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SPLENDORI E MISERIE DEL COMPLOTTISMO

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DI GIACOMO BOTTONS
termometropolitico.it

I tempi recenti hanno riportato in auge un termine che ebbe una sua grande diffusione negli anni ’70: il complottismo. Il significato generico di questa parola è la tendenza a vedere nella realtà disegni e trame oscure, che determinano, in maniera inconsapevole per i più, importanti eventi.

E’ lecita un’ottica complottistica?

C’è chi si dice assolutamente certo dell’esistenza dei complotti e c’è chi si indigna per l’uso sistematico del “complottismo” come mezzo che ci permetterebbe di costruirci narrazioni di comodo che confermino le nostre convinzioni (dove nel ruolo del cattivo si potrebbe mettere alternativamente lo Stato o la “casta”, la UE, gli Stati Uniti, la finanza, la massoneria e relative combinazioni varie).

Forse entrambe le posizioni sono semplificatorie e, come spesso accade in questi casi, contribuiscono a occultare più che non a chiarire il fatto di cui si parla.

Ma – per iniziare – cos’è un complotto? Sfrondando il termine dall’alone da romanzo misterico che lo circonda, essenzialmente un complotto è un accordo o piano riservato condiviso da determinate persone per raggiungere uno o più fini (un determinato assetto geopolitico, un cambiamento istituzionale, o anche semplicemente potere o denaro).
E’ evidente che i complotti esistono. Un mondo in cui i complotti non ci fossero sarebbe il mondo della perfetta trasparenza, in cui i fini di tutti sono perseguiti alla luce del sole e nel pieno rispetto di regole comuni. Per quanto si possano avere idee diverse sulla desiderabilità di un tale stato, è chiaro che è ben lontano dall’essere una descrizione della realtà.

Il “complottismo” nasce dunque da una necessità oggettiva, dalla consapevolezza che, come diceva Donald Rumsfeld, “ci sono cose che sappiamo di sapere, cose che sappiamo di non sapere e cose che non sappiamo di non sapere”. Il relativamente ristretto campo delle cose che sappiamo di sapere ci permette di fare ipotesi sulle cose che sappiamo di non sapere e illazioni sulle cose che non sappiamo di non sapere. Il campo del complottismo si situa al confine tra il penultimo e l’ultimo insieme di cose, in un mondo che tende ad essere, per definizione tendenzialmente invisibile alla coscienza comune, o a dare di sé un’immagine fuorviante.

Naturalmente però, c’è modo e modo di affrontare questo esercizio e di utilizzare l’idea di complotto.
Se ne può fare un uso costitutivo e dogmatico. Chi vuole farsi un’idea di dove conduca tale esercizio può farsi un giro su uno dei tanti siti che parlano di “nuovo ordine mondiale”, versione aggiornata del vecchio “complotto demoplutogiudaicomassonico”. La realtà viene considerata come interamente determinata, fin quasi nei suoi minimi dettagli, da una grande cospirazione unitaria, alla quale sarebbero affiliate praticamente per intero le classi dirigenti economiche, politiche e tecniche. Ogni evento, ogni informazione andrebbe letto come increspatura superficiale, come attuazione o come diversivo di questa grande cospirazione storica e planetaria. Come nelle vecchie summae medievali, dall’Idea del complotto sarebbe interamente spiegabile l’intero sviluppo storico, la conformazione della società, l’assetto mondiale. Ricostruzioni più o meno fantasiose trovano dappertutto coincidenze, corrispondenze, sinistre conferme della loro credenze.
D’altra parte la realtà si dividerebbe tra coloro che vedono questa più profonda verità e quelli invece che, ignari, vivono all’oscuro di essa.
Ci si rende conto di come questo metodo porti facilmente a prendere come oro colato fantasticherie o autentiche assurdità. D’altra parte esso permette di illudersi di avere in mano una chiave universale che permetta di decifrare facilmente ogni evento e di sistemarlo in una visione coerente, che dà a tutto una parvenza di razionalità. In fondo, se da un lato è inquietante, è dall’altro confortante pensare che ci sia un piano ben definito dietro allo svolgersi degli eventi. In questo senso il complottismo costituisce una facile risposta alla necessità naturale di orientarsi in un mondo complesso e spesso troppo caotico per le nostre capacità di comprensione.
Contro questo tipo di complottismo, sono giustificate le critiche e anche le prese in giro che ultimamente girano così di frequente sui social network.

