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Troppi Africani?

DI STEPHEN CORRY

counterpunch.org

Sir David Attenborough[1] ha detto che la carestia in Etiopia dipende dalla sovrappopolazione e ha dichiarato: “Quando si parla della popolazione del mondo, le aree di cui parliamo sono l’Africa e l’Asia.

“Dove stanno tutte queste carestie in Etiopia? Perché ci sono? Ci sono troppe persone in un paese troppo piccolo. Ecco di cosa si tratta. ”

Questa lamentazione che il mondo sia sovrappopolato è vecchia più di duecento anni, da quando sul pianeta forse c’era ancora un miliardo di persone. Adesso ce ne sono quasi otto volte di più ed è normale dare la colpa a lor – a NOI, cioè – per i mali che affliggono la “natura”. Di NOI ce ne sono troppi, e stiamo consumando troppe risorse del mondo. Ma quanto è vera questa affermazione? E che cosa si dovrebbe fare?

Ci vogliono tanti altri numeri per mettere insieme una risposta ragionevole. Il primo è ovviamente il numero di persone che vivono in qualsiasi regione specifica in qualsiasi momento. Ovviamente, questo numero cambia di minuto in minuto, dato che i bambini nascono e le persone anziane muoiono, quindi il secondo fattore veramente importante è il tasso di crescita del numero complessivo della popolazione. Questa è la base per qualsiasi previsione. Leggendo solo questi due numeri, per il momento, troviamo già una sorpresa: la popolazione mondiale sta effettivamente aumentando, ma il tasso di crescita della popolazione, in realtà sta diminuendo dagli anni ’70. Non solo, ma è diminuito anche il tasso di fertilità. Nel Nord Globale, nei paesi più ricchi (chiamiamoli “Nord” per semplificare), ora il tasso di fertilità è al di sotto del “livello di sostituzione” [2], come in quasi la metà dei paesi del mondo. [3] Se il calcolo fosse fatto solo su quella metà del mondo, la popolazione sarebbe diminuita. Questo fatto avrebbe provocato a quella metà del mondo dei problemi abbastanza immediati perché non ci sarebbero state abbastanza persone per lavorare e per prendersi cura di chi non è in grado di badare a se stesso, ma per il momento soprassediamo. ****

Ma in realtà non va proprio in questo modo e la popolazione complessiva del Nord non sta diventando più piccola, ma sta crescendo, anche se lentamente (ad un tasso del 0,7% in Nord America e del 0,2% nella UE). [4] Questo perché le persone arrivano al Nord dal Sud del mondo (il “Sud”), cioè dai paesi più poveri. [5] Quindi, si scopre che il Nord – preso da solo – non ha più un problema di sovrappopolazione come quello che ha avuto nelle ultime due generazioni. Comunque il tasso di crescita della popolazione del Sud è più alto rispetto a quello del Nord e superiore al livello di sostituzione. Nel complesso la popolazione cresce e, quindi, se c’è davvero un problema di sovrappopolazione, dobbiamo ricercarlo nel Sud, questo è quanto intende la maggior parte degli ambientalisti quando parla di  “sovrappopolazione”.

Prendiamo un altro fattore, la densità della popolazione, che indica il numero di persone che vivono per chilometro quadrato. Prendiamo solo l’Africa sub-sahariana (l’Africa è la regione con la più alta fertilità e usiamo questa zona come campione) [6] con il suo alto tasso di crescita della popolazione  (2,7%) [7] e vediamo che la densità della popolazione in realtà è molto bassa. In effetti, in ogni cento chilometri quadrati, in Africa vivono mezzo milione di persone a fronte di oltre quattro milioni che vivono in Inghilterra. [8] Quindi l’Africa non ha niente in comune con il problema della sovrappopolazione che esiste in Inghilterra. Ovviamente, se la popolazione in Africa continuerà a crescere allo stesso ritmo di oggi, in futuro ci potrà essere sovrappopolazione e, per chi conosce l’Africa, è chiaro quanto il sovraffollamento nelle grandi città africane sia e sarà scioccante.

