LO SCOPO INCONFESSATO DELLA RIFORMA DEL LAVORO

LO SCOPO INCONFESSATO DELLA RIFORMA DEL LAVORO

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.it

La letteratura economica fornisce una semplice spiegazione di quanto sta accadendo oggi in Italia. L’economia ci dice che lo scopo (inconfessato) della riforma del mercato del lavoro deve essere quello di causare un incremento della disoccupazione. Un (ulteriore) incremento del tasso di disoccupazione si rende necessario per un motivo molto semplice: la curva di Phillips. La curva di Phillips stabilisce che la crescita dei salari è in relazione inversa rispetto al tasso di disoccupazione, una relazione individuata da A.W. Phillips nel 1958.Questa relazione non è mai stata posta seriamente in discussione nella letteratura empirica, come ci ricorda Jeffrey Fuhrer. Non sorprende quindi che gli economisti ne facciano tuttora uso per prevedere l’inflazione (Fendel, Lis e Rulke), ed è assolutamente evidente che il governo italiano sta facendo altrettanto.


In tutta evidenza, i fautori della riforma si aspettano che un innalzamento del tasso di disoccupazione moderi la crescita dei salari e quindi il tasso di inflazione. Ciò contribuirebbe a ristabilire la competitività di prezzo dei prodotti italiani e quindi a riequilibrare gli sbilanci esterni che sono alla radice della crisi dell’eurozona, come spiega ad esempio Martin Wolf. Tra l’altro, questo è uno dei motivi per i quali i mercati finanziari, che credono in questo meccanismo (come ci ricordano Fendel et al. in un altro lavoro), potrebbero accogliere con favore un innalzamento della disoccupazione in Italia.


L’unico piccolo problema con questo approccio è di natura politica, non economica. Il ragionamento del governo è impeccabile da un punto di vista economico. Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione.

(indubbiamente pensare in inglese aiuta a essere lapidari)



Alberto Bagnai

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it

Link: http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/lo-scopo-inconfessato-della-riforma-del.html

12.04.2012

Commenti (66)

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    1. Tetris1917 15 aprile 2012

      Se si creano le condizioni minime: diritti leofilizzati e stipendi molto al disotto del valore della forza lavoro, perche' andare in Cina o in Messico? Il capitalismo in crisi, per risollevarsi, sfocia in guerre e parallelalmente distrugge tutte le organizzazioni precendenti, compresi i diritti e i luoghi di lavoro. Posso azzardare che il prossimo passaggio a livello planetario, sara' una guerra (forse non mondiale) ma sicuramente abbastanza estesa....

    1. gramscixxi 15 aprile 2012

      Riprendo la frase di Bagnai parzialmente citata da @brezzarossa:

      "Il suo unico (trascurabile?) difetto è che nessun membro del governo sta dicendo la verità, ovvero che lo scopo immediato e inconfessabile di una riforma altrimenti insensata è quello di far aumentare la disoccupazione."

      Il Prof. Bagnai pone al lettore una domanda pleonastica sulla trascurabilità del suddetto difetto.
      Certo che non è trascurabile: se qualche esponente del governo si azzardasse a confessare che il vero motivo della riforma del mercato del lavoro da loro protervamente voluto è quello di far aumentare la disoccupazione, ci sarebbe il rischio che gli italiani si sbarazzassero di questo governo e di chi gli ha aperto le porte e continua a sostenerlo.
      In pratica di tutti di tutti questi "On." personaggi che con un eufemismo potremmo definire lestofanti (altri termini non ne uso perché mi sto allenando a parlare in modo da essere capito anche fuori da CDC e vorrei recuperare anche chi considera una bestemmia definire golpista l'attuale governo di "tecnici" [del golpe])

    1. Giovina 14 aprile 2012

      Caro Pippo,


      l'approfondire, almeno procedere in questo senso, che non si finisce mai di imparare, e' il minimo necessario che si richiede per sentirsi, non solo potenzialmente possibilitati a porre domande ma anche "partecipi" della realta' che direttamente ci coinvolge.

      Per quanto riguarda meccanismi e leggi economiche in se': io sono pressoche' totalmente ignorante.

      Pero' penso che mai come in questa epoca, ci sia dato di imparare in piu' sul campo, piuttosto che dal solo stare stare chini su un testo di economia, in un'aula universitaria, da un banco o da una cattedra che sia.

      Questo vale sia per i competenti in materia, che per i cittadini direttamente interessati dagli effetti dell'economia stessa.

      (Pero' pure tutte ste curve, iperbole e parabole non scherzano! Fanno girar la testa pure loro!)

