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MORGAN, EMANUELE FILIBERTO E ITALIA, AMORE MIO

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com/

Tempo fa, si parlava qui del caso di Rignano Flaminio.

Un gruppo di maestrine e bidelle di un piccolo paese, letteralmente demonizzate da un giorno all’altro: accusate cioè di aver ripetutamente fatto salire i bambini affidati loro, in pieno orario scolastico, sul pulmino della scuola; di averli trascinati a casa di una di loro e di averli assoggettati a orge pedosataniche. Il tutto senza la minima testimonianza (salvo quella di bambini convinti dai genitori) e senza la minima prova di fatto.

Un caso, non di ritorno al Medioevo, ma al contrario di follia indotta dal flusso mediatico, dalla confusa sedimentazione di pubblicità, film d’orrore e notizie traumatiche e prive di ogni senso, contesto o evidenza.

Le maestre sono state salvate, almeno nella reputazione – la Procura di Tivoli va avanti come un carro armato impazzito – da una mobilitazione generale delle risorse tradizionali della comunità: persone che si conoscevano tra di loro, che si frequentavano da sempre nella vita reale, raccolte attorno al parroco. La complicazione del mondo: in questo caso almeno, la credulità è la modernità, lo scetticismo è la tradizione.

A prima vista, quindi, potremmo parlare di uno scontro in cui la vita reale riesce a resistere alla violenza dello spettacolo. O se vogliamo, il modo storico di vivere della provincia italiana si difende bene dai meccanismi di annientamento globale.

Ma lo spettacolo ha qualcosa da offrire a tutti: sa trasformare ogni stato d’animo e ogni desiderio in merce. E nel momento in cui una cosa viene trasformata in spettacolo, diventa il proprio opposto.

Un esempio evidente è l’imminente Festival di Sanremo, suprema mercificazione e falsificazione dello stesso spirito provinciale e un po’ comunitario che abbiamo visto all’opera a Rignano Flaminio.

Io non accendo la televisione, e quindi mi baso sui resoconti che trovo nella stampa. Un metodo imperfetto, ma che a volte aiuta a non perdersi nei dettagli, e soprattutto a non regalare ore della mia vita ai mediocrati.

Le storie le conoscerete anche meglio di me, comunque vale la pena analizzarle.

Tra i piccoli mostriciattoli che genera lo spettacolo, c’è un certo Marco Castoldi, che si nasconde dietro il nome-maschera di Morgan. Il nome anglosassone, nel suo servilismo esterofilo, fa paradossalmente molto italiano.

Marco Castoldi compone musica, mentre Morgan fa immagine.

L’immagine di Morgan è quella del Musicista, di cui indossa la variopinta divisa, più o meno alla stessa maniera in cui un carabiniere indossa quella altrettanto pittoresca dell’Arma.

Nella divisione simbolica del lavoro, il musicista deve apparire alternativo, per lo stesso motivo per cui un rapper deve sembrare un negro. Usiamo volutamente questo vecchio termine americano, che rende molto meglio di “nero” il concetto di sassofonista-per-bianchi ai tempi del proibizionismo.

Ma proprio perché il prodotto Morgan viene venduto a un pubblico conservatore, alla Rignano Flaminio, non deve assolutamente essere trasgressivo.

Nel rincorrere i media, Morgan si è fatto mangiare vivo: la rivista Max (proprietà Rcs, come la defunta Oriana Fallaci) ha pubblicato un’intervista con lui, in cui Morgan afferma di consumare regolarmente il crack.

A noi non interessa minimamente se ciò sia vero o falso: fumare crack è peccato assai meno grave che concedere interviste a Max. Ma così come il signor Castoldi sarebbe obbligato al consumo del crack per non entrare in depressione, il personaggio Morgan è obbligato a farsi di interviste per non far deprimere le proprie quote mediatiche.