Per quale motivo il tasso di incremento della popolazione è molto basso al Nord e molto alto al Sud? Molte possono essere le ragioni, ma una cosa sembra essere vera un po’ ovunque: il tasso di crescita diminuisce quando lo standard di vita aumenta. Gli individui generano figli per molte ragioni, ma sembra che vigano sempre dei principi base: quando  le persone vivono con elevati standard di vita, generalmente, si sentono più sicure e meno dipendenti da una grande famiglia che si possa prendere  cura di loro quando saranno vecchi o malati e pensano che sia meno probabile che i loro i bambini possano morire in tenera età. Qualunque sia la ragione – e tra l’altro il fatto che le donne africane non sappiano come controllare la fertilità è un pregiudizio piuttosto stupido e razzista [9] – le persone benestanti hanno in media meno figli delle persone povere. Quindi, mentre è vero che la popolazione dell’Africa sub-sahariana sta aumentando rapidamente, questa popolazione che aumenta vive in un’area del mondo molto meno popolata rispetto al Nord Globale.

Ora introduciamo un altro fattore: il consumi. Quanto consumano le persone?  Questo è fondamentale perché la popolazione diventa un problema solo se il suo numero arriva ad essere superiore a quanto può produrre il territorio che abita, senza distruggere il suo stesso ambiente. Il “Consumo” include ovviamente molto più di quello che le persone mangiano, e forse la cosa più importante è quanta energia è necessaria per produrre cibo, alloggio, trasporti e tutto ciò che le persone consumano. Questo calcolo non è semplice. Per fare un semplice esempio, qualcuno potrebbe guidare un’auto antica e inefficiente e potrebbe dover usare molto combustibile inquinante, ma se questa persona usa la stessa auto per decenni e non si allontana mai molto, potrebbe consumare meno energia e produrre meno inquinamento di quanta ne produrrebbe  un’auto elettrica che deve essere cambiata spesso con modelli sempre più nuovi. La stessa energia che serve per far camminare una macchina nuova, serve per far camminare quella vecchia di tanti anni, e la quantità di ‘energia che serve per far camminare entrambe le auto  è più o meno la stessa, sia che il carburante provenga da una tanica, sia che venga estratto da una centrale elettrica. Certo, ci sono migliaia di variabili, ma il punto fondamentale è che più persone consumano, maggiore è l’impatto che queste persone hanno sull’ambiente. Non c’è un modo ideale per misurare questo fattore, ma per farci un’idea possiamo misurarlo come facciamo con la ricchezza, con il prodotto interno lordo (PIL). [10] Per dirla in parole povere, le persone che vivono in paesi con un PIL alto probabilmente, a grandi linee, consumano relativamente più di quelle che vivono in paesi con un PIL basso.

Applicando questo parametro al nostro esempio dell’Africa sub-sahariana, scopriamo che il PIL dell’americano-medio è circa quaranta volte superiore a quello dell’africano-medio [11]. Quindi, è vero che la popolazione africana sta crescendo rapidamente, ma è anche vero che l’Africa è scarsamente popolata ed è anche vero che il consumo pro-capite è estremamente basso. Per quanto voglia l’africano-medio probabilmente non salirà mai su un aereo, non viaggerà mai con la propria macchina, non comprerà una lavatrice o una televisione  nuova ogni due anni, non consumerà né molta elettricità, né combustibili fossili e comunque non sarà mai uno di quelli che, tutti i giorni, buttano via enormi quantità di cibo.

La conclusione deve essere che se la sovrappopolazione è un problema perché mette a dura prova le risorse del mondo, allora il primo e più efficace modo di affrontare questo problema non sta in Africa, ma sta nella necessità di ridurre il consumo al Nord, che attualmente utilizza molto più della sua quota-parte di risorse. In secondo luogo, se il tasso di crescita della popolazione continuerà a diminuire, quando sale lo standard di vita, allora il modo più semplice per affrontare la questione – all’interno dell’Africa – sarebbe probabilmente bloccare il massiccio deflusso di risorse dal continente (verso le zone ricche del mondo)  e assicurarsi che  molta di questa enorme ricchezza naturale resti nel continente stesso e che cominci a produrre benefici, in modo equo, tra i suoi proprietari naturali.

