Pontida: dove la Lega dà i numeri!

Il Ministro Giorgetti afferma che l'Italia è sotto un grande debito e per l'anno prossimo dovremmo pagare 14 miliardi in più di interessi. Borghi ribatte su Twitter che invece per via dell'inflazione il nostro debito pubblico avrà un beneficio in termini reali di 170 miliardi. Dove sta la verità?

Pontida: dove la Lega dà i numeri!

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Mentre il suo compagno di partito, ministro del Mef Giancarlo Giorgetti, dal palco di Pontida si dice fortemente preoccupato per i tagli ad aiuti, sanità e riduzione delle tasse, che il suo governo dovrà effettuare per coprire la maggior spesa per interessi (circa 14 miliardi in più) Claudio Borghi, su Twitter, riprende in modo deciso il reporter finanziario Fabrizio Goria per i suoi conti allarmistici sul costo incrementale degli interessi sul debito pubblico, pubblicati dallo stesso sul quotidiano nazionale La Stampa. [1]

Apparentemente, quella di Borghi sembra una posizione diametralmente opposta rispetto alle paure reali manifestate da Giorgetti nella riunione annuale del partito. Ora, se si fosse trattato di una banale affermazione contraddittoria del deputato leghista, magari per essersi distratto con una birra in mano durante il discorso di Giorgetti a causa di qualche gonna svolazzante, da uomo lo capirei ed avrei lasciato perdere; ma uscirsene il giorno dopo con un Tweet del genere, da esperto in materia di economia e moneta, lascia senza parole:

Uno che non conosce la materia ma dotato di un minimo di logica, dopo aver letto questo tweet, esclamerebbe subito: ma se l'inflazione fa migliorare l'impatto reale sul debito, allora perché la si combatte? Lasciamola andare più in alto possibile se, come ci dice Borghi, produce un beneficio su quel debito pubblico che, ogni giorno, il nostro premier Giorgia Meloni non perde occasione di ricordarci essere sulle spalle dei nostri figli!

Se però guardiamo la crescita dalla parte giusta (quella della gente) e ci ricordiamo che il debito pubblico, contabilmente e nella realtà, rappresenta al centesimo il risparmio privato, ne consegue che abbattere in termini reali il debito pubblico equivale ad abbattere il nostro risparmio; che, tradotto, è il potere di acquistare prodotti. Ed è infatti quello che avviene con l'inflazione, stante l'immobilismo dei governi a livello di aggiustamento fiscale!

Mi spiego meglio: supponendo un rapporto debito pubblico/PIL al 100% e fatto 100 lo stock di debito pubblico (ovvero i nostri risparmi), se l'inflazione media nell'anno si quantifica nel 5%, per comprare la stessa quantità di prodotti dell'anno prima, avrò bisogno di 105.

Siamo alle solite, i nostri governanti si dimenticano sempre che il debito pubblico è, in realtà, il credito del settore privato.

Se l'economia è sempre e soltanto una questione di equilibrio, dove una presunta discesa può diventare una salita per chi la affronta dalla posizione opposta, questo post invece rappresenta a pieno l'apoteosi dell'ipocrisia di un politico di fronte alla realtà che invece il suo ruolo gli richiederebbe di tenere ben presente.

Il tono che Borghi ha voluto dare a questo tweet - che, come potete ben immaginare, ha scatenato l'inferno nei commenti - è ben chiaro. Per il deputato leghista l'allarmismo che si pone di fronte ad un maggior costo per interessi, che stante le regole dell'euro, ricadranno su noi cittadini, sarebbe ingiustificato alla luce di un supposto beneficio che il fenomeno inflattivo in corso provocherebbe in termini di abbattimento reale sul tanto temuto debito pubblico.

"A casa mia se l'inflazione è il 5.9% e il debito sono 2850 miliardi l'abbattimento è di quasi 170 miliardi" - scrive Borghi

A casa "tua", Borghi, non a casa degli italiani!

