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Scenario di guerra nucleare. Negli Stati Uniti, hanno escogitato come trascinare la Russia in un conflitto

 

DI MARIA BALYABINA

ria.ru

I media americani stanno preparando il proprio pubblico a una guerra nucleare contro la Russia. Alcune pubblicazioni su questo argomento devono essere stampate una seconda volta volte, poiché, a quanto pare, i lettori non ci credono ancora.

 Un conflitto armato tra NATO e Russia potrebbe portare a una guerra nucleare, sostiene l’edizione americana di The National Interest.

Ecco: scrivono di quanto fosse bello con l’Unione Sovietica – promise che non avrebbe attaccato per prima. Poi, naturalmente, sorge la domanda: se così fosse, perché avete avuto necessità di un’organizzazione come la NATO? D’accordo! Ciò che è stato è stato.

Adesso, invece, i rappresentanti dell’Alleanza non si danno pace, al posto dell’URSS sul palcoscenico mondiale c’è ora la Russia. Ma con una dottrina diversa, secondo la quale, è permesso l’uso di armi nucleari se l’esistenza dello Stato, in quanto tale, viene minacciata.

E la minaccia su “The National Interest” è già stata inventata: ad attaccare sarà la NATO e la Russia risponderà – che slealtà. Secondo l’idea dei giornalisti, Mosca lancerà un’offensiva contro gli stati Baltici, l’Alleanza li difenderà, evidentemente, mettendo in pericolo l’esistenza della Russia, e la Russia, in risposta, utilizzerà le armi nucleari. Lo scenario è pronto, rimane solo da girare e mandare in onda.

Come affermato nel materiale pubblicato, tutto queste blaterare, è stato scritto nel 2016, ma a causa dell’interesse dei lettori è stato ristampato. In generale, sono persino pigri ad inventare e sperano che la pubblicazione ristampata possa convincere all’istante tutti coloro che ne hanno dubitato per un anno e mezzo.

Anche se a qualcuno potrebbe sorgere una domanda: voi, due anni fa, avevate promesso che la Russia stava preparando un attacco nei Baltici – dove?

Nei commenti sul sito i lettori, in linea di principio, non riescono a capire perché Lettonia, Lituania ed Estonia possano venir attaccate dalla Russia e perché l’intero articolo si basi fin dal principio su questa folle supposizione. Alcuni ricordano che, di solito, non è la Russia ad attaccare i paesi occidentali, ma il contrario – Napoleone, Hitler, e la NATO in tutti questi anni, pian piano, ha raggiunto i confini russi. Altri non riescono a comprendere nel nome di che cosa si dovrebbe combattere la Russia.

E davvero non è chiaro. Ma di certo i giornalisti e gli ufficiali militari s’inventeranno qualcosa, o troveranno qualche altro articolo dimenticato tre anni fa – tutti i mezzi sono buoni per aumentare il budget militare.

 

MARIA BALYABINA

Fonte:  https://ria.ru

Link:  https://ria.ru/accents/20180126/1513374799.html?relap=1

26.01.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Eliseo Bertolasi

 

 

 

Pubblicato da Davide

38 Commenti

  1. Ma è evidente che si arriverà a un conflitto.
    Siamo al punto in cui le aporie (contraddizioni) interne del sistema, quelle strutturali, stanno entrando in cortocircuito come era ampiamente prevedibile già da qualche decina di anni.
    Ossia, per la precisione, da quando è cominciata la globalizzazione che significa fra le altre cose che l’esportazione di queste aporie nei paesi extraoccidentali non è più possibile.
    Era questa possibilità di esportazione che ha permesso alla società occidentale di mantenere “credibili” le promesse di progresso, uguaglianza, benessere sempre piu diffuso e pace.
    La verità è che il sistema, al contrario delle intenzioni di facciata, si è sempre basato su un paradigma di assoluto “dominio/sfruttamento” da parte delle classi dominanti sui dominati.
    La “esportazione” consentiva di nasconderlo all’interno dei paesi occidentali spingendo cosí le classi medie e subalterne a offrirsi spontaneamente come complici in cambio di un miglioramento della loro condizione.
    Una volta iniziata la globalizzazione questa esportazione è diventata quasi del tutto impossibile e prima le classi lavoratrici, poi oggi le classi medie, sono espropriate di quelle che si erano illuse fossero delle “conquiste”.

