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Troppi Africani?

DI STEPHEN CORRY

counterpunch.org

Sir David Attenborough[1] ha detto che la carestia in Etiopia dipende dalla sovrappopolazione e ha dichiarato: “Quando si parla della popolazione del mondo, le aree di cui parliamo sono l’Africa e l’Asia.

“Dove stanno tutte queste carestie in Etiopia? Perché ci sono? Ci sono troppe persone in un paese troppo piccolo. Ecco di cosa si tratta. ”

Questa lamentazione che il mondo sia sovrappopolato è vecchia più di duecento anni, da quando sul pianeta forse c’era ancora un miliardo di persone. Adesso ce ne sono quasi otto volte di più ed è normale dare la colpa a lor – a NOI, cioè – per i mali che affliggono la “natura”. Di NOI ce ne sono troppi, e stiamo consumando troppe risorse del mondo. Ma quanto è vera questa affermazione? E che cosa si dovrebbe fare?

Ci vogliono tanti altri numeri per mettere insieme una risposta ragionevole. Il primo è ovviamente il numero di persone che vivono in qualsiasi regione specifica in qualsiasi momento. Ovviamente, questo numero cambia di minuto in minuto, dato che i bambini nascono e le persone anziane muoiono, quindi il secondo fattore veramente importante è il tasso di crescita del numero complessivo della popolazione. Questa è la base per qualsiasi previsione. Leggendo solo questi due numeri, per il momento, troviamo già una sorpresa: la popolazione mondiale sta effettivamente aumentando, ma il tasso di crescita della popolazione, in realtà sta diminuendo dagli anni ’70. Non solo, ma è diminuito anche il tasso di fertilità. Nel Nord Globale, nei paesi più ricchi (chiamiamoli “Nord” per semplificare), ora il tasso di fertilità è al di sotto del “livello di sostituzione” [2], come in quasi la metà dei paesi del mondo. [3] Se il calcolo fosse fatto solo su quella metà del mondo, la popolazione sarebbe diminuita. Questo fatto avrebbe provocato a quella metà del mondo dei problemi abbastanza immediati perché non ci sarebbero state abbastanza persone per lavorare e per prendersi cura di chi non è in grado di badare a se stesso, ma per il momento soprassediamo. ****

Ma in realtà non va proprio in questo modo e la popolazione complessiva del Nord non sta diventando più piccola, ma sta crescendo, anche se lentamente (ad un tasso del 0,7% in Nord America e del 0,2% nella UE). [4] Questo perché le persone arrivano al Nord dal Sud del mondo (il “Sud”), cioè dai paesi più poveri. [5] Quindi, si scopre che il Nord – preso da solo – non ha più un problema di sovrappopolazione come quello che ha avuto nelle ultime due generazioni. Comunque il tasso di crescita della popolazione del Sud è più alto rispetto a quello del Nord e superiore al livello di sostituzione. Nel complesso la popolazione cresce e, quindi, se c’è davvero un problema di sovrappopolazione, dobbiamo ricercarlo nel Sud, questo è quanto intende la maggior parte degli ambientalisti quando parla di  “sovrappopolazione”.

Prendiamo un altro fattore, la densità della popolazione, che indica il numero di persone che vivono per chilometro quadrato. Prendiamo solo l’Africa sub-sahariana (l’Africa è la regione con la più alta fertilità e usiamo questa zona come campione) [6] con il suo alto tasso di crescita della popolazione  (2,7%) [7] e vediamo che la densità della popolazione in realtà è molto bassa. In effetti, in ogni cento chilometri quadrati, in Africa vivono mezzo milione di persone a fronte di oltre quattro milioni che vivono in Inghilterra. [8] Quindi l’Africa non ha niente in comune con il problema della sovrappopolazione che esiste in Inghilterra. Ovviamente, se la popolazione in Africa continuerà a crescere allo stesso ritmo di oggi, in futuro ci potrà essere sovrappopolazione e, per chi conosce l’Africa, è chiaro quanto il sovraffollamento nelle grandi città africane sia e sarà scioccante.

Per quale motivo il tasso di incremento della popolazione è molto basso al Nord e molto alto al Sud? Molte possono essere le ragioni, ma una cosa sembra essere vera un po’ ovunque: il tasso di crescita diminuisce quando lo standard di vita aumenta. Gli individui generano figli per molte ragioni, ma sembra che vigano sempre dei principi base: quando  le persone vivono con elevati standard di vita, generalmente, si sentono più sicure e meno dipendenti da una grande famiglia che si possa prendere  cura di loro quando saranno vecchi o malati e pensano che sia meno probabile che i loro i bambini possano morire in tenera età. Qualunque sia la ragione – e tra l’altro il fatto che le donne africane non sappiano come controllare la fertilità è un pregiudizio piuttosto stupido e razzista [9] – le persone benestanti hanno in media meno figli delle persone povere. Quindi, mentre è vero che la popolazione dell’Africa sub-sahariana sta aumentando rapidamente, questa popolazione che aumenta vive in un’area del mondo molto meno popolata rispetto al Nord Globale.

