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OPERAZIONE SARKOZY: COME LA CIA HA PIAZZATO UNO DEI SUOI AGENTI

ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA FRANCESE

DI THIERRY MEYSSAN
Voltairenet.org

Nicolas Sarkozy deve essere giudicato sulla base delle sue azioni e non della sua personalità. Ma quando le sue azioni sorprendono i suoi stessi elettori, è legittimo guardare in dettaglio la sua biografia e interrogarsi sulle alleanze che lo hanno condotto al potere. Thierry Meyssan ha deciso di scrivere la verità sulle origini del presidente della Repubblica francese. Tutte le informazioni contenute nel presente articolo sono verificabili, con l’eccezione di due accuse, segnalate dall’autore che se ne assume interamente la responsabilità.

I Francesi, stufi delle troppo lunghe presidenze di François Mitterand e di Jacques Chirac, hanno eletto Nicolas Sarkozy contando sulla sua energia per rivitalizzare il paese.

Speravano in una rottura con gli anni dell’immobilismo e di ideologie datate. Hanno avuto una rottura con i principi fondanti della nazione francese. Sono rimasti stupefatti da questo “iper-presidente”, che si impadronisce ogni giorno di un nuovo caso, aspirando verso di lui la destra e la sinistra, sconvolgendo tutti i punti di riferimento fino a creare una confusione completa.

Come bambini che hanno fatto una grossa sciocchezza, i Francesi sono troppo occupati a trovare delle scuse per ammettere l’ampiezza dei danni e della loro ingenuità. Ancora di più, rifiutano di vedere chi è veramente Nicolas Sarkozy, cosa della quale avrebbero dovuto rendersi conto molto tempo prima.

Il fatto è che l’uomo è abile. Come un illusionista, ha spostato la loro attenzione offrendo la propria vita privata in spettacolo e posando per i giornali popolari, fino a fare dimenticare il suo percorso politico.

Che si capisca bene il senso di questo articolo: non si tratta di rimproverare al signor Sarkozy i suoi vincoli famigliari, di amicizia e professionali, ma di aver nascosto i suoi legami ai Francesi che hanno creduto, a torto, di eleggere un uomo libero.

Per capire come un uomo che oggi tutti sono d’accordo nel considerare l’agente degli Stati Uniti e d’Israele abbia potuto diventare il capo del partito gollista, poi il presidente della Repubblica francese, bisogna tornare indietro. Molto indietro. Bisogna imboccare una lunga digressione nel corso della quale presenteremo i protagonisti che trovano adesso la loro rivincita.

Segreti di famiglia

Alla fine della Seconda Guerra mondiale, i servizi segreti statunitensi si appoggiano al padrino italo-americano Lucky Luciano per controllare la sicurezza dei porti americani e per preparare lo sbarco alleato in Sicilia. I contatti di Luciano con i servizi USA passano precisamente per Frank Wisner Sr. poi, quando il “padrino” viene liberato e si esilia in Italia, per il suo “ambasciatore corso, Etienne Léandri.

Nel 1958, gli Stati Uniti, preoccupati per una possibile vittoria del Fronte di Liberazione Nazionale in Algeria che aprirebbe l’Africa del Nord all’influenza sovietica, decidono di provocare un colpo di stato militare in Francia. L’operazione è organizzata congiuntamente dalla Direzione per la pianificazione della CIA – teoricamente diretta da Frank Wisner Sr. – e dalla NATO. Ma Wisner è già sprofondato nella demenza di modo che è il suo successore, Allan Dulles, che coordina il colpo. Dopo Algeri, alcuni generali francesi creano un Comitato di salute pubblica che esercita una pressione sul potere civile di Parigi e lo costringe a votare i pieni poteri al generale De Gaulle senza aver bisogno di ricorrere alla forza [1].