Se Castoldi (la persona reale) è un buon musicista o no, si capisce a orecchio e non frugando tra le sue abitudini personali. Sicuramente, il suo esempio potrebbe legittimare l’uso della cocaina; ma il vero orrore sta nell’esistenza di un mondo in cui gli spettacoli viventi di Sanremo costituiscono appunto un esempio.

L’articolo, se ho ben capito, deve ancora uscire. Ma Max pubblica un’anticipazione: in pratica, seleziona accuratamente i brani più scabrosi dell’intervista e li usa come pubblicità. In altre parole, la notizia consiste nella pubblicità di un’intervista a un personaggio in uno spettacolo che esiste solo perché viene ripreso dalla televisione.

Certamente per il mondo dei media e dei politici, la cocaina e derivati sono la norma. Solo che il Prodotto Sanremo viene venduto a persone che considerano la trasgressione pubblicamente affermata un delitto gravissimo.

Sul tema delle sostanze che danno alla testa, bisogna fare come faceva lo stesso Morgan alla trasmissione della signora Daria Bignardi in Sofri:

«Beviamo troppo. Non posso uscire e non riuscire a parlare con nessuno perchè son tutti ubriachi. Mi fa schifo.  E dopo vogliono pure guidare. Si sentono degli eroi perchè van fuori di testa e poi vogliono sfidare il mondo».

Come sapete, contro Morgan, numerosi politici si sono lanciati nella Gara dei Comunicati.

Il Comunicato costituisce il tentativo disperato del politico di rincorrere i media, nel brevissimo arco di tempo della vita di una notizia: spesso poche ore.

Il politico senza visibilità mediatica è morto;  ma lo è anche il politico che sbaglia tipo di visibilità. Come dimenticare il caso di Cuffaro, un signore che non ebbe alcun problema con una condanna a cinque anni per favoreggiamento della mafia, ma fu costretto a dimettersi per una foto in cui lo si vedeva mentre sollevava un vassoio (pare solo per spostarlo) contenente dei cannoli offertigli da un amico?

Immancabile nel linciaggio, come sempre, il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. E’ irrilevante se Gasparri è un Bigotto Censore oppure un Coraggioso Difensore dei Sani Valori. Il fatto è che un  importante uomo politico si deve affannare per conquistarsi qualche secondo in televisione, cercando di dire qualcosa di abbastanza rumoroso a proposito – come abbiamo visto – della pubblicità di un’intervista a un personaggio in uno spettacolo che esiste solo perché viene ripreso dalla televisione. Come nella storia della Barbie Emancipata, insomma.

Lo spettacolo però prende uno sviluppo tipicamente italiano. I Comunicati dei politici spariscono, e apprendiamo dai media che Morgan è “affranto” “scosso” e “traumatizzato“.

Pierluigi Bersani, lo zombie che attualmente dirige il Partito Democratico, invece di annoiarci con l’economia o cose simili, coglie l‘onda di riflusso dei buoni sentimenti:

«Certamente Morgan ha dato un cattivo insegnamento, ha sbagliato ma non possiamo massacrarlo. Dobbiamo dargli una possibilità come tutti quelli che hanno sbagliato e ai quali va data un’altra occasione».

Voglio vedere Bersani a quanti musulmani espulsi senza accuse dal paese in cui lavorano darebbe un’altra occasione…

Con un colpo da maestro, Morgan riesce a ottenere il perdono del Pontefice Mediatico in persona, Bruno Vespa, confessando pubblicamente i propri peccati davanti a Lui e a uno degli esponenti più vacui di tutto il clero italiano, Don Antonio Mazzi. Morgan deve abbassare molto la testa, esprimendo le parole rituali:

«Ho ben presenti i valori della vita, ne sono ben conscio».

Nella giuria che assolve il penitente, oltre al Popolo Italiano e a una Livia Turco letteralmente in lacrime, c’è anche un certo Enzo Ghinazzi, che gira sotto il medionimo di Pupo, anche se ormai ha 55 anni.