    1. Georgejefferson 13 aprile 2012

      estratti da Leone verde:

      l'economia e' la vita reale di milioni di individui,quei numeri non sono solo teoria...non è il corso di matematica speculativa, no! E' la vita della gente, la differenza tra mangiare e MORIRE.L'economia è molto più simile alla medicina che alla fisica, influisce sul corpo sociale.La responsabilità è l'unico principio che LEGITTIMA il potere e la funzione pubblica ed economica,qualunque essa sia.

    1. Georgejefferson 13 aprile 2012

      Da Paolo Barnard

      Che i salari di chi lavora e il lavoro stesso dovessero passare dall’essere un diritto umano a una carità elemosinata a masse di perdenti, fu sancito in luoghi e tempi che voi non conoscete, da gente che non immaginate, con le seguenti idee: primo, pensarono che se i lavoratori aumentano i loro redditi essi spenderanno di più, e se spenderanno di più circolerà più denaro, e se circolerà molto denaro ci sarà inflazione, e l’inflazione colpisce il valore della moneta, e se la moneta perde di valore i ricchi perdono privilegi. Secondo, pensarono che i lavoratori ben pagati sono forti, acquisiscono pretese. I malpagati e i precarizzati sono invece deboli, spaccano i sindacati, e le grandi industrie fanno più profitti, ed esportano di più. Se poi esse licenziano, i Mercati le premiano apprezzando le loro azioni e i manager di quelle industrie incasseranno premi milionari. Ma se licenziano, gli Stati s’indebitano con la Cassa Integrazione e altri ammortizzatori, e se si indebitano devono poi privatizzare i beni pubblici per pagare i debiti, e se privatizzano lo faranno a prezzi stracciati perché sono indebitati, e se i prezzi sono stracciati gli investitori compreranno a due soldi aziende e infrastrutture, poi licenzieranno e la ruota torna a giare su se stessa, con alla fine sempre tu, operaio a pagare il prezzo di tutto. In due parole: ideologia Neoliberista.

    1. Georgejefferson 13 aprile 2012

      La sostanza e' niente di nuovo sotto il sole(tranne per i media mainstream ovviamente)

      MARIO DRAGHI ad una conferenza stampa datata 8 dicembre 2011 dichiara:” in effetti nel breve termine l’austerità e l’aumento delle tasse (pacchetto Monti)causeranno impoverimento economico”. Ma aggiunge subito che si tratta di un effetto collaterale sulla via di una splendida guarigione per un motivo: perché mentre verrà applicata l’austerità, confermata come essenziale e i popoli europei sottoposti a questa cura diventeranno “competitivi, potranno contare sull’export”

      http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=284

      http://www.mecpoc.org/2011/12/not-only-in-germany-the-ecb-now-wants-export-driven-growth-for-whole-europe/

      resta da capire cosa intenda per splendida guarigione,a chi andranno questi presunti benefici,e come potranno contare sull’export in un paese impoverito,visto che l’unico modo rimane quello di tagliare il costo del lavoro (se il termine tecnico TAGLIO COSTO LAVORO di RISORSE UMANE vi pare troppo freddo possiamo chiamarlo in modo piu esplicito:"tragedie sociali di far soffrire milioni di lavoratori per decenni....Ma gli economisti non si esprimono cosi...apparirebbero poco credibili,poco tecnici,magari religiosi fanatici)

    1. brezzarossa 13 aprile 2012

      Capito a cosa servivano gli immigrati ? allo stesso ruolo economico dei CRUMIRI !

      Bella. Bell'accostamento. Complimenti.

    1. cavalea 13 aprile 2012

      Aggiungi; ci pagano le pensioni, se non ci fossero le fabbriche chiuderebbero, la società multietnica è bella e creativa, il paese non fa più figli e altre amenità simili. Ora siamo giunti al capolinea, ma c'è ancora qualcuno che considera del tutto ininfluente, il fatto che ci siano milioni di disoccupati e nel contempo arrivino milioni di altri immigrati in cerca di un lavoro che non ci sarà per nessuno.

    1. ws 13 aprile 2012

      l' articolo fa riferimento alla ben nota " legge ferrea dei salarii" di marx che prevede che in condizione di " libero mercato" i salarii scendano sempre al livello di pura sussistenza del salariato-schiavo

      tu questo non lo hai mai probabilmente sentito o letto , ma non puoi non aver sentito per anni e anni il mantra "GLI IMMIGRATI CI SERVONO PER FARE IL LAVORO CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO PIU' FARE ? "

      sebbene non ti abbiano mai detto che gli italiani non" volevano" perche' non volevano essere pagati di merda ....

      ma ora che adesso si contenterebbero di quella merda ... nemmeno quella... si dovra' scendere alla pura sopravvivenza e solo per chi riesce a lavorare. .. Capito a cosa servivano gli immigrati ? allo stesso ruolo economico dei CRUMIRI !

