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Ucraina: la rivoluzione “arancione” abbandonata a se stessa

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

La fotografia che osservate è stata scattata da mio figlio nello scorso mese di Agosto in un piccolo villaggio dell’Ucraina occidentale, uno di quegli agglomerati dove sembra di rivedere ancora Peppone e Don Camillo durante la loro divertentissima visita in URSS. Si notano 20 visi, che spaziano dagli adolescenti fino a persone decisamente anziane per andare in guerra: al centro una foto più in vista (forse un ufficiale?) ma la stranezza non è tanto quella di un monumento ai caduti così naif, quanto – a detta di mio figlio – che quel monumento gli era sembrato un’iniziativa locale, popolare, spontanea. Tanto per capire, a Leopoli non ha avuto modo di notare monumenti od altre iniziative di quel genere: probabilmente, quei venti morti erano persone di quei luoghi, generate dal “ventre molle” dell’Ucraina contadina, nati e cresciuti in quel villaggio ed in quelli vicini.

Questo è il miglior affresco che si possa mostrare per una guerra inutile, che già si sa chi la vincerà, ma non la vincerà nemmeno, perché un provvido armistizio metterà fine al macello, quando – finalmente – questa terra martoriata per l’assurda mania di tracciare confini sulla carta (come in Iraq, ad esempio) sarà divisa in quello che è (più realisticamente) l’Ovest europeo e l’Est russo, la cerniera fra lo sconfinato oriente e la ricca Europa, fra un mondo che ragiona ancora in termini di merci da commerciare ed un altro, che invece pensa solo in soldi da investire.

Comprendere le ragioni di una guerra, analizzando le ragioni geopoliche e geostrategiche è senz’altro più agevole che comprendere chi combatte, per qualcosa e contro qualcosa. Le analisi dei cosiddetti “esperti” sono impeccabili: Tizio ha agito così per difendere Caio, perché se Sempronio avesse vinto su Caio io avrei perso tot potere in quello scacchiere, in definitiva tot soldi in meno per la mia industria pesante, per le mie armi, il mio petrolio, ecc.

Sono, spesso, esercizi retorici necessari, perché aggiungendo un pezzo la volta si riesce a comporre il puzzle e, finalmente, terminare quel dannato file nel quale manca sempre un’inezia per sembrare credibile, e soddisfarci per il lavoro svolto.

Ma a cosa serve?

Della guerra ci sfugge sempre di più l’aspetto umano, quello della sofferenza e della morte, della miseria estrema, della fine della speranza. I giornalisti, oramai, sono sempre “aggregati” ai reparti combattenti – per “ragioni di sicurezza” (che non neghiamo affatto) – finendo così per raccontare solo quel che conviene allo Stato Maggiore.

Ho la possibilità di raccontare qualcosa sull’Ucraina perché mio figlio, nell’appena trascorso Agosto, s’è recato lassù per il matrimonio del suo amico ucraino, col quale si sente affratellato sin dai tempi della scuola media. Non pretendo di raccontare la guerra ucraina, ma di capire come è vissuta dalla gente.

Per prima cosa, vorrei ricordare che mio figlio era già stato lassù nel 2011, l’anno della maturità: fu il nostro regalo per la maturità. Quasi due mesi in Ucraina: tornò che masticava un po’ di russo/ucraino e con alcune bottiglie di vodka. I “vuoti”, per fortuna, rimasero là e tornò non troppo avvinazzato.

Il cambio, all’epoca, era di 1 : 10, ossia 100 euro per 1000 revnj, con un costo della vita (esclusa Kiev e le aree centrali delle grandi città) pressappoco uguale al nostro, ossia con un revnj acquistavi ciò che qui compravi con un euro. Vita da nababbo, dunque: colossali bicchierate di birra al costo totale di 5 euro, pranzi luculliani per la medesima cifra.

C’è da dire che il posto dove andò, e dove è recentemente tornato, è nell’estremo Ovest del Paese, nella regione (Oblast) di Ivano Frankisk. Vita di campagna, in villaggi di mille, duemila anime o ancora più piccoli, contenuti fra due curve di strade infinite che non sai mai dove portano e segnalati da tre lampioni stradali. Quindi, nessuna connessione con quanto sta accadendo nell’Est del Paese, dove Putin – lentamente, ma inesorabilmente – si sta “mangiando” quel che gli interessa, un boccone dopo l’altro.

Lassù, per due diciannovenni con un gruzzolo da spendere, la vecchia Moskvich del nonno a disposizione (l’unica che riusciva a reggere le strade di quei posti, vere e proprie piste zeppe di buchi) non dovette essere una brutta vacanza. C’era un discreto e diffuso orgoglio d’essere ucraini, anche se nessuno si sognava di spendere un revnj – peggio, un’oncia del proprio sangue – per la Patria.

