Modelli geopolitici a confronto

Modelli geopolitici a confronto

Di Daniele Perra, eurasia-rivista.com

Il teorico cinese Wang Huning è stato uno dei primi a sostenere la tesi secondo la quale per capire la strategia nazionale americana è necessario in primo luogo capire il modo americano di essere Nazione: ovvero, osservare con attenzione il loro stile di vita prima di dare credito a ciò che appare nelle pubblicazioni “geopolitiche” dei loro think tank[1].

Huning, durante il suo soggiorno negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, giunse alla conclusione che il fondamento dello stile di vita americano è l’idea di ricchezza o prosperità. Tale prosperità (apparente o reale) si mantiene solo attraverso il flusso continuo di capitale internazionale nelle casse statunitensi. E, per fare in modo che questo flusso di capitale si mantenga costante, si rende necessario che la posizione egemonica del dollaro non venga in alcun modo intaccata. Questa è la reale fonte di potere che, per ora, mantiene gli Stati Uniti forti e prosperi.

Ciò, naturalmente, comporta il quesito: come è stato possibile raggiungere tale posizione? La risposta va ricercata nella storia contemporanea. All’inizio della Prima Guerra Mondiale gli Stati Uniti erano uno dei Paesi con il più grande debito al mondo. Al termine del conflitto, invece, gli Stati Uniti erano un Paese creditore sul piano globale. Nel 1917, l’Intesa ricevette da Washington una linea di credito di 2,3 miliardi di dollari. Nel medesimo periodo, la Germania, sconfitta nella Battaglia dello Jutland (1916) e già sottoposta al blocco navale britannico, ottenne poco più di 27 milioni di marchi in aiuti esteri.

Di fatto, gli Stati Uniti sono stati tra i primi ad intendere la guerra esclusivamente come impresa economica nel momento in cui gli Imperi tradizionali europei, ancora convinti che la vittoria sarebbe stata determinata solo ed esclusivamente dalla forza degli eserciti sul campo (cosa possibile solo in caso di “guerra lampo”), erano ormai divenuti incompatibili con la base economica del capitalismo. La Prima Guerra Mondiale, dunque, è stato anche il primo conflitto in cui il flusso di capitale ha avuto un ruolo più importante del flusso di sangue inteso nel senso letterale del termine. Gli stessi Stati Uniti intervennero solo nel momento in cui erano ormai certi che non ci sarebbe stata nessuna sostanziale differenza tra vinti e vincitori (usciti entrambi con le ossa rotte dal conflitto). Questo perché l’obiettivo reale era quello di scalzare la Gran Bretagna dal ruolo di potenza talassocratica egemone sul piano globale. Obiettivo che sarà raggiunto solo a seguito della Seconda Guerra Mondiale e dopo che la stessa Gran Bretagna (grazie a quello che viene forse erroneamente definito come grande politico e stratega, Winston Churchill) contribuirà in modo determinante al suicidio suo e dell’Europa in generale.

Il 15 agosto 1971 è un’altra data fondamentale per la storia contemporanea e, soprattutto, per i fini di questa analisi. Quel giorno, il Presidente Richard Nixon annunciò la chiusura della cosiddetta golden window spezzando il legame tra dollaro e oro e tradendo il sistema creato a Bretton Woods. A partire da quella data, gli Stati Uniti hanno ottenuto il potere teorico di stampare dollari a volontà. Non solo, a seguito del conflitto arabo-israeliano del 1973 e di un accordo con l’OPEC, gli Stati Uniti ancorarono il dollaro al commercio globale del petrolio, trasformando la loro moneta nell’unica valuta per il regolamento internazionale del traffico petrolifero. Così facendo, hanno imposto al mondo il principio secondo il quale per comprare petrolio servono dollari. Dunque, se un Paese ha bisogno di petrolio, ha bisogno anche dei dollari per poterlo comprare. La globalizzazione economica, in questo senso, è stato l’inevitabile risultato della globalizzazione del dollaro.

In questo senso gli Stati Uniti, afferma l’ex generale dell’aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare Qiao Liang, hanno dato vita alla prima “civiltà finanziaria” trasformando tutte le valute del mondo in accessori del dollaro[2]. A partire dagli anni ’70, inoltre, hanno iniziato a delocalizzare le industrie manifatturiere di basso e medio livello nei Paesi in via di sviluppo (favorendone il consumo di ambiente e risorse) tenendo sul proprio territorio solo quelle con un alto valore aggiunto in termini tecnologici. Gli effetti nefasti di tali politiche hanno avuto modo di riflettersi sulla stessa economia americana nel momento in cui la crisi del 2007 ha messo in evidenza la sua natura esclusivamente “virtuale” a fronte dell’azzeramento del settore produttivo. Una tendenza che sia l’amministrazione Obama che quella Trump hanno cercato (fallendo) di controbilanciare. Di conseguenza, le fortune/sfortune statunitensi ancora per molto tempo si baseranno sulla capacità di Washington di concentrare/convogliare il flusso di capitali internazionali sul suo territorio generando crisi geopolitiche ed eliminando potenziali concorrenti.

In altri termini, gli Stati Uniti hanno dato vita ad un “impero vuoto” totalmente parassitario (nel 2001 il 70% della popolazione statunitense lavorava nel settore della finanza e dei servizi ad essa correlati) fondato sulla produzione di dollari, mentre il resto del mondo produce la merce che viene scambiata con i dollari. “La globalizzazione – afferma Qiao Liang – non è altro che una moda finanziaria tenuta in ostaggio dal dollaro americano[3].