    1. Iacopo67 13 aprile 2012

      La domanda era pertinente, basta essere rispettosi nel modo di porla.

    1. Jor-el 13 aprile 2012

      Mhmm... non mi convince tanto l'ipotesi cinese. La trasformazione dell'europa del sud in un serbatoio di manodopera a bassissimo costo (a basso costo lo è già) comporterebbe una reindustrializzazione dei paesi che vengono forzosamente de-industrializzati dalla politica economica della CE. Non vedo come le imprese che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni potrebbero riaprire. Il punto è che quella politica economica è sballata. E' stata sempre sballata, fin dai tempi in cui la imponevano in Sudamerica a furie di dittature militari. Stanno semplicemente spogliando il mondo per giocarselo in borsa. La crescita cinese non ha niente di miracoloso, e non dipende affatto dal basso costo del lavoro (che non è una caratteristica esclusiva della Cina), bensì dagli enormi investimenti pubblici e dal controllo ferreo dello stato sull'economia, dalle fabbriche ai trasporti, dall'energia alle banche. In questo la Cina è diversa dall'Europa, altro che meno stato più mercato.

    1. brezzarossa 13 aprile 2012

      E' senza dubbio una spiegazione che porta però a giustificare una azione. Non c'è fraintendimento, è solo che già girano abbastanza motivi sul perché di certe azioni.

    1. brezzarossa 13 aprile 2012

      Cioè, se ti trovi a dover esporre una circostanza del genere in pubblico, magari come ministro (per le conoscenze che ha se lo meritebbe), uno ti fa una domanda del genere che fai, lo offendi pesantemente perché credi che si stato stafottente? Boh. Magari Bagnai lo conosce personalmente 'sto tizio è per questo che gli ha scritto quello che gli ha scritto, mi auguro sia così se non fosse così ci sarebbe da pensare. Forse ha riconosciuto un suo studente. Mi è parso scomposto ecco.

    1. brezzarossa 13 aprile 2012

      Mah, probabilmente gli veniva da ridere perché si sentiva ridicolo a non capire... Però la domanda la trovo pertinente.

    1. Iacopo67 13 aprile 2012

      Sono andato a cercare il commento di questo Pipporillo, dove chiede se "voi economisti dissidenti... applicherete i dettami...di questa curva ?". Avrai notato che dice anche "spero di avere capito male e confesso che mi sta venendo da ridere".
      Ti sembra un tono rispettoso ? Se uno mi si rivolgesse con quel tono strafottente lo tratterei anche peggio di come ha fatto Bagnai, è già tanto se gli ha risposto.

    1. brezzarossa 13 aprile 2012

      ...ed anche di chi fa certe domande fino ad arrivare alle offese pesanti. Scusami sai ma quella domanda fatta dal tizio è la stessa, grosso modo, che mi sono posto io e quella risposta mi ha molto meravigliato. Come studioso sembra a posto, assolutamente condivisibile, ma sulla persona invece qualche ulteriore domanda me la pongo.

    1. pippo74 13 aprile 2012

      Ti ringrazio per la battuta e per la disponibilità dimostrata a voler approfondire. Comunque no, anche se in generale la parola "curva" o meglio "curve" non mi dispiace, evoca in me piacevoli sensazioni!

    1. pippo74 13 aprile 2012

      Le ha spiegate, solo che bisognerebbe avere la voglia di leggerle le cose. Sotto ho messo qualche lik se ti va di approfondire. Comunque la cosa più importante che propone Bagnai è l'uscita dall'euro con relativo ripristino della valuta nazionale e conseguente svalutazione della nuova lira per far ripartire l'economia. Ovviamente detto molto, ma molto in breve.

      Il prof. avrà scritto 100 post sul suo blog dove spiega, in modo molto più dettagliato, cosa dovrebbe fare un governo serio.
    1. Jor-el 13 aprile 2012

      Sarà, forse Bagnai voleva dire l'opposto di quello che scritto. Che Monti miri a un aumento della disoccupazione è evidentissimo, e non mi pare che faccia poi tanto per nasconderlo. Solo le norme sui CoCoPro e le "false partite IVA" metteranno in mezzo alla strada decine di migliaia di persone. dal punto di vista economico non è impeccabile, è un crimine bello e buono. Uno come Bagnai dovrebbe spiegare, invece, quali misure dovrebbe adottare un governo serio.

    1. Iacopo67 13 aprile 2012

      Un conto è accettare l'attendibilità della curva di Phillips secondo cui i salari diminuiscono all'aumentare della disoccupazione, altra cosa è auspicare tale "soluzione".

      Sono i neoliberisti che spingono in quella direzione, non i keynesiani.

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