“Scoprire se stessi è una scelta di fedeltà" (Intervista a Massimo Fini)
Commenti (27)
Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.
Accedi per commentare Registrati
Mostra commenti 27 caricati
-
-
L'intervista è bella perchè pone diversi quesiti su cui ragionare, chiedo venia a Fini ed anche all'intervistatore, non è mio intento svilire il testo........semmai aggiungere un ulteriore punto di riflessione.....perchè due amici dopo 4 bicchieri di vino ed un bicchierino di mirto (necessari per liberarsi dai tabù), finiscono inesorabilmente a parlare di donne ? da giovani di donne e f..., da "vecchi" di donne e filosofia........siamo così certi che passiamo la vita a cercare di capire chi siamo ed a cercare di elevarci filosoficamente e spiritualmente ?........non è che alla fine sappiamo benissimo chi siamo e cosa ci stiamo a fare su questa terra?
-
-
-
Fini si è fumato il cervello, sta ancora a cercare qualche formula, manco la vita la si possa definire con delle formule, sulle donne, sugli occidentali e sulle religioni mi pare abbia in testa una confusione pazzesca, possibile che alla sua età non abbia ancora realizzato che tutto quello che pensa e che dice è solo frutto del lavorio della sua rete neurale, e che è anche possibile che l'uomo non abbia alcuna possibiltà, dati i suoi limiti sensoriali, di potere accedere integralmente ad ogni forma del cosmo? e che quindi le fantasticherie di cui l'uomo si nutre valgono solo qui ed ora, individualmente, mentre il cosmo è un flusso costante dove tutto scorre, così come l'uomo insieme al suo sogno? ci sono più cose nel cosmo di quante l'uomo riuscirà mai ad immaginare, nell'intero ciclo che va dalla nascita della specie umana fino alla sua totale estinzione, quando l'uomo finirà con lui finirà anche qualsiasi cosa abbia pensato o ipotizzato, persino l'ego ipertrofico che lo ha portato a definirsi ad immagine e somiglianza del creatore del cosmo, quanto spreco.
-
-
-
Ho enormi riserve verso il concetto di "Occidente", ma anche assumendo il suo utilizzo più banale, UE più USA, affermare che l'Occidente, in mancanza di valori forti, sia destinato a farsi sottomettere, nel momento in cui l'Occidente vorrebbe stuprare non solo l'intero mondo non occidentale, ma anche parte di se stesso, mi richiama alla mente il dopo pranzo del coccodrillo. Il paragrafo sulle donne, con l'imbecille affermazione sulle donne che bramano la sottomissione, una sorta di islamismo naturale della donna, rivela come Fini sia la fase digestiva del pensiero liberale.
-
-
-
Fini indica che per scoprire sè stessi sia necessario un viaggio dentro si sé. E’ necessario ma non sufficiente. Il ‘sè’ si costituisce a partire dalla relazione col mondo esterno e ‘scoprirlo’ puo’ portare solo a Laing, ovvero ad un sè eternamente rifratto dall’esperienza che altri prova nei nostri confronti. Dunque, secondo i Maestri buddisti, non è il ‘sè’ che va cercato, in quanto il sè in questa accezione è solo l’ ego ‘profondo’, spesso confuso con l’ 'anima’ che le religioni tradizionali pongono a saccello della parte piu’ veridica abitante il 'foro interiore’: ma anche questa è ‘mediata’, è proiezione di un interno/esterno già socializzato ab imis, ne è la veste che ci accompagna dopo la morte ma si spegne col nuovo corpo. Insomma, nella ricerca che Fini adombra è sempre il vecchio ‘ego’ che sotto mutate spoglie fa capolino ovunque, proiettato nell’esteriorità o rifratto all’interno dell’uomo occidentale, talmente innamorato di sè che non capisce che cerca quello che ha già: e che non lo soddisfa, nè lo puo’. La saggezza viene quando si intuisce che questo aspetto del ‘sè’ non è individuo ma comune a tutti, declinato in infinite forme ma eppero’ unico: ed eterno e condiviso col Creato. E’ l’Anima Universale.
