LO SCOPO INCONFESSATO DELLA RIFORMA DEL LAVORO

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it

La letteratura economica fornisce una semplice spiegazione di quanto sta accadendo oggi in Italia. L’economia ci dice che lo scopo (inconfessato) della riforma del mercato del lavoro deve essere quello di causare un incremento della disoccupazione. Un (ulteriore) incremento del tasso di disoccupazione si rende necessario per un motivo molto semplice: la curva di Phillips. La curva di Phillips stabilisce che la crescita dei salari è in relazione inversa rispetto al tasso di disoccupazione, una relazione individuata da A.W. Phillips nel 1958.Questa relazione non è mai stata posta seriamente in discussione nella letteratura empirica, come ci ricorda Jeffrey Fuhrer. Non sorprende quindi che gli economisti ne facciano tuttora uso per prevedere l’inflazione (Fendel, Lis e Rulke), ed è assolutamente evidente che il governo italiano sta facendo altrettanto.

In tutta evidenza, i fautori della riforma si aspettano che un innalzamento del tasso di disoccupazione moderi la crescita dei salari e quindi il tasso di inflazione. Ciò contribuirebbe a ristabilire la competitività di prezzo dei prodotti italiani e quindi a riequilibrare gli sbilanci esterni che sono alla radice della crisi dell’eurozona, come spiega ad esempio Martin Wolf. Tra l’altro, questo è uno dei motivi per i quali i mercati finanziari, che credono in questo meccanismo (come ci ricordano Fendel et al. in un altro lavoro), potrebbero accogliere con favore un innalzamento della disoccupazione in Italia.

L’unico piccolo problema con questo approccio è di natura politica, non economica. Il ragionamento del governo è impeccabile da un punto di vista economico. Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione.

(indubbiamente pensare in inglese aiuta a essere lapidari)

Alberto Bagnai

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/lo-scopo-inconfessato-della-riforma-del.html
12.04.2012

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Aironeblu
Aironeblu
12 Aprile 2012 , 14:29 14:29

…………..”L’unico piccolo problema con questo approccio è di natura politica, non economica. Il ragionamento del governo è impeccabile da un punto di vista economico”…………. Certo, come ad esempio in Grecia?

amensa
amensa
12 Aprile 2012 , 15:50 15:50

già….. dimenticando anche altri due piccoli corollari

1) il costo del lavoro, percentualmente al valore finale del prodotto, è sovente infimo

2) essendo i lavoratori ANCHE consumatori, un calo della loro rendita complessiva influisce anche sul livello di acquisti.

quando si vuole incidere così pesantemente sulla società lo farei a un patto:

“proviamo per 6 mesi, se poi non accade quanto previsto, ti portiamo via tutto, lasciandoti sul lastrico a guadagnarti 3 mesi si e 3 no, da vivere in un call centre, con un lavoro a progetto a 800€/mese”

dimenticando poi che i lavoratori non si possono “spegnere” e mettere in ibernazione per la prossima uscita dalla crisi…..

edoxxx
edoxxx
12 Aprile 2012 , 15:52 15:52

Datemi 1000 miliardi e faccio ripartire l’economia

brezzarossa
brezzarossa
12 Aprile 2012 , 15:55 15:55

Quindi Professore?
Se il governo si muove in modo economicamente corretto, quale è il problema?
Che dicono bugie?
Dire bugie per un italiano medio è arte consumata e prassi quotidiana, non si fa certo cadere il governo per le bugie.
Birbantelli. Bricconcelli.
Questo è tutto quello che possiamo fare (dire).

Loro riescono a mettere il pareggio di bilancio in costituzione e la modifica dell’articolo 18? Beh, adesso abbiamo aggiunto una risposta ed è la curva di Phillips.
Vuoi mettere la differenza tra sapere che moriremo investiti e il sapere che moriremo investiti perché il conducente aveva fretta e la fretta era anche giustificata?

…bel calcio nei c……..i questo articolo.

cavalea
cavalea
12 Aprile 2012 , 16:03 16:03

Il tasso di disoccupazione è determinato anche dall’ingresso di milioni di immigrati, i quali giocoforza entrano in competizione con i lavoratori autoctoni, in un quadro di crisi sempre più esplosiva. Comunque tutto è stato voluto, perchè per un posto di lavoro disponibile, dovranno sempre esserci 10 disperati a contenderselo, con il risultato di una progressiva discesa di salari e stipendi.

Jor-el
Jor-el
12 Aprile 2012 , 16:20 16:20

Questo articolo è un esempio mirabile di come ragionano i neoliberisti. Cosa facciamo per levarceli dalle scatole? Io non ne posso più…

RicBo
RicBo
12 Aprile 2012 , 16:23 16:23

A ragionare solo in termini economici si perde di vista l’umanità. Questo vale sia per Fornero che per Bagnai.