Birra, vodka e ragazze, una patente comprata sul posto per una manciata di euro e tanto tempo per dormire e divertirsi. L’orto dove raccogliere ceste di cetrioli ed il fiume per pescare: cosa vuoi di più dalla vita?

L’idea che mi feci, quando tornò la prima volta, fu quella di un Paese allo “sbando moderato”, dove la vita agreste di un tempo riviveva ad ogni nuovo giorno e, quando dovevi raccogliere le patate, arrivavano un cavallo in affitto ed il vicino ad aiutare. L’inerzia di “nonno Breznev” continua ad aleggiare in quelle terre, dove non è nemmeno arrivata la meccanizzazione agraria diffusa, dove si continuano a saccheggiare ex cattedrali nel deserto di sovietica memoria, comprando, rubando, rivendendo, nascondendo…acciaio e macchinari, mentre altri trafficano vodka e patate e chissà cos’altro.

Una nazione che non ha mai superato la fine dell’impero sovietico ed il suo stalinismo – magari tollerato, in una chiave psicologica da “padre padrone” – ma, inevitabilmente, generatore di certezze. Quale è stato il futuro dell’Ucraina?

L’Ucraina non è la Russia: a Putin bastò (con grande abilità politica, lo riconosciamo) mettere in galera qualche oligarca finché non sputarono il rospo, ossia i soldi. Dopo, tornò a “pescare” dal grande pozzo dove c’è di tutto, dal gas al petrolio, dai metalli (tutti) ai diamanti.

L’Ucraina, invece, rimase quel che era: un posto di contadini, operai metallurgici, minatori ed infermiere grassottelle, che oggi sono tutte in Italia perché, facendo le badanti, inviano ai parenti – risparmiando, ad esempio, 300 euro il mese – l’equivalente (in moneta locale) di 3.000 euro. Questo nel 2011.

Oggi, al cambio, l’euro viene scambiato a quota 33, non più 1 a 10: per 100 euro, mio figlio ha ricevuto 3300 revnj, circa. Un’inflazione tremenda, tre volte in pochi anni.

Lassù, ha sentito dalla radio nazionale ucraina, che quest’anno (2017) sono emigrate in Italia (finora) 150.000 persone. Che vengono, in gran parte, assorbite dal mercato dell’assistenza, ma giungono anche maschi, che lavorano nei cantieri e nelle fabbriche.

La guerra, quella patriottica, non esiste: tutti fanno a gara per trovare amici e parenti che riescano, pagando, ovvio, a far saltare il servizio militare: cosa che, in un Paese con una corruzione forse maggiore che in Italia, riesce spesso.

I soldati che vanno in guerra, sono di due tipologie: gente di mezza età (30-50 anni) che hanno esperienza di guerra perché sono stati addestrati coi metodi dell’ex impero sovietico o negli anni successivi e giovanissimi, sui 20 anni, che ci lasciano semplicemente la pelle.

Quelli un po’ più vecchi sono i più ricercati (e pagati), per questa ragione o tentano la sorte per soldi, oppure scappano: ho conosciuto un camionista ucraino che da tre anni non mette più piede lassù. Dove vive? Sul camion, sempre sul camion salvo, raramente, quando visita parenti (come la sera che lo conobbi) in Italia.

L’immigrazione ucraina non viene avvertita come un pericolo in Italia: sono di religione cristiana (spesso cattolica) ed hanno i medesimi obiettivi di molti italiani: risparmiare per comprarsi una casa, oppure mettere finalmente il sedere sul sedile di un’AUDI alla quale, subito, fanno installare i vetri oscurati. Segno di distinzione e potere, probabilmente.

Non ho cifre da fornire sulle perdite ucraine, perché lassù – a parte la solita propaganda di tutte le guerre, “noi le diamo e loro le prendono” – non si sa altro: cifre ce ne sono, ma sono talmente distanti, le une dalle altre, da risultare poco credibili. Intanto, le perdite civili vengono assommate a quelle militari, ma di quali “militari” stiamo parlando? Esercito regolare o milizie paramilitari, ossia mercenarie? Dell’altra parte si sa poco o nulla, perché di soldati regolari non si può ufficialmente parlare, ma di certo l’uso di certi sistemi d’arma nelle mani dei “ribelli” testimonia che qualche “istruttore” c’è senz’altro.

Inoltre, non dimentichiamo che i “ribelli” dell’Est hanno a disposizione le informazioni del sistema satellitare russo, preciso e puntuale, mentre all’Ovest non riteniamo che godano di completo appoggio.