Ma concludere da queste facili constatazioni a una liquidazione del metodo complottistico sarebbe ugualmente una colpevole semplificazione.
Se l’uso costitutivo dell’idea di complotto ci conduce a fantasticherie metafisiche, il suo uso regolativo è non solo utile, ma necessario a chi voglia avere una buona comprensione della realtà.
Dal studio della storia (la storia italiana da questo punto di vista è particolarmente rivelatrice) è facile rendersi conto dell’esistenza di un’area grigia, in cui operano entità come servizi segreti, organizzazioni criminali, gruppi terroristici, associazioni più o meno segrete, ma anche personaggi pubblici, aziende, ambienti finanziari. Non si tratta di fantasticherie ma di entità la cui esistenza è stata assolutamente documentata, come Gladio, la P2 e via dicendo.
L’area grigia di cui stiamo parlando non è uniforme, ma presenta diverse gradazioni, e trascolora dal segreto vero e proprio, al riservato, fino all’informale. In quest’ultima forma,  che è quella che più da vicino comunica col mondo alla luce del giorno, è il terreno del non-detto, dell’implicito, della legge non scritta, che a sua volta confina con la diplomazia. E’ quel terreno dove persone appartenenti ad ambiti diversi si incontrano, al riparo dalla luce dalla sfera pubblica, per accordarsi, per parlare di cose che ufficialmente non esistono, ma che invece talvolta divengono pesantemente, drammaticamente reali.
Certo, intorno a questo ambito non è possibile fare affermazioni certe e documentate. Forse diventa possibile per lo storico, molto tempo dopo, quando nuovi documenti e informazioni riemergono dai flutti della storia. Ma anche lì rimane sempre il dubbio che qualcosa sia stato tralasciato, omesso, cancellato.
Tuttavia, un’applicazione troppo rigorosa di standard popperiani alle affermazioni su questo ambito, non farebbe altro che portarci a una sorta di negazione di un’ambito di realtà che, per quanto sfuggente, ha dimostrato in passato di avere un peso decisivo sul corso degli eventi e sulle vite delle persone. Credere che oggi il mondo sia più trasparente, intellegibile di allora è francamente arduo per una persona intellettualmente onesta.
Come avventurarsi allora in questo terreno malfermo? Con ipotesi, analogie, caute affermazioni: strumenti che non garantiscono mai la certezza, ma permettono di addentrarsi efficacemente nel terreno del probabile. Ma se gli strumenti affermativi devono essere incerti e sfumati, le conoscenze che stanno alla base di tali affermazioni devono invece essere tanto più solide e abbondanti. Solo sulla base di vaste letture su molti argomenti e materie si può azzardare questo difficile tentativo. Ma anche in questo lavoro preparatorio una robusta base di scetticismo e diffidenza verso ciò che si legge è necessaria.

La realtà non è costruita secondo un piano razionale escogitato da qualcuno. Ma non è nemmeno un ammasso caotico dove la gente si agita senza costrutto. E’ un conflitto dove gruppi e singoli cercano di perseguire scopi a volte paralleli e a volte divergenti, a volte palesi e a volte occulti, con mezzi che interagiscono con le finalità e talvolta le modificano, talaltra le sostituiscono.
La complessità del tutto è troppo spesso un alibi per rinunciare a capire, per rifiutarsi di dipanare l’intreccio e accontentarsi del proprio piccolo frammento di realtà. Dovrebbe invece spingere a capire di più, ad andare più a fondo. Solo dalla consapevolezza viene la libertà, e da questa il cambiamento.

Giacomo Bottons
Fonte: www.termometropolitico.it
Link : http://www.termometropolitico.it/21382_splendori-e-miserie-del-complottismo.html
   18.8.2012

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    Andreotti ebbe a dire che pensando male si fa peccato ma di solito ci s’indovina 🙂

  • albsorio

    Cito:Donald Rumsfeld, “ci sono cose che sappiamo di sapere, cose che sappiamo di non sapere e cose che non sappiamo di non sapere”….. Donald Rumsfeld un esempio di trasparenza. Un esempio (non reale) il telegiornale dice che un aereo cade con a bordo tutto il governo polacco, io non ero li a Catin, non ho visto quello che è accaduto, era vero? Diciamo che credo alla tv. Nei giorni successivi qualcuno, non in tv ma su internet dice che il governo polacco non era a bordo ma era stato rapito in Polonia prima della partenza, i piloti hanno schiantato l’aereo perche il radar principale era fermo per manutenzione e il radiofaro mobile era stato spostato inducendo l’aereo su una posizione sbagliata, l’equipaggio sopravvissuto era stato finito a colpi di pistola. Un giornalista che casualmente era sul posto vide e documentò la scena del disastro aereo, disse che non vi erano corpi straziati o bagagli come in un inucidente aereo di quel tipo, gli fu tolta la macchina fotografica da agenti della sicurezza e allontanato dall’area del disastro, poi fu successivamente accoltellato, non mori subito, fu portato in ospedale dove i sicari lo raggiunsero e lo finirono. Io non ero presente, quale delle due versioni credo? A quella ufficiale perchè lo Stato polacco ha fatto delle indagini… la veritá è ciò che si crede essere vero… tornando a Catin pochi sanno cosa è realmente accaduto.

  • Nauseato

    Ed è uno che la sa lunga. Parecchio …

    Sarei davvero curioso di sentire cosa avrebbe da dire “Belzebù” su oltre 60 anni di storia italiana … ma temo che creperà portandosi nella tomba parecchie verità.

  • albsorio

    Solo Dio conosce la veritá, per gli esseri umani ciò che credono essere vero diventa “la veritá”. Satana ama confondere con le menzogne, lusingare gli uomini con sogni di grandezza e potere, per poi distruggere le anime in quanto fatte a somiglianza di Dio, lo fa inducendoci al peccato. Non serve essere bacchettoni manichei, serve amare e rispettare il prossimo tuo come te stesso, non rubare, non uccidere…. ti ricorda qualcosa che cercano di farci dimenticare? Forse anche questo è un complotto 🙂

  • RicBo

    probabilmente il complottismo esiste da quando l’umanità si è data una struttura sociale gerarchizzata e classista, ovvero da almeno 10 mila anni. l’importante è dargli l’importanza che merita, ovvero non troppa..

