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SCOPERTO IL VERO PROBLEMA DELL'ITALIA:

SI STANNO ESAURENDO I NEURONI ATTIVI !


La Repubblica è fondata sul rincoglionimento

DI ANTONELLA RANDAZZO
lanuovaenergia.blogspot.com

Forse qualcuno ci ha creduto: qualche donna ha creduto che il suo ruolo sarebbe quello di sculettare per attizzare qualcuno, e avrebbe anche il dovere di rifarsi tette e labbra, per avere una platea più vasta; forse qualcun altro ha creduto che i problemi dell’Italia si possono riassumere nei seguenti quesiti sollecitati dai mass media:
– se Berlusconi è pedofilo;
– se Franceschini additerà abbastanza le depravazioni del capo di governo;
– se i prelati avranno il coraggio di fare la morale a Berlusconi;
– se Veronica amava veramente il marito;
– se ci saranno altre foto dei festini-bordello del mafioso meneghino;
– se i giornali internazionali ce l’hanno con Berlusconi;
– se i nostri bravi ragazzi riusciranno a portare la “democrazia” anche in Afghanistan, paese di ingrati che si rivoltano contro i loro benefattori;
– se Obama flirterà ancora con gli arabi, promettendo pace ma facendo prosperare l’industria degli armamenti.

Forse in molti ci hanno creduto: sembrerebbe che la gente comune sia sempre meno capace di capire gli intrallazzi del potere.
Sta di fatto che l’Italia, da paese dell’Arte e della Cultura, è diventato oggi il paese dell’ignoranza e del rincoglionimento.

E si capisce che non si tratta di opinioni, stando alle statistiche.
Secondo i dati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), il 65% della popolazione italiana non avrebbe strumenti per interagire efficacemente nella società dell’informazione.
Secondo i dati del 2005 pubblicati dall’UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo), quasi sei milioni di italiani sarebbero totalmente analfabeti. Corrispondono al 12% della popolazione. Soltanto il Portogallo e il Messico hanno una percentuale di analfabeti più elevata.
Inoltre, il 36,52% dagli italiani avrebbe fatto soltanto la scuola dell’obbligo (o soltanto le prime classi elementari).
Si parla di due tipi di analfabetismo. C’è l’analfabetismo (o semi-analfabetismo) che si riferisce all’incapacità di utilizzare correttamente la scrittura e il calcolo nella vita di tutti i giorni, e c’è l’analfabeta assoluto, ovvero colui che non sa leggere e non sa scrivere, non avendolo mai imparato o avendolo dimenticato del tutto.

Se agli analfabeti o semi-analfabeti aggiungiamo coloro che non leggono nemmeno un libro all’anno raggiungiamo una percentuale del 60% secondo i dati dell’Istat. Soltanto il 20% delle famiglie italiane legge libri regolarmente, mentre ben l’80% degli italiani, secondo i dati della Banca Mondiale, si informa esclusivamente tramite la televisione.

E’ un dato a dir poco preoccupante. Certo non si pretende che tutte le persone siano in grado di scrivere un libro o di fare l’esegesi di un testo antico, ma si tratta di avere la capacità di farsi un’idea su un testo scritto o di produrre un proprio pensiero critico autonomo.

Il regresso culturale degli italiani sarebbe iniziato diversi decenni fa, rafforzato dalle Tv commerciali, che proponevano di trascorrere ore a guardare giochi a quiz demenziali, donne seminude o persone che litigavano o parlavano un linguaggio non proprio erudito.

Alle nostre autorità interessa tutto ciò? C’è qualcuno che propone qualcosa per stimolare le capacità cognitive delle persone?
No, anzi, al disinteresse si aggiungono altri tentativi di rincoglionimento dei media, specie della Tv. L’ignoranza viene alimentata dal sistema, e non combattuta.
Perché è nell’ignoranza che si sviluppa l’accondiscendenza al padrone. E’ nell’ignoranza che si accetta il compromesso sui propri diritti. E’ nell’ignoranza che ci si rotola nel sollazzo per non pensare ai problemi.
E’ nell’ignoranza che si accetta che prevalga il più furbo. E’ nell’ignoranza che si accetta la prevaricazione del raccomandato.

Che significato ha oggi la parola “cultura” in Italia? Nell’epoca del Grande Fratello e dell’opinionismo?
Ormai sembra che tutto sia opinione, persino i morti in Iraq per alcuni sono opinione.
Il concetto di “cultura” è molto difficile da spiegare o chiarire.
E’ vero che a volte il livello culturale di una persona non può essere misurato sulla base del titolo di studio o del numero di libri letti. La “cultura” non è soltanto leggere libri, la cultura è crescere, pensare, fare esperienza, cambiare.