Iacopo67
Iacopo67
12 Aprile 2012 , 16:54 16:54

Mi fa piacere che venga pubblicato qualcosa di Bagnai che è uno bravo.
Vedo negli altri commenti qualche fraintendimento che evidentemente nasce dal fatto di non conoscere il pensiero di Bagnai.
Bagnai non è un neoliberista, è un keynesiano.
E non è assolutamente a favore di questa riforma, come si può capire andando a leggere gli articoli nel suo blog.
Quando Bagnai dice che il ragionamento del governo è impeccabile dal punto di vista economico intende dire che, seppur cinicamente, moderare i salari e l’inflazione renderebbe più competitivi i nostri prodotti all’estero e aiuterebbe a risolvere il problema del nostro deficit privato con l’estero.
Tuttavia Bagnai non auspica questa soluzione, ce ne sono altre più umane, in particolare Bagnai critica i tedeschi che dovrebbero smetterla con le loro deflazioni competitive e la loro guerra commerciale contro i propri “alleati” europei, che è una causa fondamentale della crisi che stiamo vivendo.

brezzarossa
brezzarossa
12 Aprile 2012 , 17:04 17:04

E’ senza dubbio come dice Iacopo, anche io conosco Bagnai, il problema è che nell’articolo Bagnai dice che:
“Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità”. oltre a quello che ho scritto sotto c’è che lui dice che il non dire la verità e il loro UNICO difetto, quindi se dicessero la verità il loro operato sarebbe corretto.
E se applicare la curva di Phillips e corretto in senso economico lo è anche per un keynesiano.
E noi continuiamo ad essere fritti….

pippo74
pippo74
12 Aprile 2012 , 18:37 18:37

Vedo che purtroppo il senso dell’articolo è stato compreso, tranne rare eccezioni (vero Iacopo?), in modo del tutto opposto a ciò che pensa realmente l’auore.

E in un certo senso è anche comprensible; in effetti per chi non conosce Bagnai, alcuni passaggi del post potrebbero risultare fuorvianti. Io conosco bene la posizione di Bagnai in tema di lavoro, delle reali intenzioni che ci sono dietro il simbolo della pseudo riforma dell’art. 18; leggo abitualmente il suo blog e vi assicuro che Bagnai è spietato nei confronti di questo governo e sporattutto nei confronti di questa finta sinistra, paternalista, arrogante e soprattutto antipopolare (quindi sinistra de’ che’?). E soprattutto Bagnai è un feroce nemico dell’euro e dell’impianto ideologico neoliberista e mercantilista che è alla base della sua costruzione. Tutto ciò spiegato in modo abbastanza semplice (per chi ha volgia di approfondire un minimo, certo), ma con dati alla mano di organismi internazionali, con richiami ad articoli pubblicati su riviste scientifiche, con link interessantissimi che parlano di economia.

Ma non dovete credere a me, potete leggere direttamente cosa ne pensa il diretto interessato a questo link http://goofynomics.blogspot.fr/2012/01/la-crisi-la-svendita-e-mi-cuggino.html . Una lettura, come posso dire, un pò piu articolata.
Aironeblu
Aironeblu
12 Aprile 2012 , 20:49 20:49

Se Bagnai è così bravo, impari anche ad esprimersi, qui si sta commentando il suo articolo, non la sua opera omnia, scriva allora quello che pensa.

yiliek
yiliek
12 Aprile 2012 , 22:27 22:27

te li stampo subito 🙂

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 0:31 0:31

Questo che c’entra, se allora adesso, all’improvviso, i giovani italiani emigrassero, diverrebbero perseguibili per il fatto che farebbero collassare l’economia del paese che li ospita? Oppure le famiglie che ebbero sette figli ognuna e che ora inflazionano senza diritto il mercato del lavoro nei confronti delle famiglie meno numerose, debbono tenersi i figli disoccupati, anzi, ammazzarli perche’ mangiano a sbafo? Penso che non dobbiamo confondere gli effetti con le cause.

Tonguessy
Tonguessy
13 Aprile 2012 , 1:48 1:48

L’unico non trascurabile difetto è che così si creano masse di “insoddisfatti” che mettono a rischio, con le loro irrefrenabili irrequietezze, tutto il sistema. Tirare la corda troppo può rivelarsi fatale anche per quei vertici abituati ad oltraggiose prebende.
PS la “sottile” ironia di Bagnai alle volte nuoce alla buona comprensione. Ne so qualcosa anch’io. Bisognerebbe conoscerlo meglio per sapere dove vuole arrivare.

Giancarlo54
Giancarlo54
13 Aprile 2012 , 1:52 1:52

Appunto.