Nel precedente articolo Il nemico dell’Europa si è fatto ampio riferimento alla guerra del Kosovo come “conflitto americano nel cuore dell’Europa” volto ad inquinare il clima degli investimenti nel Vecchio Continente e a contrastare sul nascere un rivale potenzialmente pericoloso: l’euro. Di fatto, prima della guerra del Kosovo, riporta ancora l’ex generale cinese, 700 miliardi di dollari vagavano per l’Europa senza un posto dove essere investiti[4]. Una volta iniziata la guerra con l’appoggio dei governi collaborazionisti europei (quello italiano in particolar modo), 400 miliardi sono stati immediatamente ritirati dal suolo europeo. 200 miliardi sono tornati subito negli Stati Uniti. Altri 200 sono andati ad Hong Kong, dove alcuni speculatori al rialzo puntavano ad usare la città come trampolino di lancio per accedere al mercato della Cina continentale. In quel preciso momento, arrivò l’“accidentale” bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado da parte dei “missili intelligenti” della NATO. Risultato finale: i 400 miliardi sono confluiti tutti nelle casse statunitensi.

Nel novembre 2000, Saddam Hussein annunciò che le esportazioni petrolifere irachene sarebbero state regolate con l’euro. Il primo decreto del governo iracheno istituito dalle (e sotto le) bombe USA stabilì l’immediato ritorno all’utilizzo del dollaro per il commercio del greggio.

Lo stesso discorso si può facilmente applicare alla crisi ucraina del 2014, esplosa in un momento in cui gli Stati Uniti (come oggi) non volevano in alcun modo che il capitale rimanesse o venisse investito in Europa. Il modo migliore per evitare che ciò avvenisse era creare una crisi regionale. Una crisi che, inoltre, ha costretto l’Europa ad accordarsi agli USA nell’imposizione di sanzioni alla Russia.

Ad oggi, l’unico Paese che si è contrapposto a questo gioco nordamericano cercando di intercettare il flusso di capitali è la Cina. Questo dovrebbe in qualche modo chiarire il motivo per cui vi è stata una sostanziale intensificazione delle crisi regionali attorno al gigante asiatico, da Hong Kong a Taiwan.

Tuttavia, l’attuale recrudescenza della crisi ucraina impone anche un altro tipo di riflessione. Di fatto, a prescindere dalla volontà occidentale di inasprire il più possibile la crisi attraverso provocazioni (e operazioni “falsa bandiera”), propaganda e mancato rispetto degli accordi di Minsk, si sta assistendo al confronto da due modelli opposti di interpretare la scienza geopolitica. Nel già citato articolo Il nemico dell’Europa si è fatto riferimento all’utilizzo delle crisi geopolitiche da parte degli Stati Uniti come strumenti subordinati alla politica monetaria. Dunque, nel caso ucraino si è di fronte ad un doppio livello di manipolazione: geografico/ideologico e finanziario. La crisi geopolitica non solo ha il compito (nascosto) di far fluire i capitali verso Washington indebolendo la ripresa economica dell’Europa postpandemica, ma viene anche utilizzata come strumento per mantenere l’Europa in una condizione di “cattività geopolitica” all’interno dell’invenzione geografico/ideologica dell’Occidente.

Ora, preso atto che la realizzazione delle strategie globali delle grandi potenze dipende sempre dalla forza (fu Stalin ad affermare “tutti i trattati sono carta straccia, ciò che conta è la forza”), sarà necessario fare un distinguo tra un modello di geopolitica subordinata alla finanza (da non dimenticare che anche l’abbattimento di un aereo russo grazie ai sistemi NATO presenti in Turchia ha determinato una fuga di capitali da Mosca e Ankara nel 2015) ed un modello classico o tradizionale che (volente o nolente) si lega ancora all’idea di Élisée Reclus secondo la quale la geografia non è altro che storia nello spazio[5] ed alla nozione di lebensraum elaborata da Friedrich Ratzel.

Questo concetto merita un breve approfondimento vista l’errata interpretazione al quale è stato sottoposto al preciso scopo di presentare la geopolitica come una sorta pseudo-scienza nazista (un’operazione che già di suo ha ben poco senso se si considera che Ratzel muore nel 1904). Il lebensraum (spazio vitale) è profondamente legato al rapporto tra l’uomo/popolo ed il suolo/spazio. Lo spazio vitale, nella teoria di Ratzel, si sviluppa lungo due direttrici di crescita (wachstum) che comprendono tutti i fenomeni rilevabili nello spazio: un accrescimento verticale ed uno orizzontale. I fenomeni sono i segni vitali della connessione tra uomo e suolo: i campi coltivati, ma anche i luoghi di culto, le scuole, le opere d’arte e le industrie. Da questa connessione si genera l’idea politica, collante spirituale dello Stato e massima espressione dell’accrescimento verticale: ovvero, dello stesso Stato come organismo spirituale. La crescita orizzontale, invece, è collegata alla pura espansione militare ed allo Stato come organismo biologico. Tuttavia, tale espansione deve seguire i fenomeni sul territorio, nel senso di preferire quella direzione che permette una maggiore continuità tra centro e periferia[6]. Appare evidente come una simile elaborazione teorica si traduca direttamente in una condanna dell’imperialismo moderno che non conosce confini ma solo ed esclusivamente fasce di sicurezza.