A giorni, Pupo canterà a Sanremo assieme a Emanuele Filiberto di Savoia, “italiano da collezione,  “ambasciatore di pace” della setta del miliardario coreano Moon,  venditore di scarpe e debosciato discendente della banda di predoni francofoni che hanno sgovernato l’Italia per ottant’anni. Un signore il cui padre  -di mestiere trafficante di armi – fu arrestato alcuni anni per “ associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione“.

Il Principe e il Pupo, davanti a milioni di telemamme e telenonne nelle loro solitarie case, pare che canteranno queste parole di straordinaria mistificazione:

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio. 

ll Principe, il Pupo e due note escort, al momento senza cocaina

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/22210408/Morgan%2C+Emanuele+Filiberto+e+I
9.02.2010

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “L’immagine di Morgan è quella del Musicista”
    Se l’ha vist cus’è?
    Ah beh, sì beh, ah beh, sì beh
    Jannacci

  • Mari

    Che spazio sprecato 🙁 —– dimenticavo: Italia= sole, pizza e ammmore … … … Punto.

  • osva

    Bell’articolo. Ma che c’entra Rignano Flaminio? Lì è successo qualcosa, e pedofilia e satanismo non dobbiamo far finta di non vederli solo perchè ci vergognamo, giustamente, di far parte di una comunità che può produrre certe nefandezze.

  • stefanodandrea

    Articolo splendido

  • nautilus55

    Siamo passati dalla “coppia” Da Ponte-Mozart a quella Emanuele-Pupo: forza, che la prossima potrebbe essere Gasparri-Apicella!

    Grazie Martinez.

  • demianlee

    Tra l’altro, il parassita padre oltre che trafficante d’armi e puttaniere è stato dentro anche per omicidio, avendo (ubriaco fradicio) ucciso con una fucilata un ragazzo tedesco che dormiva sulla propria barca (poi sfangata come si conviene agli dei in terra).
    Il testo della canzone è comunque rivoltante, ho dovuto controllare su google che non fosse uno scherzo 🙁

    —–

    * Il 18 agosto 1978, sull’Isola di Cavallo (Corsica), ci fu una sparatoria a seguito del furto del gommone di Vittorio Emanuele da parte di conviviali del miliardario Nicky Pende[senza fonte]; Vittorio Emanuele sparò due colpi di carabina. L’ipotesi d’accusa, sulla base della quale fu in seguito arrestato, fu che uno dei proiettili avesse colpito la gamba dello studente tedesco di 19 anni Dirk Geerd Hamer, figlio di Ryke Geerd Hamer, che stava dormendo in una barca vicina e che morì nel dicembre dello stesso anno dopo una lunga agonia, causata da cure non appropriate. Di ciò, però, non vi fu prova, in quanto la difesa sostenne la presenza di altre persone che avrebbero sparato durante la colluttazione, poi fuggite e mai identificate dalla gendarmeria francese che restituì al proprietario italiano una P38 precedentemente sequestrata. Anche il calibro ed il rivestimento dei proiettili che ferirono il giovane risultarono diversi da quelli in dotazione alla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia (al quale sarebbe stato contestato, senza però addurre alcuna prova, di aver effettuato una sostituzione d’arma). Nel novembre del 1991 fu prosciolto dalla Camera d’accusa parigina dall’accusa di omicidio volontario e condannato a 6 mesi con la condizionale per porto abusivo d’arma da fuoco, “fuori dalla propria abitazione”. Il 21 giugno 2006, durante la sua detenzione nel carcere di Potenza, una microspia avrebbe intercettato una sua conversazione in cui avrebbe ammesso l’omicidio e in cui si vantava di essere uscito vittorioso dalla vicenda. Il contenuto della conversazione, come riportato dalla stampa, sarebbe il seguente:

    « Anche se avevo torto… devo dire che li ho fregati. È davvero eccezionale: venti testimoni, e si sono affacciate tante di quelle personalità importanti. Ero sicuro di vincere. Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era steso, passando attraverso la carlinga.[21][22] »

  • nautilus55

    Completo: il “ragazzo” era il figlio del dott. Hamer, il “padre” della nuova medicina tedesca, acerrimo nemico di Big Pharma. Che caso.