Ora introduciamo un altro fattore: il consumi. Quanto consumano le persone?  Questo è fondamentale perché la popolazione diventa un problema solo se il suo numero arriva ad essere superiore a quanto può produrre il territorio che abita, senza distruggere il suo stesso ambiente. Il “Consumo” include ovviamente molto più di quello che le persone mangiano, e forse la cosa più importante è quanta energia è necessaria per produrre cibo, alloggio, trasporti e tutto ciò che le persone consumano. Questo calcolo non è semplice. Per fare un semplice esempio, qualcuno potrebbe guidare un’auto antica e inefficiente e potrebbe dover usare molto combustibile inquinante, ma se questa persona usa la stessa auto per decenni e non si allontana mai molto, potrebbe consumare meno energia e produrre meno inquinamento di quanta ne produrrebbe  un’auto elettrica che deve essere cambiata spesso con modelli sempre più nuovi. La stessa energia che serve per far camminare una macchina nuova, serve per far camminare quella vecchia di tanti anni, e la quantità di ‘energia che serve per far camminare entrambe le auto  è più o meno la stessa, sia che il carburante provenga da una tanica, sia che venga estratto da una centrale elettrica. Certo, ci sono migliaia di variabili, ma il punto fondamentale è che più persone consumano, maggiore è l’impatto che queste persone hanno sull’ambiente. Non c’è un modo ideale per misurare questo fattore, ma per farci un’idea possiamo misurarlo come facciamo con la ricchezza, con il prodotto interno lordo (PIL). [10] Per dirla in parole povere, le persone che vivono in paesi con un PIL alto probabilmente, a grandi linee, consumano relativamente più di quelle che vivono in paesi con un PIL basso.

Applicando questo parametro al nostro esempio dell’Africa sub-sahariana, scopriamo che il PIL dell’americano-medio è circa quaranta volte superiore a quello dell’africano-medio [11]. Quindi, è vero che la popolazione africana sta crescendo rapidamente, ma è anche vero che l’Africa è scarsamente popolata ed è anche vero che il consumo pro-capite è estremamente basso. Per quanto voglia l’africano-medio probabilmente non salirà mai su un aereo, non viaggerà mai con la propria macchina, non comprerà una lavatrice o una televisione  nuova ogni due anni, non consumerà né molta elettricità, né combustibili fossili e comunque non sarà mai uno di quelli che, tutti i giorni, buttano via enormi quantità di cibo.

La conclusione deve essere che se la sovrappopolazione è un problema perché mette a dura prova le risorse del mondo, allora il primo e più efficace modo di affrontare questo problema non sta in Africa, ma sta nella necessità di ridurre il consumo al Nord, che attualmente utilizza molto più della sua quota-parte di risorse. In secondo luogo, se il tasso di crescita della popolazione continuerà a diminuire, quando sale lo standard di vita, allora il modo più semplice per affrontare la questione – all’interno dell’Africa – sarebbe probabilmente bloccare il massiccio deflusso di risorse dal continente (verso le zone ricche del mondo)  e assicurarsi che  molta di questa enorme ricchezza naturale resti nel continente stesso e che cominci a produrre benefici, in modo equo, tra i suoi proprietari naturali.

In altre parole, per affrontare  il problema della “sovrappopolazione”, i paesi più ricchi devono fare due cose: consumare meno e smettere di rubare le risorse dell’Africa. Entrambe le cose implicano che il Nord Globale disponga di meno risorse, e proprio qui sta il vero problema che deve affrontare la mia spiegazione semplificata. Perché la mia spiegazione-semplificata lascia intendere che una soluzione alla sovrappopolazione e all’uso eccessivo di risorse scarse non ha niente a che fare con la riduzione del numero di africani che nascono, ma spiega semplicemente che si dovrebbe giocare una partita senza trucchi tra loro – gli africani – e quella parte di noi, quelli del Nord, che si prende e che consumano la loro ricchezza. Ma dal momento che il movimento ambientalista e tutta la sua ansia per la sovrappopolazione del mondo ha origine per lo più nei paesi più ricchi, continuerà ad essere sempre più facile e più appagante buttare tutta la colpa della sovrappopolazione sui troppi-poveri-africani, mentre  si continuerà a tapparsi gli occhi per non vedere il vero colpevole, guardandosi nello specchio. Il fatto che non dovrebbe sfuggire alla nostra attenzione è che la colpa viene fatta ricadere quasi sempre sui Neri e che quelli che danno la colpa sono  quasi sempre bianchi!