    Tra poco tempo quindi si arriverà alla presa di coscienza da parte delle masse della falsità delle promesse del sistema e diventerà impossibile mantenere l’ordine sociale.

    PRIMA DI ARRIVARE AL PUNTO DI ROTTURA inizieranno le guerre.

    E non manca molto perché le élite occidentali (direi almeno da un paio di secoli a questa parte) hanno la caratteristica di giocare “sempre” in anticipo su posizioni scoperte e non consolidate, tanto che a volte sbagliano i tempi.
    Ma certamente non partono mai in ritardo.

    È una caratteristica precipua dei giocatori di backgammon…se qualcuno ha capito cosa voglio dire…

    • Speriamo che tu scazzi di brutto,cos’altro dire?

    • detto in altre parole una parte del pil, anche piuttosto consistente, dei paesi occidentali del dopo guerra fino al 2000 circa derivava dalla posizione di vantaggio nel commercio col resto del mondo “non civilizzato” e parte di questo guadagno veniva retrocesso agli “inferiori”

      in quanto al backgammon, ironicamente, fu proprio l’impero romano a diffonderlo ma oggi i suoi “degni” eredi non sembrano essere capaci manco di togliere le pedine dalla scacchiera figuriamoci bloccare un avversario esterno che dimostra non solo una consapevolezza delle loro vulnerabilita’ ma anche una focalizzazione su di esse

      per cui la mia ipotesi e’, che attraverso misure persuasive o coercitive se necessario, verra’ data priorita’ al contenimento delle devianze interne piuttosto che ad un conflitto su larga scala esterno che priverebbe l’autorita’ delle risorse finanziarie ed umane necessarie a manatenere l’ordine interno e ad un successivo regolamento di conti soft con l’esterno in sedi sovranazionali dedicate

    • Si, tutto bene, queste contraddizioni però sono chiarissime almeno da una generazione, e non si vede alcuna “presa di coscienza”, non è che nel frattempo questa “coscienza” sia un po svaporata ?
      A me sembra che la demolizione programmatica del senso critico abbia camminato molto più velocemente della presa di coscienza …

  2. Che gli USA vogliano la Guerra con la Russia è ormai “pacifico”: ma personalmente non credo che questa avverrà con Trump Presidente. A meno che Trump non sia “costretto” ad attaccare sperando così di sopravvivere politicamente.
    Comunque sia, il Baratro sembra sempre più vicino: oramai di Guerra Mondiale ne parlano apertamente tutti gli strateghi militari e non solo, una cosa affatto impensabile anche solo fino a qualche anno fa…
    Buonanotte Mondo

    • Gli USA, o meglio le elites che al momento lo governano, non vogliono alcuna guerra con la Russia, vogliono che si sottometta, le politiche per ottenere questo risultato comprendono anche guerre, ma non si devono confondere fini e mezzi.

  3. mah! Io a questa storia della guerra nucleare tra russia e Nato continuo a non crederci.
    E non perché mi illuda che alla casa bianca, al pentagono e negli altri centri di potere Usa ci sia gente con la testa sulle spalle ma solo perché anche quelli che stanno in quei centri di potere ci tengono (eccome se ci tengono!) alla loro pelle.
    A meno che gli Usa non abbiano armi super tecnologiche capaci di annientare completamente l’armamentario nucleare russo dopo un “primo colpo” o, almeno, abbiano armi difensive tali da riuscire ad evitare che gli cadano in testa bombe nucleari russe, tutta quella gente a stelle e strisce che sembra volere la guerra nucleare contro la russia non può illudersi di farla franca magari nascondendosi in qualche rifugio atomico.
    Perciò tutto questo continuo parlare di guerra nucleare mi sembra pura e pazzesca propaganda terroristica tesa a far stanziare altre migliaia di miliardi di dollari per il loro esercito.
    Se questo è vero mi domando perché, dopo il Craig, ora anche questa Malyabina si mette a parlare di prossima guerra nucleare.
    Che, in fondo – e forse senza rendersene conto – stiano portando acqua al mulino del pentagono e dell’industria degli armamenti?