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 2:05 2:05

Bagnai non sostiene il programma economico del governo, ne fa oggettivamente delle considerazioni , e sottolinea l’applicazione pedessequa di esso da parte dei tecnici. Secondo questo programma, esposto nella curva di Filippo, abbassare per esempio i salari, porterebbe i prezzi alti ad abbassarsi per permettere l’acquisto, cosi’ si potrebbe in qualche modo controllare l’inflazione. Grezzo pensiero il mio ma e’ una ipotesi di comprensione, la mia ignoranza nel campo e’ altissima, inflazionata direi. Conclude con una considerazione interessante l’articolo. Che io mi sento di sviluppare secondo la mia opinione dal basso della mia realta’ lavorativa, ma direttamente coinvolta nella drammatica situazione, come molti d’altronde. Certa economia vorrebbe freddamente ed asetticamente, fanaticamente io dico , per la buona riuscita della operazione salva vita [ o salva economia? ], applicare determinati meccanismi economici ( Macchiavelli docet ) ma nel suo profondo inconscio – ebbene si’, anche gli economisti, la finanza, hanno un inconscio – ha terrore della grande imponderabilita’ del fattore umano che potrebbe risentirsi del suo fisso ruolo di……capro espiatorio e ribaltare il bellissimo castello dorato messo su. E per questo debbono mentire. La perfezione squisitamente matematica dei pensieri economici conosciuti porta con se’ talloni d’Achille mai risolti, considerati testardamente, dei… Leggi tutto »

pippo74
pippo74
13 Aprile 2012 , 2:08 2:08

Ma di quale articolo vai blaterando? Quello postato da Bagnai è un semplice flash (tipo messaggio twitter); non voglio fare polemica, ma non potete chiamare articolo quello postato dalla redazione di CDC e ripreso dal blog del prof.

Bagnai si esprime benissimo, per chi ha voglia di studiare e di capire. Se fossi stato più umile avresti seguito il mio consiglio leggendo l’articolo (quello sì, può essere chiamato tale) che ho linkato.

Conoscete il significato della parola ironia? Sapete cosa sia il sarcasmo?
Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 2:13 2:13

Sono attributi che sapientemente usati veicolano con maggior incivisita’ un messaggio importante, altrimenti possono vanificare e mettere in secondo piano, addirittura inficiare l’utilita’ dello stesso.

Albertino
Albertino
13 Aprile 2012 , 2:15 2:15

ottimo come sempre il prof Bagnai che ci invita a riflettere su quello che è il vero scopo della “riforma” del mercato del lavoro. Riforma che sembra essere diventato uno dei punti cardine dell’ agenda politica del governo dei “tecnici”.
Non capisco poi l’ acredine di certi commenti contro la persona.
Basterebbe avere l’ umiltà e la pazienza di leggere il blog di Bagnai, per capire le sue posizioni e anche per imparare le basi dell’ economia
http://goofynomics.blogspot.it/

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 2:28 2:28

Chiedo scusa, mi era sfuggito questo tra parentesi di Bagnai:

“(indubbiamente pensare in inglese aiuta a essere lapidari)”.

Qui forse vuol riferirsi alla contaminazione politica angloamericana neoliberista del nostro beneamato governo tecnico? Se ho interpretato bene e’ una delle piu’ belle e fini battute che io abbia finora mai sentito sulla questione!

simonlester
simonlester
13 Aprile 2012 , 2:29 2:29

I giovani laureati, con buona preparazione tecnico scientifica, stanno già emigrando.
Per il resto, chi fa 7 figli in una nazione che non possiede risorse naturali proprie, investimenti in ricerca e sviluppo, e ha comunque i difetti di corruzione e mafie che tutti conoscete, o si prepara a farli emigrare, o a morire di fame o a fare da schiavi in un call center.
Se vedi prospettive diverse sono tranquillamente pronto a prenderle in considerazione.
Ciao

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 2:30 2:30

Appunto.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 2:30 2:30

Sono andato sul sito di Bagnai per vedere di avere una risposta.
Vedo che si è particolarmente incazzato con un tale Pipporillo che è stato colto da un sospetto identico al mio.
In pratica. Se si tratterà di riguadagnare in competitività lui, come economista, applicherà la curva di Phillips, ovvero troverà vantaggiosa la disoccupazione? Anche io penso che non sia questo il suo modus operandi il che purtroppo non si evince in questo articolo.
Devo anche dire che Bagnai ultimamente non brilli per lucidità anzi tenda ad incazzarsi assai facilmente. Per esempio con il Pipporillo se l’è presa di brutto sparandogli il classico della legge di domanda/offerta che non mi sembra sia quello che gli fosse stato chiesto dal tizio, ha fatto considerazioni sulla condizione culturale del poveretto e sulle sue possibilità di riuscita professionale.
Io penso che sia effettivamente bravo però certe volte….

Tetris1917
Tetris1917
13 Aprile 2012 , 3:34 3:34

Due semplici osservazioni:
1) L’esercito di riserva, definito da Marx nel suo noto mattone, afferma non empiricamente l’importanza di avere tassi di disoccupazione sempre ben spianati contro la forza lavoro impiegata
2) I salari italiani, sono a marcia indietro da svariati anni. Quindi il contenimento della loro crescita, non mi convince. Semmai lo schiacciamento finale al ribasso verso salari prossimi alla Cina. Questo gia’ un po’ di piu. Stanno creando un polo “orientale” nell’europa mediterranea. Ossia una fascia a costo forza lavoro molto basso e sfruttabile.