Ma è anche vero che non leggere e non fare nessuna attività culturale, trascorrendo ore davanti alla Tv, può atrofizzare potenzialità artistiche o cognitive.
La funzione principale della cultura propriamente detta sarebbe quella di arricchire interiormente la persona, facendo in modo che diventi capace di esprimere liberamente il suo personale “sentire” attraverso parole, immagini o altro. In altre parole, parlare di cultura equivale a parlare delle potenzialità umane che presiedono ai cambiamenti, alla crescita come individui e al progresso civile e sociale.
Si tratta di un ambito fondamentale per proteggere la libertà degli individui. Infatti, senza autonomia di pensiero e senza possibilità di crescita interiore gli esseri umani non potrebbero essere distinti dagli altri animali, che sono sprovvisti di potenzialità astratte o “formali” e dunque rimangono legati agli istinti o alle esigenze della vita materiale.
L’ignoranza può essere intesa come incapacità di “coltivare” se stessi, “nutrendo” il proprio cervello e la propria sensibilità con stimoli positivi, che possono essere buoni libri, opere d’arte o esperienze sociali costruttive.

L’ignoranza produce effetti concreti, e forse non sarà difficile trovarli.
Quanta ignoranza ci vuole per credere che un personaggio arricchito grazie ad intrallazzi di vario genere possa avere a cuore lo sviluppo del paese?
Quanta ignoranza ci deve essere per credere che uno che per diversi anni ha prodotto programmi spazzatura per rimbecillire le persone poi rispetti l’opinione pubblica?
Quanta ignoranza ci deve essere per credere che autorità che stanno dalla parte di chi uccide persone inermi siano capaci di agire per il bene collettivo?
Quanta ignoranza serve per credere che personaggi come Facci, Bondi o Belpietro non siano a servizio della menzogna e della corruzione?

Ignoranza significa assenza di libero pensiero, significa diventare fantocci di chi è in grado di pensare e agire. Significa accettare che dall’esterno, facendo leva sulle emozioni, qualcuno crei la nostra opinione sulle cose, sulle persone e sugli eventi.
L’ignorante accetta l’arroganza del potente, convinto che il mondo debba essere suddiviso in inferiori e superiori. Un delinquente gli potrà sembrare un Re.
Chi è ignorante non può essere cittadino, ma soltanto suddito. E questo suddito troverà il proprio sovrano anche senza vivere in una monarchia. Il suo Re è chi si erge a potente, chi proprio dalla sua ignoranza trae potere. E di questo Re, l’ignorante vorrà diventare cortigiano, accettando ogni infamia che egli possa commettere. Convinto di non valere nulla, troverà nell’accondiscendenza al potere il suo valore.
Gli si dia moneta, e l’ignorante si rotolerà beato a corte, fra valletti, giullari, buffoni e concubine.
Già nel 1840, il filosofo Alexis De Tocqueville scriveva:
“Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo”.(1)

Gli ignoranti di sicuro direbbero che non avrebbero mai votato Hitler nella Germania del 1932, ma votano personaggi che avallano guerre sanguinose, che rimandano nei lager libici persone innocenti, e che fanno morire annegati centinaia di immigrati.

Il problema è che la testa ignorante di solito non rimane vuota, come si potrebbe pensare. No. Sarà riempita di “spazzatura mentale”, ovvero di contenuti che renderanno la persona soggetta alla manipolazione emotiva e al far proprie idee notevolmente involute, che fomenteranno razzismo, sessismo, sottomissione acritica all’autorità e inclinazione a sprecare la propria esistenza praticando attività di scarsa qualità, come guardare programmi spazzatura.
Non essendo in grado di creare una propria personale realtà, utilizzando la propria testa, si rimane in balìa di tutto il sudiciume di regime.

Lo scrittore e terapeuta Brad Blanton utilizza il termine “spazzatura mentale”, ad indicare una serie di falsità che la mente incamera come vere. Secondo questo studioso le persone possono essere indotte a non valutare più la propria esperienza personale, dando spazio a contenuti astratti legati ad esperienza passate o a ciò che nella realtà convenzionalmente si ritiene vero. Le interpretazioni della realtà possono diventare spazzatura, se dettate da contenuti non verificati o propagandistici.