    • Non è un’ipotesi peregrina, con tutto il successo di Hollywood sono ben consci del frame che cattura maggiormente l’attenzione dei sudditi e dei sottoposti, la guerra tra buoni e cattivi per esempio (peccato che nella vita reale di popoli cattivi e di popoli buoni non ne esistano). La necessità di “difendersi” da una minaccia (gli esempi si sprecano), il mito del super eroe che sconfigge i cattivi e salva l’umanità (nella vita reale devi poi sempre rispondere ad un sistema gerarchico quindi la fantasia porta facilmente a credere che ci siano chissà quali uomini ai vertici), la lotta contro il tempo (ammazza quato è vera sta cosa, se non finisco in tempo il compito….) e così via con i soliti clichè che servono in sommo grado solo ed esclusivamente a martellare per giustificare e dun sistema dittatoriale dipingendolo come moderno ed efficiente, democratico e civile e proiettato nel futuro come l’unico dei mondi possibili.

  4. Sarà ben difficile che scoppi una terza guerra mondiale o meglio nucleare. Gli uomini più ricchi e potenti del mondo sono sempre meno e sempre più ricchi e potenti. Direi che a questo punto il mondo è già loro e, da “ bravi confratelli”, vanno d’amore e d’accordo su come sfruttare gli schiavi. Distruggendo si un po’ qua e la, dove meglio gli fa comodo, ma senza esagerare troppo …….

    • Sia gli Usa che la Russia posseggono le mini-testate nucleari, già provate dagli Usa nella prima guerra del golfo. Queste le permettono di guerreggiare con il nucleare senza distruggere il mondo e senza impensierire più di tanto i padroni del denaro che hanno già preparato nuove residenze lontano dalle probabili zone di guerra, Nuova Zelanda ecc. Quindi è naturale che prima o poi la guerra scoppierà.

      • da che mondo è mondo, gli eserciti hanno sempre usato tutte – proprio tutte – le armi che avevano a disposizione. Sarebbe davvero incredibile che nella futura guerra (se ci sarà) si limitassero alle testate nucleari tattiche…inevitabilmente, credo, si passerebbe ben presto a quelle da finimondo e vorrei proprio vedere se la nuova zelanda rimarrebbe immune da quelle bombe o, quantomeno, dall’inquinamento radioattivo di centinaia/migliaia di bombe nucleari da decine di megatoni.

        • Non sono sicuro di questa tua affermazione. Se non ricordo male la Germania scelse di non usare le armi chimiche durante la seconda guerra mondiale.

          • Non so se davvero i tedeschi non usarono armi chimiche…ammesso che così sia probabilmente è stato perché tutte le convenzioni internazionali le vietavano…inoltre la germania potrebbe non averle usate perché non avrebbero cambiato le sorti della guerra.
            Non mi sembra che oggi ci sia qualcosa che vieti l’uso di armi atomiche né piccole né grandi. Ti sembra credibile che russia, cina e Usa non le userebbero se si trovassero sul punto di perdere una guerra (combattuta inizialmente con le atomiche tattiche)?

          • Credo che le convenzioni internazionali vietassero anche di gasare le persone nei lagher, o di sterminare i civili applicando la decimazione, facendo poi sparire i corpi nelle fosse comuni. Quindi no, non penso sia per quello che non hanno deciso di non usare le armi chimiche. Semplicemente, tra usarle e non usarle, per una volta hanno fatto la scelta giusta. Non è detto che la cosa non si ripeta con le atomiche (ma nel dubbio non tenterei l’azzardo).