Ora, Charles De Gaulle non è la pedina che gli Anglosassoni credono di poter manipolare. In un primo tempo, tenta di uscire dalla contraddizione coloniale accordando un’ampia autonomia ai territori d’oltremare in seno ad un’Unione francese. Ma è ormai troppo tardi per salvare l’Impero francese perché i popoli colonizzati non credono più alle promesse della capitale ed esigono l’indipendenza. Dopo aver condotto vittoriosamente delle feroci campagne di repressione contro gli indipendentisti, De Gaulle si arrende all’evidenza. Dando prova di una rara saggezza politica, decide di accordare ad ogni colonia la sua indipendenza.

Questo voltafaccia è vissuto come un tradimento dalla maggior parte di coloro che lo hanno portato al potere. La CIA e la NATO sostengono quindi ogni tipo di complotto che possa eliminarlo tra cui un putsch mancato e una quarantina di tentativi di assassinio [2]. Tuttavia, alcuni suoi sostenitori approvano la sua evoluzione politica. Essi creano attorno a Charles Pasqua il SAC, una milizia con lo scopo di proteggerlo.

Pasqua è nello stesso tempo un malavitoso corso e un ex partigiano. Ha sposato la figlia di un contrabbandiere di liquori canadese che ha fatto fortuna durante il proibizionismo. Dirige la società Ricard che, dopo aver commercializzato assenzio, un liquore proibito, diventa rispettabile vendendo anisette. Tuttavia, la società continua a servire da copertura per tutta una serie di traffici in relazione con la famiglia italo-newyorchese dei Genovese, quella di Lucky Luciano. Non sorprende, quindi, che Pasqua faccia appello a Etienne Léandri (l’”ambasciatore” di Luciano) per reclutare manovalanza e costituire la milizia gollista [3]. Un terzo uomo gioca un ruolo importante nella formazione del SAC, l’ex guardia del corpo di De Gaulle, Achille Peretti, anch’egli corso.

Così difeso, De Gaulle disegna con bravura una politica nazionale indipendentista. Pur affermando la sua appartenenza al campo atlantico, rimette in discussione la leadership anglosassone. Si oppone all’entrata del Regno Unito nel Mercato comune europeo (1961 e 1967); rifiuta lo spiegamento dei caschi dell’ONU in Congo (1961); incoraggia gli Stati latinoamericani ad affrancarsi dall’imperialismo USA (discorso in Messico, 1964); espelle la NATO dalla Francia e si ritira dal Comando integrato dell’Alleanza atlantica (1966); denuncia la guerra del Vietnam (discorso di Phnon Penh, 1966); condanna l’espansionismo israeliano all’epoca della Guerra dei Sei giorni (1967); sostiene l’indipendenza del Québec (discorso di Montréal, 1967); ecc.

Contemporaneamente, De Gaulle consolida la potenza della Francia dotandola di un complesso militar-industriale che comprende la forza di dissuasione nucleare e garantendo il suo approvvigionamento energetico. Allontana utilmente gli ingombranti Corsi dal suo entourage affidando loro missioni all’estero. Così Etienne Léandri diventa il trader del gruppo Elf (oggi Total) [4], mentre Charles Pasqua diviene l’uomo di fiducia dei capi di Stato dell’Africa francofona.

Consapevole di non poter sfidare gli Anglosassoni su troppi terreni alla volta, De Gaulle si allea con la famiglia Rothschild. Sceglie come Primo ministro il rappresentante della Banca, Georges Pompidou. I due formano un tandem efficace. L’audacia politica del primo non perde mai di vista il realismo economico del secondo.

Quando De Gaulle si dimette, nel 1969, Georges Pompidou gli succede brevemente alla presidenza prima di essere portato via da un cancro. I gollisti storici non riconoscono la sua leadership e si preoccupano per le sua tendenze anglofile. Gridano al tradimento quando Pompidou, assecondato dal segretario generale dell’Eliseo, Edouard Balladur, fa entrare “la perfida Albione” nel Mercato comune europeo.