E le carestie in Etiopia di cui parla Attenborough?  Sono sempre le stesse carestie che vanno avanti da secoli, da quando nel paese viveva molta meno gente. Di quelle carestie si parlava molto già negli anni ’80 – quando si cominciò a farci sembrare normali certe domande stupide come:  “Ma lo sanno che è Natale?”  Domande che in gran parte furono create ad arte da politiche di governi che volevano distogliere l’attenzione della gente dai furti che stavano compiendo, furti di terre, di risorse naturali,  e dalla guerra [12].  Nel 1984, la BBC fece un documentario commovente su una carestia che definì “biblica”, forse già quel documentario avrebbe potuto far venire a  Attenborough, e a anche a qualcun altro,  su come gira (veramente) la storia.

Non sarebbe il caso di smetterla di dire che la sovrappopolazione è colpa dei troppi africani?

 

Stephen Corry  lavora dal 1972 con  Survival International, il movimento globale per i diritti dei popoli tribali, una associazione non-profit con sede a San Francisco.  Per accompagnarlo nel suo lavoro per  cambiare il modo di  conservazione della natura visitare  www.survivalinternational.org/conservation.  Questo è uno dei suoi tanti articoli sul problema.

Fonte : https://www.counterpunch.org

Link   : https://www.counterpunch.org/2019/07/11/too-many-africans/    11 lug. 2019

Il testo di questo  articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte  comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

 

Note.

  1. Tran, Mark. “David Attenborough: trying to tackle famine with bags of flour is ‘barmy’”. The Guardian.

https://www.theguardian.com/global-development/2013/sep/18/david-attenborough-famine-population (accessed July 8, 2019). 

  1. Murray, Christopher JL, Charlton SKH Callender, Xie Rachel Kulikoff, Vinay Srinivasan, Degu Abate, Kalkidan Hassen Abate, Solomon M. Abay et al. “Population and fertility by age and sex for 195 countries and territories, 1950–2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017.” The Lancet392, no. 10159 (2018): 1995-2051. 
  2. The United Nations. “World Fertility Patterns 2015 Data Booklet”.

https://www.un.org/en/development/desa/population/publications/pdf/fertility/world-fertility-patterns-2015.pdf (accessed on July 8, 2019). 

  1. The World Bank. “Population growth (annual%)”. 2018.

https://data.worldbank.org/indicator/SP.POP.GROW?locations=EU-ZG-US-AU-CA-NZ&name_desc=false (accessed July 4, 2019) 

  1. The United Nations Department of Economic and Social Affairs. “Migration and population change – drivers and impacts”. Population Facts, no 2017/8 (2017). 
  2. The United Nations. “World Fertility Patterns 2015 Data Booklet”.

https://www.un.org/en/development/desa/population/publications/pdf/fertility/world-fertility-patterns-2015.pdf (accessed on July 8, 2019). 

  1. The World Bank. “Population growth (annual%)”. 2018.

https://data.worldbank.org/indicator/SP.POP.GROW?locations=EU-ZG-US-AU-CA-NZ&name_desc=false (accessed July 4, 2019) 

  1. Population density in sub-Saharan Africa is 50.762 people per square kilometre using data from:

The World Bank. “Population density (people per sq. km of land area)”. 2018. https://data.worldbank.org/indicator/EN.POP.DNST?locations=GB-US-ZG. (Accessed on July 4, 2019)

Population density in England has been calculated using the 2018 population divided by the area of England. The data for this calculation was taken from:

Office for National Statistics, “Population estimates for the UK, England and Wales, Scotland and Northern Ireland: mid-2018”. https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/populationestimates/bulletins/annualmidyearpopulationestimates/mid2018 (Accessed July 4, 2019) and

World Atlas. “England Geography, Statistics of”. 2019. https://www.worldatlas.com/webimage/countrys/europe/england/ukelandst.htm. (Accessed July 4, 2019) 

  1. For example, Emmanuel Macron said in a speech “Please present me the lady who decided, being perfectly educated, to have seven, eight, nine children”.

South China Morning Post. “Mothers school French President Macron for suggesting no educated woman really wants seven kids” Oct. 19, 2018. https://www.scmp.com/news/world/europe/article/2169231/mothers-school-french-president-macron-suggesting-no-educated. (Accessed July 4, 2019). 

  1. Chappelow, Jim. “Gross Domestic Product—GDP”. Investopedia.com.

https://www.investopedia.com/terms/g/gdp.asp. (Accessed on July 8, 2019) 

  1. Based on GDP per capita figures for the U.S. and Sub-Saharan Africa:

The World Bank “GDP per capita (current US$).” Washington DC: The World Bankhttps://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.PCAP.CD?locations=US-ZG (accessed June 11, 2018). 

  1. De Waal, Alexander. “Evil days: Thirty years of war and famine in Ethiopia”. Vol. 3169, no. 69. Human Rights Watch, 1991. 

 

 

 

Pubblicato da Bosque Primario