-
L'errore di Fini è quello comune a tutta la psicologia occidentale: sostituire la propria identità "falsa" con una identità "vera". Creare quindi un Ego positivo e costruttivo che sostituisca l'Ego malato e autodistruttivo.
Il buddhismo, ma anche lo yoga, al contrario pongono come fine la distruzione totale dell'Ego, dell'identità, delle etichette che la società e noi stessi ci appiccichiamo addosso. Passare da identificarsi nel cristianesimo ad identificarsi nell'islam è solo indossare una nuova maschera, una nuova identità dietro cui nascondere "il divino che è in noi".
-
-
-
Donna e uomo, diversi o uguali? Arcano mistero che alcuni (Maometto) hanno risolto facendo indossare un velo. Quindi Maometto era un genio o uno stupido? Pensarsi più intelligenti di Maometto è tanta roba....
-
-
-
Fini fa un po' il casino delle femministe, secondo le quali le donne sono libere sia quando mostrano le tette a sprezzo degli sguardi del maschio sia quando si mettono il burka per fuggire alla loro vista.
Il problema è che non è con gli abiti che trovi te stesso. Né confacendosi a modelli di vita preconfezionati.Asserire che per una donna mettere il burka significa buttare via la maschera e mostrare sé stesse è un ossimoro grottesco e risibile!!!
-
-
-
Fini dà sempre spunti interessanti. In questa piccola intervista ci sarebbero montagne di argomenti, che meritano enormi approfondimenti. E un blog è uno spazio ristretto. La tastiera dopo un po' stanca.
-
-
-
Fini dimostra chiaramente in questa intervista il limite della sua cultura, che è quella sessantottesca, e della sua comprensione per l'islam, che non conosce affatto. Non è una colpa perchè dell'islam non se ne parla da nessuna parte, per paura o per ignoranza, per cui uno può rimanere colpito dall'esotismo e dal fascino della diversità anche senza capire di cosa si tratta.
-Il velo per l'islam è una prescrizione religiosa. Sarebbe come il crocefisso portato al collo. Non ha niente a che vedere con il desiderio di celarsi. In Turchia c'è stata una discussione durata decenni perchè i militari laici non accettavano il velo che invece è stato reimposto dai religiosi.
-La sottomissione della donna nell'islam è prevista nel Corano ed è regolata nel diritto (ad esempio la testimonianza della donna in un processo vale la metà di quella di un uomo, l'eredita che le spetta è la metà di quella dell'uomo ecc. ecc.) anche quì non ha niente a che vedere con preferenze sessuali.
-Lamentarsi della crisi demografica e della fine del matrimonio dopo aver osannato la pillola e il carpe diem mi sembra una delle tante contraddizioni insanabili della cultura sessantottesca di cui credo Fini sia un esponente. Pensare che persino la Bonino si lamenta della crisi demografica!
-Il disfattismo e il fatalismo con il quale si commenta la diffusione dell'islam in Europa, è parte di quella distruzione delle identità e dei valori cominciata dalla fine della seconda guerra mondiale. Se la civiltà europea è im declino e in via di setinzione non lo è per ineluttabilità ma per disegno e volontà di coloro che hanno portato avanti questo programma criminale. Fa ben sperare il fatto che a partire dall'Est Europa (e dalla ex DDR) i movimenti anti islamici e per un totale divieto dell'islam sono sorti spontaneamente, a volte contro il volere della chiesa cristiana.
-Quanto alla morte di Dio, che cosa propone Fini : abbandonare l'illuminismo e la concezione cristiana di Dio padre per abbracciare il Dio padrone dell'islam? -
Sottoscrivo.
-
Il sessantotto... è tutto un sacco bbello dai... italiani, mussulmani, indiani, sioux, cheyenne, siamo tutti fratelli... eddai, fai girare il calumet e il mirto, non tenerlo tutto per te!
-
-
-
Dice che la filosofia non dà risposte mentre la religione sí.
Perché re-ligione viene da re-ligo e significa legare bene insieme.
