante quello che affermi, “privatistico” coincide esattamente con “personale”.
          Ci siamo, sí?
          No, eh?
          È confortante vedere che la gente dopo quasi trent’anni dalla caduta del muro di Berlino ancora non capisce un cavolo.

          • Nathan

            Meno male che ci stai te che hai tutto chiaro e illumini il nostro cammino

          • Deheb

            e se non hai “il senso dello stato” cosa faresti?

            Senso dello stato significa anche regole rispettate da tutti gli attori economici, pubblici o privati. Il profitto in sé non è un male da estirpare.

  • PersicusMagus

    Il protezionismo funziona solo per quelli grossi tipo gli USA.
    Cosa succederebbe se i paesi del terzo mondo mettessero dei dazi ai prodotti italiani?

    L’Italia svaluterebbe?
    E gli altri invece no?
    Quindi guerre commerciali dappertutto e anche guerre valutarie.

    Un paesetto come l’Italia resterà con due opzioni: sottomettersi alla Germania o sottomettersi agli USA.
    Come sempre d’altronde, grazie alla tipica stupidità italica che spera sempre nelle soluzioni facili che non richiedano impegno.

    • Emilia2

      Certo che fino a quando gli Italiani saranno rassegnati a essere sottomessi, cioe’ una colonia, come lo e’ Lei non avremo nessuna speranza.

      • PersicusMagus

        Gentile e intelligente signora,

        innanzitutto “sottomessa e rassegnata” sarà lei quando si fa fare i giochetti sadomaso col suo ganzo.
        Dopodiché vuole dirmi cortesemente dove cavolaccio la vede la rassegnazione nel mio post?
        Faccia un tentativo cosí, per darmi la soddisfazione di farmi una sghignazzata, poi le traduco in italiano semplificato il senso di quello che ho detto.

        PS: un aiutino: ho scritto che è sbagliato affidarsi a “soluzioni facili”…
        Quali sarebbero le soluzioni facili?
        E quali sarebbero quelle difficili?

        • Emilia2

          Sorvolando sulle sue frasi volgari, che non c’entrano col tema, io vedo la rassegnazione nel fatto che dice che l’Italia ha solo due opzioni: sottomettersi alla Germania o sottomettersi agli USA.

          • PersicusMagus

            Cito:

            “Egregia signora,

            Se lei dice queste cose per sua naturale stupidità mi scuso per i sarcasmi.
            Se invece lei non fosse stupida si merita le battute antipatiche perché non può umanamente arrivare a distorcere cosí il senso di quello che uno scrive.
            Quindi assumo che lei non sia affatto stupida ma in malafede.
            Lo spiego ai lettori che lei lo ha già capito benissimo.

    • Deheb

      “Cosa succederebbe se la Cina mettesse dei dazi ai prodotti italiani?”

      Gia succede da tempo, questo come esempio:

      “Cina-Italia 30 a 3: dai dazi doganali per gli orafi alla sconfitta dei mercati occidentali”.

      L’articolo era di Arezzonotizie, ora non più presente. L’articolo citava:

      “Dei dazi doganali applicati a carico dei prodotti orafi italiani che vanno in Cina (circa 30%) e dei dazi doganali applicati a carico dei prodotti orafi che arrivano in Italia (circa 3%)……Restando al settore orafo dal 2000 – quando eravamo leader mondiali – ad oggi la quota di esportazione dei prodotti italiani nel mondo si è ridotta in valore di due terzi.”

  • Ronte

    La più grande crisi del capitalismo degli ultimi 80 anni ‘convive ‘ con la più grande crisi di direzione politica dell’imperialismo di tutto il secondo dopoguerra.
    L’Unione Europea è la casa comune dei capitalisti d’Europa: concentrare la comune rapina contro i propri lavoratori. Ma siccome c’è la crisi, il piatto piange, e di conseguenza aumentano i contrasti nazionali in Europa sotto pressione tedesca, l’unione bacaria segna il passo. Ma non c’è nessuna riforma sociale o democratica di questa Unione di predatori. Al contrario. Ogni sopravvivenza dell’Unione Europea può solo passare per un aggravamento delle condizioni sociali in tutto il vecchio continente.
    E al tempo stesso l’alternativa all’Unione non sta nel ritorno alle monete nazionali. In realtà un imbroglio. E un ritorno alla peseta, alla dragma, alla lira, sarebbe solo un ulteriore occasione di saccheggio di salari e risparmi. Per di più sotto il profilo politico subordinerebbe settori di classe, o allo sciovinismo nazionale del proprio imperialismo, o ad ambienti del peggior populismo reazionario. Perciò il punto decisivo non è la sovranità nazionale, ma la natura sociale del sovrano. Il punto non è se comanda Bruxelles o Roma, ma quale classe comanda a Bruxelles come a Roma. La classe capitalista o la classe lavoratrice? Questo è il nodo di fondo.