La fabbricazione di Nicolas Sarkozy

Una volta premessa questa cornice, torniamo al nostro personaggio principale. Nicolas Sarkozy. Nato nel 1955, è figlio di un nobile cattolico ungherese, Pal Sarkösy de Nagy-Bocsa, rifugiatosi in Francia dopo essere fuggito dall’Armata rossa, e di Andrée Mallah, una plebea ebrea originaria di Tessalonica. Dopo aver avuto tre figli (Guillaume, Nicolas e François), la coppia divorzia. Pal Sarkösy de Nagy-Bocsa si risposa con una aristocratica, Christine de Ganay, da cui avrà due figli (Pierre-Olivier e Caroline). Nicolas non sarà allevato unicamente dai genitori ma sarà sballottato in questa famiglia ricomposta.

Sua madre è diventata la segretaria di Achille Peretti. Dopo aver co-fondato il SAC, la guardia del corpo di De Gaulle aveva proseguito una brillante carriera politica. Era stato eletto deputato e sindaco di Neuilly-sur-Seine, la più ricca periferia residenziale della capitale, poi presidente dell’Assemblea nazionale.

Sfortunatamente, nel 1972, Achille Peretti è pesantemente portato alla ribalta. Negli Stati Uniti,
la rivista Time rivela l’esistenza di un’organizzazione criminale segreta “l’Unione corsa” che controllerebbe gran parte del traffico di stupefacenti tra l’Europa e l’America, la famosa “French connection” che Hollywood porterà sugli schermi. Appoggiandosi su audizioni parlamentari e su proprie investigazioni, Time cita il nome di un capo mafioso, Jean Venturi, arrestato qualche anno dopo in Canada, che altri non è che il delegato commerciale di Charles Pasqua per la società di liquori Ricard. Vengono fatti i nomi di diverse famiglie che dirigerebbero l’Unione corsa, tra cui Peretti. Achille nega, ma deve rinunciare alla presidenza dell’Assemblea nazionale e sfugge anche ad un “suicidio”.

Nel 1977, Pal Sarkozy si separa anche dalla seconda moglie, Christine de Ganay, che si lega allora al n. 2 dell’amministrazione centrale del dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Si sposa e va a vivere con lui in America. Come si sa il mondo è piccolo e suo marito non è altri che Frank Wisner Jr, figlio del precedente. Le funzioni di Junior alla CIA non sono note, ma è chiaro che ha un ruolo importante. Nicolas, che rimane presso la matrigna, il fratellastro e la sorellastra, comincia a rivolgersi verso gli Stati Uniti dove “beneficia” dei programmi di formazione del dipartimento di Stato.

Nello stesso periodo, Nicolas Sarkozy aderisce al partito gollista. Qui presto inizia a frequentare Charles Pasqua, che non è solamente un leader nazionale ma anche il responsabile del dipartimento Hauts-de-Seine.
Nel 1982, Nicolas Sarkozy, terminati gli studi in giurisprudenza e frequentando il praticantato per divenire avvocato, sposa la nipote di Achille Peretti. Suo testimone di nozze è Charles Pasqua. Divenuto avvocato, il signor Sarkozy difende gli interessi degli amici corsi dei suoi mentori. Acquista una proprietà sull’isola, a Vico, e immagina di “corsicizzare” il suo nome sostituendo la “y” con una “i”: Sarkozi.

L’anno successivo è eletto sindaco di Neuilly-sur-Seine in sostituzione dello zio acquisito, Achille Peretti, stroncato da una crisi cardiaca.

Tuttavia, Nicolas non tarda a tradire la moglie e, dal 1984, inizia una relazione con Cécilia, moglie del più celebre presentatore televisivo dell’epoca, Jacques Martin, di cui fa conoscenza celebrando il loro matrimonio in qualità di sindaco di Neuilly. Questa doppia vita dura cinque anni prima che gli amanti lascino i rispettivi coniugi per costruire una loro famiglia.