Messa così, l'uomo della strada starebbe già saltando di gioia! A fronte del costo aggiuntivo di 14 miliardi che preoccupa Giorgetti e gli italiani, parrebbe, secondo quanto ci dice Borghi, ci fossero già pronti nelle casse del Tesoro 170 miliardi piovuti dal cielo per volontà degli dei che comandano l'inflazione.

Purtroppo per voi devo dirvi che questi 170 miliardi non ci sono, anzi sono frutto dei sogni che Borghi fa dentro casa sua, mentre prova a smaltire i postumi del party di Pontida. Ma, soprattutto, il suo delirio è frutto dei soliti ragionamenti fraudolenti che gli economisti devoti al neoliberismo da decenni ci mettono sul tavolo; gli stessi dogmi che poi muovono gli slogan necessari ai politici quando ci si avvicina alla campagna elettorale ed il pensiero servile del megafono rappresentato dalla stampa main stream.

Tant'è vero che il Borghi - un tempo presente al fianco di Warren Mosler nei suoi meeting italiani - per provare ad uscire dal tunnel senza uscita in cui si è infilato con questo tweet, pensate un po', è persino ricorso all'uso del pensiero unico in materia economico-monetaria di uno dei maggiori profeti dell'austerità, Carlo Cottarelli.

Saltare dal letto di Mosler in quello di Cottarelli, è un po' come addormentarsi con Belen Rodriguez e svegliarsi con accanto Mariangela, la figlia di Fantozzi, metaforicamente parlando in fatto di temi economici e di moneta.

Ecco come Claudio Borghi prova a giustificare il tremendo scivolone, di cui siamo certi - passato l'effetto festaiolo di Pontida - si sia già reso conto e per il quale non veda l'ora che tale tweet passi nel grande magazzino del dimenticatoio della rete.

Tweet di Claudio Borghi del 19 Settembre 2023 - ore 11:20 PM

Ho letto una gran confusione stamattina sull'effetto dell'inflazione sul debito pubblico. Provo a fare un esempio il più semplice possibile (astenetevi quindi pieccdì dall'arrivare col ditino). C'è un'isola che ha un debito pubblico di 1000 fiorini e l'unica cosa che produce è un cocco all'anno che vale 1000 fiorini. Il rapporto debito/pil è il 100% perché il valore del debito è uguale al PIL (il cocco). Se l'anno dopo, a causa di una forte inflazione, il prezzo del cocco diventa 1500, il PIL rimane uguale (ha prodotto sempre solo un cocco dello stesso valore, è cambiato solo il prezzo). Quindi, quando ogni anno si guarda se il PIL è salito o sceso, si guarda al PIL reale ovvero depurato dall'inflazione. Nel conto del PIL reale si prende il PIL nominale (ovvero quello con i prezzi attuali) cioè 1500 e lo si divide per il cosiddetto "deflatore del PIL" ovvero quel numero che riporta il PIL al livello che avrebbe avuto se i prezzi non fossero cresciuti. In questo caso, PIL nominale 1500 diviso 1.5 (deflatore del PIL) = 1000 e, come vedete, il PIL non è cresciuto. Il debito pubblico, però, non aumenta con l'inflazione, rimane com'è; quindi, se prima con il debito pubblico (1000) ci eguagliavi il prezzo di un cocco (sempre 1000), adesso no perché abbiamo detto che ora costa 1500. Pertanto il rapporto debito/PIL è sceso perché da 100% si passa a 1000/1500 ovvero 66.6%. La cosa quindi che, secondo me, manda alcuni di voi in confusione è che per misurare la crescita si usa il PIL reale, ovvero depurato dell'effetto dell'inflazione, mentre per calcolare il rapporto debito/PIL si usa il PIL nominale. Il risultato è che l'inflazione abbatte il rapporto debito/PIL anche se il PIL (reale) non cresce. Spero che così sia chiaro

La questione potrebbe chiudersi qua ed archiviare quanto espresso da Borghi, con il suo primo tweet, nella cartella dove vengono contenute tutte le più grandi baggianate lanciate nel mondo, al cui interno lo spazio più grande ai nostri giorni è certamente riservato agli slogan politici e le frodi in tema di economia e moneta.