In ogni modo, quelle 20 vittime di una guerra lontana 1500 chilometri, vittime ricordate in paesini di 2-3000 abitanti, parrebbero raccontare un salasso mica da poco. Anche la fuga dei maschi in età da servizio militare pare confermare la stessa cosa, catalizzata da una paura strisciante. Mio figlio, nei pochi giorni trascorsi lassù lo scorso Agosto, capì subito che non era il caso di toccare quel tasto: siamo qui per un matrimonio! Che la vodka scorra a fiumi!

Questa guerra ha un andamento lentissimo, propria di tutte le guerre civili: ricorda, per certi passi, il conflitto jugoslavo. Nelle miniere del Donbass – oramai quasi tutte in mano russa – il carbone viene “contrabbandato” verso Marjupol, ancora da “liberare”, affinché i fratelli “russi” non debbano soffrire per il fermo degli altiforni metallurgici. Nell’attesa della “liberazione”.

Così come le nuove autorità “russe” dell’Est emanano nuovi documenti anche per gli abitanti ancora “occupati”, aspettando l’Inverno, la stagione dove il carbone sarà necessario per non congelare e le conquiste, sul terreno, ricominceranno.

Intrighi ce ne sono tantissimi: uomini politici e magnati industriali trattano oramai su due fronti, perché l’Ucraina ha compreso d’essere stata abbandonata da tutti, Germania ed USA in primis. Le vicende di gasdotti superano, per importanza, quel misero conflitto e Putin conviene tenerselo buono, così come Trump non desidera nuove guerre, fredde o calde, con l’inquilino del Cremlino.

Così, Putin può permettersi di sentenziare “Fin quando gli ucraini avranno pazienza…”

I dirigenti di Kiev si rendono conto che sono destinati a regnare su un’Ucraina molto ridotta (perderanno Crimea e Donbass), ma sanno anche che il peso della sconfitta sarà loro addossato subito dopo l’armistizio: prendono tempo, cercando d’arricchirsi il più possibile finche hanno ancora tempo. Domani, si vedrà.

Intanto, altri ragazzini (per obbligo) e quasi vecchietti (per soldi) si preparano a morire nell’Inverno che è alle porte: può darsi che, presto, l’ONU sarà chiamato in causa per delineare un armistizio, poi una futura pace con revisione dei confini.

E’ l’unica soluzione: troppo sbilanciate le forze in campo.

Come i nostri morti della Prima Guerra Mondiale, qualcuno andrà all’assalto, si muoverà nelle trincee scavate nella neve per conquistare un fazzoletto di terra, un ponte, una strada, fino all’ultimo istante.

E’ vero che la guerra accompagna il genere umano dai primordi ma, in casi come questo, quando non c’è più nessuna speranza, l’ONU dovrebbe intervenire per mettere fine ad un disastro annunciato e comprovato sul territorio.

Speriamo che qualcuno si svegli, per quei ragazzi di vent’anni, per quei vecchietti che mai si sarebbero aspettati di ritrovarsi con un fucile in mano. Speriamo.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it/

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/09/ucraina-la-rivoluzione-arancione.html

13.09.2017

Pubblicato da Davide

  • –<>– –<>–

    Un articolo ignorante!
    Ignora che in Ucraina ci sia stato un golpe.
    Ignora che al potere ci sono i neonazisti
    Ignora che il governo è ferocemente antirusso
    Ignora che nel Donbass è in atto un attacco indiscriminato contro la popolazione civile, che si è ribellata.
    Ignora che la stragrande maggioranza degli abitanti del donbass ha parenti in Russia, è logico che li aiutino.
    Ignora che la stragrande maggioranza degli ucrainicontinua ad emigrare in Russia.
    Invece, secondo l’autore “è tutta colpa di Putin”.
    Un altro “antifascista russofobo” , un ossimoro vivente, come purtroppo ce ne sono tanti.
    Diffidate di questi personaggi, un antifascista russofobo è un nazista travestito.

    • CarloBertani

      Ma sei pazzo? Hai letto bene? Dammi ascolto: hai bisogno di darti una calmata. Un po’ di Valium ti può aiutare. Ciao

      • Truman

        Credo abbia letto l’articolo con la prospettiva errata, voleva trovar scritto di chi è la colpa (e qui lo sappiamo bene) invece di una riflessione su cosa potrebbe succedere. E qui vorrei aggiungere che in questi casi, indipendentemente dalle colpe, il popolo perde sempre. E al popolo ucraino mi sento legato.

        • –<>– –<>–

          Il popolo ucraino ha sbagliato, e continua a sbagliare.
          Isieme a polacchi e baltici stanno ripetendo errori del passato.