          • gasare di nascosto le persone nei lager nazisti mi sembra diverso dal gasare apertamente truppe nemiche con armi chimiche…inoltre, ripeto, i nazisti decisero di non usare armi chimiche perché probabilmente non le considerarono utili per cambiare le sorti della guerra.

          • Ci possono essere mille motivazioni, ma resta il fatto che non sempre le armi più letali vengano utilizzate.

  5. La linee rosse sono il Donbass e la Crimea.
    Attenti a quei due.
    La Russia non li perderà senza combattere, questo è sicuro.
    A meno di un miracolo, o di un cambio di regime simultaneo sia in Russia che in America che sarebbe un miracolo, le rotte di queste due super potenze stupide e cattive convergono verso l’inevitabile collisione che tirerà a fondo mezzo mondo, ahimè.

    • la Russia e’ perfettamente in grado di difendere sia il donbass che la crimea e anche occupare l’europa est orientale volendo ma poi non sarebbe in grado di sostenere, da sola, un avanzata nel west europe per cui la linea del fronte si stabilizzerebbe all’altezza dell’Austria e Repubblica Ceca all’incirca

      questo lo sanno pefettamente sia i russi che gli americani un po meno l’est europa che forse non e’ del tutto consapevole di come finirebbe (molto male) in caso di conflitto

      • Sì, è giusta la tua visione del fronte finale ipotetico, guarda caso capiterebbe ancora ai confini del lago di Garda, dove abito, sempre per caso..
        Da queste parti ne son passate di guerre e il terreno ha bevuto sangue in abbondanza.

  6. Fra il parlare di guerra nucleare ed il combatterla ce ne passa di strada, quasi sempre le dichiarazioni bellicose intorno ad una possibile guerra con la Russia servono alle élites per spaventare i propri cittadini onde dominarli con più facilità, cioè sono spinte da esigenze di politica interna o interna all’occidente, persino in una guerra con la Cina gli usa non sopravviverebbero, se tutto non parte da un’errore a cui i sistemi di rappresaglia risponderebbero in modo automatico, non ci sarà una guerra nucleare, pena l’estizione.

  7. Gli Usa hanno sempre usato la barbarie, l’inganno e le bugie, che sono insite in modo naturale nella loro ascendenza, per compiere il destino divino di cui si sentono portatori. Il false flag del Maine per la guerra alla Spagna per invadere Cuba e comprarsi le Filippine, e ancora prima le bugie date in pasto al congresso (Colin Powell al confronto ha raccontato una barzelletta) per invadere il Texas, Arizona, California che appartenevano al Messico …..
    Oggi che bisogna andarci piano coi false flag, proxi war, rivoluzioni colorate, golpe, eccetera, diventa più difficile farla franca e poi a quale prezzo?
    Certamente la dottrina Monroe dovrà trovare altre strade, ma statene certi gli Usa non si fermano.
    Sorge quindi spontanea una domanda: cosa possiamo fare concretamente per impedire che ciò avvenga e qualora una guerra diretta Usa-Russia dovesse scoppiare quali chance abbiamo di sopravvivere?

    • nessuna ; almeno qui in europa.

      • Esatto, fin quando l’Europa non si ribellerà ai poteri più forti. Ma questa è solo un’utopia, perché i realtà i poteri più forti sono già una cosa sola, unica e mondiale. Per vedere una guerra nucleare dovremmo aspettare i “marziani”.