Nicolas è il testimone di nozze, nel 1992, della figlia di Jacques Chirac, Claude, con un editorialista de Le Figaro. Non può impedirsi di sedurre Claude e di condurre una breve relazione con lei, mentre vive ufficialmente con Cécilia. Il marito tradito si suicida assumendo dei farmaci. La rottura tra gli Chirac e Nicolas Sarkozy è brutale e senza ritorno.

Nel 1993, la sinistra perde le elezioni legislative. Il presidente François Mitterand rifiuta di dimettersi e entra in coabitazione con un Primo ministro di destra. Jacques Chirac, che ambisce alla presidenza e pensa di formare con Edouard Balladur un tandem come quello di De Gaulle e Pompidou, rifiuta di essere nuovamente Primo ministro e lascia il posto al suo “amico da trent’anni”, Edouard Balladur. Malgrado il suo passato sulfureo, Charles Pasqua diviene ministro dell’Interno. Pur mantenendo il controllo della marijuana marocchina, approfitta della situazione per legalizzare le altre sue attività e prende il controllo dei casinò, dei giochi e delle corse nell’Africa francofona. Tesse anche legami in Arabia saudita e in Israele e diventa ufficiale d’onore del Mossad. Nicolas Sarkozy, dal canto suo, è ministro del Tesoro e portavoce del governo.

A Washington, Frank Wisner Jr. è succeduto a Paul Wolfowitz come responsabile della pianificazione politica al dipartimento della Difesa. Nessuno fa notare i legami che lo uniscono al portavoce del governo francese.

E’ in quel periodo che, come trent’anni prima, in seno al partito gollista riesplode la tensione tra i gollisti storici e la destra finanziaria, incarnata da Balladur. La novità è che Charles Pasqua e con lui il giovane Nicolas Sarkozy tradiscono Jacques Chirac per avvicinarsi alla corrente Rothschild. Tutto frana. Il conflitto raggiungerà l’apice nel 1995 quando Edouard Balladur si presenterà contro il suo ex-amico Jacques Chirac alle elezioni presidenziali e verrà sconfitto. Soprattutto, seguendo le istruzioni di Londra e di Washington, il governo Balladur apre ai negoziati per l’adesione all’Unione europea e alla NATO degli Stati dell’Europa centrale e orientale, affrancatisi dalla tutela sovietica.
Nulla funziona più nel partito gollista, dove gli amici di ieri sono vicini a scannarsi tra loro. Per finanziare la sua campagna elettorale, Edouard Balladur tenta di fare man bassa dei fondi neri del partito gollista, nascosti nella doppia contabilità dell’impresa petrolifera Elf. Appena morto il vecchio Etienne Léandri i giudici perquisiscono la società e i suoi dirigenti vengono arrestati. Ma Balladur, Pasqua e Sarkozy non arriveranno mai a recuperare il gruzzolo.

La traversata del deserto

Nel corso del suo primo mandato, Jacques Chirac tiene Nicolas Sarkozy a distanza. L’uomo rimane discreto durante questa lunga traversata del deserto. Discretamente, continua ad annodare relazioni nei circoli dell’alta finanza. Nel 1996, Nicolas Sarkozy, riuscito finalmente a concludere le procedure per un divorzio che non riusciva a concludersi, si sposa con Cécilia. Per testimoni hanno i due miliardari Martin Bouygues e Bernard Arnaud (l’uomo più ricco del paese).

Ultimo atto

Molto prima della crisi irachena, Frank Wisner Jr. e i suoi colleghi della CIA pianificano la distruzione della corrente gollista e l’ascesa di Nicolas Sarkozy. Agiscono in tre tappe: prima l’eliminazione della dirigenza del partito gollista e il controllo di questo apparato, poi l’eliminazione del principale rivale di destra e l’investitura del partito gollista all’elezioni presidenziali, infine l’eliminazione di ogni serio sfidante a sinistra in modo da essere certi di vincere le elezioni.