Credo però che chi mi legge senta il bisogno di saperne di più e capire maggiormente la questione, visto che interessa direttamente le nostre vite.

Giorgetti, come risulta ben chiaro, afferma una verità palese; ovvero mancano 14 miliardi e, quindi, o si tassano gli italiani per ulteriori 14 miliardi, o si tagliano spese per lo stesso importo. Questo perché il 6% circa degli italiani ed il mondo finanziario, al contrario di chi ha bisogno di un lavoro e/o della nostra Sanità, non aspettano! Pretendono immediatamente questi 14 miliardi in più che il rialzo dei tassi, deciso da Francoforte per contenere l'inflazione, autorizza loro a mettersi nelle proprie tasche.

Quindi gli italiani da una parte hanno una riduzione reale del loro potere di acquisto, stante l'immobilità dei salari rispetto all'aumento dei prezzi e dall'altra una ulteriore riduzione in termini finanziari, se si decide di coprire questo costo aggiuntivo con le tasse, o in termini di servizi usufruiti se invece si decide di tagliarli.

Questo è il risultato della politica del rialzo dei tassi per contenere l'inflazione, all'interno del mondo dell'Euro, dove i governi si autoimpongono limiti nell'esercizio della funzione di politica fiscale, che è l'unico strumento che invece può, in prima battuta, evitare che i fenomeni inflattivi si presentino, per poi metterci mano quando per loro errori e/o mancanze, gli stessi si materializzano.

Ed i benefici di cui parla Borghi, allora dove sarebbero? Si chiederebbe giustamente, a questo punto, un normalmente sveglio.

Nessun beneficio reale, è la risposta corretta! Anzi, come abbiamo visto, solo e soltanto danni....

Andando quindi a leggere la spiegazione di Borghi, il fantomatico beneficio si tradurrebbe in un supposto miglioramento del famoso rapporto debito pubblico/Pil, contenuto nelle regole del Patto di Stabilità ma inutile alla vita della gente.

Premesso che chi vi scrive vi ha già più volte dimostrato che tale rapporto può essere tranquillamente migliorato con il tempo di un "click" da parte della BCE - senza attendere che si muovano gli dei dell'inflazione per succhiare il sangue alla gente - tale rapporto è anche dimostrato dalla dottrina essere totalmente non significativo del livello di benessere di un paese.

E se a questo aggiungiamo che tale rapporto, secondo le follie dei trattati, non dovrebbe superare il 60% - mentre noi viaggiamo già da tempo intorno al 150% - e il fatto che il fenomeno inflattivo in corso ha per il nostro paese i cromosomi della stagflazione con un PIL che non cresce, dove stanno i benefici di Borghi?!

I benefici, ci dice Borghi, stanno nel sistema di calcolo del PIL:

"La cosa quindi che secondo me manda alcuni di voi in confusione è che per misurare la crescita si usa il PIL reale, ovvero depurato dell'effetto dell'inflazione, mentre per calcolare il rapporto debito/PIL si usa il PIL nominale. Il risultato è che l'inflazione abbatte il rapporto debito/IL anche se il PIL (reale) non cresce. Spero che così sia chiaro"

Quindi, per bocca di Borghi, apprendiamo che i benefic, che lui stesso addirittura quantifica nella modica cifra di 170 miliardi (più del doppio di quanto si paga in un anno per interessi sul debito), sarebbero ricondotti, invece che a soldi veri, ad un gioco di prestigio che porta al miglioramento di un rapporto che non conta nulla per la vita della gente, nonostante che il PIL reale (la vita della gente) non sia cresciuto!

E sarebbe questo che ha mandato in confusione noi commentatori del Suo tweet, caro prof. Claudio Borghi?!