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Aprile 2012 , 3:46 3:46

Confondi una spiegazione con una giustificazione. Forse perchè non hai il senso dell’ironia?

reio
reio
13 Aprile 2012 , 3:48 3:48

te hai capito proprio tutto

mimmogranoduro
mimmogranoduro
13 Aprile 2012 , 3:56 3:56

Bella scoperta,lo sanno pure le pietre che sè un posto di lavoro ha 10 contendenti anzichè 1 il costo della prestazione viene offerta al ribasso,e quindi il prodotto finito costa meno è diventa più competitivo con i suoi omologhi stranieri.Ma a chi giova questo in europa?solo ed esclusivamente alla Germania,poiche noi non esportiamo più.Non sarebbe neanche male come escamotage,poiche se la Germania aumentasse le sue esportazioni noi potremmo diventare un loro sito di assemblaggio,ma quello che nessuno vuole dire è,che una economia se vuole definirsi tale deve essere in grado di camminare sulle proprie gambe(consumo interno)e un aumento della disoccupazione produrrebbe 2 effetti nefasti: 1)riduzione drammatica dei consumi interni 2)qualora in un secondo momento si costruirebbero nuovi posti di lavoro,essi sarebbero a salari bassi,quindi basso potere d acquisto. Questo stato deve mettersi bene in testa,che bisogna ridurre drasticamente la spesa pubblica in produttiva,combattere il malaffare,ridurre il peso burocratico,abbassare la pressione fiscale,solo agendo su queste leve si fa ripartire il paese,il resto sono solo chiacchiere e supposizioni inutili. Altra urgenza è aprire i libri contabili del debito pubblico,poiche i debiti vanno pagati,ma quella parte di debito che fa capo a CDS, DERIVATI,scaricati sugli enti pubblici da istituti finanziari con la complicità… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Aprile 2012 , 4:03 4:03

La cosa più bella è la foto a corredo dell’articolo: scema e più scemo! Non potrebbero essere altri i protagonisti di un vano tentativo di recuperare la maionese impazzita. Quello che non si è capito (a giudicare dai commenti) è quale sia l’imputato chiave di questo disastro (europeo) dentro il disastro (americano-mondiale). E’ l’inflazione, non in sè, ma in rapporto a quella tedesca, artificialmente compressa con una relativa maggior moderazione salariale (rispetto agli altri paesi membri) nella fase successiva alla riunificazione delle 2 germanie (che ha poi coinciso con l’era euro, o marco moneta unica che dir si voglia). Gli idioti al timone della barca italiana (in piena fase di naufragio) stanno facendo i pierini, copiano malamente e fuori tempo massimo dal primo della classe. Questo vuol dire Bagnai. La morale della favola è che ci sono tanti modi per comprimere l’inflazione. Il più intelligente e radicale è quello di non provocarla con l’espansione monetaria, gonfiando gli asset finanziari privati (truffa sistemica a danno dei popoli). Ma questo è il mio pensiero, fuori dallo schema monetario dominante.

cavalea
cavalea
13 Aprile 2012 , 4:09 4:09

Se i giovani italiani, o di qualsiasi altro paese, volessero emigrare, dovrebbero andare in un paese che li accoglie. Se scegliessero l’Australia per esempio, sarebbero accolti in conformità alle leggi e alle necessità di manodopera.
Su questi parametri, il paese sovrano decide quali e quanti immigrati possono entrare ogni anno. Semplice no? O pensi che tu entri soltanto perchè gli spieghi le buoni ragioni che ti hanno indotto a partire? Le porte aperte, o meglio sventrate, esistono solo qui da una ventina d’anni, ed è un errore ritenere che tutto il mondo ci imiti.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 4:17 4:17

Scusa Alberto ma mi sembra che Bagnai, in questo articolo, abbia detto che il loro unico difetto è il dire bugie. Unico difetto. Vuol dire che il resto non è difettoso? Guarda, ciò che di solito scrive Bagnai è assolutamente condivisibile, in certi momenti però, è anche bene spiegare la propria posizione, perché di cambi repentini nella storia politico-economica italiana ce ne sono stati anche troppi. Il continuo dover interpretare questo articolo mi sembra un po come dire che, pur dicendo delle verità, non l’ha scritto proprio bene. Perlomeno per un normo-dotato come me.

pippo74
pippo74
13 Aprile 2012 , 4:30 4:30

Giovina la tua interpretazione della considerazione di Bagnai tra parentesi non è corretta nel caso specifico, sebbene sia corretta in generale. Ti spiego il perchè: il post del prof. è stato prima pubblicato in inglese e poi tradotto in italiano; ecco il motivo della riflesisone di Bagnai ed ecco perchè la tua interpretazione è errata. Corretta in generale, invece, perchè Bagnai è molo critico con l’impostazione anglosassone soprattutto dal lato dell’asimmetria monetaria imposta dagli Usa al resto del mondo con il $. A tale proposito una riflessione che spesso fa Bagnai, mettendo in guardia dalla ricetta proposta dagli economisti americani della MMT, è proprio quella che tali autori non dicono nulla in merito al ruolo del dollaro sui mercati internazionali e di come tale ruolo influenzi l’economia mondiale, a vantaggio di chi lo capisci da sola. Ti chiedo un piccolo sforzo. Vai sul blog di Bagnai e prova a leggere qualche articolo e i relativi commenti. Io ti posso dare qualche suggerimento per iniziare, poi sta a te decidere se continuare l’approfondimento. Uno, il più importante a mio avviso, lo trovi linkato nelle letture segnalate proprio su CDC in basso a sinistra della home page. Alcuni altri sono i seguenti… Leggi tutto »