Ossia la re-ligio è "senso di appartenenza" puro, sentito immediatamente (quindi da tutti) e non mediato da una comprensione "logico" (riservata ad alcuni).
L'unica risposta che cerchiamo è un senso di appartenenza o di comunità.
Ma la religione è qualcosa di altri tempi, si trova a disagio contro la nuova religione del mercato. Dio, in Nietzsche, muore "al mercato".Occorre creare una nuova re-ligio che si fondi su un'idea di società plurale, in cui il potere non sia "centrale che si centralizza progressivamente sempre più" (esattamente come stanno facendo i capitali).
Se è vero affidarsi a una religione monoteistica non mi sembra una soluzione anzi, forse per risolvere il problema si sta ricorrendo a quella che è stata la causa principale.Se intanto si cominciasse col ripensare la figura del leader e di leadership sia in politica che sul lavoro, che è la cosa più semplice e rapida, sarebbe un buon passo iniziale.
-
Il mercato è luogo di tensione, non di comunione. Perché nel mercato i valori sono la concorrenza e l'imbroglio, non collaborazione e sincerità.
-
-
-
La spiritualità nell'Islam, almeno quello che intendiamo nel mondo "Cristiano" è totalmente falsa. Non v'è nel Corano alcuna domanda, nè tantomeno alcuna risposta, al senso della vita, ma solo precetti e azioni/reazioni meccanicistiche. Fare credere il contrario è bieca propaganda. Allah si consustanzia nella sua magnanimità, grandezza, bontà, verità, gloria, verso i fedeli, in modo fermo e assoluto e non lascia spazio a nessuna interpretazione. L'esegesi del Corano è praticamente un esercizio di fede e basta. Nell'intervista si capisce perfettamente che questa ricerca di spiritualità si esaurisce nella adesione a costumi esteriori. E se questa me la chiamate spiritualità . . .
Peraltro anche il cristianesimo è falsamente spirituale, in quanto mette l'uomo al centro della vita, la qual cosa è vera solo relativamente al fatto che esso si interroga sul senso della vita per dargli una risposta di "parte". L'uomo nell'universo vale meno di niente e la superbia di credersi l'unico depositario della verità è veramente patetica. I disastri che abbiamo creato al pianeta che ci ospita la dice lunga sul cristianesimo.
Non posso concludere se non per dire che pure il giudaismo non ha niente di spirituale, anzi è odioso perché a priori attribuisce ad alcuni una divinità significante e ad altri no. -
Concordo. L'islam offre certezze, non dubbi, ti deresponsabilizza sulle tue scelte di vita, ecco perché alle menti deboli piace.
Ma non tutte le religioni alternative al cristianesimo sono così.
Storia diversa sono il buddhismo (soprattutto nella tradizione indocinese) e la filosofia yoga (Patanjali) il cui fulcro è la ricerca del senso della vita e l'eliminazione di ciò che crea sofferenza.
-
-
-
Il primo valore occidentale è che i salafiti andrebbero messi fuori legge. Per ogni donna che volontariamente mette il velo per nascondersi agli sguardi maschili ce ne sono almeno 1000 che indossano gli shorts per esibirsi agli stessi sguardi. Non ci sarà nessuna europa islamica ma semplicemente un brodo primordiale caotico in cui ogni sistema ideologico/religioso sarà assorbito, parcellizzato e neutralizzato. Bisogna anche finirla di parlare di islam in generale, ma occorre iniziare a distinguere tra sunniti, sciiti, salafiti e wahabiti. Nessuna confraternita sufi ha mai organizzato attentati.
-
-
-
QUIZ
Fini in questo articolo parla di Nietzsche che profetizza la morte di Dio.
Nella Gaia Scienza è l'Uomo Folle ad annunciare la morte di Dio.
Domanda: dove si trova L'Uomo Folle quando fa il suo annuncio?
-
Al mercato?
-
Breeevo.
Se lo hai letto bravo, se ci sei arrivato per intuito bravo tre volte.Vedi che Federico era pazzo ma non era scemo.
-
-
-
To'...si è avvicinato all'indicibile...