  • Mondart

    Chiamare “complotto” il disegno che è in atto ( e che coincide sostanzialmente col progetto globalista ) è RIDUTTIVO, più che improprio. Chi non vede l’ enorme “concertazione” in atto a tutti i livelli ( politico, mediatico, culturale, manifesto e meno manifesto ) è orbo, o vuole “per solidarismo a vario livello” mettersi le fette di prosciutto sugli occhi, e metterle anche agli altri. Il discorso è un altro: PERCHE’ TALE DIREZIONE PERSEGUITA NON VIENE APERTAMENTE E STORICAMENTE DICHIARATA ?? Ovvio che sia tale reticenza per prima ad alimentare l’ approccio “complottista”. E’ essa un bene ? E’ essa un male ? Ci sarà alla fine di tanto ovvie ( e inutili ? ) tribolazioni la tanto millantata “nemesi” storica o è solo una gran fregatura ?? Quien sabe … del resto, se gli “architetti del sistema” non si degnano di rispondere, a chi ha un po’ di sale in zucca non resta che cercare di immaginare il vero volto che si cela dietro la maschera. NON è “complottismo”: è la sola via perseguibile dalla logica.

  • kenoby

    quoto, sottoscrivo e condivido tutto il commento al 100%

  • mincuo

    Il complottismo e cospirazionismo sono anche categorie della disinformazione, che li sparge a piene mani. Sono inoltre etichette create apposta, perchè mediamente la gente non ha cultura e gli si dà semplificazioni facili, slogan. Come “nozionismo” “deviazionismo” “revisionismo” e molti altri “ismi” che non significano nulla ma sono buoni per etichettare e per infilarci di tutto.
    La gente poi ama le storie, ma i contesti, i numeri, i dati, le verifiche non le importano, c’è “il concetto” sempre pronto. Uno ha quello e poi su quello forza i fatti, scegliendo quelli consoni, omettendo quelli contrari, e in genere assumendo fonti di seconda o terza mano.
    I “complotti” che già è ridicolo il termine, sono utilissimi per farci affogare cose che complotti non lo sono per nulla, sono anzi alla luce del sole, magari però non riportati o nascosti dai media.
    Se io avessi detto che la FIAT aveva una grande influenza nel mercato automobilistico Italiano, e anche un certo peso politico-economico, mica significava che la FIAT complottasse e cospirasse di notte.
    Sono due piani differenti, le storie misteriose e i dati e la realtà. Mescolare favole, cose inverosimili, e cose reali e documentabili è un trucco di ogni propaganda che si rispetti. Quando non si può tacere allora si inonda la gente di storie di tutti i tipi in modo da sputtanare quelle realtà che esistono, che perciò vengono affogate in un mare di sciocchezze. Funziona da sempre, e la gente ci casca da sempre e nella sua ingenuità è lei stessa che le alimenta, contribuendo in gran parte di suo all’obiettivo di creare un marasma in cui tutto poi è possibile e tutto è favolistico.

  • Tao

    Io sono “complottista” ed invito tutti ad esserlo. Sono convinto che l’operazione Monti sia stata ordita nella cucina della casa Bianca quattro o cinque mesi prima che l’ineffabile logorroico professore fosse nominato da Napolitano senatore a vita e poi scacciasse dal potere Berlusconi con l’aiuto della “borsa”. Sono convinto che i 6500 incendi che hanno devastato l’Italia facciano parte di un progetto politico per abbattere l’animo degli italiani. Come la benzina a 2 euro. Come il saliscendi dello spread. Non siamo più niente di niente. Non siamo una nazione sovrana. Meglio essere nazione sovrana con un tiranno che non essere niente come siamo stati ridotti dagli americani, dal vaticano, dalla UE…..

    Pietro Ancona

  • Tonguessy

    Non ci crediamo più, semplicemente. E’ un sistema che ormai non può più pretendere di convincere perchè ha mentito troppo. Il sogno modernista non interessa più a nessuno, se si escludono le elites. Che continuano a mentirci, ovviamente. E’ proprio qui che nasce il complottismo. Se le elites (siano esse i vertici politici, militari o economici) dicono qualcosa ci sono buoni motivi che lo facciano per mantenere in vita il sogno modernista, in coma irreversibile. Non dicono la verità né l’hanno mai detta perchè se l’avessero detta non ci troveremmo in questo pasticcio.

    Se i sofisti per motivi analoghi hanno destrutturato il senso della comunicazione manipolatrice mostrandone i limiti, i complottisti antepongono lo scetticismo ai quei “lumi” che hanno finora preteso di illuminare la nostra sciagurata strada modernista. E’ una consapevolezza altra che muove dall’amara constatazione che da quei vertici mai potrà uscire una previsione sensata, un progetto condivisibile, una parola corrispondente a verità.

    http://www.appelloalpopolo.it/?p=6428

  • Mondart

    Beh, in effetti sia il “sistema” che il “sogno modernista” sono stati fatti APPOSTA PER L’ ELITE, mica per la massa che viene semplicemente agita … E, calandosi nei loro panni, non solo è perfetto, ma è anche più “democratico” che ne so, di un sistema asiatico o indiano a caste chiuse … Quindi “che vogliamo ancora ?” … Gli Illuministi, gli intellettuali di ogni epoca, hanno sempre avuto il duplice scopo di “indirizzare” l’ èlite, ma di confondere e intrappolare la massa, nemmeno questa è una novità … O c’è ancora chi crede che Kant propagandasse un dogma intrinsecamente diverso da quello del “Peccato Originale” ?? … E poi facciamo due conti: questo sistema privilegia solo una risicata èlite ( anche se fosse, si tratta comunque di un’ èlite estesa ed ormai “unificata” nei fini ) o non piuttosto un’ ampia fetta della popolazione, da cui rimane esclusa solo la base dei “1000 Euro al mese” ?? … MORALE: perchè cavolo pretendete ancora che il sistema si “riformi” DENTRO al sistema stesso ??? Come pretendete del resto di poter agire FUORI del sistema, in uno “spazio altro” che semplicemente non esiste ??? Siete ( siamo ) fottuti, questa è la verità …

  • Georgejefferson

    Fino a che il tiranno non verra a prenderti,o farti morir di fame o guerra…al pari degli Altri tiranni citati

  • youkai

    siamo in due

  • cirano60

    Bisogna avere proprio la faccia come il c…., come ..proprio uno di quelli che ebbe le mani in pasta nell’affare 11/9 insieme ad altri compari, si mette a filosofare.
    Il signor Rumsfeld le cose le sapeva in anticipo!