Per anni, i media sono tenuti con il fiato sospeso dalle rivelazioni postume di un immobiliarista. Prima di morire per una grave malattia, costui ha registrato, per motivi mai chiariti, una confessione video. Per una ragione ancora più oscura, la “cassetta” finisce nelle mani di un notabile del Partito socialista, Dominique Strauss-Kahn, che indirettamente la fa pervenire alla stampa.

Se le confessioni del costruttore non sfociano in alcuna sanzione giudiziaria, si apre però un vaso di Pandora. La principale vittima di ciò che segue sarà il Primo ministro Alain Juppé. Per proteggere Chirac, egli prende su di sé tutte le responsabilità penali. L’uscita di scena di Juppé lascia via libera a Nicolas Sarkozy per prendere la direzione del partito gollista.

Sarkozy sfrutta la sua posizione per obbligare Jacques Chirac a riprenderlo al governo malgrado il loro odio reciproco. Alla fine, sarà ministro dell’Interno. Errore! Da questa posizione controlla i prefetti e il servizio informativo interno che utilizza per infiltrare le grandi amministrazioni.

Si occupa anche degli affari corsi. Il prefetto Claude Erignac è stato assassinato. Anche se non è stato rivendicato, l’omicidio viene immediatamente interpretato come una sfida lanciata dagli indipendentisti alla Repubblica. Dopo una lunga caccia, la polizia arriva ad arrestare un sospetto in fuga, Yvan Colonna, figlio di un deputato socialista. In spregio alla presunzione d’innocenza, Nicolas Sarkozy annuncia la notizia e accusa il sospetto di essere l’assassino. Il fatto è che la notizia è troppo bella a due giorni dal referendum che il ministro dell’Interno organizza in Corsica per modificare lo statuto dell’isola. Comunque sia, gli elettori respingono il progetto di Sarkozy che, secondo alcuni, favorisce gli interessi mafiosi.
Anche se Yvan Colonna è stato successivamente riconosciuto colpevole, ha sempre protestato la sua innocenza e non è stata trovata alcuna prova materiale contro di lui. Stranamente, l’uomo si è chiuso in silenzio preferendo essere condannato piuttosto che rivelare quello che sa.
Riveliamo qui che il prefetto Erignac non è stato ucciso dai nazionalisti, ma da un sicario immediatamente espatriato in Angola dove è stato assunto nel servizio di sicurezza del gruppo Elf. Il movente del crimine era proprio legato alle funzioni precedenti di Erignac, responsabile della rete africana di Charles Pasqua al ministero della Cooperazione. Quanto a Yvan Colonna, è un amico personale di Nicolas Sarkozy da decenni e i loro figli si sono frequentati.

Scoppia un nuovo caso: circolano falsi elenchi che accusano mendacemente diverse personalità di nascondere conti bancari in Lussemburgo, presso Clearstream. Tra le personalità diffamate: Nicolas Sarkozy. Si lamenta e lascia intendere che il suo rivale di destra alle elezioni presidenziali, il Primo ministro Dominique de Villepin, ha organizzato la macchinazione. Non nasconde la sua intenzione di trascinarlo in galera.
In realtà, i falsi elenchi sono stati messi in circolazione dalla Fondazione franco-americana [5] di cui è presidente John Negroponte e di cui Frank Wisner Jr. è amministratore. Quello che i giudici ignorano e che noi riveliamo qui, è che le liste sono state fabbricate a Londra da un laboratorio comune della CIA e del MI6, Hakluyt & Co, di cui ugualmente è amministratore Frank Wisner Jr. Villepin si difende da ciò di cui l’accusano, ma è messo sotto inchiesta, confinato a casa e, di fatto, allontanato dalla vita politica. La via è libera a destra per Nicolas Sarkozy.