          • virgilio

            provo a dire la mia qui!
            e vi dicco che non ho letto l’articolo”non serve”
            il popolo ucraino e ancora con Yanucovic e adesso piu che mai!
            solo che il popolo nessuno lo caga,noi siamo l’ultima merda su questo pianeta,e questo valle anche per l’italia e per l’europa iterra,ma presto saremmo senza nessuna risorsa,perche tuo padre e tua madre se sonno ancora vivi hanno almeno 95 anni e quando loro (oggi o domani) spariscono tu sei in “braghe di tela”
            e poi saranno solo cazzi tuoi!!

          • –<>– –<>–

            Anche subire e non ribellarsi è sbagliato.

          • virgilio

            sacrosanto!

        • CarloBertani

          Ciao Truman, sono rimasto allibito. Nell’articolo è scritto che non è un’analisi strategica, e nemmeno politica. L’Ucraina doveva diventare una testa di ponte americana, ma la reazione di Putin ha mandato a gambe al’aria quel piano. Tutto qui. Ma la sofferenza degli ucraini è reale, i figli che muoiono al fronte, senza un perché, sono reali. E allora? che si dividano come fecero in Cecoslovacchia, senza sparare un colpo di fucile. Anche lì c’erano due etnie molto diverse, germanici e slavi, e la soluzione s’è trovata. Chiaro che a Kiev c’è stato un colpo di stato, credevo che i fatti storici avvenuti fossero dati per scontati. La realtà, è che la gente legge senza capire il senso di un articolo, non ci trova scritto quel che vuole e bestemmia. Accendere il cervello prima? Non sempre avviene. Ciao

          • clausneghe

            Carlo, solo per informazione ha guardato il lungo videodocumentario che ho linkato?
            Magari può apprendere qualcosa che i racconti di “mio cuggino” non riescono a esternare..
            Con immutata stima, Claus.

      • –<>– –<>–

        Quindi sarebbe Putin, “che si sta mangiando l’est del paese” e l’imperialismo dei “fratelli russi” il responsabile di questa situazione, e non il colpo di Stato
        Si sta ribaltando la frittata, non si fa distinzione tra aggredito e aggressore (brutto vizio della sinistra), come in Siria.
        Quei volti nel cartellone probabilmente sono di persone mandate al fronte a bombardare civili, se sono finiti sottoterra.
        Non ho bisogno di valium, ho bisogno di verità, che è un calmante più naturale.

        • Holodoc

          Non puoi cercare la verità ascoltando solo la voce di chi ti sta simpatico. Quando hai ascoltato tutti allora puoi farti un’idea di quale sia la verità.

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            La verità è che il nazismo è tornato in Europa, e sappiamo anche come e chi lo ha sostenuto e finanziato.
            Si sta ripetendo la storia del secolo scorso, se qualcuno non se ne è ancora reso conto.

          • Tonguessy

            Su questo devo darti ragione, e tutto ruota attorno al né destra né sinistra che poi è la base filosofica su cui si fondava il fascismo sansepolcrista. Sappiamo come è andata a finire. Ma cosa c’entra con l’articolo?

          • –<>– –<>–

            L’articolo non menziona assolutamente questo, non c’è una parola sul regime ucraino.
            Mentre invece sembra voglia insinuare che la guerra sia a causa di un fantomatico “imperialismo russo”.
            Gia il titolo …. Ogni antifascista sa benissimo che in Ucraina non c’è stata alcuna rivoluzione, ma un colpo di Stato targato Cia/Ue.

          • Holodoc

            Nazisti o meno non sono certo gli ucraini a spaventare… mi spaventa molto di più il liberismo europeo che di danni ne sta facendo quotidianamente.

          • Primadellesabbie

            Il liberismo avrebbe dovuto spaventare sempre, anche quando in fieri.

            Non capisco, però, tanto livore nel commentare questo articolo che non mi sembra escludere i racconti dei severi contestatori.

            L’autore ha voluto dare questo taglio quasi diplomatico alla sua descrizione che, sempre secondo me, aggiunge piuttosto che togliere, a ciò che si può sapere o intuire di questa vicenda.

            CdC ha ospitato diversi articoli di Bertani su vari argomenti, abbastanza da permettere ai frequentatori di imparare a leggerlo e permettere a lui qualche ‘confidenza’, come in questo caso.

          • –<>– –<>–

            Ci credo!
            Qui sono terrorizzati dai gadget di Mussolini!
            Altro che squadrismo e fiaccolate ….
            L’antifascismo è ormai una barzelletta che sopravvive a se stessa.

          • Holodoc

            E pensa che ci sono ancora giovani dei movimenti e di casapound che si ammazzano per questo…

        • CarloBertani

          S’è presola Crimea e adesso il Donbass perché riteneva che uno spiegamento americano così vicino ai suoi confini fosse pericoloso. Non dimenticare che gli USA parlarono di missili da sistemare presso il confine russo. Io nazista? Ma ti rendi conto? Vacci piano con gli insulti quando la gente non la conosci.