    • Ulisse17

      ci vuole un partito marxista rivoluzionario…

  • clausneghe

    Una volta un cretino di rete mi scrisse: Scrivi solo perchè è gratis…Mi sembrava una battuta assurda..
    Vedo invece che il “pacco quotidiano” si fa pagare con l’abbonamento, per permettere ai blogger di scrivere.
    Furbetti e svelti come sempre, a sfruttare il prossimo.
    Nel merito dell’articolo c’è poco da aggiungere, l’Italia è governata da una classe di rapaci incompetenti avidi e ignoranti che agiscono per tanti interessi fuorchè per quello legittimo di salvare il nostro Paese.

  • MarioG

    Benvenuti anche a quelli del Fatto Quotidiano!
    Certo bisognerebbe dire come sono potuti svilupparsi i fatti elencati ai punti 1. 2. 3. 4.
    (globalizzazione a guida USA).
    Forse e’ per questo, che, essendo cambiato il vento di la’ dell’atlantico, ALLA FINE anche l’atlanticissimo Fatto Quotidiano scopre l’acqua calda.
    Nel bene o nel male (o meglio, nel male o nel meno peggio) tutto si muove sempre al traino di quelli la’. Non poteva essere altrimenti.

  • fuffolo

    Solo protezionismo e neanche un pizzico di autoritarismo? Il gusto ne guadagna dalla restrizione della democrazia

  • cdcuser

    Ha notato bene MarioG, della serie, “cercasi nuovo padrone”, ridicoli, se non mascalzoni;

    Quando gli storici del futuro analizzeranno il caso Italia rimarranno sbalorditi e increduli su come sia stato possibile portare un grande Paese, dotato di infrastrutture ed economia avanzate, di Università e corpi sociali intermedi, ad uno stadio così prossimo al collasso sociale ed economico come quello attuale. Ciò che sorprenderà di più sarà vedere l’assoluta mancanza di una visione strategica degli interessi nazionali e della difesa degli stessi da parte delle dirigenze politiche ed economiche che si sono succedute in Italia ….

    Non so Sig. Medeo? da dove vogliamo iniziare, dall’8 Settembre ’43? da Mattei? da Olivetti? dalle Stragi di Stato? ecc… ecc… o potremmo fare il percorso inverso, iniziando da uno degli “ultimi casi”: http://federicodezzani.altervista.org/omicidio-regeni-un-anno-intrighi-ai-danni-dellitalia/

  • Adriano Pilotto

    Se la Confindustria, l’organizzazione, il potere vero che da sempre ha determinato la
    politica economica e industriale del paese, e già lo diceva De Gasperi, ha un abbonamento al “Fatto Quotidiano”, allora questo articolo ha un interlocutore, ossia quello che dovrebbe fornire la risposta a tutte le domande poste.
    Ma se il destinatario non è Confindustria, ed è solo il comune lettore, allora tutta la lamentazione rientra nella categoria delle recite amatoriali sul tema “Quanto soffre il mio paese”.

  • 999

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    organizza traversata oceanica x perseguitati in fuga dallo Stato
    italiano e richiedenti Asilo Politico in U.S.A.
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    https://www.youtube.com/watch?v=FQJQcabSP1U

    • Tizio.8020

      No, la partenza da Palos fu il 4 agosto, non il 14.

  • a-zero

    Premetto che non mi interessa il futuro dello stato, nè di questo nè di qualunque altro, ne dell’economia ecc… Ma tanto per parlare al bancone del bar CDC metto qualche contributo:

    – 150 anni fa un tale pensatore francese scrisse un bel tomo sulle contraddizioni dell’economia che genera inevitabilmente molta più miseria di quanta ricchezza possa creare, e nella sua opera vi impiegò molte pagine nell’argomentare contro il liberismo anglosassone e dimostrava come, nel sistema proprietario, il liberismo è funzionale alla colonizzazione. Sicuramente siete più acculturati di me per sgamare l’autore cui mi riferisco e il libro. Se ve lo leggeste penso che rimarreste piacevolmente sorpresi (poi passa a demolire il credito e il sistema proprietario). Col senno di poi, su non poche cose, c’ha preso, a 150 anni di distanza.