Rimangono da neutralizzare i candidati dell’opposizione. Le quote di adesione al partito socialista sono ridotte a livello simbolico per attirare nuovi militanti. Immediatamente migliaia di giovani prendono la tessera. Tra essi, almeno diecimila nuovi aderenti sono in realtà militanti del Partito trotskista “lambertista” (dal nome del suo fondatore Pierre Lambert). Questa piccola formazione di estrema sinistra è stata storicamente al servizio della CIA contro i comunisti stalinisti durante la Guerra fredda (è l’equivalente del SD/USA di Max Shatchman, che ha formato i neoconservatori negli Stati Uniti [6]). Non è la prima volta che i “lambertisti” infiltrano il Partito socialista. Vi hanno notoriamente piazzato due celebri agenti della CIA: Lionel Jospin (che è diventato Primo ministro) e Jean-Christophe Cambadélis, il principale consigliere di Dominique Strauss-Kahn [7].

All’interno del Partito socialista vengono organizzate le primarie per designare il candidato alle elezioni presidenziali. Sono in competizione due personalità: Laurent Fabius e Ségolène Royal. Solo il primo rappresenta un pericolo per Nicolas Sarkozy. Dominique Strauss-Kahn entra nella corsa con la missione di eliminare Fabius all’ultimo momento. Il che sarà in grado di fare grazie ai voti dei militanti “lambertisti” infiltrati, che portano il loro voto non sul suo nome ma su quello della Royal.
L’operazione è possibile perché Strauss-Kahn è da molto tempo sul libro paga degli Stati Uniti. I Francesi ignorano che tiene lezioni a Stanford dove è stato assunto dal rettore dell’università, Condoleeza Rice [8].
Una volta entrato in carica, Nicolas Sarkozy e Condoleeza Rice ringrazieranno Strauss-Kahn facendolo eleggere alla direzione del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Primi giorni all’Eliseo

La sera del secondo turno dell’elezione presidenziale, quando gli istituti di sondaggio annunciano la sua probabile vittoria, Nicolas Sarkozy pronuncia un breve discorso alla nazione dal suo quartier generale della campagna. Poi, contrariamente alle abitudini, non va a festeggiare con i militanti del suo partito, ma si reca al Fouquet’s. Il celebre locale dei Champs-Elisées, che era un tempo il luogo di appuntamento dell’”Unione Corsa”, è oggi di proprietà del patron di hotel e casinò Dominique Desseigne. E’ stato messo a disposizione del presidente eletto per ricevervi i suoi amici e i principali donatori della campagna. Ci si mescolano un centinaio di invitati, gli uomini più ricchi di Francia accanto a proprietari di casinò.

Poi il presidente eletto si concede qualche giorno di meritato riposo. Portato a bordo di un Falcon-900 privato a Malta, si riposa sul Palma, lo yacht di 65 metri del suo amico Vincent Bolloré, un miliardario formatosi alla Banca Rothschild.

Alla fine, Nicolas Sarkozy assume la carica di presidente della Repubblica francese. Il primo decreto che firma non è per proclamare un’amnistia ma per autorizzare i casinò dei suoi amici Desseigne e Partouche a moltiplicare le slot-machines.

Forma la sua squadra di lavoro e il suo governo. Senza sorprese, ci si ritrova un bel losco proprietario di casinò (il ministro della Gioventù e dello Sport) e il lobbysta dei casinò dell’amico Desseigne (che diventa il portavoce del partito “gollista”).

Nicolas Sarkozy si appoggia soprattutto a quattro uomini:

– Claude Guéant, segretario generale dell’Eliseo. E’ l’antico braccio destro di Charles Pasqua.

– François Pérol, segretario generale aggiunto dell’Eliseo. Un associato della Banca Rothschild.

– Jean-David Lévitte, consigliere diplomatico. Figlio dell’ex direttore dell’Agenzia ebraica. Ambasciatore di Francia all’ONU, fu sollevato dalle sue funzioni da Jacques Chirac che lo riteneva troppo vicino a George Bush.

– Alain Bauer, l’uomo dell’ombra. Il suo nome non compare negli annuari. E’ incaricato dei servizi informativi. Già Gran Maestro del Grande Oriente di Francia (la principale obbedienza massonica francese) e già n. 2 della National Security Agency statunitense in Europa [9].