reio
reio
13 Aprile 2012 , 4:30 4:30

se la fornero dicesse che ci vuole mandare tutti a spasso non mentirebbe

Massimiliano
Massimiliano
13 Aprile 2012 , 4:30 4:30

“L’unico piccolo problema con questo approccio è di natura politica, non economica. Il ragionamento del governo è impeccabile da un punto di vista economico. Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione.” Trovo questa considerazione raccapricciante. Il problema è prima di tutto “sociale” in quanto questa direzione causerà dei disagi sociali devastanti a livello di vite umane. In secondo luogo è anche economico in quanto una depressione dei salari comporta una depressione dei consumi e delle tasse raccimolate dallo Stato. Si genererà mano d’opera a basso costo per produrre in maniera spietata prodotti che verranno venduti all’estero in quanto l’economia locale perderà potere d’acquisto. Lo Stato aumenterà le tasse per compensare la carenza delle imposte prelevate. Ma queste saranno sempre e cmq insufficienti (se poi correlati al fiscal compact la missione è letteralmente impossibile). Lo Stato sarà obbligato a privatizzare e il ritorno al feudalismo avrà l’ennesima accellerazione. I benefici per le popolazioni residenti saranno inesistenti. Questo governo stà commettendo l’ennesimo scempio al servizio delle elite che ne beneficeranno acuistando a 30 ciò che… Leggi tutto »

Massimiliano
Massimiliano
13 Aprile 2012 , 4:43 4:43

Inoltre un aumento della disoccupazione porta anche a un calo della produzione nazionale e quindi un aumento dell’inflazione. Questa non è una soluzione economica, è l’ennesimo tentativo di curare il paziente con un salasso.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 4:57 4:57

Bagnai parla proprio di contenimento della crescita degli stipendi.
Vuol dire che gli stipendi non aumenteranno al pari dell’inflazione.
Vuol dire che in termini reali gli stipendi diminuiranno, cioè il potere d’acquisto delle famiglie diminuirà. Avranno quindi forza lavoro a basso costo.

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 4:59 4:59

Grazie! Infatti di lui fino ad ora ho letto solo due articoli, e qui su Donchi. Appena posso ci vado!
Ehi Pippo non e’ che la famosa curva e tua no???? 🙂

wld
wld
13 Aprile 2012 , 5:01 5:01

Sono pienamente in accordo con quello che ha scritto Signor Massimiliano, non a caso è stato bloccato l’adeguamento delle pensioni a 1400€ lordi, (per due anni e per il momento) il passo successivo sarà quello che sta sperimentando la Grecia, con decurtazioni oltre il 30%. Naturalmente, se lo scopo è quello di creare disoccupazione (articolo 18 docet), da qualche parte bisognerà recuperare, se la forza lavoro diminuisce, non è più sostenibile erogare pensioni “retributive”, con lavori precari a 800€ al mese, e anche meno il più dei casi, i conti non tornano. Purtroppo i “tecnici” non ci dicono tutta la verità, o almeno tacciono sul progetto di deprimere la classe lavorativa, rendendola schiava e indigente, Il male in assoluto, che verrà votato senza dubbio ad una unanimità, è il pareggio di bilancio, così faremo contenta la Germania. wlady

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 5:05 5:05

Che altrove le regole per gli immigrati possano essere migliori non lo escludo, anche se in genere l’erba del vicino e’ sempre piu’ verde……
Comunque se il senso dell’articolo di Bagnai e’ azzeccato, tutta sta povera gente attirata qui da miraggi di ogni sorta servira’ allo scopo di alzare piu’ esponenzialmente il tasso di disoccupazione, e quindi l’interesse dello stato e’ tenerseli!

Se lo spirito vero della ( vera ) globalizzazione fosse rispettato, la cosa piu’ giusta sarebbe semplicemente quella di poter trovare lavoro ovunque, e non rischiare di discriminare qualcuno, con tutte le pericolose conseguenze, solo per servire un logico corretto funzionamento di un sistema economico.

Tetris1917
Tetris1917
13 Aprile 2012 , 5:11 5:11

indubbiamente, i salari sono al disotto del valore forza lavoro (valore dei beni necessari per la propria riproduzione). Ma scenderanno ancora. Concordo.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 5:15 5:15

Bagnai non ha scritto questo articolo per Comedonchisciotte, l’ha scritto nel suo blog, inserito in un certo contesto. Per cui non è stato concepito per essere letto separatamente come una cosa a se stante da cui sia possibile capire il suo pensiero, altrimenti Bagnai l’avrebbe scritto in modo differente.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 5:28 5:28

Non mi arzigogolerei troppo su una singola frase, quello che conta è capire quello che lui vuole dire. Se lo conosci sai che lui è uno dalla nostra parte.