          • –<>– –<>–

            La Crimea è ritornata alla Russia perchè più del 90% della popolazione, attraverso un referendum , che ha avuto anch’esso una affluenza superiore al 90%, ha deciso così.
            Non si nega l’interesse strategico che la Crimea possa avere per Mosca, fattostà che l’annessione alla Russia è incontestabilmente frutto della volontà popolare , in un esercizio di democrazia diretta.
            Se a qualcuno non piace il problema è suo, dovrebbe rivedere le proprie convinzioni democratiche.
            Che la Russia voglia annettersi il donbass è un altro falso.
            Anzi, non ci stà pensando nemmeno e vuole evitare di accollarsi un’altra zona distrutta da ricostruire, ha già i suoi problemi.
            Più che nazista, sembra che lei abbia poca conoscenza della reale situazione in Ucraina e di come si è venuta a creare, con l’aggiunta di un pregiudizio antirusso che non riesce a nascondere.
            Purtroppo se si divulgano certe notizie come l’articolo sopra, senza conoscere la situazione, si rischia seriamente di essere considerati quantomeno simpatizzanti.
            Inoltre ritengo che l’antifascismo non possa essere russifobo, poichè un vero antifascista sa benissimo il sacrificio che i russi hanno fatto per sconfiggerlo nella 2GM

      • Wal78

        Beh Carlo direi che l’Ucraina non è riuscita in 25 anni ad uscire dal suo pantano semplicemente perchè è una non nazione. Non esiste una cultura Ucraina, un passato ucraino, nulla che identifichi con precisione il passato di questo paese che è intrinsecamente Russia (qualche centinaio di anni fa era Lituania), ad eccezione di alcune aree occidentali che hanno un passato di tradizione polacca o magiara. Sappiamo benissimo che le non nazioni sono facilmente manipolabili, controllabili. Così è stato nel caso dell’Ucraina. Va dato atto ai Russi di Donbass, Crimea, Odessa di aver e di star lottando per non vivere sotto un regime idiota (più idiota dei nostri) nato da un colpo di stato . Alla Crimea è andata bene, al Donbass male, ad Odessa malissimo.

        • Tipheus

          Bravo. Uno dei migliori commenti. L’Ucraina è una invenzione sovietica come “nazionalità” (non nazione) tracciata su basi puramente linguistiche (dove c’era una sufficiente presenta di una variante regionale del russo), come la Bielorussia. Ma anzi peggio. Non c’è mai stato uno stato ucraino e quello medievale, con capitale Kiev, era la primitiva Russia, niente di più. L’internazionalismo sovietico presupponeva (al di là della sostanza, in cui prevaleva il russo) una estrema pluralità nella tutela delle singole nazionalità all’interno dell’internazionalismo proletario. Per questo fu “inventata” l’Ucraina; mettendo insieme regioni orientali che erano russe, al di là di una significativa presenza di dialetti ucraini, regioni meridionali, che erano state Tatare fino alla fine del ‘700 e che si erano lentamente e parzialmente russificate da allora in poi, regioni centrali (il cuore dell’Ucraina) che erano state lituane, regioni sud-occidentali che sfumavano nella Romania e, dopo la seconda guerra mondiale, fu aggiunta la Galizia (che era “Polonia”) e che aveva una storia in gran parte occidentale, e addirittura la cosiddetta Russia transcarpatica, (ex Slovacchia, ex ex Ungheria), che è ancora oggi abitata dai Ruteni, gli ultimi che parlano il Paleoslavo, la lingua di Cirillo e Metodio, ma anche da ungheresi.
          Tutte queste cose insieme facevano l’Ucraina sovietica, che nell’URSS poteva stare insieme. Kruscev, un po’ per campanilismo, un po’ per arrotondamento geografico aggiunse la Crimea, che era quella che c’entrava meno.
          E alla fine, nel 1991, quest’accozzaglia di province diventò uno stato sovrano.
          Sarebbe potuto anche faticosamente diventare una Nazione, se non avesse avuto la tentazione insana di farlo in chiave antirussa. Questo è stato il suo suicidio.
          Ora non so come andrà a finire.
          Spero per loro in un contraccolpo di Stato. Che riporti queste terre al destino di cuscinetto tra l’Europa e la Russia. Altrimenti saranno balcanizzate, non c’è dubbio.
          Ma siamo sicuri che l’Italia sia messa molto meglio?