Un consiglio per la segreteria del partito di Salvini! Al prossimo meeting di Pontida solo acqua gasata!

di Megas Alexandros

Fonte: Pontida: dove la Lega da i numeri! - Megas Alexandros

Note:

[1] il 2023 si preannuncia un anno di fuoco per i titoli di stato italiani - Business (dagospia.com)

Commenti (52)

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    1. Megas Alexandros 23 settembre 2023

      Buongiorno a tutti, vi metto qua sotto il link della risposta di Claudi Borghi al mio articolo. Se scorrete sotto poi c'è anche la mia brevissima risposta. Consiglio la lettura per rendersi conto di come stanno realmente le cose nel nostro paese.... e che Megas non vi racconta balle!!!!!
      Claudio Borghi A. on X: "Caro @MegasAlex2000 cosa vuoi che ti dica, tu confondi il mondo come potrebbe essere con quello che è. Certo che basterebbe essere a Londra per guidare tenendo la sinistra, però non siamo a Londra e se guidi tenendo la sinistra fai un frontale dopo dieci metri. Certo che se solo…" / X (twitter.com)

    1. Kajros 22 settembre 2023

      Un po di passerella , un po di pubblico per un ex partito anti sistema soft - pop di massa ormai diretto verso pecentuali basse di gradimento , i soliti cavalli di battaglia l'immigrazione clandestina e poco più , e cmq siete gente che avvallo' illo tempore ma nenache tanto "illo" il ...

    2. Arian Van Heisen 22 settembre 2023

      contro l' immigrazione a parole poi approvano i ricongiungimenti e i diritti civili per farli integrare--!
      RINNEGATI come Zaia , Tosi e tutti gli altri che si sono accomodati nelle varie poltrone del Nord

    1. warheit 22 settembre 2023

      il senso dell'economia è che al raduno di Pontida ormai vendono anche le salamelle calabresi,
      meglio ancora della secessione.

    2. ric 22 settembre 2023

      vero ..ma le bandiere di israele a Pontida.....

    3. warheit 22 settembre 2023

      non le avevo notate, ma d'altronde ad un certo Salvini stanno molto simpatici.

    4. Arian Van Heisen 22 settembre 2023

      per non dire alla Meloni e tutti quelli in F.d. I. che rinnegano il passato

    5. ric 22 settembre 2023

      purtroppo .... vediti queste . Alberto da GIUSSANO si e' rivoltato nella tomba .

      https://www.fanpage.it/politica/la-lega-porta-le-bandiere-di-israele-alla-camera-salvini-ribadiamo-la-nostra-solidarieta/

      e pure a Pontida...

      https://www.shalom.it/blog/news/pontida-la-bandiera-di-israele-al-raduno-leghista-b24061

      spero che la direzione me la passi questa.....

    6. warheit 23 settembre 2023

      è la dimostrazione di come sia un partito in tutto e per tutto filo-israeliano, in piena continuità con la linea politica ed ideologica dei suddetti, nemmeno le bandiere della pace o che ne so, il tricolore in segno di solidarietà nazionale, sono proprio dalla parte loro e basta.

    7. ric 23 settembre 2023

      la cosa curiosa ma certa e indiscutibile , che quelli si incuneano in tutti i partiti , come le zecche in ogni angolo.

    1. paulbressac 22 settembre 2023

      io vorrei capire alcune cose. e scusami se dico stupidaggini.
      Ddici che il debito pubblico è il credito privato..ma. il settore privato, può indebitarsi, emettere debentrues per esempio, e quindi praticamente creare denaro per sé. denaro che poi può usare per finanziare la divida pubblica, non è um meccanismo perverso?
      La scelta di controllare l'inflazione aumentando i tassi è si fonda su una teoria degli anni 60 quando esisteva ancora la parità fissa tra dollaro e oro. in base a che cosa si pensa che possa funzionare in un sistema finanziario completamente differente, e nel quale il potere e la funzione della banca centrale .sono completamente cambiati?