  • toolleeo

    “siete” o “siamo” fa una bella differenza nel valutare quanto da te dichiarato… 😉

  • Mondart

    “Siamo” per classe sociale; “siete” perchè personalmente ho perso da tempo l’ illusione che le cose possano cambiare ed evolvere, se non nell’ ennesimo travestimento che servirà al sistema stesso per riciclarsi e ripartire.

  • Mondart

    Così, tra il serio e il faceto, contrappongo all’ articolo di testa questo mio “Vasco e il discografico: la teoria del complotto spiegata agli accademici”:
    http://mon-dart.blogspot.it/2012/06/vasco-e-il-discografico-la-teoria-del.html

  • cardisem

    Non ho molto tempo e pazienza. Ho letto rapidamente e il testo dell’articolo e i commenti che ne sono stati scritti. Colgo l’occasione per dire la mia al riguardo. Non amo il termine “complottismo” e diffido di chi l’ha coniato e di chi ne fa uso. Ogni persona che ha buona formazione e solida cultura sa fare uso della ragione per distinguere ciò che sa essere vero, certo, provato, probabile e ciò che non lo è. Chi ha questo tipo di formazione non fa lui di mestiere il “complottista” e non ha bisogno di usare questa terminologia. In una trasmissione televisiva, dove fra gli altri ricordo che vi erano Giulietto Chiesa ed il “Professore” – mi vergogno di appartenere a questa corporazione – che nel caso era Sartori, che bazzica volentieri nei circoli partitici… Ciò che attrasse la mia attenzione e mi impressionò fortemente, non erano le accuse di un certo complottismo, più o meno velato, che venivano fatte a Giulietto Chiesa (si parlava di attentato alle Torri Gemelle o della strana uccisione di Bin Laden, con il corpo subito gettato in mare), ma la chiara affermazione fatta da taluni secondo cui la Verità ovvero la Versione dei fatti fornita da una Autorità (in questo caso il Presidente degli USA) non può essere messa in dubbio. Deve essere cioè come un dato certo da cui partire. Essere “complottisti” significa in pratica non credere a ciò che il Presidente o l’Autorità di turno dice. Ebbene, se così è, io mi riconosco orgogliosamente “complottista”, ma non uso questo termine che non mi appartiene per le ragioni sopra dette. Del resto, non si dimentichi che già Platone ammetteva l’uso della menzogna da parte di chi governa, anche se il suo scopo restava il perseguimento del Bene, e non certo la realizzazione del male… Ma erano altri tempi ed altro è il contesto. Altra considerazione da fare è che chi dispone del potere dispone anche di tutti i mezzi di informazione e di formazione dei giudizi dei sottoposti e governati. Chi ha il potere ama poi l’ombra, ama circondarsi di alti muri, viaggia in aerei privati, è distaccato dal volgo, che magari ama apparire in televisione e crede di esistere solo se appare e se tutti sanno di lui…. Insomma, la ricerca della “verità” è cosa quanto mai difficile e non bisogna diffamare in nessun modo, anche chiamandoli “complottisti”, quanti si accingono a questa impresa… Se siamo noi più bravi di loro, sapremo individuare i loro limiti, la loro mancanza di prove… e siamo tenuti a dirlo e provarlo loro, non a diffamarli…