AlbertoConti
AlbertoConti
13 Aprile 2012 , 5:30 5:30

“unico difetto” in senso ironico, mi pare chiaro.

Giovina
Giovina
13 Aprile 2012 , 5:31 5:31

Credo che al termine ” politico” usato da Bagnai bisogna dare il suo significato generale, ossia di riferimento sociale. Mentre ormai, nella sua accezione corrente il termine di politico e’ assimilato a quello di “corrotto” o “corruttibile”, di unilateralita’ e spesso di imposizione, di gruppi e partiti.

La politica di uno stato e quindi tutto cio’ che esso di interessi contempli e’ da rifersi al sociale, cioe’ alla vita e ai rapporti dei suoi cittadini.

In questo senso e in questa direzione devono andare a individuarsi i vizi originari delle cause di eventuali sfaceli.

Lo stato che dimentichi il suo ruolo principale e originario per servire interessi di parte commette un gravissimo errore, cio’ inteso nel senso logico di definizione di Stato etico che debba servire tutti i suoi cittadini.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 5:32 5:32

…. e infatti, non è chiaro. Generalmente si fa la stessa cosa anche con i libri, se ne prende una parte e la si cita, non è che automaticamente non essendo conosciuta tutta l’opera allora il periodo risulta ambiguo, nel caso succedesse si fanno le dovute precisazioni, per non creare fraintendimenti. Quando si parla di concetti può succedere. E’ quello che vorrei fosse fatto.
Scusa, colpa mia, ma per quello che leggo posso chiedermi se un keynesiano ritiene corretto applicare quella curva come cura all’inflazione salariale, o quella generica.
Tutto qui.

cavalea
cavalea
13 Aprile 2012 , 5:56 5:56

Lo spirito vero della globalizzazione è quello di innescare una guerra tra poveri, mettendoli in competizione per un posto di lavoro. Coloro che hanno imposto lo scardinamento delle frontiere e l’azzeramento della sovranità degli stati, sono gli stessi che manipolano il 90% della finanza mondiale, che impongono crescenti sacrifici ai lavoratori perchè TUTTA la ricchezza mondiale si deve concentrare nelle mani di una oligarchia apolide.
In questo quadro il ruolo delle transumanze, diventa lo strumento principale della strategia di crescente impoverimento dei disperati, immigrati e autoctoni.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 6:01 6:01

Accettare di giocare al gioco dei tedeschi implica conseguenze pericolose; se ogni nazione schiaccia i salari dei lavoratori, i lavoratori e le loro famiglie saranno sempre meno in grado di acquistare quello che viene prodotto dalle aziende, per cui si cercherà di vendere questi prodotti all’estero.
Se lo fa solo la Germania è un discorso, ma se lo vogliono fare tutti, (e le attuali regole europee volute dai tedeschi in pratica ce lo impongono) come si fa ? Se ci sono paesi esportatori netti, ci devono essere per forza paesi importatori netti. Le tensioni che ne deriveranno potrebbero anche innescare una guerra.
E ribadisco che Bagnai è fortemente critico nei confronti di tutta questa situazione che si sta venendo a creare.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 6:39 6:39

Un conto è accettare l’attendibilità della curva di Phillips secondo cui i salari diminuiscono all’aumentare della disoccupazione, altra cosa è auspicare tale “soluzione”.
Sono i neoliberisti che spingono in quella direzione, non i keynesiani.

Jor-el
Jor-el
13 Aprile 2012 , 7:18 7:18

Sarà, forse Bagnai voleva dire l’opposto di quello che scritto. Che Monti miri a un aumento della disoccupazione è evidentissimo, e non mi pare che faccia poi tanto per nasconderlo. Solo le norme sui CoCoPro e le “false partite IVA” metteranno in mezzo alla strada decine di migliaia di persone. dal punto di vista economico non è impeccabile, è un crimine bello e buono. Uno come Bagnai dovrebbe spiegare, invece, quali misure dovrebbe adottare un governo serio.

pippo74
pippo74
13 Aprile 2012 , 8:20 8:20

Le ha spiegate, solo che bisognerebbe avere la voglia di leggerle le cose. Sotto ho messo qualche lik se ti va di approfondire. Comunque la cosa più importante che propone Bagnai è l’uscita dall’euro con relativo ripristino della valuta nazionale e conseguente svalutazione della nuova lira per far ripartire l’economia. Ovviamente detto molto, ma molto in breve.

Il prof. avrà scritto 100 post sul suo blog dove spiega, in modo molto più dettagliato, cosa dovrebbe fare un governo serio.
pippo74
pippo74
13 Aprile 2012 , 8:29 8:29

Ti ringrazio per la battuta e per la disponibilità dimostrata a voler approfondire. Comunque no, anche se in generale la parola “curva” o meglio “curve” non mi dispiace, evoca in me piacevoli sensazioni!