La geopolitica subordinata alla finanza, infatti, si fonda non sulla salvaguardia del limes, ma sul controllo e sulla gestione dei flussi di capitale (anche attraverso il ricorso alla forza militare per manipolarli) come strumento per controllare il flusso delle risorse attraverso gli snodi geopolitici (ad esempio, il Canale di Suez o lo Stretto di Malacca). La geopolitica classica, al contrario, si fonda sul controllo logistico dell’immediato vicino come spazio per la proiezione di influenza. In questo senso, ad esempio, si potrebbe interpretare la colonizzazione greca dello spazio circostante al Mar Nero (fondamentale per accedere al grano prodotto da Sciti e Sarmati) nell’antichità[7].

Oggi, l’annessione russa della Crimea (dopo che questa era stata inserita all’interno dei confini ucraini solo negli anni ’50 del secolo scorso), a prescindere da quel diritto internazionale che spesso e volentieri viene interpretato sempre a vantaggio della potenza egemone che l’ha creato, può e deve essere interpretata anche in senso tradizionale. Impedire che tale avamposto (dopo la progressiva riduzione dello spazio di manovra a seguito del crollo dell’URSS) finisca sotto controllo della NATO ha sia un senso puramente strategico, sia un valore in termini di connessione spirituale tra suolo e popolo e, dunque, di riaffermazione dello spazio vitale russo. La Russia, inoltre, ha necessità di trasportare le sue risorse naturali per immetterle sul mercato e promuovere la sua economia. Il taglio di gasdotti e oleodotti (quello che gli Stati Uniti stanno cercando di fare attraverso la stessa crisi ucraina), di conseguenza, avrebbe (ed ha) un impatto non solo sull’economia russa ma anche (e forse in modo ancora più decisivo) sul destinatario finale: l’Europa occidentale[8].

Qui entra in gioco anche un altro tipo di considerazione. Il riconoscimento russo delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (di per sé non criticabile da chi, ad esempio, ha creato dal nulla il Kosovo o il Sud Sudan per mero opportunismo geopolitico) ha un doppio valore. Ciò si ricollega sia al precedente discorso sulla riaffermazione dello spazio vitale russo (e come compimento di un processo iniziato nel 2014 dopo il colpo di Stato atlantista a Kiev), sia ad un più ampio progetto di accelerazione verso la ricostruzione dell’ordine globale. Appare evidente che la scelta russa si impone anche come una sfida aperta al modello unipolare. Il Cremlino, infatti, in un momento in cui si rafforza in modo costante la cooperazione eurasiatica (grazie soprattutto al lavoro diplomatico di Cina e Iran), dimostra di non temere minimamente un nuovo regime sanzionatorio (strumento principe dell’unipolarismo) che, come già anticipato (e nonostante i timidi sforzi del Presidente francese Emmanuel Macron per salvare il Vecchio Continente dal restringersi del cappio atlantico), andrebbe a discapito soprattutto dell’unico reale sconfitto in questa crisi: un’Europa incapace di salvaguardare il proprio interesse e di farsi polo autonomo e indipendente.

A questo proposito, si rende necessaria una considerazione finale per tutti coloro che proprio nell’Europa occidentale guardano alla Russia con eccessiva speranza. Questa, pur rappresentando un esempio di opposizione all’idea unipolare, persegue naturalmente il proprio interesse nazionale. Non sarà la Russia (anche fin troppo paziente in questo senso) a salvare l’Europa. Tuttavia Mosca, nel caso ucraino, ha il merito di mettere l’Europa davanti al fatto compiuto e di evidenziare oltremodo il ruolo nefasto dell’Alleanza Atlantica come strumento di coercizione del Vecchio Continente.

Di Daniele Perra, eurasia-rivista.com


NOTE

[1]Si veda Wang Huning America against America, Shanghai Arts Press, Shanghai 1991.

[2]Qiao Liang, L’arco dell’impero con la Cina e gli Stati Uniti alle estremità, LEG Edizioni, Gorizia 2021, p. 101.

[3]Ibidem, p. 63.

[4]Ibidem, p. 109.

[5]La geografia non è altro che storia nello spazio, proprio come la storia è geografia nel tempo”. Questa frase compare in exergo in ognuno dei sei volumi che compongono l’opera monumentale del geografo francese L’homme et la terre (Hachette, Parigi 1906-1908).

[6]Si veda F. Ratzel, Politische Geographie, R. Oldenbourg, Monaco-Lipsia 1897.

[7]Da non tralasciare il fatto che ancora oggi Russia e Ucraina rientrano tra i principali fornitori di grano al mondo. Il 50% del grano importato in Israele, ad esempio, arriva dall’Ucraina.

[8]Allo stesso modo, la Cina, con la Nuova Via della Seta, sta cercando di costruire un modello eurasiatico di cooperazione e sviluppo anche per dare forza propulsiva alla propria produzione economica interna. La creazione di crisi lungo il suo percorso non solo va a danno dell’economia cinese ma anche dei Paesi dell’Asia centrale e meridionale che, attraverso il progetto infrastrutturale, puntano a migliorare le proprie capacità di sviluppo

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link fonte: https://www.eurasia-rivista.com/modelli-geopolitici-a-confronto/

22.02.2022


Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (35)