  • GioCo

    Articolo apparentemene chiaro e equilibrato, tuttavia nella migliore delle ipotesi privo di buon senso, perché fissa i termini con cui si dovrebbe vedere la realtà.
    Cosa vuol far capire a chi? So che la visione del “[…] conflitto dove gruppi e singoli cercano di perseguire scopi a volte paralleli e a volte divergenti […]” è cara a quanti cercano di sfilarsi via l’etichetta complottista, è cioè un modo per continuare a indagare sulla realtà senza dover ostentare la ricerca di un complotto a tutti i costi.
    Ma è una questione di lana caprina che riguarda il potere e la sua gestione. Un po’ come dire, seguendo la scia delle scie chimiche, che coloro che fanno ricerca indipendente per non essere ricoperti di ridicolo su questioni come contrail-chemtrail, cercassero di dire che non esistono ne le scie di consensa ne quelle chimiche. Voglio dire, che le posizioni di mezzo vanno bene, ma devono comunque attenersi ai fatti.
    I fatti ci narrano di una situazione che non può essere ridotta all’ipotesi dell’articolo. Il problema è il punto di vista che se orientato verso il gruppo, rappresenta ovviamente interessi di parte (vedi la mafia ad esempio, che in italia è già di per se divisa in tre a seconda del territorio). Quando ci concentramo invece sull’obbiettivo, le cose cambiano. Ad esempio è ovvio che due multinazionali, ad esempio Monsanto e Syngenta, si faranno la guerra per erodersi a vicenda fette di mercato, ma è altrettando ovvio che entrambe saranno sodali nel promuovere con ogni mezzo l’OGM, anche senza reciproco accordo.
    Ora guardiamo la storia. Dai Romani, al terzo Reich, ogni gruppo di potere che ha fatto la storia ha rappresentato il tentativo di conquista del mondo, intenso in senso politico, sociale, militare e ovviamente economico. Al loro interno questi poteri non hanno riunito gruppi compatti (basta ricordare l’accoltellamento di Cesare all’epoca di Roma) ma l’obbiettivo di ognuno di essi è stato esclusivamente sempre e solo quello di accumulare potere, con ogni mezzo possibile, finchè gli eventi e le strategie lo hanno permesso.
    Ora, cosa cambia dal passato a oggi? Assolutamente niente, se si omette la teconlogia. Ciò che prima, per i gruppi di potere, era semplicemente impensabile, come ad esempio interconnettere economicamente l’intero pianeta a un network economico globale, oggi è già realtà. Mi sembra veramente da dementi confutare che chi ha i bottoni di quel network ha in mano i destini del pianeta, con un potere decisionale che non si è mai visto in diecimila anni a questa parte. Allora? Di che stiamo parlando? Del nuovo ordine mondiale?
    Forse, oppure potremmo chiamarla “La Gang dei Master of the Universe”, o pippo-pluto e paperino, chissenefrega, tanto hanno nomi e congnomi, e sappiamo benissimo che come la mafia, si fanno la guerra tra loro. La differenza tra il passato e oggi è solo la tecnologia con cui lo fanno. Una tecnologia così devastante e orrenda che può tranquillamente surclassare tutte le fantasie Orwelliane che ci possono sfiorare la testa, ed è palese che sia usata massicciamente, per i soliti vecchi scopi, di controllo sociale, militare, bla bla bla.
    Però mi fa davvero inc…re di brutto quando escono articoli così, che anche con le migliori intenzioni finiscono spesso per confondere chi non ha ancora una robusta consapevolezza circa la situzione in cui ci troviamo. Le questioni urgentissime ed estremamente gravi che siamo chiamati a comprendere a stretto giro ci obbligano a fare molta attenzione! Abbiamo di fronte prospettive “leggere” come stream di crisi economiche persistenti e fasulle planetarie, dissesti climatici e irdogeologici associabili alla geoingegneria, inquinamenti massivi e territorialmente estesi di nanoparticelle utili militarmente che avvelenano cibo, aria, acqua, nuove armi a energia diretta che negli utilizzi più banali sono in grado di abbrustolirti dall’interno, la questione Iraniana e la prospettiva concreta di una terza guerra mondiale … Mi fermo qui per non adare fuori tema …

  • Tonguessy

    Mi permetto di osservare che si tratta di scegliere se rimanere nella melma oppure rischiare. Come osservi non è detto che vada bene. D’altra parte a rimanere così come siamo va decisamente male. Io preferisco rischiare.

  • ws

    il complottismo. Il significato generico di questa parola è la tendenza a vedere nella realtà disegni e trame oscure

    il “significato generico” di questo termine e’ indurre irrisione e disprezzo sulla “la tendenza a vedere nella realtà disegni e trame oscure ” e averne fatta premessa rende del tutto inutile leggere il resto di questo articolo.

    di “antiKomplottismo” ( con la K e’ piu’ figo :-)) e’ gia’ pieno l’ intero mondo massmerdiatico ….

  • nuovaera89

    La risposta sta nel mezzo, sicuramente non negli estremi, il complottismo a dei fondi di verità, questo è inconfutabile, poi c’è qualcuno che ne approfitta realizzando teorie di per se stupide e miserie (leggevo blog dove parlavano di Bush rettiliano degli alieni che dominano il mondo ecc ecc).
    Bisogna sempre guardare la doppia faccia della medaglia, in qualsiasi cosa, nel complottismo ma in altri argomenti e materie come la scienza, la religione, il paranormale, la fisica ecc ecc, mai prendere questi e altri argomenti con eccessiva credulità e scetticismo, ho imparato che dagli estremi non ricavi nulla, nel mezzo invece puoi ricavare qualcosa.

  • Vocenellanotte

    Un bravo criminologo non avrebbe difficolta’ a entrare nel merito. Si cerca sempre il movente per spiegare un qualcosa o, nella peggiore delle ipotesi, ci si domanda “Cui prodest?”.
    L’unica cosa saggia di questo articolo e’ che riconosce ai sedicenti “complottisti”, una maggiore richiesta di informazione (e di verita’). La storia la fanno i fatti e non le parole, e men che meno la dietrologia (intesa come studio di quello che c’e’ dietro).

  • Mondart

    A mio avviso non si riduce ad una questione così semplice … è che ( e lo dico dopo una lunga analisi di correnti e persone, e dopo averci sempre preso fin dalla prima impressione ) TUTTE le vie del dissenso sono saturate dal sistema stesso.

    Poi intendiamoci: l’ Euro dovrà in qualche modo cadere, le banche dovranno essere ridotte di numero, ma questo non è altro che la dinamica successiva dello stesso sistema, che deve in qualche modo togliere di mezzo aspiratori economici oggi a lui ( èlite ) necessari, ma domani non più … Domani ancora lo stesso sistema ( èlite ) per primo, ancor prima della base sacrificabile, necessiterà di un rinato ciclo di sviluppo ( intendi “premessa al futuro sfruttamento” dell’ èlite ). Una simile direzione sarà quindi ricercata e favorita, ma sarà totalmente impedito, tanto per dirne una, ogni concreto ritorno all’ autonomia nazionale, come alla sovranità monetaria …

    In una parola: il sistema stesso, attraverso i suoi intellettuali e creratori d’ opinione, attraverso la catalizzazione del dissenso attuale e la sua riconversione, presenterà l’ “alternativa percorribile”, a sè stesso, camuffandola abilmente da “ALTRO” da sè. Questa è la “ciclicità introdotta dai mercanti” di cui ti parlavo in altro commento, invertendo le tue osservazioni: LINEARE era, per esempio, il sistema dogmatico-medievale che non a caso viene soppiantato con uno più consono ed estremamente più subdolo … psicologia da mercanti, appunto.