    2. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Intanto benvenuto (non ricordo di averti risposto altre volte) e grazie per le tue interessanti riflessioni.
      Se hai letto la risposta a Giacomo, ho dato la definizione contabile di quello che si chiama debito pubblico e quindi non si può discutere quello che è un concetto matematico. Lo Stato spende 100, i soldi vanno nelle tasche del settore privato, poi tassa 50 e 50 tornano allo Stato. Quello che rimane (50) è il risparmio del settore privato, ovvero il debito pubblico. Certo, poi il settore privato può decidere di indebitarsi attraverso la moneta-credito, ovvero i prestiti bancari, che però nel tempo (con i rimborsi), azzerano questa moneta che arriva nel settore privato. Il meccanismo è certamente perverso, se si fanno mancare i deficit governativi. Come è perverso e fuori da ogni logica che il monopolista della moneta (Stato), si faccia finanziare dal settore privato con la stessa moneta che lui fornisce a loro in prima battuta.
      Controllare l'inflazione attraverso il rialzo dei tassi è totalmente errato e contribuisce ad aggravare il fenomeno di qualsiasi forma e origine esso sia (inflazione). Alzare i tassi di per sé è una misura di spesa inflattiva perché aumenta la capacità di spesa all'interno del settore privato. Quindi dannoso in caso di inflazione da domanda. Se poi siamo in presenza di inflazione esogena in status recessivo (stagflazione) come il caso attuale dell'Italia, alzare i tassi contribuisce ad aggravare lo status recessivo poiché tassi più alti 1/2

    3. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      2/2 maggiori uscite per il settore privato per mutui e prestiti. Tu mi dirai, ma se il settore privato incassa anche più interessi aumenta la capacità di consumare..... a quel punto dobbiamo vedere chi percepisce questi interessi..... e se il risparmio è concentrato in poche mani..... questo non aiuta certo i consumi.
      Resto a disposizione. GRazie

    4. paulbressac 22 settembre 2023

      si parla di debito pubblico ma non esiste anche un credito pubblico? e qualcuno lo ha già quantificato?
      Le imprese private usano il loro credito per finanziarsi. Anche il settore pubblico lo fa?

    5. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Il credito pubblico non esiste! come fa il monopolista di un qualcosa a trovarsi nella posizione di creditore di un qualcosa che solo lui emette. Azzerare il debito pubblico a livello contabile significa ritirare tutto l'aggregato monetario presente nel settore privato attraverso la tassazione.
      Ad esempio il debito pubblico dello Stato italiano è 2.850 questo corrisponde all'aggregato monetario presente nel settore privato (m0,m1,m2, etc). Se io azzero questi 2.850 attraverso un prelievo fiscale di 2.850... nel settore privato non esiste più moneta. Quindi a quel punto come fa lo Stato a dirsi creditore in quella valuta.... che non esiste più nel settore privato.

    6. ric 22 settembre 2023

      non ci capisco nulla....

      tu dici cosi perche' il denaro nelle mani dei cittadini e' solo virtualmente dei cittadini poiche' il vero proprietario del denaro e' lo stato anche se e' nelle tasche dei cittadini ?

    7. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      No, io sto spiegando che il denaro ai cittadini (settore privato), arriva solo dalla spesa dello stato (se escludiamo i prestiti bancari, che come dice la parla sono prestiti, ovvero vanno restituiti). Quindi se lo Stato spende quanto incassa (tasse - pareggio di bilancio), ai cittadini arriva zero!!!

    8. paulbressac 22 settembre 2023

      Questo proprio non l'ho capito. Quindi se lo stato finanzia un impresa privata questo non è considerato credito, e quando il settpre privato finanzia lo Stato è cosiderato credito. e forse non la questione non è azzerare il debito, cosa che anche il settore privato non pensa minimamente di fare, ma l'uso del credito pubblico mi sembra non aumenterebbe la divida pubblica
      tu dici che lo stato è monopolista nell'emissione di moneta. ma oggi sono disponibili un'infinità di monete emesse da entità private.