  • ventosa

    Martinez, che fai? Articolo carino, anche se infiocchetta questioni già trattate da altri. come fai a dipingere con tanta sicurezza il quadro di rignano flaminio come una messa in scena?Sai qualcosa di nuovo e sicuro rimasto nascosto alla pubblica opinione? Mi puzza, questo tuo intervento. La prima notizia, messa li apparentemente come preambolo per un argomento successivo, che non c’entra una benemerita mazza.
    Ripeto, mi puzza…

  • vic

    Foto eloquente: fili, pupo e pupe con poppe.

    Ah be’, si’ be’!

  • stefanodandrea

    Come non c’entra? Il punto riferimento, ciò che all’autore sta a cuore, è il popolo della provincia, che nella sua semplicità ancora può tentare di vincere una precisa aggressione di origini mediatiche ma che è sistematicamente preso per i fondelli dai meccanismi economici -pubblicitari-mediatici

  • Simulacres

    Aspiro al dolore!…

    Ho voluto leggere l’articolo…; la sola novità che v’ho trovato – si fa per dire – è il testo della canzone.

    Quello sì, un componimento davvero poetico, temerario e tragicomico; come gli attori.

    Grande metafisica e grande immaginazione per le farfalle, i pappagalli e gli scimpanzè made in Italy.

  • Eli

    Mi auguro che i figli di questo Martinez, se ne ha, non debbano mai subire quello che hanno patito i bambini di Rignano Flaminio, caduti in mano ad una banda di massoni satanisti pedofili che probabilmente facevano un traffico di filmati porno. Istruiti dai genitori, eh? Ci spieghi come si fa a convincere ventisette bambini a mentire. Chi è a contatto con bimbi piccoli sa che dicono sempre la verità, perché sono puliti ed innocenti. La sua disinformazione ed ignoranza non manca solo di compassione, ma anche di intelligenza. Quanto a pupo, che inneggia alla famiglia ed alla sua religione, da trent’anni ha due mogli: una regolarmente sposata, l’altra come amante, in un’apoteosi d’ipocrisia cattolica.

  • sumud

    Per osva, eli e ventosa

    Auguro ai miei figli di non avere i genitori come quelli di Rignano Flaminio.

    Che non sono affatto mostri o parte di un complotto, ma rappresentano l’esplosione dell’iperapprensività, della paranoia securitaria, del perenne sospetto, della cultura del “solo io so come educare i miei figli”, del “ma in che mondo viviamo”, del surreale mediatico.

    Tutte cose molto umane, ma che possono distruggere vite: in questo caso, le vite dei loro stessi figli. E se mi sono occupato del caso di Rignano è proprio per compassione per le povere disgraziate di maestrine, donne di paese di una certa età (credo che siano ormai tutte in pensione) che dopo una vita di duro lavoro, si sono trovate trasformate nella specie peggiore immaginabile di mostri.

    Che se le aveste conosciute di persona, difficilmente le avreste immaginate come “massoni”.

    Su come si faccia a convincere i bambini a raccontare storie (non a mentire) di cui sono già convinti i genitori, esiste un’ampia letteratura scientifica. Ad esempio http://it.wikipedia.org/wiki/Falsi_ricordi

    A chi pone la domanda, “hai forse altre informazioni”, beh, la domanda gliela giro io:

    avete forse altre informazioni, diverse da queste:

    http://paniscus.splinder.com/post/21722928/Aggiornamenti+da+Rignano+Flami

    Ringrazio Stefanodandrea, che ha capito perfettamente il nesso tra Rignano e il resto.