Frank Wisner Jr., che è stato nel frattempo nominato inviato speciale del presidente Bush per l’indipendenza del Kossovo, insiste perché Bernard Kouchner sia nominato ministro degli Esteri con una doppia missione prioritaria: l’indipendenza del Kossovo e la liquidazione della politica araba della Francia.

Kouchner ha iniziato la sua carriera con la creazione di una ONG umanitaria. Grazie ai finanziamenti del National Endownement for Democracy, ha partecipato alle operazioni di Zbigniew Brzezinski in Afghanistan, accanto ad Osama Bin Laden e ai fratelli Karzaï contro i sovietici. Lo si ritrova negli anni 90 presso Alija Izetbegovich in Bosnia Erzegovina. Dal 1999 al 2001, è stato Alto rappresentante dell’ONU in Kossovo.

Sotto il controllo del fratello minore di Hamid Karzaï, l’Afghanistan è diventato il primo produttore mondiale di papavero. Il succo viene trasformato sul posto in eroina e trasportato dall’US Air Force a Camp Bondsteed (Kossovo). Là la droga è presa in carico dagli uomini di Haçim Thaçi che la smerciano principalmente in Europa e secondariamente negli Stati Uniti [10]. I ricavi sono utilizzati per finanziare le operazioni illegali della CIA.
Karzaï e Thaçi sono amici personali da lunga data di Bernard Kouchner che certamente ignora le loro attività criminali malgrado i rapporti internazionali che sono stati dedicati a questo tema.

Per completare il suo governo, Nicolas Sarkozy nomina Christine Lagarde ministro dell’Economia e delle Finanze. Essa ha fatto tutta la sua carriera negli Stati Uniti dove ha diretto il prestigioso studio di giuristi Baker & McKenzie. In seno al Center for International & Strategic Studies di Dick Cheney, è stata co-presidente insieme a Zbigniew Brzezinski di un gruppo di lavoro che ha supervisionato le privatizzazioni in Polonia. Ha organizzato un’intensa attività di lobbyng per conto della Lockeed Martin contro l’impresa aeronautica francese Dassault [11].

Nuova scappatella durante l’estate. Nicolas, Cécilia, la loro amante comune e i loro figli si fanno offrire delle vacanze negli Stati Uniti a Wolfenboroo, non lontano dalla proprietà del presidente Bush. Il conto questa volta è pagato da Robert F. Agostinelli, un banchiere d’affari italo-newyorchese, sionista e neoconservatore purissimo che si esprime su Commentary, la rivista dell’American Jewish Committee.

La riuscita di Nicolas si riflette sul fratellastro Pierre-Olivier. Sotto il nome americanizzato di “Oliver”, viene nominato da Frank Carlucci (che è stato il n. 2 della CIA dopo essere stato reclutato da Frank Wisner Sr.) [12] direttore di un nuovo fondo d’investimento del gruppo Carlyle ( la società di gestione finanziaria comune ai Bush e ai Bin Laden) [13]. Privo di particolari qualità personali, è divenuto il quinto negoziatore di affari nel mondo e gestisce le principali ricchezze dei fondi sovrani del Kuwait e di Singapore.

La popolarità del presidente è in caduta libera nei sondaggi. Uno dei suoi consiglieri per la comunicazione, Jacques Séguéla, raccomanda di distogliere l’attenzione del pubblico con nuove “people stories”. L’annuncio del divorzio da Cécilia è pubblicato da Libération, il giornale del suo amico Edouard de Rothschild, per coprire gli slogans dei manifestanti un giorno di sciopero generale. Ancora più forte, il comunicatore organizza un incontro con l’artista ed ex indossatrice Carla Bruni. Qualche giorno dopo, la sua relazione con il presidente viene ufficializzata e il martellamento mediatico copre di nuovo le critiche politiche. Ancora qualche settimana e arriva il terzo matrimonio di Nicolas. Questa volta, sceglie come testimone Mathilde Agostinelli (la moglie di Robert) e Nicolas Bazire, già direttore del gabinetto di Edouard Balladur diventato associato dei Rothschild.