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    1. danone 7 marzo 2022

      Ottima analisi, ma sul dollaro come arma geo-politica, c'è una riflessione ulteriore da fare, che nell'articolo non compare, perchè in realtà è proprio dall'analisi sullo sviluppo del sistema del dollaro, che si evince che dietro all'impero geo-politico americano, ci sono sempre stati ambienti elitari transnazionali ed apolidi.
      Come ho più volte sostenuto è la moneta che fa il modello economico e non viceversa.
      I veri poteri che controllano l'america hanno perfettamente applicato questa verità per tutto il '900, imponendo il dollaro come moneta unica sovrana mondiale per gli scambi, certamente difesa con la potenza delle armi, ma poi, con interventi "tecnico-politici" per così dire, sulle regole e i criteri della sua emissione, come la deregulation del dollaro dell'agosto del 71 (sganciamento dalla convertibilità aurea) e con la successiva invenzione del petrol-dollaro, con l'ancoraggio del petrolio e del suo commercio, alla valuta americana.
      Bisogna notare però che, sebbene dal 1917 (data indicata nell'articolo) fino alla metà-fine degli anni 70, questo sistema-dollaro ha potenziato geo-politicamente l'economia dell'impero americano, dopo invece, lo ha fortemente penalizzato, prima con la delocalizzazione del sistema produttivo, poi con l'iper-finanziarizzazione della loro economia, che certamente fa fare gli stessi soldi se non di più, al sistema americano, ma li concentra sempre più in pochissime mani.
      Gli sviluppi degli ultimi anni fanno vedere chiaramente che il sistema monetario delle valute fiat, con a capo il dollaro, se fino agli anni 70-80 ha reso geo-politicamente egemone l'america e l'area occidentale in genere, dopo quel momento, lentamente ma inesorabilmente l'ha completamente minata, fino ad oggi, che con l'enorme debito pubblico accumulato dagli Stati Uniti e con il rischio concreto dell'abbandono del dollaro stesso, da parte di potenze commerciali-militari competitrici, renderà l'egemonia americana, così tanto voluta e costruita nell'ultimo secolo, solo un brutto ricordo.
      Riassumendo, il sistema-dollaro è stato costruito così, dapprima per rendere geo-politicamente egemone l'america in una prima fase, durata fino alla fine degli anni 70, ma allo stesso tempo ha permesso la sua fragilità completa attuale, fino al suo prevedibile collasso a breve.
      Tutto ciò fa capire che dietro le dinamiche geo-politiche governate dai centri di potere finanziario, che controllano le economie delle nazioni e l'emissione delle valute fiat, ci sono sempre stati gruppi ed ambienti di potere, completamente virtualizzati, scollegati e avulsi dagli stessi interessi di popoli e territori, e che la fase geo-politica, sostenuta da un'economia prosperosa, è solo una fase appunto, di un processo a più fasi, che portano il mondo, con tutte le sue ricchezze, in mano a pochissimi centri di potere apolidi. D'altronde il NWO, dopo la sua realizzazione, impedisce lo scontro geo-politico per definizione, quindi tutti i poteri prettamente geo-politici devono sparire proprio per fare strada al nuovo sistema unico.

    2. AlbertoConti 8 marzo 2022

      In effetti questo tipo di NWO davosiano rappresenta l'ultimo stadio (si spera ultimo non solo in senso temporale, ma nel senso di stadio terminale che prelude alla sua completa estinzione) dell'egemonia parassitaria su base virtual-finanziaria di una elite di gestori apolidi delle monete globalizzate. L'identificazione geopolitica negli USA nell'ultimo secolo di questa mafia di banchieri apolidi è solo funzionale ai corsi storici delle parabole imperialiste anglofone che l'hanno segnato.

      L'attuale delirio russofobico è un segnale forte dell'inadeguatezza storica di questa elite, cioè l'inadeguatezza del parassitismo finanziario ai tempi storici che cambiano con l'emancipazione degli emergenti, geopoliticamente estranei, per fortuna, alle logiche occidentali dominanti. Se entra in crisi l'ideologia neoliberista sottostante, è la fine di questa estrema distorsione politica dell'evoluzione umana, concomitante all'esplosione della capacità manipolatoria offerta dagli strumenti tecnologici. Dovranno prevalere le pulsioni spirituali sottostanti alle ideologie antagoniste del modello parassitario dei pochissimi su tutti, fondate sui valori umani autentici contro il nulla della ricchezza smodata fine a se stessa, ridotta a puro strumento di potere dispotico globalizzato quanto spersonalizzato, forte dell'ambizione diffusa al benessere materiale, che giustifica un consenso irresponsabile.
      La difesa delle culture territoriali è l'arma vincente di questa guerra spirituale.

    1. Arthur 7 marzo 2022

      Al di là di tutte le disquisizioni di politica, economia, storia etc. che è possibile fare, c'è una semplice verità della quale occorre prendere coscienza.
      Eccola.

      Gli USA hanno una classe politica che fa gli interessi degli USA.
      Il Regno Unito ha una classe politica che fa gli interessi del Regno Unito.
      La Russia ha una classe politica che fa gli interessi della Russia.
      La Cina ha una classe politica che fa gli interessi della Cina.
      Il Giappone ha una classe politica che fa gli interessi del Giappone.
      L'India ha una classe politica che fa gli interessi dell'India.
      E via di seguito...
      L'Europa ha una classe politica di imbecilli che fa gli interessi di tutti, eccetto che i propri.
      Tutto il mondo lo ha capito e se la ride.
      Fine.

      PS.
      In Europa, tuttavia, più o meno in ogni paese c'è comunque un ceto politico che cerca di riportare a casa qualche risultato per il proprio popolo, almeno un po', per salvare la faccia e mantenere un minimo di decenza, ad eccezione di un paese.
      Indovina indovinello: in quale paese europeo il ceto politico sta al di sotto della soglia della più elementare decenza, fregandosene del suo popolo?