In altre parole, per affrontare  il problema della “sovrappopolazione”, i paesi più ricchi devono fare due cose: consumare meno e smettere di rubare le risorse dell’Africa. Entrambe le cose implicano che il Nord Globale disponga di meno risorse, e proprio qui sta il vero problema che deve affrontare la mia spiegazione semplificata. Perché la mia spiegazione-semplificata lascia intendere che una soluzione alla sovrappopolazione e all’uso eccessivo di risorse scarse non ha niente a che fare con la riduzione del numero di africani che nascono, ma spiega semplicemente che si dovrebbe giocare una partita senza trucchi tra loro – gli africani – e quella parte di noi, quelli del Nord, che si prende e che consumano la loro ricchezza. Ma dal momento che il movimento ambientalista e tutta la sua ansia per la sovrappopolazione del mondo ha origine per lo più nei paesi più ricchi, continuerà ad essere sempre più facile e più appagante buttare tutta la colpa della sovrappopolazione sui troppi-poveri-africani, mentre  si continuerà a tapparsi gli occhi per non vedere il vero colpevole, guardandosi nello specchio. Il fatto che non dovrebbe sfuggire alla nostra attenzione è che la colpa viene fatta ricadere quasi sempre sui Neri e che quelli che danno la colpa sono  quasi sempre bianchi!

E le carestie in Etiopia di cui parla Attenborough?  Sono sempre le stesse carestie che vanno avanti da secoli, da quando nel paese viveva molta meno gente. Di quelle carestie si parlava molto già negli anni ’80 – quando si cominciò a farci sembrare normali certe domande stupide come:  “Ma lo sanno che è Natale?”  Domande che in gran parte furono create ad arte da politiche di governi che volevano distogliere l’attenzione della gente dai furti che stavano compiendo, furti di terre, di risorse naturali,  e dalla guerra [12].  Nel 1984, la BBC fece un documentario commovente su una carestia che definì “biblica”, forse già quel documentario avrebbe potuto far venire a  Attenborough, e a anche a qualcun altro,  su come gira (veramente) la storia.

Non sarebbe il caso di smetterla di dire che la sovrappopolazione è colpa dei troppi africani?

 

Stephen Corry  lavora dal 1972 con  Survival International, il movimento globale per i diritti dei popoli tribali, una associazione non-profit con sede a San Francisco.  Per accompagnarlo nel suo lavoro per  cambiare il modo di  conservazione della natura visitare  www.survivalinternational.org/conservation.  Questo è uno dei suoi tanti articoli sul problema.

Fonte : https://www.counterpunch.org

Link   : https://www.counterpunch.org/2019/07/11/too-many-africans/    11 lug. 2019

Il testo di questo  articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte  comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

 

Note.

  1. Tran, Mark. “David Attenborough: trying to tackle famine with bags of flour is ‘barmy’”. The Guardian.

https://www.theguardian.com/global-development/2013/sep/18/david-attenborough-famine-population (accessed July 8, 2019). 

  1. Murray, Christopher JL, Charlton SKH Callender, Xie Rachel Kulikoff, Vinay Srinivasan, Degu Abate, Kalkidan Hassen Abate, Solomon M. Abay et al. “Population and fertility by age and sex for 195 countries and territories, 1950–2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017.” The Lancet392, no. 10159 (2018): 1995-2051. 
  2. The United Nations. “World Fertility Patterns 2015 Data Booklet”.

https://www.un.org/en/development/desa/population/publications/pdf/fertility/world-fertility-patterns-2015.pdf (accessed on July 8, 2019). 

  1. The World Bank. “Population growth (annual%)”. 2018.

https://data.worldbank.org/indicator/SP.POP.GROW?locations=EU-ZG-US-AU-CA-NZ&name_desc=false (accessed July 4, 2019) 

  1. The United Nations Department of Economic and Social Affairs. “Migration and population change – drivers and impacts”. Population Facts, no 2017/8 (2017). 
  2. The United Nations. “World Fertility Patterns 2015 Data Booklet”.

https://www.un.org/en/development/desa/population/publications/pdf/fertility/world-fertility-patterns-2015.pdf (accessed on July 8, 2019). 