    • johnny rotten

      Concordo, sembra un articolo di quelli soliti contro la Russia scritto da un giornalista di repubblica, ma di quelli che traducono paro paro dal nyt o dal wp, una ricostruzione talmente parziale da risultare imbarazzante, si parla dell’ukraina e si menziona Putin tralasciando la victoria nuland o i personaggi del dipartimento di stato che sono entrati addirittura nel governo ukraino, o personaggi come l’innominabile georgiano ieri sulle cronache che pare sia entrato abusivamente dopo che gli è stata tolta la cittadinanza, e si tralasciano i 5 miliardi di $ us spesi da gioggio soros e compagnia cantante per effettuare il golpe, quasi come se del golpe in Cile venisse accusato Allende e non Pinochet, ma la cosa più grave è che i fatti sono noti a tutti, poi se uno va in ukraina e non si accorge dei simboli nazisti, allora forse dovrebbe farsi visittare da un medico della vista, come minimo.

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        Fortunatamente non sono il solo ad aver inteso l’articolo in tal senso.
        La guerra in Ucraina è certamente uno degli argomenti più censurati, per via delle imbarazzanti connivenze tra i governi occidentali e il regime nazista.
        Ogni tanto qualcuno, aprofittando del vuoto informativo, cerca di far passare versioni distorte della situazione.

    • MarioG

      Tutta questa sfuriata per dire che ci sono i nazisti al potere.
      In Ucraina al potere c’e’ il dipartimento di stato USA insediato da viktoriafuckeurope Nuland.
      Ha ragione Bertani: si prenda un calmante oppure si scoli una bottiglia di vodka e si metta a letto

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        Non so dove vede tutta questa agitazione, in una normale stroncatura di un articolo che nel 3* reich avrebbe fatto un figurone.
        Anche Hitler era finanziato dagli Usa, quindi, secondo lei, non ha alcuna responsabilità?
        Bertani, più che dare consigli a me, dovrebbe darli a suo figlio. Nello specifico di non esagerare con la birra nei suoi viaggi, anche se costa poco.
        L’effetto distorce notevolmente la realtà.

        • MarioG

          Per quanto riguarda gli USA: tutti sono finanziati dagli USA, anche Lenin; si direbbe che non è per nulla una discriminate…
          Comunque, evidentemente abbiamo letto 2 articoli diversi: la sua lista di “ignoramenti” non vedo cosa c’entri con l’articolo. Forse questa volta ha ragione PdS

  • Annibale Mantovan

    Gli ukra sono dei pazzi. Pazzi a prendersela contro i russi per chissà quale motivo, ancora più pazzi a pensare che l’ occidente voglia aiutarli, magari a dar loro ciò che i russi non possono dare logicamente in cambio di niente! Mi viene in mente che loro l’ inverno lo passavano scaldandosi con il gas russo in vecchie stufe mentre tenevano le finestre aperte…perchè chiedevo io…perchè se lo risparmiavano i russi l’ anno successivo ne erogavano di meno!? Giuro. Non poteva durare! Dell’ Occidentre quindi non hanno capito nulla! Ingenuamente credono alla propaganda dello 0,1%. Io non li vedo bene. Secondo me l’ Ucraina finirà un pò alla volta smembrata e svenduta. Un pò alla Russia, fino alla sazietà, un pò alla Polonia, un pò agli oligarchi…

  • разрушение

    Bertani, lei trovera’ un gran numero di italiani che daranno seguito e credito alle balle di suo figlio ed alla di lei ignorante interpretazione . Invito Lei e suo figlio a studiare qualche libro di storia e letterature Russe. Ho moglie (veterinaria sovietica) di una importante citta’ ad est (Ukr), e fortunatamente non e’ in territorio di guerra. ma a parte cio’, lavoravo a Mosca per un po’ di tempo. Giusto per allargarle un po’ la sua “cultura” : in Russia, un terzo dei cognomi sono di origine Ucraina e Cosacca (i cosacchi erano distribuiti su tutte le pianure dal Dnepr al Bajkal’, in quanto erano seminomadi. ed erano razza pura Slaviansk, dna Variaghi) mentre in Ucraina, 8 su dieci degli abitanti sono Russi. Ma questo non dice molto. Russi ed Ucraini nascono da un unico ceppo familiare, erede della migrazione-conquista dei vichinghi che navigando sulla Vistola, decisero di cercare altri fiumi a est, arrivando al Dniepr . Quindi, per favore abbia rispetto di un mondo che non conosce, e soprattutto non sprechi occasione di far bella figura ..tacendo . Se sente il bisogno impellente di scrivere , almeno si documenti.
    ohh… dimenticavo, ci risparmi le iperbole sulla prima guerra mondiale…. la merda savoia, era manipolata dai vari generali in mano ai soliti. Dichiararono guerra all’Austria (Ettore Schmidt, la coscienza di Zeno). In quella infamia che costituisce il Vs paese di merda, periron centinaia di migliaia di contadini e montanari . impoverendo il paese per tutta la prima meta’ del 900. (per sua sfortuna, ho conosciuto mio nonno, Cavaliere di Vittorio Veneto, ove perse l’uso della mano per una scheggia di granata sul Sabotino)
    Percui, sig. bertani, prima di continuare a propagandare le balle dei suoi amici americani, provi ad immaginare che effetto farebbe la balla della sua onu, infilata nel suo deretano (non dimentichi che e’ bella grossa).
    …eehh lo so’.. non sono molto elegante come i parassiti che lei paga ogni fine anno.
    A Truman, le colpe sono sempre le nostre . Abbiamo permesso di controllare l’intera Europa a quattro ciarlatani ebrei con lo stetson ficcato in testa.