    2. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Sholz ieri in consiglio Eu ha fatto marcia indietro sulle sanzioni alla Russia in materia Energetica, la Netherland ieri si è opposta all' Entrata dell' Ucraina in Eu. ....
      Oggi si sono sentiti in video conferenza Biden, Sholz, Macron e Johnson ed il Giudeo Bennet, indovina indovinello chi mancava e perchè secondo voi ?

    1. sbregaverse 7 marzo 2022

      Già dissi alle donne e agli uomini dalla dura cervice: Putin scopa per conto proprio NON per conto terzi.

    2. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      Si per conto proprio gli vengono le borse sotto agli occhi come ai pipparoli mi sa.

    1. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      L' articolo è una disamina intelligente dei vari fatti. Cita a ragione, l' unico statista pragmatico mai visto sulla faccia della terra, vedi Stalin e la carta straccia, a tal proposito l' America nel 1971 disse che il dollaro era pur sempre carta con la quale ti ci potevi anche pulire il c. ma non certo convertirlo in oro.
      La psiche americana è fortemente inficiata dalla facilità con la quale sono riusciti ad impadronirsi di un vasto territorio, il sogno americano è proprio questo, l' arricchimento facile a spese del più debole, hai una moneta debole, cioè senza un esercito forte che la difende ? Sei come gli indiani d' America.
      Mi pare che la legislatura americana preveda di avere autorità su chiunque armeggi con i dollari, se i dollari entrano in casa tua, allora casa tua è soggetta alle leggi americane, ovviamente viva Stalin, solo grazie alla forza.
      Non sono d' accordo con la parte finale, se la BRI vuole avere un senso, occorre che l' europa ne diventi parte, d' accordo, la Russia non può pensare, al momento, anche al futuro delle nazioni europee, credo però che nell' affrontare di sponda la NATO, stia già aiutando anche l' europa.
      In ogni caso, l' europa, grazie alla Germania è ancora al 1945, il problema non è se la Russia possa aiutarci o meno, il grosso del problema sono gli stati stessi.
      Chiudo con un augurio a Putin: la prossima volta che ti siedi sui sedili di una Mercedes, possano le emorroidi farti piangere per un mese.

    2. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      "in ogni caso, l’ europa, grazie alla Germania è ancora al 1945 "

      Rna , siamo nel 2022 spiega per quale motivo ?
      per caso tu viaggi in Lada ?
      allora faremo la petizione perchè Putin sieda sulla Lada ..!
      ma daiii.!

    3. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      Volentieri. La germania non ha dimenticato la sconfitta e non se ne fa una ragione, odia la Russia e noi Italiani perché ci considera traditori. Anche ai tempi di Hitler una corrente tedesca, quella de "in alto i cuori" non era con Hitler, ma purtroppo la maggiornaza lo era eccome e oggi, quella maggiornaza che crede nella superiorità tedesca esiste ancora, se non altro per il solo fatto che è stata allattata in chiave anti russa dagli americani. L' auto diplomatica di Putin è una Merdeces, quindi gli stanno bene le emorroidi. Il N.S.2 è una presa per i fondelli tedesca ai danni russi, se mi avesse pagato per una consulenza, glielo avrei detto a Putin. Il gas serviva alla Germania, quindi Putin avrebbe dovuto far costruire il tubo dalla Germania. Stalin quando la Germania lo tradì, andò in depressione, Putin doveva studiare un po' più di storia, e capirla.
      Da questo punto di vista, sono tranquillo come uno a pancia piena, non ho riportato neanche la metà degli argomenti, sicuro che comunque nessuno può dimostrare il contrario e bloccarmi la digestione.
      Per il merdescomerdatedesco, ogni tentativo di pace nei loro confronti è un gesto di debolezza.
      Salutami la von der leyen ursula e si, Putin se non fosse stato un frocetto canale cinquato belusconiano, avrebbe scelto una Lada.

    4. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Caro Rna, ti scrivo..!
      Innanzitutto al contrario della Von der Leyen sono per metà Olandese e non Tedesco e come hai finito il post sbagliando , hai sbagliato pure la tua narrazione sia dal punto visto storico che quella più recente, capisco anche che arduo accettare la Veritas a chi ormai plasmato una forma mentis incrostata da anni di ideologia e propaganda dei vincitori.
      Ma veniamo a tempi recenti , la Germania non odia per niente la Russia anzi il contrario basterebbe conoscere tutti i partnertariati che hanno sancito tra di loro portati avanti sia dalla Cdu che Spd, nella società Tedesca la propaganda USA-Gb in 80 anni ha istillato nelle menti della maggioranza un sentimento di colpa per il periodo , la superiorità della Germania in ambito Ingegneristico è un dato di fatto riconosciuto ed apprezzato da tutti nel mondo non ci trovo nulla di strano o non condivisibile se uno è bravo complimenti, il tuo mi pare un sentimento revanscista fazioso .
      Veniamo alla Storia , la propaganda ha avuto l' effetto che le ideologie prevalesse sui fatti cosi le parti cercano di tirare la Storia dalla propria parte ognuno a le sue ragioni , ma è acqua passata, anzi sono convinto che ambedue non vorranno commettere quegli errori, per questo ora si rispettano capendo che sono dipendenti uno dall' altro, il N.S.2 lo hanno fatto per bypassare l' ucraina ed arrivare direttamente in Germany ed in Eu
      conveniva sia a Russia Germany ed Eu, sono gli USA-Gb che hanno messo la gamba , ma ancor ieri Der Kancellier ha ribadito che le sanzioni sul Gas la Germany
      non le mette e la Netherland si è opposta all' ingresso
      dell' Ucraina nella zona Eu.
      Come vedi le cose a volte non sono così semplicistiche
      come pensiamo da anni siano o sono rimaste.
      Tutto cambia anche Putin è diventato Nazional Socialista, come la Cina ..fattene una ragione anche se nessuno lo ammette, solo chi ha la mente libera
      può vederlo .