    • Giusto. Resta da chiedersi se procedono su questa strada per impulso proprio o perche’ POTUS e compari ‘sentono delle voci’… siccome propendo fortemente per quest’ultima ipotesi ( il riconoscimento di Gerusalemme sarebbe avvenuto proprio in base a tale input ), ritengo vicinissima la cosa. Chi la nega fa un discorso ‘razionale’. Sbaglia fortemente ad aggrapparsi a tale funzione intellettuale, l’ultima in campo filogenetico ad apparire: dominano le aree interne del cervello, quelle che abbiamo in comune con il Tirannosaurus Rex, temibile bestiola che non si faceva alcuno scrupolo ‘morale’ a scatenarsi. La ‘colpa’ nasce dalla sconfitta, come lamento dell’anima vinta sul ‘perche’. Chi l’ha sempre fatta franca non ha questo tipo di reazione ‘tardiva’ che puo’ evitare il ripetersi del passato nel futuro come ‘challenge’ andato a male: spinge sul bottone ed amen.
      E poi va a farsi una birra e un puttanone: deus vult.

  8. Ma quale guerra nucleare totale, vedremo sempre più conflitti minori a bassa media intensità. I stati canaglia sono quasi finiti e per spendere e mantenere i livelli occupazionali a questo livello devono fare propaganda altrimenti ciao soldi. Io non ce li vedo sti ricconi a stare in uno scantinato per 50/60 anni a pane raffermo e acqua depurata.
    Altro scenario questi se ne escono con un first strike che annichilisce chiunque e buonanotte ai suonatori ma non lo credo ancora possibile. Quindi tranquilli niente guerra termonucleare ma neanche pace purtroppo.

    • se potevano fare il “first stike” lo avevano già fatto. Hanno bisogno di una guerra ma “limitata” e bluffano sperando che i russi abbocchino e sbraghino come fece gorby. trentanni fa.
      Ma stavolta sbagliano i conti, la russia non ha più margini di ” ritiro” e sa che ha davanti un baro; quindi vedrà il bluff con la mano già alla pistola.
      Non fatevi illusioni , finirà male.

  9. un guerra , anche nucleare purché solo “tattica” e confinata in europa è quello che U$rael desidera.
    La russia quindi per non trovarsi in questo scenario deve far capire bene a banksters che la loro tanto desiderata guerra non sarà solo “tattica” e solo in europa ,e che anche gli U$A (e il suo controller in MO ) avranno la loro dose di ” confetti”.

  10. No comment!

  11. Perché dovrebbe trattarsi proprio di guerra distruttrice ? Ci sono armi segrete, che giustificano a parer mio la tracotanza giudeo-yankee, armi chimico – batteriologiche come la spagnola (scoppiata originariamente in una caserma del Kansas nel 1917 fra i 500 mila soldati negri ex schiavi in partenza per l’Europa) che costrinsero 100 anni fa la Germania vincitrice sul Piave e a Compiègne (150 km da Parigi) a firmare la resa. Ci dovrebbero essere ordigni già piazzati segretamente in stand-by in punti cruciali del territorio nemico sia all’est che all’ovest. Gli stessi S-400 e S-500 russi operativi in Siria non vengono usati per non svelare anzitempo i loro pregi e i loro limiti. Di certo, una guerra creerebbe l’Eurasia, sciami di fanti cinesi tanto invisi a Renzi (che si fece gioco perfino di Hu Jintao a Firenze nel 2009) ci invaderanno, la Russia arriverà sul Canale della Manica (che è il suo ribadito più ambizioso piano strategico) e sull’Adriatico attraversando la Bulgaria russofila, la Serbia cristiano ortodossa ultra-russofila e il Montenegro abitato da serbi più serbi dei serbi.

    • Le armi di delle quali non si parla, e non solo quelle biologiche (dalla chimica non si ottengono solo veleni), questo sarebbe un argomento!

      Chissà se a qualcuno conviene scatenare una guerra totale, il tran-tran di guerre e guerricciole continue, con qualche picco scenografico, garantisce, all’apparato bellico-finanziario, rendite e posizioni di rilievo strategico e la salvaguardia e rigenerazione di un contesto operabile che la guerra totale spazzerebbe.

      La multipolarità rivendicata da Cina e Russia consiste anche nello sviluppo di loro propri apparati bellico-finanziari in grado di rivaleggiare con quello Atlantico.