    9. ric 22 settembre 2023

      bene..ora capisco meno di prima .

      fammi un esempio del gioco di monopoli , dove i giocatori sono i cittadini e il denaro dato in prestito e' lo stato...

    10. paulbressac 22 settembre 2023

      quindi se uno stato ha più crediti da ricevere di quanto deve al settore privato questo non cambia niente della divida pubblica?

    11. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Allora facciamo ordine:
      1) lo Stato non finanzia l'impresa privata; nel senso di concedere prestiti (moneta-credito);
      2) il settore privato quando presta i soldi allo Stato (acquista tds), è una decisione di politica fiscale dello Stato di concedere un reddito (interessi) a chi risparmia (è una misura di spesa, come pagare uno stipendio pubblico o costruire un ospedale. Lo stato non ha nessuna necessità di chiedere in prestito i sodi dai cittadini se controlla la valuta (è pura logica);
      Ora rispondi alle mie domande per andare avanti:
      1) hai compreso cosa è contabilmente il debito pubblico?
      2) siccome il credito pubblico è il debito pubblico, tu cosa intendi per credito pubblico? ti ho già detto che il credito pubblico (ovvero il debito pubblico), aumenta solo con la spesa in deficit da parte dello Stato;
      3) cosa intendi per "divida pubblica"?
      4) le monete che tu indichi sono mezzi di pagamento. La valuta di stato è altra cosa!!

    12. paulbressac 22 settembre 2023

      e non capisco (mi scuso per l'ignoranza) perché il debito pubblico corrisponde all’aggregato monetario presente nel settore privato. mi sembra che le banche per esempio imprestano piû di quello che hanno in depositi, esistono adesso le monete private. e il fatto della moneta non avere più lastro non cambia niente?

    13. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Lo Stato non presta soldi ai cittadini, lo Stato fornisce soldi ai cittadini tramite la spesa pubblica...... i prestiti (moneta credito) li fanno le banche commerciali.
      Lo Stato spende nelle più svariate misure di spesa (dipendenti pubblici, scuola, sanità, superbonus, invio armi in Ucraina, etc.), e questi soldi finiscono al settore privato (cittadini, imprese, etc). Poi lo Stato tassa ed i soldi dal settore privato tornano allo Stato... questo è il ciclo del denaro.

    14. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Fammi un esempio di quelle che tu chiami monete private.
      "lastro" che vuol dire???

    15. paulbressac 22 settembre 2023

      bitcoin.
      prima di bretton wood c'era un cambio fisso tra dollaro e oro.

    16. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Il bitcoin non è una valuta ma uno strumento finanziario altamente speculativo.
      Il cambio fisso con l'oro nella realtà dei fatti non è mai esistito nella storia del mondo. E' solo una frode mentale per far credere che la moneta sia scarsa per depredare popoli e nazioni.
      Per di più impossibile da realizzare tecnicamente anche volendolo.... fermo restando che la politica del cambio fisso sulla valuta, è la strada verso il default.... e la schiavitù della gente

    17. paulbressac 22 settembre 2023

      quindi le banche pubbliche non comprano titoli privati? e l'Iri non finaziava il settore privato . tu scrivi "Lo stato non ha nessuna necessità di chiedere in prestito i sodi dai cittadini se controlla la valuta", ma allora perché lofa?
      Adesso rispondo alle tue domande (ho l'impressione di usare una terminologia sbagliata o almeno imprecisa)
      Penso proprio di non capire cosa è contabilmente il debito pubblico.
      credo che la divida pubblica sia quanto lo stato spende meno quanto riceve, quindi le uscite non coperte dalle entrate
      quindi il credito pubblico lo considero la somma di quanto lo stato deve ricevere.
      4) spiegami (quanta ignoranza!) perché la differenza tra mezzi di pagamento e valuta di stato e le conseguenze di questa differenza.

    18. paulbressac 22 settembre 2023

      ma fino al 1971 era così, c'era una relazione fissa tra follaro e oro. e perché il bitcoin non è una valuta, solo perché non emesso da una banca centrale. resta comunque moneta circolante o sbaglio?