    5. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      Che sei per metà olandese credo sia la terza volta che me lo dici, ti ho chiesto di salutarmi la von der leyen ursula perché sei un simpatizzante della Germania. Come ti ho già scritto anche Stalin si fidava della Germania. Si i tedeschi sono bravi ingegneri, ti posso assicurare che di bravi ingegneri ne è pieno il mondo, un po' più onesti anche, vedi il caso volkswagen ad esempio, il che la dice lunga sulla attendibilità del tedesco.
      Dal 2014 la Germania è coinvolta nel colpo di stato ucraino, la cosa che non capisci è che la Germania odia anche l' America, sebbene questa l' abbia scelta per la guida europea a danno degli stati lasciati a se stessi e questo perché la Germania non vuole una europa unita ( questa farai fati a capirla ). Alla Germania serve il gas, fattene una ragione tu riguardo al fatto che non dimostra certo di essere filorussa.
      Revanscista fazioso a chi ? L' Italia non ha perso contro la Germania e neanche contro gli Americani, col fascismo abbiamo perso il re e detto grazie.

    6. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      " Dal 2014 la Germania è coinvolta nel colpo di stato ucraino,"

      Pensavo che mi avesti preso per Tedesco,
      allora non sono un simpatizzante della Germany come pensi , condivido il loro odio
      verso Inglesi e Americani.
      Revanscista nel senso di rivalsa per l' inferiorità che tutti hanno nei confronti dello strapotere Economico Ingegneristico della Germany in special modo dei Reich.
      chi non lo riconosce è fazioso non tu.

      La Germany non è stata scelta , ma a posto le sue condizioni per rinunciare al D.M. a loro andava benissimo anche senza l' Eur voluto da Francia, G.B. ed USA.
      infatti la BCE è a Francoforte, l' unica che
      fa fronte al Liberismo sfrenato imposto dagli USA e Gb all' interno è la Buba a salvaguarda delle sue Imprese .
      Che la Germany sia coinvolta è fantapolitica
      o complottismo spicciolo, dimostralo.

    7. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      revanscismo s. m. [dal fr. revanchisme, der. di revanche (v.)]. – Programma, movimento e più in generale atteggiamento nazionalistico ispirato alla revanche, inteso cioè al recupero, con una nuova guerra, del territorio e del prestigio perduti in seguito alla sconfitta in una guerra precedente.

      Come ti ho già detto all' Italia frega una cippa della IIG.M. avevamo il re e il fascismo, abbiamo accolto gli Americani a braccia aperte a differenza dei tedeschi, questo te la dovrebbe dire lunga. In parole semplici, la Germania tiene i piedi su due staffe, filorussa in chiave antiamericana e filoamericana in chiave antirussa, ma questo non è altro che lo spirito tedesco, non sono fatti per la win to win, hanno sempre un secondo fine legato alla loro fantasia suprematista. L' Italia ai tempi della lira faceva una gran concorrenza industriale alla Germania ma essendo piena di comunisti, gli americani hanno deciso di supportare la Germania perché dichiaratamente antirussa.
      Ora se non hai ancora capito che l' unione europea è una manovra NATO americana, la vedo dura spiegarti tutte le dinamiche, dovrei ripartire dai basilari. In ogni caso, sia io che tu, non siamo capi di stato e possiamo permetterci di coltivare le nostre idee e opinioni siano esse veraci o meno.

    8. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Allora ripeto, alla Germany con il D.M. a loro andava benissimo..!
      l’ Eur è voluto da Italy Francia, G.B. ed USA. questi i fatti incontrovertibili..!
      nessuno di queste Nazioni supportava lo strapotere economico del D.M., l' Italy con la £ aveva inflazione a due cifre e debt. pubblico galoppante per questo hanno voluto l' Eur.
      Che poi sia stato un disegno USA-Gb che c'entra la Germany quali colpe ha ?
      Rna hai sbagliato bersaglio te la devi prendere con i Tuoi Politici non con la Germany, ha fatto solo i suoi interessi tenendo i piedi in due scarpe.
      Qui si sta solo interloquendo sui fatti poi ognuno a il suo metodo di giudizio od opinione.

      Rna la guerra l' avete vinta voi ..! Russia G.b. ed USA non la Germany perchè continuate a ribaltare la veritas ed addossargli colpe che non ha ?.

    9. Rnamessaggero 7 marzo 2022

      No guarda ci rinuncio, non ne hai azzeccata una, probabilmente le informazioni che elabori non tengono conto di una estesa mole di fatti, che sicuramente conosci ma che non sai, a mio parere, dar loro la giusta valenza e collocazione. In sintesi ti dico, e non credo sia la prima volta, che le due germanie sono state unite a spese dell' Italia, la potenza industriale che aveva il grasso necessario per ingrassare i magri tedeschi dell' est. La Germania non poteva avere le capacità e l' autonomia per intraprendere una impresa del genere, ci mancherebbe, ovvio che dietro vi erano gli anglo americani, la gemania si è prestata volentieri però. In cambio la Germania ha venduto la pelle dell' orso russo senza averlo prima preso.