    • Truman

      Giusto un chiarimento per i lettori: “бульвар e перспектива” (boulevard e prospettiva) sono i termini usati per indicare i grandi viali tipici delle città ucraine e russe. Il primo termine è più usato in Ucraina, il secondo in Russia.

  • Ronte

    L’ONU è l’organizzazione della Nazioni Unite. Traduzione reale: Zerbino della Nato, ovvero l’insieme dei Paesi imperialisti. Mano armata dei poteri. Vedere stragi in Iraq, Afganistan, Siria, Libia, la stessa Ucraina, eccetera eccetera.
    Sig. Bertani, quel finalino, ‘speriamo’, la dice lunga sull’accettazione dell’esistente. Fatalismo.
    Dalle mie parti, non so da voi, c’è il detto: “Chi vive sperando muore cacando”.

    • Truman

      L’ONU è l’applicazione della legge di Brenno: “vae victis” (“guai ai vinti”). E’ un’istituzione concepita per mantenere il potere nelle mani dei vincitori. Per fare ciò si è organizzato in istituzioni non elettive che decidono (ad es. il Consiglio di Sicurezza, ma ce ne sono altre) e istituzioni elettive che non decidono (l’Assemblea generale) allo scopo di impedire l’autodeterminazione dei popoli.
      Però va ricordato che nel CdS ci sono anche Russia e Cina, per cui non è esattamente lo zerbino della NATO, almeno finchè russi e cinesi sono svegli.

  • Cataldo

    Sono sorpreso da questo articolo di Bertani, mi sembra una prospettiva del tutto fuori dal contesto.
    In Ucraina c’è stato un colpo di stato fomentato dagli USA che vi hanno dedicato almeno 5 miliardi di dollari con una prospettiva temporale di preparazione di anni per coincidere, nel suo tragico finale, con le olimpiadi in Russia, una porcata di livello impressionante, condotta con un utilizzo della propaganda infame e talmente raffazzonato da cadere come foglie d’autunno ad ogni verifica minimale, verifiche alla portata anche dell’autore.
    L’Ucraina aveva una base industriale di primo livello, generata dal sacrificio durato generazioni di tutta la Russia, e nelle spartizioni dopo la fine dell’URSS si è trovata con un lascito di enorme valore, che è stato dilapidato senza remore; una nazione che produceva aerei, missili, turbine, motori di ogni tipo, tutto divorato e in via di disfacimento, sotto il controllo dei golpisti nazisti messi li dagli USA. L’Ucraina avrebbe potuto giovarsi della rinascita russa e della richiesta di tecnologia da parte dei BRICS, avrebbero potuto crescere a doppia cifra per anni solo con questa rendita, avrebbero potuto investire nella loro agricoltura con capitali Cinesi, Russi, Indiani, senza farsi saccheggiare e basta come succederà adesso, senza dignità spendibili nello scambio.
    Che pensa Bertani, che i Russi avrebbero lasciato la Crimea a questi deficienti e assassini, che hanno bruciato vive decine di persone senza pietà?
    Gli ucraini sono sotto il governo di nazisti tenuti in piedi da milizie pagate dall’estero, il loro esercito è solo carne da macello che verrà eventualmente mandata al massacro da consiglieri NATO, senza alcuna possibilità di reprimere la rivolta: non è mai stata vinta una guerra civile contro gruppi sostenuti da una potenza confinante, figuriamoci questa, dove si combina resistenza al nazismo identità di popolo e difesa del proprio futuro

    • разрушение

      yatzeniuk, e chocolenko, sono ebrei pagati dal sionismo americano, stessa cosa per l’eroina che abbiamo visto accompagnare il ricercato dalla georgia, qualche giorno fa.

