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PER GLI EBREI UNA DISCRIMINAZIONE AL CONTRARIO

DI MASSIMO FINI

Caro Fini, la comunità ebraica italiana, dal sequestro di un tribunale che fece trasformare un’assoluzione in ergastolo, fino al veto posto di intitolare una via di Roma ad Almirante ha assunto un peso politico del tutto sproporzionato rispetto ad altre comunità ben più numerose. Perchè proclamarsi cittadini italiani e poi porre veti a nome di un organismo dall’identità specifica? Prendere di continuo le distanze dalla più ampia comunità di appartenenza non è anche un modo di isolarsi?

Adriano Scatassi, Cagli (Pu)

Le cose nella vicenda Priebke non andarono esatamente come dice lei, anche se ebbero lo stesso significato. Priebke non fu assolto, ma condannato, però liberato perchè gli furono riconosciute alcune attenuanti. Una cinquantina di giovani ebrei inscenò una manifestazione di protesta e il governo Amato si rese responsabile di un fatto inaudito, gravissimo e, oserei dire, fascista: annullo, di fatto, una sentenza di un tribunale italiano, con tanti saluti all’indipendenza della Magistratura, e Priebke rimase in carcere.Sulla questione ebraica l’Italia ha la coda di paglia per aver varato, nel 1938 su input nazista, le vergognose, aberranti e criminali leggi razziali. Ma da quei fatti, anzi misfatti, è passato più di mezzo secolo. Gli ebrei, almeno in Occidente, non sono più in alcun modo discriminati. Semmai è verso altre comunità etniche (islamici, rumeni, rom, stranieri in genere) che si dirige oggi il razzismo. Ed è inaccettabile che a ogni piè sospinto la comunità ebraica italiana ponga veti su questo e su quello in nome delle antiche persecuzioni. I cittadini ebrei hanno i diritti di tutti gli italiani (e anche alcuni privilegi connessi alla loro religione), ma non possono avere “più” diritti. Altrimenti si crea una discriminazione “al contrario”.

Massimo Fini
Fonte: www.massimofini.it/
31.05.08

Pubblicato da Davide

  • Gariznator

    Sacrosanto, bisogna inoltre ricordare che gli ebrei nella storia sono stati spesso invisi agli altri appunto per questi loro “diritti in più legati” alla loro religione e per la tendenza a isolarsi.

  • edo

    Non capisco poi questa tendenza a capitalizzare in modo strumentale, da parte degli ebrei di oggi, le sofferenze vissute da persone appartenenti a generazioni precedenti.
    In più: da che pulpito viene la predica! A gaza e nei territori occupati (o peggio, circondati), mancano le camere a gas (ammesso che siano esistite altrove), ma per il resto la politica israeliana è lo specchio attenuato (nei modi ma non nella finalità), della strategia di pulizia etnica nazista.

  • giovannig

    Le camre a gas naziste sono un bluf. Prova ne è che è vietato a chiunque approfodire l’argomento,pena l’ostracismo o, in alquni stati, il carcere . I vantaggi che l’intero ebraismo trae arbitrariamente dall’impostura dell’olocausto cesserebbero,e, dovreebbero giustificare il perpetuarsi ,dal dopoguerra ad oggi,della gigantesca menzogna.

  • eresiarca

    M. Fini, anche quando scrive cose sacrosante, non manca mai di dichiarare il suo “antifascismo”.
    Stavolta lo fa in maniera indiretta, dando del “fascista” al Governo Amato (che di fascista, ovviamente, non aveva nulla; né – se le parole hanno un significato – ha un senso caratterizzare come “fascista” un abuso del genere: trattasi di abuso e stop, semmai “liberal-democratico”, dato che vige la “liberal-democrazia”).
    Per questo anche per lui c’è un posticino sui giornali, come “grillo parlante”.