    19. paulbressac 22 settembre 2023

      scusa io vivo in brasile in amazzonia nello stato del Pará e adesso è l'ora del lavoro. ti potrò continuare il dialogo solo più tardi. ma ti ringrazio moltissimo per l'attenzione che mi hai dato. abbraccio

    20. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Ti ho scritto lo stato spende 100 ed incassa 50 di tasse..... 50 è il debito pubblico ovvero il credito privato. Lo Stato può ritirare solo quei 50 non oltre.

    21. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Grazie a te.. quando vuoi sono qua. Un abbraccio anche a te

    22. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Ric, ci sei!? a che punto sei con la comprensione... se hai bisogno sono qua!!

    23. ric 22 settembre 2023

      MOOOOLTOOO indietro ! Deve essere una truffa talmente grande che se non la vedi dalla luna non si riesce a comprendere , come essere in un vortice e non capire cosa sta succedendo .

    24. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Quello di cui parliamo ora è molto semplice. I soldi li può stampare solo lo stato e nessun altro... e li stampa dal nulla.....e solo tramite la spesa dello Stato possono arrivare a TE non a debito. I soldi servono per scambiarsi i prodotti.... e per fare in modo che i prodotti siano tutti scambiati occorre che ci sia una quantità di soldi giusta per poterseli scambiare.

    25. ric 22 settembre 2023

      ma uno stato non puo' stampare soldi a piacimento..i soldi devono corrispondere a qualcosa di reale , di tangibile che e' preesistente al denaro . altrimenti diventerebbe incomprensibile la poverta' nel mondo.

    26. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Infatti è incomprensibile!!!!! se sei arrivato a questa semplice ma essenziale conclusione, vuol dire che sei arrivato molto vicino alla comprensione

    27. SDL 22 settembre 2023

      Ric, e' qualcosa dii talmente banale che se ci arrivi, ti metti nel tuo quartiere a scambiarti le cose con i tappi delle bibite.

    28. ric 22 settembre 2023

      mi sa che solo io non lo riesco a capire il trucco ...

    29. Megas Alexandros 23 settembre 2023

      Ma cosa è che non capisci….. dal momento che hai compreso che la fame nel mondo è solo frutto di una scelta politica……

    30. ric 23 settembre 2023

      tu sei troppo tecnico in materia monetaria. sara' frutto del tuo lavoro credo .Dovresti essere piu' terra terra nelle spiegazioni , usando esempi semplici.

    31. Megas Alexandros 23 settembre 2023

      Più che dirti che i soldi sono solo numeri che ci servono per scambiarci i prodotti e si creano dal nulla più semplice di così non so cosa posso dirti. Questo lo comprendi almeno??

    32. ric 23 settembre 2023

      questo lo percepisco da solo . noi scambiamo merci in cambio di denaro con la fiducia che il denaro abbia un valore reale , mentre ha solo un valore di fede . ne e' come prova la perdita di valore del danaro nel tempo per far si che tutti debbano sgobbare oltre al necessario per mantenere in vita la truffa.
      Come le api , che producono miele ben oltre le loro necessita' vitali , poiche' qualcuno gli lo ruba costantemente , diversamente dal leone che quando ha mangiato la gazzella lascia in pace le altre. Ma il vero problema e' che nella societa' umana 30 individui lavorano per creare il benessere ad altri 70 personaggi che vivono del lavoro altrui. e si continua ad inventare metodi di sfruttamento del lavoro altrui con il commercio , la pubblicita' specialmente , lo sport , la politica , le amministrazioni ecc... tutte quella attivita' terziarie che saltano sul carro del contadino o dell operaio.

