Spoleto, studente positivo al tampone: classe in quarantena

Continua lo show della scuola che cerca di funzionare rispettando le direttive ministeriali per gestire il fenomeno covid-19.

L’ultima notizia di quarantene imposte ai ragazzi, che si aggiunge a una lista  che sarà con tutta probabilità sempre più lunga, arriva da Spoleto, Liceo Scientifico Volta.

Non è ancora finita la prima settimana di scuola, ma tutti i 26 alunni di una classe sono stati messi in isolamento fiduciario, come descritto dal protocollo di sicurezza elaborato dal comitato tecnico scientifico e adottato dal ministero dell’istruzione.

La nonna del ragazzo è risultata positiva al tampone, test effettuato dopo aver manifestano alcuni sintomi lunedì 14 settembre, il primo giorno di scuola. Dal giorno successivo, per precauzione, il ragazzo è rimasto a casa, e ora che il tampone è risultato positivo tutta la sua classe, 26 alunni, dovranno stare a casa per aver condivido lo spazio scolastico con lui il primo giorno di scuola. I ragazzi non gioiranno comunque troppo per poter stare a casa fino ai risultati dei tamponi, perchè la scuola è già organizzata con la didattica a distanza.

Sembra poco credibile immaginare che con queste regole qualche classe riuscirà ad arrivare a giugno senza intoppi. Eppure Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Cts, è ottimista: “Le lezioni in presenza devono ricominciare tutto il Paese e lo Stato ha profuso il massimo dello sforzo per garantire la sicurezza. Senza contare l’attenzione massima per i trasporti che dovranno sostenere un numero elevatissimo di passeggeri tra studenti e operatori. Qualche episodio di infezioni ci sarà, va messo in conto, se negassi non sarei realista. Un aumento di nuovi casi positivi ci sarà, ma contenuto e non dovremo spaventarci. Non siamo nella situazione dello scorso marzo. Ora siamo bene attrezzati e il quadro epidemiologico è migliore. Non ci sono i presupposti per ripristinare chiusure”.

Ricordiamo che il protocollo di cui Locatelli sta parlando stabilisce che in caso di starnuto da parte di un bambino sia prevista la quarantena fiduciaria per bambino e famiglie fino a tampone. O meglio: essendo lo starnuto un possibile sintomo da virus, il docende deve più o meno decidere da solo cosa fare…