    Miguel Martinez

  • maristaurru

    Eli , mi spiace leggere affermazioni come le sue, intrise di preconcetti, io dei fatti di Rignano so poco, come anche lei può sapere poco, visto quanto sono confuse e spesso tendenziose le notizie che ci arrivano filtrate da interessi vari e personali convincimenti, data la delicatezza dell’argomento. Di certo non si sta facendo nel nostro Paese un buon servizio alla lotta alla pedofilia.
    Spesso si cerca lo scoop, il sensazionale da dare in pasto al pubblico apprensivo che sembra aver scoperto solo ora , grazie alla spinta maldestra di media e Giustizia sensazionalistica, quello che da SEMPRE sottaciuto, avviene nella nostra società: giardinetti infestati da sudicioni, bAMBINI MOLESTATI, BAMBINI RAPITI E ABUSATI.

    Lei arriva ad affermare un luogo comune :i bambini dicono sempre la verità, queste affermazioni in buina fede, sono pericolose, specie se le sentiamo da chi magari per lavoro sta vicino ai bambini e dovrebbe ben sapere che come le è già stato fatto notare, è facilissimo suggestionare i bambini ed usarli sia pure senza volere.

    davvero dovremmo imparare ad usare le regole base del ragionamento critico, le abbiamo dimenticate in questo infelice paese, se mai le abbiamo potute avere, trascinati e sballottati sin dai banchi dell’asilo da figuri di vario genere che tutto e tutti usano per scopi personali fatti passare per ideologia nobile e non per puro interesse, come è nei fatti, ed a questo ciarpame abbiamo abbandonato i nostri figli, mi vien da sospettare, in totale ignoranza dei fatti, che le maestre di Rignano possano aver avuto una colpa: erano “solo maestre” .

  • Eurasia

    I bambini rimangono puliti e innocenti se vivono in un contesto pulito ed innocente. Riporto l’articolo apparso sul Corriere Mercantile di Genova il 3 febbraio 2010.: “RACCOLTA DI FONDI TRUFFA, DONNA INDAGATA

    Sosteneva che la figlioletta fosse gravemente malata. Ha lanciato una campagna nazionale

    “Sindrome del lobo medio”. Millantando questa malattia, la madre di una bimba oggi undicenne, in cinque anni ha raccolto cinquecentomila euro in ogni angolo del Paese. Per farlo ha raccolto materiale clinico, alterandolo dopo le visite, ha promosso campagne di sensibilizzazione, ha portato la bambina in programmi televisivi, radiofonici, ha lanciato forum in internet. Era tutto falso. La procura della Repubblica di Genova ha aperto un fascicolo per truffa a carico della madre della bambina, con ogni probabilità autrice occulta di ben due libri che raccontano in prima persona la storia della piccola malata. Del caso si occupano personalmente il procuratore capo di Genova Francesco Lalla e il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico che nei giorni scorsi, dopo avere ricevuto un esposto anonimo di una benefattrice truffata, hanno indagato la madre della bambina e bloccato conti correnti su cui sono stati depositati in varie tranche cento e settantamila euro donati da vari benefattori, singoli cittadini e organizzazioni benefiche.

    Del caso si occupa la procura di Genova in quanto la bambina per quattro volte è stata visitata all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. La prima visita risale al 2005. Nel referto di ingresso appare la dicitura “Sindrome del lobo medio”, una grave patologia che distrugge in modo relativamente rapido i polmoni di chi ne è affetto. Di fatto la dicitura appare su un referto in quanto i genitori al momento della prima ospedalizzazione hanno dichiarato che la figlia ne era affetta. Le successive visite specialistiche, condotte dal professore Giovanni Rossi, hanno escluso che la piccola fosse affetta da questa grave malattia, constatando che piuttosto (e per fortuna) soffriva solo di una lieve forma d’asma.