Uscire dalla spazzatura/prigione mentale non è facile. Osserva Blandon:
“Alcuni di noi riescono a uscire dalla prigione di menzogne costruita dalla nostra mente. La maggior parte di noi, in quella prigione, ci muore. Tutti abbiamo la magnifica possibilità di andare al di là delle sbarre della nostra mente, e di farlo ancora e ancora. Il primo passo in questo processo consiste nel mettere in dubbio la nostra mente… Sfortunatamente la nostra mente non è attrezzata per l’evacuazione periodica degli escrementi come il corpo. A questo dobbiamo provvedere noi, con uno sforzo volontario”.(2)

I media (soprattutto Tv e cinema) stimolano in vari modi l’istinto violento e sessuale. Assistere continuamente a produzioni di scarsa qualità, basate sulla violenza o pregne di messaggi pubblicitari può significare incamerare parecchia spazzatura mentale.
La pubblicità rappresenta una fonte di notevole produzione di spazzatura mentale, essa ha lo scopo di appiattire l’esistenza, attraverso “forme di inquinamento mentale che degradano le nostre menti. Riconosciamo più facilmente il logo di una marca che una specie di fiori, ascoltiamo più slogan che poesie”.(3)

Il messaggio pubblicitario ha anche lo scopo di indurre ad agire nel modo favorevole al consumo e al sistema economico attuale. La pubblicità mostra una falsa realtà e induce a crederla vera, crea falsi significati e falsi bisogni.
La mente assorbe la menzogna come parte della realtà, e nel tempo può mettere a tacere ogni autonoma capacità critica e riflessiva.
Secondo il docente universitario Giuseppe Mininni i mass media hanno alcune caratteristiche che producono dipendenza ed esercitano un pesante potere sugli individui. Ad esempio, i media semplificano e banalizzano tutto, ma non per rendere più comprensibile la realtà, ma per dare un senso di semplicità e di intelligibilità che conferisce l’impressione di essere informati. In realtà, come molti sanno, c’è il trionfo della disinformazione. Più si è inclini ad usare la propria testa e più si è capaci di smascherare la disinformazione e di capire quali potrebbero essere i contenuti che si cerca di occultare.

Un altro modo per introdurre spazzatura nella nostra mente è attraverso la creazione di paura e insicurezza. Questi stati emotivi producono stress, e dunque risucchiano energie che gli individui potrebbero utilizzare per creare realtà più costruttive.
Il sistema attuale offre anche forti aspetti di ambiguità, che possono produrre ansia inducendo ad essere più rigidi nei ruoli esistenziali che assumiamo. Si può giungere a ritenere alcuni aspetti della realtà come se fossero immodificabili, mentre invece occorrerebbe utilizzare la propria esperienza per scartare, sottoporre a revisione oppure analizzare senza dare per scontato nulla. Ovviamente, è più facile accettare ciò che il sistema propina come vero che revisionarlo e valutarlo personalmente. Chi oggi domina sa che sottrarre responsabilità agli individui dà loro l’illusione di libertà. Ma senza l’assunzione personale della responsabilità non potrà esistere alcuna libertà.

Per non assumersi responsabilità, molte persone entrano nel regno della finzione o nell’irrealtà, assumendo come veri contenuti discutibili, senza accorgersi che ciò è contro il loro interesse e la loro crescita. La spazzatura mentale impedisce all’esistenza di esprimersi come potrebbe, e di emergere nella sua verità essenziale, donando maggiori energie creative.
Se l’individuo perdura all’interno della rappresentazione alterata della realtà, può alimentare una sicurezza fanatica circa i contenuti che la sua mente ha incamerato, diventando emotivamente reattivo a tutto ciò che li confuterebbe.
Ciò dipende dal fatto che il luogo in cui si deposita la fiducia non è il vero sé dell’individuo, ma l’ego nei suoi aspetti superficiali.

Per pulire la mente dalla spazzatura occorre attivare un “processo di demitizzazione”, ovvero smantellare le false realtà che provengono dalla cultura comune creata dal sistema. Le illusioni conferite da queste pseudo-realtà possono essere diventate come una droga, donando un falso senso di sicurezza e di protezione, e permettendoci di sviare le responsabilità. Come spiega Blandon: “L’alternativa, la libertà, è spesso troppo terribile perché la mente poi la possa tollerare. Per questo ci si nasconde dalla libertà sotto un cumulo di balle”.(4)
Chi non coltiva la propria mente può non avere nemmeno l’idea di dover “smantellare le false realtà” e troverà più semplice accettare il “cumulo di balle”.