  1. The World Bank. “Population growth (annual%)”. 2018.

https://data.worldbank.org/indicator/SP.POP.GROW?locations=EU-ZG-US-AU-CA-NZ&name_desc=false (accessed July 4, 2019) 

  1. Population density in sub-Saharan Africa is 50.762 people per square kilometre using data from:

The World Bank. “Population density (people per sq. km of land area)”. 2018. https://data.worldbank.org/indicator/EN.POP.DNST?locations=GB-US-ZG. (Accessed on July 4, 2019)

Population density in England has been calculated using the 2018 population divided by the area of England. The data for this calculation was taken from:

Office for National Statistics, “Population estimates for the UK, England and Wales, Scotland and Northern Ireland: mid-2018”. https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/populationestimates/bulletins/annualmidyearpopulationestimates/mid2018 (Accessed July 4, 2019) and

World Atlas. “England Geography, Statistics of”. 2019. https://www.worldatlas.com/webimage/countrys/europe/england/ukelandst.htm. (Accessed July 4, 2019) 

  1. For example, Emmanuel Macron said in a speech “Please present me the lady who decided, being perfectly educated, to have seven, eight, nine children”.

South China Morning Post. “Mothers school French President Macron for suggesting no educated woman really wants seven kids” Oct. 19, 2018. https://www.scmp.com/news/world/europe/article/2169231/mothers-school-french-president-macron-suggesting-no-educated. (Accessed July 4, 2019). 

  1. Chappelow, Jim. “Gross Domestic Product—GDP”. Investopedia.com.

https://www.investopedia.com/terms/g/gdp.asp. (Accessed on July 8, 2019) 

  1. Based on GDP per capita figures for the U.S. and Sub-Saharan Africa:

The World Bank “GDP per capita (current US$).” Washington DC: The World Bankhttps://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.PCAP.CD?locations=US-ZG (accessed June 11, 2018). 

  1. De Waal, Alexander. “Evil days: Thirty years of war and famine in Ethiopia”. Vol. 3169, no. 69. Human Rights Watch, 1991. 

 

 

 

Pubblicato da Bosque Primario

24 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Cito: “[…]In altre parole, per affrontare il problema della “sovrappopolazione”, i paesi più ricchi devono fare due cose: consumare meno e smettere di rubare le risorse dell’Africa. Entrambe le cose implicano che il Nord Globale disponga di meno risorse, e proprio qui sta il vero problema che deve affrontare la mia spiegazione semplificata[…]”. Esatto!! Il mio stesso punto di vista tante volte espresso in questo forum: il problema non è la sovrappolazione, e non lo sarà mai, bensì l’aberrante, ignominioso, snaturato modo di vivere occidentale come ho spiegato in questo commento di poco tempo fa: https://disqus.com/home/discussion/comedonchisciottenews/india_chennai_senza_acqua_i_monsoni_e_il_clima/#comment-4525389942
    Leggo che qualcuno in questo forum non ha capito la situazione: l’immigrazione diventerà un fenomeno inarrestabile se non si attuerà una politica di redistribuzione delle risorse verso quei popoli.
    P. S.: Il “Signor” David Attenborough, come del resto tanti in questo forum, me compreso, “tene a panza chiena” e a Napoli si dice anche che “o sazio nun crere o riuno“. Egli dovrebbe fare un po’ d’esperienza con il digiuno imposto, come lo fanno quei poveri africani, solo così capirebbe qualcosa in più della vita.
    Comunque le carestie in Africa come in altre parti del mondo sono causate dai cambiamenti climatici innescati dai paesi consumisti occidentali considerati civili. Ma voi lo sapete cosa vuol dire essere civili?

  2. La solita minestra riscaldata : noi siamo colpevoli di tutto, anche della sovrappopolazione africana, quindi meno consumi (decrescita felice) e meno furti di materie prime in Africa. Rimane però il fatto che i furti di materie prime in Africa ora li fa la Cina e non c’è traccia di questo nell’articolo e poi il meno consumi dovrebbe presupporre fine dell’immigrazione perché altrimenti che cosa gli diamo agli immigrati se diminuisce il lavoro e non costruiamo case. Da notare poi che chi sta veramente prosciugando l’Africa di materie prime non vuole neanche sentir parlare di immigrati africani.
    Un articolo serio poi non fa l’errore di parlare di densità di popolazione africana senza far notare che una buona parte del continente è deserto o foresta tropicale e non è possibile abitare lì. Le previsioni sulla demografia mondiale dell’ONU dicono che per la fine del secolo la popolazione africana si moltiplicherà per 4 e sul grafico che ho visto io non raggiungerà neanche il picco. Voltare la testa dall’altra parte come fa l’autore dell’articolo non farà sparire il problema. C’è un solo modo per far capire agli africani che hanno un problema di sovrappopolazione : bloccare ogni emigrazione dall’Africa, non solo verso l’Europa. Il messaggio arriverà forte e chiaro.