    La madre della bimba, forte di referti medici alterati, ha lanciato la campagna di solidarietà per la figlia, dicendo che doveva raccogliere trecentomila euro per potere pagare un delicato intervento chirurgico a Huston, In Texas. Un’inchiesta giornalistica del popolare programma televisivo “Le Iene” sta per portare allo scoperto la vicenda. Un inviato del programma ha fatto un blitz ieri in Tribunale, a Genova, per intervistare il procuratore Lalla. Il servizio andrà in onda questa sera. Nel frattempo la procura genovese, dopo avere indagato la madre, sta valutando la posizione delle molte persone che l’hanno aiutata nella raccolta di fondi, compreso l’editore dei due libri che sarebbero stati scritti dalla bambina in prima persona. Intanto in rete, dopo la pubblicazione delle agenzie di stampa sulla truffa, è già iniziato un dibattito in cui la madre della bimba cerca di difendersi (f.r.). (Corriere Mercantile di Genova del 3/02/2010). Sul web e su Youtube basta digitare il nome Adelaide Ciotola per sapere tutta la storia, idem su facebook. Beh Pierangelo Bertoli non aveva tutti i torti quando cantava “Future abilità, speranze umane, riuscire a gelleggiare sul letame” (Pierangelo Bertoli “Mio figlio”).

  • BABYLU

    me pare nà bella canzone !mo me faccio n’cannone e canto lo stornellone !

  • sumud

    Sempre per Eli

    Il numero di “ventisette bambini” non mi tornava proprio, per Rignano Flaminio: mi ricordavo che la psicologa aveva compiuto nove perizie e c’era stato un accertamento medico-legale su un altro.

    Allora, ho digitato “asilo abusi ventisette bambini” su Google, e ho trovato riferimenti solo a un caso che non c’entra niente, e su cui non mi posso pronunciare perché non ne so nulla, riguardante un asilo a Vallo della Lucania.

    A sbagliare, sbagliamo tutti, ma prima di accusare qualcuno di ignoranza, potrebbe essere utile fare un giretto su Google.

    Miguel Martinez

  • Pellegrino

    il riferimento mistificatorio ai fatti di Rignano Flaminio è ributtante!!

    Qunto a quella Livia Turco, è davvero interessante notare che, proprio colei che era chiamata a legiferare sulle droghe avesse un figlio tossico perso senza che se ne fosse accorta…..
    Forse in questo c’è una Giustizia.

  • ventosa

    Miguel, forse sono stato un po’ duro. Come hai potuto capire, io non parlo di certezza sulla colpevolezza delle insegnanti, ma di questione in sospeso e di questo si tratta.
    Ho accolto il tuo invito ad informarmi sul sito da te consigliato, leggendo un articolo non firmato su, appunto, un sito senza riferimenti. Ho comunque letto tutto il pezzo, leggendo la sentenza sia della cassazione che del tribunale del riesame. Le cose non stanno affatto come dice il tizio dell’articolo(scusa se uso questo termine, ma non so chi sia) perchè, sia la cassazione, che il riesame, nell’ambito delle proprie competenze, giudicano corretta la sentenza del tribunale, giudicando tecnicamente idonee le motivazioni della sentenza. Attenzione, però, non smontano affatto l’apparato accusatorio! Nelle stesse sentenze vengono rilevati come attendibili molti punti presentati dal Pm, alcuni dei quali non suffragati da modelli di indagine “esemplare”, e per questo non sufficienti alla parte accusatoria per la dimostrazione della sussistenza del fatto.
    Non ho purtroppo molto tempo e quindi scusa la sintesi. Invito però, chi fosse interessato all’argomento a leggere proprio le due sentenze.
    Io, dopo averlo fatto(e, credimi, spero veramente che esca fuori la verità, quale esse sia), non ho la presunzione di avere nessuna certezza.
    Scusa ancora per il tono accusatorio della mia prima.
    Saluti.

  • francefar

    Secondo me, Morgan verrà riammesso al festival come concorrente o come ospite, ma parteciperà.

    Mi sembra tutta una manovra per fare alzare l’audience, magari Morgan il festival lo vincerà.

    Come disse il sempre attuale Wilde: “bene o male, l’importante che se ne parli.”

  • tersite

    nn sono daccordo, ho conosciuto, grazie alle interpretazioni di Morgan, alcune canzoni come ‘la ballata della moda’ di Tenco e ‘Giovanni telegrafista’ proprio di Jannacci..il resto dell’articolo lo condivido.