    Che dire … personalmente mi auguro che esista un potere superiore ai mercanti stessi, e che li stia per ora sfruttando come volano ma che poi se ne distacchi … ( quelli che io definisco “gli architetti”, per esempio, che comunque detengono il potere superiore di convincere e muovere le masse, di creare quell’ Immaginario Collettivo senza il quale i mercanti, gli eserciti ecc. possono attaccarsi al dadaumpa … ) … Se effettivamente cominciasse a diffondersi una qualche ideologia veramente unificatrice al posto delle attuali 1000 dicotomie artatamente cavalcate per dividere le masse sulla sfumatura del fuxia, hai voglia i mercanti dove se lo possono ficcare …

    Ma tale potere è detenuto talmente in alto che io lo considero appunto il “vero potere” per dirla alla Barnard, e non sta certo nelle nostre mani … Mi auguro quindi che avvenga al più presto il divorzio di questa “strana coppia” che da troppo tempo procede a braccetto, e che la Storia dell’ umanità possa finalmente trovare uno sbocco da questa giostra infernale in cui è stata costretta.

  • Tonguessy

    quell’ Immaginario Collettivo senza il quale i mercanti, gli eserciti ecc. possono attaccarsi al dadaumpa …

    Ecco, appunto. Il fatto è che quell’immaginario collettivo così sapientemente manipolato dai media (Hollywood in testa) sta mostrando la corda alla prova del tempo. Pensa agli eroi tipo spiderman, batman etc che sono afflitti da una serie di ripensamenti che li rendono molto più umani di, per dire, Rambo.
    Questo è il vero problema già sottolineato da, ad esempio, Baudrillard.
    Ci sono, è vero, masse ancora manipolate ma al contempo sta crescendo esponenzialmente il numero ed il valore di persone che hanno abiurato il metasogno modernista insito nell’immaginario collettivo che citi. Guardati attorno: stiamo sostenendo questa modernità senza crederci più. E’ solo inerzia quella che sostiene il volano attuale (quindi il “vero potere” se vuoi). Prima o dopo il volano si fermerà. Si tratterà quindi di vedere se quel giorno gli insoddisfatti avranno prodotto un piano politico ed emotivo (immaginario collettivo) alternativo credibile oppure ancora una volta si saranno fatti fregare dalle elites che, magari al fotofinish, sapranno riproporre un sogno nuovo condito da qualche dato interessante. Per loro, s’intende. L’antica lotta tra il Bene ed il Male (nostri).

  • cardisem

    Ma cosa vuol dire stare nel mezzo? E perché si deve stare nel mezzo anziché il qualsiasi altro luogo si ritenga di voler e di dover stare? Ed a chi compete la ricerca della verità?… L’argomentazione non mi sembra persuasiva e non mi pare tenga conto delle argomentazioni già svolte…

  • cardisem

    Una “maggiore richiesta di informazione” fatta da chi ed a chi? Ricordo, ad una presentazione del libro Zero cone Giulietto Presente, il quale diceva: noi non sappiamo la verità, vogliamo la verità. Io intervenni dicendo: ma caro Giulietto, se quelli che devono darti la verità, sono gli stessi che l’hanno occultata, tu la verità la verità non l’avrai mai. Giulietto sorrise. Rispose un altro che credo fosse uno degli autori del libro Zero. Se capii la sua risposta, lui diceva che la domanda era puramente retorica, giacchè chi poneva la domanda, in realtà conosceva anche la risposta….

  • andyconti

    I complotti non esistono, l’ “accordo o piano riservato condiviso da determinate persone per raggiungere uno o più fini (un determinato assetto geopolitico, un cambiamento istituzionale, o anche semplicemente potere o denaro)” e’ la prassi normale della politica. Non esiste il complottismo, esiste invece la controinformazione, che serve a pochi solo per consolarsi dal vivere in un mondo di pecore.

  • Georgejefferson

    VISIONE 1…Da Democrito

    Essere il signore di una determinata area significa qualcosa in più che esserne il proprietario, significa avere diritto di vita, di morte e di sfruttamento di qualunque cosa, persona o animale che si trovi in quell’area. Il sovrano fa ciò che vuole, senza dover rendere conto a nessuno di ciò che fa o di quello che decide. Questo concetto venne espresso in modo compiuto dalla famosa frase di Luigi XIV quando disse: Lo Stato sono Io. Lui era il Re, il Sovrano, e quindi a lui si rifacevano la somma delle istituzioni e i poteri della nazione.Il salto di civiltà provato timidamente negli ultimi secoli e’ stato quello di cercare come unica legittimazione di sovranità…quella rappresentante gli interessi di tutti,come ricerca di una vera democrazia da attuare a piccoli passi insieme alla ricerca crescente di livello civile e culturale delle masse opportunamente stimolate al pensiero autonomo,solidale e responsabile.

    È evidente che la ricchezza di un paese sia direttamente proporzionale alla sua capacità di produrre dei beni e a quella di saperli scambiare. Per rendere possibile lo scambio dei beni, lo stato sovrano inventa una unità di misura che faccia da mediatore tra compratore ed acquirente. Il denaro è quindi un unità di valore nominale, non di valore reale (questo concetto è fondamentale), che rappresenta un debito che lo stato ha nei confronti di se stesso. Tutto il denaro non è altro che una rappresentazione di un debito dello Stato.Una volta inventato il denaro, lo stato sovrano si ritrova davanti una serie di problemi.
    In primo luogo occorre che i cittadini accettino di scambiare i loro beni con la moneta emessa dallo stato sovrano, in secondo luogo è necessario avere uno strumento di controllo e di moderazione del mercato, con lo scopo di mantenere l’ordine sociale e di equilibrare il rapporto armonico e di collaborazione fra i cittadini, i quali devono essere soggetti alla sovranità dello stato.