Il nostro è un paese definito moderno e democratico. Ma la domanda è:
è possibile creare una vera democrazia senza capacità di pensare con la propria testa e di capire cosa davvero succede attorno a noi?

Molti studiosi, da tempo, fanno notare che l’ignoranza è la condizione ottimale per far prosperare i sistemi falsamente democratici. Per tenere un popolo sottomesso basta tenerlo nell’ignoranza, perché non c’è libertà senza conoscenza e consapevolezza della realtà.

Chi ignora quello che succede nei settori più importanti della realtà fa parte della “massa” a cui i demagoghi si rivolgono per essere acclamati, ammirati e votati. Quando l’ignoranza è estrema subentra persino un certo livello di passività, che farà ingoiare tutte le boiate delle autorità, magari ragionando su particolari insignificanti, messi in risalto, non a caso, dai mass media.

La Storia d’Italia, si sa, annovera grandi artisti, geni della Scienza e grandi eroi. Ma oggi? Siamo un popolo di rincoglioniti, imbecilli, cortigiani, buffoni e veline?
Sta a noi deciderlo, scegliendo di essere come il sistema ci vuole, oppure di abituarci a fare cose che ci rendono migliori, più consapevoli delle tecniche utilizzate da chi ci vuole ignoranti e rincoglioniti.

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2009/06/scoperto-il-vero-problema-dellitalia-si.html
12.06.2009

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NOTE

1) Tratto da “De la démocratie en Amerique” di Alexis De Tocqueville, 1840.
2) Blandon Brad, “Diciamoci la verità”, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1997, p. XXVII.
3) Gruppo Marcuse, “Miseria umana della pubblicità: il nostro stile di vita sta uccidendo il mondo”, Eleuthera, Milano 2006, p. 39.
4) Blandon Brad, “Diciamoci la verità”, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1997, p. 76.

Pubblicato da Davide

12 Commenti

  1. Di fatto gli alfabetizzati e i culturati, dotti e sapienti, stanno tutti in alto,
    fanno come posono e vogliono, e rincoglioniscono bene il rimanente,
    con politica, fregnacce, Tv e tanto altro.
    Come non votarli. O volete al potere un analfabeta?

    Penso che come le storie di bertoldo, un Gnorante, farebbe andare le cose in modo migliore,
    perche’ spazzerebbe via tutta quest’ aria di appartenenza e di appropiazione,br>
    di slegalita’ e di burocrazia, e arriverebbe al sodo delle cose.

  2. Post semplicemente fantastico da inviare per conoscenza all’ 80 per cento degli Italiani.Essere o non essere? L’ Italiano ha scelto di non essere, aver cultura non è sicuramente l’ equazione di intelligenza però è l’ unica difesa possibile brava Antonella.

  3. Si bel post, ma per come la vedo io è del tutto inutile, e sinceramente anche un pò scontato.
    Perchè penso questo? Ora ve lo dico:

    Primo è del tutto inutile perchè chi ha letto o leggerà questo post già fa parte di quel 20% che pensa (o almeno ci prova), quindi non servirà come antidoto al rincoglionimento generale delle persone.

    Secondo lo ritengo scontato perchè è una cosa risaputa che il potente vuole il popolo ignorante e superficiale, è sempre stato così e tutti noi lo sappiamo (ovviamente chi usa il cervello).
    Sarò pessimista ma per me non cè soluzione a questo male che ormai e troppo ben radicatto in tutti, anche in chi si ritiene “pensante”.
    Per essere liberi da questo sistema bisognerebbe uscirne completamente, ma come?

    LA GUERRA è PACE, LA LIBERTà è SCHIAVITù, L’IGNORANZA è FORZA.

  4. • Si può uscire da questo modello solo con un sistema di insegnamento diverso…ma sembrerebbe che tutto vada nella direzione contraria.

    • Non sono d’accordo che quel 20% che legge o leggerà questo post sia capace di pensare.

    • L’altro 80% non gliene frega niente di migliorare, gli stá bene il Grande Fratello, le gnocche in TV e quello in cui stanno pensando è nell’intervento di chirurgia plastica per ritoccare qualcosa del loro corpo…per apparire.

    • Una volta a 18 anni desideravamo poter avere la patente per poter usare la macchina dei genitori, ora i padri regalano tette rifatte alle loro figlie o la depilazione totale per i maschi.