    • Che siamo noi o la Cina a sottrarre risorse cambia poco, sempre mancano agli africani. Riguardo all’abitabilità di certe regioni, la tua analisi è corretta, ma se per gli africani fosse possibile usare le risorse a loro sottratte magari potrebbero rendere quei luoghi più vivibili, magari come abbiamo fatto noi bonificando le paludi e gestendo le acque con canali e dighe.

  3. Articolo contraddittorio.

    1) Riguardo al fatto che in alcuni paesi le morti stiano superando le nascite, viene scritto:

    “Questo fatto avrebbe provocato a quella metà del mondo dei problemi
    abbastanza immediati perché non ci sarebbero state abbastanza persone
    per lavorare e per prendersi cura di chi non è in grado di badare a se
    stesso”

    A me pare una completa idiozia. Non è la prima volta che nel mondo ci sono cali demografici localizzati che non hanno mai portato all’estinzione, anzi, sono quasi sempre stati anticamera di periodi di prosperità. Quindi mi pare assurdo preoccuparsi di questo evento del tutto naturale in qualsiasi popolazione, specie in paesi dove il lavoro NON C’E’.

    L’autore non si preoccupa della felicità delle persone… ma del fatto che il calo demografico faccia scendere l’offerta di manodopera. Ma se la popolazione cala, è normale che ci sia meno bisogno di manodopera, non vi pare? Gli unici che si dovrebbero preoccupare è chi sfrutta il lavoro per accaparrare ricchezza e non per offrire servizi, cioè gli speculatori. Quindi quelle che l’autore definisce “persone per lavorare” forse sarebbe più onesto se li chiamasse “schiavi”.
    Non accettare che la popolazione ciclicamente salga per poi di nuovo scendere, in realtà cela in chi lo sostiene una certa simpatia inconscia per il concetto ideologico della CRESCITA INFINITA.

    2) La popolazione italiana supera i 200 abitanti per kmq. Ditemi quale stato africano supera questo limite e io ammetterò che è sovrappopolato. Altrimenti le cause della povertà dei suoi abitanti vanno cercate da un’altra parte, quella cioè dello sfruttamento coloniale che si vuole mascherare da “povertà congenita” per giustificare le migrazioni.
    In questo concordo con l’autore dell’articolo.

  4. Riflessioni interessanti soprattutto perché stimolano interrogativi drammatici soprattutto per…Salvini. Qualche centinaio di migliaia di africani che bussano all’Europa non intaccano minimamente, o se non in minima parte, il tasso di crescita della popolazione dell’intera Africa, che rimane comunque notevole. Nulla di paragonabile, per intenderci, ad una emigrazione come la nostra, durata decenni e che ha impoverito territori interi d’Italia, con milioni di persone costrette ad andare altrove. Se Salvini non si sbriga è possibile che tra poco dovrà cambiare cavallo di battaglia e lasciar stare i profughi, le karole e tutto il cucuzzaro dei migranti, dopodiché mettersi a fare politica vera.

  5. ma se circa un migliaio di persone detiene le richhezze di mezzo pianeta e usa e sfrutta quanto tutti gli altri chi è che va ridimensionato?

  6. Manca la causa prima, e cioè il fatto che le nazioni sviluppate, ma anche quelle non sviluppate, “trattengono” i vecchi avendo messo in atto una miriade di trattamenti artificiali per il prolungamento della vita.
    Se tu impedisci la “selezione naturale”, è evidente che avrai problemi. E sarai stato tu la causa.