    – se indosso gli occhiali nazionalisti (poi a me il nazionalismo e il patriottismo italiano mi fa sempre un po’ ridere quando non piangere) io l’italia la vedo penalizzata per sempre. La sua area economica naturale è il mediterraneo. Ma i fascisti e i nazionalisti questo non lo capiranno mai. Se ci si continua a fissare sulla religione si è fregati. Bisognerebbe disfarsi dei monoteismi che hanno spaccato e diviso quest’area naturale, il mediterraneo. la miscela (badate io che non sono nazionalista ho scritto miscela non mix) di risorse e di cultura del mediterraneo non ha eguali al mondo. Come disse il filosofo: una volta che ci eravamo liberati di dio e l’avevamo cacciato a calci dal mondo, l’abbiamo fatto tornare. L’italia è tutto il mediterraneo è fottuto dalle religioni. Vallo a spiegare ai fascisti, manco a perderci il tempo.

    – altra mistificazione gesutitica delle verginelle neo-fasciste dell’oggi: confondere l’internazionalismo proletario con il globalismo capitalista. A parte che le destre nei decenni passati hanno stradifeso le basi fondamentali che hanno prodotto questo mondo, ma proprio fino all’altro ieri, ma che c’entra il globalismo capitalista con il fu internazionalismo proletario e rivoluzionario? Per me è semplice: mentre il dominio capitalista ha sempre avuto il vantaggio logistico (perchè prima ideologico) di poter intervenire in tutto il mondo laddove le insurrezioni riuscivano a disarticolare il dominio locale i proletari non sono mai stati (se non per un breve periodo) di darsi una mano da una parte all’altra del globo. Boh, per esempio a me sembra troppo palese che lo sfruttamento petrolifero del Delta Niger abbia a che fare con i nigeriani qui per passare il petrolio da lì a qui i nigeriani vengono spossessati e fatti emigrare e gli italiani strapagano accise sui carburanti. Ma a chi conviene?

    – negli ultimi duecento anni si sono alternate varie fasi di protezionismo e di liberismo. Ma i prolet sempre a rimorchio sbattuti di qua e di la se non fatti scannare gli uni contro gli altri fra guerre e migrazioni. D’altronde gli epigoni attuali delle destre sono dei mistificatori pari ai gesuiti: denigrano l’individuo senza capire (o forse qualcuno di loro lo sa ma imbroglia) che l’individuo è l’unica affermazione possibile, l’unica proprietà non astratta che si può riconoscere; poi denigrano la libertà imbrogliando facendola passare per fancazzismo o per fare ciascuno come gli pare. Etica e responsabilità individuale? Boh … frignano che vogliono l’uomo forte … gli uomini piccoli. Ma che proponete le basi ideologiche della pederastia sociale? Gusti vostri.

    – Ho una mezza tesi, confutabilissima, ma mi rimane grezza e non la so spiegare bene: mi sono fatto l’idea che, storicamente, diciamo da Ludd in poi, il dominio capitalista dei paesi europei prima e occidentali poi, ha diciamo “buttato fuori” il conflitto sociale interno per mezzo dell’imperialismo-colonialismo. Con la produzione di massa e la cultura di massificare i consumi signorili, creando e ampliando artatamente le cosidette classi intermedie ciuccia risorse e buttando fuori la lotta di classe interna in guerre coloniali e genocide esterne.

    – Chissà se la cosidetta “globalizzazione” non sia stata il culmine di questo “buttar fuori” il conflitto sociale arrivato al punto che non c’è più un “interno” da cui e un “esterno” su cui “buttar fuori” la lotta di classe o conflitto sociale o chiamatelo come vi pare. La crisi, ovvero l’ultima ristrutturazione del dominio capitalista, rifluisce su una risistemazione degli apparati industriali tramite il protezionismo?

    – Mi resta il sospetto (e la speranza) che il protezionismo riporti agli “interni” il conflitto di classe o guerra sociale: a quel punto i salari e i servizi li devi pagare per forza agli sfruttati. Ma il profitto è una causa differenziale. Se non scarichi fuori, se non ricorri più ai dumping e alle occasioni in giro per il mondo di far profitto prima o poi i salari e i servizi li dovrai pagare …. non so ditemi voi.

    • PersicusMagus

      Straperfetto.

      Cito:

      “Boh, per esempio a me sembra troppo palese che lo sfruttamento petrolifero del Delta Niger abbia a che fare con i nigeriani qui per passare il petrolio da lì a qui i nigeriani vengono spossessati e fatti emigrare e gli italiani strapagano accise sui carburanti. ”

      Esatto, ma tu saresti cosí naïf da pretendere che i neomicrocefali capiscano?