-
Forse bisogna andare ancora al passo dove zoppica, quando riduce il piacere sessuale di uomo e donna alla penetrazione.
Questo limite culturale della comprensione, condiziona tutte le nostre risposte razionali anche per quanto riguarda analisi e soluzione dei problemi.
Il piacere del corpo non è quello sessuale, o meglio questo no si traduce nella penetrazione, che è funzionale alla sola riproduzione.
Gli organi del piacere (vedi le così dette zone erogene) sono sparsi per tutto il corpo e quelli prossimi agli organi della riproduzione producono stimoli differenti solo per l'intensità, ma il vero appagamento deriva anche da altri stimoli (affetto, protezione, consolazione, comprensione etc.).
Saltando i passaggi si arriva al capo (nel forum articolo altrimenti la stessa riflessione) che per non essere castrante deve liberarsi da quello schema, comprendere il femminile senza negarlo.
Ci sono tantissime cose da investigare, il dubbio iniziale è relativo al meccanismo che induce quel modo di sentire (sesso solo come penetrazione e orgasmo) e come e da chi sia stato sfruttato a sua vantaggio (ho dei sospetti ma non voglio influenzare).
Sono dinamiche che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi, ma possiamo provare con un tema classico: chi ha vinto (ovvero tratto la maggior soddisfazione) la guerra di Troia? (c'azzecca più di quanto non si creda, ci sono tanti indizi stimolanti nel passato...) -
il sesso come penetrazione e come orgasmo è un "centralizzare" (reificare, oggettivare) il rapporto sessuale.
La società patriarcale tende alla centralizzazione o reificazione o oggettivazione di tutto: la persona diventa solo il suo io cosciente, il discorso sparisce diventando pura funzione del concetto che arriverà a generare, la società rinnega la propria pluralità e complessità subordinando la propria identità a quella del potere che la governa (e che essendo sempre più concentrato - centralizzato - è necessariamente dominio e sfruttamento), il sesso si concentra tutto nella penetrazione e nell'orgasmo - ovviamente come forme della dominazione che è tanto divertente ma oggi è diventata una mania con una inedita predilezione per la sodomizzazione che è oggetto di studio e di articoli di giornale.E immancabilmente l'attivita economica diventa esclusivamente..."profitto".
Profitto sempre più centralizzato a sua volta che quindi diventa solo guadagno in soldi.Come inevitabile conseguenza di questa reificazione tutto diventa merce.
Se ne esce solamente con nuove forme di collettivismo, non più quello di default delle culture primitive ma un "collettivisimo basato sulla partecipazione e consapevolezza diffuse".
Che però nascerà, anzi diventerà "comprensibile", solo dopo che si saranno diffusi dei nuovi "ideali" di ribellione e di ricostruzione.
Oggi siamo talmente lontani che se si affrontano questi argomenti non riesci nemmeno a far capire di cosa stai parlando.Ci si arriverà ma chissà quando...
-
Molto d'accordo, esponi le cose che penso arricchendole di altre informazioni e riflessioni.
Sempre per rimane all'interno del "gioco", cose ne pensi della famosa guerra che infiniti lutti addusse... a chi soprattutto? Potrebbe essere uno dei bandoli di questa matassa. -
Non avevo pensato alla guerra di Troia.
Che nesso ci vedi? -
Mi ha fatto pensare ad una guerra senza "cause" economiche, geografiche o politiche.
Una guerra per una donna, formalmente per ristabilire il giusto nei suoi affetti ma nella sostanza una celebrazione del suo potere.
I migliori uomini si sono uccisi per lei, migliaia di maschi trucidati solo per saper chi se la meritava, chi doveva essere il suo compagno.
Penso che per lei sia stata una grande soddisfazione e motivo di orgoglio, per la sua bellezza i migliori, gli eroi più forti hanno dato la vita oltre le loro lacrime e sofferenze.
Ha goduto più di tutti i quei dieci anni, altro che gli eroi e le loro gesta.