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 10:02 10:02

…ed anche di chi fa certe domande fino ad arrivare alle offese pesanti. Scusami sai ma quella domanda fatta dal tizio è la stessa, grosso modo, che mi sono posto io e quella risposta mi ha molto meravigliato. Come studioso sembra a posto, assolutamente condivisibile, ma sulla persona invece qualche ulteriore domanda me la pongo.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 10:41 10:41

Sono andato a cercare il commento di questo Pipporillo, dove chiede se “voi economisti dissidenti… applicherete i dettami…di questa curva ?”. Avrai notato che dice anche “spero di avere capito male e confesso che mi sta venendo da ridere”.
Ti sembra un tono rispettoso ? Se uno mi si rivolgesse con quel tono strafottente lo tratterei anche peggio di come ha fatto Bagnai, è già tanto se gli ha risposto.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 10:47 10:47

Mah, probabilmente gli veniva da ridere perché si sentiva ridicolo a non capire… Però la domanda la trovo pertinente.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 10:56 10:56

Cioè, se ti trovi a dover esporre una circostanza del genere in pubblico, magari come ministro (per le conoscenze che ha se lo meritebbe), uno ti fa una domanda del genere che fai, lo offendi pesantemente perché credi che si stato stafottente? Boh. Magari Bagnai lo conosce personalmente ‘sto tizio è per questo che gli ha scritto quello che gli ha scritto, mi auguro sia così se non fosse così ci sarebbe da pensare. Forse ha riconosciuto un suo studente. Mi è parso scomposto ecco.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 12:27 12:27

E’ senza dubbio una spiegazione che porta però a giustificare una azione. Non c’è fraintendimento, è solo che già girano abbastanza motivi sul perché di certe azioni.

Jor-el
Jor-el
13 Aprile 2012 , 12:28 12:28

Mhmm… non mi convince tanto l’ipotesi cinese. La trasformazione dell’europa del sud in un serbatoio di manodopera a bassissimo costo (a basso costo lo è già) comporterebbe una reindustrializzazione dei paesi che vengono forzosamente de-industrializzati dalla politica economica della CE. Non vedo come le imprese che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni potrebbero riaprire. Il punto è che quella politica economica è sballata. E’ stata sempre sballata, fin dai tempi in cui la imponevano in Sudamerica a furie di dittature militari. Stanno semplicemente spogliando il mondo per giocarselo in borsa. La crescita cinese non ha niente di miracoloso, e non dipende affatto dal basso costo del lavoro (che non è una caratteristica esclusiva della Cina), bensì dagli enormi investimenti pubblici e dal controllo ferreo dello stato sull’economia, dalle fabbriche ai trasporti, dall’energia alle banche. In questo la Cina è diversa dall’Europa, altro che meno stato più mercato.

Iacopo67
Iacopo67
13 Aprile 2012 , 12:42 12:42

La domanda era pertinente, basta essere rispettosi nel modo di porla.

ws
ws
13 Aprile 2012 , 12:44 12:44

l’ articolo fa riferimento alla ben nota ” legge ferrea dei salarii” di marx che prevede che in condizione di ” libero mercato” i salarii scendano sempre al livello di pura sussistenza del salariato-schiavo

tu questo non lo hai mai probabilmente sentito o letto , ma non puoi non aver sentito per anni e anni il mantra
“GLI IMMIGRATI CI SERVONO PER FARE IL LAVORO CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO PIU’ FARE ? ”

sebbene non ti abbiano mai detto che gli italiani non” volevano” perche’ non volevano essere pagati di merda ….

ma ora che adesso si contenterebbero di quella merda … nemmeno quella… si dovra’ scendere alla pura sopravvivenza e solo per chi riesce a lavorare. .. Capito a cosa servivano gli immigrati ? allo stesso ruolo economico dei CRUMIRI !

cavalea
cavalea
13 Aprile 2012 , 13:28 13:28

Aggiungi; ci pagano le pensioni, se non ci fossero le fabbriche chiuderebbero, la società multietnica è bella e creativa, il paese non fa più figli e altre amenità simili. Ora siamo giunti al capolinea, ma c’è ancora qualcuno che considera del tutto ininfluente, il fatto che ci siano milioni di disoccupati e nel contempo arrivino milioni di altri immigrati in cerca di un lavoro che non ci sarà per nessuno.

brezzarossa
brezzarossa
13 Aprile 2012 , 13:31 13:31

Capito a cosa servivano gli immigrati ? allo stesso ruolo economico dei CRUMIRI !

Bella. Bell’accostamento. Complimenti.