      Yatz, era nelle bande cecene organizzate dalla cia, durante la seconda guerra. Con la caduta del sistema sovietico, l’Ucraina, ha replicato gli accadimenti della rivoluzione : come gli ebrei si erano impossessati dei ruoli nel potere dei bolshevichi (commissari politici, al comando di Berija, poi NKVD), stessa cosa accade ora. Le cinque citta’ piu’ importanti del paese, sono in mano agli ebrei , quindi centri commerciali, e centri di potere immobiliare (kolomoiskij, Ukraine airlines) , tutti in mano giudaiche e loro prestanome. Ovviamente polizie ed esercito sono al loro comando . Le mafie italiane ? possono solo competere con i negri di lagos, o del burkina faso

  • clausneghe

    Il maestro Bertani toppa alla grande, raccontandoci queste storie sul conflitto in Ucraina.
    Se volete, sentite questa altra e certamente più dotta versione dei fatti, sul mio Blog (che ho mollato per minacce velate, proprio a seguito di questo e altri video, che non narrano la versione ufficiale, ahimè abbracciata anche dal signor Bertani.
    http://clausneghe.blogspot.it/

  • fastidioso

    Carlin, ma è il trombettiere ?

  • fastidioso

    Prchè tanto livore contro Bertani?
    Ha riportato quello chegli occhi di un giovane, suo figlio, hanno visto.
    Magari ha guradato da una prospettia che non è quella di chi si document giornalmente sui fatti che sono accaduti e che accadono.

    • riefelis

      E ti domende perché c’è tutto questo livore? La spiegazione la stai dando tu stesso. Ha argomentato senza documentarsi e conoscere la situazione. Non ti basta?

  • Burghy

    Vivo in Ucraina dal 2004.
    Bertani mi creda, non ha capito nulla.

  • Eric Maria Gerets

    La Russia che mangia, l Onu che interviene, i ribelli dell est che contano sui satelliti russi…..
    Ma perché se si ignora un argomento ci si deve scrivere un post, Bertani si legga qualche libro sulla ucraina sulla sua storia sulla sua posizione geografica, sulla conformazione del suo territorio, su quello che è successo….se vuole gliene consiglio alcuni.
    Il diario di quello che ha visto e capito suo figlio al matrimonio Dell amico è una cosa privata e soggettiva che perde completamente il quadro generale e su questo lei ci scrive un pippone infinito per dirci che la gente soffre che la guerra è brutta che chi può scappa e che l inflazione è alta?….. A Roma direbbero Mecojoni a Milano Esticazzi….

  • Truman

    C’era una volta l’Ucraina, paese bellissimo, che aveva sofferto i bombardamenti della II guerra mondiale e dopo la guerra aveva sofferto il dominio russo. Poi l’URSS era crollato e l’Ucraina era rinata, ritrovando l’orgoglio di essere nazione, ritrovando la propria storia, i propri eroi, ricostruendo i propri monumenti. Ho sempre pensato che la caduta dell’URSS fosse stato qualcosa di clamorosamente errato, l’errore disastroso di un dio ubriaco. Eppure in quelli che una volta erano paesi satelliti della Russia quest’errore aveva portato benefici. Ricordo Praga, all’inizio del millennio, con la sua frenesia di ricostruire. Ma soprattutto ricordo Kiev, per me era la più bella delle capitali europee, strade larghe e ben tenute, giardini curati, ponti maestosi su un fiume che fa sembrare il nostro Tevere un piscio di gatto, palazzi istituzionali curatissimi, semafori con segnale acustico per i ciechi, ma non solo questo. Nella parte antica di Kiev, sulla collina, venivano mantenute con cura le casette tradizionali, venivano tenuti dei magnifici mercatini locali con deliziosi prodotti di artigianato. C’era povertà, certo, e problemi. Ma soprattutto ricordo l’orgoglio degli ucraini che pensavano di poter decidere il proprio futuro. Si sbagliavano, a quanto pare, e mi questo mi mette immensa tristezza. Mi sembra che Bertani abbia catturato qualcosa di questa mia tristezza. Qui molti sono invece preoccupati di stabilire che la colpa è dei cattivi occidentali. Certamente hanno ragione, ma questo non lenisce il mio dolore per tutti i popoli che non possono decidere il proprio futuro.

    • Primadellesabbie

      Il “granaio d’Europa”, apparteneva appunto all’Europa (Francia ed Inghilterra segnatamente) anche al tempo degli Zar, in un tran tran collaudato di scambi commerciali e consuetudini diplomatiche, non certo agli Ucraini che pur lavoravano la terra, ne curavano i raccolti e…morivano letteralmente come mosche (di fame).

      In quanto ai popoli, sembra che, quando sono tali, abbiano il destino ineludibile di stare dalla parte sbagliata della storia, o forse, ne scopriamo e definiamo l’esistenza solo in simili circostanze.

  • Eliom

    Né questo sito né i lettori di questo sito meritano i post di Carlo Bertani.