      • a-zero

        “ma tu saresti cosí grossolanamnte ingenuo da pretendere che i neopoveretti capiscano un ragionamento simile?”

        la mia è una constatazione, mi piacerebbe arrivare a una soluzione, ma non da solo, ma insieme ai neopoveretti. Invece mi incazzo, così come mi incazzo con i sinistri, con i fascisti perchè vogliono che la soluzione gliela trova l’uomo forte. Perciò ti ringrazio per la partecipazione “alla pari” alla discussione. E se trovo la soluzione forse non la vengo a spiattellare qui agli autoritari di dx o sx che siano.

        Il ragionamento “cazzi miei buono, cazzi tuoi cattivo” non mi turba. E’ ovvio, è il naturale egoismo umano. Tuttavia è un egoismo dalle gambe corte, da animale da cortile, non da essere umano libero (individuo umano) che dispiega la sua potenzialità e quindi deve guardare un po’ più in la per forza di cose e cercare i suoi complici per la libertà.

  • il gobbo

    Alla fine mi viene da ridere, sono anni che leggo le stesse cose, le stesse analisi
    e nulla cambia, e il bello è che quasi nessuno, propone delle soluzioni, i pochi che
    ci provano vengono trattati da trogloditi, fascisti e in molti casi gli vene semplicemente
    detto che non si può cambiare niente avendo I’ Italia firmato dei contratti. La parola:
    “Dazi” viene sempre più alla luce,molti paesi pensano a una forma di protezione per
    la loro economia, finora la scelta scellerata dei “mentecatti” incompetenti politici Italiani è
    stato il tentativo di abbassare il salario del lavoratore(come in Germania), ma veramente pensate di portare i salari dei lavoratori Italiani allo stesso livello della Cina, India, o “Terzo Mondo”? Sarà difficile per un Italiano accettare e vivere con paghe da miseria in miseria,
    l’importazione di mano d’opera a bassissimo costo dalle varie parti del Mondo ha appunto
    come fine ultimo la sostituzione del lavoratore Italiano, impoverendosi tecnologicamente
    l’Italia non ha bisogno di laureati, ma di braccianti, si ridurrà a un paese agricolo e la
    tecnologia necessaria al paese verrà acquistata da altri paesi, non prodotta in loco.
    I vaoucher,l’articolo 18 e altri tentativi vanno in questa direzione, in ultima analisi;
    se non puoi svalutare la moneta, devi svalutare il costo del lavoro,in primis il salario…

    • a-zero

      “i pochi che ci provano vengono trattati da trogloditi, fascisti ..”

      Io nel mio post ho dato dei fascisti ai fascisti ma non perchè adesso hanno trovato il cavallo buono del protezionismo, ma perchè mistificano sulla loro verginità rispetto a questo mondo che hanno contribuito pesantemente a generare nei decenni passati.

      Il ragionamento economico che fai tu mi pare corretto. Ma dovrò imboccarti col cucchiaino e dirti che l’autore del libro di cui parlavo era Proudhon. il suo tomo era “Sistema delle contraddizioni economiche. Filosofia della miseria”. Lui non teorizzava proprio il fascismo eppure se ti prendi la briga di leggertelo vedrai come argomnta benissimo contro il liberismo e il liberismo anglosassone in particolare. Il mondo umano è più variegato di quel che pensi, non esiste solo il psico-dispositivo di controllo ideologico DX/SX. Ultimamente penso che sia da dare contro i fascisti che si spacciano come quelli che stavano sulla luna, i poverini, che non c’entrano con questo mondo e che c’hanno la soluzione. secondo me sono parti funzionali (emolto più funzionali) al dominio.

      I prolet andranno sempre a rimorchio fra una sponda e l’altra e a scannarsi per l’interesse dei pochi.

      Per me il socialismo autoritario sta alla base sia del cosiddetto comunismo autoritario che del fascismo, sono varianti folcloristico teatrali dello stesso male. Parlo sempre secondo m, opinabilissimo

      L’inghilterra era molto contenta che un D’Annunzio spingesse per l’intervento e quell’opportunista voltagabbana di Mussolini era un suo pari. tant’è che alla fine amoreggiava per lettera col suo amichetto Churchill. Italiani? Ma dai.

  • Fabrizio Sgarbi

    ASSOLUTA MANCANZA DI VISIONE STRATEGICA….condivido e sottoscrivo pienamente

  • Maximus

    Oh che bello !

    Adesso che lo avete preso nel c…fino al duodeno, siete diventati tutti leghisti.

    Troppo tardi amici, troppo tardi….