    • Ma questa non è solo la storia d’Italia, questa è la storia del mondo…e come sempre la colpa è di quegli stronzi degli Amerikani con la loro fabbrica di HollyWood.

    • Il Real Madrid ha appena finito di pagare 94 milioni di euro per quel deficiente di Cristiano Ronaldo e 65 milioni di euro per quell’altro idiota di Kaka…come volete che possano cambiare le cose.

  5. Come non dare ragione ad Antoella Randazzo. Condivido quasi in toto ciò che dice.
    Mi spiace però constatare che c’è parecchia gente ( anche di mia conoscenza ) che ha una certa cultura alle spalle, che legge regolarmente libri e visita anche mostre ma quando si trova in cabina elettorale vota Berlusconi…

  6. Era partita bene professoressa!…il resto è giusto ma già lo sapevamo. Non è tanto l’ignoranza, così astrattamente interpretata; come non ripensare poi a PPP:”parlo solo con quelli che hanno fatto la quarta elementare”; e ancora: le sembra che nel 2009 i titoli di studio dimostrino il livello culturale di una persona? Appunto.
    Il problema è la coscienza. L’uomo ‘medio’ non è in grado di reagire all’indottrinamento escogitato dal sistema, nè tanto meno al bombardamento mediatico cui è sottoposto senza soluzione di continuità.
    Non è nemmeno capace di intuirlo. ….E’ la donna che sceglie.(?)

  7. Mi sono spiegato male volevo dire: lei dovrebbe rivolgersi in maniera più diretta a chi è convinto di poter scegliere, a chi sostiene attivamente il sistema, a chi si lascia spaventare dal sistema: alle donne.

  8. Sono d’accordo quasi in tutto, ma come spiegare il voto di quel 10/15 % di giovani che hanno votato convintamente per Berlusconi. E’ forse colpa della scuola? Degli insegnanti incapaci? Si sono comprati la laurea?
    Sono veramente rincoglioniti? O la colpa è anche dei genitori che non hanno saputo educare i figli. Poco tempo fa è successo un fatto che mi ha fatto riflettere e cioè che i genitori di un ragazzino che andava malissimo a scuola, hanno picchiato un’insegnante perchè avevano giustamente bocciato il figlio……Si sa, più c’è ignoranza e più facile è controllare la massa. In Italia c’è la convinzione che l’importante è avere
    il “pezzo di carta” e il futuro in un modo o nell’altro sarà più facile,
    contenti loro…….

  9. vero che il nostro paese(e non solo)rasenta il rincoglionimento di massa assoluto, ma ciò non è dovuto al 12% di analfabeti o semi analfabeti, QUANTO PIUTTOSTO AL RESTANTE 88% ACCULTURATO, che per questo ritiene di sapere ed invece è assolutamente plagliato plasmato da una cultura di massa dettata dall’impero, ovvero l’ANGLOATROFIZZAZIONE mentale operata dai mass-media che non è solo Hollywood, bensì tutta la tv e la carta stampata……………….NEGLI USA COMUNQUE NON STANNO MEGLIO DI NOI….IL POPOLO è TRATTATO COME UN BRANCO DI PECORE AL QUALE SENZA RENDERSENE CONTO VIENE IMPOSTO COSA MANGIARE BERE E SOPRATTUTTO COME PENSARE………………………..e sotto questo aspetto siamo messi meglio, ANZI è PROPRIO QUEL 12% DI ANALFABETI A SALVARCI….almeno hanno il cervello non atrofizzato da cazzate e falsi modelli!

  10. ormai le femmine almeno fino a 40anni stanno incollate alla bellezza, propria ma specialmente dei partner. quale sarà mai l’effetto nel comportamento maschile? radersi le ascelle?

  11. Questo brano di Tocqueville non lo ricordavo, come è profetico. Forse era meglio estendere meno velocemente il suffragio universale, con le classi operaie sono arrivati AL POTERE i pensieri unici e i totalitarismi anche se i partiti comunisti si autodefinivano democratici, anche i DALEMA, I BERLUSCONI E I BOSSI SI DICHIARANO DEMOCRATICI MA SI VEDE CHE BLEFFANO.

    il migliore di loro cioè Bossi ha già designato il successore: suo figlio Renzo naturalmente (con la moglie segretaria garante), peggio che in Corea del Nord.
    Daltronde come ci può essere democrazia con un popolo di schiavi disinteressati ai valori condivisi e al bene comune ?
  12. C’è una contraddizione però tra il contenuto e il copyright messo sotto all’articolo.