  7. Mi ritengo ancora abbastanza giovane per sopravvivere altri 20 o 30 anni.
    E allora sarò curioso di vedere cosa dirà l’ONU, quando i tassi di crescita africani saranno come quelli asiatici di oggi (ormai in pareggio demografico).
    Perché? Perché quando ero ragazzino 30 o 40 anni fa, i tassi di fertilità asiatici erano gli stessi di quelli africani di oggi, quelli africani ancora più alti, e quelli dell’America latina di poco inferiori. E allora sembrava che saremmo esplosi.
    L’ONU estrapola ragionando per tangenti.
    La fertilità invece è in frenata brusca dappertutto. Perché? Tre fattori: inquinamento, emancipazione femminile e soprattutto urbanizzazione. Da SEMPRE la popolazione urbana ha fatto meno figli di quella rurale.
    Sapete quali sono gli stati che hanno i tassi di fertilità più bassi al mondo?
    Singapore, Macao, Hong Kong. Cioè dove non esiste la popolazione rurale.
    E la Regione d’Italia? La Liguria, perché lì il rapporto tra il gigante urbano (Genova) e il retroterra agricolo (minimo) è il più svantaggiato.
    C’è qualcuno o qualcosa che impedisce l’inurbamento in Africa? No, e allora stiamo tranquilli e attendiamo. Sono solo la retroguardia. Andiamo tutti verso l’inverno demografico.

  8. Ma l’articolo è ovviamente di parte visto che il tizio che scrive fa parte di un associazione Pro diritti tribali , comunque è inutile questa cosa di dire è colpa di uno è colpa di un altro iniziamo ad essere in troppi sulla terra e prima o poi ogni nazione capirà di dover gestire in qualche modo il numero dei propri cittadini che dovrà essere commisurato a quanto il proprio territorio può permettersi, se siete a favore delle migrazioni è meglio che cambiate idea cose del genere difficilmente si ripeteranno in futuro

  9. sinceramente non condivido.
    Si fanno più figli nei Paesi poveri per due motivi:
    1) in quei Paesi vige ignoranza
    2) in quei Paesi i figli sono visti come risorsa

    Da noi un ragazzo arriva ai 25 anni che ha finito gli studi. Se va bene diventa indipendente ai 30 dopo aver consumato molti soldi della famiglia per poter studiare.
    Volete che si torni a fare tanti figli? Benissimo. Riabilitiamo il lavoro minorile, distruggiamo il terziario a favore dell’agricoltura ed ecco che i figli torneranno ad essere una risorsa perchè li si infila a lavorare a 14 anni. Ovviamente abilitiamo tanti lavori dalla licenza media perchè se serve una laurea per pulire i cessi ovvio che fino ai 25 anni il ragazzo non lavorerà.

    Ma basta col senso di colpa. Si spreca, è vero, ma è il progresso che porta ai consumi. Altrimenti torniamo all’età della pietra ed ecco che non consumeremo che un po’ di carne e di legna. Dobbiamo sentirci in colpa perchè “sfruttiamo” le risorse africane? Ma se nell’Africa sub sahariana, in millenni, non son riusciti a tirare fuori una caxxo di civiltà. Non son buoni loro e dobbiamo sentirci in colpa noi?

    Su via. Meno seghe mentali. Meno male che almeno noi smettiamo di aumentare. ANche solo per vivere bene. Inutile essere molti tutti stipati in città come formiche. Quella è qualità della vita?

  10. Leggetevi il libro della dottoressa Anna Bono “Migranti, Migranti, Migranti”, alle pagine 68-69 viene narrato dell’ ospedale del Cottolengo a Chaaria in Kenia, diretto da un medico missionario italiano.
    Si racconta che taluni genitori ricoverino i loro figli e poi non vadano a riprenderli, vivi o morti che siano!
    Chi ha un tale disprezzo per la propria prole, non si cura che siano in numero elevato e men che meno del loro futuro. Qui è diverso, vogliamo per loro una vita perlomeno dignitosa e pertanto le risorse familiari nella maggior parte dei casi obbligano a fare pochi figli.

  11. Solo un deficiente allo stato puro può giungere a conclusioni del genere. Stephen Corry fa parte di quei gruppi di terzomondisti irresponsabili che sparano cazzate a tutto spiano alla Bergoglio. Il problema del mondo è la sovrapopolazione e l’esplosione demografica in Africa e Asia come giustamente individua Lord Attemborough. Bisogna intervenire con una campagna di responsabilizzazione simile a quella applicata dalla Cina con la politica del figlio unico ed all’occorrenza con interventi di sterilizzazione forzata delle donne dopo il secondo figlio pena sanzioni economiche durissime per quelle nazioni che non si adeguano. I bianchi caucasici non hanno nessun obbligo morale ne di accoglienza ne di sostentamento verso quei paesi che non dimostrano collaborazione, devastati da credenze e da religioni primordiali.