Le cantiamo le gesta e ci immedesimiamo negli eroi che ci fanno rivivere lo spirito ed il valore di quei duelli, di quegli scontri.
Ma occupati e presi da queste grandi celebrazioni non ci accorgiamo di chi ha diretto e dirigi i giochi, con quali strumenti e per quali obiettivi.
Ma come si dice, sono solo storie di tempi passati...
-
Visualizzati 27 di 27 commenti approvati.
Agni 12 giugno 2017
Per me i giovani europei ritroveranno le loro radici nella cultura classica, che viene osteggiata, censurata, distrutta. Sarebbe l'ora di ricominciare da Omero, Platone, Aristotele.
Tipheus 12 giugno 2017
Il commento migliore di tutti, complimenti.
La filosofia, in particolare, concepita non come un ragionamento progressivo verso la verità, ma come la costruzione di una metafisica a mio uso e consumo, è stata la porta di una strada che porta a segare il ramo sul quale siamo seduti. Naturalmente le radici non esauriscono tutto, si va avanti, guai ad essere passatisti.
Da Talete a Plotino, anzi ai Padri della Chiesa (specie greci, ormai dimenticati), il progresso del pensiero classico è unidirezionale, in senso sempre più neo-platonico. "Quella" filosofia, benché mai testo sacro, dava una risposta profonda e completa alla ricerca di senso dell'uomo.
Quella filosofia, insieme al diritto romano e al Nuovo Testamento, sono l'Europa, nel senso più vero che esiste.
E nel frattempo, accanto a quella filosofia prima, o globale, si erano gettati i semi (con Aristotele) di una filosofia seconda (o epistemologia propriamente) come avventura razionale a servizio della scienza. Il dramma dell'occidente è che questa filosofia "seconda" avrebbe conosciuto un progresso (che non disconosco di certo), fino a Kant, Popper e oltre, mentre la filosofia "prima", di impronta platonica, l'unica che poteva dare una risposta alla ricerca dell'Arché, è stata messa di lato e sempre di più.
E non è tutta colpa dell'Illuminismo o dei massoni. Ha cominciato la Chiesa Cattolica, a staccarsi dalla primitiva impostazione ortodosso-platonica, per abbracciare un razionalismo aristotelico che forse andava bene per il diritto o la fisica, ma non per la fede. La fede si è razionalizzata, perdendo il sacro, diventando arida teologia scolastica. Da lì il "tutto" si è progressivamente frazionato in "parti", sempre più piccole, sempre più transitorie. Fino a che, il c.d. Occidente trova "incomprensibili" le proprie stesse radici e tende a distruggerle, ad estrometterle dal proprio orizzonte formativo e cognitivo. Ma facendo così, non fa altro che distruggere se stesso. Quanto all'islam, vero è che ce n'è di tanti tipi e gusti, ma stiamo parlando di una versione deteriore, semitica, del monoteismo ebraico-cristiano, una barbarie per beduini, che non può soppravvivere in un mondo civile. O si dissolve, o si "cristianizza" (come nei sufi) o si "depotenzia" (come nella parentesi del laicismo miiltarista o socialista nazionale arabo), o "spara", facendo letteralmente fuori i rivali. Non è un'alternativa, non lo sarà mai. Alla fine la rigetteranno pure loro, non appena alzeranno gli occhi anche poco poco. A meno che il mondo non debba precipitare nella più rozza delle barbarie. Ma non credo che le iniquità prevarranno sino a questo punto. Le donne amano la figura maschile, virile, e una certa sottomissione, ma non certo essere schiave represse. Le donne sono un po' Era, dedita alla famiglia e ai figli, un po' Afrodite, seducente e dedita all'amore, e un po' Artemide, in carriera e in competizione con l'uomo. Una società sana non uccide nessuna di queste tre dee. Questo è l'olos. Le "parti", in cui parcellizziamo tutto, ci danno o una donna "tutta Artemide", come alcune nostre donne occidentali, o una "tutta Afrodite", come certe zoccole del c.d. mondo libero, o "tutta Era", come le povere mogli-schiave musulmane. E non va bene, per niente. Metron ariston.