    1. Eugiorso 22 settembre 2023

      Che borghi sia un quaquaraquà incompetente, legato soltanto al suo tornaconto personale in termini di carriera, soldi, posto in parlmento (senatore in carica!), ma baciaculo anche lui dei poteri esterni e dell'occupatore del paese, da molto tempo non ha abbiamo dubbi.
      Lo sfuggente e astuto giorgetti, invece, è il neoliberista che è stato nel governo draghi, oggi nel draghi 2 della merdoni, e il vero capo della sega del giullare salvino ...
      Ciò che starnazza il quaquaraquà borghi, quindi, sembra non avere costrutto, ma ciò che fa giorgetti è pericoloso per tutti noi, infatti il quisling dell'élite draghi lo ha "piazzato" per conto dei padroni esterni dell'Italia nel governo merdoni (draghi 2 senza draghi), in qualitò di ministro dell'economia e delle finanze, come garanzia neoliberista ...

      Cari saluti

    2. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Che questo governo segua l'Agenda Draghi e che Giorgetti ne sia la garanzia..... è chiaro come l'acqua che sorge dai monti.

    1. Giacomo 22 settembre 2023

      Una riflessione, a me il debito pubblico non sembra i risparmi degli italiani, ma la massa di denaro che "alcuni" spendono, perché possono attingervi.

    2. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Il debito pubblico è una entità contabile e non una opinione. Il debito pubblico è composto dalla somma dei deficit annuali dello Stato. Ovvero tutto quello che lo Stato spende sottratto quello che raccoglie con la tassazione, ossia quello che rimane (risparmio), dentro il settore privato.
      Quando lo Stato spende, i soldi arrivano al settore privato e quando tassa fanno il procedimento inverso. Se lo Stato spende 100 e raccoglie 50 con le tasse, 50 rimangono nel settore privato, quello è il debito pubblico, ovvero il credito (tax-credit) del settore privato.

    3. XL 22 settembre 2023

      Ovviamente ha ragione Giacomo, la AD dipende dalla distribuzione del reddito.
      Poiché questo è molto concentrato e in particolare il reddito da interessi su titoli è detenuto in poche mani, queste spendono ben poco nell'economia reale (non è che perché sei ricco come la somma di 1000 persone spendi per vivere 1000 volte tanto).

      Inoltre, sempre in relazione agli strati sociali di reddito, bisogna vedere quanto lo Stato spende e quanto tassa: in sovvenzioni ad aziende lo Stato spende molto di più che per i comuni cittadini, ma quando si tratta di tassare il primo pagatore è il lavoratore.

      Quindi in questo caso il ragionamento sui dati aggregati non funziona bene.

    4. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Tu, come al solito scrivi ed accusi senza riflettere e nemmeno leggere quello che scrivo. Che la ricchezza privata (debito pubblico), è concentrata in poche mani lo scrivo in ogni mio articolo. Ma quello che è contabilmente il debito pubblico non cambia in base a chi lo detiene!!! ho specificato a Giacomo cosa è il debito pubblico in funzione del ragionamento che contesto a Borghi nell'articolo.
      Dopo di che parli di politica fiscale (redistribuzione) ed anche quello lo scrivo in ogni mio articolo compreso in questo.
      Delle due l'una: o tu sei in malafede quando scrivi o non comprendi veramente la materia.... ed io propendo per la seconda ipotesi!!!! e questo tuo post lo conferma, senza lasciare dubbi!!!!!!

    5. SDL 22 settembre 2023

      Piace un sacco leggerti. Spieghi bene. Pero' chi non vuol capire non capirà mai. Prova a fare qualche esempio di giochi comuni: il monopoli, oppure quando a natale si consegnano le fish di poker. Qualcuno e' debitore dopo un po' certo ma di sicuro non il pezzo di carta dove scriviamo la quantità di fish date.

    6. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Grazie!!!
      esatto lo Stato è quello che distribuisce le fiches del gioco…

    1. mago 22 settembre 2023

      il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno ci sarebbe da discutere fino a tarda notte ( dei tempi) uno dei due ( ma entrambi ) sparano minkiate ma quello che le spara piu grosse andrebbe cacciato..

    2. Megas Alexandros 22 settembre 2023

      Qui si cerca di far apparire pieno un bicchiere tutto vuoto -:))

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