  12. L’ Africa va lasciata agli africani e gli africani vanno lasciati al loro destino. Che se la sbrighino fra loro. I bianchi caucasici non hanno nessuno obbligo morale ecc, anche perchè gli africani non si stanno comportando bene con i bianchi in Sudafrica.

  13. Per come sta andando il mondo il futuro sarà di chi fa tanti figli

  14. Guarda, per me in Africa possono fare tutti i figli che vogliono.. basta che poi, quando arrivano carestie e problemi vari, non mi si venga a stracciare l’anima che e’ colpa nostra, che dobbiamo salvarli, che dobbiamo accoglierli, ecc.. facciamo, finalmente, che sono adulti e responsabili anche loro?

    PS: come mai non si lamenta mai nessuno di come “rubiamo le risorse” a Russia (gas e petrolio), Arabia Saudita (petrolio), Australia (risorse minerarie varie), Canada (risorse agricole e minerarie), ecc…?

  15. Sir David Attenborough e’ uno dei massimi divulgatori scientifici DEL MONDO mentre Mr. Stephen Corry e’ Direttore di una organizzazione privata, sponsorizzata non si sa bene da chi. I curricula non sono comparabili.
    .
    Riguardo l’Africa, poi, Mister Corry dimostra di saperne veramente poco. Ad esempio, abbiamo avuto Ministro la dottoressa Cecile Kyenge. La dottoressa Kyenge e’ figlia di un capo tribu Congolese. Costui, come da prassi musulmana, ha 4 mogli e 35 figli…Sottolineo che nella religione musulmana puoi avere fino a 4 mogli SE PAGHI UNA ZAKAT del 10% (a proposito dello sfruttamento delle risorse che viene attribuito al nord del mondo)….
    Ed e’ cosi per qualsiasi altra parte d’Africa. Oggi, ad esempio, in Guinea Equatoriale c’e’ tal Tedoro Obiang con la sua primera dama dalla quale ha avuto due figli…ed altri 92 da altrettante dame non proprio primere dame, ma dame tanto procaci quanto bisognose che campano col mantenimento dei figli elargito dal munifico (e prolifico) presidentissmo Obiang.
    In Camerun, Nigeria o Costa d’Avorio (cito SOLO i paesi che conosco ma ritengo che sia lo stesso anche altrove) la famiglia formata da una coppia di genitori e’ una rarita’. Sono molto comuni le donne senza marito (la ZAKAT colpisce ancora) con figli da diversi uomini che si sono mantenute con la bellezza della gioventu (o che hanno avuto la sfortuna di vivere in zone dei FREQUENTISSIMI conflitti tribali) e, quando non piu’ giovani, con la ridda dei figli che qualcosa da mangiare la portano a casa comuqnue.
    Ed e’ chiaro che la colpa di tutto cio’ e’ del nord che spinge il sud alla poverta’ rapinando le risorse e mantenendo il sud del mondo in una condizione di poverta’, ignoranza e soggezione…
    …eppure, io che ho lavorato 30 anni in Africa mi son trovato davanti africani intelligentissimi, smartissimi, furbissimi, istruiti, multilingue, ecc., ecc….eppure la colpa e’ del nord che spinge il sud alla poverta’…

  16. hahahaha..non avevo letto le note: La nota 9 riporta una citazione di Macron circa il parallelismo tra istruzione e pochi figli…e subito a presiedere la UE e’ stata messa una donna con sette figli (sperando che sia istruita, ma penso che su cio’ non ci siano dubbi)..Micron, altro che Macron… hahahahaha…che cog (finisce per o’lione) quell’omuncolo…hahahahaha

  17. No Sir. Si tratta di principi, per chi li ha. A nessuno si deve imporre di non far figli o di farli se non li vuole. Ci sono cose dove lo Stato, i Politici o gli opinionisti, devono fare un passo indietro. Non competono loro queste scelte anche se si devono aiutare le famiglie, ma così, senza secondi fini, solo perchè è giusto e doveroso. Doveroso….uhh che parolaccia che ho detto ! Tra l’altro le cose, in questo campo si stabilizzano da sole. E se non si stabilizzano questo è lo stesso il mio parere.