    Lo strumento per conseguire questi risultati sono le tasse.I cittadini sono costretti ad accettare la moneta nazionale come unità di scambio, perché su ogni transazione commerciale viene imposta una tassa che lo stato accetta solo se espressa in moneta nazionale, il che comporta che la transazione debba necessariamente avvenire utilizzando quella valuta e non altre forme di pagamento.
    Lo stato sovrano, inoltre, emette nuova valuta per implementare gli investimenti produttivi, i quali però vanno controbilanciati da una crescente imposizione fiscale, per evitare che la forbice tra ricchi e poveri diventi insostenibile. Lo stato teoricamente non ha alcun interesse a favorire determinati ceti nel confronto con altri. L’unico interesse che ha è quello di esercitare la propria sovranità ed è ampiamente provato che questo è maggiormente agevolato da un clima di collaborazione sociale, piuttosto che da un clima di scontro di classe.

    Bene, questo in teoria. In pratica assistiamo ad un tentativo di occupazione dello stato da parte di un’oligarchia, il cui scopo è quello di togliere sovranità agli stati a suffragio universale, per appropriarsene. Questo fenomeno è noto con il nome di deregulation, ovvero la dismissione dell’intervento dello stato nel mercato, a partire dalla rinuncia alla sovranità monetaria. Lo stato non più sovrano, non essendo più il proprietario della moneta, deve chiederla a prestito dai mercati, a cui dovrà poi restituirla e la può restituire solo imponendo tasse sempre più alte ai propri cittadini.Ma l’aumento delle tasse provoca una recessione delle attività produttive, attraverso la carenza di liquidità, nonché un calo dei consumi, che provoca nuova recessione, nuova disoccupazione, calo ulteriore dei consumi e nuova recessione. Il tentativo dei governi di tamponare questo circolo vizioso stratassando i lavoratori e lasciando immuni le classi più abbienti, nella speranza che queste investano in attività produttive che creino occupazione, quindi facciano ripartire i consumi e creino le condizioni di nuova crescita, è quanto di più stupido, ridicolo e inetto si possa immaginare. Non solo non succede, ma in questo modo si crea un clima di indignazione tra quelli che le tasse le pagano, nei confronti degli evasori, alimentando il disordine sociale, già gravemente compromesso dalla perdita del reddito e dai sempre più pressanti problemi di sopravvivenza che investono intere categorie sociali.
    A quelli che hanno avuto la pazienza di leggere fino questo punto devo ancora dire una cosa.

    Non dobbiamo pero pensare che l’oligarchia che ha architettato tutto questo sia contro lo stato in senso lato e la sua sovranità. Al contrario essi sono schierati nel costruire uno stato forte e tirannico. Il loro accanimento per demolire la sovranità dello stato a suffragio universale(anche se ancora lontano dalla vera democrazia) deriva solo dalla volontà di occupazione delle istituzioni stesse e dopo che questo sarà avvenuto completamente si formeranno le condizioni di un nuovo ordine sociale di tipo dittatoriale e la sovranità nazionale sarà ripristinata in maniera ancora più forte e autoritaria.Si tratta di un colpo di stato globale, di riportare la sovranità degli stati alla condizione precedente la rivoluzione francese.

  • Georgejefferson

    Visione 2…da Gattocottero,(Barnard mmt)

    Il sistema economico contemporaneo è il sistema economico capitalista. Prima di esso vigeva il sistema economico feudale. Perché si è passati da un sistema all’altro? Per il fatto che una nuova classe produttiva – i borghesi – ha progressivamente imposto il proprio modello economico e di sviluppo.
    Questa trasformazione è rappresentata plasticamente in una data: 1789. Ossia con la rivoluzione francese.
    Prima comandava l’Ancien Régime, ossia la nobiltà feudale, poi comandò la borghesia capitalista, cioè quella che oggi chiameremmo imprenditori e liberi professionisti.

    Il ventesimo secolo vide l’ascesa di un’altra classe: il proletariato.

    Il proletariato, che stava veramente in condizioni miserrime, incomincia una lotta senza quartiere per il riconoscimento dei suoi diritti. Nasce il comunismo che partendo dalla rivoluzione bolscevica del 1917 arriva poco a poco a essere il sistema economico su cui metà del mondo era basato.

    Ora quindi abbiamo tratteggiato l’esistema di tre sistemi economici:

    1) il feudalesimo
    2) il capitalismo
    3) il comunismo, o economia di piano

    Alla fine, però, ha vinto il capitalismo. Perché? Perché gli altri due sistemi, feudalesimo e comunismo, TI BUTTANO A TERRA LA PRODUZIONE.

    Questo è un problema molto grave che sia feudalesimo sia comunismo hanno. Notare che la ricchezza di uno Stato è data dalla produzione nazionale.

    Al vertice c’è LO STATO.

    Sotto lo Stato c’è IL SISTEMA BANCARIO COMMERCIALE.

    Sotto il sistema bancario commerciale ci sono LE IMPRESE

    Alla base della piramide vi sono I SALARIATI e le loro famiglie.