      • Giusto, però quelle biologiche stanno nel “cassetto”; quelle tradizionali, operanti e con il “colpo in canna” restano sempre le banche come le multinazionali a comando delle sempre meno persone e sempre più potenti.

        • Probabilmente il rischio maggiore sta proprio nella rottura di equilibri interni tra banche/finanza, produzione/tecnologia militare e alte gerarchie militari ai quali si sono sovrapposti, pesantemente con internet, i servizi; ma questi sono miei pensieri in libertà.

          A questo articolo manca il parere di Cataldo.

    • Storicamente il mito delle armi segrete non ha mai retto alla realtà dei fatti, non ci sono elementi che possano far pensare che oggi le cose stiano diversamente.

  12. Ti ringrazio moderatore! Ma lo sdegno e la rabbia sono talmente grandi che non le reggo più! A tutto esiste un limite ma quì sembra che non esista più argine allo schifo!

  13. Forse l’ italia dovrebbe fare una cosa saggia: dichiarare guerra alla Russia…e, prima che lancino le atomiche, arrendersi. Gli daremo qualche porto in quà e in là…loro ci daranno il gas a prezzo agevolato e cacceranno la perfida Albione …e vivremo tutti felici e contenti!

  14. La NATO fa il suo lavoro, che è quello di preparare piani di guerra contro la Russia, fino a quando esisterà la NATO è evidente che ci sarà sempre uno stato di preparazione continua alla guerra, con i relativi costi e le necessarie sparate mediatiche a supporto integrante.
    Nel corso degli anni questa preparazione alla guerra ha avuto vari livelli di esplicitazione, oggi, con la Russia che interviene in modo decisivo in medio oriente, agendo dal mediterraneo oltre che dalle basi storiche, è necessaria una adeguata escalation della preparazione NATO ai vari scenari possibili.

    La novità non è quindi nella pianificazione NATO, ma nella dottrina USA, di recente pubblicazione, che prevede un deciso passo verso l’ammodernamento della deterrenza nucleare, che di per se è anche obbligato, non solo sul piano dei sistemi d’arma, ma del loro possibile spettro di azione. Da decenni ci si balocca con l’idea di armi nucleari tattiche, spendibili in un contesto senza necessariamente portare ad una escalation verso le armi di teatro o peggio strategiche. Questa spinta è sempre stata contrastata dall’opinione contraria di tutti gli scienziati non governativi che hanno sempre rilevato come il concetto sia impraticabile, sia per motivi tecnici che sopratutto politici.
    La pericolosità di questi cambiamenti nella postura nucleare sono evidenti, e si spera che siano al più presto revisionati in ambito applicativo, insomma si spera che se ne parli ma non si stanziano fondi particolari per una ulteriore miniaturizzazione e banalizzazione dell’arma nucleare.

    Sul piano del confronto diretto con la Russia, la Crimea è ormai ritornata parte integrante della Rodina, e non è quindi contendibile in alcun modo, per il Donbass invece non si sono garanzie, visto lo status criminale della classe dirigente ucraina oggi al potere, l’unica certezza è che tutte le azioni NATO poste in essere avranno risposte ferme non solo dai russi; dopo l’unificazione del dossier nord-coreano tra Russia e Cina potremmo vedere all’opera una risposta multipolare convergente contro i piani di destabilizzazione prossimi venturi, e la partita sarà sempre più difficile per la macchina propagandistica NATO.

  15. Non credo che si andrà a una guerra nucleare a breve, e neanche convenzionale su larga scala. Credo che gli Usa mirino piuttosto, tramite un combinato di pressione militare ai confini, pressione economica attraverso sanzioni, tentativi di isolamento diplomatico, pressione psicologica, destabilizzazione interna, a un “regime change” in senso neo-eltsiniano. La vedo però, per loro, molto difficile, almeno in tempi brevi, e anche medi…