    10. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Il progetto dell' Eu è partito ben prima del 1989 e mai dalla Germany la tua è una visione complottista senza un riscontro economico reale suffragato da dati che ti ho portato al contrario .
      Comunque qui c'è la storia dell' Eu in PDF dacci un ' occhiata se credi , per mio conto
      puoi benissimo pensarla in modo diverso
      nessun problema il mondo è bello perchè è vario mi dice sempre la mamma.
      http://www.centrostudieuropei.it/jeanmonnet/wp-content/uploads/2015/04/Lambiase-Luana-Le-origini-dellidea-di-Europa.pdf

    11. Rnamessaggero 8 marzo 2022

      Il mondo è bello perché avariato casomai. Indipendentemente da dove parte il progetto Eu, possiamo valutare semplicemente il cosa sta facendo. Tu sembri un vax ragionando così, anche il vaccino parte e si dichiara cosa buona e giusta, ora valuta in realtà cosa è, poi torna, un minimo disilluso, che parliamo di Germania.
      Riparti da Giulietto Chiesa, ha speso anni senza mai essere smentito, su questi temi, se non li hai valutati per tempo, adesso temo sia troppo tardi, i fatti parlano da soli.

    12. Arian Van Heisen 8 marzo 2022

      Allora Rna , tanto per intenderci Arian non è vaccinato, è contro qualsiasi limitazioni del le libertà individuali fino a quando non sfocia nella violenza gratuita o la libertà degli altri, Sono un Free Vax , ragiono sui fatti e non sulle congetture o con il senno di poi , non conosco molto G. Chiesa quello che so è che era un Comunista d' antan.
      La costruzione dell' Eu a mio parere è sbagliata e sono per smantellarla.
      La Germany fa gli affari suoi e per Arian fa bene.
      Se l' italy ha una classe Politica di incapaci e corrotti è un problema interno non della
      Germany .
      Se il mondo è avariato dai maggior ragione
      a qualcuno che disse :" se noi perderemo questa lotta il Mondo perderà la Libertà "
      In modo surrettizio sia Putin che tu non vi accorgete che fate la medesima lotta.

    13. Rnamessaggero 8 marzo 2022

      Non conosci Giulietto Chiesa, hai detto poco, è stato l' unico lucido e razionale che ha individuato e documentato da subito, le vere tendenze e i coinvolgimenti del colpo di stato ucraino, ripeto, mai smentito come un comunista italiano appunto. Oggi alcuni potrebbero definirlo profeta, in realtà era solo un comunista dotato della lucidità necessaria per potersi contraddistinguere come tale. Io e Putin, due con modi surrettizi fa ridere, pazienza Putin che gioca a fare il frocetto anticomunista con una Merdeces ma io no èh!, la mia automobile ha solo 3 cilindri, 4 costavano troppo ;-)
      I tedeschi sono bravi nei loro affari, senza entrare troppo nei dettagli, i loro affari li curano grazie all' appoggio americano in chiave antirussia ( anche se la Merkel sorrideva a Putin come una zoccola abbracciava berlusconi ). L' Italia ha troppi comunisti, non è affidabile e lo sanno anche i sassi, meglio la Germania, per ridurre il comunismo in Italia sono dovuti ricorrere agli attentati. Il terreno nazista tedesco è molto più fertile per piantare nefandezze criminali in europa: si i tedeschi sanno curare meglio i loro affari ma finisce sempre che ad un certo punto i loro affari scoppiano in guerre.
      Non ho detto che sei vaccinato, ho detto che ragioni come un vaccinato, mi raccomando, senza offesa.

    14. Arian Van Heisen 8 marzo 2022

      Non pensavo fossi un Comunista di stampo
      U.R.S.S. !
      va bene, ho capito la colpa prima era del Fuhrer ora è della Germany anche se le guerre sono gli altri a dichiararle..
      Rna pensala come vuoi, ma verso la Germany sono solo le tue opinioni i fatti dicono altro e te li ho pure documentati rispondendomi con le tue opinioni congetturali.

    15. Rnamessaggero 8 marzo 2022

      Le tue prove non vanno oltre alla congettura che se Putin ha una Merdeces, questo significa che la Germania è in buoni rapporti con la Russia. Non faccio il giornalista di mestiere, mi limito ad acquisire il maggior numero di informazioni, dalle quali traggo le mie posizioni che tu definisci opinioni e che a me va benissimo. Sono anni e anni che leggo riguardo alle nefandezze tedesche in campo europeo, non ci penso proprio a voler corrompere le tue convinzioni, sei filotedesco (?), bene, hai già la tua condanna, a che serve salvarti ? Sono stalinista, mi spiace, quelli irrecuperabili li lascio nella fredda siberia esistenziale.

    1. casalvento 7 marzo 2022

      Davvero illuminante, specie la prospettiva finanziaria dell'imperialismo americano. Quanto all'Europa sto leggendo scritti di Jung secondo cui la malattia dell'anima europea risale ad oltre un secolo fa e ne vede i segni nell'arte, la pittura insensata e la musica atonale. Malattia che si manifesterà nel delirio di grandezza tedesco e conseguente catastrofe, anche se le responsabilità geopolitiche forse saranno ben altre e ricondurranno magari proprio al suddetto impero finanziario.

    2. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      " Malattia che si manifesterà nel delirio di grandezza tedesco e conseguente catastrofe "

      La guerra al Das Dritte Reich fu dichiarata dalla Gb seguiti dagli USA, non il contrario ...! e per di più dove non c' entravano.
      Quindi per casalvento la giustificazione è :" delirio di grandezza tedesco"
      o semplicemente consapevolezza dei Giudei controllori USA GB nel delirio di perdere il controllo della Moneta e dell' usura con il $ sul mondo ? e dichiarare guerra alla Germany
      Non è giusto ne si possono fare processi o guerre alle intenzioni non crede casalvento ?