    Notare che essendo i salariati numericamente soverchianti rispetto a tutte le altre classi messe assieme, in un sistema democratico si presume che essi abbiano una capacità di controllo sullo Stato attraverso elezioni, referendum etc.

    Si presume.

    In tale caso la piramide diventa effettivamente un circuito, in quanto il salariati controllano (o, meglio, controllerebbero) lo Stato.

    Questo tutto in teoria, ovviamente.

    Adesso vediamo cosa è accaduto dopo la seconda guerra mondiale, con particolare riferimento all’Italia.

    Tra salariati e imprenditori si creò nel corso dei decenni una contrapposizione alimentata anche da scioperi, rivendicazioni sindacali etc… Si è quindi creata questa divisione politica: parte dei salariati a sinistra imprenditori e artigiani a destra uniti con parte dei salariati. A questo punto, con operai a sinistra e imprenditori a destra, chi è che era lì a fregarsi le mani?
    LE BANCHE.Ai banchieri la contrapposizione tra operai e imprenditori apriva amplissimi spazi di manovra. Spazi che le banche hanno usato estensivamente. Tra salariati e imprenditori si creò nel corso dei decenni una contrapposizione alimentata anche da scioperi, rivendicazioni sindacali etc…

    Si è quindi creata questa divisione politica:
    parte dei salariati a sinistra
    imprenditori e artigiani a destra uniti con parte dei salariati.

    A questo punto, con operai a sinistra e imprenditori a destra, chi è che era lì a fregarsi le mani?

    LE BANCHE!!! Ai banchieri la contrapposizione tra operai e imprenditori apriva amplissimi spazi di manovra. Spazi che le banche hanno usato estensivamente.

    Per questo parlare di sinistra e di destra è a mio avviso FUORVIANTE. Perché nel disinteresse generale LE BANCHE HANNO PRESO IL CONTROLLO SIA DELLA SINISTRA SIA DELLA DESTRA!!!

    Mentre gli operai si beccavano con gli imprenditori, le banche hanno avuto il campo libero!!!

    ATTENZIONE: COSA SONO NEL MONDO MODERNO I BANCHIERI? SONO NEI FATTI LA DIRETTA DISCENDENZA DELLA NOBILTA’ FEUDALE DURANTE L’ANCIEN RÉGIME!!!

    In pratica le banche hanno usato i salariati come grimaldello contro gli imprenditori perché la borghesia imprenditoriale era stata quella che aveva scalzato l’Ancien Régime!!!

    Ora, come fare per uscire da questo disastro?

    Béh, prima di tutto bisogna agire sul lato accademico. Perché i banchieri non sarebbero mai riusciti a fare quello che hanno fatto, ossia tentare di farci tutti ripiombare nel SISTEMA FEUDALE, se essi non avessero avuto una copertura accademica.

  • nuovaera89

    Vuol dire affrontare determinati argomenti con il proprio cervello senza cadere nel tranello dell’estremismo, almeno io la vedo così 🙂

  • Georgejefferson

    Visione 3…ANONIMO

    La cultura, la civilta’, gli ideali sono avvenimenti purtroppo recenti.
    La necessita’/possibilita’ di formazione di gruppi di individui con piu’ di qualche decina di elementi, in cui le persone non sono legate da diretti vincoli di parentela e/o mutua dipendenza, ma da piu’ astratti obblighi sociali-economici sembra risalere alla scoperta dell’agricoltura,10000 anni fa.Il superamento del concetto di citta’ stato e la formazione di un abbozzo di identita’ nazionale sembra risalga al massimo a 5000 anni fa.

    Tutto questo a fronte di istinti di individualita’, prevaricazione, aggressivita’ che si sono sviluppati nel corso di centinaia di milioni di anni di evoluzione biologica. E soprattuto, cosa fondamentale, questi istinti si sono sviluppati perche’ davano un vantaggio nella lotta alla sopravvivenza. E quindi erano ‘buoni’.

    “Improvvisamente” questi sono diventati “cattivi”.

    Trovare il giusto bilancio tra l’esigenze degli individui,
    della societa’ e della specie e’ un’impresa ardua.
    Condivido la sua speranza, ma purtroppo anche una forte sfiducia in questo rinnovamento dal basso, appunto perche’ richiede di vincere istinti innati, che riguardano il “qui e ora”, a favore di una razionalita’ che guarda al lungo termine .

  • mincuo

    Il capitalismo non è un’ideologia, è uno strumento. Come la lavatrice o il ferro da stiro.

    -Il Liberismo o liberalismo (solo qui nel nostro cortiletto di casa Croce e Einaudi hanno impiantato una polemichetta, ma fuori di qui non ti capiscono) è un’ideologia (buona). Ma non è mai esistito.
    -Il Comunismo è un’ìdeologia (buona). Ma non è mai esistito

    Sono esistiti solo i monopolismi, e le oligarchie. E basta.
    Sono esistiti invece ed esistono un sacco di furbacchioni, o di finti tonti, che in compenso ci provano sempre a mescolare le cose.

  • Jor-el

    La tecnologia ha fornito al potere i mezzi di spiare e schedare intere popolazioni, di raccogliere dati sulle abitudini di milioni di individui, di analizzare e di relazionare tutte queste informazioni. Inoltre, la tecnologia ha dato modo alle oligarchie economiche di creare vaste reti di relazioni da utilizzare per realizzare progetti sempre più pazzeschi. L’altra faccia della medaglia è che non sempre è possibile mantenere segrete tutte queste informazioni. Da qui la necessità di screditare quei pochi che hanno il brutto vizio di ficcare il naso dove non dovrebbero. L’accusa di “complottismo” serve proprio a questo.