  18. Sono un caproespiatorio ed il continente africano vanta molti crediti nei confronti di una grande fetta di mondo, concordo molto sull’esagerazione-eccessi dei consumi che sono correlati ad impulsi ossessivi-paranoici legati ai malesseri della popolazione postindustriale che ha perso i loro punti di riferimento perché il mondo sta mutando da decenni e non si sono mai accorti proprio perché vivono di malesseri. Corri consuma crepa è uno slogan della società dei mercati e della mera logica del profitto che ha fatto morire una bella fetta di società, dividere il mondo in nord e sud è stupido e miope perché ci sono sempre state molte correlazioni internazionali ed ignorarlo è segnale di ignoranza ed altrattanta stupidità, il concetto di tribù dovrebbe essere associato anche alle formamentis feudali cd contesti focolaio dove ci sono molti slogan e niente sostanza cioè contesti insalubri. Nel nuovo millennio si sente il freno del nuovo che giustamente avanza perché le logiche del passato facevano delle” analisi socioeconomiche di parte ” ovvero senza la partecipazione ed la multidisciplina perché sono giudizi settari con omissioni importanti che hanno manipolato la realta’ di fatti, contesti, culture, economia…..la tecnologia è fondamentale anche in questo. Molti persone minorenni muoiono e questo il campanello di allarme più grave che poche politiche hanno ascoltato, se non lasciano in pace le nuove generazioni il mondo rimane vecchio, rotto e senza un ricambio generazionale, ogni persona positiva cerca un contesto dove poter vivere meglio soddisfando i suoi bisogni reali, i bisogni pre-confenzionati sono stati creati dal vecchio mondo che doveva ‘apparire’ all’altezza della frenesia consumistica che hanno accettato e che erroneamente hanno battezzato con il nome economia. Il nome vero è truffe.

  19. Mi dispiace ma c’è un errore di fondo. Con un tenore più alto, si fanno più figli. Negli USA, dove la popolazione è più ricca, fanno in media 3 figli. Credo che l’articolo sia basato su preconcetti più che su dati veri. Saluti

  20. Incredibile leggere un tale repertorio di sciocchezze terzomondiste e autocolpevoliste ancora nel 2019…

  21. Va bene, niente da dire. Però, se il Nord ricco comincia a consumare di meno, diventerà più povero. Seguendo il ragionamento dell’articolo, diventerà insicuro e comincerà a fare più figli, come adesso gli africani. I quali diventeranno più ricchi, più consumisti, più affollati e meno prolifici. Praticamente una situazione invertita, ma il quadro globale non cambierà…. Mah!

  22. La solita deviante idea che ci siano dei “buoni” e dei “cattivi”. E allora sempre a cercare “il colpevole”. Puo’ anche essere vero, e certamente lo e’, che il Nord Globale, come lo chiama lui, dovrebbe consumare meno, ma non e’ forse proprio questo consumo che attira i migranti? E’ certamente vero che bisognerebbe che, ancora, il Nord Globale dovrebbe smettere di rubare le risorse dell’Africa, ma non e’ forse vero che la corruzione endemica e la mancanza di “sistema” sono la grande “palla al piede di questi paesi? E allora, come su ogni cosa, bisogna cercare cio’ che va bene e cio’ che va male sia da un lato che dall’altro. Lo stesso signor Corry, ” lavora dal 1972 con Survival International, il movimento globale per i diritti dei popoli tribali ” . Certamente! Salviamo le popolazioni tribali della valle dell’Omo (e’ di questo a cui si riferisce il link https://www.survival.it/popoli/valleomo ) cosi’ potranno continuare la loro forma di agricoltura di stenti legata alle esondazioni fluviali (e noi potremo continuare ad ammirare e fare le foto dei meravigliosi dischi d’argilla che si mettono nelle cartillagini). Solo che per far cio’ l’Etiopia avrebbe dovuto rinunciare, o perlomeno ridimensionare il suo progetto di sfruttamento di un’energia eco-rinnovabile che la aiutera’ ad uscire dalla condizione di uno dei paesi piu’ poveri e con la maggior mortalita’ infantile d’africa. E’ questo che si vuole?