    3. casalvento 7 marzo 2022

      Mi riferivo ad uno scritto di Jung sul nazismo, che inquadra in una più estesa malattia dell’anima europea, che porterà ai disastri del novecento ed alla decadenza attuale. Ho aggiunto che le responsabilità geopolitiche relative alle guerre stanno altrove e portano all’impero finanziario anglosassone.

    4. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Jung non era la persona più credibile e sopra le parti
      quando ha scritto quelle cose sul Nazional Socialismo,
      anzi era molto condizionato per i suoi trascorsi e per la triste fine del Das Dritte Reich ,basta leggere qualcosa sulla vita per rendersene conto .
      Ho capito , ma è fastidioso sempre tirare in ballo
      il Nazional Socialismo in contesti diversi .

    1. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      " A questo proposito, si rende necessaria una considerazione finale per tutti coloro che proprio nell’Europa occidentale guardano alla Russia con eccessiva speranza. Questa, pur rappresentando un esempio di opposizione all’idea unipolare, persegue naturalmente il proprio interesse nazionale. Non sarà la Russia (anche fin troppo paziente in questo senso) a salvare l’Europa. Tuttavia Mosca, nel caso ucraino, ha il merito di mettere l’Europa davanti al fatto compiuto e di evidenziare oltremodo il ruolo nefasto dell’Alleanza Atlantica come strumento di coercizione del Vecchio Continente."-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

      Ottimo articolo con un 'analisi quasi perfetta della situazione Geopolitica Economica Mondiale e sopra tutto vivaddio non scade nela solita trita e ritrita Reductio ad Hitlorum , non se ne può più...!

      L' unica cosa che non mi sembra corretta anzi proprio il contrario è .
      Non sarà la Russia a salvare l’Europa.
      per il semplice motivo che la Russia è Europa...!

    2. Luca VFR 7 marzo 2022

      Questa attuale europa la russia non ci pensa nemmeno a salvarla

    3. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      I sentimenti popolari e le Politiche sembrano immutabili per decenni poi all' improvviso il cambiamento avviene con un ' accelerazione improvvisa degli eventi.
      Vedremo..!

    4. Luca VFR 7 marzo 2022

      Sembrano immutabili perché all'essere umano piacerebbe molto "fermare il tempo" cristallizzando lo status quo. Solo che, oviamente, è una pia illusione.

    1. FrankDax 7 marzo 2022

      Buonasera , parole da incorniciare quelle dell'articolista :"A questo proposito, si rende necessaria una considerazione finale per tutti coloro che proprio nell’Europa occidentale guardano alla Russia con eccessiva speranza. Questa, pur rappresentando un esempio di opposizione all’idea unipolare, persegue naturalmente il proprio interesse nazionale. Non sarà la Russia (anche fin troppo paziente in questo senso) a salvare l’Europa" . A volte mi chiedo che razza di Popolo siamo (purtroppo i nostri Politici & Co. non sono alieni...) , quando facciamo di tutto per farci del Male.. condannando i nostri figli e nipoti ad un futuro di crisi ed infelicità . Convinto di avere visto il Peggio dopo due anni di Pandemenza Italiota , con annichilimento dei rapporti personali , delle Libertà fondamentali e della distruzione della piccola impresa... scopriamo che al Peggio non c'è limite , cavalcando Guerre di Altri , scoprendosi Love & Peace (ma fornendo armi) e annunciando al mondo intero che ci sono Civili/Bambini di serie A e B , (quelli B muoiono da anni nello Yemen ma noi Italioti facciamo finta che non esistono...) , distruggendo anche quello che rimane delle Grandi Imprese , per trascinarci Tutti insieme appassionatamente in un disastro economico... mentre aldilà del Oceano , brindano a Champagne per come sono riusciti a fregarci... trovando anche il modo di rifilarci il Gas di scisto che non voleva più nessuno , visto il costo... Povera Patria (ed Europa) canterebbe Battiato.

    2. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      Ti informo che in Eu fino al 2008 vi era una forte componente politica specie in Germany ed Holland che premevano per la Russia nella Nato.

      La Russia è in Europa...! se non ti salvano loro chi pensi ti possa salvare ? gli USA-GB del Deep State Giudeo , l' unico problema tra Russia ed Eu è l' Atlantismo.

    3. FrankDax 7 marzo 2022

      Buonasera , intendevo che una "ipotetica" salvezza deve venire dall'interno ("Spirito") della Nazione , non dall'esterno (chiunque sia)... chiaramente di questo "Spirito" in Italia non si vede alba purtroppo . La famigerata Nato è il Vero Governo Ombra di quella accozzaglia di stati chiamata EU , figuriamoci se avrebbe fatto entrare la Russia al suo interno. Avere un "nemico giurato" , serve a mantenere la sua stessa esistenza , da tutto questo il motivo di tutte le loro sporche manovre...

    4. Arian Van Heisen 7 marzo 2022

      I ns. interessi sono legati più alla Russia che agli Usa
      l' articolista è un Cinese cerca di tirare la Russia dalla sua .
      Il ns. problema lo sappiamo quale è la classe dirigente
      camerieri degli USA-Gb che combattono il Nazionalismo
      demonizzandolo in ogni modo.

    5. sbregaverse 7 marzo 2022

      Sì, Yemen guerra dimenticata, anche da La Verità di oggi che elenca TUTTE le altre guerre in corso.

    6. Luca VFR 7 marzo 2022

      Temo che se aspetti "lo spirito" sentirai un odore d'alcool etilico.

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