Quand’è che i Francesi avranno occhi per vedere con chi hanno a che fare?

Thierry Meyssan

Le informazioni contenute nel presente articolo sono state presentate da Thierry Meyssan in occasione della tavola rotonda di chiusura dell’ Eurasian Media Forum (Kazakistan, 25 aprile 2008) dedicato alla popolarizzazione e al “glamour” in politica.

L’interesse suscitato da queste informazioni ha portato l’autore a redigere il presente articolo che è stato pubblicato da Profile attualmente la principale rivista giornalistica russa.

Molte versioni e traduzioni non autorizzate di questo articolo sono state diffuse nel periodo in cui il sito del Réseau Voltaire era fuori servizio. Vi preghiamo di considerare il presente articolo come il solo valido.

Thierry Meyssan
Titolo originale; Opération Sarkozy : comment la CIA a placé un de ses agents à la présidence de la République française
Fonte: Voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article157210.html

Scelto e Tradotto per Comedonchisciotte.org da MATTEO BOVIS

NOTE

[1] « Quand le stay-behind portait De Gaulle au pouvoir », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 27 agosto 2001

[2] «Quand le stay-behind voulait remplacer De Gaulle », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 10 settembre 2001

[3] L’Énigme Pasqua, di Thierry Meyssan, Golias ed. 2000.

[4] Les requins. Un réseau au cœur des affaires, di Julien Caumer, Flammarion, 1999.

[5] « Un relais des États-Unis en France : la French American Foundation », di Pierre Hillard, Réseau Voltaire, 19 aprile 2007.

[6] « Les New York Intellectuals et l’invention du néo-conservatisme », di Denis Boneau, Réseau Voltaire, 26 novembre 2004.

[7] Il responsabile USA dei servizi informativi, Irving Brown in persona, ha rivendicato di avere lui stesso reclutato e formato i signori Jospin e Cambadélis per lottare contro gli stalinisti all’epoca in cui militavano tra i lambertisti. Cfr. Eminences grises, Roger Faligot e Rémi Kauffer, Fayard, 1992; “The Origin of CIA Financing of AFL Programs » in Covert Action Quaterly, n° 76, 1999. E’ importante evitare un’interpretazione anacronistica: il loro coinvolgimento al servizio degli USA è quello di atlantisti durante la Guerra fredda. Più in là, questo li condurrà, ad esempio, nel 1999, a svolgere un ruolo centrale nell’impegno di Parigi in seno alla NATO per bombardare Belgrado, peraltro tradizionale alleato della Francia. Ugualmente, è importante evitare false equivalenze: la collaborazione di Nicolas Sarkozy con gli USA non si è sviluppata su una base ideologica, ma relazionale e carrierista (nota modificata il 27 luglio 2008 in risposta ai lettori).

[8] « Dominique Strauss-Kahn, l’homme de « Condi » au FMI », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 5 ottobre 2007.

[9] « Alain Bauer, de la SAIC au GOdF », Note d’information du Réseau Voltaire, 1 ottobre 2000.

[10] « Le gouvernement kosovar et le crime organisé », di Jürgen Roth, Horizons et débats, 8 aprile 2008.

[11] « Avec Christine Lagarde, l’industrie US entre au gouvernement français », Réseau Voltaire, 22 giugno 2005.

[12] « L’honorable Frank Carlucci », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 11 febbraio 2004.

[13] « Les liens financiers occultes des Bush et des Ben Laden » e
« Le Carlyle Group, une affaire d’initiés »
, Réseau Voltaire, 16 ottobre 2001 e 9 febbraio 2004.

Pubblicato da

  • ElTano

    A questo punto, probabilmente l’unico modo che ha Meyssan di evitare che lo facciano fuori è farsi proteggere da Hezbollah, laggiù in Libano.

  • franchino

    e allora?