Georgejefferson
Georgejefferson
13 Aprile 2012 , 17:16 17:16

La sostanza e’ niente di nuovo sotto il sole(tranne per i media mainstream ovviamente)

MARIO DRAGHI ad una conferenza stampa datata 8 dicembre 2011 dichiara:” in effetti nel breve termine l’austerità e l’aumento delle tasse (pacchetto Monti)causeranno impoverimento economico”. Ma aggiunge subito che si tratta di un effetto collaterale sulla via di una splendida guarigione per un motivo: perché mentre verrà applicata l’austerità, confermata come essenziale e i popoli europei sottoposti a questa cura diventeranno “competitivi, potranno contare sull’export”

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=284

http://www.mecpoc.org/2011/12/not-only-in-germany-the-ecb-now-wants-export-driven-growth-for-whole-europe/

resta da capire cosa intenda per splendida guarigione,a chi andranno questi presunti benefici,e come potranno contare sull’export in un paese impoverito,visto che l’unico modo rimane quello di tagliare il costo del lavoro (se il termine tecnico TAGLIO COSTO LAVORO di RISORSE UMANE vi pare troppo freddo possiamo chiamarlo in modo piu esplicito:”tragedie sociali di far soffrire milioni di lavoratori per decenni….Ma gli economisti non si esprimono cosi…apparirebbero poco credibili,poco tecnici,magari religiosi fanatici)

Georgejefferson
Georgejefferson
13 Aprile 2012 , 17:23 17:23

Da Paolo Barnard Che i salari di chi lavora e il lavoro stesso dovessero passare dall’essere un diritto umano a una carità elemosinata a masse di perdenti, fu sancito in luoghi e tempi che voi non conoscete, da gente che non immaginate, con le seguenti idee: primo, pensarono che se i lavoratori aumentano i loro redditi essi spenderanno di più, e se spenderanno di più circolerà più denaro, e se circolerà molto denaro ci sarà inflazione, e l’inflazione colpisce il valore della moneta, e se la moneta perde di valore i ricchi perdono privilegi. Secondo, pensarono che i lavoratori ben pagati sono forti, acquisiscono pretese. I malpagati e i precarizzati sono invece deboli, spaccano i sindacati, e le grandi industrie fanno più profitti, ed esportano di più. Se poi esse licenziano, i Mercati le premiano apprezzando le loro azioni e i manager di quelle industrie incasseranno premi milionari. Ma se licenziano, gli Stati s’indebitano con la Cassa Integrazione e altri ammortizzatori, e se si indebitano devono poi privatizzare i beni pubblici per pagare i debiti, e se privatizzano lo faranno a prezzi stracciati perché sono indebitati, e se i prezzi sono stracciati gli investitori compreranno a due soldi aziende e… Leggi tutto »

Georgejefferson
Georgejefferson
13 Aprile 2012 , 17:39 17:39

estratti da Leone verde:

l’economia e’ la vita reale di milioni di individui,quei numeri non sono solo teoria…non è il corso di matematica speculativa, no! E’ la vita della gente, la differenza tra mangiare e MORIRE.L’economia è molto più simile alla medicina che alla fisica, influisce sul corpo sociale.La responsabilità è l’unico principio che LEGITTIMA il potere e la funzione pubblica ed economica,qualunque essa sia.

Giovina
Giovina
14 Aprile 2012 , 2:45 2:45

Caro Pippo,

l’approfondire, almeno procedere in questo senso, che non si finisce mai di imparare, e’ il minimo necessario che si richiede per sentirsi, non solo potenzialmente possibilitati a porre domande ma anche “partecipi” della realta’ che direttamente ci coinvolge.

Per quanto riguarda meccanismi e leggi economiche in se’: io sono pressoche’ totalmente ignorante.

Pero’ penso che mai come in questa epoca, ci sia dato di imparare in piu’ sul campo, piuttosto che dal solo stare stare chini su un testo di economia, in un’aula universitaria, da un banco o da una cattedra che sia.

Questo vale sia per i competenti in materia, che per i cittadini direttamente interessati dagli effetti dell’economia stessa.

(Pero’ pure tutte ste curve, iperbole e parabole non scherzano! Fanno girar la testa pure loro!)

gramscixxi
gramscixxi
15 Aprile 2012 , 2:46 2:46

Riprendo la frase di Bagnai parzialmente citata da @Brezzarossa:


“Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione.”

Il Prof. Bagnai pone al lettore una domanda pleonastica sulla trascurabilità del suddetto difetto.
Certo che non è trascurabile: se qualche esponente del governo si azzardasse a confessare che il vero motivo della riforma del mercato del lavoro da loro protervamente voluto è quello di far aumentare la disoccupazione, ci sarebbe il rischio che gli italiani si sbarazzassero di questo governo e di chi gli ha aperto le porte e continua a sostenerlo.
In pratica di tutti di tutti questi “On.” personaggi che con un eufemismo potremmo definire lestofanti (altri termini non ne uso perché mi sto allenando a parlare in modo da essere capito anche fuori da CDC e vorrei recuperare anche chi considera una bestemmia definire golpista l’attuale governo di “tecnici” [del golpe])

Tetris1917
Tetris1917
15 Aprile 2012 , 4:46 4:46

Se si creano le condizioni minime: diritti leofilizzati e stipendi molto al disotto del valore della forza lavoro, perche’ andare in Cina o in Messico? Il capitalismo in crisi, per risollevarsi, sfocia in guerre e parallelalmente distrugge tutte le organizzazioni precendenti, compresi i diritti e i luoghi di lavoro. Posso azzardare che il prossimo passaggio a livello planetario, sara’ una guerra (forse non mondiale) ma sicuramente abbastanza estesa….