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NEL CAOS DELL'IRAQ, UNA GIGANTESCA AMBASCIATA USA

DI DANIEL MCGRORY (Baghdad)
Times Online

I lavori sul complesso di 104 acri, conosciuto localmente come il “palazzo di George W”, dovrebbero essere segreti, ma è impossibile nascondere le gru che dominano il cielo di Baghdad.

La questione sconcerta e fa infuriare una città intera: com’è che gli Statunitensi non possono tenere attiva l’elettricità a Baghdad per più di un paio di ore al giorno, ma riescono comunque a costruire da soli la più grande ambasciata della terra?L’ esasperazione cresce mentre i residenti, privati dell’aria condizionata e dell’acqua corrente tre anni dopo l’ invasione guidata dagli Usa, osservano l’enorme Ambasciata che chiamano il “palazzo di George W” ergersi tra ile rive del Tigri.

Nei café di strada, la gente si lamenta che la struttura sia più grande di ogni altro edificio di Saddam Hussein. Non sono stupefatti dalle dichiarazioni degli architetti secondo cui l’ avamposto diplomatico sarà visibile dallo spazio e coprirà un area più ampia di città del Vaticano o abbastanza grande da poterci ospitare quattro Millennium Dome. Sono più interessati a sapere se il Dipartimento di Stato Usa ha pagato la maggior parte della terra o semplicemente se ne è impadronito.

Mentre le famiglie nella capitale soffrono della mancanza di elettricità, tutti in fila per fare benzina e aspettando che le conduttore dell’ acqua vengano collegate, l’ambasciata Usa, la cui apertura e prevista per il Giugno del prossimo anno, avrà la propria elettricità e impianti d’acqua che potrebbero rifornire la popolazione di una piccola città.

Ufficialmente, il progetto del complesso dovrebbe essere segreto, ma non si possono nascondere le giganti gru ed i contorni in cemento dei 21 edifici che stanno prendendo forma. Imponente, oltre l’orizzonte, l’ambasciata si distingue per essere il solo grande progetto edilizio degli Stati Uniti in Iraq che rispetterò i tempi di lavoro ed il budget previsto.

In una settimana in cui Washington rivelò una lista iniziale di scadenze non rispettate e con impieghi di capitale oltre il dovuto per i progetti edilizi, al Congresso fu detto che il conto per l’ ambasciata era 592 milioni di dollari [465 milioni di euro, ndt].

L’area ultra sorvegliata di 42 ettari – che avrà un muro perimetrale dallo spessore di 4,5 metri – occupa centinaia di lavoratori che brulicano sulle impalcature. I residenti locali sono infuriati che l’appaltatore Kuwaitiano abbia assunto solo staff straniero, che trasporta per mezzo di autobus dai temporanei accampamenti nelle vicinanze.

Dopo il disagio nei palazzi abbandonati di Saddam, i diplomatici dovrebbero usufruire di ogni tipo di comfort nella loro nuova casa. Ci saranno straordinarie residenze per l’ambasciatore ed il suo vice aggiunto, sei appartamenti per i funzionari di grado più levato, e due enormi blocchi di uffici per uno staff di 8000 persone che ci lavorerà. Ci sarà ciò che si sussurra essere la più grande piscina di Baghdad, una palestra moderna, un cinema, ristoranti che offriranno delicatezze provenienti dai settori alimentari Usa, campi da tennis ed un elegante American Club per i ricevimenti serali.

Le misure di sicurezza installate sono descritte come straordinarie. I funzionari Usa si stanno preparando per il giorno in cui la cosiddetta zone verde, il complesso fortificato e sigillato dove i diplomatici internazionali e i leader dell’Iraq vivranno e lavoreranno, sarà riaperta al resto dei residenti della città, ed i diplomatici statunitensi potranno ritirarsi nella loro area sicura.

I politici Iracheni che si oppongono alla presenza Usa protestano che le dimensioni del progetto suggeriscono che gli Stati Uniti hanno ambizioni di lungo termine sul paese. L’International Crisis group, un think-tank, ha dichiarato che le dimensioni dell’ambasciata “sono viste dagli Iracheni come un segnale di chi veramente esercita il potere nel loro paese”.

Un funzionario del Dipartimento di Stato ha detto che la dimensione riflette “l’ancora enorme quantità di lavoro che devono affrontare gli Stati Uniti e il nostro obbligo di vederlo portato a termine”.

Dietro il Pregetto

# Il rapporto di un ispettore generale dell’ONU in merito alla ricostruzione ha rivelato che sebbene siano stati spesi 22 miliardi di dollari, l’ acqua, i sistemi di scarico, l’elettricità e le infrastrutture sono ancora operative a livelli pre-guerra.

# Nonostante il “significativo progresso” negli ultimi mesi, meno di metà dei progetti per l’acqua e l’elettricità è stato completato.

# Solo sei dei 150 centri di assistenza medica progettati sono stati completati.

# I funzionari Usa hanno speso 70 milioni in equipaggiamento per cliniche mediche che probabilmente non saranno mai costruite. Più del 75% dei fondi per le 150 cliniche progettate è stato stanziato.

# Il Task Force Shield, un programma da 147 milioni di dollari per addestrare le unità di sicurezza irachene a protezione delle aree chiave del petrolio e dell’elettricità, non hao raggiunto il proprio scopo. Un indagine per frode è in corso.

# La produzione di petrolio era 2.18 milioni di barili al giorno l’ ultima settimana di Marzo. Prima della guerra era 2.6 milioni.

Daniel McGrory
Fonte: http://www.timesonline.co.uk
Link: http://www.timesonline.co.uk/article/0,,3-2162249,00.html
03.05.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MANRICO TOSCHI

Pubblicato da God